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Scala delle difficoltà
Tecnica
escursionistica


Si riporta la tabella con la scala delle difficoltà in ambito escursionistico (scala ideata dal CAI, utilizzata in Italia, Svizzera e Francia utilizzano altre scale come riportato in questa pagina di Wikipedia) , convenzione che troverete sia sulle guide, sia su carte e segnali a scopo escursionistico. La valutazione del grado di difficoltà è comunque sempre un po' soggettiva e dipende anche dalle condizioni meteo per cui per lo stesso percorso potreste trovare sulle guide, sulle carte e nei siti internet valutazioni diverse fra loro. Su alcune guide, ed in alcune mie descrizioni, viene anche utilizzato il simbolo "+" quando si vuole specificare che in alcuni tratti possono esserci difficoltà leggermente maggiori del grado indicato senza passare effettivamente ad un grado superiore: ad esempio ho indicato la variante per il Passo di Pra Bianco dell'escursione del Colle Ranzola come E+, poichè la discesa dallo stesso per il sentiero 1B comprende un breve  tratto di pietraia più difficoltoso che non un semplice itinerario E, senza raggiungere la difficoltà di un EE come può essere ad esempio la salita al Testa Grigia od al Corno Bussola; allo stesso modo la salita al M. Emilius viene indicata come EE+ solo per la lunghezza del percorso (su alcune guide è addirittura considerata un F alpinistico), mentre la difficoltà in sè non è molto maggiore che non le due suddette cime già menzionate. Poichè le valutazioni su guide o segnaletica possono differire fra loro (la Punta Regina è indicata come E nelle guide e EE sui segnali su palina a Estuol ed al Colle Ranzola) si riporta qua sempre una valutazione personale (e quindi soggettiva), e come tale va sempre considerata.

La suddivisione in soli quattro "gradi" di difficoltà però può comportare confusione o meglio non definire con esattezza il grado di difficoltà dell'escursione stessa in rapporto ad altre già effettuate e classificate con lo stesso grado. Ad esempio Becca Torchè, Corno Vitello e Corno Bussola sono escursioni generalmente classificate di difficoltà EE, anche se fra loro vi è una certa differenza. In particolare la Becca Torchè è la più difficile (in quanto presenta una elevata pendenza, tratti di cresta con uso di mani, tratti di pietraia e un percorso in gran parte su erba, con pochi riferimenti visivi), seguita da Corno Vitello (tratto terminale su pietraia con anche l'uso delle mani e terreno friabile) e da Corno Bussola (alcuni tratti su terreno friabile e tratto attrezzato con gradini). N.B: questo giudizio ovviamente è mio personale. In compenso occorre ricordare che la valutazione è soggettiva per cui un percorso difficile per alcuni può non esserlo per altri. Stante la difficoltà di individuare una scala ben dettagliata per il grado di difficoltà si invita quindi a leggere con attenzione le note introduttive e le descrizioni delle singole escursioni. In ultimo ricordiamo che la presenza di neve (in qualsiasi stagione, a volte anche in estate), pioggia (in rapporto anche al tipo di terreno/rocce), condizioni meteo sfavorevoli, scarsa visibilità, stanchezza, mancanza di allenamento ed altri fattori umani ed ambientali, possono contribuire ad innalzare il livello di difficoltà della singola escursione.

N.B.: La scala delle difficoltà e la descrizione dell'escursione servono a farvi valutare se siate o meno in grado di effettuare quel percorso in condizioni di sicurezza.

La Scala delle difficoltà usata in Italia per i percorsi escursionistici è la scala di difficoltà del Club Alpino Italiano (CAI):

SCALA ITALIANA (CAI) DELLE DIFFICOLTA' IN AMBITO ESCURSIONISTICO

VALORE DENOMINAZIONE DESCRIZIONE
T Turistico Itinerario  relativamente breve, senza difficoltà su percorso pianeggiante o con pendenze non eccessive, ben segnato, sentieri larghi o strade interpoderali, senza problemi di orientamento (praticamente una passeggiata fuori porta)
E Escursionistico Il più frequente, con tempi di percorrenza da 1 a 4 ore, su sentieri di vario genere anche ripidi ma senza particolari precauzioni, tratti esposti ma protetti, percorsi senza difficoltà di orientamento
EE Escursionisti esperti Sentiero più difficile, con tratti poco marcati  e/o  mal segnalati, con problemi di orientamento, pietraie e sfasciumi, terreni particolarmente accidentati, passaggi di I e II grado che richiedono l'uso delle mani, corde fisse, creste particolarmente esposte o altro, tempi di percorrenza oltre le 4 ore
EEA
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Escursionisti esperti attrezzati Sentiero che oltre alle difficoltà del grado precedente per alcuni passaggi necessita di attrezzatura alpinistica (autoassicurazione, kit da ferrate, legarsi in cordata, ecc.)


(*) mi è capitato di incontrare anche la denominazione EEA = Escursionisti Esperti Allenati ma non so se sia una terminologia "ufficiale" e comunque il termine "allenati" indica difficoltà diverse (in questo caso la necessità di un certo allenamento) dal termine "attrezzati", ed anche Escursionisti Esperti Alpinisti (vedi questa pagina). Il grado di difficoltà EEA a mio parere crea problemi di interpretazione: è vero che EEA è più difficile di EE ma le vie ferrate non rientrano come casistica ne fra i percorsi escursionistici, nè fra quelli alpinistici (che possono essere interpretati come il livello successivo di difficoltà a quelli escursionistici), bensì vanno intesi a parte. Sono infatti percorsi artificiali, creati completamente dall'uomo (gradini, ponticelli, cavi metallici) e soprattutto richiedono il "kit da ferrata" che non è né un equipaggiamento escursionistico né un equipaggiamento alpinistico. Se volessimo scrivere la scala difficoltà unica escursionismo-alpinismo dovremmo infatti scrivere T-E-EE-F-PD-AD-D-TD-ED-XD (vedi più avanti in questa pagina per i gradi alpinistici), mentre per le ferrate dovremmo avere una scala a parte (come accade in Svizzera). In effetti un ghiacciaio "facile" come il Breithorn non viene classificato EEA ma F. EEA quindi è una denominazione che crea parecchia confusione (ancor di più in Open Street Map dove per le vie ferrate a tutt'oggi, 2013, non c'è un tag approvato ma solo delle proposte). EEA potrebbe però intendersi anche come percorsi al limite dell'alpinistico dove è consigliabile legarsi per sicurezza, ma non indispensabile (anche se lo stesso si può dire per molti percorsi tipo F).

La valutazione del grado di difficoltà di una escursione è sempre soggettiva e complessiva, occorre infatti considerare che non sempre si hanno percorsi completamente dello stesso grado di difficoltà. Si cerca però di fare una valutazione di tipo "prudenziale" o "cautelativo": una escursione come il Testa Grigia viene classificata EE anche se in effetti lo è solo nella parte terminale (se si arriva al Colle Pinter è un E, al limte un E+), questo per evitare che una persona che non si sente in grado di compiere un percorso EE la affronti pensando che sia più facile. E' quindi utile la lettura della descrisione del percorso in modo che, chi non i sentisse in grado di effettuare tutta l'escursione, possa al limite compierla anche solo in parte o possa valutare se sia comunque alla sua portata.

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Per completezza e perchè è stata scelta come riferimento per indicare la difficoltà nelle mappe Open Street Map, riporto anche la scala di difficoltà svizzera (SAC = Club Alpino Svizzero) e l'equivalenza con gradi italiani. ATTENZIONE: La corrispondenza è indicativa perché non esiste una tabella ufficiale che compari le due scale e non vi è una corrispondenza perfetta !!

Per maggiori informazioni vedere anche questa pagina. Per informazioni sulla scala usata in Open Street Map vedere questa pagina, la si riporta qua per completezza.

SCALA SVIZZERA DELLE DIFFICOLTA' (SAC) IN AMBITO ESCURSIONISTICO

VALORE DENOMINAZIONE DESCRIZIONE SCALA ITALIANA SCALA OSM
(tag sac_scale=...)
T1 Escursionismo Terreno piano o in pendenza leggera, nessun pericolo di cadute. Sentiero ben sgombro. T hiking
T2 Escursionismo alpino A tratti ripido, possibilità di pericolo di cadute. Sentiero ben evidente e percorribile. E mountain hiking
T3 Impegnativa escursione in montagna Traccia perlopiù segnata con tratti meno evidenti. A tratti esposto, con pericolo di cadute, facili ghiaioni privi di neve e roccette. Potrebbe essere necessario l'uso delle mani per l'equilibrio. E+ / EE demanding mountain hiking / alpine hiking
T4 Sentiero alpino Traccia poco evidente. Terreno piuttosto esposto, pendii instabili, roccette,  Ghiacciai e nevai con riscio di scivolare. Uso delle mani necessario per vavanzare in certi punti. EE alpine hiking
T5 Itinerario alpino impegnativo Spesso privo di traccia. Terreno difficile ed esposto, roccette scoscese. Ghiacciai e nevai con rischio di scivolate. Semplici passaggi alpinistici di secondo grado. F demanding alpine hiking
e difficult alpine hiking
T6 Itinerario alpino difficile Assenza di traccia, spesso molto esposto, roccette difficili. Ghiacciai e nevai con elevato rischio di scivolate. Tratti alpinistici di secondo grado F / PD difficult alpine hiking

Come si vede la categoria T3 spazia da E+ (itinerario escursionistico che richiede un po' più di attenzione, magari solo in alcuni punti) a EE (itinerario per escursionisti esperti che richiede molta attenzione in alcuni punti, attenzione per gran parte del percorso e capacità di muoversi su terreni difficili, al limite anche passaggi di 1°, cosa che non accade in un itinerario E+). In OSM queste difficoltà possiamo valutarle rispettovamente come "demanding mountain hiking" e "alpine hiking". Come si vede in OSM non si hanno valori di dificoltà maggiori di PD (ed in genere non si mappano i percorsi prettamente alpinistici). Nella categoria T4 vengono contemplati anche tratti su ghiacciaio che generalmente sono considerati alpinistici anche se facili.

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Attualmente (autunno 2013) non esiste ancora in Italia una scala univoca per la difficoltà degli itinerari con le ciaspole (racchette da neve) anche perchè la stessa è fortemente influenzata dalle condizioni del manto nevoso. Il Club Alpino Svizzero utilizza una scala difficoltà ciaspole propria. In Valle d'Aosta stanno iniziando a comparire anche segnali appositi per gli itinerari con le ciaspole che riportano la difficoltà sulla base di una scala abbastanza generica e molto indicativa:

SCALA DELLE DIFFICOLTA' ITINERARI CON CIASPOLE

VALORE DENOMINAZIONE
F Facile
M Medio
I Impegnativo
D Difficile

Attualmente, cercando in internet, si trovano diverse scale di difficoltà per gli itinerari con ciaspole, molto diverse fra loro, a volte usate solo come riferimento nell'ambito del sito stesso:
Riguardo la scala delle difficoltà in ambito alpinistico (qua riportata solo per completezza) occorre ricordare che è una valutazione generale sull'ascensione e non è inerente la difficoltà in arrampicata in sè, espressa in gradi (secondo le varie scale). Per i gradi alpinistici consultare questa pagina. Riportiamo anche per completezza la scala difficoltà in ambito sci-alpinistico.


SCALA DELLE DIFFICOLTA' IN AMBITO ALPINISTICO (c.d. "scala francese")

VALORE DENOMINAZIONE
F Facile
PD Poco difficile
AD Abbastanza difficile
D Difficile
TD Molto difficile
ED Estremamente difficile
XD Eccezionalmente difficile


SCALA DELLE DIFFICOLTA' IN AMBITO SCI-ALPINISTICO (*)


VALORE DENOMINAZIONE / DESCRIZIONE
MS Itinerario per sciatore medio (che padroneggia pendii aperti di pendenza moderata)
BS Itinerario per buon sciatore  (in grado di curvare ed arrestarsi  in breve spazio e nel punto voluto anche su terreno molto ripido, con tratti esposti e passaggi obbligati)
OS Itinerario per ottimo sciatore (che ha un'ottima padronanza dello sci, anche su terreni molto ripidi, con tratti esposti e passaggi obbligati)

(*) si aggiunge la lettera A quando l'itinerario presenta anche tratti prettamente alpinistici, in cui occorre adeguata attrezzatura (corda, picozza, ramponi). Questa scala non comprende, in ogni caso, le discese di sci-alpinismo estremo.

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