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OSM - Consigli per mappare 3
Luoghi abitati ed edifici in genere
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Indice degli argomenti

Concetti e tag di base

I centri abitati, unitamente alle vie di comunicazione, costituiscono gran parte degli elementi di una mappa vettoriale online o per gps. A differenza di altre però OSM non è solo una mappa stradale perché dispone di tag atti a descrivere quasi tutto quello che vediamo sul territorio. Diciamo quasi tutto perché come accennato esistono situazioni in cui non è detto che ci sia un tag appropriato e dovremo sostituirlo con uno più o meno adatto (sono quelli che io chiamo i "buchi neri" di OSM). 

Per quanto riguarda i centri abitati in particolare il numero di elementi riportabili in mappa è vastissimo, a causa della presenza di "punti di interesse" e caratteristiche anche non "fisiche", oltre che di elementi del territorio, naturali e costruiti dall'uomo riscontrabili sul terreno. Mentre potremmo dire che per mappare solo i sentieri e gli elementi al contorno non dovremmo neppure conoscere molti tag, in ambito urbano e sorattutto cittadino dovremmo conoscenren molti di più se vogliamo fare un lavoro dettagliato.

Per mappare un centro abitato potremmo cominciare inserendo un nodo che, con appositi tag, identificherà il luogo e le strade principali del centro abitato stesso. Si potrebbe anche aggiungere una way chiusa che approssimativamente rappresenti la superficie del centro abitato alla quale assegnare il tag landuse = residential (area residenziale) per le zone destinate perlopiù  ad abitazioni e simili, landuse = industrial per le zone industriali, ecc.

Evoluzione mappa OSM a Pon Saint Martin
La mappa di Pont St. Martin al 16 maggio 2012 La mappa di Pont St. Martin al 13 giugno 2012 (Mapnik)
La mappa di Pont St. Martin al 16 maggio 2012 (Mapnik) La mappa di Pont St. Martin al 13 giugno 2012 (Mapnik)


Nell'esempio sopra vediamo a sinistra una zona di OSM a livello di bozza o quasi, compaiono solo alcuni edifici, i corsi d'acqua, l'autostrada ed alcune delle vie principali, non c'è un'area chiusa che rappresenti l'estensione della cittadina. Saranno da inserire le vie secondarie, i fabbricati civili ed industriali, impianti sportivi, punti di interesse, parcheggi, ecc.  Dopo un po' di lavoro la mappa si presenta molto più completa: come nell'immagine a destra. Mentre con ulteriore lavoro abbiamo una mappa del genere:

OpenStreetMap a Pont St. Martin (render Mapnik) 20-11-2015

OpenStreetMap a Pont St. Martin (render Mapnik) 20-11-2015

Per iniziare vediamo però come mappare almeno a livello base. Poiché delle strade ormai sappiamo (quasi) tutto, analizziamo i tag che definiscono un luogo, abitato e non:

place =...  definisce un luogo abitato o non abitato (vedi pagina WIKI)

possiamo attribure place = ... ad un nodo posto all'inteno del centro abitato, in posizione adatta, oppure anche alla way che ne rappresenta l'area, taggata con landuse = residential (è comunque preferibile la prima soluzione anche perché in Josm si lavora meglio e come vedremo possiamo identificare anche aree non residenziali). Un suggerimento, per questioni grafiche, è non posizionare il nodo che identifica il luogo in zone troppo dense di altri elementi dello stesso, come ad esempio nel mezzo di un incrocio o in zone troppo ricche di POI, perchè il nome potrebbe sovrapporsi ad essi e nasconderli nei render o, viceversa, essere nascosto da altri nomi. Si potrebbe posizionare il nodo in corrispondenza del municipio (o della chiesa parrocchiale) ma non è obbligatorio. Non interroghiamoco troppo su dove posizionare iò nodo, specie in centri abitati piccoli come i villaggi di montagna, basta sia in posizione più o meno centrale, vicino al municipio o alla cattedrale o altro non ha troppa importanza a mio parere.

Attenzione: se il nome viene attribuito sia ad un nodo (place = ...) che alla way che racchiude il centro abitato (landuse = residential) , nei render il nome comparirà due volte. Dalla WIKI, i valori di place che possiamo utilizzare sono:
  • place = city, per le città oltre 100.000 abitanti (indicativamente), vedi pagina WIKI
  • place = town, per le città fra 10.000 e 100.000 abitanti (indicativamente), vedi pagina WIKI
  • place = village, per città fra 1000 e 10.000 abitanti (indicativamente), vedi pagina WIKI
  • place = hamlet, luogo abitato con meno di 1000 abitanti (indicativamente), anche di poche case, vedi pagina WIKI
  • place = isolate_dwelling, case isolate o case sparse, vedi pagina WIKI
  • place = locality, località non abitata, vedi pagina WIKI
Esistono anche altri valori che ho tralasciato. Tra questi place = neighbourhood che non ha un utilizzo ben definito (indicherebbe una porzione di abitato, come ad esempio un quartiere) che sconsiglio vivamente di utilizzare per le frazioni minori e non dei comuni di montagna (che comunque NON sono quartieri) anche perchè nei render il nome dei  centri abitati identificati da questo tag non viene visualizzato (il che comporta una mappa priva dei nomi di molti piccoli centri abitati).

A tutti gli elementi taggati con place = ... dobbiamo attribuire anche il tag name = .... con le regole già viste, ossia il nome ufficiale (*). Come è facile intuire a volte non si sa quale tag place =... utilizzare, sia perché vi sono tag di uso simile, sia perché il tag ottimale non esiste e dobbiamo sceglieree fra quelli disponibili. 

(*) in Valle d'Aosta quello dei nomi dei luoghi è un problema che ha dato origine a diversità di opinione e consultazioni reciproche fra mappatori perché OSM indica come nome da utilizzare quello ufficiale. Sappiamo già da buoni escursionisti che la toponomastica in montagna è quanto di meno costante e sicuro ci possa essere al mondo: consultando carte di epoche diverse (anche recenti), segnaletica e gli stessi abitanti del luogo troviamo spesso toponimi differenti fra loro, soprattutto in una regione dove all'italiano si affiancano le parlate franco provenzali locali, con problemi di conversione in forma scritta dovuti all'italianizzazione o francesizzazione dei toponimi. In VDA sono stati emanati diversi Decreti Legge regionali che definiscono in modo ufficiale e univoco i nomi di paesi, frazioni, alpeggi e località a fianco delle svariate denominazioni locali, adattando dall'originale parlato o ricavandoli da considerazioni storico/culturali o altro. Accade così che accanto ai termini più usati e a trascrizioni più o meno letterali di toponimi molto noti si trovino anche toponimi "insoliti" sconosciuti ai più che compiaiono solo in questi elenchi. In questi casi il mappatore, sebbene in teoria dovrebbe adottare sempre il nome ufficiale, non sa come comportarsi. La toponomastica ufficiale della VDA dovrebbe essere in ogni caso quella riportata sulle Carte Tecniche Regionali, mentre le IGM hanno spesso termini più conosciuti ma attualmente non ritenuti più ufficiali. Ricordo in merito i seguenti link:
Al nodo o way che rappresenta un luogo possiamo attribuire tag aggiuntivi come population = ... (abitanti del luogo, vedi pagina WIKI)) e ele =... (quota altimetrica in mt del luogo), tag utile in montagna (**).

(**) Un problema analogo alla toponomastica lo troviamo nelle quote altimetriche di luoghi, rifugi alpini, vette e simili: carte, rilevamenti gps e segnaletica in sito spesso differiscono anche di parecchi metri. Si veda in merito anche la pagina http://tapazovaldoten.altervista.org/quote_valle_aosta.html sempre su TapazoValdoten.

Con riferimento alle zone alpine potremmo dare indicazioni più precise:

CITTA' e CITTADINE: in riferimento ai tag di cui sopra occorre notare come in OSM non abbiamo molte scelte in base al numero degli abitanti. Con il parametro della popolazione in VDA solo la città di Aosta va taggata con place = town. Ci sarebba che da chiedersi se dovessimo considerare solo la popolazione residente e non quella delle seconde case che è parecchio numerosa soprattutto in determinati periodi dell'anno ma in OSM si parla di popolazione residente anche se la parte turistica è consistente. Oltretutto il significato letterale torna ad ingannare il mappatore (utilizzare un tag come place = village per una "cittadina" come Verres sembrerebbe inappropriato) ma le indicazioni di OSM non ci danno molta scelta. Saranno quindi mappati con place = village paesi o cittadine come Verres, Saint Vincent, Courmayeur, ecc.

PAESI, CAPOLUOGHI E FRAZIONI MINORI: in base a quello detto sopra, i nuclei urbani principali potranno essere mappati con place = village mentre le frazioni, soprattutto quelle piccole possono essere identificate da place = hamlet. In molti comuni però il capoluogo non è poi molto più grande delle altre frazioni, per cui la distinzione viene labile, a complicare il tutto abbiamo anche molte volte un capoluogo con denominazione diversa da quella comunale (Antagnod è il capoluogo del comune di Ayas, Degioz è il capoluogo di Valsavarenche, ecc.). Si ricorda comunque che il nome dei comuni viene attribuito anche dalle relazioni esistenti nelle linee dei confini amministrativi per cui compare ugualmente nei render. Mapperemo quindi con place = village solo gli abitati maggiori (con il loro nome e magari con alt_name = xxx-capoluogo dove xxx è il nome del comune), mentre per quelli minori utilizzeremo place = hamlet con il relativo nome c.s.

PICCOLI LUOGHI ABITATI: sono quelle frazioni minori costituite da poche case o al limite da una sola casa, in montagna e in generale in tutte le zone rurali italiane, ve ne sono moltissime, abitate in modo continuativo e non. In questo caso possiamo definirle con place = hamlet oppure place = isolate_dwelling. Personalmente, per la definizione di "case sparse" usata in urbanistica, preferisco usare isolate_dwelling quando le abitazioni anziché costituire un nucleo raccolto sono abbastanza distanti fra loro, su un'area comunque denominata con lo stesso toponimo. Se il luogo è costituito da una sola casa è possibile anche assegnare il tag name = ... alla stessa senza place =... (meno evidente in Josm). Isolate_dwelling però non viene visualizzato da alcuni render.

ALPEGGI: questo è uno dei "buchi neri" di Josm in quanto non esiste un tag specifico per l'alpeggio che è abitato solo per alcuni mesi dell'anno (da giugno a settembre) e a volte non è utilizzato per anni o addirittura è abbandonato. Dobbiamo quindi "adattare" al nostro fabbisogno i tag esistenti. I modi di procedere sono vari, a seconda delle preferenze dei mappatori, personalmente procedo come segue:
  • place = hamlet per gli alpeggi costituiti da case raccolte su un'area ristretta (la maggior parte)
  • place = isolate_dwelling per gli alpeggi costituiti da case sparpagliate su un'area ampia ("case sparse"). Un esempio può essere l'alpeggio di Dondena nella Valle di Champorcher. Il nodo si mette in posizione centrale o in prossimità dell'arrivo dalla via di accesso principale
Riguardo al nome l'aggiunta della parola"Alpe" dinanzi al nome proprio è un po' a discrezione del mappatore: si può scrivere name=Palasina e non name = Alpe Palasina, ma è sicuramente meglio usare name = Alpe del Lago che non name = Del Lago. Per alcuni alpeggi o villaggi alpini, come il già citato Dondena, o ancor meno per i villaggi di origine Walser (Resy, Fiery, Frantze, ecc.), non si trova mai sulle mappe la parola Alpe che precede il nome. La denominazione Alpe è quasi scontata per i nuclei di case sopra una certa quota o in ambiente di pascolo ma accade anche che alcuni alpeggi a quote basse siano diventati case di abitazione o seconde case utilizzate solo nei weekend, conservando la denominazione Alpe nel nome (come l'Alpe di Mera in Valsesia, ora centro di turismo invernale).  Gli stessi villaggi walser, un tempo abitati tutto l'anno, oggi spesso sono riconducibili ad alpeggi. Per i luoghi diroccati è possibile aggiungere ruins = yes (tag che definisce una rovina) ma non è detto che in futuro non vengano ristrutturati, inoltre è un tag che difficilmente influenza i render. Allo stesso modo un fabbricato privo di copertura va comunque mappato con le way che rappresenta la sagoma ed il tag building = yes, solo eventuali tratti di muro isolati (cosa frequente nei vecchi castelli o mura che fiancheggiano certi valichi alpini) andrebbeto mappati come way singole e taggate con barrier = wall (tag che definisce un muro generico).

Alpe del Monte Forclaz in Valgrisenche

Alpe del Monte Forclaz in Valgrisenche in Josm

Nell'immagine sopra vediamo l'Alpe del M. Forclaz con sentieri (tratt. in verde chiaro) e strade sterrate annesse (tratt. in verde scuro). E' un caso in cui omettere Alpe dal nome porebbe generare confusione (Monte Forclaz è anche il nome di una vetta, name = Del M. Forclaz invece non suona bene). Disegnati gli edifici e gli elementi di contorno, possiamo taggare il nodo apposito con place = hamlet (ma potrebbe andare bene anche place = isolate_dwelling perché alcune baite sono lontane dalle altre, la distinzione dipende delle scelta di chi mappa) e name = Alpe del Monte Forclaz. Come detto non mettiamo una landuse = residential, siamo in aree essenzialmente agricole ovvero di pascolo.

In alcuni alpeggi abbiamo nomi uguali distinti fra alpeggio di monte, di mezzo e di valle. In questi casi, a meno che la distinzione sul terreno non sia comprensibile, è meglio specificarlo nel nome. Ricordo che a seconda delle zone della VDA si trovano indicati anche come "superiore" e "inferiore" oppure damon" e desot" o anche "dessus" e "dessous" (attenzione alla "o"). In alcune zone l'alpeggio superiore è idicato come Tzà, in altre come Tramail (vedere la pagina del Dizionarioinformazioni su questi termini)., se si è specificato "Superiore" o "Damon", ecc. nel nome (name = ...), possiamo utilizzare la variabile alt_name = Tramail .... per aggiungere anche la denominazione Tramail. In altre zone,esterne alla VDA, si trova anche "di fuori" e "di dentro" quando due alpeggi sono situati più verso la parte interna o esterna di una valle.

E' possibile in OSM trovare anche alpeggi taggati con building= farm_auxliary o building = farm (per building vedi pagina WIKI) ma dalla WIKI la definizione sembra più adatta ad indicare una fattoria a conduzione familiare, di dimensioni limitate, che non il caso dell'alpeggio, peraltro non  abitato con continuità. Potrebbe essere utilizzato per le cascine della pianura padana ma in genere sono mappate disegnado i vari fabbricati ed assegnando all'area il tag landuse=farmyard (e anche io le mappo così). In alcuni casi sono state addirittura distinte la casa abitabile, la stalla ed i magazzini (ma forse era una esigenza particolare, dobbiamo però considerare che le destinazioni potrebbero variare a distanza di anni).

E' assolutamente errato come ho trovato (e ho poi corretto) mappare gli alpeggi con tourism = alpine_hut (rifugio) o amenity = shelter (bivacco), in quanto sono tag da usare per strutture che non hanno nulla a che fare con l'alpeggio. E' vero che un alpigiano potrebbe dare ricovero ad escursionisti in caso di necessità ma non è corretto indicare delle baite ad alta quota di uso agricolo/privato come strutture preposte al rifugio/ricovero di escursionisti ed alpinisti. Vedremo nella parte 5 che rifugi e bivacchi sono strutture ben definite e non fabbricati che "potrebbero" essere utilizzati a tale scopo (in quest'ottica una abitazione può diventare un laboratorio artigianale, un posto di soccoso di emergenza o quello che necessita al momento). 

E' invece un po' discutibile, nel senso che si potrebbe dibattere a lungo, la scelta di utilizzare place = locality per luoghi un tempo abitati ma che non lo sono più come alpeggi o villaggi interamente diroccati. In effetti parrebbe appropriato in quanto questi luoghi non sono abitati perchè di fatto non abitabili, ma locality dovrebbe essere usato, come si vedrà, per luoghi per concezione, costruzione o altro non destinati ad insediamente umani come ad esempio una pianura, una valle (sono elementi naturali, non "artificiali" costruiti dall'uomo e per l'uomo). Per lo stesso motivo non si una place = locality per indentificare piccole frazioni malgrado spesso in zona vengano definite con il termine generico di "località".

Anche in questo caso, come si vede, prendere i tag di OSM alla lettera è causa di errore. La mancanza di un tag specifico per gli alpeggi ha inoltre creato difformità nella mappa e causato discussioni fra i mappatori (in Valle d'Aosta, Valsesia, Valle dell'Orco e Valsoana, Valli di Lanzo e molte altre io ho sempre trovato ed usato i tag place=hamlet e place = isolate_dwelling).

VILLAGGI WALSER:  malgrado l'origine agricola non sono alpeggi in senso stretto, perlomeno non lo erano un tempo perché abitati tutto l'anno, cosa che può in parte accadere anche ai gioni nostri. In ogni caso, non essendoci in OSM il tag specifico per gli alpeggi, possiamo mapparli con place = hamlet (essendo nuclei di case solitamente vicine fra loro non userei place = isolate_dwelling). In villaggi Walser come Cuneaz e Frantze oggi vi sono alberghi e ristoranti  aperti anche nel periodo invernale (piste da sci). Nei villaggi walser vi sono inoltre sempre il forno comunitario e la cappella (da mappare coi tag appropriati). Come detto, i villaggi Walser, non comprendono mai il termine "Alpe" nel nome. Potremmo aggiungere anche note = antico villaggio di origine walser.

Per tutti questi luoghi abitati potremo individuare un nodo centrale da taggare e disegnare, magari in una fase successiva, gli edifici per quanto possibile (nelle foto aeree spesso non sono visibili gli alpeggi in bassa valle perché nascosti dalla vegetazione). Fra i tag accessori, a parte denominazioni locali (local_name = ...), può essere utile inserire la quota altimetrica (ele = ...). Raccomando inoltre di segnare le fontane (amenity = drinking_water), importante per le mappe escursionistiche.

LOCALITA': in montagna spesso si usa il termine "località" associato anche a piccoli centri abitati, frazioni o alpeggi, in OSM va invece riservato solo a luoghi NON abitati ma che hanno comunque una denominazione ovvero per inserire toponimi chenon sono riferiti ad insediamenti umani, ne vedremo alcune anche dal punto di vista escursionistico (es. locality = Pian di Verra Inferiore in Val d'Ayas). Può comunque essere sfruttato anche per casi particolari come ad esempio la zona di Saint Barthelemy:

St Barthelemy - Lignan sotto Josm

St. Barthelemy - Lignan sotto Josm, sono visibili strade, edifici, percorso pedonale e alcuni POI

Saint Barthelemy è un toponimo che individua un'ampia area comprendente diverse frazioni, Lignan è la principale (sede della chiesa e dell'Osservatorio Astronomico Regionale) amministrativamente parte del comune di Nus. Mappando correttamente Lignan con place = village e name = Lignan (il nodo indicato dalla freccia 1 in figura) non comparirebbe Saint Barthelemy, del resto non sarebbe corretto sullo stesso nodo utilizzare alt_name = Saint Barthelemy perché sarebbe come riferirlo alle sole case di Lignan. E' stato quindi posizionato un secondo nodo (indicato dalla freccia 2 in figura), un po' spostato affinchè nel render la scritta non si sovrapponesse a quella del nodo precedente, con tag place = locality e name = Saint Barthelemy.

In altri casi place = locality si potrebbe usare per indicare una zona destinata ad attività produttiva, non abitata, che conserva l'antica denominazione. Non va comunque usato per luoghi abitati saltuariamente (come un alpeggio), al limite si potrebbe utilizzare (ma ci sarebbe da discutere) per luogi un tempo abitati ed ora non abitabili causa la rovina degli edifici residenziali (come un alpeggio di cui rimangono solo tracce delle mura). Per principio comunque si applica a luoghi non residenziali (un pianoro, un bosco, ecc.)

*

Vedremo ora quali elementi aggiungere in una fase successiva, prima fra tutti gli edifici e successivamente come mappare i luoghi, abitati e non, in montagna (casi particolari per la VDA).

Inserire i fabbricati

Se alla mappa costituita dalle strade aggiungiamo i fabbricati, caratteristica che distingue OSM da altre mappe vettoriali, avremo un grado di dettaglio molto elevato, molto utile anche nell'uso col gps. Beninteso alla mappa si dovranno aggiungere altri elementi oltre strade edifici, anche in ambito urbano, basti pensare a fiumi, torrenti canali o agli impianti sportivi, ma li esamineremo in seguito. Iniziamo con l'indicare il tag per definire i fabbricati:

buiding = yes definisce un fabbricato generico (vedi pagina WIKI)

Possiamo assegnarlo ad un nodo (punto isolato) o ad una way chiusa. E' un tag generico che non dice nulla sulle caratteristiche del fabbricato, ma è molto utilizzato, soprattutto se mappiamo da PCN. Anche se è possibile, in genere non si individuano i fabbricati solo inserendo punti con building = yes ma disegnandone la sagoma sulla base di foto aeree, rilievi o altro, un'operazione agevole dove gli edifici sono distanziati fra loro, meno semplice nei piccoli centri storici, come nei paesi di montagna, in cui i fabbricati  sono ammassati e con muri adiacenti (da notare che nelle foto aeree vediamo il tetto del fabbricato che spesso ha uno spiovente al di fuori della sagoma dell'edificio per cui dei fabbricati in aderenza potrebbero in realtà non esserlo affatto, anche se lo spazio fra essi è molto esiguo). Per questo motivo, e per fare in poco tempo, capita di trovare dei villaggi mappati con una way chiusa che contorna tutto il nucleo abitato taggata building = yes senza distinguere gli edifici fra loro. Questo metodo, malgrado sia poco faticoso, a mio parere non è il migliore anche perché nei render il villaggio apparirà come una enorme macchia scura senza distinzioni al suo interno.

Potendo definire meglio il fabbricato si possono usare tag come building=industrial (fabbricato industriale), building = roof 8tettoia), building = garage (autorimessa), ecc.

ATTENZIONE: se alla sagoma del fabbricato si attribuiscono tag non fisici (come ad esempio quelli che definiscono che si tratta di un negozio, un rifugio, un ristorante, ecc.) ma NON si inserisce un tag buildin = ... (quello che è o un generico yes) il fabbricato NON comparirà nelle mappa visualizzate nè come edificio nè come semplice scritta che ne identifichi il nome (se inserito), nè come ciona che lo identifichi come negozio, ristorante o altro. In pratica avremo fatto un lavoro inutile, in mappa ci sarà uno spazio vuoto.

Per quanto possibile si dovrebbero invece distinguere i singoli fabbricati cercando di individuali all'inteno della "massa". Non sempre si riesce nel modo migliore (se lo fanno due mappatori distinti probabilmente il risultato sarà diverso a seconda della loro interpretazione delle sagome), in molti casi si dovrà comunque contornare assieme più fabbricati indistinguibili e occorre molta pazienza.

Due modi diversi per mappare gli edifici di Tignet, Valsavarenche

Due modi diversi per mappare gli edifici di Tignet, Valsavarenche

Lavorando sulle foto PNC il risultato non sarà preciso come se importassimo una mappa dettagliata ma sicuramente sarà più fedele alla realtà che non mappare il paese nel suo insieme come fosse un edificio singolo. Non è la mappa ideale ma se non è possibile effettuare importazioni di dati in massa, è il meglio che possiamo fare, anzi forse possiamo fare un lavoro persino più accurato se i dati importati non sono aggiornatissimi. Per ricalcare bene i fabbricati occorre aumentare il valore di zoom, riducendolo solo quando necessario (a volte facilita l'interpretazione). L'estensione building_tools di Josm facilita il lavoro consentendo di inserire un rettangolo  comprensivo sulla way dell'attributo building=yes con un paio semplici di mosse. Si può utilizzare anche per edifici non rettangolari (si crea un rettangolo e poi lo si deforma spostando gli angoli) e con più di 4 vertici (creando il rettangolo e poi inserendo altri nodi sui lati, manovrandoli a piacere, ma è più veloce disegnare la way punto per punto). Se le costruzioni recenti e gli edifici commerciali/industriali moderni hanno spesso forme regolari, questo non vale per le case più antiche, in particolare per le baite di montagna che spesso hanno lati non paralleli fra loro. Nei fabbricati moderni (ville, palazzine, centri polifunzionali, ecc.) invece incontrerete anche sagome abbastanza curiose. Il dettaglio delle foto non è sempre elevatissimo e potreste scambiare per edificio qualcosa che non lo è (un grosso masso squadrato, un battuto in cemento o asfalto molto scuro). Le baite avendo tetti grigi si confonderanno maggiormente con lo sfondo e in bassa e media montagna potranno essere nascoste dalla vegetazione, mentre in bassa valle sono frequenti i tetti in cotto di colore rossastro, più evidenti, in zone di pascolo i fabbricati risalteranno di più per poi confondersi nuovamente in zone più alte (sassi e morene), i bivacchi anche per le dimensioni saranno quasi invisibili, a volte il fabbricato non compare ancora nelle foto PCN2006, ecc.

Per chi pensa sia un lavoraccio dirò che lo è ma di sicuro si ottengono buoni risultatli: tutta la città di Vercelli è stata disegnata ricalcando gli edifici da foto aeree, così come Verres, Pont St. Martin, Villadossola, ecc. Certo ci vuole tempo ma si tratta di giorni, non mesi.

Le foto PCN sono sempre abbastanza contrastate e riprese in giornate di pieno sole (l'ombra fa risaltare gli edifici ed aiuta ad identificarli), la definizione è abbastanza buona ma può non essere uniforme, alcune aree sono meno nitide. E' ricordare però che dette foto in alcuni rari casi non sono state riprese perfettamente in verticale, ovvero possono intravedersi le facciate degli edifici (questo accade soprattutto con le foto Bing più recenti). Questo porta a degli inconvenienti: le strade strette non si vedono se non guardando con attenzione la traccia fra i tetti e negli edifici che hanno tetti a livelli sfalsati (ad esempio con terrazzi a piani diversi) occorrerà approssimare perchè le parti in piano visivamente saranno separate dalle facciate viste da 3/4. E' un problema che si nota negli edifici alti, come i condomini, poichè lo sfasamento prospettico con la base è maggiore. Allo stesso modo può accadere che sia evidenziato il colmo dei tetti "a capanna", dando l'impressione che la sagoma dell'edificio pieghi in quel punto.

La ex "Balilla" di Verres, ora sede della Sezione Decentrata del Politecnico di Torino

La ex "Balilla" di Verres, ora Sede Decentrata del Politecnico di Torino

Nella foto sopra vediamo la sede del Politecnico di Torino a Verres, le frecce rosse indicano le porzioni di facciata visibili. Per ricavare la sagoma in pianta, occorre mediare eventualmente aiutandosi con sopralluoghi o fotografie. La parte centrale verso la recinzione (la linea gialla), più bassa, appare distaccata dalle due torri laterali più di quanto non sia in realtà ma è solo un effetto prospettico, peraltro in questa immagine la sagoma è stata disegnata prendendo a riferimento la copertura senza traslarla  sulla base dell'edificio, anche in riferimento agli altri caseggiati più bassi dove l'errore quasi non esiste. L'icona in alto identifica la struttura (amenity = university più altri tag per nome e recapiti), è posta in prossimità dell'ingresso.

Ricordiamo che gli edifici non si devono sovrapporre e che le loro linee devono essere chiuse: dove vi è un lato in comune avremo nodi in comune e tratte di  ways sovrapposte. L'immagine seguente illustra il concetto.

Edifici con muri in comune

Edifici con muri in comune, per ciascuno la way è una linea chiusa su cui vi sono nodi in comune con quelli adiacenti

Josm segnala come errore se degli edifici si sovrappongono (nodi non in comune ove occorre o nodi di uno all'interno di un altro) e dove la way che contorna la sagoma non è chiusa.

Per mappare in questo modo città e cittadine estese con diverse vie all'interno, ma in generale per ogni mappatura "a tappeto", è preferibile procedere con metodo disegnando tutti gli edifici, non solo una parte (si perde più tempo ma il lavoro è fatto, completare è sempre più difficile anche perché in una mappa già ricca di dettagli vederemo più fa fatica errori e spazi vuoti). Dividiamo quindi mentalmente, o aiutandoci prendendo le vie cittadine a riferimento, l'abitato in settori, disegniamo tutti gli edifici compresi fra alcune vie, a isolati, per poi passare agli altri, ecc. In questo modo si rischia meno di saltarne qualcuno. Ovviamente, a meno che non abbiamo interesse ad avere con urgenza solo gli edifici in mappa dovremmo inserire anche tutti gli altri elementi che riusciamo, come strade, campi sportivi, parcheggi (importante), ecc.

Un comando molto comodo è quello che penmette di mettere "in squadro" aree e linee, ovvero premere "q", questo serve ad evitare edifici di forma irregolare, ma occorre notare che in moti casi lo sono davvero specie in centri storici e villaggi di montagna.

Nel caso di isolati molto regolari, ove gli edifici sono allineati al bordo delle vie cittadine (caso frequente in città, meno nei paesi) per avere un allineamento migliore anche in mappa delle sagome degli edifici possiamo tracciate preventivamente una linea di costruzione ovvero di appoggio provvisoria alla quale agganceremo (o meglio ricalcheremo per la parte verso la strada) le sagome degli edifici, disegnate sia con il tool per i fabbricati che punto per punto. La linea non dovrà avere tag e dovrà essere rimossa dopo che saranno stati disegnati i fabbricati. Per poterla selezionare una volta disegnati i fabbricati la linea dovrà estendersi un po' al di fuori della zona occupata dagli stessi, magari oltre il limite dello stesso isolato, senza sovrapporsi ad altre linee, come nell'esempio seguente:

Costuzione di serie di fabbricati allineati mediante linea di appoggio

Costuzione di serie di fabbricati allineati mediante una linea di appoggio

Nell'immagine non sono presenti le foto aeree per evidenziare meglio gli elementi disegnati, ma ovviamente dovremo lavorare con esse. Se i fabbricati circondano tutto l'isolato (caso frequente nei centri storici dove però spesso le vie non sono rettilinee), potremmo anche disegnare linee di appoggio per tutti i fronti, in realtà potremmo farlo anche per i fronti sui cortili interni ma solo nel caso che l'estensione verso gli stessi di fabbricati vicini sia uguale. Il sistema è analogo a quello del disegnatore tecnico che, con tecnigrafo (meno col cad) traccia prima una serie di linee di costruzione per poi agganciare ad esse i vari elementi del disegno inspessendo e calcado il tratto dove occorre (ricordate le proiezioni ortogonali o le prospettive ?). Se vogliamo riprendere il lavoro in un secondo momento potremmo anche lasciare in mappa le linee di costruzione (il render non le visualizza non avedo esse tag) ma è bene aggiungere alle stesse un tag note = ... che spiega agli altri mappatori la loro funzione (questo vale anche per altri lavori lasciati in sospeso).

Il tag building si presta a delle varianti che definiscono la destinazione dell'edificio, in alternativa si inserisce un nodo all'interno e si attribuiscono i tag ad esso, (vedi parte successiva sui punti di interesse). Ricordo brevemente le varianti di building =...:
  • building = university definisce che il fabbricato è un'università o politecnico
  • building = commercial definisce che l'edificio è una struttura commerciale
  • building = house definisce che l'edificio è una casa di abitazione
  • building = residential analogo ad house, più generico
  • building = garage definisce che l'edificio è una autorimessa
  • building = school definisce che l'edificio è una scuola
  • building = roof definisce che l'edificio è una tettoia aperta almeno su due lati
  • building = bell_tower definisce che l'edificio è un campanile
Per l'elenco completo vedere la pagina WIKI.

Josm li propone fra i tag preimpostati dalle ultime versioni. Ci si potrebbe chiedere se è preferibile assegnare uno di questi oppure building = yes specificando la destinazione taggando un nodo all'interno (magari in prossimità dell'ingresso). Personalmente adotto questa soluzione, è più visibile in Josm e in alcuni render, inoltre è l'unico sistema nel caso nell'edificio abbiano sede attività diverse (non tutto l'edificio ha la stessa destinazione). All'edificio possiamo attribuire altri tag come name =... ed height = .... In ogni caso vi sono tag che da building = non possiamo inserire, dovremo necessariamente mettere building = yes e un tag aggiuntivo. I tag che definiscono le caratteristiche per il render 3d verranno illustrati più avanti.

Una trattazione interessante degli edifici complessi è questa pagina Wiki.

FABBRICATI PARTICOLARI O COMPLESSI: nella mappatura di città e paesi o di fabbricati isolati, si può incorrere in situazioni che non si sa bene come risolvere. Un esempio è quello di fabbricati con cortile interno, per i quali è necessario disegnare due way (perimetro interno e interno) e creare un multipoligono, assegnando il tag building = ... solo alla way esterna (caso frequente nel caso dei palazzi settecenteschi/ottocenteschi di pianura ma anche di Aosta, nei centri storici e nei castelli valdostani) . Un altro esempio di fabbricato particolare in montagna è la "barma", ovvero una baita addossata a delle rocce che ne sostituiscono una parete. Non potendo tracciare in OSM linee a mano libera (come si farebbe con un CAD), bisogna approssimare il lato irregolare verso la roccia con qualche segmento della way, eventualmente disegnando anche la parete rocciosa (una way taggata con natural = cliff, vedi Parte4), vedi esempio seguente:

Esempio di barma: Eau Noi Inferiore in Valtournenche
Un altro esempio di situazione complessa è l'ospedale. Queste strutture sono realizzate in edifici singoli (per gli ospedali più piccoli o cliniche private) o in gruppi di edifici all'interno di aree recintate (per quelli maggiori), con ingressi, zone a parco/verde, percorsi pedonali e vie interne. Tutti questi elementi sono già stati trattati singolarmente in queste pagine, non dobbiamo fare altro che adoperarli come ci necessita. Come esempio riporto quello dell'Ospedale Maggiore Sant'Andrea di Vercelli, una struttura già ben mappata ma che è stata oggetto di una revisione completa a aprile-maggio 2014 da parte del sottoscritto, mediante diversi sopralluoghi e l'utilizzo di foto aeree sia PCN2006-2012 e Bing, con l'inserimento di dettagli, POI, percorsi interni e scale, accessi vari ed aggiunta di elementi per la modellazione 3D (si veda più avanti in questa pagina). Si tratta di un complesso costruito nel 1964 che si articola in diversi fabbricati collegati fra loro mediante una rete di percorsi interni ed esterni abbastanza complessa, tanto che dall'interno è facile non capire bene in che zona ci si trovi. Per vedere una schermata della zona da Josm alla risoluzione originale cliccare qua per una versione precedente la revisione e cliccare qua per la versione dopo la revisione di maggio 2014 o scaricare i dati aggiornati dell'area da Josm.


Nell'immagine sopra si possono individuare:

1 - edificio principale costituito da diverse porzioni con numero di piani diverso. E' stato necessario suddividere il complesso in parti con numero di piano e forma copertura (alcune sono piane altre a falde a padiglione) ingegnandosi per far si che in 3D venissero rappresentate nel modo più possibile simile alla reltà. L'altezza del fabbricato è stata calcolata assumendo 3,30 mt per piano (3,00 da pavimento a soffitto e 0,30 di solaio) più l'altezza del tetto al colmo ove a falde (circa 2,00 mt). Vi sono inoltre parti in sporto per le quali è stata indicata una altezza minima (min_height). Tutti gli edifici sono stati caratterizzati dal tag building = yes mentre il tag amenity = hospital è stato attribuito ad una way che racchiude tutta l'area dell'ospedale, sono stati inoltre posizionati nodi interni amenity = hospital e name = .... per indicare la posizione del Pronto Soccorso e della Guardia Medica, un nodo amenity = pharmacy per indicare la Farmacia Ospedaliera interna al complesso, altri nodi per ingressi ed uscite (anche quelle di sicurezza), un nodo che individua il Bar interno, nodi che indicano gli orologi nei corridoi (essendo a più piani si sono indicati i principali a piano terra), un nodo per la filiale della Cassa di Risparmio di Vercelli interna (amenity = bank), la cappella interna e la cappella annessa alle Camere Mortuarie, il pennone della bandiera presso l'ingresso (man_made = flagpole), ecc. La scelta del colore dell'edificio non è stata semplice poichè le facciate, anche perchè in parte ritinteggiate, non hanno in realtà una tinteggiatura uniforme comprendendo zone intonacate color Kachi e zone piastrellate colore verde scuro. La struttura è del 1964 e rispecchia lo stile e l'estetica di quel periodo.
2 - edificio della Direzione ASL n° 11, è stato modellato con un piano terreno che rientra rispetto ai piani superiori (porticato) assunto alto 3,00 mt, di colore rossastro (mattoni facciavista)  e con pilastri circolari che sorreggono i piani superiori, poi è stato modellata la parte superiore di 6 piani, intonacata bianca, con altezze di 3,30 mt per piano, copertura piana. La parte posteriore è costituita da diversi elementi in parte su pilastri circolari e anche qua con finitura esterna in mattoni facciavista e una parte verticale con pianta a Y che segue l'edificio principale e contiene scale ed ascensori. Le coperture sono piane.
3 - edifici acccessori, per i quali building = yes, sono perlopiù i locali tecnici, la centrale termica, le cabine elettriche. Anche qua nella modellazione si è attribuita l'altezza, la forma del tetto (piana o a falde), i colori, ecc. Nei cortili interni del corpo principale sono inoltre presenti alcuni box in lamiera uso magazino.
4 - edifici della "Piastra Polifunzionale" (ambulatori e analisi) ovvero un corpo rettangolare a 6 piani del quale il piano terreno è in parte porticato (è stato quindi disegnato un fabbricato alto un solo piano e i pilastri del porticato, poi è stato disegnato sopra un altro fabbricato di 5 piani che ricopre entrambi,, con altezza minima pari a quella raggiunta dal piano terreno), un corpo trapezio costtituente l'ingresso con dinanzi una alta pensilina in cemento armato anch'essa su pilastri, altri entrambi 2 piani, un terzo corpo con pianta a C, anch'esso a due piani. Sono stati differenziati i colori dei vari fabbricati, le coperture sono piane. Questo fabbricato è di pochi anni fa.
5 - aree verdi per cui landuse = grass, sono stati indicati anche alberi sparsi (natural = tree) e file di alberi che fiancheggiano i viali interni (natural = tree_row). In prossimità dell'ingresso carraio sono presenti alcune statue commemorative ed uan fontana (amenity = fountain)
6 - parco interno all'ospedale, per il quale landuse = park, con disegnati gli alberi spari, è inoltre presente una piccola area gioco per i bambini del Micronido Aziendale recintata, sono inoltre presenti alcuni tratti di siepe lungo la via interna nella zona sud dell'ospedale
7 - vie interne per il transito mezzi e pedonale, per le quali highway = service ed eventuali altri tag e parcheggi interni uso dipendenti, sono state indicate anche alcune panchine e lampioni. In corrispondenza degli ingressi carrabili sono state posizionate eventuali barre e telecamere.
8 - percorsi pedonali esterni, per i quali highway = footway ed eventuali altri tag ed interni (covered = yes), scale interne ed esterne (highway = steps), seguendo perlopiù la pianta del piano terreno. Sui percorsi pedonali interni si indivividuano in corrispondenza dell'intersezione con il perimetro dei fabbicati l'ingresso principale (entrance = main) e quelli secondari e per uscita di sicurezza (entrance = yes).

E' stato utilizzato il tag note = ... su molte entità per illustrare le scelte del mappatore e la funzione dell'elemento che si è voluto rappresentare. Tutta l'area è stata recintata con una way taggata come barrier = fence, con i cancelli in corrispondenza delle entrate, mentre le vie di accesso al'ingresso principale sono fiancheggiate da parapetti in muratura (barrier = wall, heigh = 1, whidth = 0,30, colour = white)

La modellazione 3D del complesso è visibile in F4Map e si presenta a maggio 2014 come segue (non è escluso possano essere efftettuate ancora correzioni e modifiche anche se l'accuratezza della mappa è già molto elevata):

Ospedale S. Andrea a Vercelli in 3D in F4Map

Ospedale S. Andrea a Vercelli in 3D in F4Map (agg. 27-05-2014)

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Altri tipi di edifici o strutture complessi/e possono essere le scuole, le università (si veda ad esempio il Politecnico di Torino), laboratori di ricerca, complessi industriali, ecc. Un consiglio sempre valido è studiare lavori di mappatura analoghi, scaricandone i dati da Josm, soprattutto se sono strutture che conosciamo di persona, se gìà ben inseriti in mappa.

FABBRICATI INDUSTRIALI E COMMERCIALI: si mappano i singoli fabbricati con building = yes o altri tag più appropriati (se l'intero fabbricato ha destinazione commerciale si può usare building = commercial, se vi è solo un negozio con abitazioni e altro si attribuisce il tag ad un nodo all'interno). Se sono presenti vie interne all'area si può usare highway = service (con service = parking_aisle per le corsie dei parcheggi). Un tag attribuito ad un nodo centrale o in prossimità dell'ingresso potrà indicare la tipologia di attività (vedere i punti di interesse) nome, indirizzo ed altro. OSM consente una mappatura molto dettagliata, per cui volendo potremmo inserire delle recinzioni (si tracciano delle ways taggate con barrier = fence) o muri di cinta (barrier =wall), in corrispondenza dell'ingresso potremo mettere un nodo con barrier = gate o barrier = entrance (la recinzione e la way di ingresso devono avere un nodo in comune). Zone di centri commerciali o industriali richiedono di essere evidenziate con una way che circonda l'aread alla quale attribuire il tag landuse = commercial o landuse = industrial. Parleremo dopo dell'uso delle aree.

FABBRICATI RELIGIOSI: si mappano come gli altri fabbricati, con un nodo con tag appositi o, meglio, ricalcandone la sagoma ed attribuendo ad essa o ad un nodo all'interno i tag:

amenity = place_of_worship definisce un luogo di culto (vedi pagina WIKI, anche per i tag successivi)
religion = ... definisce la religione (religion = christian per quella cristiana)
denomination = .... definisce una sottocategoria di religion (denomination = chatolic per quella cattolica), attenzione: non è il nome delledificio
name = ... nome dell'edificio (name = Chiesa di ...., name = Cappella di ...)

OSM non distingue le chiese maggiori dalle piccole cappelle, il tage è sempre amenity = place_of_worship, ma c'è un tag building = chapel. Se non sappiamo a chi è intitolata, non inseriremo il nome. Anche per le chiese e cappelle è possibile specificare l'indirizzo civico (compare su gps facendo la ricerca dei punti di interesse). Poiché i render differenziano in grigio scuro gli edifici in cui si è attribuito amenity = place_of_woriship alla way del fabbricato e nel disegno si possono individuare anche abside, campanile e fabbricati accessori, è preferibile attribuire detto tag ad un nodo all'interno (se lo attribuiamo a tutti i fabbricati, nel render vedremmo una croce in ciascun fabbricato o porzione di fabbricato anziché una croce sola ad indicare la chiesa).  Dalle foto aeree è spesso possibile individuare piccole cappelle per la loro caratteristica forma in pianta, ovvero per la presenza di un lato semicircolare (abside), presenza del campanile, ecc. (ovviamente un sopralluogo è sempre consigliato).


Nell'esempio sopra vediamo il complesso del Priorato di Saint Gilles a Verres, che comprende anche la chiesa. Sono stati disegnati gli edifici  e posizionati due nodi all'interno. Al nodo 1, che individua la chiesa, sono stati attribuiti i tag amenity = place_of _worship, name = Chiesa di Saint Gilles, religion = christian, denomination = catholic. Al nodo 2, posizionato per individuare il priorato in quanto monumento storico, sono stati attribuiti i tag historic = monument, name = Priorato di Saint Gilles. Sono visibili altri POI esterni al priorato, la footway di accesso al priorato (way continua in verde) e, in alto, la strada regionale della Valle d'Ayas (highway = terthiary). Gli edifici si trovano all'interno della way bianca taggata come landuse = residential.

Nell'ambito dei fabbricati religiosi possiamo inserire anche situazioni più complesse come ad esempio santuari che hanno sia importanza religiosa che turistica. In questo caso dovremmo inserire, oltre agli elementi di tipo religioso (la  chiesa ed i fabbricati accessori) anche elementi di tipo turistico ed urbano che interessano il visitatore. Ad esempio:
  • parcheggi auto e camper (che è il primo elemento che si cerca quando si arriva in auto);
  • negozi, bar, ristoranti, campeggi ed altre attività commerciali;
  • monumenti di interesse religiosi e non, memoriali;
  • servizi igienici pubblici;
  • uffici pubblici (ad esempio un ufficio postale)
  • punti di informazione (uffici e tabellono, mappe)
  • punti raccolta rifiuti
  • fontane pubbliche (ornamentali e per prendere acqua)
  • elementi del territorio circostante, sentieri e percorsi pedonali, punti panoramici
  • altri elementi (stazioni meteo, ecc.)
Come esempio riporto il Santuario di Oropa a Biella che è una struttura molto complessa, non tanto dal punto di vista della pianta ma per il gran numero di elemeti che sono stati inseriti in mappa, sia di tipo religioso, che urbanistico e turistico. Oltre al santuario, situato in una piccola valle a nord di Biella, è stata mappata tutta la zona circostante, ricca di alpeggi, sentieri ed elementi naturali (per la quota relativamente bassa, la vegetazione tende a nascondere molti elementi del territorio nelle foto aree per cui si rende recessario rilevarli sul terreno a mezzo gps). Inutile dire che le stesse mappe dell'area, visibili su depliant o appese in loco, in questi casi possono essere di grande aiuto.

Un elemento jolly in tutti i luoghi turistici è il tag tourism = attraction (al quale si possono associare altri tag come name = ) che individua un qualcosa di interesse turistico di non meglio specificato, nel senso che si adatta a tanti elementi per il quale non sapremmo trovare un tag specifico (non si tagga a questo modo, ad esempio, un monumento perchè si usa historic = monument).

Area del Santuario di Oropa sotto Josm

Area del Santuario di Oropa sotto Josm a maggio 2013

Come si vede la situazione è molto complessa (per un'immagine a piena risoluzione cliccare qui) il che comporta che i render non riescono a visualizzare neppure tutti gli elementi inseriti (si sovrappongono fra loro anche per zoom elevati per cui il render effettua una scelta tra quelli da visualizzare). Vediamo un dettaglio della zona più antica del complesso (il terzo cortile dove si trova la chiesa antica).

Dettaglio della zona antica (terzo cortile)

Dettaglio della zona antica (terzo cortile)

Malgrado l'ingrandimento, i simboli che identificano i POI sono ancora piccolini, si possono però distinguere alcune zone (cliccare qua per una versione a piena risoluzione):

1 - aree verdi
2 - parcheggio pellegrini e porta antica
3 - percorsi pedonali del terzo cortile (in parte sotto porticato)
4 - chiesa antica con ingressi ed orologio
5 - zona di uffici e punti di interesse turistico
6 - percorsi pedonali del secondo cortile
7 - punto raccolta rifiuti solidi per riciclo
8 - aree boschive

Si notano inoltre le icone azzurre che identificano le fontanelle, e varie icone di negozi e bar. Uno dei problemi maggiori che sorgono nel mappare complessi di questo genere è la difficoltà di rappresentare in mappa (che si sviluppa bidimensionalmente) punti di interesse e percorsi che in realtà si trovano su piani differenti. Nel complesso infatti vi sono sia porticati a livello del terreno, sia logge al piano superiore, se si considera che arrivando da sud i tre cortili sono situati a livelli sempre più altti e che i portici a piano terra al secondo cortile diventa al piano primo quando ci si sposta verso il primo cortile e più bassi di quelli del terzo cortile (che qua sono a piano terra) con POI distribuiti ai vari piani del complesso, si capisce che la rappresentazione su una un'unica pianta deve riuscire a visualizzare tutti questi elemetni (è un limite di OSM ma ricordo che è una mappa per orientarsi).

Ricordo inoltre che per la complessità degli edifici in questi casi può essere utile (e qua è stato fatto così), creare un multipoligono che li raggruppa tutti (name = Santuario di Oropa, in questo caso). Notiamo anche che è stato posto un nodo (visibile in verde in basso a destra in questa immagine) con i tag place = village, name = Oropa per identificare il luogo dal punto di vista demografico e toponomastico. Infatti,  anche se il santuario non è un villaggio in senso stretto, può considerarsi corretto dal punto di vista demografico, Oropa infatti non è un raggruppamento di case ma è costituita essenzialmente dal santuario vero e proprio (chiese e fabbricati destinati ad ospitare pellegrini e turisti) oltre che da varie trattorie, case isolate ed alpeggi sparsi nei dintorni.

SACRI MONTI: Oropa ci pone un altro problema ovvero quello delle cappelle del Sacro Monte (vedi pagina Wikipedia). Il Sacro Monte è una struttura di tipo religioso diffusa nelle alpi fra Piemonte e Lombardia ma presente anche in Svizzera, ove lungo un percorso sono posizionate varie cappelle in cui vengono rappresentati con statue ed affreschi vari momenti della vita di santi (come il Sacro Monte di Orta dedicato a S, Francesco), della Vergine (come il Sacro Monte di Oropa, costituito da 12 cappelle) o la passione del Cristo (come il Sacro Monte di Varallo, che forse è il più complesso e famoso). Se la mappatura dei sentieri ormai non dovrebbe più avere segreti per noi, dobbiamo scegliere il tag adatto per le cappelle. La cappella del Sacro Monte, con esclusione di una eventuale basilica al termine del percorso (come a Varallo ed Orta, non presente ad Oropa perchè il percorso non si conclude al santuario), non è una cappella in senso stretto dove viene celebrata una funzione religiosa (amenity = place_of_worship) ma neppure una semplice edicola votiva (historic = wayside_shrine). Poichè non abbiamo indicazioni precise (ricordo che molti tag in OSM sono di origine estera), non esistendo un tag specifico personalmente utilizzerei amenity = place_of_worship con religion = ..., ecc. come per una cappella anche per le cappelle del Sacro Monte (name = Cappella I, Cappella II, ecc. in genere per queste cappelle si usano i numeri romani), posizionato su un nodo posto all'interno della sagoma del fabbricato (building = yes). In effetti anche nel Sacro Monte di Orta è stata fatta questa scelta. Possiamo anche usare la variabile alt_name = .. per indicare nello specifico la denominazione della cappella (è stato fatto così a Varallo).

Notiamo anche che spesso le cappelle sono nascoste dalla vegetazione ( i Sacri Monti solitamente si sviluppano in bellissimi parchi o boschi di latifoglie) e che a volte (Sacro Monte di Varallo) all'interno di un edifico sono poste anche due o tre cappelle o anche più (sempre a Varallo molte cappelle si trovano nei diversi edifici situati attorno al Piazzale della Basilica. E' comunque preferibile mappare le cappelle una ad una, per cui all'interno dello stesso fabbricato avremo più nodi con i tag amenity = place_of_worship, ecc.

Non facciamoci condizionare dal fatto che i render, come detto, non sempre visualizzano tutti gli elementi della mappa, sui gps il discorso potrebbe, ed in genere lo è, essere diverso (basta installare una mappa OSM sotto Mapsource per vedere tutti i POI presenti che openstreetmap.org non sempre renderizza). Questo perchè in render diversi il valore massimo di zoom per i quali vengono create le tiles è diverso.

Zona sud del Sacro Monte di Oropa

Zona sud del Sacro Monte di Oropa sotto Josm

Nell'immagine vediamo la parte iniziale del percorso del Sacro Monte di Oropa che si sviluppa ad ovest del santuario, salendo parallelo ad esso. Sono visibili le prime sei cappelle con l'icona che le identifica all'interno della sagoma del fabbricato, il sentiero (in realtà è quasi un percorso su prato), la strada che sale dal Biella (in arancione sulla destra, strada di tipo terziario), una parte del "Prato delle Oche" dinanzi al santuario (in verde in alto a destra) e due strade asfaltate minori che tagliano l'antico percorso del Sacro Monte. Per evidenziare l'area si è posizionato un nodo con place = locality e name = Sacro Monte di Oropa - Cappelle della Vergine, per distinguerlo da un nodo con name = Sacro Monte di Oropa posizionato all'interno del santuario (il termine Sacro Monte di Oropa infatti qua è tradizionalmente utilizzato per tutta l'area del santuario e non solo al percorso delle cappelle).

Nota: molti dei Sacri Monti italiani, tra cui quello di Oropa, sono stati dichiarati Patrimonio dell'Unesco. Per vedere una mappa degli stessi si può ricorrere al sito del Ministero Beni Culturali ed Ambientali (che utilizza Open Street Map) a questo indirizzo. Infatti nei Sacri Monti è facile vedere nodi che li identificano contrassegnati anche dal tag heritage = ... (valore numerico) e heritage:operator = whc, tag che identificano i siti Patrimonio dell'Unesco.

La mappa del Sacro Monte di Oropa vista nel sito del Ministero Beni Culturali ed Ambientali

La mappa OSM del Sacro Monte di Oropa vista nel sito del Ministero Beni Culturali ed Ambientali

Questo per ricordarci che il nostro lavoro verrà utilizzato anche da siti istituzionali visti in tutto il mondo :-) Per correttezza precisiamo che il sito può visualizzare anche render Google (Google Street e Google Satellite).

Per completezza, senza esplicitare tutte le entità presenti in mappa, riporto una immagine del Sacro Monte di Varallo, mappato da maggio 2013.

Zona del Sacro Monte di Varallo vista in Josm

Zona del Sacro Monte di Varallo vista in Josm

Per una versione ad alta risoluzione cliccare qui. Ricordo che tutte le aree riportate qua come esempio potrebbero esser suscettibili di miglioramenti in futuro o comunque sottoposte modifiche ed aggiornamenti mentre i link alla mappa online sono aggiornati in tempo reale.

CIMITERI: li inserisco fra i fabbricati religiosi ma non sono fabbricati, bensì aree con eventuali fabbricati al loro interno. Possiamo mappare anche le cappelle funerarie maggiori se visibili, volendo anche i percorsi interni (highway = footway in molti casi) e le fontanelle sempre presenti, ma anche monumenti o memoriali, ecc.. L'area del cimitero va perimetrata con una way alla quale di attribuisce il tag:

landuse = cemetery definisce un'area cimiteriale (vedi pagina WIKI).

Come tutte le aree landuse =... possiamo fare ricadere in essa anche i fabbricati all'interno del perimetro, velocizzando le operazioni di disegno, essi verranno comunque evidenziati e non coperti dall'area cimiteriale. In prossimità dei cimiteri possiamo avere aree a parcheggio, fontane, ecc. Il nome del cimitero può al solito essere  definito dal tag name =... Anche per i cimiteri possiamo specificare name = ..., religion = ... e denomination = ...

In prossimità dei cimiteri indicheremo parcheggi e vie di accesso. Con un sopralluogo potremmo anche individuare eventuali fontane, croci, targhe commemorative (es. ai Caduti), monumenti, servizi igienici, ecc.

GIARDINI PUBBLICI E PARCHI CITTADINI: come nel caso dei Sacri Monti, costituiscono un buon esercizio di mappatura ed un'occasione per muoversi un po' all'aria aperta anche nella stagione invernale: se infatti possiamo mappare molti giardini e parchi con poca o bassa vegetazione basasandoci solo sulle foto aeree, per quelli ove sono presenti alberi di alto fusto, che formano veri e propri "boschi urbani" occorre rilevare i percorsi interni sul posto con gps ed è preferibile  effettuare il rilievo quando non c'è presenza di fogliame, per una migliore ricezione ripetendo comunque i percorsi più volte. Elementi minori presenti nel parco devono comunque essere rilevati sul posto con gps o, magari dopo aver già inserito in mappa i percorsi, annotandone la posizione su una stampa di prova della mappa stessa, disegnando schizzi o altro. Anche in questo caso è sempre utile la macchina fotografica per controllare a casa posizone e numero di molti elementi. E' anche un'ottima occasione per conoscere meglio e a fondo certi aspetti della città in cui si abita che spesso sottovalutiamo.

Nella mappatura di giardini e parchi pubblici troveremo molti elementi incontrati in queste pagine (alcuni sono nella Parte 5). Tra gli elementi che possiamo utilizzare abbiamo:
  • l'area del parco stesso (la circondiamo con una way chiusa ed assegnamo leisure = park, name = .... , source = pcn2006 + GPS o altro
  • la recinzione, se presente, ovvero una way che contorna l'area con i tag barrier = fence (recinzione) o barrier = wall (muro) o altro
  • ingressi all'area del parco: barrier = gate se cancelli (sul nodo fra il percorso di ingresso e la recinzione), barrier = entrance per l'ingresso principale, barrier = bollard se anzichè un cancello c'è una serie di colonnine, "panettoni" o simili
  • i percorsi interni: anche se hanno larghezza tale da permettere il passaggio di veicoli (manutenzione) non sono vie cittadine (pedestrian), si mappano con highway = footway, specificando larghezza (width = ..., in mt), presenza di illuminazione (lit = yes/no), superficie (surface = ground, earth, paved, ecc.)
  • fontanelle (amenity = drinking_water) e fontane monumentali (amenity = fountain), eventualmente specificando il nome (name = ...) e il gestore (es. operator = Comune di ...)
  • eventuali fabbricati interni, bar (amenity = bar), chioschi (amenity = kiosk), servizi igienici pubblici (amenity = toilets), altri 
  • panchine (amenity = benche, assegnato ad un nodo), questeo elemento è comodo rilevarlo con foto e/o schizzi o stampe di prova della mappa piuttosto che con il gps
  • pannelli informativi (information = board, name = ...., operator = ....) e mappe (information = map, name = ...., operator =....)
  • targhe commemorative (historic = memorial, name = ....) e monumenti (historic = monument, name = ....)
  • piante monumentali ( natural = tree, name = ....), possiamo anche individuare zone con piante e fiori particolari
  • zone a parco giochi (leisure = playground assegnato all'area)
  • zone destinate a sporta (leisure=pitch, sport = ...)
  • parcheggi per biciclette (nodo con il tag amenity = bicycle_parkin) e per auto 
  • posti telefonici (amenity = telephone, operator = Telecom Italia o altro)
  • posti chiamata soccorso (emergency = phone, name = ...)
  • idranti (emergency=fire_hydrant)
  • telecamere sorveglianza (vedi più avanti)
  • ecc.
L'elenco ovviamente non é esaustivo. Come esempio si riporta l'area di Parco Kennedy a Vercelli che ha richiesto un rilievo completo a mezzo gps poichè le foto PCN lasciano intravedere ben poco sotto agli alberi.  E' una zona di alberi di alto fusto, tutti o quasi ben catalogati con cartelli appositi, percorsi interni in terra, larghi circa 2 mt, l'area del parco è ribassata di alcuni metri rispetto al piano stradale, tranne una parte a livello dal lato verso P.zza Roma (a sinistra nelle immagini della mappa). Il rilievo, per avere una migliore ricezione del gps, é stato fatto a metà novembre, con poco fogliame.

Parco Kennedy a Vercelli a fine autunno

Parco Kennedy a Vercelli a fine autunno

In questo parco possiamo trovare molti degli elementi citati in precedenza (un altro esempio di giardino pubblico ove si trovano altri elementi, come le zone di gioco per i bambini, è Parco Pietro Camana sempre a Vercelli, che ha richiesto un rilievo analogo). Esaminiamo la schermata di Josm (per vederla alla risoluzione originale cliccare qua o scaricare i dati aggiornati dell'area da Josm).

Parco Kennedy in Josm con le foto PCN

Parco Kennedy in Josm con le foto PCN

Come si vede dall'immagine, la vegetazione nel periodo estivo nasconde quasi completamente i percorsi pedonali del parco, mentre non è così per i piccoli giardini di p.zza Roma, in basso a sx nell'immagine, e per quelli a fianco la basilica di S. Andrea, in basso in centro nell'immagine, ove non vi sono alberi ma solo cespugli, sentierini in ghiaia ed aiuole inerbate. Nell'immagine sopra si possono individuare:

1 - percorsi pedonali (highway = footway, surface = earth oppure surface = asphalt, widht = 2, lit = yes, source = gps+survey)
2 - stalli per biciclette (amenity = bicycle_parking)
3 - monumenti (historic = monument, name = ...)
4 - pista ciclabile sul viale (highway = cycleway, cycleway = track, foot = yes, oneway = no, lit = yes)
5 - c.so A. De Gaspery (highway = secondary, ecc.)
6 - stazione ferroviaria
7 - giardinetti p.zza Roma (aiuole, marciapiedi e fermate autobus)
8 - giardinetti a fianco basilica S. Andrea (anche qua aiuole e marciapiedi)
9 - fontanella (amenity = drinking_water)
10 - ingressi (barrier = bollard) con pannelli (information = board)
11 - pannelli inforzioni (information = board) e targa a J.F.Kennedy (historic = memorial, name = Targa a J.F.Kennedy)

Sono state inoltre mappate le panchine, altre targhe commemorative, un servizio pubblico a bordo parco, un chiosco a bordo parco, ecc. ma si potrebbe fare di meglio mappando, annotando su una stampa della mappa sinora realizzata, anche i lampioni di di illuminazione, le eventuali telecamere di sorveglianza ed i singoli alberi secolari (se pensate che il dettaglio sarebbe esagerato potete guardare alcuni giardini e viali situati a Ginevra).

ALTRE INFORMAZIONI SU FORMA ED ASPETTO DEI FABBRICATI E DETTAGLI IN 3D: con l'avvento di mappe tridimensionali basate su OSM (come la F4Map ma ne esistono anche altre), assumono rilevanza altri tag aggiuntivi sui fabbricati che nei render bidimensionali della mappa solitamente non vengono utilizzati, sebbene possono essere inseriti. Questi tag infatti definiscono varie caratteristiche di forma, colore, ecc. che vengono utilizzati dai render 3D per modellare l'edificio. Riporto qua i principali, alcuni sono già stati accennati. Una interessante pagina che riporta i tag ed il loro utilizzo per la modellazione 3D è questa pagina Wiki. Altre info in questa pagina.
  • bulding:levels = ... definisce il numero dei piani fuori terra dell'edificio (vedi pagina Wiki), questo tag ha molte varianti illustrate nella pagina Wiki
  • building:levels:underground = ... definisce il numero di piani interrati dell'edificio (vedi pagina Wiki)
  • building:material = ... materiale delle facciate dell'edificio (vedi pagina Wiki)
  • building:colour = ... definisce il colore delle facciate dell'edificio (il materiale influenza comunque il colore)
  • height = ... altezza in metri dell'edificio (dal terreno sino alla sommità del tetto, vedi questo schema), se vi sono dei decimali usare il punto come separatore, non la virgola (1.50, non 1,50) vedi pagina Wiki
Per il tetto dell'edificio si fa riferimento al tag roof:...... Ad esempio possiamo definire
  • roof:height = ... altezza in metri del tetto (dall'estradosso dell'ultimo solaio)
  • roof:angle = ... angolo di inclinazione del tetto (tag alternativo al precedente) in gradi sessagesimali
  • roof:material = ... materiale del tetto 
  • roof:color = .... colore del tetto (il materiale influenza comunque il colore)
  • roof:shape = ... definisce la forma del tetto (vedi pagina Wiki)
  • roof:orientaton = along/across specifica l'orientamento del tetto rispetto l'asse principale dell'edificio, ovvero se il tetto è allineato con lo stesso (nel caso di un tetto a due falde avremo il colmo del tetto allineato come i lati maggiori dell'edificio) oppure nel senso perpendicolare (nel caso del tetto adue falde avremo il colmo allineato come i lati minori dell'edificio). Questo tag serve essenzialmente per i tetti a una falda o due falde e per i tetti a "botte" (volta curva, tipica di molti capannoni industriali), non ha importanza per quelli a padiglione o cupola). Il suo limite è proprio per i tetti ad una falda in quanto non permette di scegliere da quale parte andrà a posizionarsi la parte più alta del tetto. Per edifici a pianta quadrata o in caso di indecisione si può provare con uno dei due valori e vedere l'effetto su F4Map.
Altre informazioni sulle forme del tetto in questa pagina. Per i colori vedere questa pagina Wiki, la pagina Wikipedia dei colori RGB e questo utile tool.

Mediante questi tag e l'utilizzo del tag part = yes (definisce una parte dell'edificio in quanto tale, vedi pagina Wiki) si possono modellare da OSM strutture abbastanza complesse come ad esempio la Basilica di Sant'Andrea a Vercelli:

La Basilica di S. Andrea a Vercelli vista nella mappa tridimensionale F4Map

La Basilica di S. Andrea a Vercelli vista nella mappa tridimensionale F4Map

F4Map ci consente quindi un controllo sul 3d in tempi abbastanza rapidi ma occorrono alcune considerazioni (alcune valide comunque per ogni inserimento di dati inerenti il 3d)
  • per il render del 3d in F4Map occorrono almeno 24 ore (dic. 2013) anche se nel sito viene indicato un aggiornamento più frequente
  • l'algoritmo di F4Map che disegna i tetti ha problemi con quelli più complessi, specie a padiglione
  • alberi, muri di cinta (barrier = wall) ed altro in assenza di indicazioni hanno dimensioni esagerate: gli alberi sono molto alti e la chioma rischia di nascondere gli stessi edifici, i muri di cinta sono alti e spessi, per cui occorono tag che ne definiscono le dimensioni, per i muri di cinta ad esempio si può mettere height = 2 mt (in mancanza di misure certe), e width = 0.2 mt (se sono muri di cinta), altrimenti l'effetto è pessimo, anche le recinzioni (barrier = fence), peraltro ben disegnate, appaiono alte (anche qua height = 2 mt può andare ma possono anche essere più alte o più basse, se sono parapetti si metta heigh = 1 mt). In effetti, anche i prismi che costituiscono gli edifici senza l'indicazione dell'altezza sono alti come se avessero almeno 3-4 piani. Per gli alberi (natural = tree o natural = tree_row se sono file di alberi) maggior realismo si ha attribuendo anche i tag che definiscono la specie di albero (vedi pagina Wiki)
  • non vengono visualizzati tutti i colori dello spettro RGB, per cui edifici di colori simili, possono apparire dello stesso colore in F4Map, bisogna accontentarsi. 
  • molti elementi non vengono renderizzati (ad esempio gli orti a dic. 2013, ma anche piccoli particolari di arredo urbano) ma potrebbero esserlo in futuro (non mappiamo per il render !).
  • sebbene i tag inerenti i colori RGB possono venire inseriti nella forma di codice esadecimale (es. building:color =  #cd853f) è più agevole inserirli con il nome RGB tutto in minuscolo (es. building:colour = peru), in modo da riconoscerli più agevolmemte e ritrovarli sulla tabella in caso di modifiche (questo a mio parere, ognuno faccia come crede).
  • è preferibile inserire l'altezza del tetto (roof:height = ...) anzichè l'inclinazione (roof:angle = ...) per chè questo valore non sembra essere sempre interpretato nel modo corretto da F4Map, alcuni tetti infatti appaiono esageratamente inclinati malgrado l'angolo inserito sia corretto (il che si ricollega ai problemi dell'algorimo di modellazione dei tetti stessi già accennato).
  • inserite i lampioni nelle vie, se presenti, contribuiscono a rendere il tutto più scenografico e dettagliato.
  • il modo più veloce di taggare per il 3d tanti edifici in successione è ovviamente copiare i tag in blocco da un edificio simile su ognuno e poi variare solo i necessari, anzichè inserli uno ad uno, ma ricordiamoci di controllarli bene, soprattutto visualizzando la zona in F4Map dopo che ha avuto tempo di creare il render.
F4Map in un quartiere di Vercelli

F4Map in un quartiere di Vercelli

Nella foto sopra vediamo una serie di isolati di una zona della periferia sud di Vercelli renderizzati in F4Map (peraltro in una giornata di pioggia). Un tale dettaglio ha richiesto molto lavoro, sopralluoghi, foto e schizzi, stime di altezze, artifizi per riuscire a rappresentare molti dettagli (come le pilastrate dei condomini su pilotis), prove con colori diversi, ecc. Sono stati disegnati i fabbricati, le recinzioni (muri e recinzioni metalliche), i lampioni, gli alberi dei giardini, i passaggi carrai negli edifici,  i maciapiedi ed altri elementi qua non visibili. Molto potrebbe ancora essere migliorato. L'effetto è però notevole soprattutto se si confronta con le zone attorno dove il render avviene senza dati specifici per la modellazione 3d.

Nota: sebbene molti dettagli utili al 3d possano essere ricavati anche dalle foto di Google Street View ricordiamo che la licenza d'uso non lo consente, la comunità OSM non lo approverebbe e che le foto potrebbero non essere aggiornate (tinteggiature, ampliamenti, alberi cresciuti o abbattuti, ecc.), meglio quindi fare sopralluoghi di persona con notes per schizzi e macchina fotografica (con discrezione), noteremo inoltre un maggior numero di dettagli grazie alla visione 3d ;-).

Punti di interesse in genere, urbani e non

I punti di interesse (POI) sono tutti quelle entità fisiche e non sul terreno su cui possiamo fare una ricerca da gps e farci guidare verso essa. In realtà sono  punti di interesse anche i villaggi ed i paesi ma qua vorrei indicare essenzialmente quei punti che individuiamo ben localizzati sulla mappa da identificare volendo anche con un solo nodo e le apposite tag. Beninteso li ho inseriti nella pagina dedicata ai centri abitati perché in essi ne troveremo parecchi, ma nulla vieta di trovarne anche in aperta campagna e montagna. Le mappe vettoriali sono basate in gran parte sui punti di interesse, per l'escursionista molti si trovano naturalmente lungo i sentieri (ne parleremo nella parte 5). Possiamo inserire in mappa tutti quelli che ci ricordiamo o che memorizziamo sul gps durante le nostre escursioni mentre nei centri abitati il modo migliore di procedere è percorrene le vie a piedi o in bicicletta annotandoli su una mappa OSM già stampata su cui compaiono già edifici, strade ed altri riferimenti.

Punti di interesse a Challand S.A.

Punti di interesse a Challand S.A. visti da Josm

Poiché non è mia intenzione ricopiare tutta la WIKI darò qua indicazioni di tipo generale, ricordandone qualcuno con riferimento alle situazioni dei paesi di montagna. Le categorie di tag per i punti di interesse sono numerose e all'interno abbiamo una grande varietà di elementi, in OSM è stato previsto quasi tutto, in ogni caso per ogni punto di interesse possiamo aggiungere altri tag che definiscono le sue caratteristiche (name = ..., source = ..., ecc.).

STRUTTURE DI SERVIZIO: é la prima categoria da considerare, il tag è:

amenity =... definisce una struttura di servizio vedi (pagina WIKI)

E'  questa una categoria dove spesso troveremo quello che ci serve perché racchiude molti POI importanti, il tag amenity =... può essere assegnato ad un nodo (che rappresenta la struttura senza sagoma dell'edificio o all'interno/prossimità dell'edificio se presente) o ad  un'area (come la sagoma dell'edificio, unito a building = yes, o altro). Nella WIKI sono divisi per categorie (cibo e bevande, istruzione, trasporto, assistenza sanitaria, ecc.). Ricordo solo alcuni valori:
  • amenity = bar definisce un bar (caffé e panini)
  • amenity = place_of_worship definisce un luogo di culto (già menzionato)
  • amenity = café definisce un bar-caffetteria
  • amenity = restaurant definisce un ristorante (tag aggiuntivi specificano il tipo di cucina)
  • amenity = townhall definisce un municipio
  • amenity = drinkig_water definisce un punto di approvvigionamento acqua potabile (fontana o altro)
  • amenity = police definisce una stazione di Polizia (usato anche per Polizia Locale, Carabinieri, GdF e CFS in Italia, si potrebbe specificare con operator =...)
  • amenity = fuel definisce un distributore di carburante (per indicare la compagnia petrolifera si usa operator =, per indicare se sia presente gpl o metano si potrebbe usare gpl = yes e metano = yes)
  • amenity = post_box definisce una cassetta postale (attribuito ad un nodo)
  • amenity = shelter definisce una pensilina o struttura di riparo per escursionisti e ciclisti (usato per i bivacchi, per i rifugi si usa tourism = alpine_hut)
  • amenity = post_office definisce un ufficio postale
  • amenity = post_box definisce una cessetta postale
  • amenity = drinking_water definisce un punto in cui trovare acqua potabile (come una fontanella, se ne parlerà meglio nella Parte 5)
  • amenity = bench definisce una panchina (attribuito ad un nodo)
notare che OSM prevede anche dettagli abbastanza minuti, anzi puntiformi. ma utili per alcune mappe (la cassetta postale o la panchina). Vi sono molti altri tag oltre quelli qua riportati, vedere la pagina WIKI per l'elenco completo.

NEGOZI ED ATTIVITA' SIMILARI: un'altra categoria importante è quella dei negozi, ma in OSM nella stessa sono state comprese anche attività che, dal punto di vista urbanistico/edilizio/commerciale, sono più simili a laboratori artigianali che veri e propri negozi (perlomeno catastalmente laboratori artigianali e negozi si trovano in categorie differenti). Il tag è:

shop = ... definisce un negozio o attività commerciale ma anche alcune artigianali (vedi pagina WIKI)

Anche questi possiamo assegnarli a nodi o aree. Sono stati previste parecchie tipologie di negozi ma anche qua a volte non sappiamo cosa scegliere. Vi sono infatti attività commerciali, soprattutto in paesi di montagna, un po' miste che non potremmo mappare se non con un doppio tag (e magari due nodi distinti anche se il negozio è lo stesso) come molti piccoli negozi alimentari che hanno funzione anche di edicola e vendono souvenirs, bar che forniscono anche servizio edicola o fax, librerie che effetuano servizio fotocopie, ecc. Se vi è una attività principale e le altre sono secondarie sarebbe meglio limitarsi a taggare quella più importante ma potrebbe essere utile, vista la scarsità di servizi in campagna e montagna, segnalare anche le altre. Ricordo alcuni tag:
  • shop = bakery definisce una panetteria
  • shop = books definisce una libreria
  • shop = deli (abbr. di delikatessen) definisce un negozio in cui si vendono cibi e bevande pregiate (potrebbe essere anche un negozio di prodotti tipici)
  • shop = bicycle definisce un negozio di biciclette ed articoli connessi
  • shop = clothes definisce un negozio di abbigliamento
  • shop = farm definisce un negozio annesso ad una fattoria o attività agricole (come per le malghe del Trentino)
  • shop = hairdresser definische una bottega di parrucchiere
  • shop = outdoor definisce un negozio di articoli per sport all'aria aperta (campeggio, escursionismo)
  • shop = shoes definisce un negozio di calzature
  • shop = supermarket definisce un supermercato (anche per i discount)
  • shop = newsagent definisce un'edicola (non in un chiosco)
  • shop = kiosk per un chiosco generico (ev. anche per un'edicola)
e così via. Troveremo anche attività commerciali che non esistono in italia, per l'elenco completo vedere la pagina WIKI.

ARTIGIANI: è una categoria in cui troviamo le attività artigianali propriamente dette, il tag da usare è

craft = ... definisce un'attività artigiana (vedi pagina WIKI)

riporto solo alcuni tag che potremmo usare in montagna:
  • craft = beekeeper definisce un apicoltore
  • craft = blacksmiths definisce un fabbro
  • craft = carpenter definisce un falegname/carpentiere
  • craft = plumber definisce un idraulico
  • craft = sculptor definisce uno scultore
per l'elenco completo vedere pagina WIKI. Un artigiano tipico della VDA che scopisce legno o pietra ollare potrebbe essere inserito come craft = sculptor unito ad altri tag che definiscano la sua specializzazione (in questo caso dovremmo mappare la bottega o negozio/esposizione). 

STRUTTURE CON FINALITA' TURISTICHE: è una categoria che in montagna, come escursionisti, non possiamo dimenticare anche se in realtà il numero di tag presenti è molto minore che nelle due precedenti. Il tag da usare è:

tourism = ... definisce un punto di interesse turistico, commerciale e non (vedi pagina WIKI)

Anche qua si applicherà sia a nodi che ad aree (ways chiuse). Ricordo tra i tag legati all'ambiente di montagna:
  • tourism = alpine_hut definisce un rifugio alpino
  • tourism = attraction definice una generica attrazione turistica
  • tourism = hotel definisce un albergo
  • tourism = camp_site definisce un campeggio
  • tourism = caravan_site definisce un'area di sosta per camper
  • tourism = picnic_site definisce un'area picnic
  • tourism = museum definisce un museo
  • tourism = viewpoint definisce un punto panoramico particolare (protetto, belvedere segnalato o comunque di interesse), spesso situato al di sopra di rocce (natural = cliff) o balconate.
L'elenco completo è nella pagina WIKI ma i principali sono elencati già qua. Per alberghi che fanno anche servizio ristorante (amenity = restaurant) si possono mettere due tag, specie se gli ingressi sono separati. Per ciascuna struttora turistica aggiungeremo, oltre al nome, altri tag appropriati come ad esempio surface=... per l'area camper, ele =... per i rifugi. Per rifugi, bivacchi ed altre strutture che troviamo sui sentieri parleremo in modo più dettagliato nella Parte 5.

STRUTTURE PER IL TEMPO LIBERO: è un'altra categoria dove troviamo molti punti di interesse da inserire nei centri abitati ma anche in zone extraurbane. A volte si confonde con la categoria degli sport (che è una caratteristica non fisica). Il tag è

leisure = ... definisce una struttura per il tempo libero (vedi pagina WIKI)

E' un tag che può essere assegnato a nodi, ways ed aree, anche in combinazione con tag come sport = ..., tourism = ... ed ovviamente tag che indicano nome ed indirizzo della struttura, ecc. Ricordo qualche struttura del tipo leisure che possiamo mappare anche da foto PCN:
  • leisure = dog_park definisce un'area recintata o libera dove è possibile far giocare i cani liberi (in Italia cominciano a realizzarle di recente)
  • leisure = fishing definisce una zona o area di pesca sportiva autorizzata  o laghetto per pescare
  • leisure = garden definisce un giardino botanico (ad esempio il Giardino Alpino Paradisia)
  • leisure = park definisce un parco pubblico cittadino (ad esempio il Parco del Valentino a Torino)
  • leisure = pitch definisce un campo sportivo (in cui eventualemente individuare le varie aree con sport = ... e area = yes)
  • leisure = swimming_pool definisce una piscina pubblica o privata (si può aggiungere anche sport = swimming)
  • leisure = playgroud = definisce un campo giochi per bambini
Vedere la pagina WIKI per l'elenco completo. Non serve aggiungere il tag area = yes alle aree a cui attribuiamo leisure = ... poichè è già un tag che si attribuisce ad un'area. Per aree destinate a sport (si dice generalmente che lo sport è una "caratteristica non fisica") occorre usareleisure = pitch o altro con il tag sport = ... (così un campo da tennis si tagga con leisure = pitch, sport = tennis ed eventualmente surface = grass, se in erba).

Le aree leisure = ... a volte possono anche sovrapporsi (all'interno di un parco pubblico può trovarsi un'area giochi per i bambini). Per entrare più nel dettaglio possiamo dire che, essendo leisure = ... riferito ad un'area, al suo interno possiamo individuare edifici, percorsi, altre elementi, ecc. in modo da fare un lavoro molto dettagliato.

Area giardino pubblico / parco giochi a Vercelli


Per l'esempio della foto sopra possiami individuare una zona giochi leisure = playgroud ristretta all'area dei giochi, all'interno di una zona più ampia mappata come come leisure = park con percorsi pedonali in autobloccanti (highway = footway e surface = paved), fontanella (amenity = drinkign_water) ed anche panchine (amenity = bench), cestini rifiuti (amenity = waste_basket).

Indirizzi ed informazioni annesse ai POI

Quando cerchiamo un punto di interesse con il gps, oltre alla direzione per raggiungerlo, lo strumento fornisce una serie di informazioni che sono memorizzate nelle mappe installate. Se non è specificato il nome nella variabile name = ... lo strumento segnala genericamente il tipo di POI (es. parking, bar, ecc.). Se oltre al nome sono presenti altre informazioni queste vengono visualizzate (solo quelle che gli autori della mappa hanno scelto di farle visualizzare, non tutte quelle inserite in OSM). Tutte queste variabili in OSM devono essere assegnate dal mappatore, una ad una o copiando le proprietà da altre entità e poi variando quelle che non sono uguali. E' ovviamente un lavoro lungo anche per la raccolta delle informazioni, c'è chi conserva gli scontrini degli esercizi commerciali o i biglietti da visita, chi li chiede ai proprietari, ecc. Le ricerche su web, problemi di copyright dei dati a parte, non sono sempre l'ideale perche i risultati potrebbero essere incorretti o non aggiornati.

Attenzione: ricordo che in OSM NON SI INSERISCONO, recapiti telefonici, email, ecc. di tipo PERSONALE e PRIVATO ma solo inerenti attività commerciali, professionali, enti pubblici e privati, associazioni, ecc. (quindi non si mettono in mappa l'ubicazione di casa propria per farsi trovare dagli amici o numeri di telefono propri o di altre persone, ecc.).

Vediamo quindi come inserire dette informazioni.

INDIRIZZI: i tag per inserire gli indirizzi sono le seguenti (vedi anche pagina WIKI):
  • addr:housenumber = ... definisce il numero o i numeri civici (essendo OSM basato su realtà estere è stato pensato come numero dell'edificio e non dell'ingresso all'edificio come accade in Italia). Se si assegna ad un POI si inserisce il numero dell'ingresso
  • addr:housename = ... nome della casa, se occorre per identificarla. In montagna molte case hanno un nome, dovremmo inserire solo se serve affettivamente come identificativo ufficiale.
  • addr:street = ... via dove si trova il POI
  • addr:postcode = ... codice di avviamento postale (CAP)
  • addr:city = ... città, paese o altro, in pratica il comune
  • addr:country = ... indica lo stato, con sigle secondo la codifica ISO 3166-1 alpha-2 (IT per l'Italia)
  • addr:full = ... note dell'utente per spiegare dove si trova il POI quando necessario (testo libero), simile al campo note =...
ALTRE INFORMAZIONI: sono website, telefono, fax ed emali. In OSM esistono ancora dei tag non più utilizzati che devono essere aggiornati a quelli nuovi.

TAG vecchi da non usare ma ancora presenti in OSM (non sempre supportati dai render):
  • phone = ... definisce il numero o i numeri di telefono (vedi pagina WIKI), è bene aggiungere il prefisso internazionale (+39 per l'Italia) ed il prefisso telefonico prima del numero (es +39 0125 xxxxxx)
  • fax = ... definisce il numero di fax, analogamente a phone = ... (vedere sempre la pagina WIKI di phone)
  • website = .... definisce il sito internet ufficiale (vedi pagina WIKI), la WIKI raccomanda di usare URL più brevi possibile (deve poter essere visualizzato sugli schermi dei gps)
  • url = ... alternativo al precedente (vedi pagina WIKI)
TAG nuovi da usare (vedi pagina WIKI):
  • contact:phone = ... numero di telefono (con le regole già viste)
  • contact:fax = ... numero di fax (con le regole già viste)
  • contact:website = ... URL sito internet (con le regole già viste)
  • contact:email = ...indirizzo email

Due parole sugli sports

Brevemente accenniamo a come individuare i luoghi attrezzati o dedicati a particolari attività sportive. Per definire uno sport il tag è:

sport = .... definisce un luogo o struttura dedicata alla pratica di una attività sportiva (vedi pagina WIKI)

Non essendo un tag fisico va associato ad elementi del territorio definiti già da altri tag (vedi la pagina WIKI per alcune combinazioni). Possiamo comunque attribuirlo ad un nodo (ad esempio all'interndo di un edifico), way o area (il campo di calcio). Nel mappare in montagna e nel mappare da foto aeree è facile individuare campi tennis, campi calcio, palestre roccia, ecc. per cui dovremmo inserirli in mappa. Escursionismo e l'alpinismo non compaiono fra gli sport, i sentieri su cui si praticano hanno spesso anche la funzione di "vie pubbliche", non nascono infatti specificatamente per questi sport. Fra gli sport che troviamo più facilmente vi sono:
  • sport = soccer ossia calcio (non utilizzare sport = football, non più usato)
  • sport = climbing ossia arrampicata libera o artificiale, non inteso come percorso alpinistico, è indicato per le palestre di roccia
  • sport = basketball ossia pallacanestro
  • sport = swimming ossia nuoto
  • sport = volleyball ossia pallavolo
  • sport = tennis
  • sport = gymnastic ossia ginnastica artistica e ritmica (non allenamento in senso generale)
  • sport = boules ossia gioco delle bocce (è possibile specificare il tipo di gioco)
Vedere la pagina WIKI per l'elenco completo, notare che alcuni sport, anche comuni, non sono stati inclusi (come il calcetto). Per mappare un campo di calcio, tennis o basket, oltre al tag sport =... potremmo taggare un nodo o, soluzione migliore, taggare una way chiusa che circonda il perimetro dell'area di gioco ed attribuirle un generico area = yes (caratteristica fisica) o leisure = pitch aggiungendo altri tag (surface = grass per l'erba, nome del campo name = ..., ecc.). Per mappare una palestra di roccia potremmo taggare un solo nodo oppure una linea che segue la  base della parete alla quale si attribuisce natural = cliff (parete rocciosa) come indicheremo nella Parte4. Potremo anche mappare una piscina con leisure = swimming_pool ed aggiungere sport = swimming, ecc. Per i centri sportivi potremmo definire l'intera area con una way chiusa, taggarla leisure = pitch (oppure un solo nodo magari in prossimità dell'ingresso) e individuare le varie aree all'interno (calcio, tennis, ecc.) come sopra, disegnando anche edifici, vie interne pedonali e non, parcheggi, fontanelle, altri elementi. Per mappare un palazzetto dello sport invece dovremmo disegnare l'edificio e potremmo indicativamente attribuire i tag sportivi a nodi posti al suo interno. Se si ha nome, indirizzo ed altre informazioni sul centro sportivo, palazzetto o campo (gestore, ecc.) è bene inserirle.

Uso del terreno (destinazione del territorio)

Definire le aree territoriali è un modo in OSM per consentire l'individuazione dell'uso o delle caratteristiche fisiche di ampie zone del territorio. E' un processo analogo alla colorazione delle tradizionali mappe cartacee e delle recenti mappe vettoriali per gps (come le Garmin Trekmap) che avviene durante il render associando campiture o colori alle aree in base ai diversi tag. In questo modo potremmo vedere visualizzato uno sfondo grigio sui centri abitati (aree residenziali) sul quale spiccano edifici e strade, una colorazione verde con grafica appropriata sulle foreste, ecc. Come si intuisce le aree in OSM non interessano solo i centri abitati ma l'intero territorio, potremmo dire che tutta la mappa OSM andrebbe ricoperta da aree. Possiamo usare questo termine anche perché disegnare le aree è indicativamente l'operazione conclusiveadella realizzazione della mappa: la presenza di un'area offusca un po' la visualizzazione sotto Josm e ne rende meno visibili gli elementi, per cui le aree andrebbero a mio parere disegnate quando la mappa è completa o quasi. In questo paragrafo esamineremo le aree che possiamo inserire in ambito urbano o legate ad esso, quelle di tipo naturale (foreste, pascolo, ecc.) verranno illustrate nella parte 4. Diciamo ancora che le aree territoriali sono way chiuse costituite da una superficie che possono sovrapporsi ad altre superfici della mappa lasciando vedere queste ultime mentre non sempre lasciano intravedere altre aree territoriali al loro interno (occorre usare i multi poligoni ossia creare aree attorno ad altre aree, a isole). Josm consente di unire aree sovrapposte ed anche con un tratto di way in comune con un semplice comando (se l'estensione è vasta anziché un'area territoriale unica si possono disegnarne diverse confinanti con nodi in comune e poi fonderle).

Il tag per le aree territoriali è:

landuse = ... definisce un'area territoriale con destinazione del suolo o d'uso omogenea (vedi pagina WIKI), letteralmente significa "uso del terreno"

Ovviamente è un tag da attribuire solo a ways chiuse (superfici), non a nodi o ways aperte. In ambito urbano le aree territoriali più usate sono:
  • landuse = residential, area residenziale (prevalenza di edifici abitativi)
  • landuse = industrial, area industriale (complessi industriali o edifici in prevalenza industriali)
  • landuse = commercial, area commerciale (grandi centri commerciali, non solo qualche piccolo negozio magari associato ad abitazioni)
  • landuse = construction, area di edifici in costruzione (tag provvisorio fino a che non verranno ultimati)
  • landuse = hospital, area di un ospedale in cui possiamo avere diversi fabbricati, vie interne, parcheggi, ecc.
  • landuse = school, analogo al precedente per una scuola, potrebbe essere un'università con diversi edifici, di solito le piccole scuole sono inserite in un'area residenziale
  • landuse = cemetery definisce un'area cimiteriale (già trattato)
  • landuse = military definisce un'area militare (caserme, poligoni di tiro, ecc.)
  • landuse = railway definisce un'area di strutture ferroviarie prevalentemente interdetta al pubblico(uffici, depositi, ecc.)
  • landuse = meadown definisce un'area di pascolo (molto utile in montagna)
Vi sono pagine WIKI esplicative di ciascuno di questi valori. L'uso delle landuse = residential consente di evidenziare l'estensione di un piccolo villaggio sulla mappa, in pratica si circonda l'abitato da una way chiusa e le si attribuisce il tag. Per grandi centri la procedura corretta invece è di creare l'area landuse = ...  all'interno di ciascun isolato, formato da un insieme di vie, senza coprire le vie stesse. Per case isolate, alpeggi e case sparse invece utilizzare landuse = residential sarebbe un po' fuori luogo, è soprattutto spazio di pascolo (l'alpeggio non è una zona residenziale), anzi si consideri piuttoscto landuse = meadown, specie quando l'alpeggio sorge in una zona di pascolo circondata tutt'intorno dal bosco (ottenuta anticamente con un duro lavoro di disboscamento, notare che molti alpeggi sono ora immersi nel bosco in zone cspugliose proprio a causa dell'abbandono degli stessi). In questi casi si disegnano solo gli edifici e si individua il luogo con un nodo e gli appositi tag (o si inserisce solo il nodo taggato).

Esempi di suddivisione in aree teritoriali omogenee a Verres

Esempi di suddivisione in aree territoriali omogenee a Verres (OSM - Mapnik)

Nell'immagine sopra vediamo due diverse zone Verres in cui sono state evidenziate le destinazioni d'uso del territorio. 

zone numerate con 1: assenza del tag landuse = ... (colore grigio chiaro), siamo fuori dall'abitato
zone numerate con 2: landuse = residential (colore grigio)
zone numerate con 3: landuse = commercial (colore rosa)
zone numerate con 4: landuse = industrial (colore violetto)

Sono visibili gli edifici (in grigio scuro), le aree di parcheggio (giallo e/o simbolo P), strada secondaria (colore rosa marcato), strada terziaria (colore giallo-arancio), autostrada (colore blu), strade residenziali e di servizio (colore bianco), corsi d'acqua (colore azzurro), ferrovia (linea nera e bianca), strade agricole (linee tratteggiate in marrone) ed alcuni POI. Sono anche visibili in verde alcune aiuole in prossimità della rotatoria all'uscita dell'autostrada (per le aiuole si può usare landuse = grass o area = yes assieme a surface = grass)

Concludo dicendo che la suddivisione in aree territoriali in OSM anche se su base PCN/Bing, va intesa come indicativa, non possiamo cioè avere la precisione di un piano regolatore, ed è suscettibile dell'intepretazione del mappatore.

Aree Rurali

L'utilizzo del tag landuse ci consente anche di mappare con un certo dettaglio le zone prettamente agricole di pianura e montagna. In questo paragrafo si vogliono dare però indicazioni essenzialmente riferite alla campagna del vercellese che, con opportune modifiche, possono servire anche ad altre zone agricole. Nele mappare la campagna incontreremo tutta una serie di elementi che già in parte conosciamo, si tratta solo di vedere come utilizzarli, alcuni del tipo naturale sono descritti nella Parte 4 - Elementi naturali del territorio e nella Parte 5 - Altri elementi di interesse escursionistico. Attualmente (2015) la campagna vercellese non è ancora molto mappata e, se la città stessa di Vercelli ha raggiunto un buon livello di dettaglio in OSM, i comuni minori della provincia e le stese cascine sono in gran parte ancora da inserire. Il mezzo migliore per coprire il territorio è ovviamente la bicicletta (MTB o Trekbike), le stagioni invece più consigliate sono primavera ed autunno, a meno di non amare particolarmente le nebbie invernali o il caldo afoso della pianura padana estiva. Sono stati anche proposti diversi percorsi cicloturistici in zone di pianura che utilizzano soprattitto le strade agricole (in terra) cercando di evitare per quanto possibile le strade di traffico veloce per motivi di sicurezza. Attualmente infatti nella campagna vercellese non esistono percorsi ciclistici dedicati (ciclovie) a differenza di altre zone come Emilia Romagna e Veneto. Ai ciclo-mappatori del Vercellese si raccomanda quindi produnza e rispetto del codice della strada. Ovviamente la conoscenza  del territorio anche in questo caso ha molta importanza

Tipico paesaggio del Vercellese alle porte della città

Tipico paesaggio del Vercellese alle porte della città con trekbike annessa

Le risaie tipiche delle provincie di Vercelli, Novara e Pavia (vedi wikipedia qua e qua), sono state realizzate a partire dall'epoca medioevale con un grande lavoro di spianamento dei terreni. Sono suddivise in "lotti" e circondate da una fitta rete di canali di varia portata, la cui manutenzione richiede un costante lavoro, la gestione dell'acqua è affidata a personale specifico (in zona sono detti "acquaioli") ed un sistema di chiuse consente la distribuzione e la regolazione delle portate. L'acqua nelle risaie non è mai ferma, un piccolo canale posto "a monte", preleva acqua dai canali maggiori e alimenta una serie di risaie dalle quali l'acqua passa ad altre poste a quote leggermente inferiori sino ad un altro piccolo canale di raccolta. Una rete di strade sterrate consente di spostarsi tra lòe risaie ed accedere alle cascine, piccoli agglomerati che quando le risaie vengono riempite a primavera (solitamente inizio aprile) sorgono dall'acqua come piccole isole.

Gli elementi da mappare sono molteplici:

RISAIE: possiamo mapparle come "terreno agricolo" e specificare il tipo di coltura. Useremo una way chiusa alla quale assegneremo il tag landuse = farmland (che in pratica significa terreno coltivato). Poichè le risaie sono separate fra loro da strisce rettilinee di terra larghe meno di un metro (in zona chiamate anche "corde") creeremo aree adiacenti lasciando un piccolo spazio bianco in corrispondenza di queste ultime, senza agganciare le way le une alle altre cioè. Questo nel render si traduce in un piacevole effetto grafico che richiama quello delle mappe cartacee.

Per specificare il tipo di coltura si usa il tag crop = rice (vedi pagina Wiki per i vari tipi di colture).

FABBRICATI RURALI: sono le classiche cascine (ovvero le fattorie locali), dovremo mappare gli edifici con building = yes e circondare tutta l'area della cascina con una way chiusa alla quale assgneremo landuse = farmyard (area di fabbricati rurali) e nome name = Cascina... Dobbiamo fare però attenzione che alcune cascine oggi hanno perso la loro caratterisrica di ruralità in quanto utilizzate a scopo abitativo (alloggi o altro), da proprietari o affittuari che agricoltori non sono. In questo caso, anche se la cascina conserva la sua denominazione (da inserire perchè servirà per localizzarla in mappa), l'area andrà taggata con landuse = residential. E' bene specificare con una nota (note =...) la motivazione di questa scelta in modo che altri mappatori non pensino ad un nostro errore e modifichino il tag in farmyard. All'interno dell'area della cascina potremo individuare i percorsi principali (track), eventuali fabbricati peculiari, silos, pompe d'acqua (amenity = drinking_water, tipiche del vercellese sono le pompe aspiranti), recinzioni (barrier = fence, barrier = gate per i cancelli), edicole votive (historic = wayside_shrine), ecc.

Attenzione:
gli stabilimenti di lavorazione del riso (riserie) NON sono fabbricati agricoli ma industriali e quindi vanno taggati come tali. Altro esempio di cascina non più rurale potrebbe essere la Cascina La Murasse a Verres, insieme di edifici del periodo medioevale, ora monumento storico e sede della Cominità Montana, biblioteca ed esposizioni, ecc., mantiene la sua denominazione ma non va taggata con landuse = farmyard.

CANALI: questa è una parte molto importante in quanto OSM è un ottimo strumento per avere una mappa della fitta rete di canali irrigui delle zone agricole, il problema principale è che, essendo in pianura, non sempre dalle foto aree è possibile stabilire con esattezza il verso di scorrimento dell'acqua, come invece accade nelle zone di montagna dove per la morfologia del territorio è ben evidente, andrebbe verificato sul posto canale per canale. Disegneremo delle way alle quali attribuire il tag waterway = ditch, layer = -1, source = pcn2006 o simile. Il layer di queste way va scelto tenendo conto oltre che delle strade che le scavalcano, anche del fatto che a volte i canali, dai principali a quelli minori, possono passare al di sotto di altri canali (il Canale Cavour ad esempio passa sotto il Fiume Sesia !). Il taw waterway = canal invece andrebbe attribuito solo ai canali principali (come il già citato Canale Cavour) ovvero quelli larghi almeno qualche metro, poichè nei render viene visualizzato con linee molto spesse. Una via di mezzo per i canali principali potrebbe essere waterway = stream, più marcato di ditch ma meno di canal (anche se tecnicamente non si tratta di torrenti). Un altro tipo di corso d'acqua del vercellese è la "roggia", che in pratica è un canale irriguo di dimenzioni maggiori, ma assume questa denominazione perlopiù nei tratti in cui attraversa l'abitato. Anche questi tipi di canali possono essere taggati con waterway = stream.

STRADE AGRICOLE: le abbiamo già viste nella pagina apposita, dirò qua soltanto che le strade del vercellese di tipo agricolo sono generalmente in terra compatta o alpiù ricoperte di ghiaia, onde avitare formazione di fango, sulla quale con la bicicletta ci si muove malissimo perchè la ruota "scava" nella ghiaia e sbanda. Assegnato quindi il tag highway = track, raramente troveremo surface = asphalt o surface = paving_stone, tracktype = grade1 (sebbene qualcuno lo utilizzi per le strade ricoperte di ghiaia a mio parere non è corretto per il motivo "ciclistico" di cui sopra), più facilmente useremo surface = ground (terra e sassi) o surface = fine_gravel (ghiaia) e tracktype = grade2 o grade3 (anche grade4 o grade5 se la strada è poco utilizzata e molto inerbata). Come in Valle d'Aosta è possibile trovare segnali di limitazione del traffico che fanno riferimento a leggi regionali. Le strade asfaltate che collegano paesi e/o cascine sono in genere strade di tipo unclassified o tertiary sulle quali è consentito anche traffico non agricolo. La strada di accesso alle cascine in alcuni casi passa sotto un androne, in questo caso si spezza la way in corrispondenza del perimetro dell'edificio e si attribuisce il tag tunnel = yes alla parte dell'androne (non serve attribuire anche un layer = -1).

Segnali di divieto su strade agricole alla periferia di Vercelli

Segnali di divieto su strade agricole alla periferia di Vercelli

PICCOLE FRAZIONI: se la cascina non è un complesso univoco ma costituisce a tutti gli effetti una piccola frazione di un comune (esempio Cascine Strà che è una frazione di Vercelli formata per l'appunto da cascine) anzichè utilizzare farmyard useremo il classico place =hamlet attribuito ad un nodo nel centro e landuse = residential. Attenzione: in alcune zone di montagna (Valsesia) il termine Cascina è usato per indicare quelli che in realtà non sono vere e proprie cascine, non nel termine di fattoria agricola, ma alpeggi. In questo caso è preferibile usare place = hamlet, mantenendo il termine "cascina" nel nome. Inoltre ricordo che i tag place = farm e landuse = farm non devono più essere utilizzati (vedi questa pagina Wiki).

ALTRI ELEMENTI: come sempre inseriremo tutto quello che possiamo inserire, soprattutto se effettuiamo sopralluoghi diretti nelle zone da mappare, indispensabili per avere un buon dettaglio, ovvero fontane, edicole votive, negozi (nei paesi), punti di raccolta rifiuti, cassette della posta, chiuse ed opere di derivazione dell'aqua, segnaletica per cicloescursionisti e/o turisti, lampioni stradali (highway = street_lamp), alberi (natural = tree), ecc.

Vediamo adesso un esempio da Josm

Cascina Fra Marco nei pressi di Vercelli vista in Josm

Cascina Fra Marco nei pressi di Vercelli vista in Josm

Nell'esempio sopra vediamo:

1 - i canali di adduzione delle acqua (waterway = ditch)
2 - la strada Vercelli-Olcenengo (highway = secondary)
3 - le strade sterrate (highway = track)
4 - le risaie in un punto ove lo stacco fra le due aree disegna una "corda" (landuse = farmland)
5 - i fabbricati della cascina (building = yes)
6 - l'area della cascina (landuse = farmyard, name = Cascina Fra Marco)

Ricordo sempre che le landuse non si devono sovrapporre per cui fra l'area della cascina e le risaie resta sempre un sottile spazio bianco.

Altri dettagli dei centri abitati

Vedremo qua altri elementi più particolari che contribuiscono ad aumentare il dettaglio della mappa soprattutto nei centri urbani ma che possono trovarsi anche al di fuori di essi.

TELECAMERE DI SORVEGLIANZA: l'argomento è abbastanza particolare in quanto OSM può essere utilizzato anche per una mappatura delle telecamere di sorveglianza pubbliche e non. In genere nei render non vengono visualizzate le telecamere, ma esiste una mappa apposita su base OSM, ovvero http://osmcamera.tk/ (il link si apre a Parigi, è consigliabile crearsi il link permanente o permalink all'area che ci interessa, si veda anche la pagina GPS - parte 6 - Cartografia per GPS). Questa mappa che si aggiorna molto velocemente per quanto riguarda le telecamere (una volta caricati i dati sul server e aperta la mappa nell'area interessata, basta premere F5 sul browser un po' di volte perchè visualizzi le modifiche), un po' meno per il render di sfondo, mostra le telecamere distinte in base al tipo fissa/rotante e per colore in base al tipo di sorveglianza con una area coperta indicativa.

Per mappare una telecamera posizioneremo un nodo in corrispondenza del punto della mappa dove si trova la telecamera (se su un edificio basta metterlo in prossimità della parete) ed attribuiremo una serie di tag che definiscono le caratteristiche della telecamera. Il primo tag da utilizzare è:

man_made = surveillance, definisce che il nodo rappresenta una telecamera (vedi pagina Wiki)

Aggiungeremo poi i seguenti tag per definire la telecamera ed il suo utilizzo:
  • camera:type = dome/fixed definisce se la telecamera è di tipo rotante (dome) o fissa (fixed)
  • camera:orientation = ... definisce l'azimut (angolo in gradi sessagesimali misurati in senso orario rispetto al nord) secondo il quale guardano le telecamere, soprattutto le fisse (in realtà possono essercene di rotanti che non compiono un giro completo)
  • camera:mount = pole/wall definisce se la telecamera si trovi su un palo (pole) o fissata su un muro (wall)
  • height = ... definisce l'altezza della telecamera in metri rispetto al terreno.
  • operator = ... definisce l'ente che gestisce la telecamera (come un Comune, un privato, ecc.), se non lo conosciamo verrà omesso o possiamo usare un generico public/private
  • name = ... definisce il nome della telecamera se presente (non il modello !) se non presente il render visualizza l'operator
  • ref = ... definisce un numero della telecamera all'interno di un sistema di videosorveglianza, se presente, potrebbe essere qualcosa come ZTL1 - ZTL2, ecc.
  • surveillance = indoor/outdoor/public definisce se la telecamera è interna ad un edificio, esterna (sorvaglianza degli accessi) o pubblica (sorveglianza di vie e piazze per sicurezza ed altro (ZTL = zone a traffico limitato)
  • surveillaince:zone = town/park/shop/bank ecc. definisce ancora di più l'ambito di utilizzo della telecamera
Potrebbe essere difficile valutare alcuni di questi tag: l'altezza ad esempio non è sempre misurabile con precisione, occorrerà stimarla così come l'orientamento (in base soprattutto all'angolo che la direzione forma con le pareti degli edifici limitrofi) e non sempre sapremmo chi gestisce la telecamera, ecc. Una volta inserite le telecamere in OSM è consigliabile aprire la mappa della sorveglianza http://osmcamera.tk/ e fare un controllo visivo su come vengono renderizzate le telecamere inserite. Questa mappa infatti rappresentza con una circonferenza l'area stimata coperta dalle telecamere rotanti (l'altezza influenza l'ampiezza dell'area) e con un "cono" di visuale l'area coperta da quelle fisse (la direzione dipende dal valore dell'azimut inserito per cui possiamo verificare subito se sia necessario modificarlo). La mappa inoltre distingue con colori diversi per le icone i tipi di telecamera : rosso per quelle pubbliche, blu per quelle di tipo outdoor (fuoriporta), verde per quelle di tipo indoor (interne), nero per quelle dove il tipo di sorveglianza non è stato speficifìcato. In questo modo, anche perchè cliccando sulle icone si apre una finestra con i tag della telecamera cliccata, possiamo controllare i dati inseriti.


Due telecamere di tipo survellaince = public

Due telecamere di tipo survellaince = public

Nella foto sopra vediamo due telecamere di sorveglianza di tipo "public", rotante la prima e fissa la seconda. Potremo mapparle come segue:

per la telecamera a sinistra:

man_made = survellaince
camera:type = dome
camera:mount = wall
heigh = ... (valore in metri)
survellaince = public
operator = Comune di ... (o similare)
ref = ... (se è noto)
name = ... (se è noto)

per la telecamera a sinistra (telecamera di accesso a ZTL):

man_made = survellaince
camera:type = fixed
camera:mount = pole
camera:orientation = ... (azimut)
heigh = ... (valore in metri)
survellaince = public
operator =  Comune di ... (o similare)
ref = ... (se è noto)
name = ... (se è noto)

Mappare le telecamere non è troppo difficile, per fare una mappatura abbastanza completa basta muoversi per i centri abitati a piedi con una stampa della mappa in mano o, in alternativa un notes, per schizzarsi la posizione, il tipo, l'orientamento, l'altezza ed altri dati delle telecamere stesse. Negli ultimi anni, con l'aumento della necessità di sicurezza dei cittadini e l'introduzione delle zone a traffico limitato (ZTL) nei centri storici, il numero di telecamere nei centri abitati è cresciuto enormemente, non è possibile percorrere più di 50 metri senza incontrane almeno una (si veda ad esempio il centro di Vercelli che è una delle città con il maggior numero di telecamere in rapporto al territorio in Italia, nel 2013, ma forse anche una dove i mappatori OSM sono più attivi). Come sempre in funzione di OSM noteremo molti dettagli dei luoghi in cui viviamo o frequentiamo che solitamente siamo portati ad ignorare completamente.

Due telecamere di tipo survellaince = outdoor

Due telecamere di tipo survellaince = outdoor che inquadrano accessi a fabbricati

Nella foto sopra vediamo due diversi tipi di telecamera a sorveglianza degli ingressi, piccola e probabilmente più moderna la prima, più appariscente e probabilmente antiquata la seconda (peraltro in un involucro  a protezione dagli agenti atmosferici). L'aspetto sferico della prima non deve trarre in inganno, sembra fissa verso l'ingresso che deve sorvegliare, ma non è detto che non possa ruotare anche se questa funzionalità non viene usata. Per entrambre useremo i tag:

man_made = survellaince
camera:type = fixed
camera:mount = wall
camera:orientation = .... (azimut)
heigh = ... (valore in metri)
survellaince = outdoor
operator =  ... (se è noto)
ref = ... (se è noto)
name = ... (se è noto)

In genere troviamo telecamere di tipo survellaince = public nei centri storici e presso "obbiettivi sensibili" perlopiù di tipo rotante o all'ingresso delle ZTL, di tipo fisso orientate in modo da riprendere, solitamente dal retro, le auto che entrano nella zona a traffico limitato. Troviamo invece telecamere fisse di tipo survellaince = outdoor in prossimità di ingressi pedonali o carrai (nel qual caso è bene inserire in mappa anche questi ultimi) di edifici pubblici, banche, gioiellerie, scuole, tabaccai, negozi in genere ma anche abitazioni private, rivolte verso l'ingresso stesso ma a volte in coppia anche nella direzione opposta (e spesso ve ne sono anche dietro l'angolo del fabbricato) ed anche sotto le pensiline dei benzinai, specie se self-service. Mapperemo anche l'attivita per la quale sono state predisposte. Non tutte le telecamere sono utilizzare per registrazione continua di immagni (fisse o filmati), alcune come quelle agli ingressi carrai spesso si attivano solo quando qualcuno chiede di entrare. Infine nelle telecamere da mappare non rientrano, o non dovrebbero rientrare, quelle dei videocitofoni.

DISPOSITIVI PER LA SICUREZZA (ANTINCENDIO E NON)

OSM si presta molto bene ad una mappatura dettagliata dei vari dispositivi di sicurezza e/o antincendio, di uso pubblico (ma ricordiamo che volendo è anche possibile una mappatura interna di edifici quali centri commerciali, strutture pubbliche ed altro) che può rivelarsi molto utile in molte situazioni di emergenza. Si pensi ad esempio un intervento dei Vigili del Fuoco che richiede una conoscenza precisa della posizione sul territorio di idranti, manichette, ecc. che possono anche rivelarsi difficoltosi da individuare (ad esempio in inverno sotto la neve) per eventuali componenti di una squadra non molto conoscitori della zona oppure nel caso gli stessi intervengano in località al di fuori del loro ambito abituale. Questo genere di problema mi è stato posto personalmente da componenti dei Vigili del Fuoco volontari di una località montana che frequento, soprattutto in luce di interventi di rinnovamento della rete di idranti di quel territorio comunale, ma come detto, in zone di campagna e montagna on è raro che i volontari (o professionisti) di un comune intervengano a supporto di colleghi di comuni limitrofi. Una mappatura dettagliata da stampare e conservare sui mezzi o anche da consultare online (basta un tablet con gps che mostra immediatamente la propria posizione su una mappa) possono velocizzare e migliorare le capacità di intervento.

A tal proposito preciso che OSM dispone di parecchi tag appropriati per mappare dispositivi antincendio (idranti, manichette, estintori, ecc.) ma anche dedicati ad emergenze di tipo diverso, come defribrillatori (in Val d'Ayas nel 2015 ve ne è almeno uno per comune, posizionato solitamente in prossimità del municipio, ma a volte si trovano presso scuole, per non parlare degli ospedali), oppure per la sicurezza in mare. La visualizzazione di questi dispositivi però non sempre avviene a cura dei render abituali di OSM (Mapnik ad esempio nel 2015 NON visualizza quasi nessuno di questi) ma esistono mappe appropriate.

In particolare per i dispositivi antincendio si consiglia di consultare www.osmhydrant.org (sito recensito anche nella pagina dedicata alle mappe per GPS/mappe OSM) che, su un render Mapnik, visualizza la posizione dei suddetti dispositivi ma consente anche di inserirli direttamente fungendo da editor online loggandosi con un normale account OSM (solo per i dispositivi, non consente la modifica degli altri elementi della mappa). Personalmente preferisco in ogni caso inserirli da un editor esterno, ovvero da JOSM, ma OSMHydrant è molto utile per verificare la mappa e per visualizzare quello che ci serve.

La mappatura di tali dispositivi richiede in ogni caso una mappatura MOLTO DETTAGLIATA e ben definita della zona in questione, soprattutto, come a me è successo personalmente, per operare in piccoli centri abitati con edifici molto vicini fra loro, ovvero nel caso di paesi di montagna dove per mappare bene i vari vicoletti fra le case sono necessari diversi sopralluogi e GPS. Effettuata questa, anche in primo abbozzo solo dalle foto aeree, si procederà al rilievo sul posto con stampe di prova, schizzi, macchina fotografica e GPS (ricordo comunque che nei vicoletti la ricezione dello strumento è bassa per cui il tracciato del gps può spostarsi anche di molto, attraversare edifici e confondere le idee, più utile quindi schizzare i vicoletti su una stampa di prova e fare fotografie, si intende sempre con discrezione). Ovviamente coglieremo l'occasione per perfezionare la mappa con tutti gli altri elemeti utili, ad esempio le fontane pubbliche che possono essere comunque di ausilio all'antincendio.

PER L'IMPORTANZA DI QUESTI DISPOSITIVI INVITO I MAPPATORI OSM AD INSERIRE SEMPRE IN MAPPA
ALMENO QUELLI FACILMENTE INDIVIDUABILI


anche perchè attualmente (2015) anche in zone mappate molto in dettaglio si nota che questi elementi sono stati spesso dimenticati :-(

OSM si presta molto bene al rilievo di dispositivi di questo tipo, come detto, essenzialmente per i seguenti motivi:
  • è gratuita e liberamente utilizzabile
  • è molto aggiornata o aggiornabile/modificabile in tempi rapidi senza costi aggiuntivi
  • incorpora molti elementi che possono servire a corredo (fontane, negozi, telefoni pubblici, sentieri, ecc.)
  • è disponibile online e su gps (l'ideale sarebbe avere mappe per gps dedicate all'antincendio/emergenza oppure sui dispositivi mobile applicativi dedicati, oltre che mappe tipo OSMHydrant).
in alternativa si potrebbero utilizzare, ad esempio, mappe catastali che NON sono gratuite, non sempre sono aggiornate e non sono aggiornabili in tempi brevi e con la facilità di OSM, inoltre le mappe catastali non riportano gli elementi del territorio (tra cui le fontane, muri di recinzione, ecc.) ma le delimitazioni delle proprietà.

Vediamo adesso i tag principali utilizzabili per i dispositivi di sicurezza e/o emergenza (quasi tutti si attribuiscono ad un nodo poichè in genere si tratta di elementi molto piccoli rispetto alla mappa):
  • amenity=fire_station individua la stazione dei Vigili del Fuoco (possiamo aggiungere altri dati quali name = ..., operator = ... e quelli relativi all'idirizzo ed al telefono, ecc.). Non è un dispositivo in senso stretto ma è bene inserirlo, così come eventuali ospedali, ambulatori, ecc.
  • emergency = fire_extinguisher individua un estintore (spesso presente vicino distributori di carburante, depositi di materiali infiammabili e carburanti, autorimesse pubbliche ecc.)
  • emergency = fire_hydrant individua un idrante (vedremo che in realtà vi sono vari tipi di idrante)
  • emergency = fire_hose individua una cassetta con manichetta ed idrante o manichetta da allacciare ad un idrante (vedremo un esempio)
  • emergency = phone individua un generico dispositivo per chiamate di emergenza, solitamente una colonnina con telefono o anche solo un interfono
  • emergency = siren individua un allarme antincendio o simile
  • emergency = defibrillator individua un defibrillatore di uso pubblico (non di reparto ospedaliero)
Per un elenco più completo vedere la apposita Pagina Wiki.

Ricordo che dal punto di vista dell'antincendio è utile mappare anche le fontane (amenity = drinking_water, amenity = fountain) e le piscine (leisure = swimming_pool).

Potremmo caratterizzare questi dispositivi con tag aggiuntivi (da OSMHydant ad esempio si possono definire le caratteristiche degli dranti in modo più friendly che da JOSM, il sito creerà gli appositi tag, il che consente anche di visualizzare sulla mappa stessa l'area "coperta" dal singolo idrante). In realtà lo stesso termine "idrante" è un po' generico perchè, come sa bene chi si occupa di sicurezza antincendio, ve ne possono essere vari tipi. Gli idranti sono solitamete collegati all'acquedotto comunale (il costo dell'acqua ricade così sulla collettività) nel qual caso in caso di necessità possono essere usati anche per approvvigionamento di acqua potabile (per riempire cisterne o autobotti ad esempio). In particolare nell'ambito delle mie mappature di tali dispositivi ho riscontrato i seguenti tipi di idranti:

Esempi di idranti antincendio (mappatura a Challand S.A. - estate 2015)
Il classico idrante a colonna fuori terra Una colonnina per l'irrigazione con attacco anche per le manichette VVF
1-Il classico idrante UNI 9485 a colonna fuori terra, soprasuolo,
con 2 attacchi DN70 ed uno DN100
2-Una colonnina per l'irrigazione con attacco
anche per le manichette VVF
Un idrante di vecchio tipo in una nicchia in muro di sostegno Un attacco per manichetta in un pozzetto (idrante sottosuolo)
3-Un idrante di vecchio tipo in una nicchia in muro di sostegno 4-Un attacco per manichetta in un pozzetto (idrante sottosuolo)

Alcune precisazioni:
  • il n° 1 è il classico idrante fuori terra a colonna che siamo abituati a vedere. Occorre però verificare se sia affettivamente operativo, ad esempio se viene rinnovato un impianto, può accadere siano ancora presenti idranti più vecchi ma non più utilizzati (se in una stessa zona sono presenti sia idranti nuovi che vecchi è probabile che questi ultimi siano in disuso ma non siano stati rimossi solo per motivi di economia). I Vigili del Fuoco in zona dovrennero sapere quali effettivamente sono operativi e quali no, quelli non operativi non andrebbero mappati perchè possono creare confusione ma qualcuno potrebbe poi inserirli pensando che sono stati dimenticati (si potrebbero mappare aggiungendo il tag disused = yes e una nota note = ... ).
  • il n° 2 non è un idrante in senso stretto ma una colonnina a cui si collegano tubi per irrigare orti (i due rubinetti in basso, più piccoli). Questa colonnina dispone anche di un attacco per le manichette dei VVF che di fatto la rendono un idrante anche se la pressione dell'acqua è diversa da quella dei veri idranti. Poichè destinata all'irrigazione la colonnina NON è collegata all'acquedotto ma ad una rete irrigua propria e operativa solo nella stagione fine primavera-estate-inizio autunno (quindi non utilizzabile in inverno) e di acqua NON potabile (a differenza dei veri idranti).
  • il n° 3 è un idrante di tipo vecchio (in questo caso siamo nel Comune di Challand S.A. e non è più utilizzato), è contenuto in un vano all'interno di un muraglione di sostegno di un terrapieno, chiuso da uno sportello (che in questa foto manca). Anche questo andrebbe non mappato o mappato con disused = yes.
  • il n° 4 è un idrante sottosuolo, in un pozzetto sotto la superficie stradale, in questo caso si tratta di un pozzetto dove trovano posto anche gli allacci all'acqua potabile di alcune abitazioni (a sinistra, fuori dalla foto), ma vi possono anche essere pozzetti contenenti solo l'idrante (ovvero una tubazione con l'attacco per la manichetta). Questi idranti sono i più difficili da individuare per chi non ne conosce almeno la posizione approssimata (se ad esempio il mappatore OSM non lavora in collaborazione con i VVF) ma sono anche quelli per i quali la mappatura OSM accurata si rivela più utile nel caso si debbano ricercare, ad esempio, sotto la neve.
Nota: per azionare gli idranti occorrono chiavi apposite in dotazione al Corpo dei VVF.

Per tutti questi idranti il tag, assegnato ad un nodo che, ricordo va posizionato sulla mappa con la massima precisione (anche un errore di pochi metri può fare perder tempo prezioso nel caso si debbano disseppellire dalla neve), il tag è emergency = fire_hydrant. Consiglio comunque di inserire delle note di commento (note = ...), specie per quelli sottosuolo. La ricerca degli idranti non è difficile, va ovviamente fatta nella bella stagione (onde evitare la neve) anche se può capitare di trovarne seminascosti da vegetazione, orti, baracche e depositi di materiale, ecc. Gli idranti moderni sono sempre (o quasi) verniciati di colore rosso proprio per essere più visibili, anche in caso di nebbia o fumo e dovrebbero essere equamente distribuiti sul territorio, nei centri abitati e soprattutto in prossimità di fabbricati particolari (scuole, alberghi, ecc.) o aree particolari (parcheggi, zone industriali, ecc.). A volte, perlomeno in montagna, possono trovarsi anche fuori dai centri abitati in zone boschive e non (nel Vallone di Chasten ad esempio sono presenti lungo la strada interpoderale perchè allacciati all'acquedotto che corre sotto essa). Come detto gli idranti più difficili da localizzare sono quelli sottosuolo e il problema per tutti è evitare (o taggare con disused = yes) quelli eventualmente non più operativi.

Nell'ambito della mappatura dei dispositivi antincendio pubblici è facile inoltre trovare le cassette con manichetta che può essere collegata direttamente ad una tubazione di alimentazione nella cassetta stessa oppure da prelevare e collegare ad un idrante esterno. Nella mia mappatura in zona Challand S.A. ho rilevato che in genere vi sono 1 o 2 cassette con manichetta (senza alimentazione diretta) per località abitata, spesso in prossimità di fontane. Le cassette possono essere esterne a muri o ricavate in nicchie, chiuse da un vetro che deve essere rotto SOLO per l'utilizzo, prassi non molto osservata perchè capita di trovarne prive del vetro e a volte chiuse da pannelli di legno posticci.

Esempi di cassette con manichetta
Cassetta con manichetta alimentata direttamente Cassetta con manichetta priva di alimentazione diretta
Cassetta con manichetta alimentata direttamente Cassetta con manichetta priva di alimentazione diretta

Nelle foto sopra vediamo due esempi di cassetta con manichetta, la prima alimentata direttamente (che si trova in una struttura ospedaliera), la seconda priva di alimentazione ed in questa foto anche del vetro che la chiude, situata in una frazione del comune di Challand S.A., che deve essere collegata ad un idrante esterno (visibile in alto a sinistra il bocchettone di allaccio). Le cassette alimentate direttamente sono ovviamente distibuite equamente all'interno o esterno di una struttura, per le altre ne bastano 1 o 2 nell'ambito di una zona ristretta (qua un piccolo centro abitato) da posizionare come occorre, una cassetta può inoltre anche contenere più di una manichetta. Le cassette sono disciplinate dalla norma UNI70 e la tubazione ha diametro 70 mm in modo da essere collegata agli idranti. Per entrambe il tag OSM è emergency = fire_hose.

Simili alle cassette con manichetta sono le cassette-naspo, ove il tubo è montato su un dispositivo avvogibile, alimentato direttamente e ha diametro 20-25 mm (UNI EN 671/1).

Vediamo infine un altro dispositivo di emergenza, non antincendio, ovvero il defibrillatore (DAE) posizionato in luogo pubblico:

Esempio di defibrillatore in cassetta all'esterno di edificio pubblico

Esempio di defibrillatore in cassetta all'esterno di edificio pubblico (municipio di Challand S.A.)

Come detto il tag è emergency=defibrillator. Openstreetmap.org nel render Mapnik non evidenzia questi dispositivi, così come quelli antincendio (ricordo che in ogni caso è sempre possibile cercare questi elementi della mappa con http://overpass-turbo.eu/ inserendo nel "wizard" i tag qua riportati).

OROLOGI PUBBLICI

Un altro elemento di tipi "cittadino" che possiamo inserire in mappa sono gli orologi pubblici. Li troviamo per le strade montati su pali o affissi agli edifici, presso negozi, farmacie, bar, ecc. e su torri civiche, palazzi pubblici, scuole e campanili ma anche all'interno di edifici pubblici come stazioni ed ospedali. Inoltre ricadono in questa categoria anche gli "orologi solari" ovvero meridiane e simili di tipo antico e moderno. Tutti questi orologi possono venire mappati con un punto (nodo) al qual eassegnare il tag:

amenity = clock, definisce che il nodo rappresenta un orologio pubblico (vedi pagina Wiki)

A questo tag possiamo aggiungerne altri che aiutano a definire meglio il tipo di orologio, come è posizionato ed altre caratteristiche. Potremo ad esempio aggiungere per il supporto che sostiene l'orologio::
  • support = pole se l'orologio è montato su un palo
  • support = wall_mounted se l'orologio è montato su un muro (come lo è quello di un campanile)
  • support = billboard se l'orologio è inserito in un pannello (tabellone turistico o simili)
  • support = ground se l'orologio è nel terreno (potrebbe essere uan meridiana di tipo orizzontale)
e per il tipo di display:
  • display = analog se l'orologio è di tipo analogico (il classico orologio con lancette)
  • display = digital se l'orologio è di tipo digitale (come quelli con numeri luminosi presso negozi e farmacie)
  • display = sundial se si tratta di una meriana
  • display = unorthodox se si tratta di un orologio particolare (ad acqua, ecc.)
La Wiki suggerisce altri tag meno usuali o più difficili da definire come ad esempio:
  • visibility = house (se è leggibile sino a 5 mt) / street (se è leggibile da 5 a 20 mt) / area (se leggibile da oltre 20 mt)
  • date = yes/no (a seconda che visualizzi la data del giorno come spesso fanno quelli digitali, se il tag non viene inserito si ipotizza date = no)
  • thermometer = yes/no (a seconda che visualizzi la temperatura come fanno spesso quelli digitali, se il tag non viene inserito si ipotizza thermometer =no)
  • barometer = yes/no (se visualizza la pressione atmosferica/meteo, se il tag non viene inserito si ipotizza barometer = no)
  • hygrometer = yes/no (se visualizza la % di umidità, se il tag non viene inserito si ipotizza hygrometer = no )
  • faces = .... numero delle facce (su alcune torri o campanili l'orologio ha quadranti disposti su più di una parete, se il tag non viene inserito si ipotizza faces = 1)
Potremo anche aggiungere altri tag che già conosciamo come name = .... se l'orologio è conosciuto con un nome, historic = yes se l'orologio o la meridiana sono antichi, note = ... se vogliamo aggiungere qualche annotazione, operator = ... se vogliamo inserire chi gestisce l'orologio (un privato, un ente, una amministrazione),  ecc.

Vediamo adesso qualche esempio di orologio pubblico con i relativi tag::

Esempi di orologi pubblici a Vercelli
Orologio digitale presso un bar
Orologio su torre (stazione FFSS)
Orologio digitale presso un bar. Possiamo mappare con
amenity = clock
support  = wall_mounted
display = digital
date = yes
thermometer = yes
visibility = street
faces = 2 (una per lato)
Orologio su torre (stazione FFSS). Possiamo mappare con:
amenity = clock
support = wall_mounted
display = analog
visibility = area
faces = 1

Orologio su palo (p.zza Mazzini) Meridiana su facciata edificio (centro storico)
Orologio su palo (p.zza Mazzini). Possiamo mappare con:
amenity = clock
support = pole
display = analog
visibility = area
faces = 2 (una per lato)

Meridiana su facciata (centro storico). Possiamo mappare con:
amenity = clock
support = wall_mounted
display = sundial
visibility = street
historic = yes
faces =1


Per chi si chiedesse perchè gli orologi pubblici sono ancora oggi spesso di tipo analogico (cioè con lancette) dirò che rispetto agli analoghi digitali hanno il vantaggio di poter essere letti da distanze maggiori grazie alla sola posizione delle lancette (ovvero anche quando la distanza non consenta di leggere bene i numeri del quadrante).

vai alla Parte 4 - Elementi naturali del territorio


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