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Più caldo, più freddo
Meteorologia



Nell'ambito delle scienze meteorologiche, un capitolo a sé riguarda l'influenza delle condizioni climatiche sull'organismo umano, sulla salute dello stesso e, in più generale, sullo stato di benessere. Questo ha interesse per l'escursionista in quanto la sua attività fisica si esplica nell'ambiente con tutte le catartteristiche climatiche ad esso connesse. In generale l'organismo umano produce calore, come conseguenza della sua attività muscolare, a riposo (in assenza di attività fisica) con rilascio nell'ambiente di circa 80 Kcal/ora. Se il rilascio non avvenisse, la temperatura dell'organismo stesso aumenterebbe, mentre deve rimanere pressochè costante. Un organismo sotto sforzo produrrà ovviamente una quantità di calore molto maggiore (una persona che cammina circa 200 Kcal/ora) che deve essere rilasciato nell'ambiente circostante. Se il rilascio di calore non avviene in maniera sufficiente avremo una sensazione di malessere dell'organismo.

Ovviamente lo scambio di calore con l'ambiente esterno avviene attraverso la pelle a contatto più o meno con l'aria. Lo scambio termico in natura avviene secondo tre modalità differenti: conduzione (o contatto), convezione ed irraggiamento. Lo scambio termico (con passaggio di calore SEMPRE ovviamente dal corpo più caldo a quello meno caldo) per contatto avviene quando due corpi sono in contatto fra loro, lo scambio termico per convezione avviene invece attraverso un mezzo, l'aria, che si occupa di "portare via" il calore al corpo più caldo, lo scambio termico per irraggiamento è invece quello che avviene anche nel vuoto cosmico (si pensi alla radiazione solare) ed è quello che rallentiamo adoperando mezzi di protezione con superficie alluminata e riflettente come la coperta di sopravvivenza o il materassino in neoprene con un lato alluminato.

Ovviamente all'aumentare della tempreatura corporea aumenta anche la quantità di liquidi persa dall'organismo per evaporazione. Questo fa sì che si rende successivamente necessario un reintegro dei liquidi stessi (si veda in merito la pagina Viveri e bevande). Ma quello che ci interessa in questa sede è vedere come l'evaporazione dei liquidi, in particolare sull'epidermide, ovvero la sudorazione, provoca una sensazione più o meno evidente di freddo in quanto è comunque correlata alla perdita di calore del corpo. Questo ovviamente accade a basse temperature. In sostanza la perdita di calore in eccesso del corpo è una cosa necessaria e positiva, ma la perdita di calore eccessivo può portare invece scompensi all'organismo sino a principi di congelamento, soprattutto nei punti più sensibili del corpo come mani, piedi e viso dove la perdita di calore è più accentuata, ed ipotermia. Al contratio una perdita di calore inferiore alla quantitrà necessaria pèorta ad un aumento della temperatura nell'organismo (colpo si calore).

In pratica avremo due situazioni differenti a seconda che nell'ambiente vi siano condizioni di troppo caldo o troppo freddo. Ma in entrambi i casi è facile capire che la temperatura dell'aria non è sufficiente a determinare come avviene lo scambio termico. Come detto l'organismo deve dissipare calore e liquidi persi per sudorazione. La velocità di evaporazione dei liquidi ovviamente dipende, oltre che dalla temperatura, dalla quantità di liquidi già presenti nell'atmosfera. Si pensi, come esempio, alla biancheria stesa ad asciugare: in un locale chiuso, comunque riscaldato, il tempo in cui tutta l'acqua contenuta nei panni stesi riesce ad evaporare in una atmosfera che tende a saturarsi sempre più è maggiore che non all'aperto sotto il sole o addirittura all'aperto in presenza di vento. Allo stesso modo in caso di elevata umidità relativa dell'ambiente che ci circonda, il nostro organismo fatica maggiormente a rilasciare liquidi (e a disperdere il calore in eccesso) per sudorazione che in un ambiente alla stessa temperatura ma più secco, con umidità relativa minore.

Allo stesso modo, per temperature basse, la presenza di vento (freddo) aumenta la quantità di calore ceduta al corpo (poiché lo scambio termico per convezione avviene più rapidamente) a parità di temperatura dell'aria che non in assenza di vento. Se ci basiamo sulla quantità di calore (e sudorazione) rilasciata  nell'ambiente in condizioni di caldo umido anzichè caldo secco troveremo che lo scambio termico avviene più lentamente con conseguente aumento della sensazione di malessere per il calore in eccesso nell'organismo. Allo stesso modo in presenza di freddo e vento, anzichè in presenza di freddo e assenza di vento, troveremo che lo scambio termico avviene piùrapidamente, aumentando la sensazione di freddo.

Riassumendo:

alta umidità ==> minor dispersione di calore da parte del corpo ==> aumenta la sensazione di caldo ==>  malessere, aumenta il rischio di colpo di calore

alta velocità del vento ==> maggior dispersione di calore da parte del corpo ==> aumenta la sensazione di freddo == > malessere, aumenta il rischio ipotermia


Per quantificare la sensazione di malessere (comunque soggettiva e quindi di conseguenza i metodi proposti hanno sempre una valenza statistica ed empirica, poiché basati su test su un campione di individui che reagiscono al caldo o al freddo in modi differenti fra loro) sono stati proposti nel tempo diversi parametri che consentono di individuare una "temperatura equivalente" differente (più alta nel caso del caldo umido e più bassa nel caso del freddo con vento) da quella reale dell'aria. In pratica ci si basa sulla quantità di calore scambiato dal corpo con l'ambiente nelle varie situazioni. In pratica abbiamo una temperatura "fittizia" più elevata di quella reale all'aumentare dell'umidità ed una altra temperatura "fittizia" più basssa di quella reale all'aumentare della velocità del vento.

Questi parametri, speso utilizzati dai media e dai notiziari negli ultimi anni per aumentare l'impressione che faccia "troppo caldo o troppo freddo" sono il fattore WINDCHILL che esprime una valutazione dell'effetto raffreddante del vento (in pratica una temperatura fittizia inferiore a quella reale) basato sulla temperatura dell'aria e sulla velocità del vento e l'INDICE DI CALORE (o meglio gli indici di calore, poiché sono stati proposti diversi metodi per calcolarlo) che esprime una temperatura apparente più elevata di quella reale in base alla temperatura e all'umidità dell'aria. Questi indici sono spesso proposti dai bollettini meteo (a volte determinati direttamente dai sofware di gestione delle stazioni meteorologiche, in base ai dati rilevati) nonché calcolabili con le apposite formule o tabelle preconfezionate. In base ai valori di windchill ed indice di calore si danno indicazioni per quantificare il disagio della persona. Ricordiamo che vanno comunque considerati indicativi poiché basati su dati statistici e valutazioni empiriche, ogni organismo reagisce in modo proprio alle diverse condizioni climatiche. Oltre ai suddetti parametri esistono altri indici di disagio climatico, come l'Indice di Disagio di Thom o la tavola di Sharlau.

In realtà per l'escursionista il parametro più interessante, nelle escursioni invernali o ad alte quote, è il windchill, in quanto in montagna il clima è solitamete secco e ventilato e difficilmente si deve considerare l'umidità come un'aggravante alle temperature elevate (a meno di trekking in zone tropicali), mentre è più facile interessarsi all'indice di calore in merito al clima a basse quote e zone più umide come località del fondovalle o della Pianura Padana.

Il Windchill


Il Windchill (wind = vento, chill = gelido) è un parametro che consente di quantificare il disagio dovuto al freddo quando questo viene aggravato dall'effetto del vento. Tale disagio è essenzialmente dovuto alla perdita di calore da parte del corpo umano, perdita che viene a velocizzarsi e ad aggravarsi in presenza di vento (questo per l'aumentare dello scambio termico per convezione tra la pelle e l'aria circostante). In pratica il corpo umano, in presenza di vento freddo, percepisce una temperatura inferiore a quella reale dell'aria, o megli perde una quantità di calore maggiore a quella che perderebbe in assenza di vento (equivalente cioè a quella che perderebbe ad una temperatura inferiore, sempre in assenza di vento). Tra le formule per esprimere il disagio (grandezza soggettiva) in modo semplice e comparabile con valori che individuano vari stati di disagio vi è innazitutto la formula di Simple e Passel (1948) basata sulle velocità di congelamento dell'acqua in presenza di vento (studi effettuati in Antartide):

H (Kcal/h/mq) = (9,0 + 10,9 * radq (v) - v) * (33-t)

dove v =  velocità vento in m/s, t = temperatura dell'aria in °C, radq = radice quadrata.

Indicativamente per H possiamo avere valori di 50 (molto caldo), 100 (caldo), 200 (gradevole), 400 (fresco), 800 (freddo), 1000 (molto freddo), 1400 (i tessuti esposti gelano), 2000 (gelo nei tessuti in 60 sec.), 2500 (intollerabile).

In seguito vennero formulati altri metodo di calcolo per il windchill più aderenti alla realtà, ovvero al reale raffreddamento del corpo umano e non della semplice velocità di congelamento dell'acqua, in modo (come si vedrà anche per i successivi indici di calore) da quantificare l'effetto raffreddante del vento con una "temperatura fittizia", grandezza più semplice da visualizzare e comprendere che non un valore in Kcal/h/mq. Tra le varie successive formulazioni riportiamo l'algoritmo del New Windchill Temperature Index sviluppato fra il 2000 ed il 2001 da gruppo di lavoro JAG/TI (Joint Action Group on Temperature Index) creato dal Federal Coordinator for Metereological Services and Supporting Research statunitense nonché da componenti dell'International Society of Biometereology, a seguito di esperimenti condotti su più persone in galleria del vento. Questo indice è forse quello attualmente più utilizzato:

W =  13,12 - 0,6215 * Taria - 11,37 * (V10m ^ 0,16) + 0, 3965 * Taria * (V10m^0,16)

dove W = indice Windchill espresso come temperatura fittizia °C (nota: in realtà è una grandezza adimensionale), Taria = temperatura dell'aria in °C, V10m = velocità del vento a 10 metri dal suolo (altezza standard degli anemometri) in Km/h.

Questa formula può essere utilizzata per velocità del vento maggiori o uguali a 1,3 metri al secondo (4,68 Km/h). Si annota che la presenza di irraggiamento solare può comunque ridurre l'effetto windchill da 6 a 10 unità.

Da questa formula, con valori arrotondati all'unità, si può ricavare la seguente tabella. Inoltre in rete è possibile reperire software o fogli di calcolo che consentono un veloce calcolo.

VALORE DEL WINDCHILL W IN °C
in funzione di temperatura reale dell'aria (°C) e velocità del vento (Km/h)
  +5°C 0°C -5°C -10°C -15°C -20°C -25°C -30°C -35°C -40°C -45°C -50°C
5 Km/h 4 -2 -7 -13 -19 -24 -30 -36 -41 -47 -53 -58
10 Km/h 3 -3 -9 -15 -21 -27 -33 -39 -45 -51 -57 -63
15 Km/h 2 -4 -11 -17 -23 -29 -35 -41 -48 -54 -60 -66
20Km/h 1 -5 -12 -18 -24 -30 -37 -43 -49 -56 -62 -68
25 Km/h 1 -6 -12 -19 -25 -32 -38 -44 -51 -57 -64 -70
30 Km/h 0 -6 -13 -20 -26 -33 -39 -46 -52 -59 -65 -72
35 Km/h 0 -7 -14 -20 -27 -33 -40 -47 -53 -60 -66 -73
40 Km/h -1 -7 -14 -21 -27 -34 -41 -48 -54 -61 -68 -74
45 Km/h -1 -8 -15 -21 -28 -35 -42 -48 -55 -62 -69 -76
50 Km/h -1 -8 -15 -22 -29 -35 -42 -49 -56 -63 -69 -76
55 Km/h -2 -8 -15 -22 -29 -36 -43 -50 -57 -63 -70 -77
60 Km/h -2 -9 -16 -23 -30 -36 -43 -50 -57 -64 -71 -78
65 Km/h -2 -9 -16 -23 -30 -37 -44 -51 -58 -65 -72 -79
70 Km/h -2 -9 -16 -23 -30 -37 -44 -51 -58 -65 -72 -80
75 Km/h -3 -10 -17 -24 -31 -38 -45 -52 -59 -66 -73 -80
80 Km/h -3 -10 -17 -24 -31 -38 -45 -52 -60 -67 -74 -81
  +5°C 0°C -5°C -10°C -15°C -20°C -25°C -30°C -35°C -40°C -45°C -50°C


In base ai valori del Windchill, possiamo individuare 5 intervalli dello stesso in base ai quali ci troviamo in situazioni di disagio e/o rischio più o meno gravi.


VALUTAZIONE DEL RISCHIO IN BASE AL VALORE DEL WINDCHILL
        basso rischio di congelamento per la maggior parte delle persone
aumento del rischio di congelamento per la maggior parte delle persone con esposizione di 30 minuti
elevato rischio di congelamento per la maggioranza delle persone con esposizioni di da 5 a 10 minuti
elevato rischio di congelamento per la maggioranza delle persone con esposizioni di da 2 a 5 minuti
elevato rischio di congelamento per la maggioranza delle persone con esposizioni di 2 minuti o anche meno

Indice di calore

Per correlare la sensazione fisica di malessere alla temperatura ed alla percentuale di umidità in un modo semplice e schematico, nel corso degli anni sono state proposte diverse soluzioni, più o meno empiriche basate sul presupposto che il malessere del corpo sia correlato alla quantità di acqua persa per sudorazione (ovvero al fatto che lo scambio termico con l'ambiente sia inferiore al minimo necessario per mantenere l'organismo a temperatura costante), quantità che dipende oltre che dalla temperatura dell'aria, dall'umidità relativa dell'aria stessa (a parità di temperatura il corpo aumenta la sudorazione all'aumentare dell'umidità relativa dell'aria stessa e a parità di umidità relativa, aumenta all'aumentare della temperatura). In sostanza viene determinata una temperatura fittizia (misurata in °C) che dipende, secondo le formule proposte, dalla temperatura dell'aria e dal contenuto di umidità relativa.

Uno degli indici di calore più utilizzati è l'indice HUMIDEX, sviluppato in Canada nel 1965 e successivamente perfezionato, che si basa sulle "sensazioni" di una "persona tipo" con le seguenti caratteristiche:
Ovviamente essendo l'indice Humidex così determinato, un valore basato su dati medi, esso deve ritenersi puramente indicativo, soprattutto nel caso di persone anziane, bambini o in cattivo stato di salute per i quali la sensazione di malessere potrebbe essere maggiore di quella risultante dalla valutazione dell'indice stesso.
L'indice di calore HUMIDEX viene calcolato con la seguente formula:

H = T + 5 / 9 * (e - 10)

dove T = temperatura dell'aria in °C, e = pressione di vapore dell'aria in HPa (misurata ad esempio tramite uno psicrometro) oppure calcolata a partire dall'umidità relativa: e = (6,122 * 10 ^ (7,5 * T / (237,7 + T)) * UR / 100) con T = temperatura dell'aria in °C e UR = umidità relativa dell'aria (%).

Come detto, H viene associato alla temperatura, per cui si esprime in °C, anche se in realtà è una temperatura "fittizia. Dalla formula sopra riportata, con valori arrotondati all'unità, si ottiene la seguente tabella:

INDICE HUMIDEX (H) DELLA TEMPERATURA APPARENTE IN °C
in funzione di temperatura reale (°C) ed umidità relativa (%)
  25% 30% 35% 40% 45% 50% 55% 60% 65% 70% 75% 80% 85% 90% 95% 100%
42° 48 50 52 55 57 59 62 64 66 68 71 73 75 77 79 82
41° 46 48 51 53 55 57 59 61 64 66 68 70 72 74 76 78
40° 45 47 49 51 53 55 57 59 61 63 65 67 69 71 73 75
39° 43 45 47 49 51 53 55 57 59 61 63 65 66 68 70 72
38° 42 44 45 47 49 51 53 55 56 58 60 62 63 65 67 69
37° 40 42 44 45 47 49 51 52 54 56 58 59 61 63 64 66
36° 39 40 42 44 45 47 49 50 52 54 55 57 58 59 62 63
35° 37 39 40 42 44 45 47 48 50 51 53 54 56 57 58 60
34° 36 37 39 40 42 43 45 46 48 49 51 52 53 55 56 58
33° 34 36 37 39 40 41 43 44 46 47 48 50 51 52 54 55
32° 33 34 36 37 38 40 41 42 44 45 46 48 49 50 51 53
31° 32 33 34 35 37 38 39 40 42 43 44 45 47 48 49 50
30° 30 32 33 34 35 36 37 39 40 41 42 43 45 46 47 48
29° 29 30 31 32 33 35 36 37 38 39 40 41 43 44 45 46
28° 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 42 43 44
27° 27 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41
26° 26 26 27 28 29 30 31 32 33 34 34 35 36 37 38 39
25° 25 25 26 27 27 28 29 30 31 32 33 34 35 35 36 37
24° 24 24 24 25 26 27 28 28 29 30 31 32 33 33 34 35
23° 23 23 23 24 25 25 26 27 28 28 29 30 31 31 32 33
22° 22 22 22 22 23 24 25 25 26 27 27 28 29 29 30 31
21° 21 21 21 21 22 22 23 24 24 25 26 26 27 28 28 29
  25% 30% 35% 40% 45% 50% 55% 60% 65% 70% 75% 80% 85% 90% 95% 100%


Nota: nella tabella, per completezza, sono riportati anche valori impossibili a verificarsi in realtà, poiché superano la capacità dell'atmosfera di trattenere vapore acqueo (come ad esempio temperatura di 38 °C ed umidità relativa pari a 90%).

In base ai valori dell'indice HUMIDEX, possiamo individuare 6 intervalli dello stesso in base ai quali ci troviamo in situazioni di disagio più o meno gravi.


VALUTAZIONE DEL DISAGIO IN BASE AL VALORE DELL'INDICE HUMIDEX H
        fino a 29° C nessun disagio
da 30° a 34° C sensazione di disagio
da 35° a 39° C intenso disagio, prudenza (limitare le attività fisiche pesanti)
da 40° a 45° C forte sensazione di malessere, pericolo (limitare gli sforzi)
da 46° a 53° C pericolo grave (interrompere tutte le attività fisiche)
oltre 54° C pericolo di morte, colpo di calore imminente


L'indice Humidex è forse il più utilizzato sistema di correlazioni di umidità e temperatura alla sensazione di malessere dell'organismo ma sono stati proposti altri metodi di valutazione. La trattazione diviene abbastanza ampia e complessa e la tralasciamo. Annotiamo solo l'esistenza dei seguenti indici, per il calcolo dei quali in rete è facile trovare tabelle o pagine/ fogli di calcolo in cui basta inserire i dati:

  • Heat Index (è necessario conoscere la percentuale  di umidità relativa e la temperatura dell'aria secca), valido per temperature maggiori di 27°C ed umidità relativa superiore a 40 %, condizioni che solitamente si verificano in estate;
  • Summer Simmer Index (è necessario conoscere la percentuale  di umidità relativa e la temperatura dell'aria secca);
Come per l'Humidex, questi indici rappresentano una temperatura fittizia in °C (o °F nei paesi anglosassoni). E' bene annotare che, poiché gli indici di calore sono basati su formule empiriche e valutazioni statistiche, a seconda del metodo utilizzato, la temperatura fittizia ricavata può variare in modo considerevole. Sarebbe auspicabile che, quando i media ed i notiziari riportano la "temperatura avvertita dal corpo", specificassero anche il metodo secondo il quale la stessa viene calcolata. Ad esempio per temperatura = 35°C ed umidità relativa = 50% avremo:
  • Humidex = 44,9 °C
  • Heat Index = 40,7 °C
  • Summer Simmer Index = 44 °C

Indice di disagio di Thom

Si differenzia notevolmente dai precedenti l'indice di Thom per il disagio. Tale indice infatti non può venire associato ad una temperatura apparente in quanto produce valori comunque molto distanti (ed anche inferiori) dalla temperatura reale. Va in ogni caso valutato in base alle proprie tabelle.

L'indice di disagio di Thom ID viene calcolato a partire dalle temperature a bulbo asciutto ed a bulbo bagnato di uno psicrometro:

ID = 0,4*(t+tw) + 4,8

dove t = temperatura in °C del termometro asciutto e tw = temperatura in °C del termometro bagnato. Poiché la valutazione delle suddette temperature richiede la presenza di uno strumento non sempre disponibile (lo psicrometro, appunto) l'indice di Thom è stato riproposto nella formula modificata e più semplice da utilizzare:

ID = T - (0,55 - 0,0055*UR) * ( T - 14,5)

dove T = temperatura dell'aria  in °C e UR = Umidità Relativa in %.  (UR va riportato come valore percentuale, ad esempio 50% va riportato nella formula come 50)

Nel suddetto esempio per T = 35 °C e UR = 50% otterremo un ID = 29,36 che come valore è inferiore a quello della temperatura reale. L'indice di Thom va comunque considerato come una grandezza adimensionale. L'indice di Thom viene applicato anche in condizione di disagio dovute alla coesistenza di freddo ed umidità e quindi non solo nelle situazione in cui il caldo è aggravato dall'umidità.

Dalla formula sopra riportata, con valori arrotondati all'unità, si ottiene la seguente tabella:


INDICE DI DISAGIO DI THOM ID
in funzione di temperatura reale (°C) ed umidità relativa (%)
  25% 30% 35% 40% 45% 50% 55% 60% 65% 70% 75% 80% 85% 90% 95% 100%
42° 32 32 33 33 34 34 35 35 36 36 37 37 37 38 38 38
41° 31 32 32 33 33 34 43 35 35 35 36 36 37 37 37 37
40° 30 31 31 32 32 33 33 34 34 35 35 35 36 36 36 37
39° 30 30 31 31 32 32 33 33 34 34 34 35 35 35 36 36
38° 29 30 30 31 31 31 32 32 33 33 34 34 34 35 35 35
37° 28 29 29 30 30 31 31 32 32 32 33 33 33 34 34 34
36° 28 28 29 29 30 30 30 31 31 32 32 32 33 33 33 34
35° 27 27 28 28 29 29 30 30 30 31 31 32 32 32 33 33
34° 26 27 27 28 28 29 29 29 30 30 30 31 31 31 32 32
33° 26 26 27 27 27 28 28 29 29 29 30 30 30 31 31 31
32° 25 25 26 26 27 27 27 28 28 29 29 29 30 30 30 30
31° 24 25 25 26 26 26 27 27 27 28 28 28 29 29 29 30
30° 24 24 24 25 25 26 26 26 27 27 27 28 28 28 29 29
29° 23 23 24 24 25 25 25 26 26 26 27 27 27 27 28 28
28° 22 23 23 23 24 24 25 25 25 25 26 26 26 27 27 27
27° 22 22 22 23 23 23 24 24 24 25 25 25 26 26 26 26
26° 21 21 22 22 22 23 23 23 24 24 24 25 25 25 25 26
25° 20 21 21 21 22 22 22 23 23 23 23 24 24 24 25 25
24° 20 20 20 21 21 21 22 22 22 22 23 23 23 24 24 24
23° 19 19 20 20 20 21 21 21 21 22 22 22 22 23 23 23
22° 18 19 19 19 19 20 20 20 21 21 21 21 22 22 22 22
21° 18 18 18 19 19 19 19 19 20 20 20 20 20 21 21 21
  25% 30% 35% 40% 45% 50% 55% 60% 65% 70% 75% 80% 85% 90% 95% 100%


In base ai valori dell'indice di Thom, possiamo individuare 6 intervalli dello stesso in base ai quali ci troviamo in situazioni di disagio più o meno gravi.


VALUTAZIONE DEL DISAGIO IN BASE AL VALORE DELL'INDICE DI THOM ID
        fino a 21 nessun disagio o benessere generalizzato
da 21 a 24 meno della metà della popolazione prova disagio
da 25 a 27 più della metà della popolazione prova disagio
da 28 a 29  la maggioranza della popolazione prova disagio ed un deterioramento dello stato psico-fisico
da 30 a 32 tutta la popolazione prova un forte disagio
oltre 32 stato di emergenza sanitaria per disagio molto forte con elevato rischio di colpi di calore

Tavola di Sharlau

Questa tavola mette in correlazione semplicemente umidità relativa e bassa temperatura fornendo i valori limiti al di sotto dei quali si comincia ad avvertire disagio. La tavola è ovviamente basata su valutazioni di tipo statistico. Se la differenza fra temperatura locale e temperatura in tabella è positiva allora siamo in condizioni di benessere. Se la differenza è negativa siamo in condizioni di disagio debole (scarto inferiore a 1°C), disagio moderato (scarto fra 1° e 3°C), disagio intenso (scarto maggiore di 4°C).


VALORE LIMITE UMIDITÀ'-TEMPERATURA PER CONDIZIONI AMBIENTALI DI FREDDO UMIDO
IN ASSENZA DI VENTO EFFICACE PROPOSTI DA SHARLAU
UR % 30 85 80 75 70 65 60 55 50 45 40
T °C 3,5 2,8 2,2 1,8 1,5 0,5 0 -0,3 -0,5 -1,5 -2,5


Esempi:

UR = 70% ====> dalla tabella T= 1,5 °C 
Taria = -1°C
differenza = -1°C - 1,5°C = -2,5° C  ====> disagio moderato


UR = 50% ====> dalla tabella T = -0,5°C 
Taria = +2°C
differenza = +2°C - (-0.5 °C) = +2 + 0,5 = + 2,5 ====> condizioni di benessere



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