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Due parole introduttive

Scopo della presente pagina è dare un quadro sommario dei tipi di segnali di interesse escursionistico che si possono trovare sui sentieri della Valle d'Aosta. I segnali che possiamo trovare sui sentieri sono essenzialmente quelli inerenti la numerazione degli stessi (dipinti su pietra o segnali in metallo su palina) in base a numerazioni e regole ben precise ed altri di tipo più improvvisato o realizzati con materiali naturali (cartelli in legno, ometti, vecchi segnali non più usati). Per la segnaletica realizzata con numeri dipinti e cartelli in metallo, occorre precisare che, mentre in quasi tutta Italia per i sentieri è stata adottata una segnaletica unica in base a specifiche del Club Alpino Italiano (i famosi segnali bianco rossi), la Valle d'Aosta fa un po' storia a se', per la presenza dei segni bianco-rosso che individuano i lotti forestali, con i quali adottando le specifice CAI, si poteva creare confusione. La segnaletica in Valle d'Aosta differisce quindi da quella del resto d'Italia ed ovviamente da quella delle vicine Francia e Svizzera.

ATTENZIONE!!

Genericamente parliamo di "numeri o numerazione dei sentieri" ma in realtà dovremmo parlare di "numeri o numerazione dei percorsi escursionistici" in quanto i percorsi riportati sulle mappe comprendono spesso, oltre a tratte di sentiero, anche tratte di strade agricole (sterrate/lastricate/asfaltate), a voltre tracciati pedonali all'interno dei villaggi, tratte di strade asfaltate aperte al generico traffico veicolare, tratte su ghiaioni, pietraie, roccette, ecc. dove non esiste una traccia sul terreno (meno ancora di un vero e proprio sentiero) e dove il percorso viene materializzato solo dalla presenza dei segnavia (ometti, segni gialli, numeri su pietra, ecc.), inoltre sulla stessa tratta di sentiero o strada possono coesistere più percorsi e quindi più numerazioni. Dovremmo quindi parlare di "percorso n° ... per ... " e non di "sentiero n° ... per ..." . La numerazione stessa è stata realizzata con fine escursionistico, tant'é che nelle zone meno conosciute sotto questo aspetto, i sentieri spesso non sono mai stati numerati o la numerazione è carente ed incompleta. E' buona abitudine quindi imparare ad orientarsi senza bisogno della numerazione dei sentieri, consultando piuttosto le mappe (cartace o su gps) in quanto a volte (specie a quote alte) non sono ben evidenti i segnavia, la cartellonistica è imprecisa (soprattutto come tempi di percorrenza), la numerazione dei segnavia non è corretta o congruente con mappe, tabelloni, segnali su palina, o anche tra segnavia distinti sulle stesse tratte. La segnaleticha quindi non risolve tutti i problemi di orientamento anche su sentieri apparentemente ben tracciati: le mappe sono sempre indispensabili, il gps può essere comunque utile.

Ricordo inoltre che in Valle d'Aosta la numerazione, a parte quella dei "percorsi intervallivi", "Alte Vie" e simili, è SU BASE COMUNALE, ovvero in ogni comune i numeri dei sentieri partono da 1. Questo significa che il sentiero. n° 1 di Challand Saint Victor non è lo stesso di Challand Saint Anselme malgrado i due comuni siano confinanti, anzi possono essere anche sentieri non collegati fra loro (in questo caso non lo sono). Se consideriamo inoltre che spesso su mappe, terreno, cartelli in zona, ecc. c'è anche parecchia confusione (un sentiero ha un numero in mappa e un altro sul terreno, si inizia con un numero e si finisce con un altro, tempistiche sbagliate sui segnali, qualche segnale completamente fuori posto o preparato per un posto e poi spostato, non si trovano quasi mai segnali di indicazione della località non tanto in corrispondenza di un semplice bivio ma neppure negli alpeggi se non pe la volontà dei proprietari o delle amministrazioni comunali), si capisce come affidarsi SOLO alla segnaletica possa dare luogo a problemi di orientamento :-( Questa situazione deriva dal sovrapporsi di competenze di diversi enti (Amm.ni comunali, Ufficio Sentieristica Regionale, Corpo Forestale dello Stato, privati, ecc.) e dalla mancaza di una visione globale del problema (gli interventi sono sempre piccoli e localizzati) e di un vero e proprio "catasto dei sentieri" come invece avviene in altre regioni dove peraltro la numerazione è su base provinciale.

Quindi ripeto, cercate sempre e comunque di orientarvi NON SOLO ESCLUSIVAMENTE con la segnaletica ma seguire le mappe (OpenStreetMap ad esempio è la più aggiornata), il buon senso e quant'altro. Ci sono stati già casi, anche recenti, di persone che perdendo la strada hanno intenbtao cause legali dopo aver dovuto chiamare il soccorso alpino (che senza ricovero ospedaliero NON è del tutto gratuito, anzi...).

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C'è un'altra filosofia di fondo che differenzia le varie zone: in Valle d'Aosta vengono numerati come detto i percorsi escursionistci, o perlomeno così dovrebbe essere in quanto spesso c'è confusione. Questo comporta che se ad esempio da uno stesso punto di partenza si possano raggiungere più mete, potremmo individuare altrettanti percorsi con altrettante numerazioni (in realtà essendo il percorso un concetto mentale possiamo crearne quanti vogliamo a seconda delle nostre mete ed esigenze). Per tratte di senteri comuni a più percorsi dovremmo allora avere più numerazioni come nell'esempio seguente:

Esempio numerazione percorsi e sentieri

Esempio numerazione percorsi e sentieri

Se sono stati numerati i percorsi possibili avremo tratte di sentiero su cui troveremo più di una numerazione, come nell'esempio a sinistra. Dalla nostra partenza quindi potremmo fare questi ragionamenti:
Se invece sono stati numerati i sentieri (come accade invece in Valsesia e in genere in Piemonte) avremo un solo numero nelle varie tratte di sentiero, come nell'esempio a destra. Dovremo allora ragionare come segue:
E' chiaro che una situazione di numerazione come quella a sinistra è molto più semplice da seguire e non richiede neppure di consultare le carte, ma ricordiamo che, a parte la possibiltà di costruire noi stessi molti percorsi ovvero itinerari, è una situazione ideale. Non troveremo sempre, anzi non troveremo quasi mai, delle indicazioni così chiare dove basta seguire il numero giusto per arrivare alla meta, inoltre non sempre si vogliono percorrere esattamente questi itinerari preconfezionati. Il consiglio è sempre quello di consultare soprattutto le mappe ed orientarsi senza troppo bisogno della numerazione e dei segnali, che spesso servono solo per controllo (e che a volte non sono neppure esatti).

Segnaletica in uso in Valle d'Aosta e zone limitrofe

La segnaletica nell'ambito del Parco del Mont Avic, nel vicino Parco Nazionale Gran Paradiso, e in genere sui sentieri della Valle d'Aosta è stata uniformata ad una tipologia unica a partire dalla metà degli anni 80, ovvero scegliendo di utilizzare segnali in metallo (cartelli) e numeri dipinti con scritte in nero su sfondo giallo che non si confondono coi segni bianco-rossi dei lotti forestali. E' tuttavia possibile trovare ancora segnali di tipo più vecchio, segnali fatti a mano, numeri di colori diverso da quelli standard, ecc. La numerazione é univoca all'interno del territorio comunale ovvero avremo un sentiero n° 5 nel Comune di Champdepraz, un sentiero n° 5 nel Comune di Champorcher, un sentiero n° 5 nel Comune di Ayas, ecc. (quando si valica un colle tra due comuni, si cambia quindi numero nella maggior parte dei casi). Il numero dei sentieri è rintracciabile su segnali in metallo su palina (visibili da lontano) nei principali luoghi toccati dal sentiero (partenza, alpeggi, rifugi, ecc.) ed in corrispondenza dei bivi oppure dipinto su rocce o muri a secco (numero nero su tondo giallo). Il numero può essere accompagnato da una lettera quando si tratta di una variante al percorso principale che porta verso un luogo di importanza minore (possiamo avere 5 che si divide in 5, 5A, 5B, ecc.). A volte si trovano solo delle frecce, quasi sempre gialle o bianche, o anche un solo tratto dipinto su sassi. Ove il sentiero tende a scomparire o non vi é una traccia nitida (zone di pietraia) oltre ai segni di vernice dipinti possono trovarsi degli "ometti" in pietra visibili a brevi distanze, la cui costruzione spesso è ad opera dei singoli escursionisti (se ne vedete a terra consideratevi autorizzati a sistemarli). A volte si trovano segnali vecchi (numerazioni non più utilizzate) come numeri di colore verde (una volta usati nel Comune di Brusson in Val d'Ayas e ancora presenti anche se scoloriti) o i numeri neri su bandierina rosso-bianco-rossa (era anche una vecchia numerazione nel Parco del Gran Paradiso). I numeri dei sentieri che troverete sulla vostra strada corrispondono, o meglio dovrebbero se le carte sono aggiornate, ai numeri riportati nelle carte escursionistiche, nelle mappe dei sentieri che i comuni posizionano in vari punti del proprio territorio (centro paese o luoghi dove partono gli itinerari), nei tabelloni illustrativi del Parco del Monte Avic o del Parco del Gran Paradiso, nelle guide escursionistiche e nelle descrizioni degli itinerari rintracciabili in internet. Oltre a questi vi possono essere altri segnali per percorsi particolari (tipo la Via della Kramethal o le Alte Vie 1-2-3) o, in ambito del parco, pannelli esplicativi di luoghi ed ambienti naturalistici di interesse particolare.

Nota1: in questo sito si è fatta purtroppo a volte confusione tra lettere dei sentieri minuscole e maiuscole, le lettere che accompagnano a volte i numeri dei sentieri sono da intendersi tutte maiuscole. Purtroppo anche nella segnaletica valdostana c'è spesso confusione, sia su come sono numerati i sentieri (stessi numeri per sentieri diversi, numeri vecchi e nuovi, segnali posti in opera da enti diversi con numeri diversi sullo stesso sentiero, discordanze con mappa "ufficiale" o delle Comunità Montane, ecc.).

Nota2: in questo sito ed in genere sulla cartellonistica escursionistica, in altri siti e su guide cartacee, mappe, ecc. si sono indicati i tempi di percorrenza nel formato hh.mm ossia ore e minuti separati da un punto, come è d'uso. In realtà questa notazione non sarebbe corretta in quanto i tempi andrebbero scritti hh:mm (com perl'appunto si indica hh:mm:ss) mentre il punto va usato come separatore dei decimali in sede internazionale (quando in Italia siamo invece abituati ad utilizzare la virgola). Per gli stranieri, ma anche per chi è abituato alla notazione internazionale (tutti noi quando utilizziamo una calcolatrice o certi software di calcolo) quindi leggere 1.50 non significa 1 ore e 50 minuti ma 1,5 ore ossia 1 ore e 30 minuti. Occorre considerare che, malgrado sia ormai accettata questa notazione per noi italiani, escursionisti stranieri o che non conoscono sudetta abitudine, potrebbero comprendere le tempistiche nel modo non corretto.

ESEMPI SEGNALETICA CHE POTETE TROVARE SUI SENTIERI DELLA VALLE D'AOSTA

Numero in nero su sfondo giallo. Sono i segnali più recenti e ormai uno standard in valle (quelli in foto sono dipinti da poco ma a volte si trovano scoloriti dalla pioggia e dal tempo), i numeri sono gli stessi che compaiono sulle carte escursionistiche aggiornate e sui segnali gialli su palina. Spesso sono accompagnati da lettere (varianti di un percorso principale). La freccia gialla indica la direzione.

I colori nero (scritte) e giallo (sfondo) sono utilizzati per tre tipi di percorso diverso: comunale (tondo con numero inferiore a 100 ed ev. lettere, in foto), intervallivo (rettangolo, con numero a partire da 100), Tour (romboidale con all'interno la sigla che identifica il Tour: TMR = Tour du Mont Rose, TMB = Tour du Mont Blanc, TMC = Tour du Mont Cervin, TDC = Tour du Combin)

Nella foto: segnali di sentieri comunali su masso sul sentiero per Fiery - Valle d'Ayas
In questa foto vediamo due tipi diversi di segnali dipinti su masso, quello intervallivo (a sinistra, rettangolare) e quello comunale (a destra, tondo). Il percorso intervallivo 102 qua riportato come esempio collega vari tratti di sentiero in valli contigue ciascuno con una propria numerazione nell'ambito del comune dove sono situati (il sentiero 5C di Champdepraz costituisce quindi parte del percorso intervallivo 102).

Nella foto: segnali di sentiero comunale ed intervallivo sul percorso per il Gran Lago nel Parco del Mont Avic
Una delle poche frecce rosso-bianco-rosso con numero del sentiero che ho visto nella Valle d'Ayas. Questi segnali, che ricordano quelli posati dal CAI in tutte le Alpi (tranne la Valle d'Aosta), non esistono quasi più in regione ed i numeri riportati non compaiono più nelle carte. Non vanno confusi assolutamente con i segnali dei lotti forestali (v. più avanti in questa stessa pagina).

Nella foto: vecchio segnale sui muri dell'Alpe Croues, lungo il sentiero 4 per il Rifugio del Grand Tournalin, Valle d'Ayas
Segnale giallo su palina: su ogni pannello si riporta oltre al simbolo degli omini che camminano il numero di sentiero in nero in cerchio nero, la destinazione (finale o parziale), il tempo di percorrenza e il livello di difficoltà del percorso (T, E, EE, EEA)

In alcuni casi si trova sulla sommità della palina un pannello rettangolare metallizzato con l'indicazione della località e della quota altimetrica (v. più avanti in questa pagina)

Nella foto: segnale su palina lungo il sentiero per il Colle del Lago Bianco da Champorcher, nel Parco del Mont Avic

Particolare del segnale giallo (non di quello della foto precedente poichè non riportava la difficoltà del percorso). Si vedono tutti gli elementi caratteristici: freccia di direzione, destinazione (ad esempio, per il primo in alto, il Col di Nana), altitudine del luogo di destinazione (ossia del Col di Nana, mt. 2772), difficoltà (EE), tempo di percorrenza (3h 00'), numero del sentiero (3) e omini con zaino che indicano appunto che si tratta di un indicazione per gli escursionisti.
Sono scritti in italiano o talvolta in francese, senza nessun motivo particolare.

Nella foto: segnale su palina a Mandriou, in Valle d'Ayas
Segnali dei percorsi percorribili con le ciaspole (racchette da reve): sono di recente introduzione in Valle d'Aosta, sono analoghi ai segnali gialli su palina ma dipinti in rosso, riportano il simbolo degli ometti che camminano con le ciaspole ai piedi (e i bastoncini che sporgono dallo zaino), la destinazione, tempi (con ciaspole, quini mediamente maggiori che in assenza di neve) e difficoltà.

Nella foto, segnale di percorso con ciaspole al Pian delle Signore, poco lontano da Barmasc, Ayas
Esempio di segnali indicativi della via della Kramerthal (la via dei mercanti che dalla pianura padana superava le Alpi attraverso il passaggio del Mont Servin, l'odierno Colle del Teodulo). Questi segnali si trovano sui sentieri interessati dal Grande Sentiero Walser (vedi l'opuscolo illustrativo in Bibliografia e Cartografia), in Valle d'Aosta come in Valsesia ed altre regioni interessate dallo stesso. Nel 2010-2011 molti di questi segnali sono scomparsi o versano in cattive condizioni, come anche molti pannelli esplicativi posti nei villaggi, scoloriti da sole ed intemperie.

Nella foto: segnaletica presso Resy, villaggio Walser in Val d'Ayas
Segnale indicativo di località, facente parte del gruppo dal quale ho tratto l'immagine precedente. Purtroppo questo tipo di segnale é spesso mancante, sebbene molto utile. In questo compare, oltre al nome della localtà ed alla quota, anche l'indicazione che ci troviamo sul percorso dell'Alta Via 1 (il simbolo triangolare in basso a destra). Questo non é sulla sommità della palina, probabilmente per essere più visibile poichè vi è un certo "affollamento" di segnali

Nella foto: segnaletica presso Resy, villaggio Walser in val d'Ayas
Segnale di tipo non standard, in legno, posto in corrispondenza di un bivio con scritte incise e verniciate in nero. In genere sono segnali che risalgono a prima che si iniziasse a uniformare la segnaletica in valle.

Nella foto: segnale in corrispondenza del bivio Porliod-Lignan (Loc. Tza Fontaney) sul percorso per il Rif. di Cuney, nella Valle di Sant Barthélemy. Sullo sfondo il M. Emilius. La foto è del 2005, successivamente è stato rimpiazzato dai segnali gialli su palina, ma ne è rimasto uno simile presso il Col du Salvé.
Segnale di tipo non standard, in legno, posizionato ad indicare il nome dell'alpeggio. Ma è un'eccezione, in genere non vi sono indicazioni del nome dell'alpeggio a meno che non siano villaggi storici (es. Mascognaz o Cuneaz), li abbiano messi i proprietari o eccezionalmente comuni e comunità montane. Ad esempio gli alpeggi del Vallone di Nana in Valle d'Ayas riportano quasi tutti il nome su un cartello in legno fissato sulla facciata di una baita.

Nella foto: segnale all'Alpeggio Raccard sul sentiero che da Saint Jacques porta a Resy in Valle d'Ayas (è stato riportato anche il simbolo dell'Alta Via 1)
Ometto in pietra: in questo caso è solo una pietra allungata posta in verticale visibile anche da una certa distanza con dipinto un tratto giallo (altro segnale).

Nella foto: ometto che si incontra scendendo dalla Punta Medzove verso il Gran Lago, nel parco del Mont Avic
Ometto in pietra: in questo caso è un vero e proprio pilastrino a secco ottenuto con sassi presi dalla zona circostante. E' fatto con materiale naturale, del luogo, solitamente lo si trova in zone  di pietraia dove non essendoci erba e sabbia non resta una traccia netta del percorso o a segnare una vetta. Quando  gli ometti segnano un sentiero da ognuno dovrebbero essere visibili almeno quello che lo precede e quello che lo segue, in modo da procedere per tratti e non troppo distanziati poichè si confonderebbero con le rocce circostanti o non sarebbero visibili in caso di nuvole basse. Non è una cattiva idea, quando se ne incontrano di abbattuti, ridotti a mucchietti di sassi, perderci qualche istante a sistemarli per chi passerà dopo di noi.

Nella foto: ometto presso i Laghi di Resy in Val d'Ayas (questo è alto quasi due metri.).

Segnale Alta Via: sono numeri 1-2-3 in nero a seconda del percorso dentro ad un triangolo giallo con i vertici arrotondati (l'Alta Via è un percorso che permette il giro completo a piedi della Valle d'Aosta passando di valle in valle e salendo valichi in quota senza mai scendere mai troppo, l'Alta Via 1 collega le valli a nord della Dora, l'Alta Via 2 collega le valli a sud della Dora, l'Alta Via 3 é stata pressochè abbandonata e mai realizzata completamente).

Nella foto: segnale dell'Alta Via 3 dipinto su un masso sul percorso per il Bivacco Città di Mariano in Valle d'Ayas
Segnale Alta Via - pilastrino: vengono solitamente posti lungo il percorso dell'Alta Via sui valichi fra due valli contigue, una targa riporta località, altitudine e tempi per i centri del fondovalle raggiungibili nelle due direzioni, devono essere visibili anche da lontano.

Nella foto: pilastrino Alta Via 1 al Col di Nana fra Valle d'Ayas e Valtournanche, un pilastino identico lo si trova, quasi simmetricamente rispetto all'asse della valle, al Colle del Pinter, fra la Valle d'Ayas e la Valle di Gressoney
Croce di vetta: implicazioni religiose a parte, sono segnali ben visibili dal fondovalle, soprattutto quando hanno altezze maggiori di quello che potrebbe avere un pilastrino di pietra che potrebbe essere scambiato per una roccia naturale. Individuiamo così la vetta anche da lontano. Attenzione: in alcuni casi la croce non si trova effettivamente sul punto più alto della cima (v. Becca di Nana, Palon di Resy in Valle d'Ayas). In altri luoghi (M. Zerbion, M. Barbeston) i fedeli hanno posto in vetta la statua della Madonna.

Nella foto: croce di vetta in cima al Palon di Resy in Val d'Ayas realizzata in metallo con tiranti in acciaio ed in parte riempita con pietre, é visibilissimo dal Pian di Verra ed anche (con binocolo) da Champoluc.
Segnali dei lotti forestali: non interessano l'escursionista, li riporto solo poichè possono generare confusione. Si trovano nelle zone boschive e indicano il confine fra i vari lotti, sono delle strisce di vernice bianche e rosse a volte senza numeri a fianco, a volte con numeri in coppia come quello in foto (qua indicano il lotto 1 a destra del segno ed il 6 a sinistra) o anche più di due (nei punti dove confinano tre o quattro lotti)

Non vanno confusi con le bandierine-freccia rosso-bianco-rosso che un tempo venivano usati in valle per indicare i sentieri (v. inizio pagina)
Segnale di ingresso nel Parco del Mont Avic: sono pannelli con la mappa del parco e notizie utili, montati su trutture in legno molto belle a vedersi, si trovano in genere in prossimità delle vie di accesso al parco.

Nella foto: segnale all'inizio del sentiero per il Lago di Pana, poco distante da Gettaz
Pannello esplicativo del Parco Naturale del Mont Avic, in questo caso per un gruppo di rocce montonate sul sentiero per il Lac della Servaz. Ne troverete parecchi sempre ai lati del sentiero.
Pannello descrittivo del Parco Naturale del Mont Avic, in questo caso si tratta di una piramide che riporta lo schema delle vette visibili da un particolare luogo panoramico (siamo poco sopra il Lac Leser). 
Pannelli esplicativi del Parco Naturale del Mont Avic per  il "Sentiero dei Licheni" (siamo presso il Rif. Barbustel)
Segnale della "Via Alpina": la Via Alpina è un complesso di 5 itinerari trasnazionali che attraversano 8 stati europei, con più di 5000 Km di sentieri, che pochi riescono a percorrere nella sua interezza. Il  logo della Via Alpina qua riportato si dovrebbe trovare ogni 4 Km (ma vicino al Colle del Lago Bianco ne ho notati almeno 2). Altre informazioni sul sito www.via-alpina.org/

Nella foto: segnale della Via Alpina sul sentiero per il Colle del Lago Bianco, nel parco del Monte Avic.
Segnali oltre confine: è possibile che in alcune escursioni si esca dai confini amministrativi della Valle d'Aosta (Piemonte) o addirittura da quello statale (Svizzera e Francia). In questi casi ci si trova di fornte un tipo di segnaletica differente (segnali bianco-rosso secondo le direttive CAI in Piemonte), di tipo nuovo (cartelli, ecc.) ma anche ti tipo obsoleto in modo analogo a quanto accade in valle.

Nella foto: segnaletica sui sentiero n° 6 in Svizzera a poca distanza dal Colle del Gran San Bernardo.
Targa di ingresso al Parco Nazionale del Gran Paradiso: sono targhe in marmo incastonate in massi posti sul confine del parco lungo i principali sentieri di accesso, sono segnali ormai antichi e in parte rovinati dal tempo ma anche da atti vandalici.

Nella foto: targa che segna l'ingresso al Parco Nazionale del Gran Paradiso sul sentiero da Eau Rousse per il Vallone di Leviona, in Valsavarenche
Segnali del Parco Nazionale del Gran Paradiso: sono pannelli di vario tipo, che spiegano i comportamenti da tenere nel parco, ovvero ciò che è possibile o non è possibile fare. In genere si trovano all'ingresso del parco ed in prossimità dei casotti di servizio.

Nella foto: pannelli esplicativi del Parco Nazionale del Gran Paradiso presso l'Alpe Levionaz Inferiore (casotto P.N.G.P.) in Valsavarenche
Pannelli didattici del Parco Nazionale Gran Paradiso: sono di vario tipo e sono posizionati in nvario modo, quelli in foto costituiscono un percorso di "stazioni" progressive che illustrano la vita dello stambecco.

Nella foto: pannelli didattici lungo il sentiero da Eau Rousse per il Vallone di Leviona, in Valsavarenche
Segnale del Parco Nazionale Gran Paradiso di divieto accesso ai cani, anche se legati, in tutta l'area del parco.

Nella foto: segnale di divieto di ingresso ai cani all'inizio del sent. 10B a Eau Rousse, in Valsavarenche
Mappe dei sentieri comunali: sono pannelli posizionati in genere al centro del capoluogo o degli abitati minori, a volte anche sui sentieri, che riportano la mappa dei percorsi escursionistici del comune o di una parte di esso, con numerazione, difficoltà e tempistiche. Sono in genere realizzati su base cartografica (Carta Tecnica Regionale) o aerofotogrammetrica (come quello in foto). La numerazione dei percorsi dovrebbe coincidere con quella sul terreno e sulle mappe escursionistiche aggiornate, ma sono sempre possibili inprecisioni.

Nella foto: la nuova mappa dei percorsi escursionistici di Challand Saint Anseme  posizionata a luglio 2012 nel capoluogo di fronte al municipio, analoghe si trovano nel 2014 in frazioni minori del comune (att: in questa mappa vi sono omissioni e discordanze con i numeri sul terreno !)
Pennelli esplicativi delle vedute panoramiche su vette e valli: sono realizzati a cura dei comuni o di altri enti e riportano con foto (come quello nell'immagine a fianco) o disegnoi (come quelli presso il Santuario di Retempio a Pontboset) la vista panoramica che il turista ha da quella posizione precisa, con legenda su vette, centri abitati ed altro.

Nella foto: pannello descrittivo della zona delle Dame di Challand posizionato lungo il percorso che da Orbeillaz porta al Col d'Arlaz, a Challand Saint Anselme.

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