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Col termine EMERGENZA indichiamo una situazione di pericolo immediato o potenziale REALE dal quale può dipendere la salute e/o la vita nostra o di altre persone che possiamo incontrare sul nostro cammino, alla quale spesso non riusciamo a fare fronte con le nostre sole forze e dobbiamo ricorrere all'aiuto di personale esterno qualificato e preposto, quali il Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Volontari del Soccorso ed altri. Sono piccole emergenze anche quelle alle quali possiamo fare fronte con le nostre forze (ad esempio problemi medici ai quali possiamo porre rimedio, almeno in un primo momento, con i presidi sanitari di cui disponiamo). Non vanno invece confuse con le emergenze, tutte quelle situazioni banali, di falso allarmismo e/o falso malessere (semplice stanchezza, mancanza di allenamento, fretta personale o altro) in cui allertare altri escursionisti, Soccorso Alpino, ecc. creerebbe solo panico e distoglierebbe il personale addetto ai soccorsi da situazioni ben più importanti dove c'è veramente bisogno di loro.

In genere con il termine di EMERGENZA si pensa quella medica, che è la più frequente in quanto l'escursionismo, malgrado la prudenza e le precauzioni, resta sempre, come tutti gli sports e le attività umane in generale, non privo di rischi. Ma l'escursionista o, semplicemente, chi si trova a vivere in montagna anche per brevi periodi, lontano dalle città dove solitamente i soccorsi sono più facili e veloci, può trovarsi ad affrontare altre situazioni come gli incendi, le calamità naturali (alluvioni, frane) ed altro. Esamineremo quindi questi diversi aspetti.

Emergenza medica

E' bene ricordare che il rischio è sempre presente in qualsiasi attività umana (non solo sportiva, anzi , a volte la città è più pericolosa della montagna) e non può mai essere completamente eliminato. Ma può essere comunque ridotto. Una preparazione fisica adeguata (senza essere dei Superman), abbigliamento ed attrezzatura adatti (in particolare le scarpe), alimentazione corretta, prudenza e conoscenza dei propri limiti contribuiscono già ad abbassare la soglia di rischio. E' richiesta un'attenzione particolare nel caso che all'escursione partecipino bambini e/o ragazzi o persone non allenate e non abituate a muoversi in montagna, da parte dei membri del gruppo più esperti, senza avere la pretesa che essi si comportino da accompagnatori di montagna professionisti veri e propri. Inoltre ricordarsi di segnalare la propria meta ai rifugi dove si fa tappa, anche firmando il libro del rifugio, soprattutto in caso di escursioni impegnative, segnalare l'ora prevista per il rientro, mai andare da soli e considerare sempre le condizioni meteorologiche ed il bollettino nivologico (in caso di escursione invernale o se c'è persistenza di neve) rinunciando, se occorre, all'escursione.

Elisoccorso in Valle d'Ayas

Elisoccorso in Valle d'Ayas (8 aprile 2007)

Un ausilio alla sicurezza è costituito da:
  • telefono cellulare (utile, ma ricordate che nei valloni la ricezione spesso è difficoltosa, migliora su vette e creste)
  • kit di primo soccorso (indispensabile)
  • gps (utile per segnalare la vostra posizione in mancanza di riferimenti chiari e riconoscibili della zona, ma occorre comunicare la stessa ai soccorritori a mezzo telefono, radio o altro)
  • radio, se presente (ma ricordate che la portata, anche se elevata in campo aperto, si riduce notevolmente in caso di valli strette, rocce, alberi ed altri ostacoli)
  • apparecchiatura "ARVA", pala pieghevole da neve e sonda, praticamente obbligatorie per gite scialpinistiche (la cui trattazione esula dal presente sito, potete comunque trovare in rete numerose informazioni in merito)
Quando invece occorre chiedere soccorsi esterni ? In tutte le situazioni in cui il pericolo è reale: fratture (con la conseguenza di impossibilità di scendere a valle con le proprie forze), con il pericolo di aggravare la situazione muovendo l'infortunato, incidenti dovuti a frane e/o valanghe, smarrimento (soprattutto in caso di maltempo), malessere grave (edema polmonare e simile), ecc.

In tutte queste situazioni occorre MANTENERE LA CALMA (più facile a dirsi che a farsi), tranquillizzare l'infortunato e mantenerlo fermo ed al caldo (indumenti, coperta di sopravvivenza), prestare le prime cure SE SI E' IN GRADO, chiamare il Soccorso Alpino a mezzo telefono (se possibile) o radio segnalando la posizione e le condizioni del ferito e seguendo le prime istruzioni che vengono date dai medici. E' bene comunicare i propri dati anagrafici e quelli del ferito, oltre al vostro numero di cellulare (nel caso si interrompa la comunicazione, verrete richiamati). Nel caso non infrequente che il telefono non "abbia campo" occorre raggiungere al più presto una posizione conosciuta ove la ricezione sia possibile oppure, in genere, un punto elevato come una cresta o una vetta esposta a valle, lasciando, se possibile qualcuno insieme all'infortunato.

Si riportano di seguito i numeri utili

118 EMERGENZA SANITARIA
(Soccorso Alpino)
800-319319 PROTEZIONE CIVILE
VALLE D'AOSTA
161.300 MHz FREQUENZA RADIO
PER CHIAMATE DI SOCCORSO (*)

(*) frequenza di emergenza internazionale, Canale E, deve essere utilizzata solo per richieste di soccorso. Attenzione: malgrado le stazioni di ascolto dislocate sul territorio, può non esserci copertura dove vi trovate per vari motivi. Vedi anche sul sito ufficiale della Regione Valle d'Aosta a questa pagina. L'uso di questa frequenza però in Italia non è ancora ben regolamentato dalle norme.

ATTENZIONE: PROSSIMAMENTE IL NUMERO TELEFONICO DI RICHIESTA SOCCORSO IN TUTTA EUROPA SARA' IL 112, se ne parla in questo articolo

Aggiornamento del 21 luglio 2017: da fine primavera/inizio estate 2017 il n° 112 è attivo come numero unico per le emergenze in Valle d'Aosta.

Volantino che avvisa dell'attuazione del n° unico 112 per le emergenze

Volantino che avvisa dell'attuazione del n° unico 112 per le emergenze
(clicca sull'immagine per ingrandire)

Ricordiamo inoltre i segnali internazionali di soccorso:
  • Per una chiamata di soccorso: emettere richiami acustici (comodo un fischietto) o ottici (specchio, luci) in misura di 6 al minuto (uno ogni 10 secondi), seguiti da un minuto di intervallo, quindi continuare sino a quando si ha la certezza di essere stati individuati.
  • Per una risposta di soccorso: emettere richiami acustici o ottici in misura di 3 al minuto (uno ogni 20 secondi), seguiti da un minuto di intervallo, quindi continuare sino a quando si ha la certezza di essere stati individuati.
E' fatto obbligo a chi intercetti una chiamata di soccorso di avvertire al più presto il posto di chiamata o la stazione di soccorso alpino più vicini.

L'elicottero fotografato dalla Becca di Nana (19 luglio 2008)

L'elicottero del Soccorso Alpino Valdostano fotografato dalla Becca di Nana (19 luglio 2008)

In genere il soccorso alpino, in montagna, per questioni di velocità giunge dal cielo grazie agli elicotteri bianco-rossi del soccorso alpino e/o protezione civile (in merito all'atto della chiamata può essere necessario fornire informazioni su possibili zone adatte all'atterraggio degli stessi). Per farsi rintracciare agevolmente dall'elicottero, è opportuno ricordare i seguenti segnali:
  • SERVE SOCCORSO: in piedi con le braccia distese in alto, allargate in modo da formare una Y (yes):
  • NON SERVE SOCCORSO: in piedi con un braccio teso in alto, inclinato come nel caso precedente, ed uno teso verso il basso, inclinato dalla parte opposta ed allineato all'altro come a formare la parte centrale della lettera N (no);
E' utile ricordare che, se non vi è una vera emergenza (ovvero se non vi è ricovero ma la questione è un po' ad interpretazione, in internet vi sono molti dibattiti al riguardo di cosa può essere considerato vera emergenza), l'intervento dell'elicottero viene addebitato al chiamante, o perlomeno viene addebitata una quota che può variare da regione a regione. In Valle d'Aosta avviene dal 2006 e nel 2010 questo "ticket" è circa 800-850 Euro per i cittadini italiani, mentre è molto più elevato per gli stranieri. Chi è socio CAI però gode di una assicurazione infortuni e responsabilità civile che copre le spese dell'elicottero fino ad una certa franchigia (va comunque pagato il "ticket" e poi presentata richiesta di rimborso tramite la sezione CAI di appartenenza, informarsi presso la propria sezione CAI, in pratica occorre compilare un modulo ed inviarlo al C.N.S.A.S. allegando copia della fattura e dei bollettini pagamento con i dati relativi all'infortunato, alla propria banca per il rimborso ed altri descrittivi dell'infortunio e/o malore, periodo di eventuale ricovero, luogo del soccorso e del tipo di intervento di soccorso ricevuto). Nel 2010, stante l'aumento dei casi di richiesta di intervento "inappropriata", la questione è stata dibattuta più volte su quotidiani e telegiornale regionale.

Informazioni possono essere reperite sul Sito Ufficiale della Regione Valle d'Aosta a questa pagina.

Emergenza incendi ed altre emergenze localizzate

Anche in questo caso occorre ricordare che in valle d'Aosta, oltre ai professionisti del Corpo Vigili del Fuoco, la sorveglianza, la prevenzione e l'intervento in caso di incendio e di altre calamità naturali (si pensi all'Alluvione del 2000 che ha sconvolto parte della regione ed ai più recenti interventi nel maggio 2008, in occasione di uno stato alluvione, anche se di minor entità, che ha nuovamente interessato Piemonte e Valle d'Aosta, ma anche in diverse altre situazioni) è assicurato anche da circa 1600 Vigili del Fuoco volontari suddivisi in 76 distaccamenti che hanno sede in 73 dei 74 comuni della valle, derivanti da una tradizione storica di servizio e volontariato caratteristica delle zone di montagna.

Mezzi vari della Protezione Civile e Vigili del Fuoco

Mezzi vari della Protezione Civile e Vigili del Fuoco
(manifestazione "C'è Protezione Civile", 21 marzo 2010 , Caresanablot-VC)

Il nostro contributo giornaliero, oltre alle regole di comportamento (una per tutte: mai cucinare con fuochi liberi, ma anche tante altre) può avvenire in quanto dall'alto delle montagne spesso possiamo essere testimoni (ed a volte i soli testimoni) di un principio di incendio che nel giro di pochi minuti può svilupparsi sino a divorare i boschi o i pascoli di una vasta area, mettendo a rischio, oltre che l'ecosistema ed i suoi animali, anche la sicurezza nostra o di altre persone in zona, di case e altro.

Attenzione: anche se non è il loro compito, escursionisti, alpinisti ed appassionati di montagna con la loro sola presenza rappresentano un grande sistema di monitoraggio del territorio in rapporto al pericolo di incendi, il Corpo Forestale non può vigilare ovunque e nello stesso momento.

In questo caso, senza perder tempo, vista la rapidità con cui gli  incendi si propagano e senza aver timore di dare un allarme che qualcuno potrebbe aver già dato prima di noi, occorre avvisare il Corpo dei Vigili del fuoco, fornendo al contempo una serie di informazioni che possono essere utili all'individuazione dell'incendio (o, nel caso di un evento calamitoso, alla localizzazione dell'emergenza) e ad una prima valutazione dei mezzi appropriati per l'intervento.

115 VIGILI DEL FUOCO
1515 CORPO FORESTALE
DELLO STATO

Oltre al personale a terra, l'intervento (in caso di incendio soprattutto) si attua spesso a mezzo elicottero, per cui occorre poter fornire, se richieste, anche indicazioni atte all'attività di quest'ultimo. In ogni caso è bene essere preparati a fornire queste informazioni:
  • lasciare i propri dati (nome e cognome) ed eventualmente recapito telefonico (nel caso la comunicazione si interrompa verrete eventualmente richiamati);
  • descrivere con calma l'emergenza (incendio, frana, evento alluvionale, ecc.) fornendo le indicazioni che vengono richieste, eventuali persone coinvolte (numero, gravità dell'incidente ecc.);
  • comunicare la località dell'incidente o del principio di incendio (punti di riferimento chiari, specialmente individuabili dall'alto se si è in alta montagna), vie di accesso (se si è in prossimità di strade) per mezzi di soccorso ed ambulanze, eventualmente portandosi, se possibile, in un punto dove i mezzi di soccorso possono arrivare agevolmente per incontrarli e dare indicazioni più precise. Anche in questo caso può essere utile fornire le coordinate GPS della propria posizione;
  • richiamare, mentre si aspettano i soccorsi, per segnalare novità o aggravamenti della situazione.

Le calamità naturali (terremoto, alluvione, altre emergenze)

Quanto detto vale per una emergenza localizzata (incidente, frana od incendio). Esistono comunque tutta una serie di norme comportamentali, reperibili su siti e pubblicazioni della Protezione Civile ai quali si è fatto riferimento per la realizzazione di questa pagina, che qua verranno riportate in breve. La Regione Valle d'Aosta ha inoltre distribuito, in seguito all'alluvione del 2000, il volume "Elementidi protezione civile" che oltre ad illustrare l'organizzazione della Protezione Civile in valle, riporta consigli e avvertenze so cosa fare PRIMA, DURANTE e DOPO un evento catastrofico (lo trovate recensito in Bibliografia, nella sezione Storia, cultura ed altro). Tralasceremo comunque le emergenze che esulano dal territorio montano (maremoto, rischio radioattivo, ecc.). 

Occorre comunque ricordare che, per la natura del territorio montano, lo stesso evento può colpire zone diverse in modo diverso. Ad esempio,  facendo riferimento all'alluvione del 2000: se nelle zone di bassa valle (Donnas innanzitutto, dove la valle è stretta) il problema maggiore è stato l'aumento della portata d'acqua della Dora Baltea con il conseguente straripamento degli argini ed allagamento degli abitati siti sulle rive (acqua alta alcuni metri) mentre i paesi situati allo sbocco di valloni stretti (che hanno raccolto acqua su vaste aree per riversarla a grande velocità a valle) sono stati sommersi da un mare di fango e detriti (Nus e Fenis), nelle valli laterali si è assistito essenzialmente ad una serie di frane più o meno localizzate che hanno danneggiato strade ed impianti (acquedotti ed elettrodotti) con conseguente blocco della viabilità. Non possiamo dimenticare comunque quelle abitazioni situate in prossimità dei torrenti delle quali, ancor oggi (2010) restano in piedi pochi muri, troncate verticalmente dalla furia delle acque (ve ne sono ancora verso Gressoney).

In ogni caso, riprendendo come detto quanto raccomandato dalla Protezione Civile, esistono alcune norme preventive, che ciascuno dovrebbe ricordare soprattutto se abita in zone più a rischi di altre (in prossimità di un torrente o allo sbocco di una valle stretta ad esempio), anche se non sempre si può essere pronti a tutto. E' compito dei comuni (del Sindaco in primo luogo) organizzare la prevenzione, con piani di sgombero ed evacuazione, che devono anche individuare come e dove organizzare i soccorsi (aree sicure) mentre la Protezione Civile avrà il compito di intervenire e di coordinare le organizzazioni presenti, volontari ed altro. Ciascuno di noi nel suo piccolo può dare il suo contributo, oppure dimostrarsi pronto a fronteggiare la sua emergenza sul piano personale. Come escursionisti possiamo inoltre ricordare che la nostra attrezzatura (nonché l'abitudine a cavarcela da soli sulle montagne) possono essere molto d'aiuto, a noi ed a chi necessita, basta pensare agli abiti, ad un fornello a gas, lampada frontale, saccoletto, tenda, kit medico, radio, ecc. per tacere del fatto che, se le strade sono interrotte, la possibilità di muoversi per sentieri (noti o orientandoci come sappiamo) o valichi può essere indispensabile.

Resto dell'idea comunque che corsi di prevenzione dovrebbero essere obbligatori non forse a livello comunale ma soprattutto a livello scolastico, magari con la possibilità (o l'obbligo) visto che il servizio di leva non esiste più, di fare per i giovani dei periodi in Protezione Civile o enti analoghi, come del resto viene fatto in paesi più "progrediti" del nostro. Fatta questa premessa, analizziamo i consigli per le calamità naturali.


NORME GENERALI DI PREVENZIONE

In casa, luogo di lavoro, residenza, ecc. occorrerebbe sempre essere pronti ad una possibile emergenza. Non è sempre possibile prevedere cosa e quando succederà ma alcune previsioni sia di tipo statistico, sia di tipo ambientale, possono darci un'idea di cosa potrebbe accadere. Gli eventi alluvionali, ad esempio, avvengono perlopiù nei periodi autunnale o primaverile, in corrispondenza con l'aumento della piovosità. Ma un temporale estivo potrebbe essere la causa scatenante di un vento franoso che era già in preparazione da tempo. Come detto, la conformazione del territorio, contribuisce allo svolgersi dell'evento decretando spesso lo sviluppo di conseguenze piuttosto che altre. Eventi sismici in Valle d'Aosta ad esempio sono piuttosto rari (è classificata tra le zone meno sismiche di Italia) ma non impossibili (una leggera scossa di terremoto si è avuta nella Valpelline nel marzo 2010, altre in altre zone, sempre lievi, nel 2011). Per essere pronti, per quanto possibile, ad una qualsiasi emergenza ed in caso di preallarme, si dovrebbe:
  • avere sempre in casa a portata di mano numeri telefono per emergenze, localizzazione delle aree di primo soccorso nel comune e nominativi a cui fare riferimento in caso di sgombero dell'abitazione stessa;
  • disporre sempre di un kit medico, medicinali (controllare sempre le scadenze) per le prime necessità e medicinali appositi per chi in famiglia ha patologie particolare o deve seguire cure particolari (perché in casi di collegamenti stradali interrotti diventa difficile approvvigionarsene);
  • disporre di almeno una torcia elettrica o lampada frontale a pile (con cura di economizzarle il più possibile nel caso di interruzione dell'energia elettrica o si debba pernottare fuori casa). Sono utili, in questo caso, le torce a dinamo, in quanto non hanno il problema della ricarica.
  • disporre di una radio a batteria, per ascoltare i notiziari e le previsioni meteo od altro, anche in questo caso con l'accortezza di economizzare le batterie. Esistono inoltre apposite radio di emergenza funzionanti anche a dinamo, con funzioni accessorie (come ad esempio la possibilità di ricaricare telefoni cellulari, luce lampeggiante e sirena);
  • disporre di una adeguata scorta di acqua potabile, nel caso venga danneggiato l'acquedotto o non si possa essere sicuri che le fonti comunemente utilizzate non siano inquinate. Il fabbisogno d'acqua può essere calcolato in circa 2 lt al giorno per persona, l'ideale sarebbe disporne abbastanza per tutti i componenti del nucleo famigliare, per almeno 4-7 giorni (senza dimenticarci degli animali);
  • disporre sempre di scorte di viveri a lunga conservazione (scatolame, pasta, farina per polenta, ecc.) anche in rapporto chi deve seguire diete particolari (cieliachi, diete ipoproteiche, ecc.);
  • sono utili, come detto, tutte le altre attrezzature di uso escursionistico, per cui è bene che siano sempre in perfetta efficenza;
  • può essere utile una carta della zona per individuare strade e sentieri alternativi a quelli eventualmente danneggiati (ottime a tale scopo le mappe escursionistiche);
  • sapere sempre dove sono documenti, prescrizioni mediche particolari (ritorniamo quindi al discorso di persone oggetto di cure mediche continuative o con patologie particolari), oggetti di valore ed avere una certa riserva di denaro liquido onde evitare problemi con sportelli bancomat o simili non raggiungibili o non funzionanti;
  • altre cose utili nella "borsa per le emergenze" sono un coltello multiuso ed un fischietto per segnalare la propria presenza;
  • porre paratie a protezione dei locali più bassi, chiudere porte e finestre (se c'è preallarme alluvione);
  • una buona norma sarebbe avere in casa un estintore (obbligatorio se vi sono impianti di riscaldamento a gas con serbatoio interrato in cortile/giardino) e verificarlo periodicamente come da norme VV.F.;
  • (a mio parere) i comuni dovrebbero dotarsi, radio a parte, almeno di un telefono cellulare satellitare e/o collegamento internet satellitare.
Oggetti come kit medico, medicinali vari, radio, ricetrasmittenti, numeri di telefono e documenti vari, viveri di emergenza ecc. possono costituire una sorta di kit per le emergenze che, se non a casa di ciascuno di noi, dovrebbe almeno essere presente in quelle abitazioni che si trovano in zone particolarmente a rischio. Come si vede dai collegamenti alle pagine di attrezzature di questo stesso sito, l'attrezzatura da escursione si rivela molto utile.

Ricordiamo inoltre che, purtroppo, gran parte del territorio italiano è soggetto a rischio sismico (terremoti) o idrogeologico (alluvioni, frane).

NORME GENERALI DURANTE L'EVENTO CALAMITOSO

In questo caso potremmo avere alcune indicazioni valide per ciascun tipo di evento (terremoto ed alluvione ad esempio) mentre altre più specifiche solo per uno di essi. In ogni caso ricorderei che il nostro territorio comprende strutture ed opere realizzate dall'uomo che possono dare luogo a problemi di tipo diverso rispetto a quelli creati dall'evento nel solo ambiente naturale. Mi spiego: se in una zona boschiva o di alta montagna una precipitazione meteorica eccessiva può scatenare frane (in roccia o in terra) con stravolgimento del territorio, alberi abbattuti, franamento di sentieri ecc., negli abitati vengono coinvolti, edifici, strade, mezzi di trasporto, impianti, ecc.Tubazioni del gas danneggiate, in prossimità di elettrodotti, possono dare luogo ad incendi mentre ponti e sottopassi possono diventare trappole mortali. Possiamo riportare le seguenti norme comportamentali:
  • mantenere la calma;
  • in caso di abbandono di edificio a più piani NON usare l'ascensore ;
  • dare l'allarme come si è già detto a 118 (emergenza sanitaria) 115 (incendio o alluvione) o 113 (pronto intervento);
  • utilizzare i telefoni cellulari (se funzionanti) in modo essenziale e parsimonioso per non sovraccaricare le linee;
  • utilizzare eventuali apparati radio in modo da non intralciare le comunicazioni della protezione civile, ev. collaborare (anche con i PMR 446);
  • non usare l'auto se non strettamente necessario (pericolo di ingorghi e strade danneggiate);
  • disattivare tutte le utenze elettriche, idriche, gas (anche serbatoi interrati) onde evitare che possano verificarsi incendi, spegnere stufe e caldaie;
  • evacuare l'edificio, se necessario, in modo ordinato e seguendo le indicazioni dei soccorritori, recarsi nelle zone sicure predisposte allo scopo;
  • non usare candele o fiammiferi per illuminare durante l'evento (potrebbero esserci fughe di gas);
  • mantenersi aggiornati sulla situazione con radio e radio ricetrasmittenti (se la televisione non è funzionante);

NORME PARTICOLARI IN CASO DI INCENDIO
  • dare l'allarme ai VV.F. (115);
  • se ci si trova nei boschi cercare di spostarsi verso valle: gli incendi tendono a risalire la montagna, così come il fumo che è la causa prima di morte in caso di incendio (soffocamento);
  • proteggersi dal fumo con un fazzoletto umido;
  • se in montagna, non ripararsi in anfratti, posti chiusi o altro, ovvero in posti dove può esservi accumulo di fumo;
  • se in montagna, o comunque all'esterno, gettare acqua sulle fiamme se possibile o battere il fuoco con frasche e pale (gettare terra);
  • se in edificio, utilizzare gli estintori puntando alla base delle fiamme;
  • se in edificio utilizzare eventuali scale, uscite di sicurezza, seguire il piano di evacuazione;
  • in caso di presenza di fumo spostarsi tenendosi bassi e prossimi al pavimento;
  • eventualmente rifugiarsi in bagno (presenza di acqua e rivestimenti meno infiammabili);
  • non salire sul tetto o in luoghi alti (il fuoco ed il fumo tendono ad andare in alto);
  • non ripararsi in ambienti senza aperture verso l'esterno;
  • non entrare in locali ove vi sono sostanze tossiche, facilmente infiammabili o che possono dare origine a fumi tossici (vernici, materiali plastici o sintetici);

NORME PARTICOLARI IN CASO DI TERREMOTO
  • all'esterno: tenersi lontani da edifici, cornicioni, alberi, rocce (specie se fessurate), argini di fiumi o torrenti, linee elettriche, impianti vari, andare in spazi aperti;
  • all'interno di edifici: ripararsi sotto un tavolo o un letto, restare in prossimità dei pilastri in cemento armato e strutture portanti, allontanarsi dalle pareti esterne e dai vetri (possono scoppiare);
  • non rifugiarsi in luoghi interrati;
  • non usare l'auto se possibile, evitare gallerie, ponti, strade esposte (possono franare), ponti e viadotti;
  • se si è in auto fermarsi immediatamente a bordo strada perché il movimento tellurico può fare sbandare il veicolo;

NORME PARTICOLARI IN CASO DI ALLUVIONE
  • individuare zone sicure al di sopra delle acque, ove rifugiarsi e tenere le scorte di viveri, acqua, medicinali e altro;
  • salire ai piani superiori senza usare l'ascensore;
  • non guidare in strade allagate, evitare i sottopassi ed i ponti (possono ostruire il fiume e crollare all'improvviso), abbandonare il veicolo se si impantana;
  • ispezionare i locali allagati solo con torce elettriche a batteria (disattivare l'elettricità) perché l'acqua è un buon conduttore e solo quando il livello delle acque ha iniziato a calare;
  • evitare di scendere in locali interrati durante la piena alluvionale;
  • se si è in strada non cercare di raggiungere a tutti i costi la propria abitazione ma rifugiarsi in un luogo sicuro;
  • in montagna spostarsi verso luogi alti ed aperti, non sostare sotto pareti rocciose e alberi, allontanarsi dai torrenti e dagli avvallamenti stretti
  • lasciare l'abitazione solo se obbligati (pericolo di crolli) e se possibile farlo in condizioni di sicurezza;

NORME GENERALI DOPO L'EVENTO CALAMITOSO
  • utilizzare poco le linee telefoniche (se funzionanti) per non sovraccaricarle di chiamate, preferendo l'invio di sms via telefono cellulare;
  • mantenersi aggiornati sulla situazione con radio e radio ricetrasmittenti (se la televisione non è funzionante);
  • segnalare possibili danni a strade, strutture, impianti, ecc. alle autorità competenti;
  • spostarsi in auto solo se necessario onde evitare di creare intralcio alla circolazione dei mezzi di soccorso;
  • allontanarsi da frane o zone franose, sui sentieri allontanarsi da pareti rocciose, restare in luoghi aperti;
  • utilizzare per l'alimentazione solo acqua delle scorte perché potrebbe essere inquinata (fango, carburanti provenienti da serbatoi danneggiati), non sprecarla;
  • gettare via i cibi che sono entrati a contatto con le acque dell'alluvione (per il motivo di cui sopra);
  • prestare attenzione a strutture interrate che possono essere danneggiate e divenire dei trabocchetti (es. fosse settiche, serbatoi interrati, ecc.);
  • prestare attenzione alle strade anche dove l'acqua si è ritirata: potrebbe essersi indebolita la massicciata (lo stesso per i sentieri);
  • sui sentieri: prestare attenzione ai tratti esposti e ad eventuali steccati di protezione (possono essersi indeboliti e divelti) e tratti franati (anche per possibili rocce che devono ancora cadere);
  • rientrare nell'abitazione, se abbandonata, solo dopo sopralluogo dei VV.F.
  • non usare fiamme libere (accendino, fornello, candele, ecc.) in ambienti chiusi per possibili fughe di gas;
  • utilizzare scarpe robuste (scarponi, antinfortunistiche) per muoversi sui detriti;
  • cercare di tranquillizzare bambini, anziani e persone spaventate, dando loro sicurezza ed assistenza;
  • non contribuire a diffondere voci ed allarmismi ingiustificati per non creare ulteriore panico, fare sempre riferimento a Protezione Civile e soccorritori;

IN CASO DI EVACUAZIONE OCCORREREBBE AVERE CON SE:

  • documenti di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • chiavi di casa;
  • medicinali per cure e patologie particolari e/o continuative;
  • kit medico, medicinali più comuni;
  • denaro ed oggetti di valore;
  • coperte, abiti impermeabili, biancheria ricambio, ev. saccoletto o altro che può servire;
  • scarpe pesanti (scarponi, antinfortunistiche);
  • carta e penna;
  • radio e torcia a batterie (o dinamo);
  • generi alimentari non deperibili;
  • coltello o attrezzo multiuso;
  • scorta acqua potabile;

Link diretti alle pagine del Sito Ufficiale Regione Valle d'Aosta

Informazioni sulla Protezione Civile e sul Corpo Vigili del Fuoco in Valle d'Aosta si possono trovare sul Sito Ufficiale della Regione Valle d'Aosta alle seguenti pagine:


Altri link e fonti in materia di prevenzione delle calamità naturali

Collegamenti ad altri siti, pagine, elaborati PDF, ecc. inerenti gli argomenti qua trattati, dai quali si è anche preso spunto. Il contenuto di questi siti non dipende da www.msmountain.it. I link, attivi alla stesura di questa pagina, potrebbero variare o scomparire del tutto in futuro, verranno eventualmente controllati (per segnalazioni inviare una email al webmaster).

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