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OSM - Consigli per mappare 4
Elementi naturali del territorio
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Indice degli argomenti

Elementi naturali in genere - concetti generali

Dopo avere illustrato come completare la mappa OSM con elementi del territorio relativi a centri abitati, costruzioni ecc. comunque legati alle attività umane (ma ne restano altri più particolari che vedremo in seguito) in questa pagina analizzeremo come rappresentare gli elementi del territorio di origine naturale ed alcuni correlati, anche se non propriamente naturali. Purtroppo la suddivisione in argomenti omogenei di queste pagine del sito non può essere molto netta, per situazioni ed entità simili spesso occorrono tag che gli ideatori di OSM hanno classificato in categorie differenti, ma non volevo fare solo un elenco di etichette come nella WIKI, bensì partire dagli elementi da rappresentare, ovvero da problemi pratici di mappatura, ed illustrarli con tag ed esempi

Per molti elementi della mappa (nodi, ways o aree ovvero ways chiuse) che rappresentano particolari del territorio di origine naturale il tag da utilizzare è:

natural = ... definisce un elemento naturale del territorio (vedi pagina WIKI)

Questa categoria racchiude parecchi elementi ma non tutti, in particolare non comprende i corsi d'acqua che vengono individuati dal tag waterway = ... e che vedremo in un paragrafo successivo, e comprende anche qualcosa di non prettamente naturale (ma le tag in OSM sono state create così). L'elenco completo dei tag natural = ... non è lunghissimo, vedremo poi come applicare quelli utili in zone di montagna (per gli altri fare riferimento alla pagina WIKI già citata e alle pagine dedicate ai singoli tag). I tag natural = ... più importanti sono:
  • natural = peak definisce una vetta, la cima di un monte o un pinnacolo roccioso (Josm la rappresenta con un triangolino)
  • natural = cliff definisce una parete rocciosa o una scogliera
  • natural = scree definisce una zona di ghiaione o pietraia
  • natural = water definisce un lago di origine naturale e non
  • natural = wetland definisce una zona umida (palude, torbiera o simile)
  • natural = spring definisce una sorgente (att. non significa che l'acqua sia potabile !)
  • natural = cave_entrance definisce l'entrata di una grotta di origine naturale (att. non cunicoli minerari per i quali si usa man_made = adit)
  • natural = fell definisce un'area di pascolo naturale, anche ad alta quota
  • natural = glacier definisce un'area di ghiacciaio
  • natural = stone definisce un masso isolato significativo (può essere un riferimento), non tutti i render lo visualizzano
  • natural = tree definisce un albero isolato significativo (come una pianta monumentale catalogata), non tutti i render lo visualizzano ma si usa anche per alberi sparsi
  • natural = wood definisce un'area di foresta non gestita (praticamente una foresta non sottoposta a controllo e taglio da parte del CFS, non facile da trovare in Italia)
  • natural = saddle definisce un punto di sella naturale (abbinato a mountain_pass = yes definisce un passo alpino, notare che mountain pass = yes è un tag da attribuire ad un nodo facente parte di un percorso ovvero è un tag riferito al fatto che in quel punto ci sia un valico inteso prprio come via di comunicazione, mentre natural = saddle può anche essere un passo senza percorso ossia è riferito proprio alla morfologia del terreno, notare anche che il render mapnik non visualizza i mountain_pass = yes se non c'è anche il tag natural = saddle)
L'elenco mostra alcune particolarità abbastanza curiose: i laghi sono stati definiti come sottoinsieme "acqua" del tag natural, cosa che può trarre in inganno, potrebbe farci pensare alle sorgenti o altro (natural = lake non esiste come tag !) e in natural =... sono comprese alcune definizioni di aree territoriali analoghe a quelle del tag landuse =... (la foresta è definita da landuse = forest) anche se di dimensioni più ridotte. Questo modo di definire i tag spesso genera confusione in quanto, per un dato elemento, non si sa in che categoria cercare il tag appropriato. Come si vede, alcuni tag sono per definizione stessa attribuibili solo ad aree rilevate sul terreno o disegnate almeno su base di foto aeree (fell, wood, glacier, water, wetland) e non a nodi, altri solo a nodi (peak, spring, stone e tree, entità cioè di tipo "puntiforme"), altri possono essere usati con nodi e ways. I tag da associare assieme a natural =... agli elementi da rappresentare sono all'incirca sempre gli stessi che già conosciamo (name = ..., source = ..., ele = ...) ma anche altri a seconda dei casi.

Elementi naturali in ambito montano (non legati all'acqua)

Vediamo adesso qualche esempio di elementi naturali tipici del territorio montano. Gli elementi del tipo natural =... legati all'acqua (laghi e zone umide) sono inseriti per comodità nel paragrafo successivo.

VETTE: sicuramente fra le prime entità del territorio da mappare dal punto di vista di noi escursionisti. Il tag come detto è

natural = peak definisce una vetta o cima di un monte (vedi pagina WIKI)

lo attribuiamo ad un nodo che indica la vetta, ossia il punto più elevato di un monte o anche di un pinnacolo roccioso per quanto possiamo essere precisi, non a ways o aree (ways chiuse), ovvero all'area "occupata" dal monte che non sempre sappiamo individuare. La posizione può essere ricavata dalle foto PCN, facendo attenzione a non confondersi con anticime o altro (da foto prese sulla verticale o quasi non è evidente l'effettiva altimetria del terreno del terreno), può essere utile confrontare la posizione con creste o eventuali manufatti visibili (bivacchi, croci di vetta, ecc.). Se disponiamo di una traccia gps è utile un confronto fra il waypoint che rappresenta la vetta, supponendo sia stato rilevato nel punto più altro, cosa non proprio facile su cime arrotondate e collinose, e le immagini PCN/Bing (per l'errore del gps, il wp potrebbe addirittura cadere fuori dalla zona della vetta, in una scarpata). Capita spesso (perlomeno a me è capitato alcune volte) di trovarre una vetta già inserita in mappa su base di foto ma in posizione anche spostata diverse decine di metri da quella rilevata sul posto con il gps, in questo caso dovremo traslarla (riposizionarla) ed è bene aggiungere source = gps (oppure source = pcn2006+gps) per far capire che è stata rilevata sul terreno. Lo stesso mappatore sul posto potrebbe accorgersi che in mappa la vetta è posizionata con un certo errore.

Altri tag da aggiungere sempre sono name = ... (nome ufficiale della vetta) ed ele = ... (quota altimetrica in metri della vetta). Se vi sono denominazioni locali è bene indicarle con local_name o alt_name (ad esempio per la Becca di Nana in Valle d'Ayas possiamo scrivere name = Becca di Nana e local_name = Falconetta). OSM prevede anche la possibilità di inserire nomi in lingue differenti, utile nelle situazioni di confine ma anche sullo spartiacque fra la Valle d'Ayas e la Valle di Gressoney. Se la vetta non ha neppure un nome locale, ma è di interesse escursionistico, può essere inserito come riferimento la stessa quota (name = Quota ...). al nome proprio è bene fare precedere la parola Monte o anche solo M. per evira e confusione nel caso di omonimie con alpeggi, passi ed altro (quindi name = M. Rothorn e non name = Rothorn, che è anche il nome di un passo, oppure name = Becca Torché e non solo name = Torché, ecc.). Infine esiste sempre il tag old_name nel caso sia stata variata la denominazione.

Quali vette dobbiamo inserire in OSM ? Forse non tutte quelle che esistono sulle carte tradizionali ma sicuramente le più significative e tutte quelle che vengono raggiunte da percorsi escursionistici ed alpinistici, disponendo della loro una posizione da gps o anche da foto. Nel caso sia possibile si fanno anche importazioni di dati in massa. Se si possiede l'autorizzazione è possibile importare le vette (come altri elementi) da altre carte ma è sempre una operazione non del tutto consigliabile anche per la precisione delle stesse inferiore ad un rilievo diretto (che è la soluzione migliore). Per vette significative che non hanno un vero nome si usa identificarle con il valore della quota altimetrica (es name = Quota 1876). La quota da inserire (ele = ...) è in metri, non  ha senso aggiungere decimali che il gps pur dà, quindi ele = 1929 e non ad esempio ele = 1929.36 o magari ele = 1929 seguito da lettere che indicano l'unità di misura (e ancora non mettere separatori di migliaia quindi ele = 1929 e non ele = 1.929).Queste regole per il tag ele = ... valgono ovviamente per tutti gli elementi di cui definiamo la quota, non solo per le vette.

COLLI, PASSI E VALICHI: elemento molto importante per l'escursionista, come meta o tappa del suo cammino) e per la rete sentieristica (in genere in quanto molti sentieri cambiano numerazione passando un valico, la numerazione dei sentieri in VDA, intervallivi ed Alta Via esclusi, è su base comunale). Per mappare un valico, colle o passo occorre segnare il punto con un nodo (se vi è un sentiero coincederà con il nodo dove le due way cambiano numerazione) ed attribuirre ad esso il tag:

mountain_pass = yes (mountain_pass = no NON esiste, non avrebbe senso), definisce il punto di un percorso situato su colle, passo o valico (vedi pagina WIKI)

Si raccomanda di inserire solo colli e colletti "riconosciuti" ovvero utilizzati come punti di passaggio. Questo tag va attribuito ad un nodo di un percorso assieme al tag natural = saddle che definisce una sella montana (notare che quest'ultimo può essere usato anche per definire una sella dove non vi è passagggio di sentiero o strada).

Attenzione: Mapnik non visualizza icona, nome e quota dei colli alpini taggati senza il tag natural = saddle per cui dovremo sempre mettere sia natural = saddle che mountain_pass= yes

E' un tag molto semplice al quale, se possibile, aggiungeremo:
  • name = ...  ossia il nome del passo, colle o valico (per chiarezza è bene aggiungere anche la parola Colle o Passo, quindi name = Passo del Rothorn e non solo name = Rothorn, che si confonde con l'omonimo monte, o name = Del Rothorn). Se il passo non ha nome ma è segnato sulle carte escursionistiche è comunque consigliabile taggarlo attribuendo solo la quota come valore ele = ..., se è un colletto generico si può utilizzare name = Colletto o name = Colletto a quota ..., meglio di niente
  • ele = ... quota in metri del passo, colle o valico come già spiegato per le vette 
  • source = ... ossia come abbiamo ricavato il punto, da gps o foto aeree, utile per fare capire la precisione con cui il nodo è stato posizionato (maggiore nel caso di un rilievo diretto, meno nel caso di foto aeree, soprattutto nel caso il colle non sia fra pareti rocciose ma su una cresta continua collinosa).
La "Finestra di Champorcher" vista in Josm

La "Finestra di Champorcher" vista in Josm

Nell'esempio sopra vediamo il colle denominato "Finestra di Champorcher" che mette in comunicazione la Valle di Champorcher con la Valle di Cogne. Possiamo individuare:
  • freccia 1: il punto (nodo di congiunzione dei sentieri 2 e 4) che individua il colle, tag: mountain_pass = yes, natural = saddle, name = Finestra di Champorcher, name:fr = Fenêtre de Champorcher, ele = 2826, source = pcn2006 Ita
  • freccia 2: sentiero lato Cogne, tag: highway = path, foot = yes (inutile), ref = 13- TVC- AV2, sac_scale = mountain_hiking, trail_visibility = good
  • freccia 3: sentiero proveniente da Champorcher, direttamente da Dondena, tag highway = path, ref = 7b, name = Chemin Du Roi, sac_scale = mountain_hiking, trail_visibility = intermediate
  • freccia 4: sentiero lato Champorcher proveniente dal Lago Miserin, tag: highway = path, foot = yes (inutile), ref = 2-TVC-AV2, sac_scale = mountain_hiking, trail_visibility = good
  • freccia 5: parete rocciosa, tag: natura = cliff
sono inoltre visibili in confine amministrativo (linea tratt. arancione in alto a dx), l'elettrodotto con i suoi piloni, una antica casermetta situata sul colle (building = yes, historic = yes, ruins = yes) e tratte delle vecchie fortificazioni (linee gialle, barrier = wall, historic = yes).

Se il colle è ben individuato (come per i valichi escursionistici od alpinistici) montain_pass = yes è la soluzione corretta. Nel caso di colli di dimensione ampia come il Colle de Joux o il Colle Tzecoresi potrebbe teoricamente (a mio parere è però meno corretto) anche usare un più generico place = locality e name = Colle ...., non potendo individuare sempre un punto preciso a cui attribuire il tag. Vicino al colle è facile trovare creste o pareti rocciose che lo delimitano da mappare con natural = cliff. Sui valichi dove passano percorsi escursionistici inoltre è facile trovare paline di segnaletica (tourism = information più information = guidepost ma verranno illustrate nella Parte 5).

PARETI ROCCIOSE: un altro elemento che arricchisce di dettaglio la mappa, utile come riferimento in vicinanza di sentieri e/o di alpeggi e valichi. In alcuni casi la parete rocciosa è segnalata sul posto per interesse naturalistico (come le Rocce Montonate nel Parco del M. Avic) o sede di palestre di arrampicata. Il tag è:

natural = cliff  definisce una parete rocciosa o scogliera (vedi pagina WIKI)

può essere assegnato a nodo, ways e aree ma di solito si assegna ad una way che approssima l'andamento della parete. La way va disegnata in modo che, guardando nel verso delle frecce ossia nel verso in cui è stata tracciata (come se ci trovassimo sulla way con le frecce che si allontanano da noi), la parte più in alto della parete sia a sinistra della way stessa. Se la way viene tracciata per comodità in senso contrario basta invertirla una volta ultimata. E' da notare che i render di www.openstreetmap.org e delle Open MTB Map e Velomap rappresentano le pareti rocciose in modo non del tutto simile, ossia con una linea marcata dalla quale partono dei triangolini con il vertice a valle per un render e verso monte (cioè l'esatto opposto) per l'altro, occorre ricordarsene per non pensare di avere disegnato la way nel verso sbagliato. Le versioni recenti di JOSM mostrano la way taggata con natural = cliff con sopra dei triangolini orientati verso la parte più bassa (se fossimo sulla way guardando nella direzione in cui le frecce della way si allontanano da noi, i triangolini sarebbero orientati alla nostra destra).

Successione di pareti rocciose nella zona del Lago di Pietra Rossa

Successione di pareti rocciose nella zona del Lago di Pietra Rossa, Valle di La Thuile, sotto Josm

Nell'esempio della foto sopra vediamo una serie di pareti rocciose (indicate dalle frecce gialle) nella zona attorno al Lago di Pietra Rossa, per ciascuna disegniamo la way orientata (la parte più alta è a sinistra della way, in questo caso verso il basso dell'immagine, purtroppo nell'immagine non sono visibili le frecce come in fase di disegno) taggata  natural = cliff. Si vedono inoltre il lago ed i sentieri (linee tratteggiate verde chiaro), l'area contornata da una way verde scuro in alto a destra è un ghiaione (natural = scree).

Quali pareti rocciose dobbiamo mappare ? Sulle montagne ve ne sono tantissime e non possiamo mapparle tutte anche perché appesantiremmo molto la mappa ed il render (troppi elementi da rappresentare = meno leggibilità), molte sarebbe anche inutile disegnarle. Inoltre in montagna le pareti rocciose non sono sempre perfettamente verticali, a volte sono costituite da placche molto inclinate, altre volte sono scarpate ripide a sostegno di creste. Ma se sulla cresta passa un sentiero ? Dovremmo evidenziare almeno le pareti rocciose e le scarpate verticali sopra le quali passa un sentiero o sotto le quali passa un sentiero (nel primo caso segnaliamo il pericolo del vuoto, nel secondo un riferimento ma anche un possibile pericolo di caduta sassi). Se le pareti rocciose non sono perfettamente verticali io segnerei la way lungo la sommità se sopra vi è un sentiero, un pascolo con alpeggio o comunque una zona dove è possibile via sia transito di persone, se c'è un sentiero alla base delle rocce, la way andrebbe a mio parere disegnata sulla base. Disegneremo anche le cliff più significative fuori sentiero, a rappresentare circoli vallivi o gole dove scorrono i torrenti perché le mappe possono essere usate anche da chi va fuori sentiero (per lavoro, perché si perde o per motivi suoi) ricordandoci che l'altimetria è evidenziata anche dalle curve di livello. 

Coi soliti tag aggiuntivi possiamo dare ulteriori informazioni, non molte in questo caso, le pareti rocciose non hanno quasi mai un nome (un esempio è quello già ricordato ossia name = Rocce Montonate ma per visualizzarlo in mappa è bene aggiungere tourism = attraction), può servire il tag source = pcn2006 o simile, possiamo aggiungere il tag sport = climbing se è una palestra di roccia (alla way intera o ad un nodo solo) con il nome della palestra stessa. La way che descrive la parete rocciosa non serve sia dettagliatissima, è sufficiente una spezzata come negli esempi qua riportati, magari con un po' di senso artistico se ve ne è più di una.

PIETRAIE E GHIAIONI: è un altro elemento che ci interessa, in quanto complica il cammino, sia su sentiero sia fuori sentiero. Il tag è:

natural = scree definisce un'area di pietraia o ghiaione (vedi pagina WIKI)

deve essere assegnato ad una way chiusa che circonda l'area di pietraia. In montagna ve ne sono parecchie e non si possono mappare tutte, perlomeno sino a che non si tratterà di ricoprire l'intera mappa o quasi di aree che descrivono l'uso del terreno. All'inizio disegneremo le principali, quelle più evidenti e non ancora ricoperte dalla vegetazione che tende a ricrescere con il tempo (cespugli e alberi soprattutto a bassa quota), per quelle zone miste di pietre e cespugli sta a noi decidere tenendo in considerazione che è comunque bene segnalare le zone dove la camminata diviene più difficoltosa (vedere anche la pagina Tipologie di Sentiero) ma OSM non ha un tag per le zone miste sassi/cespugli e neppure per le zone sassi/pascolo (caso frequente in molti valloni della Valle di Gressoney).

Non vanno mappate a mio parere come natural = scree tutte le aree di terreno morenico che sono ben diverse da pietraie e ghiaioni (anche se c'è comunque una presenza di massi sparsi, in OSM c'è un tag per questo tipo di terreno ma è poco usato e l'area non compare nei render), le zone di massi ciclopici molto rari (dove vi è prevalenza di prato), le zone di distacco di frane (se in roccia potrebbero avere dato origine a pareti del tipo natural = cliff, se in terra non sono ghiaioni) mentre si potrebbe mappare come natural = scree le zone di accumulo dei detriti di frana (pietraie per l'appunto). I render delle mappe escursionistiche solitamente evidenziano le aree di pietraia (Open MTB usa un retino simile a sassi spigolosi), Mapnik un tempo non le evidenziava, adesso si.

GHIACCIAI: Sono un altro importante elemento del territorio in zone di montagna, in Valle d'Aosta sono quasi tutti già mappati, eventualmente si tratterà di controllarli e completarli. Nelle zone di confine i ghiacciai coprono aree transnazionali. Per mapparli occorre contornare l'area con una way chiusa ed attribuirle il tag:

natural = glacier definisce un'area di ghiacciaio (vedi pagina WIKI)

Mappare i ghiacciai è semplice da foto aeree, ( source = pnc2006 Italia o altro) e le foto PCN sono state tutte scattate in periodo estivo per cui non ci si dovrebbe confondere con zone semplicemente innevate. Il tag della quota altimetrica (ele = ...) in questo caso è assolutamente inutile (non si inserisce una quota media) mentre è bene inserire il tag name = ... per identificare il ghiacciaio. Poiché zone di ghiacciaio adiacenti possono avere nomi differenti, occorre contornare le rispettive aree con way chiuse adiacenti con un lato in comune (se vi sono problemi di sovrapposizione di percorso occorrerebbe usare i livelli), in alternativa all'interno di un'ampia area targata con natural = glacier si potrebbero inserire dei nodi taggati con place = locality e name = Ghiacciaio di .... Può comunque esserci un problema , come nel Ghiacciaio del Belvedere di Macugnaga che ha dato origine a discussioni fra mappatori, se il giacciaio o parte di esso è superficialmente coperto dai sui stessi detriti di tipo morenico, nelle foto compare come un ghiaione ma  sotto non lo è. Queste situazioni purtroppo di possono controllare solo in sito.

*

Per gli altri precedentemente citati tag che non ho illustrato in dettaglio (abbastanza intuitivi in verità) fare riferimento alle pagine WIKI specifiche (attualmente perlopiù in lingua inglese). Per gli elementi, naturali e non, legati all'acqua passare al paragrafo successivo.

Corsi d'acqua ed altri elementi del territorio legati all'acqua

Malgrado come tag siano inclusi in categorie diverse li ho raggruppati nello stesso paragrafo, alcuni come visto sono nella categoria natural = ... e li abbiamo già accennati, qua li vedremo in dettaglio. Per i corsi d'acqua in genere e per altri elementi del territorio legati ad essi il tag è:

waterway = ... definisce un corso d'acqua naturale o no o elementi legati ai corsi d'acqua (vedi pagina WIKI)

Fra i tag della categoria waterway ricordo:
  • waterway = river definisce un fiume
  • waterway = riverbank definisce l'area compresa fra due argini di un fiume
  • waterway = stream definisce un ruscello o torrente
  • waterway = canal definisce un canale artificiale
  • waterway = ditch definisce un fosso irriguo
  • waterway = dam definisce una diga
  • waterway = weir definisce uno sbarramento fluviale
Ho tralasciato quelli di interesse marittimo preferendo elencare quelli più comuni in ambiente montano. Dall'elenco vediamo che la maggior parte di questi tag sono attribuibili solo a delle ways, altri anche a nodi isolati, il tag waterway = riverbank va attribuito ad un'area. Per tutte le way che rappresentano un corso d'acqua ricordo che le frecce della way devono indicare il senso di scorrimento dell'acqua stessa (cioè da monte a valle), evidente per fiumi e torrenti, meno per fossi irrigui di pianura o per i "ru" valdostani che attraversano i pascoli a mezzacosta.

Quando le strade superano fiumi, torrenti ed altri corsi d'acqua è necessario rappresentare i ponti, come già visto e facendo in modo che la way della strada non abbia nodi in comune con quella del corso d'acqua. A questi ultimi, si potrebbe preventivamente assegnare il valore layer = -1, per non dover inserire un layer = +1 a tutti i ponti o creare tratte di way taggate allo stesso modo ogni volta che un sentiero scavalca un ruscello ma pare che la comunità OSM e la WIKI sconsigliano questo sistema che può causare problemi nei render. Non metteremo quindi layer =-1 (bensì ayer = +1 ai ponti) e se JOSM segnalerà "corsi d'acqua o strade incrociate" dovremo ignorare il messaggio (a mio parere questo è un altro dei "buch neri" di OSM). Se i corsi d'acqua sono mappati da foto aeree è utile inserire source = pcn2006 Ita o simile.

Lungo i corsi d'acqua possiamo trovare opere dell'uomo che non ricadono nella categoria waterway. Alcune di queste sono classificate con i tag  man_made = ..., categoria che include strutture artificiali che interagiscono con l'ambiente. Fra i tag man_made = ... legati all'acqua ricordo:

man_made = water_works definisce un'opera di presa o un impianto di derivazione dell'arqua (ad esempio le c.d. "casette acquedotto")
man_made = water_well definisce un pozzo realizzato a scopo idrico (att. non un pozzo minerario, per il quale si usa man_made = mineshaft)
man_made = water_tower definisce una torre idrica (serbatoio per la distribuzione dell'arqua)
man_made = watermill definisce un mulino ad acqua (un esempio può essere l'Antico mulino di Soussun in Valle d'Ayas per il quale occorre aggiungere historic = yes e, disegnando la sagoma, building = yes, oltre al corso d'acqua stesso)

Anche qua alcuni tag possono essere attribuiti solo a nodi, altri sia a nodi sia all'intero edificio con building = yes (oppure si attribuiscono ad un nodo posto in prossimità o all'interno dell'edificio come ormai sappiamo).  Per la categoria man_made vedere la pagina WIKI.

Sempre legati all'acqua possono essere considerati i punti di approvvigionamento di acqua potabile in città e sui sentieri, ovvero amenity = drinking_water (generico ma usato anche per le fontane) e natural = spring (sorgente) già accennati. Non ricadono nella categoria man_made = ... e li esamineremo nella parte 5.

Adesso analizzeremo alcuni elementi del territorio legati all'acqua in dettaglio.

FIUMI: i fiumi assieme ai torrenti costituiscono gran parte degli elementi naturali del territorio anche perché lo modellano e ne condizionano l'utilizzo da parte dell'uomo: dove vi è un fiume od un torrente in ambiente montano abbiamo spesso una gola, le strade ed i sentieri dovranno adattarsi ad essa, spesso avremo anche pareti rocciose (natural = cliff), mapperemo ponti, cascate, ecc.. Il tag per i fiumi è il già citato:

waterway = river definisce un fiume (vedi pagina WIKI)

Si attribuisce ad una way sull'asse del corso d'acqua con le frecce della way orientate da monte a valle. Il fiume va disegnato con una way posta all'incirca sul suo asse, al netto di eventuali zone di ghiaione che sono coperte dall'acqua solo nei periodi di piena, con un numero di nodi sufficiente a non farlo apparire spigoloso (nell'immagine seguente della Dora Baltea forse qualche nodo in più avrebbe approssimato meglio le curve). Al fiume va associato il tag name = ... per indicarne il nome con le solite precauzioni del caso (nome ufficiale e nome locale in aggiunta se presente, ecc.), la way può essere disegnata ricalcando foto aeree a meno di avere un rilievo più dettagliato, in genere i fiumi sono sufficientemente larghi da non essere nascosti dalla vegetazione.

Se il fiume ha larghezza tale che la sola way sull'asse con relativo render (di solito una linea marcata in blu o azzurro) è troppo sottile rispetto all'effettiva larghezza dell'alveo è consigliabile, almeno in fase di rifinitura della mappa, disegnarne anche gli argini, ovvero le linee ideali entro i quali scorre l'acqua, tracciando una way chiusa che incorpora la way del fiume al sui interno ed attribuendole il tag:

waterway = riverbank definisce l'area racchiusa fra gli argini di un fiume (vedi pagina WIKI)

per gli argini non ha importanza il senso delle frecce e non è necessario preoccuparsi delle intersezioni con la way del fiume. Un esempio è riportato nell'immagine successiva.

Tratto della Dora Baltea a Pont St. Martin

Tratto della Dora Baltea alla confluenza con il Lys, a Pont St. Martin, da Josm

Nell'immagine sopra vediamo che alla way rappresentante la Dora Baltea a Pont St. Martin (waterway = river, in centro di colore blu, con le frecce orientate verso valle) sono state sovrapposte le way chiuse definite da waterway = riverbank. Naturalmente non riusciremo a coprire con una waterway = riverbank unica tutto lo sviluppo del fiume dalla sorgente alla foce ma possiamo farlo per tratte, ed eventualmente unirle (comando Strumenti = > Unisci aree sovrapposte). Nell'immagine si vedono infatti due zone taggate con waterway = riverbank relizzate in fasi successive che si sovrappongono nella zona di congiunzione solo nei nodi (non possiamo avere riverbank con tratte di way in comune, Josm segnala l'errore di "percorsi sovrapposti", dobbiamo avere solo dei nodi in comune), una appare rosata perché selezionata per differenziarla. La sovrapposizione delle aree non da problemi in caso di render ovvero 'area viene "colorata" in modo uniforme. Viene da chiedersi sino a dove occorre disegnare i riverbank ossia sino a dove la larghezza del fiume è tale che la way singola al centro (waterway = river) non sia abbastanza larga da sola nel render. Questa è una valutazione che deve fare il mappatore sulla base delle foto stringendo gli argini attorno alla way sull'asse del fiume fino a farli scomparire (il fiume difficilmente si allarga in modo netto ma aumenta larghezza in modo progressivo, orridi rocciosi parte, da monte verso valle). La way centrale in presenza dei riverbank, nei render può anche scomparire ma è bene disegnarla ugualmente (in Open MTB ad esempio è evidente anche se vi sono gli argini). Le ways dei torrenti vanno comunque raccordate ad essa (nodo in comune come per le strade) anche se nella realtà la giunzione non è così netta (nell'immagine è visibile in alto a destra la way del Lys). Confrontando foto aeree di periodi diversi noteremo anche difformità evidenti nelle zone dell'alveo sia perchè lo stesso varia negli anni sia anche solo perchè le foto sono state fatte in periodi di maggiore o minore apporto d'acqua (primavera/estate/autunno).

Per evitare problemi di intersezione con le way di fiume e torrenti laterali si può assegnare agli argini un valore layer = -1. 

Attenzione: non bisogna interrompere l'argine in corrispondenza dei ponti ma sovrapporlo ad essi (come correttamente avviene nell'immagine seguente). Non possiamo infatti sapere se il render assegnerà alla strada del ponte una larghezza tale da non far vedere l'interruzione dell'argine (che noi pensiamo sia pari alla larghezza della strada che vediamo nelle foto aree). Se la way della strada (ossia il tratto di ponte) viene rappresentata nei render più stretta di quanto effettivamente sia il ponte nella realtà, rischiamo che sul tratto di ponte, ovvero poco prima e poco dopo esso, il fiume si riduca alla sola line spessa centrale (ossia alla sola waterway = river) con un effetto grafico per nulla bello a vedersi.

Errore fiume - argini

Errore di mappatura nella Dora presso Villeneuve

Nell'immagine sopra vediamo un errore abbastanza stupido, derivante probabilmente ad una prima mappatura del fiume molto grossolana, con la way che ne segna l'asse abbastanza scostata rispetto alla realtà delle foto PCN. In una seconda fase sono stati disegnati gli argini, in posizione corretta, senza spostare ed affinare la way che rappresenta l'asse del fiume. Il risultato sarà che nei render compaiono due corsi d'acqua paralleli e distinti, cosa assolutamente diversa  da quello che vediamo sul terreno. Nell'immagine inoltre appaiono mappate abbastanza male anche le strade, mentre altri elementi sono corretti, è possibile anche aggiungere gli argini per  parte del torrente in basso dell'immagine anche se nel render la differenza rispetto alla sola mappatura dell'asse dello stesso sarà minima. Chi aggiunge elementi alla mappa deve sempre controllare, ed eventualmente sistemare, anche quanto già presente. Per affinare megli aggiungere punti alla way del fiume invece che ridisegnarla: possono essere presenti delle relazioni, da non alterare.

Il render dell'immagine precedente

Il render dell'immagine precedente, con l'evidente errore di "fiume doppio"

Oltre ai tag già visti ai fiumi possono aggiungersi anche altri tag descrittivi, uno dei quali è boat = yes/no che ne indica la navigabilità.

Altro avvertimento: alla way chiusa che rappresenta l'area fra due argini NON bisogna assolutamente aggiungere anche il tag natural = water (usato per rappresentare un'area di acqua, come un lago) perchè Josm segnale l'errore "Owerlapping Water Areas", ovvero sovrabbondanza di tag simili riferiti ad un'area. I render rappresenteranno la zona fra gli argini (colore azzurro) basandosi solo sul tag riverbank, senza avere necessità del tag natural = water

Eventiali isole possono essere disegnate sfruttando i multipoligoni ossia creando una way chiusa (l'sola) all'interno di un'altra (gli argini), oppure facendo avvolgere l'isola da due aree di argini distinte che si uniscono ai fianchi di essa, per spiegarlo meglio basta guardare l'immagine successiva.

Isola sulla Dora Baltea in Comune di Chambave

Isola sulla Dora Baltea in Comune di Chambave

Personalmente includo nella zona degli argini anche piccole spiaggette che facilmente vengono coperte dall'acqua nel periodo primaverile ma non le spiagge (o le isole) maggiori che vengono coperte dall'acqua solo in caso di esondazioni. Se le spiagge sono molto estese possiamo mediare, ovvero comprenderne solo una parte all'interno dell'argine. Ovviamente la way (o le ways se vi sono ramificazioni) che rappresenta il corso principale del fiume deve essere sempre all'interno dell'area degli argini e non tagliare spiaggette ed isole. In ogni caso non dobbiamo preoccuparci di essere troppo precisi quando abbiamo le spiaggette, perchè il corso del fiume può comunque mutare negli anni e le foto aeree non sono sempre aggiornate (in VDA attualmente utilizziamo le PCN del 2006, Bing è ancora più vecchio e gli argini spesso sono variati). Quando gli argini sono netti (scarpata in terra o ancor di più se vi sono argini cementificati o terrapieni) possiamo seguirli con cura, poichè a meno di eventi alluvionali, difficilmente si modificano da un anno all'altro o si modificano molto lentamente (erosione delle acque).

FIUMI MINORI E TORRENTI MAGGIORI: guardando la suddivisione in tag della categoria waterway ci accorgiamo che non abbiamo molti valori con cui gestire diverse portate e/o dimensioni di alveo dei corsi d'acqua naturali: le categorie con cui possiamo mappare sono essenzialmente due ossia fiumi e torrenti, decisamente troppo poche. A meno di disegnare anche l'alveo, cosa consigliabile per i fiumi di una certa larghezza come la Dora Baltea ed torrenti di una certa larghezza, nei render avremo solo due differenziazioni grafiche, una per i fiumi ed una torrenti, insufficienti a distinguere piccoli ruscelli e torrenti di scarsa portata (quelli dei valloni laterali delle valli) da altri di portata maggiore (quelli dell'asse principale delle valli) e da fiumiciattoli e fiumi di larghezze ben diverse. Torrenti importanti che solcano le valli alpine come il Torrente Evancon, il Torrente Marmore, la Dora di Rhems, il Torrente Savara ecc. vengono quindi indicati in OSM con il tag waterway = river essenzialmente per differenziarli da tutti i torrentelli laterali che confluiscono in essi per i quali si usa waterway = stream. 

Come per i fiumi adotteremo la precauzione di inserire source = pcn2006 (o similare), i tag descrittivi del nome, ecc.. Possono essere aggiunti anche tag aggiuntivi come boat = no (non navigabile) anche se a mio parere spesso dovrebbe essere scontato.

TORRENTI E TORRENTELLI: la categoria dei torrenti in OSM è praticamente una sola perché, come accennato, non abbiamo modo di suddividere i torrenti e ruscelli minori dai torrenti di portata maggiore che raccolgono l'acqua di intere valli. Per questi ultimi adotteremo waterway = river, come per i fiumi, per i torrenti minori dovremmo utilizzare:

waterway = stream definisce un torrente ovvero un corso d'acqua di portata limitata che può essere superato anche con un semplice balzo (vedi pagina WIKI)

Dalla definizione della WIKI in questa categoria dobbiamo inserire tutti i torrenti compresi quelli di portata estremamente limitata, ossia quelli in cui sui sentieri non si superano neppure su un ponte ma solo passando di sasso in sasso. Non esistono categorie per ruscelli o ruscelletti, in montagna spesso asciutti in estate e con acqua solo nel periodo del disgelo o in seguito a grandi piogge. Le carte escursionistiche invece differenziano questi ultimi rappresentandoli con una sottile linea azzurra tratteggiata anzichè continua per indicare la loro presenza effimera. Come mappatori OSM, dobbiamo rappresentarli o no ? Personalmente ritengo che debbano essere rappresentati anche i ruscelletti minori, sempre che non siano quasi inesistenti (in caso di pioggia ogni avvallamento in montagna diventa un ruscello), dalle foto aeree li vediamo e ne intuiamo il percorso in valloncelli anche coperti dalla vegetazione. Non usate waterway = ditch, che viene renderizzato in modo più "leggero" di stream, per i ruscelletti (non sono fossi artificiali).

In montagna e non, può anche accadere, e da foto aeree la cosa è spesso ben visibile, che in prossimità di centri abitati il ruscello scompaia perché sotterraneo (intubato) nel qual caso non sempre riusciamo a individuarne il percorso se non con un sopralluogo sul posto, oppure che sia ben visibile la gola rocciosa del ruscello sul fianco della valle ma non il suo percorso una volta che raggiunge zone di pascolo pianeggianti semplicemente perché l'acqua si allarga sul terreno o diviene sotterranea. In questo caso occorre disegnare il ruscello fin dove si può, non potendo indicarlo in OSM come effimero.

Tratto centrale della Val Clavalitè con alcuni torrenti che scompaiono

Tratto centrale della Val Clavalitè con alcuni torrenti che scompaiono, in Josm

Nell'immagine sopra vediamo la parte centrale della Valle della Clavalité nel comune di Fenis, è una zona di pascoli abbastanza pianeggianti in cui i ruscelli che scendono dai fianchi della valle, più ripidi, si allargano senza avere una percorso unico evidente. Mapperemo i ruscelli solo sino a dove la loro traccia è visibile per poi interromperla, nell'immagine nei due punti indicati dalle frecce gialle. Sono inoltre visibili il torrente principale della Clavalitè (way blu marcata poichè taggata con waterway = river), alpeggi vari e sterrate.

In alcuni casi i ruscelli non sono molto visibili ma possiamo sfruttare elementi "accessori" del territorio che ci aiutano a seguirne il percorso, anche se con un po' di approssimazione, come nell'esempio seguente:

Tratto di torrente non visibile in modo chiaro su foto PCN

Tratto di torrente non visibile in modo chiaro su foto PCN
(zona fra S. Pierre e S. Nicolas, non lontano da Vetan Dessous)

Nella foto sopra notiamo che:

1 - le strade seguono le curve di livello per cui evidenziano l'avvallamento in cui scorre il torrente
2 - la vegetazione ricopre i fianchi del torrente (zone più umide e scoscese) disegnandone il perrcorso fra i pascoli

I torrenti ed i ruscelli che solcano le montagne costituiscono un riferimento per chi utilizza mappe vettoriali sul gps, anche se asciutti, pochè evidenziano i valloni in cui scorrono facilitando la comprensione dell'altimetria del terreno che contribuiscono a modellare come nel caso dei fiumi, hanno comunque importanza nel caso l'escursionista necessiti di acqua e possono essere fonte di pericolo in caso di piogge e temporali. Li ricalcheremo  per quanto possibile da foto aeree, attribuendo i tag waterway = stream, name = ... (se noto, con le solite regole, non inventiamo nomi), source = pcn2006 Ita o similare, eventuali altri tag (boat = no dovrebbe essere superfluo).

Per i torrenti che principali che attraversano le valli, come detto, occorre utilizzare waterway = river al posto di waterway stream. Tuttavia nel tratto iniziale, dalle sorgenti per una certa lunghezza, le loro dimensioni e la portata sono di entità paragonabili a quella degli altri torrentelli che mappiamo con waterway = stream. Non potremmo cioè assegnare waterway = river ad un torrente (ma il ragionamento si applica anche ai fiumi) direttamente a partire dalla sorgente, in quanto la portata aumenta scendendo verso valle per l'apporto dei torrenti laterali e l'alveo si allarga di conseguenza, tranne in strettoie rocciose e gole. Per essere precisi dovremmo dire che un fiume salendo a monte diviene prima torrente e poi ruscello ma sono cambiamenti di larghezza di alveo e portata graduali, mentre in OSM abbiamo, anche graficamente, passaggi netti da una denominazione all'altra. Dovremmo quindi scegliere un punto in cui, nella mappa OSM, si passa da stream a river: potrebbe essere indicativamente alla confluenza di più corsi d'acqua laterali che ne incrementano la portata considerevolmente da quel punto verso valle, negli altri casi la decisione spetta a noi.

CANALI DI MEDIA/GRANDE PORTATA: li dobbiamo distinguere da fiumi e torrenti in quanto artificiali (costruiti e con portata regolata dall'intervento dell'uomo, non solo dagli eventi meteorici). Ho specificato "di media/grande portata" per indicare vanno distinti dai piccoli canali irrigui / fossi (che possono essere alimentati dai canali di media portata) poichè per questi esiste un tag specifico (waterway = ditch) e poichè nei render spesso appaiono simili, anche per spessore di linea, ai fiumi (waterway = river). Per i canali il tag è:

waterway = canal definisce un canale di media/grande portata, eventualmente navigabile (vedi pagina WIKI).

Mapperemo con le stesse regole già viste per i fiumi (eventualmente se serve con il tag riverbank per gli argini ma solitamente non hanno larghezza paragonabili a quella dei fiumi). In questa categoria possiamo includere anche i canali maggiori che deviano le acqua a centrali idroelettriche fluviali. Anche per i canali possiamo specificare un mome (come per il Canale C. Cavour in Piemonte). Poichè vengono scavati dall'uomo possono anche seguire linee di pendenza ben diverse dal deflusso naturale delle acque, potremo quindi individuarli a mezzacosta, anche ove necessario con intersezioni a livelli diversi di torrenti e fiumi da gestire con i livelli come già accennato. Lo stesso Canale "C. Cavour" in Piemonte sottopassa i fiumi Sesia e Dora Baltea. Se il canale è navigabile è utile aggiungere anche il tag boat = yes.

CANALETTI E FOSSI IRRIGUI: sono analoghi ai precedenti ma di piccole dimensioni, possiamo inserire in questa categoria i "ru" ossia i vari canaletti irrigui valdostani le cui origini risalgono al medioevo, ancora utilizzati, a volte ricostruiti in calcestruzzo o tombinati (in tubazioni sotterranee). Possiamo mapparli da foto aeree o, se sotterranei, da rilievi sul posto per quanto possibile (presenza di griglie e chiuse per le derivazioni). Anche questi hanno un nome e spesso hanno un andamento trasversale rispetto ai torrenti naturali perché attraversano aree molto vaste, lungo i fianchi delle valli a mezzacosta, seguendone le curve di livello, in modo da distribuire le acque ai vari pascoli. I ru irrigui sono quasi sempre affiancati da strade agricole o vecchi sentieri adibiti alla sorveglianza e alla gestione delle acque, che costituiscono oggi interessanti percorsi escursionistici, da mappare come ormai sappiamo. Il tag da usare è:

waterway = ditch definisce un fosso o canaletto irriguo (vedi pagina WIKI.)

La stessa pagina WIKI suggerisce di utilizzare waterway = canal per i canali irrigui di una certa larghezza. Per i canali ed i fossi vale sempre la regola di utilizzare eventualmente un layer = -1 onde evitare problemi di intersezione con strade e sentieri, nel caso vi siano intersezioni con torrenti occorreà regolarsi, eventualmente attribuendo al torrente (se passa al di sotto del canale) il layer = -2. Poichè si mappano da foto aeree o da rilievo gps, specificheremo il tag source = ...

Il Ru d'Arlaz a Challand Saint Anselme

Il Ru d'Arlaz a Challand Saint Anselme

Nell'immagine sopra vediamo il Ru d'Arlaz a Challand S.A. nella zona in cui la strada agricola che lo affianca è raggiunta da una altra strada agricola proveniente dal capoluogo che per un lungo tratto segue il sottostante e parallelo Ru Herbal. Mapperemo i singoli elementi come:

per la strada highway = track, tracktype = grade3, surface = ground, ref = 30 (numerazione di percorso escursionistico)
per il canale irriguo waterway = ditch,, layer = -1, name = Ru d'Arlaz
per la "casetta acquedotto" visibile in sfondo mapperemo la sagoma con building = yes e man_made = waterworks (oppure assegneremo il tag man_made = waterworks ad un nodo posto al suo interno).

LAGHI NATURALI E NON: sono uno degli elementi del territorio più importanti,  meta o tappa di molte escursioni. Il modo migliore di mappare un lago è da foto aeree considerando (georeferenziazione più o meno precisa a parte) che serie di foto diverse possono essere state scattate in periodi dell'anno differenti con variazioni di livello d'acqua e di estensione della superficie del lago stesso (in periodi di scarsità d'acqua possono essere visibili ampie zone di fondo, di colore  scuro  o diverso dal terreno circostante).

OSM, malgrado il tag sia inserito nella categoria natural = ..., non fa distinzione fra laghi naturali ed artificiali (o semiartificiali) ma solo fra laghi e bacini (idrici o idroelettrici, comunque di estensione più limitata). Come detto per i laghi il tag è:

natural = water definisce un lago o stagno di formazione naturale e non (vedi pagina WIKI)

Sebbene sia possibile mappare un lago con un solo nodo, è preferibile contornarne l'area con una way chiusa, e assegnare il tag natural = water alla stessa. La way va disegnata in modo sufficientemente preciso ed armonioso, non è bello vedere in mappa laghi che sembrano dei poligoni irregolari. Dove sono visibili ampie zone di fondo scoperto occorrerà allargare un po' l'area bagnata dall'acqua per considerare anche i periodi di massima piena (le foto PCN sono spesso scattate in estate e verso la fine dell'estate, quando c'è poca acqua, più raramente in primavera). Se nelle foto il lago è totalmente in secca occorrerà approssimarlo in qualche modo (utile qualche punto rilevato con gps sul posto). Se sono visibili immissari ed emissari mapperemo anche quelli (waterway = stream) con le regole già viste a proposito dei corsi d'acqua, senza disegnare la way all'interno dell'area del lago ovviamente. La WIKI da anche indicazioni su come mappare se nel lago siano presenti isole (multipoligoni).

Alla way che descrive il lago attribuiremo tag aggiuntivi come name = ... (nome ufficiale o conosciuto in zona se non esiste un nome ufficiale, per identificare laghi senza nome ma meta di percorsi escursionistici si potrebbe usare name = Lago a quota ....), source = ... (pcn2006 o simile), ele = ... (quota del lago) ed eventualmente altri.

Il Laghetto di Piancettin, nel Vallone di Chasten - Valle d'Ayas, in Josm

Il Laghetto di Piancettin, nel Vallone di Chasten - Valle d'Ayas, in Josm

In questo esempio vediamo il Laghetto di Piancettin (in basso nell'immagine), nel Vallone di Chasten, poco lontano dall'Alpe Merendiù Superiore (in alto nell'immagine). E' un lago molto piccolo, spesso asciutto, che non compare nelle carte e conosciuto, anche come nome, solo a livello locale. Nelle foto PCN si intravede solo la zona della depressione in cui si forma in seguito allo scioglimento dei nevai. Possiamo mapparlo approssimandone la forma con una way chiusa e tag natural = water, name = Laghetto di Piancettin (unico nome conosciuto). E' in questi casi che OSM diventa un importante strumento di conoscenza del territorio che supera in dettaglio le mappe abituali avvalendosi della presenza in loco dei mappatori e della conoscenza diretta della zona mappata. Il laghetto non ha né emissari né immissari.

ZONE UMIDE: le zone umide sono zone acquitrinose formate da acque sorgive o attorno a ruscelli, paludose o di torbiera (vecchi laghi in fase di interramento, frequenti e segnalati nel Parco del M. Avic). Non sono laghi, possono essere presenti per quasi tutto il periodo estivo, più facile siano asciutte a fine estate. E' facile vederne nelle foto aree, con rigagnoli che le attraversano quando scendono in zone pianeggianti o conche dove ristagna l'acqua, nel qual caso è bene segnare anche questi ultimi, anche all'interno dell'area umida (potrebbero essere presenti nei periodi in cui il terreno è quasi asciutto). Nei render compariranno sia il ruscelli che l'area umida circostante

Per le zone umide occorre disegnarne il contorno, qua meno evidente che per i laghi, con una way chiusa ed assegnarle l'apposito tag:

natural = wetland definisce una "zona umida", palude o simile (vedi pagina WIKI)

Le zone umide non hanno un nome se non in casi particolari, come per le già citate Torbiere (al limite si usa name = Torbiera). Inoltre può accadere che una zona che in foto aerea appare come acquitrinosa, in molte carte sia stata mappata come un vero e proprio lago o si confonda in parte con esso (il Lago di Combal in Val Veny ne è un esempio). Anzi, alcuni laghi, mappati e denominati tali in quanto effettivamente laghi al momento del disgelo, in certi periodi dell'anno (fine estate) si trasformano in zone umide o perfino zone erbose quasi del tutto asciutte. Questo va considerato osservando le foto aeree solitamente realizzate nel periodo estivo (Pcn) ma a volte anche autunnale (Bing).

Una zona umida può anche essere annessa ad un lago come nell'esempio seguente:

Laghetto di Lod presso Lod, Valtournenche

Laghetto di Lod presso Lod, Valtournenche - Antey St. André, da Josm

Nella foto sopra vediamo il Laghetto di Lod presso Antey St. André (da non confondere con il Lago di Lod presso Chamois e col Lago di Loz che è un altro ancora) che è stato mappato come natural = water per la parte interna (way blu indicata dalla freccia 1) e con natural = wetland per la parte di zona umida che lo circonda (way azzurra indicata dalla freccia 2). E' un caso particolare perché richiede l'uso dei multipoligoni in modo da creare una zona wetland "bucata" (non usando i multipoligoni nei render vedremmo il retino della wetland coprire anche la zona del lago ).

I ruscelli possono essere disegnati anche all'interno della zona umida (se visibili), inutile disegnarli all'interno del lago (la way del ruscello si fa terminare con un nodo in comune con la way del lago), anche perchè fisicamente non avrebbe significato .

CASCATE: elemento molto importante nel paesaggio montano, la cascata viene mappata con un nodo facente parte anche della way che rappresenta il corso d'acqua al quale si attribuisce il tag:

waterway = waterfall definisce una cascata (vedi pagina WIKI)

Non vi sono indicazioni particolari, le possiamo rilevare sul terreno con gps e confrontando con le foto PCN. Se la cascata ha un nome, è bene aggiungerlo con il tag name = ... Annoto solo che non tutti i render visualizzano le cascate (si veda la mappa Open Street Map dell'esempio seguente) ma di solito compaiono nelle mappe escursionistiche.

Cascata sul Torrente della Manda, presso Pontboset

Cascata sul Torrente della Manda, presso Pontboset, da Josm

SORGENTI: anche queste sono un elemento importante per l'escursionista, le inserisco qua brevemente ma sono trattate meglio nella Parte 5 in quanto possono essere anche punti di approvvigionamento di acqua potabile.

natura = spring definisce una sorgente naturale, ovvero un punto da cui sgorga naturalmente acqua da sotto rocce o dal terreno (vedi pagina WIKI)

Si attribuisce ad un nodo, in genere lo dobbiamo rilevare sul posto (source = gps). Alcune volte le sorgenti hanno anche un nome (name = ...). Non tutti i render visualizzano le sorgenti, Mapnik le renderizza con una piccola "S" un po' squadrata (si veda la mappa Open Street Map dell'esempio seguente).

Sorgente sul sentiero 2 per Retempio, poco sopra Crest Desot, Ponboset

Sorgente sul sentiero 2 per Retempio, poco sopra Crest Desot, Ponboset

BACINI IDRICI e RISERVE D'ACQUA:  entità che cito qua brevemente perchè interessano i percorsi escursionistici. In OSM non vengono differenziati i laghi naturali dai laghi artificiali mentre possiamo differenziare entrambe queste categorie dai bacini di dimensioni più modeste costituiti da ampi "vasconi" in terra o con pareti e fondo artificiali (come ad esempio il Bacino Idroelettrico di Orbeillaz a Challand S.A.) realizzati a scopo produzione energie o altro. Per riserve d'aqua invece intendiamo quelle piccole vasche artificiali o in terra che sono realizzate perlopiù a scopo irriguo. I tag sono:

landuse = basin definisce un bacino idrico realizzato per uso produzione energia, ecc. (vedi pagina WIKI)
landuse = reservoir definisce una riserva d'aqua a scopo irriguo o acquedotto di dimensioni minori di un bacino (vedi pagina WIKI).

DIGHE E SBARRAMENTI: concludiamo la rassegna su corsi d'acqua ed opere connesse con due tipi di opere dell'uomo atte a realizzare invasi o comunque deviazioni del corso d'acqua a scopo irriguo o produzione di energia. Riassumo i tag:

waterway = dam definisce una diga (fluviale o di monte) atta a creare un invaso (vedi pagina WIKI)
waterway = weir definisce uno sbarramento fluviale, atto a deviare l'acqua (vedi pagina WIKI)

La differenza è essenzialmente che, mentre nel caso di una diga viene a costituirsi alle sue spalle un vero e proprio lago artificiale (riserva idrica) e l'acqua fuoriesce da condotte forzate o da appositi canali/bocche posti a quote altimetriche diverse per regolare il livello dell'invaso, nel caso dello sbarramento fluviale interessa soprattutto innalzare il livello dell'acqua in modo da consentirne il prelievo con condotte o canali laterali e l'acqua in eccesso tracima da sopra lo sbarramento stesso. Lo sbarramento è in effetti una "piccola diga" che crea un allargamento del corso d'acqua dietro di sè.

Entrambi i tag possono assegnarsi a nodi ma è più conveniente trecciare una way, rettilinea o spezzata,che approssima la parte superiore della diga o o dello sbarramento. Nel caso di dighe esiste quasi sempre una strada al di sopra del coronamento della diga stessa e dovremmo mappare anche quella, come strada di servizio (highway = service) oppure per quelle minori un percorso pedonale. Planimetricamente la strada coincide con il coronamento della diga ma in OSM possiamo disegnarla leggermentte traslata, per evidenziarla e perché nel render la strada non nasconda la linea che rappresenta la diga (la diga va disegnata a valle e la strada a monte). Mapperemo anche il lago artificiale con i tag del caso, assegnando nome, quota del lago, ecc. Se vi sono fabbricati di servizio e sorveglianza, strade e parcheggi, mapperemo anche questi come già sappiamo.

Uno scorcio del Lago Artificiale di Cignana, in Valtournenche

Uno scorcio del Lago Artificiale di Cignana, in Valtournenche, da Josm

Nella foto sopra vediamo una parte del Lago di Cignana, in Valtournenche, la freccia 1 indica la way chiusa che disegna il lago (natural = water), le frecce 2 indicano la strada di servizio sopra il coronamento della diga (highway = service), le frecce 3 indicalo la way che rappresenta la diga (waterway = dam) disegnata traslata e parallela alla strada di servizio, la freccia 4 indica un fabbricato ad uso dei sorveglianti. Notare che il lago viene tenuto ad un livello basso (da diversi anni) per cui nella zona fra acqua e tratto di diga ad arco (in alto a sinistra) viene a crearsi una spiaggietta (qua non mappata come tale) e che sia per la tratta di diga ad arco sia per quella rettilinea è visibile parte del paramento inclinato. In alto a destra sono visibili anche delle zone di ghiaione (natural = scree), sono anche visibili una sterrata (linea tratteggiata verde scuro) e dei sentieri (linea tratteggiata verde chiaro).

Diverso è il caso delle cosiddette "briglie" che non costituiscono mezzi per innalzare il livello delle acqua di un torrente a scopo di deviarle ma solo un modo per rallentare l'erosione del fondo (sono presenti in zone dove le sponde sono state "cementificate"). Sono spesso visibili nelle foto aeree, nelle tratte dei torrenti in prossimità dei centri abitati dove l'alveo si allarga ed è confinato fra due sponde artificiali. Sono di importanza minore degli sbarramenti ma possiamo mapparle come questi ultimi, anche se non sarebbe necessario (a nostra discrezione).

Una "briglia" anti erosione sul Torrente Evancon a Champoluc

Una "briglia" anti erosione sul Torrente Evancon a Champoluc

Uso  del terreno (destinazione del territorio)

Concludiamo questa parte sugli elementi naturali con l'utilizzo del tag landuse = ... già visto a proposito dei centri abitati, come si era accennato vi sono alcuni valori di questo tag utilizzabili essenzialmente in ambito extra urbano. Sono le "destinazioni d'uso" del territorio che contribuiscono ad identificare aree del territorio e, nei render, ad arricchire la mappa di colore e campiture. Il tag per le aree territoriali è:

landuse = ... definisce un'area territoriale con destinazione del suolo o d'uso omogenea (vedi pagina WIKI), letteralmente significa "uso del terreno"

e in ambito extra urbano troviamo i seguenti valori:
  • landuse = forest definisce una zona di foresta naturale ma gestita (dal CFS o altro)
  • landuse = basin definisce un bacino idrico (già trattato)
  • landuse = reservoir definisce una riserva idrica (già trattato)
  • landuse = farmland definisce un'area agricola coltivata (già trattato nella Parte 2)
  • landuse = farmyard definisce un'area su cui sorge una azienda agricola, ovvero i fabbricati (non i campi) già trattato nella Parte 2
  • landuse = grass definisce una zona di prato sottoposto a taglio (ad esempio una aiuola cittadina), non un pascolo
  • landuse = meadown definisce un'area di prato ed altra vegetazione non arborea fuori dai centri abitati (prati falciati, non pascoli alti)
  • landuse = orchad definisce un'area coltivata a frutteto (generico, non usare per coltivazioni che hanno un tag apposito, come il vigneto)
  • landuse = vineyard definisce un'area coltivata a vigneto
  • landuse = quarry definisce una miniera o cava a cielo aperto
  • landuse = greenhouse/orticulture definisce una zona di serra o orto
Ne ho omessi alcuni, privilegiando quelli più comuni in montagna. Per tutti questi tag valgono le indicazioni già dati per le aree territoriali usate in ambito urbano (vedi parte 3). In realtà mote destinazioni del terreno non sono comprese nei tag landuse, basta pensare a natural = glacier (ghiacchiaio), natural = healt (incolto), natural = scree (pietraia).

Ricordo che se abbiamo aree che contengono altre aree occorre fare in modo che quelle interne più interne non siano coperte da quelle più esterne: possiamo usare i multipoligoni oppure disegnare l'area esterna per porzioni adiacenti senza unirle da Josm (coprirebbero lo spazio vuoto al centro). Le aree residenziali invece potrebbero essere ignorate quando disegnamo le aree del terreno, cioè possiamo comportarci come se non ci fossero (utile ad esempio perchè i render che non le visualizzano, come opencyclemap, non creino dei grossi "buchi" bianchi attorno ai centri abitati) senza agganciarci ad esse. In realtà questa tecnica ha effetti "deleteri" nel caso che la mappa non visualizzi le aree residenziali, come ad esempio la OpenMTBMap . Questa mappa sullo schermo del gps è poco contrastata, se l'abitato è coperto da una area a pascolo (landuse = meadown) o foresta (landuse = forest) sullo schermo del gps vedremo questa "campitura" insinuarsi anche fra gli edifici col risultato che gli stessi di colore grigio diventano poco visibili sullo sfondo verdastro e/o verdastro con simboli (soprattutto se consideriamo che spesso osserveremo lo schermo del gps all'esterno e alla luce del sole). E' quindi preferibile aggirare le aree residenziali con al altre aree, agganciandole ad esse o "bucare" le aree che circondano completamente le aree residenziali creando dei multipoligoni. Su un render come Mapnik non noteremo la differenza ma su mappe come Open MTB avremo invece i fabbricati su sfondo chiaro ben evidenti.


Alcune aree territoriali di tipo "naturale" in Valgrisenche

Alcune aree territoriali di tipo "naturale" in Valgrisenche, render Mapnik

Nell'immagine sopra, render Mapnik di www.openstreetmap.org, vediamo alcune aree territoriali in Valgrisenche. Per le varie aree abbiamo una way chiusa alla quale sono stati attribuiti i tag:

area 1 (colore azzurro): natural = glacier, name = Ghiacciaio del Château Blanc
area 2 (colore verde chiaro): natural = grassland
area 3 (colore verde): landuse = forest

Aumentando il livello di zoom diventano visibili anche le aree landuse = residential che rappresentano l'estensione degli abitati ed altri dettagli. Sono visibili i sentieri (linee tratt. in grigio), la strada principale della valle (in giallo, highway = secondary). Il simbolo azzurro a "casetta" in basso a sinistra individua il Rifugio degli Angeli. Mappare le destinazioni del territorio è molto importante per il render delle mappe 3d (come F4Map). Come si vede inoltre la definizione delle tipologie di aree territoriali non avviene assegnando il tag landuse = ... ma anche altri tag come natural = .... L'utilizzo di tutto questi ta dalle foto aeree consente di mappare con un carto dettaglio le varie destinazioni del terreno realizzando una mappa molto "colorata", il che si rifrette anche nelle versioni 3D come F4 Map. La Valsesia, la Valle Anzasca e la Valle Artrona sono state mappate (dal sottoscritto) durante il 2013-2014 proprio in questo modo:

Zona di Alagna e della Valle d'Otro (in basso a sx) a giugno 2014, render mapnik

Zona di Alagna e della Valle d'Otro (in basso a sx) a giugno 2014, render Mapnik

Nell'immagine sopra sono stati usati i tag landuse = meadown per i prati falciati, natural = healt per le zone cespugliose (anche con alberelli bassi molto radi), landuse = forest per i boschi, natural = scree per i ghiaioni/pietraie (non si vedono nell'immagine perchè Mapnik non li visualizzava all'epoca, ora li visualizza) oltre alle aree a livello urbano (residenziale, industriale, ecc.). Con questi tag si mappa quasi tutto in montagna. Consideriamo comunque che:
  • non c'è un modo esatto per mappare le aree a meno di mappare albero per albero (o quasi), insomma dobbiamo fare delle approssimazioni: avremo infatti aree di bosco fitto ed aree di bosco più rado. Inoltre ogni mappatore interpreta a modo suo e "vede" il paesaggio in modo diverso a meno che non si tratti di aree molto ben definite, come campi coltivati, frutteti o vigneti, anche nel tempo (il bosco può espandersi ed assorbire aree di cespuglio, aree spoglie di roccia e di pascolo), le differenze si vedono anche nelle foto aeree scattate a disranza di pochi anni (usare le più recenti).
  • il passaggio da un'area ad un altra non è sempre netto e spesso è solo una questione di scelte nostre: da bosco a pascolo spesso è ben marcato perchè molti pascoli sono stati ricavati disboscando, ma ci sono casi di filari di alberi e macchie boschive o alberi isolati anche in mezzo ad aree di pascolo, in questi casi possiamo fare piccole landuse = forest (coi multipoligoni, uno dentro all'altro),  disegnare un po' di alberi spasi (natural = tree su dei nodi) o anche filari di alberi (natural = tree_row). In altri casi il passaggio non è netto, possiamo avere un bosco fitto che degrada in un bosco molto rado e poi in una zona cespugliosa, la scelta della linea di demarcazione fra le due tipologie di aree è solo nostra (quindi soggettiva). 
Potremmo anche accennare alla questione dell'aggaincio delle aree fra loro, in effetti "agganciare" i noi di un'area su una a fianco è la soluzione migliore ma rende un po' più difficoltoso selezionare le singole aree nel caso si debba modificarle (anche per questo motivo è sempre meglio fare le aree del terreno quando la mappa è già molto dettagliata, inoltre come detto la presenza delle aree "opacizza" un po' la visione degli altri elementi e soprattutto delle foto aeree, rendendo piu difficile lavorare sulla mappa). In certe zone è utile aggirare certi elementi senza coprirli con le aree anche perchè risulta un lavoro più preciso, è il caso di certi torrenti o tratti di essi sulle cui rive scoscese di fatto non c'è vegetazione. Questo è utile anche per non fare un lavoro troppo grossolano coprendo una intera valle con un'enorme area boschiva mentre occorrerebbe lavorare in modo piu dettagliato. Si procede a blocchi, magari tenendo come riferimento proprio corsi d'acqua, strade e confini amministrativi. Molto utile anche lasciare scoperte certe zone dove le aree non sono necessarie in modo da poter facilitare la selezione delle aree a fianco nel caso si debbano modificare.

Le aree residenziali/commerciali/indistrali ecc. in città invece vanno fatte all'interno dei singoli isolati, senza coprire tutto con una sola area. Per i piccoli paesi di montagna possiamo fare una sola area che copre tutto il paese.

L'effetto grafico è particolarmente piacevole nelle zone urbane come si vede in questa immagine di Villadossola:

Villadossola a giugno 2014, render Mapnik

Villadossola a giugno 2014, render Mapnik

Realizzare la mappatura completa delle aree è un lavoro comunque lungo e noioso, occorre prima di tutto disegnare la mappa senza le aree in modo che le stesse non intralcino il lavoro, lasciando l'aggiunta delle aree come ultimo lavoro, quando rimarranno solo modifiche marginali alla mappa, aggiornamenti e altro.

Nelle immagini sopra vediamo essenzialmente pochi tipi di aree, realizzate soprattutto dalle foto aeree, ma occorre in ogni caso un po' di conoscenza del territorio (le  tipologie di coltivazioni possono essere inserite con precisione solo con sopralluoghi sul posto):

landuse = forest per i boschi (in figura sono le zone in verde scuro)
natural = healt per aree di cespugli bassi (letteralmente significa brughiera), tipiche dei versanti delle valli rivolti a nord (in patois all'enver) e di zone molto umide (in figura sono le zone in marrone chiaro)
landuse = meadown per i pascoli ben tenuti, non sono stati inserite aree per i pascoli d'alta quota spontanei e spogli (in figura sono le zone verde chiaro)
landuse = residential per le zone abitate (in figura sono le zone color lilla)
landuse = industrial per le zone industriali (in figura sono le zone rosate)

Sono state agganciate le aree fra loro, utilizzando i multipoligoni, ove sono contigue (il che a volte crea problemi di selezione nel caso si debbano fare modifiche) mentre sono stati utilizzati i torrenti maggiori per spezzare la continuità delle aree (come accade nella realtà in quanto sui bordi degli stessi spesso il bosco si interrompe) quando erano troppo estese. Mappare una intera valle con un unico poligono a cui assegnare landuse = forest come è stato fatto a volte con uno zoom molto ridotto va a scapito del dettaglio e della precisione. Per vedere aree mappate in dettaglio si consiglia di osservare come è stato fatto in Svizzera, oppure in Valle d'Aosta Valle d'Ayas e Valle di Gressoney (dal 2015), Valsesia, Valstrona, Valle Anzasca e Valle Artrona (dal 2014).

Un'altra nota da fare è che le landuse e le aree del terreno in genere devono essere chiuse (JOSM segnala errore se il poligono è aperto) e NON vanno agganciate alle strade e non devono usare parti di strada come parte del perimetro. Un altra cosa che si può puntualizzare è che, salvo casi particolari, non si assegnano nomi alle aree del terreno tipo name = bosco, oppure name = zona residenziale, è però possibile che alcune zone abbiano effettivamente dei nomi ma se non sono ben definite piuttosto usare un place = locality con name = (esempio Bois de Quinsod) oppure se c'è un certo interesse turistico si potrebbe anche utilizzare un nodo con tourism=attraction ed un name = ... (esempio name = Bosco di Pino Uncinato) che non indica un nome di una località (come name = Bois de Quinsod) ma un nome un po' generico che comunque si vuole evidenziare.

Aree protette di interesse naturalistico


Per aree protette intendiamo parchi naturali, nazionali, riserve faunistiche e simili. Essendo aree delimitate ma comunque di una certa estensione dovremo segnare in qualche modo il perimetro dell'area in modo che venga evidenziato in mappa e potremo disegnare tutto quello che troviamo al loro interno. Non dobbiamo assolutamemte fare come qualcuno che in casi simili ha creato un unico grande poligono che copre tutta l'area assegnandogli il tag landuse = park, per due motivi: il tag è adatto alla mappatura di una zona uniforme, perlopiù alberata (come può essere un parco cittadino che non è un semplice bosco) e il tag è proprio ideato per i parchi cittadini (pubblici o privati come quello che affiamca una grande villa), non per i parchi naturali e perchè in questo modo non si è disegnato nulla all'interno dell'area stessa. Stabilito che ormai sappiamo come disegnare quasi tutti gli elementi del terreno naturali e non (cartellonistica, fabbricati, ecc.) e relative vie di accesso (strade e sentieri), dobbiamo solo capire come visualizzare il perimetro dell'area protetta stessa. Per fare ciò disegneremo un poligono chiuso che rappresenta il confine al quale assegneremo pochi semplidi tag:
  • boundary = ..... definisce che la way chiusa rappresenta un confine (vedi pagina Wiki)
  • area = yes definisce che la way chiusa rappresenta il confine di un'area (non è solo una linea chiusa)
  • name = .... definisce il nome dell'aera protetta (es. name = Riserva Naturale Garzaia di Carisio)
eventualmente possiamo aggiungere altri tag tra cui source = .... che spiega anche con un piccolo commento dove ci siamo riferiti per indivisuare quel confine, ad esempio una mappa ufficiale dell'area, operator = ... per difinire l'ente gestore, il sito web ufficiale, ecc. Se c'è una sede inn zona (come ad Albano V.se per il Parco Lame del Sesia), mapperemo anche quella nel modo appropriato.

boudary è un tag che definisce vari tipi di confine, ad esempio usando boundary = amministrative definiamo che il confine è di tipo governativo, come uno stato, regione o comune(che verranno spiegati meglio dal tag aggiuntivo admin_level =....). In questo caso potremo scegliere tra:
  • boundary = national_park (parco nazionale, come il Parco Nazionale del Gran Paradiso)
  • boundary = protected_area (una generica area protetta)
Per un'area protetta generica il tag più indicato è il secondo ma Mapnik non lo mostra in mappa (cioè non renderizza la way). Importante è il tag area = yes altrimenti di nuovo i render non mostrano nulla. Quanto alla sorgente dei dati, come è detto, è meglio sempre fare riferimento a mappe ufficiali che si trovano spesso su opuscoli e volantini in scale piccole, spesso molto approssimate e che dovremo adattare alla realtà del terreno (a tale scopo potremo individuare spartiacque fra vallate, strade, sentieri e corsi d'acqua che sono solitamente presi come confini naturali, anche per i confini amministrativi).

All'interno dell'area protetta mapperemo tutto quello che siamo capaci di mappare, ovvero montagne, aree del terreno (boschi, pascoli, risaie, ecc.), strade, sentieri, segnaletica, fabbricati, parcheggi, cascinali e baite, centri abitati (se presenti), ecc., nulla di nuovo ossia rispetto a quello che si fa abitualmente. Sentieri ed elementi piccoli necessiteranno probabilmente di rilievi sul posto.

Una tipica "lama" del Fiume Sesia all'interno dell'omonimo parco ad Albano V.se

Una tipica "lama" (*) del Fiume Sesia all'interno dell'omonimo parco ad Albano V.se

(*) le "lame" sono ramificazioni torrentizie del Fiume Sesia che scorrono nei boschi a fianco l'alveo principale, creando piccoli specchi d'acqua in lento movimento dove vivono varie specie animali fra cui numerosi specie di uccelli acquatici come aironi e garzette.

Come esempio riporto la piccola area protetta della Garzaia di Carisio, situata in Piemonte nel comune di Carisio a ridosso dell'autostrada TO-MI ed a cavallo del torrente Cervo.

Riserva Naturale Speciale della Garzaia di Carisio in Mapnik (agg. 9 maggio 2017)

Riserva Naturale Speciale della Garzaia di Carisio in Mapnik (agg. 9 maggio 2017)

Individuiaamo i seguenti elementi:

1 - perimetro area (boundary=national_park, area = yes, name = Riserva Naturale Speciale della Garzaia di Carisio)
2 - Torrente Cervo (waterway = river, name = Torrente Cervo, waterway = river_bank per gli argini)
3 - aree boschive (natural=wood, in alternativa si può usare landuse = forest, la questione è se i boschi siano da considerarsi "riserva integrale" oppure no)
4 - strade agricole (highway = track, surface = ground, tracktype = .... )
5 - risaie (esterne ed interne a questo tipo di aree protette, landuse = farmland, crop = rice)
6 - aree di cespugli e sterpaglia incolta (natural = healt)

Strade e cascine si mappano nei modi già visti.

Un altro esempio, anche per staccarci dall'ambiente montano, è il poco lontano Parco delle Lame del Sesia (per informazioni cercare in rete), zona protetta di ambiente fluviale a cavallo del Fiume Sesia accessibile soprattutto dai comuni di Albano V.se ed Oldenico. E' importante a mio parere lavorare (almeno) anche un poco al di fuori dell'area stessa, attorno ai confini cioè, in modo da mappare sia gli accessi sia zone di contorno che possono servire quando ci si muove lungo il perimetro dell'area.

Nel caso delle "lame" del Fiume Sesia, presenti ovviamente non solo nell'area dell'omonimo parco, le stesse sono state mappate con waterway = stream mentre le zone dove si allargano formando piccoli laghetti stagnanti con natural = water, zone paludose si mappano con natural = wetland.


vai alla Parte 5 - Altri elementi di interesse escursionistico


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