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Dizionario escursionistico - alpinistico - valdostano
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Questa pagina deriva da un'idea che mi è venuta salendo al Colle Sup. delle Cime Bianche, ovvero creare una raccolta di termini utilizzati in ambito escursionistico ed alpinistico con particolare riferimento a queste attività nell'ambito della Valle d'Aosta, includendo anche termini di carattere locale che hanno attinenza con la storia e le usanze dei luoghi in cui l'escursionista si trova ad "operare", che, nell'ottica di un turismo intelligente e non superficiale, molti di noi dovrebbero conoscere. Verranno quindi riportati in CORSIVO i termini tipicamente valdostani (in patois o altre parlate locali) e non (per i quali viene indicata la zone di origine, se non indicata il termine locale è inteso come termine di una zona della Valle d'Aosta, notare che in zone fuori dalla Vda i termini "locali" si confondono spesso con l'italiano). In proposito è bene ricordare che fra vallate diverse possono essere in uso termini anche abbastanza differenti, generalmente più simili agli analoghi dei dialetti piemontesi nelle valli verso il Canavese, più prettamente francofoni quelli nelle zone oltre Aosta. Sono stati inseriti quindi termini inerenti tecnica escursionististica ed alpinistica, orientamento, meteorologia, topografia, medicina e fisiologia, cultura e storia locale della Valle d'Aosta ed ogni termine che si è ritenuto utile inerente la montagna.

In realtà il dizionario escursionistico-alpinistico non è una trovata originale, in rete ne esistono già, ma questo sarà il mio personale, spiegato con parole mie e riferimenti, se possibili, ad altre pagine del sito ove certi argomenti vengono già sviluppati (funzionando così un po' anche da "indice"). Non è un progetto veloce, creare un "piccolo dizionario" è cosa semplice, lo si fa spesso al termine di un articolo su di una rivista specializzata, ma vista la complessità dell'argomento so già che sicuramente la pagina crescerà con il tempo. Questa pagina quindi sarà perennemente "in costruzione". Anche per questo motivo, come del resto tutto il sito, la pagina è aperta al contributo di chi vorrà dire la sua, ovvero mandarmi  qualche termine già pronto, con la relativa spiegazione o immagine da allegare, a mezzo email.

Per i suoi link a molte pagine di questo stesso sito ove molti argomenti vengono sviluppati in modo più approfondito, questa pagina viene a costituire una specie di indice per argomento del sito stesso. Per i termini più tecnici inerenti la sezione RADIO vedere anche il Glossario radio.

N.B.: per tutti i termini di carattere medico si vuole qua esprimere il concetto dello stesso a scopo conoscitivo e divulgativo, non dare veri e propri consigli/rimedi medici. In caso di emerganza chiamare sempre il 118.


Indice

[A] - [B] - [C] - [D] - [E] - [F] - [G] - [H] - [I] - [J] - [K] - [L] - [M] - [N] - [O] - [P] - [Q] - [R] - [S] - [T] - [U] - [V] - [W] - [X] - [Y] - [Z]

- A -

ADATTAMENTO: modificazioni naturali al funzionamento globale dell'organismo a partire da poche ore sino ad alcuni giorni dopo la permanenza continuata in montagna a quote più elevate di quella alla quale la persona vive abitualmente. Le modificazioni aumentano all'aumentare della quota e comportano generalmente aumento della ventilazione, aumento della frequenza cardiaca, aumento della pressione arteriosa, aumento della produzione di globuli rossi e dell'ematocrito ed attivazione piastrinica, aumento temporaneo della diuresi. Segnali di un buon adattamento alla quota sono: assenza di disturbi al sonno, assenza di sintomi quali mal di testa, cefalee, stanchezza marcata, incremento della diuresi, non alterazioni all'appetito, non marcate alterazioni della pressione arteriosa. L'adattamento è influenzato dalla temperatura e dall'allenamento (soggetti più allenati hanno sbalzi di pressione minori).

ADDIACCIO: sinonimo di notte trascorsa all'aperto, senza riparo, ovvero bivaccando all'aperto, ev. con sacco da bivacco (v.)

ADERENZA: tecnica di arrampicata che, in mancanza di appigli ed appoggi (v.) sfrutta solo l'attrito fra scarponi e roccia per progredire. Ci si può trovare in questa situazione anche in itinerari escursionistici quando si salgono rocce prive di appigli e con un certo grado di inclinazione, cosa non fattibile con scarpe non da montagna (in questo caso aiutano gli scarponi di tipo alpinistico).

ACCLIMATAMENTO: processo mediante il quale il corpo si autoregola alla minore presenza di ossigeno in quota. E' un fenomeno lento che richiede diversi giorni o settimane e perdura per tutto il soggiorno in quota.

AFFITTO PERPETUO: contratto mediante il quale i  feudatari o la curia vescovile concedeva in affitto poderi e zone di pascolo ai coloni Walser senza limiti di tempo, con l'obbligo di migliorare il fondo e dietro un compenso annuale modesto, spesso costituito da una quota dei raccolti.

ALPEGGIO/ALPE: gruppo di baite in alta montagna, solitamente a quote superiori a 1700-1800 mt., fino al limite dei pascoli, utilizzate nella stagione estiva (da inizio giugno a fine settembre o metà ottobre a seconda della disponibilità di pascolo) per ospitare le mandrie, i pastori e le famiglie, e sfruttare i pascoli più altri, oltre il limite dei boschi. Non abitati durante la stagione invernale/autunnale e primaverile, se non saltuariamente. Spesso gli alpeggi prendono il nome dalla località o dalle montagne circostanti e vengono denominati Superiore ed Inferiore, quando due alpeggi distinti, ma poco lontani, portano lo stesso nome. Vedi foto esempio.

ALPINISMO: attività sportiva non competitiva nata sulle alpi (da cui il nome) che comporta la salita di montagne con tecniche alpinistiche ed uso di gambe, piedi, braccia e mani.

ALTA VIA: itinerario escursionistico che consente di attraversare diverse valli mantenendosi quasi sempre in quota (a quote elevate). Le alte vie della Valle d'Aosta non sono in realtà alte vie propriamente dette in quanto collegano le vallate passando di colle in colle ma implicano anche la discesa a valle. I numeri dell'alta via della Valle d'Aosta sono riportati in nero all'interno di un triangolo nero su sfondo gialli. Si veda anche la pagina della segnaletica su questo stesso sito. I tracciati dell'Alta Via della Valle d'Aosta sono stati modificati nel corso degli anni, anche per ridurre i tempi necessari fra una tappa e l'altra.

ALTIMETRO BAROMETRICO: strumento utilizzato per determinare la quota, riferita al livello medio del mare, del punto in cui ci si trova, basato sul rilevamento della pressione atmosferica (per cui è anche un barometro aneroide, v.). Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

ALTIMETRO DIGITALE: strumento elettronico in grado di fornire la quota, riferita al livello medio del base, del punto in cui si trova mediante la misurazione della pressione atmosferica tramite un apposito circuito elettronico. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

ALTIMETRO GPS: termine usato per indicare il rilevamento della quota del punto da un ricevitore GPS (v.) che non dispone di altimetro barometrico, basandosi solo sul segnale dei satelliti. Si vada la pagina sul GPS su questo stesso sito.

ANELLO: termine utilizzato per indicare un percorso "circolare" ovvero un itinerario in cui salita e discesa avvengono per sentieri diversi, con ritorno al punto di partenza per via differente da quella utilizzata per la salita.

ANEMOMETRO: strumento per la misura della velocità del vento. Il più utilizzato è del tipo a "coppette" (anemometro a rotazione) costituito da tre semisfere cave montate su aste angolate a 120°, che possono ruotare su un asse verticale sotto la spinta del vento. Un sistema di ingranaggi misura la velocità del vento in base al numero di giri che compie l'anemometro in un certo intervallo di tempo. In genere l'anemometro è completato da una "banderuola" che si orienta secondo la direzione del vento (v. anemoscopio a banderuola). Un altro tipo di anemometro è quello a pressione (o depressione) costituito da una lamina metallica che si deforma secondo la spinta che riceve dall'azione del vento.

ANEMOGRAFO: aneomomentro (v.) registratore. E' costituito da un anemometro collegato ad un apparato (meccanico od elettronico) che consente di registrare la variazione della velocità del vento nel tempo.

ANEMOSCOPIO: strumento che indica la direzione del vento, il più classico è quello "a banderuola", costituito da un elemento simile ad una bandierina montata su un'asta sottile, libero di ruotare attorno ad un asse verticale che si dispone secondo la direzione del vento.

ANDRET: termine valdostano che indica i versanti delle valli rivolti a sud, ovvero quelli più battuti dai raggi solari, soprattutto durante il periodo invernale. L'opposto è ENVER (v.). In italiano potrebbero forse tradursi con  "diritto" e "inverso".

ANTICIMA: cima più bassa della vera vetta, ma distinta da essa, che costituisce già una prima meta, e preannuncia la cima vera e propria.

APPIGLI: in arrampicata vengono definiti appigli e appoggi le sporgenze della roccia che vengono utilizzate rispettivamente dagli arti superiori (mani) e dagli arti inferiori (piedi). In sostanza sugli appigli si può lavorare per trazione e compressione, sugli appoggi solo per conpressione (forza muscolare e peso del corpo).

APPOGGI: v. appigli.

ARCHITETTURA WALSER: vengono indicate con il termine generico di architettura Walser quelle tipologie e tecniche costruttive riferite ai villaggi Walser dell'alta Valle d'Ayas, della Valle di Gressoney e della Valsesia e delle altre zone delle Alpi colonizzate dai Walser. In realtà il termine non completamente appropriato perché, come si nota anche per le evidenti difformità fra le costruzioni di queste vallate, l'architettura Walser non è sempre ben definita in quanto gli stili e le tecniche Walser si sono comunque mescolati agli stili costruttivi già preesistenti nelle vallate ove essi migrarono.

A.R.V.A: apparecchiatura utilizzata dai frequentatori della montagna invernale, consiste in un localizzatore a frequenze definite. Durante lo svolgimento della gita si utilizza in versione "trasmissione", ma può essere utilizzato in versione "ricerca" nel caso di incidente.

ARRAMPICATA ARTIFICIALE: indica la progressione in parete che avviene grazie all'uso di mezzi di ancoraggio che NON servono solo alla sicurezza dell'alpinista, ovvero senza gli appigli artificiali (chiodi ed altro) l'arrampicatore non avanza.

ARRAMPICATA LIBERA: indica la progressione su roccia in cui si sfruttano solo gli appigli naturali, mentre chiodi e corda servono SOLO alla sicurezza dell'arrampicatore (non indica assolutamente l'arrampicata senza assicurazione).

ASSIDERAMENTO: detto anche "ipotermia" è un fenomeno di raffreddamento globale dell'organismo causato da prolungata permanenza al freddo con indumenti non adeguati, in particolare quando si è stanchi, con indosso indumenti umidi (anche per la sudorazione) e ci si trova ad alta quota. Sintomi sono: l'abbassamento della temperatura corporea, eccessiva stanchezza, intorpidimento, rallentamento del polso e del respiro, brividi di freddo. Rimedi sono: riscaldamento del corpo sostituendo gli indumenti umidi con altri caldi ed asciutti, massaggi nelle zone del corpo più fredde ed intorpidite, assunzione di bevande calde e zuccherate (te), assolutamente NO ASSUNZIONE DI ALCOLICI, trasferimento dell'infortunato in un luogo asciutto, caldo (non eccessivamente) e riparato dal vento.

ATTACCO: punto di partenza di una via di arrampicata (v.).

AZIMUT: angolo formato dalla direzione al nord con la direzione verso un determinato punto, misurato in senso orario.

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- B -

BAITA: termine molto generico che indica una costruzione caratteristica di montagna, ad uso abitazione, stalla od altro, con muri in pietra a secco  e non, tetto generalmente in pietra su orditura in legno.

BAITO: in certe zone delle Alpi, sinonimo di Bivacco Fisso (v. bivacco)

BACINO DI ABLAZIONE: è la zona di un ghiacciaio in cui si ha perdita di ghiaccio per fusione, evaporazione, sublimazione e per distaccamento di masse. Il fenomeno che influenza maggiormente la perdita di ghiaccio è la fusione. Spazialmente la zona di ablazione può essere identificata con la parte di ghiacciaio che risiede sotto la zona delle nevi perenni. È inoltre in questa zona dove avviene la deposizione dei sedimenti glaciali.

BACINO DI ALIMENTAZIONE (BACINO COLLETTORE): riferito ad un ghiacciaio, è la parte che si trova al di sopra del limite delle nevi perenni, dove si accumula la neve che si trasformerà in ghiaccio.

BALLATOIO: v. cengia.

BARMA: un tipo di baita costruito aderente a grossi massi che ne sostituiscono alcune pareti o addirittura gran parte di essi, eventualmente anche della copertura. Non è raro vedere in montagna baite di questio tipo, ricavate costruendo pareti che chiudono vani naturali che si creano tra massi ciclopici.

BAROGRAFO: barometro (v.) registratore ovvero barometro collegato ad un meccanismo che mediante un pennino ad inchiostro consente di registrare la variazione della pressione atmosferica nel tempo su un rullo di carta scorrevole. Al giorno d'oggi questi strumenti sono stati rimpiazzati dai loro analogi elettronici.

BAROMETRO: strumento che permette la misurazione delle pressione atmosferica. Il tipo più semplice è il barometro a mercurio (torricelliano)

BAROMETRO ANEROIDE: un particolare tipo di barometro, costituito da una cassa sigillata nella quale è stato costituito il vuoto. Le deformazioni della cassa sono trasmesse ad un meccanismo che muove un indice su di una scala. Se è presente una scala delle altezze oltre quella della pressione atmosferica otteniamo un altimetro (v.)

BAROTERMOMETRO: strumento combinazione di barometro e termometro, che misura contemporaneamente sia pressione atmosferica sia temperatura.

BASTONCINI DA NORDIC WALKING: bastoncini telescopici o in un pezzo unico, in materiale fibra di carbonio e/o fibra di vetro adatti al Nordic Walking (v.) . Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

BASTONCINI DA SCI: vengono a volte utilizzati nell'attività escursionistica al posto degli appositi bastoncini da trekking (v.). Sono utilizzati anche per le escursioni invernali con le racchette da neve (v.)

BASTONCINI DA TREKKING: bastoncini telescopici, generalmente in tre sezioni, atti ad aiutare la marcia durante le escursioni, sgravando le articolazioni inferiori di parte del carico. A volte vengono erroneamente indicati come "racchette", termine però riferito alle racchette da neve (v.) o anche "bacchette". Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

BASTONCINI SONDA: bastoncino suddiviso in più sezioni precollegate che viene utilizzato per sondare la neve di una valanga allo scopo di individuare persone rimaste sepolte. Fa parte del corredo dello scialpinista.

BATTERE TRACCIA: termine con cui un escursionista o alpinista, camminando per primo ove non vi sono altre tracce, inizia a marcare sulla neve o su ghiacciaio un percorso che verrà poi seguito da altri. Ovviamente camminare su una traccia di neve battuta, oltre ad individuare più facilmente il percorso, è meno faticoso che nella neve fresca (la fatica maggiore la fa chi batte la traccia). Quando si è in gruppo, per suddividere la fatica fra i componenti, è consigliabile alternarsi a battere traccia.

BECCA: sinonimo di punta, vetta con pareti monto scoscese (esempio Becca di Vlou e Torchè in Valle d'Ayas).

BERDZE: pron. Bergé, termine locale valdostano che significa pastore (ma come altri termini riferiti al mondo pastorale può anche essere un cognome). Negli alpeggi si distingueva solitamente lo Devan Berdze (il capo pastore, ovvero colui che organizzava e dirigeva l'alpeggio, devan può tradursi come "che sta davanti", ovvero il primo, il capo) e lo Second Berdze (il vice, che lo aiutava ed eventualmente lo sostituiva). A questa figura si affiancava spesso lo Cit, ovvero il ragazzo, il pastorello che ubbidiva ed imparava il mestiere. Anche il piemontese Cit significa "piccolo". Esiste anche un rifugio denominato Sogno du Berdze.

BINOCOLARE: termine in uso in linguaggio alpinistico che indica il guardarsi attorno a mezzo binocolo.

BINOCOLO: strumento ottico che consente la visione ravvicinata di oggetti lontani. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

BIVACCO: struttura essenziale non custodita, un tempo in lamiera, oggi in muratura di pietrame o legno (vedi foto esempio), ad uso ricovero di alpinisti ed escursionisti, situata spesso in luoghi più elevati di quelli dove si trovano i rifugi, punto di partenza di ascensioni o tappa di traversate. In questo sito vengono riportate numerose schede di bivacco e, in questa pagina, alcuni disegni tecnici. Il termine indica anche la sosta all'aperto (da cui "bivaccare") eventualmente con sacco da bivacco, senza alcun riparo.

BORRACCIA:  particolare contenitore per acqua o altre bevande, ad uso dell'escursionista o alpinista, generalmente in alluminio o vetroresina. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

BUSSOLA: strumento di origine antica che indica il nord basandosi sull'attrazione magnetica del polo nord terreste (non del polo nord geografico ma la differenza, per l'orientamento in montagna, è minima), utilizzato nelle operazioni di orientamento. In escursionismo ed alpinismo vengono utilizzate principalmente bussole da carteggio (v.) e rilevamento (v.). Si vada la pagina apposita su questo stesso sito.

BUSSOLA DA CARTEGGIO: tipo di bussola utilizzato in ambito escursionistico, particolarmente adatta alle operazioni di lettura degli angoli sulla carta. E' costituita da una base trasparente in plastica, su cui sono generalmente incisi righelli e coordinatometri (v.) ed una cassa contenente l'ago con corona degli angoli ruotabile indipendente da esso, solidale con un indice di lettura (freccia di orientamento). Si veda anche la pagina Bussola - Parte 1 - Tipi di bussola su questo stesso sito.

BUSSOLA DA RILEVAMENTO:  bussola per uso escursionistico ed alpinistico, derivata dalle bussole di tipo militare. E' costituita da una cassa contenente l'ago, solidale con la scala degli angoli (spesso in gradi e millesimi), coperchio con fessura costituente la mira di traguardo, portalente sollevabile per lettura, cotituente l'altra mira di traguardo. Si veda anche la pagina Bussola - Parte 1 - Tipi di bussola su questo stesso sito.

BUSSOLA DA RILIEVO: tipo di bussola professionale che consente letture di azimut molto più precise della bussola da rilevamento. Si veda anche la pagina Bussola - Parte 1 - Tipi di bussola su questo stesso sito.

BUSSOLA ELETTRONICA: corrispettivo elettronico della bussola classica, si basa sull'interazione fra il campo magnetico terrestre e un campo elettico in un circuito interno. Può essere una apparecchiatura singola (che può integrare altri strumenti come termometro, igrometro, orologio elettronici) o integrata in alcuni ricevitori GPS (v.). Si vada la pagina apposita su questo stesso sito.

BUSSOLA GPS: analogo all'altimetro gps (v.), consiste nella proprietà dei ricevitori GPS (v.) che non dispongono di bussola elettronica, di dare una indicazione sommaria del nord basandosi sugli spostamenti dell'utilizzatore, essenzialmente allo scopo di orientare la schermata della mappa. Si vada la pagina apposita su questo stesso sito.

BUSSOLA IBRIDA: è un tipo di bussola da carteggio con uno specchio che agevola le operazioni di lettura degli azimut sul terreno. Si veda anche la pagina Bussola - Parte 1 - Tipi di bussola su questo stesso sito.

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- C - 

CAI: Club Alpino Italiano.

CAAI: Club Alpino Accademico Italiano.

CALZE TECNICHE: calze appositamente studiate per utilizzo in attività di escursionismo ed alpinismo. Si veda la pagina sulle Calze su questo stesso sito.

CAMINO: stretta fessura fra due pareti rocciose, che richiama appunto la forma di un camino domestico (o forse della una canna fumaria del caminetto stesso). In alcune vie di arrampicata, per la presenza di pochi appigli, il camino, salito con opportuna tecnica, rappresenta l'unico percorso possibile.

CAMPO ALTO: campo intermedio tra il campo base e la vetta, costituito da una-due tende e fornito dell'attrezzatura indispensabile per il pernotto delle cordate per una-due notti.

CAMPO BASE: insieme di tende ed attrezzature posizionate dai componenti della spedizione alla base della montagna.

CAMPO GEODETICO: in cartografia, campo geodetico di un punto, è l'area attorno al punto cui la forma della superficie terrestre può essere approssimata da quella di una sfera (ovvero un'area di raggio non superiore a 130 km attorno al punto). Si veda la pagina sul GPS su questo stesso sito.

CAMPO TOPOGRAFICO: in cartografia, campo topografico di un punto è l'area attorno allo stesso in cui la forma della superficie terrestre può essere approssimata dal piano tangente in quel punto (solitamente entro un raggio di 15 Km attorno al punto). Si veda la pagina sul GPS su questo stesso sito.

CAPANNA: termini utilizzato in Svizzera ed in certe zone delle Alpi per indicare quello che in Italia generalmente si chiama "rifugio" (v.). In queste zone il termine rifugio è utilizzato invece per indicare una struttura non custodita, ovvero il bivacco (v.). La denominazione capanna è comunque rimasta nel nome di alcuni rifugi, ad esempio la Capanna Regina Margherita sul M. Rosa o la Capanna Guglielmina, posta poco sotto il Passo dei Salati.

CAPANNINA METEOROLOGICA: costituisce la forma più antica storicamente di stazione meteorologica (v.) oggi spesso rimpiazzata da quelle di tipo automatico. La capannina è costituita da una "casetta" di legno con pareti ventilate verniciate di bianco, apertura per la lettura degli strumenti rivolta a nord, tetto spiovente, sollevata ad almeno 2 metri da un terreno di tipo prato erboso tagliato basso, all'interno della quale trovano posto alcuni strumenti quali barometro, igrometro, termometro a massima e minima o i loro equivalenti registratori (termografo, barograo e igrografo oppure meteografo, v.). Si veda anche questa pagina.

CAPITELLO VOTIVO: termine utilizzato in Veneto, Friuli e nelle Alpi Orientali per indicare una edicola votiva (v.) ovvero una piccola struttura muraria a protezione di un affresco sacro o di una statua di santi o della Vergine. Il capitello può anche essere una semplice croce e spesso viene edificato ove una persona sia deceduta di morte violenta, in quanto, secondo la tradizione di quelle zone alla morte l'anima migra verso il Paradiso e lo spirito resta legato a quel luogo (ovvero al capitello stesso). Non era raro il sorgere di racconti e leggende di apparizioni fantasmi riferite allo spirito del defunto che si rende visibile nel luogo ove sorge il capitello.

CAPOCORDATA: è l'alpinista che sale per primo in una cordata, solitamente il più esperto.

CARTA ESCURSIONISTICA: carta geografica generalmente in scala 1:25000 o 1:50000 con curve di livello, che riporta oltre ai luoghi di interesse turistico anche i sentieri con le numerazioni rintracciabili sul terreno (v. segnaletica) e tutti i luoghi di interesse per l'escursionista e l'alpinista (bivacchi, rifugi, sorgenti, ecc.). Le carte più moderne dispongono di reticolo UTM per la valutazione immediata delle coordinate UTM dei punti (vedi GPS). Si veda la pagina carte e mappe su questo stesso sito.

CASERA: termine poco utilizzato in Valle d'Aosta, più in altre zone delle Alpi (tra cui la Valsesia), indica un fabbricato (baita) utilizzato essenzialmente per la lavorazione del latte onde ricavare formaggio ed altri prodotti, ma può indicare anche l'alpeggio.

CB: Cityzen's Band (o cityzened band): banda cittadina. Apparati radio che operano su frequenze attorno 27 MHz in banda UHF e modulazione FM, AM o SSB, portatili e non, con portate sino a 10-20 Km . In base al Codice delle Comunicazioni sono soggette alla "dichiarazione di utilizzo" ed al pagamento di un canome annuo di 12,0 euro (agosto 2009). Si veda anche la pagina Radio Ricetrasmittenti su questo stesso sito.

CENGIA: interruzione naturale della verticalità di una parete che si presenta come un lungo gradino più o meno orizzontale, può costituire un passaggio, comunque esposto. Un esempio è costituito dalla cengia poco sotto la vetta del Testa Grigia (vedi foto).

CHIAVE: punto cruciale di una ascensione, il passaggio più difficile da superare e non aggirabile.

CHIODO: lama di acciaio, ferro a latre leghe che viene infissa nelle fessure naturali di una parete, con anello all'estremità in cui agganciare un moscehttone per fare scorrerer la corda.

CHIODO DA GHIACCIO: particolare tipo di chiodo, in genere con forma tubolare a vite, utilizzato per l'assicurazione su ghiacciaio.

CIASPOLE: termine di origine dolomitica per le racchette da neve (v.). Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

CIT: in alpeggio indicava il ragazzo che imparava il mestiere ed ubbidiva ai pastori esperti (berdzé, v.), il pastorello in pratica (anche in piemontese cit significa "piccolo").

C.N.S.A.S: Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (v. anche Soccorso Alpino), sezione di volontari istituita dal Club Alpino Italiano per il soccorso in montagna ed in attività speleologica.

CODICE INTERNAZIONALE DI MANUTENZIONE TESSUTI: simbologia riportata all'interno dei capi di abbigliamento con le indicazioni per un corretto lavaggio, asciugatura e stiratura. Per l'abbigliamento da montagna e simili (es. saccoletto) è bene riferirsi a queste indicazioni, che vengono qua riportate con la loro simbologia per comodità degli escursionisti, spesso non pratici della questione e che non sempre sanno dove trovare la spiegazione dei simboli (v. questa immagine)

COLLE: valico, punto più basso, di passaggio, fra due valli contigue, detto anche passo.

COLPO DI CALORE: malessere causato da un rapido innalzamento della temperatura corporea dovuta alla ostacolata dispersione del calore. Le condizioni ambientali determinanti perché si verifichi il colpo di calore sono: temperatura esterna elevata, aumento dell'umidità relativa (che ostacola l'evaporazione del sudore) e ventilazione assente o ridotta (soprattutto se viene svolta attività fisica intensa). Effetti sono: mal di testa, vertigini, vomito, polso piccolo e frequente, elevata sudorazione. Rimedi possibili sono: abbassare la temperatura corporea, portare l'infortunato all'ombra, fare impacchi freschi), areare l'infortunato, somministrare bevante fredde senza alcool né sale.

COMBA: valletta di origine glaciale ad "U", che differisce da una valletta stretta a "V" originata dall'azione erosiva di un torrente, termine utilizzato soprattutto nella Vallata del Gran San Bernardo, in Valpelline e in Valtournanche (esempio: Comba de Eaux Blanches sopra Ollomont).

COMPAGNI DI CORDATA: alpinisti che insieme costituiscono una cordata

CONCATENAMNTO: scalata in successione di più vie o cime.

CONGELAMENTO: lesione localizzata di certe parti del corpo (mani, naso, piedi soprattutto) quando sono soggette ad una esposizione prolungata al freddo. Può essere di tipo superficiale (solo la pelle) o profondo (se interessa anche i tessuti sottostanti) più o meno grave.

CONOIDE ALLUVIONALE: accumulo di terra, sassi e detriti portati dall'azione dei torrenti allo sbocco di una valle, che si allargano a ventaglio a partire dal torrente stesso, solitamente sono zone di terreno fertile per la presenza di humus e di pendenza modesta. Un tipico esempio di conoide alluvionale è quella su cui sorge l'abitato di Issogne.

CONSERVA: modo di procedere in cordata, utilizzato ad esempio su ghiacciaio, che comporta il movimento simultaneo di tutti i componenti della stessa.

COORDINATE GEOGRAFICHE: sono latitudine e longitudine di un punto, espresse in gradi-minuti-secondi oppure gradi-minuti virgola decimali oppure gradi virgola decimali. Si veda la pagina Fondamenti di Topografia in questo stesso sito.

COORDINATE UTM: coordinate metriche basate sulla proiezione cartografica Trasversa di Mercatore, utilizzate soprattutto coi sistemi GPS. Si veda la pagina Fondamenti di Topografia in questo stesso sito. Vedi anche U.T.M.

COORDINATOMETRO: insieme di righelli nelle varie scale delle carte geografiche atti a misurare distanze e differenze di coordinate metriche sulle carte, onde ricavare le coordinate UTM di qualsiasi punto sulla carta stessa. Può essere incorporato nella base delle bussole da carteggio (v.)  o anche stampato su fogli trasparenti a partire da file PDF trovati in rete. Si veda anche la pagina Fondamenti di topografia su questo stesso sito.

COPAPÁN: termine locale che indica il tagliere utilizzato per tagliare e/o spezzare il pane nero (letteralmente "copare" o "accoppare" il pane), costituito da un piano di legno rettangolare con sponde su tre lati ed una specie di lama incernierata ad un anello da un lato al piano stesso e con impugnatura lignea dall'altra (dove non c'è la sponda), mobile, al di sotto della quale veniva posta la pagnotta da tagliare, facendole compiere un movimento a leva (analogo a quello delle taglierine per la carta, per intenderci). Vedi foto.

COPERTA DI SOPRAVVIVENZA: telo in poliestere alluminato utilizzato in situazioni di emergenza per evitare l'ipotermia dell'escursionista/alpinista, specie se in attesa di soccorso. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

COPRIZAINO: telo impermeabile munito di elastico per avvolgere lo zaino (v.) in caso di pioggia onde impedire che l'acqua penetri all'interno lasciandone fuori gli spallacci e permettendo alla persona di indossarlo. Alcuni zaini dispongono di coprizaino incorporato estraibile da una tasca posta sul fondo.

CORDA FISSA: corda da alpinismo perennemente ancorata alla roccia, in punti critici, alla quale ci si può assicurare.

CORDATA: insieme di due o più alpinisti legati da una corda. Generalmente una cordata è costituita da due o tre persone, dette anche "compagni di cordata" (v.). L'alpinista che sale per primo è detto "capocordata" (v.). Nel caso di cordata a due, con progressione alternata, ciascuno dei due componenti divene alternativamente capocordata e secondo di cordata.

CORNICE DI NEVE: residuo nevoso accumulata dal vento, solitamente ghiacciato, su cresta o comunque in posizioni esposte, ove il passaggio dell'alpinista può portare all'improvviso crollo della stessa.

CREPACCIO: un crepaccio è una alterazione geomorfologica della superficie di un ghiacciaio. La massa glaciale, nel suo movimento verso valle, determina delle grosse pressioni in profondità: queste tensioni trovano sfogo superficiale formando le fenditure superficiali dei crepacci, che possono essere profonde fino a 50 m e larghe qualche metro. Molto spesso sono dovuti ad una differente velocità relativa tra le differenti porzioni del ghiacciaio. I crepacci possono essere pericolosi per gli alpinisti in quanto spesso sono nascosti da un sottile strato nevoso (il "ponte di neve"). I crepacci sono sovente presenti nei cambiamenti di pendenza dei ghiacciai: si parla di crepacci a campana quando il ghiacciaio presenta una concavità (diminuzione della pendenza), mentre si parla di crepacci a botte in presenza di convessità (aumenti della pendenza).

CRESTA: linea sommitale di incontro di due versanti di valli o avvallamenti adiacenti.

CRASH PAD: materassino in neoprene o spugna dura, utilizzato alla base delle vie di arrampicata, per ammortizzare cadute e discese.

CRINALE: linea di separazione fra due versanti contigui di una montagna. Può essere concidente con una cresta se non è verticale o quasi. Il crinale passa comunque dalla vetta.

CRODA: termine utilizzato sulle Dolomiti per indicare una parete rocciosa.

CROSO: sinonimo di torrente, termine usato in alcune zone della Valsesia

CROTA: termine locale per "cantina". In genere però è più facile incontrare il termine "crotin" (v.)

CROTIN: piccola cantina (termine locale valdostano), utilizzata per la conservazione dei cibi o per il raffreddamento delle forme di formaggio dopo la cottura del latte in apposite vasche poco profonde dove passa acqua corrente. Il crotin, il cui termine ricorda anche il piemontese "crota" = grotta, cantina, generalmente è interrato  o al piano terra della casa e ve ne è uno solo per alpeggio o gruppo di case omogenee (o famiglia). Vedi foto esempio.

C.T.R.: Carta Tecnica Regionale. Carta topografica ufficiale, basata su rilievo aerofotogrammetrico, prodotta da una regione italiana allo scopo di servire come base per interventi sul territorio, molto dettagliata in scala 1: 10.000 - 1:50.000 - 1: 5000, georeferenziata su map datum European 1950 oppure (le più aggiornate) WGS84, può servire come base per la realizzazione di altre carte quali quelle ad uso escursionistico.

CURVA DI LIVELLO: linea continua su carta topografica che collega idealmente tutti i punti del terreno posti alla stessa altitudine. E' detta anche "isoipsa". Muovendosi idealmente su lungo il tracciato di una curva di livello ci si muove in "piano" senza salire o aumentare di quota, muovendosi invece perpendicolarmente al tracciato di una curva di livello si sale o si scende secondo la massima pendenza. Oltre alla morfologia del terreno ed alla possibilità di individuare indicativamente la quota del punto in cui ci troviamo, riportandolo sulla carta, le curve di livello ovviamente danno anche un'idea di quanto sia ripido il versante: curve di livello fitte indicano che per salire di quota, di un intervallo in mt. pari all'equidistanza (v.) topograficamente ci spostiamo poco (se ci muoviamo perpendicolarmente alle curva stesse, ovvero secondo la massima pendenza), ovvero il terreno è ripido, mentre curve di livello larghe indicano che per salire o scendere lo stesso intervallo di quota occorre spostarsi molto, ovvero il terreno non è ripido. Per altre informazioni si veda la pagina Fondamenti di topografia su questo stesso sito.

CURVIMETRO: strumento che consente la misura immediata di distanze non rettilinee sulla carta geografica, in base alla scala della carta stessa. E' basato su una rotellina sulla punta del curvimetro viene fatta scorrere sulla carta lungo la distanza da misurare collegata ad un sistema meccanico che fornisce la distanza percorsa in funzione della scala della carta su un quadrante con indice (nei curvimetri meccanici) o su display (nei curvimetri elettronici). Si veda anche la pagina Fondamenti di Topografia su questo stesso sito.

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- D -

DAHU': animale mitico della Valle d'Aosta, simile ad un camoscio o stambecco, che vive perennemente a mezzacosta e ha le zampe a monte più corte di quelle a valle. Al Museo delle Alpi, presso il Forte di Bard, è possibile vedere una ricostruzione a grandezza naturale del Daù.

DAMON (o damont): letteralmente "di monte", termine spesso associato al nome di un alpeggio quando questo è quello a quota maggiore di una coppia di alpeggi con lo stesso nome. In italiano si scrive usa solitamente l'aggettivo "superiore". Ad esempio Alpe Tournalin Superiore si può indicare anche come Alpe Tournalin Damon. L'opposto di  "damon" è "desot" (v.).

DECLINAZIONE MAGNETICA: è l'angolo che in un punto forma la direzione al nord magnetico con la direzione al nord geografico, non ha molta rilevanza per l'orientamento in montagna su distanze limitate. Essa differisce spostandosi sulla superficie terrestre, da luogo a luogo.

DENTE: punta aguzza, isolata, che ricorda appunto la forma di un dente (ad esempio il Dente del Gigante nel massiccio del M. Bianco)

DESARPA: indica il trasferimento delle mandrie dagli alpeggi ai villaggi di fondovalle, a fine stagione (fine settembre), un tempo avveniva esclusivamente a piedi con l'aiuto di tutti i membri della famiglia, parenti ed amici. Ora, almeno per i tratti di strada carrozzabile, avviene spesso con l'ausilio di autocarri appositi. Durante la desarpa è usanza addobbare i capi con corone di fiori (fiori bianchi per la "regina del latte", rossi per la "regina delle corna", v anche "reina"), campane decorate e, nei villaggi, salutare ed offrire da bere ai pastori che scendono. La fase di salita agli alpeggi viene invece indicata col termine "enarpa" (v.). Vedi anche foto (desarpa 2008 a Challand Saint Anselme).

DESSOUS:  (di sotto) in certe zone della Valle d'Aosta (nomi di alpeggi) equivale a desot (v.)

DESSUS:  (di sù) in certe zone della Valle d'Aosta (nomi di alpeggi) equivale a damon (v.)

DESOT: letteralmente "di sotto", termine spesso associato al nome di un alpeggio quando questo è quello a quota inferiore di una coppia di alpeggi con lo stesso nome. In italiano si scrive usa solitamente l'aggettivo "inferiore". Ad esempio Alpe Tournalin Inferiore si può indicare anche come Alpe Tournalin Desot. L'opposto di "desot" è "damon" (v.)

DETRITI: rocce frantumate per effetto dell'erosione e del gelo ed accumulatasi per effetto della gravità solitamente alla base di una parete rocciosa. Vedi anche sfasciumi.

DISSIPATORE: piastrina metallica a sei fori, facente parte del Kit da Ferrata (v.) ove scorre la corda, il cui compito è quello di rallentarne lo scorrimento in caso di caduta.

DISTANZA TOPOGRAFICA: è la distanza di due punti riportata sulla superficie di riferimento (v.)

DORTOIR (plur. dortoirs):posto tappa escursionistico, viene definito così dalla Legge Regione Valle d'Aosta n. 11 del 29 maggio 1996, come "struttura sommariamente attrezzata, in località anche servita da strade aperte al pubblico traffico veicolare, atte a consentire il pernotto per periodi non superiorio a 24 ore a coloro che percorrono itinerari escursionistici". In realtà il dortoir non è poi così diverso dal rifugio, salvo il fatto che possa anche essere raggiunto tramite strade aperte sempre al traffico veicolare ma, a differenza del rifugio, non vengono preparati i pasti dal personale.

DUVET: indica i capi di abbigliamento (o i sacchiletto) con imbottitura in piuma naturale.

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- E -

EDEMA CEREBRALE: grave patologia d'alta quota (solitamente oltre 3500 mt.) che colpisce l'encefalo, conseguenza estrema del mal di montagna acuto (v.). Si manifesta con comportamento irrazionale dell'individuo, cefalea che non scompare con l'uso di analgesici, mancanza di coordinazione motoria, paralisi di alcuni nervi cranici e visione doppia. Rimedi sono il ritorno a quote più basse o l'uso di camera iperbarica portatile. Può portare nei casi estremi al coma ed alla morte.

EDEMA POLMONARE: grave patologia d'alta quota (da 2000 a 7000 mt.) conseguenza del mal di montagna acuto (v.), si manifesta con affanno respiratorio (dispnea) durante lo sforzo fisico e poi a riposo, tosse secca o accompagnata da una schiuma rosea o emorragica, cianosi, polso frequente, febbre, crepitii del torace e rantolii respiratori. Viene curata con la discesa a quote più basse o camera iperbarica portatile, riposo, protezione dal freddo, inalazione di ossigeno, farmaci appositi. In assenza di cure può portare al coma.

EDICOLA VOTIVA: piccola costruzione di carattere religioso che serve a proteggere una statua di Madonna, santi o semplicemente un affresco, a volte edificata a testimonianza di una grazia ricevuta. Le origini sono da ricercarsi già nell'usanza di egizi e antichi romani di edificare strutture a protezione di statue delle loro divinità al di fuori dei templi veri e propri. Nelle zone delle alpi orientali viene detta anche "capitello votivo" (ma il termine è riferito anche ad una semplice croce). Lungo i sentieri delle alpi ne possiamo trovare diverse che, oltre al significato religioso in se, assumono comunque la funzione di punti di riferimento (per questo motivo vengono spesso incluse trai waypoint dei tracciati gps di questo sito). In Valle d'Ayas un sentiero che denota la presenza di diverse edicole votive è quello di Mascognaz (v. escursione Mascognaz-Crest-Fratze). Un particolare tipo di edicola votiva, delle alpi lombarde, é la santella (v.). Viene anche chiamata "pilone votivo" (forse il termine edicola sarebbe più appropriato per una nicchia ricavata nel muro di una costruzione). Il termine edicola si rifà all'usanza vigente nell'impero romano di affiggere i "giornali" dell'eopca (scritti a mano su pergamena) in apposite nicchie ricavate su pareti e mura affinchè il pubblico potesse leggerli, è ancora utilizzato per tabelloni o nicchie in cui si affiggono manifesti e comunicazioni destinati al pubblico.

EHTOUL: termine locale per "stalla" (Ayas).

ENARPA: indica il trasferimento delle mandrie dai villaggi di fondovalle agli alpeggi per il periodo estivo, solitamente avviene ad inizio giugno. Un tempo avveniva esclusivamente a piedi, con l'aiuto di vari membri della famiglia e/o parenti e amici, ultimamente, perlomeno per i tratti di strada carrozzabile, viene effettuata anche con autocarri appositi. la discesa delle mandrie a valle viene invece indicata come "desarpa" (v.)

ENVER: termine valdostano che indica i versanti delle valli rivolti a nord, ovvero quelli meno battuti dai raggi solari, soprattutto durante il periodo invernale. L'opposto è ANDRET (v.). In italiano potrebbero forse tradursi con "inverso" e "diritto". Esempio di vallone all'enver è il Vallone di Chasten.

EQUIDISTANZA: intervallo di quota fra due curve di livello (v.) su una carta topografica (esempio: equidistanza = 100 mt. avremo curve di livello per 1000-1100-1200-1300 mt., ecc.)

ÉRA: nel rascard (v.) indica il corridoio di accesso alle camere del piano superiore, utilizzato anche come area di trebbiatura.

ERBATICO: diritto di fare erba o fare pascolare il bestiame su terreno di altrui proprietà, termine usato soprattutto nel medioevo.

ERITEMA SOLARE: reazione della pelle esposta ai raggi solari senza gradualità e senza uso di creme di protezione, che può essere più o meno grave, da un semplice arrossamento ad una vera scottatura.

ESCURSIONE: percorso a piedi o comunque con mezzi non a motore (esempio: mountain bike), della durata da alcune ore ad uno o più giorni, che comporta anche il superamento di dislivelli notevoli. Viene a volte confuso con il termine trekking (v.)

ESPOSTO/A: aggettivo riferito ad un passaggio, cresta o altro ove vi è una maggiore sensazione di vuoto, per la presenza di pareti sottostanti ripide e poco spazio per il passaggio che ovviamente richiede una maggiore attenzione.

ÈVIAOU: termine locale che indica colui che si occupava dell'irrigazione dei pascoli.


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- F -

FALSOPIANO: termine usato spesso in ambito escursionistico e nelle guide escursionistiche per indicare tratti di sentiero che si sviluppano su terreni quasi pianeggianti ma non davvero pianeggianti, che a volte alternano gobbe e avvallamenti ma comunque in salita anche se con pendenza modeste, che contribuiscono a fare riposare un poco le gambe di chi magari ci è arrivato dopo un tratto molto ripido.

FERRATA (VIA):
itinerario perennemente attrezzato con ausili di salita quali gradini in ferro, corde fisse, ponti tibetani, ponticelli ed altro. Va affrontato con l'apposito sistema di assicurazione detto "kit da ferrata". Le vie ferrate non sono ancora molto numerose in Valle d'Aosta (più comuni in Trentino), ve ne sono a Gressoney e in Valtournanche, è famosa la via ferrata del M. Emilius. Per la sua natura la via ferrata non è assimilabile né all'escursionismo vero e proprio né all'alpinismo, ma ricade in una categoria a sé stante.

FLEECE: sinonimo di pile (v.)

FÖHN: vento caldo che scende dalle montagne nella stagione invernale.

FORCELLA: stretta apertura che interrompe una cresta.

FORNELLO: in montagna si utilizzano fornelli da campeggio o appositi per l'alta quota. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

FRETË: termine locale che indica in alpeggio colui che si occupa della lavorazione dei formaggi (in italiano si traduce come "casaro")

FRIABILE: aggettivo che denota la tendenza di un terreno a sbriciolarsi e franare sotto l'effetto di agenti atmosferici o del passaggio di persone, richiede una certa cautela anche per la presenza dei detriti, spesso costituiti da particelle fini, tipo sabbia, che possono fare scivolare l'escursionista, soprattutto se indossa calzature non adeguate.

FONTINA: il formaggio più conosciuto della Valle d'Aosta, il cui nome deriva dall'Alpeggio di Fontin sopra Quart. Prodotta dal latte intero di alpeggio, lavorato immediatamente dopo la mungitura, ha ottenuto nel 1966 la qualifica DOP (denominazione di origine protetta). Ogno forma pesa circa 9 Kg e deve subire un ciclo di maturazione di almeno 100 giorni durante il quale viene regolarmente controllata e salata, in apposite cantine (un tempo scavate nella roccia o comunque interrate, i cosiddetti crotin, v.).

FORMAGGIO VALDOSTANO: analogo alla fontina, in pratica è la fontina che non ha le caratteristiche ottimali per poter essere marchiata come tale.

FRONTE DEL GHIACCIAIO: è la parte terminale del ghiacciaio, dove l’ablazione non è più compensata dall’alimentazione. Si ha la fuoriuscita dei materiali detritici e del torrente glaciale che trasporta il limo derivato dall’azione erosiva .

FROMADZO: termine che in Valle d'Aosta denota vari tipi di formaggio con caratteristiche comunque simili alla fontina ma anche abbastanza diversi come contenuto di grassi, maturazione, qualità del latte, ecc.

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- G -

GAVETTA: set di contenitori in metallo (in genere alluminio nella sua forma più classica) atti sia alla preparazione del pasto (uso pentola/padella) che al trasporto ed alla consumazione dello stesso. La gavetta vera e propria nasce per uso militare o anche civile (nel qual caso spesso è chiamata "gamella"), ed ha una forma "a fagiolo" per facilitarne il trasporto negli stretti zaini tattici militari. Sempre meno usata dagli eserciti, oggi viene spesso chiamata gavetta (o gavettino se di piccole dimesioni) l'analogo set da cucina usato nei trekking, denominato più specificatamente popote (v.). Si veda la pagina Pentole e simili su questo stesso sito.

GAVETTINO:  contenitore in metallo, in genere alluminio (per quelli militari) più piccolo della gavetta. Il gavettino vero e proprio è quello di uso militare, di forma schiacciata (non circolare) per incastrarsi sul fondo della borraccia o essere trasportato all'interno della gavetta militare, usato per bere, colazione ed anche come piccola pentola. Oggi il termine è spesso utilizzato anche per contenitori per cibi in metallo uso trekking (letteralmente piccole gavette) o anche per indicare tazze in metallo uso trekking che si incastrano sul fondo delle borracce (perlopiù a bottiglia e quindi di sezione circolare) per risparmiare spazio nello zaino. Si vedano le pagine Pentole e simili e Tazze e similari su questo stesso sito.

GENDARME:
monolito roccioso verticale che si stacca nettamente da una parete o che si staglia ben visibile su di una cresta. Ad esempio i tre gendarmi del Passo dei Tre cappuccini, sulla via normale per il M. Emilus.

GEOIDE: superficie ideale di riferimento, sulla quale proiettare la superficie reale terrestre, da sviluppare successivamente in piano (mediante proiezioni cartografiche) onde realizzare carte geografiche e topografiche. La superficie del geoide idealmente è rappresentata dalla superficie del mare in quiete, in assenza di maree e movimenti, al livello medio del mare, idealmente prolungata al di sotto delle terre emerse. Poiché la superficie del geoide non è esprimibile matematicamente con una equazione semplice, si ricorre come superficie di riferimento ad un ellissoide di rotazione che approssima il geoide con un minimo errore, i cui parametri geometrici definiscono il "map datum" (v.). Si veda la pagina sul GPS su questo stesso sito.

GHIACCIAIO: grande massa di ghiaccio delle regioni montane e polari, adunata negli avvallamenti, formata dalle nevi sotto l'azione del gelo, scorrente verso il basso. I ghiacciai occupano circa il 10% delle terre emerse. (v. foto esempio).

GIACCA DA TREKKING: giacca di tipo impermeabile, traspirante o no, adatta per uso escursionistico, fornita di tasche a cerniera, cappuccio, a volte aperture sottoascella per favorire la ventilazione, eventualmente inserti riflettenti, ecc. Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

GIACCA DA ALPINISMO: v. "guscio"

GIAS: sinonimo di alpeggi in vallate alpine piemontesi di lingua occitana (deriva dalla parola occitana che significa "giaciglio" per il bestiame), in particolare lo si trova nelle Valli di Lanzo e sporadicamente in Valle dell'Orco

GORE-TEX: particolare materiale (membrana) le cui caratteristiche principali sono impermeabilità (l'acqua non penetra dall'esterno all'interno) e la traspirabilità (il sudore,sotto forma di vapore acqueo fuoriesce verso l'esterno). Viene utilizzato per fodere di scarponi, giacche da alta montagna (v. "guscio"), leggere ed impermeabili, oltre che comprimibili in poco spazio. E' una denominazione commerciale, ve ne sono vari tipi (Gore-Tex Paclite, Gore-Tex Pro Shell, Gore-Tex Performance Shell, ecc.). Il Gore-Tex deriva dall'industria aerospaziale (rivestimento di cavi e poi tute EVA).

GPS: Global Position System, è un sistema che consente di conoscere la propria posizione sul globo terrestre, tramite il segnale ricevuto per mezzo di una apparecchiatura tascabile o no, da appositi satelliti. Nato per la navigazione marittima, viene oggi utilizzato anche per l'escursionismo e le attività outdoor in genere. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

GPS CARTOGRAFICO: dispositivo GPS adatto al trekking che consente di visualizzare mappe digitali memorizzate onde sovrapporre ad esse la traccia del proprio percorso direttamente sul proprio display. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

GRADINO: risalto roccioso. Si indica con lo stesso termine anche un gradino creato nel ghiaccio (con picozza o altro) onde facilitare la salita anche sprovvisti di ramponi.

GRADINARE: il creare gradini (v.) nel ghiaccio a mezzo picozza (v.) o altro.

GRADO: misura della pendenza di un pendio, parete, ghiacciaio o altro. Indica anche il livello di difficoltà di una parete dal punto di vista dell'arrampicare (v. Scala dei gradi alpinistici).

GRANGIA: termine di origine fracesi per indicare un complesso agricolo molto articolato (vedi pagina wikipedia), in Valle d'Aosta lo si trova a volte per indicare la "Grangia delle Murasse" a Verres (cascina medioevale ora sede della Comunità Montana Evancon) ma viene anche usato come sinonimo di alpeggio in alcune vallate alpine piemontesi (Valsoana, Valle di Ribordone)

GRIGRI: attrezzo usato in arrampicata per le manovre di assicurazione, che viene agganciato con un moschettone all'imbrago di chi assicura l'alpinista che sta arrampicando (vedi foto esempio.)

GRUPPO: insieme di montagne con caratteristiche geomorfologiche similari, individuabili in una ristretta area geografica.

G.T.A.: Grande Traversata delle Alpi, itinerario escursionistico.

GUIDA ALPINA: professionista della montagna, abilitato dal superamento di un esame apposito, all'accompagnamento di persone lungo itinerari escursionistici ed alpinistici. La professione di guida alpina è regolata dalla Legge Quadro 2-1-1989 n° 6 e da leggi regionali. Le guide alpine sono solitamente riunite in associazioni a carattere locale (es. Associazione Guide Alpine di Couymayeur) alle quale fare riferimento.

GUIDA ESCURSIONISTICA: professionista della montagna abilitato dal superamento di un esame, all'accompagnamento di persone o gruppi di persone lungo itinerari escursionistici ma non alpinistici. Anche le guide escursionistiche, come le guide alpine, sono spesso riunite in associazioni.

GUIDA NATURALISTICA: analoga alla guida escursionistica, è inerente l'attività in zone di interesse naturalistico, con particolare attenzione alla flora ed alla fauna.

GUSCIO: particolare tipo di giacca tecnica da alpinismo e scialpinismo, attillata, traspirante ed altamente impermeabile, molto costosa, con membrana interna in Gore-Tex o similare. Può essere a tre strati, due strati o 2,5 strati (quelle a tre strati sono le più robuste). Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.


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- H -

HIMALAYANA: dicesi di spedizione (v. anche stile himalayano) quando avviene con grande impiego di uomini, portatori e materiali

HIKING: termine inglese utilizzato spesso come traduzione dell'italiano escursionismo. In genere però lo si utilizza per indicare passeggiate non troppo lunghe e pesanti, per le quali si utilizza invece il termine trekking (v.) che però andrebbe riferito ad escursioni di più giorni e con dislivelli non troppo elevati. Nell'ambito della produzione di scarpe da montagna, il termine hiking indica quelle adatte alle escursioni più facili.

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- I -

IDROREPELLENZA: caratteristica di tessuti ed indumento di essere impermeabili a pioggia leggera o neve, viene misurata come colonna d'acqua in millimetri (altezza di un cilindo d'acqua con diametro 10 cm che insiste sul tessuto da testare in 24 ore senza che vi siano infiltrazioni). Sono considerati idrorepellenti i tessuti con colonna d'acqua tra 400 e 1300 mm. L'idrorepellenza non va confusa con l'impermeabilità (v.). Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

I.G.C.: Istituto Geografico Centrale. Le carte escursionistiche IGC sono molto diffuse e dettagliate ma, attualmente, non più molto aggiornate.

I.G.M.: Istituto Geografico Militare. Le carte IGM più famose sono le cosiddette "tavolette IGM" in scala 1:25.000 (v.)

IGROMETRO: strumento che consente la misurazione diretta dell'umidità relativa dell'aria (v.). Può essere analogico (meccanico) od elettronico (ad esempio integrato in un altimetro elettronico o in una stazione  meteorologica elettronica, v.). Uno dei più famosi igrometri meccanici è quello "a capelli".

IGROGRAFO: igrometro associato ad un meccanismo che consente di registrare su carta la variazione dell'umidità relativa nel tempo. Oggi l'igrografo meccanico è sostituito dal suo analogo elettronico.

IMBRACATURA: attrezzatura fondamentale per l'assicurazione dell'alpinista in quanto consente di distribuire la trazione della corda su tutto il corpo, può essere bassa, se coinvolge solo vita e cosce, o completa, se coinvolge anche le spalle.

IMPERMEABILITA': caratteristica di un tessuto o capo di abbigliamento di essere impermebabile all'acqua (pioggia forte), ovvero di non lasciarsi attraversare da essa. Viene misurata come colonna d'acqua in millimetri (altezza di un cilindo d'acqua con diametro 10 cm che insiste sul tessuto da testare in 24 ore senza che vi siano infiltrazioni). Sono considerati impermeabili i tessuti con colonna d'acqua superiore a 1300 mm. L'impermeabilità non va confusa con l'idrorepellenza (v.). L'impermeabilità dei capi si realizza con apposite "membrane" interne o spalmature di prodotti a base chimica sul capo. Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

INCRODATO: da "croda" (v.) indica l'alpinista in parete che non riesce né a salire né a scendere.

INDICE DI CALORE: parametro che fornisce una indicazione sulla temperatura percepita dal corpo che, all'aumentare dell'umidità contenuta nell'aria, appare maggiore della temperatura reale, ultimamente utilizzato da molti giornalisti televisivi di telegiornale nel corso dei servizi sul clima.. Può essere determinato in diversi modi, uno dei più noti è l'indice Humidex H = T + 5 / 9 * (e - 10) dove T = temperatura dell'aria in °C, e = pressione di vapore dell'aria in HPa (misurata ad esempio tramite uno psicrometro) oppure calcolata a partire dall'umidità relativa: e = (6,122 * 10 ^ (7,5 * T / (237,7 + T)) * UR / 100) con T = temperatura dell'aria in °C e UR = umidità relativa dell'aria (%). H viene associato alla temperatura, per cui si esprime in °C, anche se in realtà è una temperatura "fittizia". Si veda anche questa pagina.

INTEGRATORI SALINI: preparati solubili in acqua a base di sali minerali, generalmente forniti in pastiglie o polveri, in confezioni monodose (bustine e pastiglie) o barattolo, che vengono utilizzati per reintegrare nell'organismo i sali minerali persi tramite sudorazione nell'attività fisica e sportiva in genere.

INVERNALE: aggettivo che definisce una escursione o ascensione compiuta in inverno. In realtà non è mai ben chiaro se il periodo invernale che deve essere considerato sia quello prettamente astronomico o quello dettato dalle condizioni ambientali (esempio presenza di neve anche a primavera, cosa che ad alta quota è la norma). Nel linguaggio alpinistico è anche abbreviazione di "locale invernale" (v.).

INVERSIONE TERMICA: fenomeno per cui all'aumentare della quota, la temperatura aumenta anziché diminuire. Può verificarsi in montagna, in inverno, quando l'aria fredda si accumula sul fondo delle valli per l'effetto dei venti in quota. Può accadere anche ad esempio quando la pianura è avvolta da nebbie mentre in montagna, per l'assenza di nebbia, c'è bel tempo.

INTERSUOLA: è la parte posta tra fodera e suola di uno scarpone o scarpa da montagna, che conferisce rigidità alla suola stessa. Si veda la pagina sulle scarpe su questo stesso sito.

IPOTERMIA: v. assideramento

IPOTONICA: aggettivo che definisce una bevanda, quando il suo contenuto di sali minerali è inferiore alla concentrazione normale degli stessi nel sangue. Una bevanda ipotonica viene assimilata velocemente dall'organismo senza provocare pesantezza di stomaco o problemi di digestione. Le bevande ipotoniche vengono utilizzate se si prevede forte sudorazione onde compiere una preidratazione, bevendo circa 300-400 cc di bevanda ipotonica 10-15 minuti prima della partenza e poi piccoli sorsi ogni 20-30 minuti. Dopo l'arrivo si continua a reidratarsi con almeno 500 cc di bevanda isotonica (v.) o leggermente ipertonica (v.).

ISOIPSA: v. "curva di livello".

ISOTONICA: bevanda con una concentrazione di sali minerali uguale alla concentrazione presente nel sangue, determina una media assimilazione di liquidi. Non se ne consiglia l'uso durante l'attività fisica.

IPERTONICA: bevanda che possiede una concentrazione di minerali superiore a quella del sangue, richiede lunghi tempi di assimilazione da parte dell'organismo. Non va bevuta durante l'attività fisica. Può appesantire e, in caso di uso prolungato, può danneggiare i reni.

ITINERARIO CIRCOLARE: itinerario in cui salita e discesa avvengono per sentieri diversi, con ritorno al punto di partenza per via differente da quella utilizzata per la salita (v. anche anello)

ITINERARIO INTERVALLIVO: itinerario escursionistico per trekking di più giorni o escursioni giornaliere che attraversa più valli in successione. In Valle d'Aosta i numeri che identificano detti itinerari sono riportati in nero all'interno di rettangolo in nero con interno giallo, e con numero a partire da 100.

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- J -

JACKET: termine usato nei cataloghi per indicare le moderne giacche a vento, soprattutto in gore-tex o simili, ovvero quello che ormai comunemente viene indicato come "guscio" ma anche le giacche soft-shell.

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- K -

KRAMERTHAL: termine di origine germanica che indicava la "Valle dei Mercanti" ovvero le alte Valle d'Ayas e Valle di Gressoney, ove nel corso del XII- XIII secolo si sviluppò una grande attività commerciale in quanto queste zone costituivano il punto chiave di passaggio delle merci a piedi e a dorso di mulo dalla Pianura Padana alla Svizzera, ovvero per diversi valichi dalla Valsesia in Valle di Gressoney e poi dal Colle della Bettaforca sino alla valle d'Ayas e tramite il Colle delle Cime Bianche ed il Monservin (v.) attuale Colle del Teodulo, allora libero dai ghiacci, sino al Vallese. Lo sviluppo della Kramerthal, ovvero della "via della Kramerthal" che costituiva il percorso seguito dalle carovane, fu agevolato essenzialmente dai pochi pedaggi ai quali erano soggette le merci rispetto al passaggio per altri valichi ed altri percorsi (quali ad esempio il Colle del Gran San Bernardo e la Via delle Gallie) e dall'allora clima relativamente mite che rendeva i valichi più elevati percorribili in estate in assenza di neve. Con i cambiamenti climatici sorti a partire dal XIV secolo (che culminarono con la piccola era glaciale nel '600) e conseguente avanzamento dei ghiacci con la conseguenza dell'impraticabilità quasi completa dei valichi più elevati (soprattutto del Monservin) e lo sviluppo contemporaneo del commercio via mare, la via della Kramerthal cessò di essere utilizzata. Oggi restano ancora quei sentieri, le tracce dei posti di sosta e la via viene ancora percorsa da escursionisti che seguono il Grande Sentiero Walser, percorso che rifacendosi all'antica via della Kramerthal, tocca i più significativi villaggi walser delle valli.

KIT DA FERRATA: dispositivo di assicurazione appositamente realizzato per la salita di vie ferrate.

KIT PRONTO SOCCORSO: astuccio che contiene i presidi sanitari essenziali da portare nello zaino durante l'escursione o ascensione. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.


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- L -

LACCIOLO: fettuccia di stoffa che avvolge il polso onde evitare di perdere la picozza o il bastone da trekking (v.) quando si lascia l'impugnatura.

LAMPADA FRONTALE: sistema di illuminazione autonomo alimentato a batteria costituito da una lampada alogena o a led montata su supporto con cinghie elastiche tali da assicurarla al capo dell'escursionista o alpinista e consentirgli di illuminare il suo campo visivo senza impegnarlo con le mani. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

LIBERA: v. arrampicata libera (salire in "libera")

LIBRO DI VETTA:  quaderno o libretto conservato in apposito spazio o contenitore (cassetta metallica, cassettino nel pilastrino, scatola di biscotti metallica !) su una cima, onde raccogliere la firma di chi vi è salito, unitamente ad altre informazioni tra cui la data dell'ascensione e possibilmente indicazioni sul percorso che possono servire ad altri salitori, a testimonianza del passaggio degli escursionisti ed alpinisti . Il libro di vetta solitamente è "portato" da una sezione CAI o associazione di escursionisti, che ne cura anche la conservazione quando è completo in tutte le sue pagine e la sostituzione. E' uso e tradizione firmare il libro di vetta, oltre che per fornire testimonianza del proprio passaggio anche nel malaugurato caso qualcuno debba venire a cercare l'escursionista disperso, per annotare quante persone salgono su quella determinata cima. E' analogo al libro del rifugio (v.). Al giorno d'oggi, nei siti di escursionismo/alpinismo, viene indicato anche bonariamente come "libro di vetta" o "libro del rifugio" il guestbook, ovvero la sezione del sito, ove i visitatori possono lasciare i propri commenti o messaggi diretti al webmaster (vedi Libro di vetta di questo sito).

LIBRO DEL RIFUGIO: analogamente al libro di vetta (v.) è un quaderno o libricino ove chi visita o pernotta in rifugio appone la propria firma e la data del proprio passaggio, sia come testimonianza del passaggio stesso (soprattutto nel caso si debba ricercare un escursionista disperso), sia come soddisfazione personale dell'esserci stati. Al giorno d'oggi, nei siti di escursionismo/alpinismo, viene indicato anche bonariamente come "libro di vetta" o "libro del rifugio" il guestbook, ovvero la sezione del sito, ove i visitatori possono lasciare i propri commenti o messaggi diretti al webmaster (vedi Libro di vetta di questo sito).

LIMITE DELLE NEVI (O DEI GHIACCI): altitudine al di sopra della quale si ha la persistenza del manto nevoso durante tutto il corso dell'anno.

LOCALE INVERNALE: a volte detto per brevità semplicemente "invernale" (v.), è il locale del rifugio sempre aperto anche fuori del periodo (generalmente estivo) in cui è presente il gestore a garantire servizio alberghetto e ristorazione. In caso di pernotto in locale invernale ci si trova in pratica in una situazione simile al pernotto in bivacco (v.), ovvero occorre portarsi saccoletto (se non sono presenti le coperte), saccolenzuolo, fornello e viveri.

LPD: Low Power Device. Tipo di radio ricestrasmittente che lavora su frequenze UHf a 443 MHz modulazione FM con portata massima 1-2 Km in campo aperto. Ai sensi del Codice delle Comunicazioni gli apparati LPd non necessitano di nessuna autorizzazione per l'utilizzo. Si veda la pagina Radio Ricetrasmittenti su questo stesso sito.

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- M -

MAL DI MONTAGNA: patologia d'alta quota che si manifesta inizialmente con una sensazione di malessere, nausee, mal di testa, a quota generalmente superiore a 2500 mt. o maggiore a seconda dell'acclimatamento dell'individuo (v.). Detto anche AMS o "acute mountain sickness" per gli anglosassoni. Si tratta di una condizione minacciosa che se non trattata può essere anche letale, sfociando nell'edema polmonare o cerebrale. I primi sintomi del mal di montagna comprendono fiacchezza, malessere generico e debolezza, in particolare durante gli sforzi fisici. Sintomi più severi sono cefalea, insonnia, battito cardiaco costantemente accelerato, nausea e talvolta vomito, in particolare nei bambini. Sintomi estremi comprendono confusione, psicosi, allucinazioni, sintomi derivanti dall'edema polmonare (fluidi nei polmoni) quali tosse persistente, e infine raptus, coma e morte. I rimedi variano a seconda della gravità del fenomeno, dall'assunzione di aspirina (per la forma più lieve) e discesa immediata a quote più basse sino all'assunzione di farmaci appositi o trattamento iperbarico nei casi più forti.

MALGA: termine non utilizzato in Valle d'Aosta, mentre è tipico del Trentino, equivale all'incirca all'alpeggio, con riferimento alla presenza di mucche da latte e produzione di formaggi.

MAJON (pron: megiòn): termine locale che indicava la cucina (Ayas)

MOGION (pron. mogiòn): termine locale che significa "manzo", in senso lato utilizzato anche per indicare lo .... scapolo o il giovanotto in cerca di moglie.

MAP DATUM: parametri geometrici dell'ellissoide di riferimento, utilizzato come superficie ideale del globo terrestre sul quale si proietta la superficie reale per la realizzazione delle carte geografiche e topografiche. Il map datum più utilizzato a livello internazionale attualmente è il WGS 1984 (WGS84), ma esistono ancora carte, specie in Italia, di una certa rilevanza basate su map datum differenti fra cui ad esempio l'European 1950. Il map datum utilizzato è solitamente indicato fra le legende della carta, il ricevitore GPS (v.) deve essere impostato sullo stesso map datum per avere delle coordinate correte riportabili su quella carta. Si veda la pagina sul GPS su questo stesso sito.

MATERASSINO IN NEOPRENE: indicato a volte anche come "nap", è una striscia avvolgibile di materiale poroso "a cellule chiuse" onde migliorare l'isolamento termico, spessa 8-10 mm, a volte alluminata sul lato a contatto col corpo per limitare la dispersione del calore, che viene utilizzato per dormire su terreno, in tenda, e di facile trasporto avvolto all'esterno dello zaino legato con le apposite cinghie. (v. foto esempio).

MESCOLA: composizione della gomma che utilizzata per realizzare la suola di una calzatura da montagna. Esistono vari tipi di mescola a seconda dell'utilizzo previsto per quella scarpa.

METEOROFILO: appassionato di meteorologia (che studia la meteorologia per hobby)

METEOROGRAFO: strumento meccanico che consente di misurare contemporaneamente temperatura dell'aria, umidità e pressione atmosferica e registrarne l'andamento del tempo in formagrafica su un foglio di carta che si svolge su di un rullo.  Trova applicazione nelle capannine meteorologiche (v.) ed in ambito industriale per controllare le condizioni climatiche di certi ambienti.

METEOROLOGIA: branca della fisica che si occupa dello studio dei fenomeni atmosferici e delle previsioni degli eventi meteorologici. Si veda anche Wikipedia questa pagina.

METEOROLOGO: studioso di meteorologia (v.)

MICROFLEECE: sinonimo di micropile (v.)

MICROPILE: particolare tipo di pile (v.) lavorato fine, molto morbido, indicato per la confezione dei capi di abbigliamento per il primo strato caldo. Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

MISTO: un terreno che presenta tratti di rocce e tratti di ghiaccio, a volte sulle rocce è presente neve. Solitamente vengono affrontati con i ramponi ai piedi.

MONOLITO: elemento roccioso isolato analogo al gendarme (v.), anche se il termine viene usato per blocchi rocciosi di dimensioni ben maggiori. Un esempio è il Flambeua d'Arlaz in Valle d'Ayas (v. foto).

MONSERVIN: antico termine derivato da Mon Silvius, che indicava in epoca medioevale l'attuale Colle del Teodulo, valico che pone in comunicazione l'alta Valtournanche con la Svizzera, allora libero dai ghiacciai.

MORENA: accumulo di terra particolarmente sabbiosa e sassosa creato dall'avanzare dei ghiacciai durante le ere glaciali, è un tipo di terreno friabile che richiede una certa cautela durante l'escursione (vedi foto esempio).

MOFFOLE: particolare tipologia di guanto dove ad esclusione del pollice le dita vengono coperte da un unica protezione e rimangono in contatto tra loro, a differenza del guanto dove le dita sono protette singolarmente.

MOSCHETTONE: anello apribile con una "levetta", a volte con ghiera di sicurezza onde prevenire l'apertura accidentale, utilizzato in alpinismo ed arrampicata, di varie forme e dimensioni (classico il moschettone "a pera", utilizzato per assicurare l'alpinista) testato e certificato per resistere alle sollecitazioni dovute al peso della persona ed alla caduta. Vi sono inoltre moschettoni più piccoli adatti per l'aggancio di materiali, anche allo zaino, sino a moschettoni portachiavi.

MVTR: Moisture Vapour Transfer Rate, valore indicativo della traspirabilità di un tessuto o capo di abbiglianeto, misura quanti grammi di vapore acqueo riescono a traspirare attraverso 1 mq di tessuto in 24 ore (g/mq/24h). Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

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- N -

NAP: vedi "materassino in neoprene".

NEVAIO: accumulo di neve in una valle o piana, che può scomparire o meno durante il corso dell'anno.

NIVOMETRO: strumento atto a misurare in automatico, nelle stazioni meteo-nivologiche, l'altezza raggiunta dal manto nevoso. In genere viene utilizzato il nivometro ad ultrasuoni.

NORDIC HIKING: sinonimo di Nordic Walking (v.).

NORDIC WALKER: titolo che compete a chi completa tutti e tre i livelli del corso di Nordic Walking (v.), ovvero benessere, sportivo, sportivo avanzato.

NORDIC WALKING: tecnica di camminata con l'ausilio di appositi bastoncini, nata in Finlandia e derivata dal sistema di allenamento in estate degli atleti di sci da fondo. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

NYLON RIP-STOP: tessuto ultraleggero che garantisce resistenza allo strappo (rip-stop) grazie alla tramatura rip-stp. Termine commerciale.


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- O -

OFTALMIA: lesione agli occhi dovuta all'eccessivo irraggiamento solare, soprattutto se ci si espone senza protezione al sole in zone ad alta quota e su ghiacciaio,. Gli effetti sono: lacrimazione degli occhi, arrossamento degli occhi, bruciore e dolore degli occhi, cecità temporanea. Rimedi sono: portare l'infortunato nell'oscurità, applicare impacchi freschi, collirio, utilizzo di occhiali di protezione sino alla scomparsa del disturbo.

OMETTO: pilastrino in pietra, generalmente a secco, costruito per indicare la vetta di una montagna o la via quando il terreno è tale da non consentire la persistenza di una traccia sicura (ad esempio terreno molto sassoso, accumuli di frane). L'ometto nasce dall'esigenza dei pastori di avere punti di riferimento in montagna in caso di visibilità ridotta e contemporaneamente da quella di liberare i pascoli dalle pietre. Si veda la pagina sulla segnaletica su questo stesso sito.

ONDE RADIO: sottoinsieme delle onde elettromagnetiche, che possono essere generate artificialmente ed utilizzate nelle comunicazioni radio-televisive. Si veda la pagina Onde radio e loro propagazione su questo stesso sito.

ORA CRITICA: termine un po' familiare per indicare il periodo che precede all'incirca il mezzogiorno o comunque quando solitamente si ha l'abitudine di pranzare, es. dalle 11 alle 12, quando il corpo ha ormai bruciato per attività fisica (escursionistica o alpinistica) le riserve di zuccheri e grassi principali e necessità di una sosta, alimentazione ed idratazione per recuperare. L'attività escursionistica in queste fasi richiede una maggiore attenzione e concentrazione, il fisico comincia a risentire della mancanza di riserve, prima come forma di vuoto di stomaco, poi a livello cerebrale con stordimento e leggeri capogiri (dovuti spesso anche alla quota), è necessario aumentare l'attenzione (il passo diviene meno fermo e preciso, spesso si ha un calo della forza fisica) ed assumere zuccheri, fare una sosta, alimentarsi e riposare. Si veda la pagina Organizzazione di una escursione su questo steso sito.

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- P -

PALESTRA DI ROCCIA (o di arrampicata): parete rocciosa dove sono state attrezzate e predisposte vie di arrampicata (v.) di differente difficoltà.

PALA DA NEVE: attrezzo leggero, smontabile, utilizzato per le ricerche dei sepolti da valanga, spalare neve per creare una "truna" (v.) o in ogni altra necessità in cui occorra spalare neve durante una escursione invernale, indispensabile per chi fa attività di sci-alpinismo o altra attività alpina invernale. Esistono zaini appositi da scialpinismo che hanno al loro interno uno spazio per riporre la pala da neve.

PALERIA: insieme di elementi costituenti l'ossatura portante di una tenda (v.), solitamente in fibra di vetro o alluminio e precollegati da cavi interni per facilitare il montaggio.

PALON
: termine utilizzato in certe zone della Valle d'Aosta per indicare alcune cime di aspetto simile a colline (esempio: Palon di Resy)

PASSO: valico che consente il passaggio da una valle a quella contigua, punto più basso in cresta (v. anche colle).

PATOIS (pron. patuà o patué): è la lingua di origine francoprovenzale parlata in tutta la Valle d'Aosta (con le sue varianti locali da valle a valle ed anche da comune a comune), con l'eccezione di gran parte della Valle di Gressoney dove si parla un dialetto di origine tedesca. Il francoprovenzale è parlato in diverse valli alpine tanto che i valdostani non hanno problemi a farsi comprendere dagli abitanti della Savoia, alla quale sono stati legati sino dal medioevo. Comunemente definito dialetto, il patois è influenzato dai dialetti piemontesi nelle valli verso il Canavese, più nettamente francofono oltre Aosta.

PEDULA: indica generalmente un tipo di calzatura per attività escursionistica in montagna, del tipo semirigido o scarpone semirigido (v.). Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

PERMAFROST: ghiaccio fossile, indica il ghiaccio contenuto nei meati del terreno o delle rocce, che difficilmente viene a sciogliersi e fornisce anche un contributo alla stabilità delle struttura rocciosa stessa.

PÉYO: termine locale che indicava il soggiorno, ovvero il centro della casa.

PICOZZA: attrezzo indispensabile per attività su ghiacciaio costituito da un manico su sui sono montati un puntale metallico (nella parte rivolta verso il terreno, atto a piantare la picozza nella neve) ed un "manico" metallico dall'altra (dove viene impugnata) del quale si individuano una parte più lunga e snella, provvista da dentatura nella zona inferiore (per mordere il ghiaccio) detta "becca" ed una più corta e larga (per "scavare" e gradinare nella neve) detta "paletta". Solitamente è presente un lacciolo che viene fatto passare attorno al polso atto ad impedire che la picozza possa sfuggire di mano. Esistono picozze apposite per la salita delle cascate di ghiaccio.

PIETRA OLLARE:  nome con cui viene comunemente indicata la steatite, roccia malleabile, facile da scolpire, in quanto contiene una elevata percentuale di talco, che ha la caratteristica di mantenere a lungo il calore e perciò utilizzata nei tempi passati per produrre pentole e crogioli atti alla cottura dei cibi. La produzione di manufatti in pietra ollare destinati all'esportazione si era sviluppata in particolare in alta Valle d'Ayas duranta lo sviluppo della Kramerthal (v.). Oggi in valle è ancora facile trovare semilavorati e parti della pietra scartate ed estratte dalle lavorazioni per produrre pentole e vasi. Oggetti lavorati in pietra ollare e sculture vengono realizzati oggigiorno ed esposti nelle varie fiere dell'artigianato che avvengono in valle (fra cui ovviamente la famosa "Fiera di Sant Orso" il 30 e 31 gennaio di ogni anno ad Aosta). La pietra ollare è comunque tipica di diverse zone delle Alpi fra cui la Valmalenco ove le pentole in pietra ollare vengono chiamate "laveggi".

PILE: tessuto sintetico utilizzato per maglie, giacche, guanti, berretti, ecc. Fu inventato ad inizio anni '80 dalla ditta americana Malden Mills ed in seguito imitato da altre (il nome "pile" raggruppa quindi diversi tipi di tessuto la cui composizione esatta è spesso un segreto della ditta che lo ha brevettato). La fibra di partenza è il poliestere alla quale vengono aggiunte altre fibre sintetiche come poliammide, acrilico, elastane. Il pile ha la caratteristica di essere soffice, voluminoso, molto caldo, asciuga velocemente, non deve essere stirato, va lavato a 30° - 40 °C e non va candeggiato. Il pile non è impermeabile a meno di trattamenti particolari, può essere più o meno pesante (più pesante per i capi utilizzati a temperature più basse) e più o meno traspirante (i capi più leggeri sono i più traspiranti di solito). La resistenza al vento dipende anch'essa dai trattamenti al qual il materiale è stato sottoposto e non dallo spessore. Il pile è comunque soggetto all'usura (ad esempio lo sfregamento degli spallacci dello zaino) e alle alte temperature può bruciacchiare (attenzione a non avvicinarsi troppo ad una stufa accesa).

PILLING: fenomeno per cui su capi di abbigliamento morbidi, con il passare del tempo e lo sfregamento con altri capi, si formano delle piccole "palline" del materiale stesso (microfilamenti). Questo fenomeno, che imbruttisce ed usura i capi di abbigliamento, è caratteristico dei capi in lana e pile (non trattati per evitarlo).

PILONE VOTIVO: vedi "edicola votiva".

PIRANOMETRO: strumento presente a volte nelle stazioni meteorologiche (v.) atto a misurare l'intensità della radiazione solare diretta. E' costituito da una termopila formata da una giunzione di manganina costantana posta a contatto con una superficie annerita che fornisce una tensione proporzionale alla radiazione assorbita. Il tutto è protetto da due cupole di vetro. E' detto anche SOLARIMETRO. L'intensità della radiazione solare si esprime in watt / metro quadro (W/mq).

PISSA: cascata (termine usato in Valsesia).

PLACCA: parete rocciosa liscia e povera di appigli, verticale o comunque molto inclinata.

PLUVIOGRAFO: pluviometro (v.) registratore.

PLUVIOMETRO: strumento che consente di misurare la quantità di pioggia caduta dopo una precipitazione. E' costituito da un recipiente cilindrico con fondo piatto, munito di un'asticella graduata in mm (o di appositi sensori nelle stazioni meteo automatiche), che si riempie sotto l'azione della pioggia. Un imbuto raccoglie l'acqua ed impedisce l'evaporazione nelle giornate calde. Per misurare piogge deboli si utilizza invece un recipiente a cono che amplifica l'effetto di riempimento. Il pluviometro deve essere installato ad almeno 1,5 mt dal suolo, in zona libera da ostacoli. Dall'altezza della pioggia caduta mediante semplici calcoli otterremo la quantità di pioggia in ml/mq (millilitri al metro quadrato).

PMR446: Personal Mobile Radio, apparati radio portatili (palmari) che operano in UHF nel campo dei 446 MHz modulazione FM. In base al Codice delle Comunicazioni in Italia (a differenza della quasi totalità dell'Unione Europea) sono soggetti ad una "dichiarazione di utilizzo" ed al pagamento di un canone annuo pari a 12 euro (giugno 2010). Si veda la pagina Radio Ricetrasmittenti su questo stesso sito.

POLIESTERE: classe di polimeri che contengono il gruppo funzionale degli esteri. si utilizzano per l'abbigliamento sportivo spesso in combinazione con altre fibre anche naturali (cotone). Il polipropilene è un tipo di poliestere. Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

PONTE RADIO: collegamento via radio con antenne direzionali da una stazione radio ad un'altra. La trasmissione e la ricezione avvengono solo fra le stazioni radio e non possono essere ricevute o intercettate da altri apparati se non trovandosi sulla linea  retta che collega le due stazioni stesse. Il ponte radio si differenza dalla normale trasmissione radio in quanto avviene solo in una direzione specifica e non, come la radio, in tutte le direzioni onde coprire una determinata area. La trasmissione/ricezione in una direzione unica consente di effettuare collegamenti a lunghe distanze. Si veda la pagina Radio Ricetrasmittenti su questo stesso sito.

PONTE TIBETANO:  ponte rudimentale tipico dell'Himalaya, costituito da due funi principali a livello della vita, per sorreggersi, ed una base di tavole di legno, legata ad essa con corde intrecciate, su cui camminare, il tutto molto oscillante sotto l'azione del vento e del passaggio delle persone. Si ritrova anche nelle vie ferrate, in una forma più moderna (cavi in acciaio), con la base a volte costituita da una sola fune su cui camminare reggendosi in equilibrio grazie alle altre due.

POPOTE: batteria da cucina apposita per il trekking, consistente in una o più pentole in alluminio o acciaio, fornite di accessori, che viene riposta occupando poco spazio. Talvolta viene chiamato anche "gavetta" (v.) anche se la vera gavetta è quella militare (o civile ma di forma analoga, ovvero schiacciata / "a fagiolo"). Si veda la pagina sulle Pentole e simili in questo stesso sito.

PORTABASTONCINI: analogo al portapicozza (v.) è un sistema di cinghiette ai lati dello zaino (presente su alcuni modelli) con una tasca inferiore in cui infilare le punte, atte ad agganciare i bastoncini da trekking (v.) ripiegati allo zaino stesso, quando non vengono utilizzati.

PORTAPICOZZA: sistema disponibile su zaini di tipo alpinistico, formato da due cinghiette ad anello, una fissa e l'altra apribile, che consente di fissare la picozza all'esterno dello zaino. La picozza viene infilata verticale (in posizione vericale con il manico in alto) in quella inferiore, poi ribaltata col la punta in alto ed il manico in basso, bloccato dalla cinghietta inferiore ed assicurata con la cinghietta superiore.

PORTASCI: analogo al portabastoncini, è un sistema presente su zaini indirizzati allo sci-alpinismo che mediante cinghie ai lati dello zaino consente di legare gli sci allo stesso, per trasportarli quando non vengono utilizzati.

PSICROMETRO: strumento che consente di determinare il punto di rugiada (v.) e calcolare indirettamente l'umidità relativa (a differenza dell'igrometro che permette una lettura diretta, v.). Lo psicrometro è formato da due termometri, uno a bulbo asciutto e l'altro a bulbo bagnato, montati su una struttora girevole che consente di farli ruotare attorno ad un asse verticale situato nel mezzo degli stessi. Mediante la rotazione dei due termometri o mediante una ventola che soffia aria si provoca una ventilazione forzata che sollecita l'evaporazione dell'acqua contenuta nella garza che vavvolge il bulbo bagnato. L'evaporazione comporta consumo di energia che si traduce in un raffreddamento del termometro. La lettura della temperatura sul termometro a bulbo bagnato quando l'evaporazione ha termine rappresenta il "punto di rugiada". L'umidità relativa dell'aria viene ricavata, mediante apposite tabelle, dal confronto di questa temperatura con quella del termometro a bulbo asciutto.

PULPITO: piccolo terrazzo di roccia che interrompe la parete, più largo di una cengia (v.) che si sviluppa perlopiù in lunghezza. Viene spesso sfruttato nelle vie ferrate (v.) come zona di sosta.

PUNTA: sinonimo di vetta, soprattutto nel caso che essa abbia pareti molto scoscese.

PUNTO DI RUGIADA: detto anche punto di brina se la temperatuta è inferiore a 0°C, è la temperatura dell'aria alla quale l'umidità relativa (v.) raggiunge 100% e quindi si ha la condensazione del vapore acqueo contenuto nell'aria stessa. E' ovviamente funzione della quantità di umidità contenuta nell'aria e inoltre è sempre inferiore alla temperatura dell'aria stessa. La temperatura del punto di rugiada viene determinata con uno psicrometro (v.).

PUNTO DI BRINA: v. punto di rugiada.

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- Q -

QUOTA: valore dell'altitudine di un punto riferita al livello medio del mare (quota altimetrica). Viene anche utilizzato per indicare una vetta quando essa non ha un nome definito (es. Quota 1617, nei pressi del M. Ros, in Valle d'Ayas).

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- R -

RAMPONI: attrezzo in acciaio a più punte che viene assicurato al di sotto dello scarpone per facilitare la progressione su ghiaccio.

RACCHETTE DA NEVE: attrezzatura di origine antica che consente di muoversi senza affondare su neve fresca o comunque con scarsa portanza. Nella versione attuale sono costituite da una base metallica ramponata su sui appoggiare ed allacciare lo scarpone, centrata ed incernierata su una ampia superficie di appoggio in metallo o plasticai forma più o meno estesa che distribuisce il carico sul terreno. Vengono dette anche ciaspole (v.). Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

RADAR METEOROLOGICO: particolare tipo di radar utilizzato in meteorologia per monitorare in tempo reale intensità di pioggia, vento, presenza di grandine. Il funzionamento si basa sull'effetto di riflessione di microonde da parte dei corpi condensati (goccie d'acqua e cristalli di ghiaccio).

RASCARD (o raccard, plr. rascards): indica una costruzione tipica della Valle d'Ayas di origine Walser (ma anche di zone della Valle di Gressoney come il Vallone di S. Grato sopra Issime), costituita da un piano in pietra ove trovava posto la stalla ed uno al di sopra di questo interamente in legno e sollevato da esso (anche per una migliore areazione) da tronchi alla cui sommità veniva posta una pietra piatta (che vengono comunemente detti "funghi") per impedire la salita dei roditori, che fungeva da fienile e granaio. Solitamente il fienile disponeva di un ingresso centrale dal retro (a monte, ove il terreno era più elevato), corridoio centrale (detto anche éra, area di trebbiatura) e due o quattro stanzette laterali (tchamb) che costituivano i depositi di cereali o fieno e stanzette più piccole (tchambrette) ricavate sul balcone a valle per il deposito delle granaglie. Ai giorni nostri molti rascard versano in cattive condizioni ma molti sono stati restaurati e, a volte, pesantemente trasformati (v. foto, rascard nel Vallone di S. Grato). Interessanti volumi sulla costruzione dei rascard e sull'architettura spontanea della Valle d'Aosta sono recensiti nella Bibliografia - sezione Storia. L'equivalente gressonaro e valsesiano del rascard è lo stadel (v.) che si differenzia essenzialmente, oltre che per l'origine del termine, tedesca anzichè francofona, per la presenza di balconi con rastrelliere in legno su cui venivano fatti essicare fieno e foraggio al riparo dalla pioggia tipica del clima umido di quelle valli.

REBLEC: formaggio fresco valdostano ricavato dal latte intero, consumato solitamente entro 12 ore dal momento della produzione.

REINE (plur. REINES): letteralmente "regine", indicano le mucche più "titolate" nell'alpeggio, ovvero la "regina delle corna" (la più combattiva e vivace) e la "regina del latte" (la più produttiva). Durante la desarpa (v.) vengono agghindate sul capo con decorazioni a fiori rispettivamente bianchi e rossi.

REINTEGRATORI SALINI: v. integratori salini

REPIT (respiro): rito della "doppia morte". Usanza presso i popoli Walser che costituiva in una cerimonia da tenersi presso santuari consacrati mediante la quale un bimbo morto poco dopo la nascita si credeva resuscitasse giusto il tempo di venire battezzato. La chiesa dell'epoca sconfessò la pratica.

REUVAN: nel medioevo erano i guardiani dei ru (v.) che a coppie percorrevano i due lati del canale, nei due sensi, ogni giorno.

RET: resistance to moisture vapor trasmission, valore indicativo della resistenza al passaggio di vapore acqueo, in mq*Pa/W, utilizzato per misurare la traspirabilità dei tessuti e dei capi di abbigliamento. Valori indicativi sono:
  • RET da 0 a 6: traspirabilità molto buona (estremamente traspirante)
  • RET da 6 a 13: traspirabilità buona (molto traspirante)
  • RET da 13 a 20: traspirabilità soddisfacente (mediamente traspirante)
  • RET da 20 a 30: traspirabilità insoddisfacente (appena traspirante)
Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

RIFUGIO: costruzione destinata al ricovero di emergenza o al pernotto di escursionisti ed alpinisti, in origine molto spartana, oggi a volte simile ad un albergo d'alta quota. Nella definizione attuale si indica come rifugio una struttura affidata durante il periodo estivo ad un gestore che si occupa anche della preparazione dei pasti. I rifugi solitamente dispongono di un locale invernale che serve da ricovero nei periodi in cui non è presente il gestore. Nel secolo scorso il termine per queste strutture era "capanna" (è rimasto nel nome di alcuni rifugio come la Capanna Margherita o la Capanna Guglielmina) mentre "rifugio" indicava una struttura non custodita a casetta, in legno (es. Rif. Bobba) equivalente ad un bivacco (termine allora utilizzato solo per le strutture a semibotte in lamiera come il Biv. Lateltin o il Biv. Città di Mariano). In questo sito vengono riportate numerose schede di rifugio. Solitamente si parla di rifugio alpino, anche se è non localizzato sulle Alpi, quando l'accesso avviene solo a mezzo sentiero, via alpinistica oppure tramite strade carrozzabili non aperte al normale traffico veicolare (c.d. strade interpoderali) mentre si parla di rifugio escursionistico quando l'accesso può avvenire a mezzo strade aperte durante tutto il corso dell'anno al normale traffico veicolare (D.M. 9-4-1994 e s.m.i.).

RINVIO: nell'alpinismo è elemento di collegamento fra l'ancoraggio (che può essere il chiodo, lo spit, un cordino attorno ad una clessidra, un nut o un friends) e la corda. E' costituito da una coppia di moscehttoni con una fettuccia che li collega (vedi foto esempio). E buona norma cercare di inserire nell'imbrago un numero pari di rinvi a destra e sinistra. E' necessario saper inserire la corda nel rinvio con una sola mano, sia esso rivolto a destra o a sinistra. Ricordarsi che è buona regola inserire nell'ancoraggio il rinvio rivolto dalla parte opposta alla quale si vuole proseguire (esempio: se ci si dirige tendenzialmente a destra, inserire il rinvio nello spit o nel chiodo con la leva rivolta verso sinistra, perché in caso di caduta c'è potenziale pericolo che la corda venga trascinata ed esca dal moschettone).

RIO: sinonimo di torrente, usato in alcune zone della Valsesia, Valli di Lanzo e Valle dell'Orco / Valsoana

RIPSTOP: caratteristica di alcuni tessuti sintetici (nylon ed altri) di resistere allo strappo grazie ad una fine tramatura interna. Può essere tradotto con "antistrappo".

ROCCE MONTONATE: pareti rocciose levigate dal ghiacciaio, presenti soprattutto nell'area del Parco del Mont Avic (vedi foto esempio).

ROCCETTE: termine che indica brevi tratti rocciosi (non oltre I°) da affrontare anche con elementari tecniche di arrampicata, durante una escursione (solitamente di difficoltà EE).

ROGER BEEP: segnale automatico che nelle radio ricetrasmittenti avvisa dell'avvenuta fine di una conversazione (sostituisce le parole "passo" o "cambio"). Si veda anche la pagina sulle Radio Ricetrasmittenti su questo stesso sito.

ROTTA: termine derivato dalla navigazione marittima che nei sistemi GPS (v.) indica una successione di waypoint (v.) da seguire in un determinato ordine per giungere ad una destinazione prefissata. Si veda la pagina sul GPS in questo stesso sito.

ROUESA (pronuncia rüesa): antico termine locale, di origine walser, che significa ghiacciaio, dal quale è derivato il toponimo Monte Rosa (il fatto che il nome derivi dal colore che i ghiacciai assumono al tramonto, in realtà, è una "leggenda urbana").

RU (pronuncia rü): canale artificiale scavato per portare l'acqua a scopo irriguo. In Valle D'Aosta esiste una vasta rete di canali, in gran parte di origine medioevale. In Valle d'Ayas sono famosi, per il loro sviluppo di diversi kilometri, il Ru Herbal, il Ru Curtod ed il Ru d'Arlaz. Sono in parte ancora utilizzati. Lungo i ru si sviluppavano sentieri appositamente relizzati per la manutenzione, il controllo e la sorveglianza delle acqua, che oggi costituiscono spesso percorsi ideali per facili escursioni.

RUNE: simboli utilizzati dai popoli nordici come sistema di scrittura, antecedenti l'uso dei caratteri latini. Venivano utilizzati anche dalle popolazioni Walser.

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- S -

SAC: Schweizer Alpine Club (Club Alpino Svizzero)

SACCO:
sinonimo di zaino (v.)

SACCOLENZUOLO: sacco formato da un lenzuolo utilizzato per dormire in bivacco/rifugio ove le coperte siano già fornite. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

SACCOLETTO:  sacco imbottito in materiale sintetico con imbottitura in fibre sintetiche o piuma, per dormire in quota in rifugio, bivacco o tenda. Originariamente erano realizzati con pelli animali, con la parte del pelo all'interno (da cui il nome "sacco a pelo"). Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

SACCO A PELO: v. saccoletto

SACCO DA BIVACCO: sacco leggero ed impermeabile, non imbottito, generalmente alluminato all'interno per riflettere il calore del corpo, utilizzato come ulteriore fodera esterna per il saccoletto, per dormire all'aperto.

SABOT (plr. sabots): calzatura tipica della Valle d'Ayas, interamente il legno simile agli zoccoli olandesi (il termine zoccolo indica però una calzatura con la sola parte inferiore in legno e quella superiore in cuoio). Vengono ancora utilizzati sia per i lavori tradizionali, sia per passeggiare per le vie dei centri abitati dell'alta Valle d'Ayas. Il sabots viene realizzato in forme diverse per uomo o donna,  può essere decorato con intagli e colorazioni, spesso viene "cerchiato" con un filo di ferro per irrobustire la zona più fragile attorno al collo del piede, spesso tendente ad increparsi, e ai giorni nostri viene a volte aggiunta una specie di suola in gomma per evitare sia di scivolare sia che sassolini e sabbia si incastrino nel legno. (vedi foto, sabots da donna in pioppo, cerchiati e con sottosuola in gomma). Generalmente per i sabots la misura viene data in base alla lunghezza in cm (per l'equivalenza fra le taglie di vari stati e la lunghezza in cm vedere la pagina sulle Scarpe). Per i sabots viene impiegato legno di pino cembro, larice, pioppo e salice.

SABOTIER (pron. sabotié): abile artigiano esperto nella creazione dei "sabots" (v.)

SAILLAOU: termine locale che designa colui che in alpeggio si occupava della salatura delle fontine.

SALIGNON: ricotta valdostana aromatizzata con erbe montane o peperoncino, sale e pepe.

SANTELLA: denominazione locale che definisce un tipo di edicola votiva esistente nella Lombardia orientale. In genere nella santella si trova posto un affresco raffigurante un santo od una scena di adorazione della Vergine da parte di santi, non una statua. Le santelle sono poste in gran parte lungo sentieri molto frequentati o alla biforcazione di una strada.

SCALA DEI GRADI: sistema di valutazione della difficoltà di una parete basato sul numero degli appigli e sul tipo di movimento che occorre per superarla. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

SCALA DELLA DIFFICOLTA': sistema di valutazione del livello di difficoltà di una escursione (scala di difficoltà escursionistica) o di un'ascensione (scala di difficoltà alpinistica). Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

SCARPONE: termine generico per indicare un particolare tipo di calzatura, molto robusta ed adatto alle attività in montagna (ma esistono anche scarponi di sicurezza per i lavori edili ed altro). Esistono scarponi rigidi prettamente da alpinismo (chiamati anche scarponi veri e propri) e semirigidi adatti ad escursioni e trekking, più morbidi (detti anche "pedule"). Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

SCRAMBLE: dispositivo su apparecchiature radioamatoriali che consente di criptare la trasmissione in modo che possa essere ascoltata solo da chi ha impostato lo scramble sullo stesso codice, illegale in Italia su diverse apparecchiature fra cui gli apparati LPD, PMR446 e CB.

SECCHIELLO: attrezzo usato in arrampicata per le manovre di assicurazione, che viene agganciato con un moschettone all'imbrago di chi assicura l'alpinista che sta arrampicando (vedi foto esempio.) Ha funzione analoga al "grigri" (v.)

SECONDO: indica solitamente il "secondo di cordata" ovvero l'alpinista che sale successivamente al capocordata (v.)

SEGNALETICA: per l'escursionista è generalmente standardizzata ed è costituita da segnali in metallo su palina, segni dipinti su massi (numeri del sentiero, riportati anche sulle carte escursionistiche), ometti in pietra ed altri tipi di segnale. Si veda la pagina sulla segnaletica su questo stesso sito.

SELLA: termine analogo a colle o passo (v.).

SENTIERO: percorso adatto a uomini ed animali, non a mezzi motorizzati, più o meno evidente e/o segnalato. Si veda questa pagina.

SENTIERO ATTREZZATO: sentiero ove i tratti più difficili o esposti sono stati resi più sicuri con corde fisse (v.), gradini metallici, passerelle o altro.

SENTIERO INTERVALLIVO: v. itinerario intervallivo

SENTIERO TRATTORABILE: discutibile neologismo utilizzato nel contesto della realizzazione di nuove strade in alta montagna, per non utilizzare appunto la parola strada. Il sentiero trattorabile sarebbe un sentiero percorso da persone ma anche da mezzi motorizzati, quali trattori ma anche altro, una strada agricola, per l'appunto.

SERACCO: alterazione geomorfologica della superficie di un ghiacciaio che si presenta a fronte di salti rocciosi.

SERAS: ricotta valdostana ricavata dal latticino della Fontina, si consuma fresca o affumicata.

SFASCIUMI: zona di rocce rotte, sfasciate appunto, solitamente piccolo detriti alla base di qualche parete rocciosa, ove la progressione richiede una particolare cautela ed una elevata fatica (si veda la pagina sulle Tipologie di sentiero su questo stesso sito).

SISTEMA CENTESIMALE: sistema di misura degli angoli utilizzato soprattutto negli strumenti topografici, suddivide l'angolo giro in 400 gradi centesimali o gradi GON (400g). Si veda anche la pagina Fondamenti di Topografia su questo stesso sito.

SISTEMA MILLESIMALE: sistema di misura degli angoli utilizzato soprattutto in artiglieria e nelle bussole da rilevamento, suddivide l'angolo giro in 6400 millesimi (6400°°). 1 millesimo è l'angolo che sottende la lunghezza di 1 metro alla distanza di 1 Km. Si veda anche la pagina Fondamenti di Topografia su questo stesso sito.

SISTEMA SESSADECIMALE: sistema di misura degli angoli che riunisce i vantaggi del sistema centesimale per i calcoli con la suddivisione tradizionale degli angoli tipica del sistema sessagesimale. L'angolo giro è suddiviso in 360 gradi (360°), le frazioni di grado si misurano in decimali, centesimi, millesimi e decimillesimi. Si veda anche la pagina Fondamenti di Topografia su questo stesso sito.

SISTEMA SESSAGESIMALE: il sistema più tradizionale di misura degli angoli, l'angolo giro è suddiviso in 360 gradi (360°), ogni grado è suddiviso in 60 primi (60'), ogni primo in 60 secondi (60"). Si veda anche la pagina Fondamenti di Topografia su questo stesso sito.

SOFT-SHELL: particolare tipo di capo di abbigliamento tecnico (giacca, gilet o pantaloni) per uso sportivo, antivento ed idrorepellente, molto indicato per attività su neve, ad alta quota o nelle mezze stagioni. E' un capo specialistico "a membrana" adatto a fare da "strato termico" nella successione di strati a protezione del corpo. Per maggiori informazioni si veda la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

SOLARIMETRO: v. piranometro.

SQUELCH: negli apparati radio ricetrasmittenti è circuito che in assenza di segnale inibisce la ricezione per limitare il fruscio di fondo e si disattiva non appena arriva un segnale in ricezione, ma regolandolo serve anche a limitare l'interferenza di altre trasmissioni più deboli sullo stesso canale. Si veda anche la pagina sulle Radio Ricetrasmittenti su questo stesso sito.

STADERA: bilancia ancora oggi utilizzata presso le popolazioni montane (in particolare per la pesatura delle forme di formaggio) costituita da un braccio che viene tenuto orizzontale, sospeso ad un gancio (appeso ad una struttura fissa o sostenuto con la mano), il piatto dove viene postato l'oggetto da pesare (agganciato ad esso con delle catenelle) ed un peso scorrevole lungo l'asta graduata dall'altro che viene posizionato in modo da equilibrare il peso dell'oggetto da pesare (un indice posto al di sopra del fulcro di rotazione rimane verticale quando i due momenti rispetto esso si equivalgono). L'asta è graduata da due lati ed esistono due ganci di sospensione e due punti attorno ai quali le parti della bilacia ruotano, posizionati in modo da dare due bracci di leva diversi), il peso è ribaltabile per usarlo con entrambe le scale. In questo modo si ottengono due scale diverse con peso massimo misurabile differente. Si veda questa immagine (vista della stadera eparticolare dei ganci di sospensione e del contrappeso).

SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO: organizzazione di soccorso in montagna, creata su base volontaria nel 1954 dal Club Alpino Italiano (v. anche C.N.S.A.S.)

SODZË: termine locale che indica nell'alpeggio, colui occupato del controllo e del rivoltare le fontine ad intervalli regolari, durante la stagionatura nel crotin (v.). Si affianca al Saillou (v.)

SPARTIACQUE: linea che divide due bacini idrografici contigui, in genere costituita da una serie di creste e vette.

STADEL: costruzione tipica della Valle di Gressoney, simile al rascard della Valle d'Ayas: era il fienile in legno, posto al di sopra della casa/stalla in pietra. Si differenzia essenzialmente dal rascard per i grandi balconi muniti di rastrelliere su cui venivano posati fieno e granagli per l'essicazione, al riparo dalle piogge (il clima della Valle di Gressoney, come quello della Valsesia, è più piovoso che quello di altre valli valdostane). Vedi foto - stadel a Pedemonte, in Valsesia.

STAZIONE METEOROLOGICA: insieme di strumenti analogici o digitali che forniscono informazioni sulle caratteristiche dell'atmosfera allo scopo di permettere la previsione delle variazioni del tempo e di redigere statistiche sull'andamento dei fenomeni metereologici della zona. Una stazione meteo comprende generalmente termometro, igrometro, barometro, pluviometro e anemometro oltre a strumenti particolari a seconda dei dati che si intendono rilevare (piranomometro, rilevatore di radiazione UV, ecc.). Un tempo costituita dalla capannina meteorologica (v.) oggi la stazione meteo è di tipo automatico, il cui resoconto può essere consultabile direttamente su consolle o trasmesso via internet su appositi siti web onde divenga accessibile a tutti. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

STILE ALPINO: impostazione della spedizione con ridotto numero di uomini e materiali, lo stretto indispensabile che viene trasportato dagli alpinisti, senza portatori e senza corde fisse.

STILE HIMALAYANO: dicesi di spedizione quando avviene con grande impiego di uomini, portatori e materiali. Se riferito al modo di progressione si intende mediante l'apposizione di più campi (campo base, campi alti, v.) e salite successive per l'apposizione e la preparazione di corde fisse che andranno poi utilizzate, oltre che per stabilire campi più alti, per l'attacco finale alla vetta

STRADA PODERALE / INTERPODERALE: strada sterrata o anche asfaltata, a volte a tratti, in alta montagna a servizio dei pascoli e degli alpeggi destinata al solo traffico di tipo agricolo (o comunque di mezzi dei proprietari dei fondi che serve) e forestale, oltre all'eventaule passaggio di mezzi di sicurezza, antincendio e soccorso, altri eccezionalmente autorizzati. Il transito in Valle d'Aosta è regolato dalla Legge regionale n° 17/85, l'autorizzazione viene rilasciata dal comune dopo relativa richiesta motivata. Il Corpo Forestale o di Polizia Municipale può infliggere contravvenzione a chi percorre le strade poderali senza avere regolare permesso che deve essere esposto all'interno della  vettura ben visibile. Lo sviluppo delle strade poderali in Valle d'Aosta è enorme, quasi a non voler dimenticare nessuno dei migliaia di alpeggi esistenti, anche quando questi vengono quasi mai utilizzati, moltre tratte sono asfaltate o lastricate in pietra. Spesso costituisce anche l'itinerario di molte escursioni in quanto il sentiero si confonde con essa, quando non è sopravvissuta la traccia del sentiero originale.

STRAPIOMBO: si ha quando una parete forma un angolo retto con la sua base (parete strapiombante), ma viene utilizzato anche quando ci si trova su una cresta che dall'altro lato mostra pareti verticali (si veda ad esempio la Cresta del diavolo sul percorso per la Becca Trecare).

SUPERFICIE DI RIFERIMENTO: in cartografia è la superficie che rappresenta la forma della terra sulla quale viene proiettata la superficie reale terrestre, onde ricavare carte geografiche e topografiche. V. anche geoide. Si veda la pagina sul GPS su questo stesso sito.

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- T -

TAVOLETTA: carta I.G.M. di forma quadrata circa cm. 40x40, con a margine legenda, pubblicata in varie edizioni ed in scala 1:25.000, di difficile reperibilità attualmente. Dispone di reticolo UTM (v.). (v. foto esempio).

TCHAMBRA (pron. ciàmbra): termine locale che significa camera, stanza (Ayas). Nel rascard indica anche le camere della parte in legno utilizzate come fienile o deposito dei covoni.

TCHAMBRETTA (pron. ciàmbretta):cameretta, diminutivo di "tchambra" (v.) (Ayas). Nei rascards, o meglio nella parte in legno della costruzione, indicava anche le stanzette, costruite a sbalzo ovvero sul balcone verso valle, utilizzate come deposito delle granaglie, 

TENDA: in attività di montagna si utilizzano tende solitamente di forma a tunnel, igloo o geotedica, da due-tre posti. Tende di dimensioni maggiori comportano difficoltà di trasporto nello zaino e solitamente vengono utilizzate per i campi base (v.). L'uso della tenda in montagna, fuori da aree destinate a campeggio, solitamente è regolato da normative regionali, in Valle d'Aosta è possibile il solo pernotto (montare la tenda alla sera e levarla al mattino ) e a quote maggiori o uguali a 2500 mt., non in vicinanza di rifugi. Nell'ambito di Parco Nazionale o Regionale occorre riferirsi al regolamento del parco stesso. Si veda la pagina apposita su questo steso sito.

TENDINA: tenda da trekking/alpinismo di piccole dimensioni, due - tre persone. Si veda la pagina apposita su questo steso sito.

TERMOSALDATURA: è un sistema per sigillare le cuciture, onde evitare che l'acqua possa penetrare all'interno del capo attraverso i piccoli fori delle cuciture stesse. Consiste nell'applicazione a caldo di un nastro adesivo sigillante (in genere si legge "cuciture nastrate e termosaldate"). Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

T.D.C.: Tour de Combin, itinerario escursionistico attorno al Gran Combin (trekking di più giorni). Il segnale che lo identifica è la sigla TDC in nero all'interno di un rombo nero con interno giallo.

TITSCH: lingua di origine Walser (v.) tipica della zona di Gressoney.

T.M.B.: Tour du Mont Blanc, itinerario escursionistico attorno al M. Bianco (trekking di più giorni). Il segnale che lo identifica è la sigla TMB in nero all'interno di un rombo nero con interno giallo.

T.M.R.: Tour du Monte Rose, itinerario escursionistico attorno al M. Rosa (trekking di più giorni). Il segnale che lo identifica è la sigla TMR in nero all'interno di un rombo nero con interno giallo.

TRACCIA: indica il solco sulla neve lasciato dal passaggio di scialpinisti, alpinisti o escursionisti. Nei sistemi GPS indica la successione di punti rilevati dal dispositivo stesso durante gli spostamenti dell'operatore e memorizzati onde riportare il percorso fatto sulla carta (a mezzo personal computer) oppure per poterlo ripercorrere a ritroso, in mancanza di altri riferimenti visivi. Si veda la pagina sul GPS in questo stesso sito.

TRACKBACK: funzione dei dispositivi GPS che consente di percorrere a ritroso una traccia (v.) memorizzata. Si veda la pagina sul GPS in questo stesso sito.

TRAMAIL
: è l'alpeggio più elevato (termine utilizzato in Valle d'Ayas), indicato a volte come alpeggio superiore (Alpe Merendiù Sup. = Tramail de Merendiù). La parola deriva dall'abitudine di portare le mandrie prima negli alpeggi più bassi per un po' di tempo e poi trasferirle in quello più elevato nel periodo centrale dell'estate, in modo che il pascolo più a valle, già utilizzato, avesse il tempo di riprendersi. L'erba nei pascoli alti era utilizzabile solo nei mesi di luglio e agosto, poichè tarda a crescere. Prima di scendere a valle a settembre (desarpa, v.), ormai sfruttato il pascolo ad alta quota, il bestiame veniva nuovamente a soggiornare nei pascoli bassi (dove l'erba intanto era ricresciuta). In questo modo si sfruttavano praticamente tre periodi di pascolo diversivìficati, dando tempo all'erba di ricrescere, nel periodo degli alpeggi (giugno-settembre). In altre zone della Valle d'Aosta, viene usato il termine Tza (v.) al posto di Tramail.

TRASFORMAZIONE DI COORDINATE: operazione di calcolo che consente di ricavare le coordinate di un punto in un determinato sistema di riferimento o map datum partendo dalle coordinate note dello stesso in un altro sistema o map datum. Si veda anche la pagina Fondamenti di topografia su questo stesso sito.

TRASPIRABILITA': (in inglese breathability) capacità dei tessuti e degli indumenti di trasmettere all'esterno il vapore acqueo prodotto dal corpo umano durante lo sforzo fisico. Per attività sportive sono sempre consigliati indumenti traspiranti. La traspirabilità si valuta secondo gli indici RET  (v.) o MVTR (v.). Si veda anche la pagina Abbigliamento su questo stesso sito.

TRASPONDER: dispositivo che permette consente di modificare la frequenza di una trasmissione radio (in entrata) in un'altra (in uscita).

TREKKING: termine che indica un tipo di escursione (originariamente in luoghi esotici, tipo Nepal o Perù), a piedi o con mezzi non meccanici della durata di più giorni superando dislivelli contenuti o comunque non notevoli. A differenza dell'escursione (v.) lo sforzo complessivo viene diluito in un periodo temporale più lungo. Nell'ambito della produzione di scarpe per attività in montagna viene usato per indicare la quelle adatte per escursioni impegnative ma non ancora a livello già alpinistico.

TRIANGOLAZIONE: tecnica che permette di determinare la propia posizione sul terreno mediante il rilievo dell'azimut di due punti noti, visibili  e presenti sulla carta. Si veda anche la pagina Uso della bussola - Navigazione ed operazioni avanzate su questo stesso sito.

TÖITSCHU: lingua di origine Walser (v.) tipica della zona di Issime (Valle di Gressoney), simile al tedesco medioevale.

TORBIERA: bacino umido, residuo di un lago che progressivamente è andato colmandosi di terra e detriti trasportati dall'immissario, ove con il passare degli anni, i residui vegetali diventeranno lentamente carbone da torba. E' presente in alcune zone del Parco del M. Avic (v. foto esempio).

TRUNA: ricovero di fortuna realizzato scavando una buca, o una "grotta", nella neve.

TZA: indica l'alpeggio più elevato (termine usato in alcune valli valdostane come la Vallpelline e la Valtournanche), ad esempio Tza Fontaney nella Valle di Saint Barthelemy indica l'alpeggio superiore mentre quello inferiore è semplicemente Alpe Fontaney. Equivale al termine "tramail" utilizzato in Valle d'Ayas (v.)

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- U -

UIAA: Unione Internazionale Associazione Alpinismo

UIAGM: Unione Internazionale Associazioni Guide di Montagna

UMIDITA' ASSOLUTA: dell'aria, è la massa di vapore acqueo contenuta in 1 metro cubo di aria. Si esprime in Kg / mc. L'umidità assoluta varia in funzione della temperatura dell'aria e della pressione.

UMIDITA' RELATIVA: dell'aria, in valore percentuale, esprime il rapporto fra la quantità di vapore acqueo presente nell'aria e la quantità massima che l'aria (in quelle condizioni di pressione e temperatura) potrebbe contenere (saturazione). Es: Ur = 50 % significa che nell'aria è presente una quantità di vapore acqueo pari al 50 % di quello che ci sarebbe se l'aria fosse satura (indicativamente Ur sotto 60 % significano aria secca, Ur sopra 60% significano aria umida). L'umidità relativa è misurabile direttamente mediante un igrometro (v.) o determinabile mediante uno psicrometro (v.) che consente anche la misura della temperatura del punto di rugiada (v.) ovvero la temperatura alla quale avviene la condensazione del vapore acqueo.

U.T.M: Universale Trasversa di Mercatore, sistema di proiezione cartografica basata sulla proiezione Trasversa di Mercatore, che suddivide il globo terrestre in 60 fusi, intervallati ciascuno di 6°. Ogni fuso è individuato con numeri arabi. Si individuano inoltre fasce parallele all'equatore, aventi una differenza di 8° a partire dall'equatore fino a 80° N e 80° S. L'intersezione di due fusi e due fasce individua una zona della superficie terrestre. Ogni zona della terra viene inoltre suddivisa in quadrati di 100 km di lato, le tavolette IGM, (v.), costituiscono ciascuna 1/4 di questi quadrati. Mediante il reticolo U.T.M., basato su coordinate metriche (coordinate UTM) è possibile determinare le coordinate UTM stesse di un punto semplicemente misurando le distanze dello stesso sulla carta dalle linee del reticolo più vicine. Le carte escursionistiche più recenti, come le carte IGM, riportano il reticolo UTM basato sul Map Datum WGS84. Si veda la pagina Fondamenti di Topografia su questo stesso sito.

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- V -

VALANGA: grossa massa nevosa in movimento per perdita di stabilità dovuta a varie cause.

VALLONE: a dispetto del nome, valle minore ma di dimensioni maggiori di una valletta o di un valloncello, che si apre nei fianchi di una valle di una certa rilevanza (esempio: Vallone delle Cime Bianche in Valle d'Ayas).

VARIANTE (di percorso): itinerario secondario o comunque differente rispetto a quello originale, termine utilizzato soprattutto nella descrizione delle escursioni.

VERSANTE: uno dei lati della montagna, identificato generalmente con il punto cardinale verso il quale è rivolto (es. versante nord)

VIA DI ARRAMPICATA: successione di appigli ed appoggi che consentono la salita di una parete rocciosa. Le vie dedicate all'arrampicata sportiva sono generalmente individuate da un nome apposto da chi le ha attrezzate o individuate e distinte in base al grado di difficoltà alpinistica (v.)

VIA FERRATA: v. ferrata

VIA NORMALE: indica il percorso più frequentato e, solitamente, più semplice di accesso ad una vetta.

VIBRAM: marchio commerciale che identifica il tipo di suola di scarpe e scarponi da montagna, creato nel 1936 da Vitale Bramani e realizzato tramite prodotti Pirelli. Al giorno d'oggi esistono più di quaranta mescole diverse utilizzate per realizzare suole Vibram. Essendo un marchio commerciale non è quindi corretto dire "suola IN Vibram" (non indica un materiale) ma si dovrebbe dire "suola Vibram" o "suola tipo Vibram" (quando il produttore è un'altra ditta).

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- W -

WALSER:  popolazione di origine germanica (alemanni) prima e poi svizzera (del vallese), adatta alla vita perenne ad alta quota, che nel corso del XII-XIII, complice l'allora clima mite ed i valichi liberi dai ghiacci, secolo iniziò una migrazione nelle zone a sud dello spartiacque alpino, insediandosi in particolare nell'alta Valle d'Ayas, nella Valle di Gressoney, nell'alta Valsesia e nella zona di Macugnaga, mescolandosi in parte con le popolazioni locali. I Walser furono chiamati dai feudatari della zona, onde colonizzare e rendere abitabili e coltivabili aree di alta montagna e realizzarono vari villaggi a quote elevate, abitati durante tutto il corso dell'anno, che ancora oggi conservano le loro caratteristiche peculiari, quali Resy, Cuneaz, Mascognaz, Fiery in Valle d'Ayas ma anche Gettaz des Allemand molto più sud, nella Valle di Champdepraz, influenzando lingua e cultura locali. L'avvento dei Walser è legato anche allo sviluppo della Kramerthal (v.). L'alta Valle d'Ayas ancor oggi conserva la denominazione di Canton des Allemands. Per alcuni testi sui Walser e sulle costruzioni legate all'architettura Walser vedere Bibliografia e Cartografia, in particolare alla pagine Storia, cultura ed altro.

WAYPOINT: punto topografico, solitamente un riferimento importante per la navigazione, memorizzato in un ricevitore GPS, rilevandolo sul terreno od immettendo le coordinate o inserendolo a mezzo computer da una carta topografica calibrata. Si veda la pagina sul GPS su questo stesso sito.

WINDSTOPPER: è una denominazione commerciale, indica un particolare tipo di tessuto che trattiene il vento e lascia traspirare il sudore del corpo (utilizzato essenzialmente per giacche e giubbotti o pantaloni).

WINDCHILL: effetto per cui la temperatura apparente percepita dal nostro corpo in seguito al raffreddamento dovuto vento è inferiore a quella reale. Il fenomeno è analogo alla percezione di calore all'aumentare dell'umidità presente nell'aria (in questo caso il la temperatura percepita dal corpo è maggiore di quello reale). Il Wind Chill Factor può essere calcolato con la formula di P. Siple. (1948): Potere refrigerante H (Kcal/h/mq) = (9,0 + 10,9 * radq (v) - v) * (33-t) dove v =  velocità vento in m/s, t = temperatura dell'aria in °C, radq = radice quadrata. Indicativamente per H possiamo avere valori di 50 (molto caldo), 100 (caldo), 200 (gradevole), 400 (fresco), 800 (freddo), 1000 (molto freddo), 1400 (i tessuti esposti gelano), 2000 (gelo nei tessuti in 60 sec.), 2500 (intollerabile). Si veda anche questa pagina.

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- X -

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- Y -

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- Z -

ZAINO: sacca adatta al trasporto di materiali, munita di spallacci atti a sostenerla sulle spalle dell'individuo. Si veda la pagina apposita su questo stesso sito.

ZERO TERMICO: indica la quota al di sopra della quale la temperatura non sale mai oltre 0° Celsius nell'arco delle 24 ore (viene indicata, giorno per giorno, nei bollettini meteo, ad esempio: zero termico a 3200 mt. significa che al di sopra di 3200 mt. la temperatura quel giorno non sale al di sopra di 0° C)

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