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Storia, cultura ed altro
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e
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Nota: le immagini delle attrezzature sono riportate solo a titolo esemplificativo. I marchi ed il copyrigth dei materiali e prodotti esposti appartengono ai legittimi proprietari.


Storia, cultura, narrativa di montagna ed altro

Jean Auguste Voulaz: LE RU HERBAL
Edizioni A.V.A.S., Aosta 1985 - 101 pagg.

Questo libro, difficilmente rintracciabile in commercio, è dedicato ad uno dei grandi "Ru" della Valle d'Ayas, ovvero ai canali irrigui che vennero costruiti già in epoca medioevale e portavano acqua da una parte all'altra delle valli, per parecchi kilometri. Localizzato in Valle 'Ayas, nei comuni di Challand saint Anselme e Challand Saint Victor, il Ru Herbal si presta ad essere seguito, come in passato facevano i sorveglianti addetti per comode passeggiate di interesse anche storico, o si incrocia spesso nell'ambito della sentieristica locale (come il forse più famoso Ru Curtod). Di interesse storico, più che escursionistico, il libro , in gran parte in lingua francese , traccia la storia del ru e delle vicende consortili ad esso collegate attraverso l'analisi di documenti e testimonianze.

Attilio Boccazzi-Varotto: I RACCONTI DELLA STALLA - Le conte di baou
Edizioni Priuli  & Verlucca, Ivrea, 1975 - 258 pagg.

Storie e leggende ripensate da Attilio Boccazzi-Varotto, così recita la copertina. Si tratta essenzialmente di una raccolta di racconti tradizionali valdostani, riproposti in modo da ricoprire all'incirca tutto il territorio della regione, sempre con una punta di ironia o di mistero, nell'ottica di tramandare le leggende di un tempo, spesso oggi dimenticate. Il libro è impreziosito da antiche stampe, litografie e belle fotografie atte ad illustrare i luoghi di questi racconti senza tempo. L'epoca in cui si svolgono le vicende infatti è spesso incerta, come in  tutte le fiabe del resto. Recensione basata sulla 3^ edizione.
Ezio Capello: I RACCONTI DEL GUARDAPARCO - Uomini e animali del Parco Nazionale Gran Paradiso
Edizioni Priuli & Verlucca, Ivrea anno 1975 - 242 pagg. con foto b/n e colore dell'autore e non, poi riproposto dalle Edizioni Arti Grafiche San Rocco.

Un insieme di storie, vere ma a volte che sembrano quasi fiabe, raccolte da Ezio Capello fra le valli del Parco nazionale Gran Paradiso, intervistando i guardaparco o rileggendo i diari che hanno lasciato alcuni di essi (tra tutti Valerio Berthod), nel primo dopoguerra ma raccontati con realismo e metodo cinematografico, che trasforma il fatto di cronaca in un lungo romanzo a puntate. Un libro che, a distanza di anni dalla sua prima edizione e dopo numerose ristampe, resta sicuramente uno dei più famosi nell'ambito del Parco Nazionale (a Cogne l'ho visto in parecchie vetrine), sempre attuale ed avvincente. Lo stile dell'autore non rischia mai di annoiare il lettore e sicuramente riesce a trasmettere l'atmosfera di quella vita fra i monti. Storie di animali, come dice Ezio capello, ma anche di uomini. La copertina qua riportata è quella delle edizioni Priuli e Verlucca reperibili ormai solo sul mercato dell'usato. Recensione basata sulla 2^ edizione
Ezio Capello: I RACCONTI DEL GUARDAPARCO - Uomini e animali del Parco Nazionale Gran Paradiso
Edizioni Arti Grafiche San Rocco, Grugliasco (TO) anno 1994 - 263 pagg. con foto b/n e colore dell'autore e non

Riedizione del precedente non più in commerco, per le Arti Grafiche San Rocco, il libro è la riproposizione degli stessi racconti (con qualche modifica ed integrazione) senza nessuna esclusione e con l'aggiunta di quattro nuovi capitoli, uno introduttivo all'edizione, uno è quello sul  Re Vittorio Emanuele II presente in "Gente di Qua" ed. Priuli & Verlucca (ampliato), uno è sulla figura del "nemico del parco" Gerard l'Ardito (anch'esso presente in "Gente di qua") e l'ultimo è la conclusione della vicenda del guardaparco Ferrando che ritroviamo anche in "Lida, Cagliostro e (noi) altri". Completano le foto, dell'autore ma anche dei suoi personaggi, variate in parte rispetto all'edizione precedente. E' l'edizione del libro ancora in commercio ma reperibile anche sul mercato dell'usato.
Ezio Capello: GENTE DI QUA Tzen de Inque - Personaggi e storie della Valle d'Aosta
Edizioni Priuli & Verlucca, Ivrea anno 1975 - 304 pagg. con foto colore e b/n dell'autore e non, poi riproposto dalle Edizioni Arti Grafiche San Rocco.

Questo libro è il secondo pubblicato dall'autore inerente la Valle d'Aosta e fa da seguito al precedente "I racconti del guardaparco" già pubblicato per la "Priuli e Verlucca editori" (entrambe le edizioni ormai sono reperibili solo sul mercato dell'usato). L'autore proponi nuovi personaggi conosciuti in parte all'epoca del suo primo libro ma non correlati direttamente al Parco Gran Paradiso. Si tratta sia di personalità in ambito valdostano, sia di figure minori conosciute solo in ambito molto locale. Sono storie semplici , spesso allegre e curiose, che svelano quanto sia speciale la vita nella sua quotidianità. Troviamo quindi figure di religiosi, contadini, molte guide alpine, lo stesso autore racconta alcune sue scalate ed illustra il suo amore per la montagna e la valle. Poichè questo libro viene scritto a inizio anni 70 è facile riallacciarsi anche al periodo delle due guerre o al primo dopoguerra quando la vita in valle era più semplice ma meno facile e comoda di quella di oggi. Lo corredano splendide immagini, anche di archivi storici dei personaggi ed altro. Recensione basata sulla 2^ edizione.
Ezio Capello: GENTE DI QUA - Personaggi e storie della Valle d'Aosta
Edizioni Arti Grafiche San Rocco, Grugliasco (TO) anno 2000 - 384 pagg. con foto b/n dell'autore e non

Nuova edizione e veste grafica per il libro già pubblicato da Priuli e Verlucca con il quale vi sono alcune differenze (il confronto è con la 2^ edizione Priuli e Verlucca, quella in mio possesso). Se parte dei racconti sono immutati, in altri si trovano anche alcune piccole modifiche al testo ma soprattutto alcuni capitoli sono stati ampliati o aggiunti (come quello sui luoghi in cui "bere e mangiare"), mentre altri sono stati rimossi (un peccato per quello sull'abate Amè Gorrett e sul Re Vittorio Emanuele II). La parte fotografica, qua solo in b/n ed inserita come tavole fuori testo in centro al volume, è molto più ridotta anche se è stata utilizzata qualche immagine prima non presente. Una edizione quindi che può interessare anche coloro che posseggono la precedente.
Ezio Capello: I RACCONTI DEGLIA ALPINI - Storie di naja e di guerra
Edizioni Priuli & Verlucca, Ivrea anno 1976 - 328 pagg. con foto b/n dell'autore e non, poi riproposto dalle Edizioni Arti Grafiche San Rocco.

Con "I racconti del Guardaparco" e "Gente di qua" costituisce una specie di trilogia di metà anni 70 dell'autore Ezio Capello. Lo inserisco essenzialmente per questo motivo anche se i racconti sono perlopiù di episodi di guerra e non , in parte drammatici e in parte no, che si svolgono essenzialmente lontano dalla Valle d'Aosta. La parte più curiosa e scherzosa del testo riguarda alcuni episodi del servizio militare dell'autore, ovviamente negli Alpini, dove ritroviamo la Valle d'Aosta in un paio di occasioni. Anche questo libro nell'edizione qua riportata è reperibile ormai solo nel mercato dell'usato Recensione basata sulla 1^ edizione.
Ezio Capello: LIDA, CAGLIOSTRO E (NOI) ALTRI - Storie vere di uomini ed animali
Edizioni Priuli & Verlucca, Ivrea anno 2008 - 300 pagg.

Nuovo libro di Ezio Capello che torna a parlare di animali (e uomini) riproponendo fra l'altro alcuni personaggi e racconti già inseriti in altri suoi libri (come il cane Lida e l'Asino Cagliostro che danno titolo all'opera) ampliando la narrazione oltre quanto già detto con nuovi fatti o particolari prima tralasciati. Non solo animali di montagna però, in quanto l'autore ha avuto modo di esplorare ambienti parecchio diversi dalle nostre montagne, come il deserto del Sahara Algerino o la Somalia. Troveremo quindi, oltre allo stambecco, alla volpe rossa e alla marmotta, anche lo squalo bianco, la gazzella, il pesce di sabbia ed altri. E' di fatto un completameto ai precedenti "I racconti del Guardaparco" e "Gente di qua" in chiave più recente.

Charles Bonnet, Renato Perinetti: AOSTA - I PRIMI MONUMENTI CRISTIANI
Musumeci Editore, Aosta, 1986 - 66 pagg. con foto a colori e disegni

Agile testo che illustra, anche con ottime fotografie e rilievi architettonici in loco, la genesi delle prime chiese cristiane ad Aosta e della valle, in rapporto anche alle trasformazioni che hanno seguito nei secoli dal periodo romano al '600. Vengono analizzate la cattedrale di Aosta, le chiese funerarie fuori le mura, la chiesa di San Lorenzo (per la quale all'epoca di pubblicazione del libro è stato completato il percorso di visita accessibile dal pubblico), la chiesa di S. Orso, la necropoli fuori le mura, la chiesa di parrocchiale Villeneuve e la chiesa parrocchiale di S. Vincent.

Antonello Federici: GUIDA AI CASTELLI DELLA VALLE D'AOSTA
Arsuna Editore, Bologna, 1979 - 62 pagg. con foto a colori

Un libro molto semplice che ricade nell'ambito delle guide turistiche ma si fa apprezzare per le fotografie in quanto è essenzialmente una raccolta di immagini (pressapoco una per pagina), una o due per castello, e poche note atte ad illustrarne la storia. Lo completano alcune note introduttive sulle vicende medioevali e sulla costruzione dei castelli.

Andrea Zanotto: GUIDA AI CASTELLI VALDOSTANI
Musumeci Editore, Aosta, 1978 - 96 pagg., foto b/n

Versione tascabile, tipo "guida turistica" (ma il testo è invece una accurata ricerca storica ed architettonica), del più completo testo "Castelli Valdostani" dello stesso autore (vedi più sotto in questa pagina). Vengono presentati i castelli principali (non vengono però inclusi alcuni comunque fra i più famosi e non vengono riportate le planimetrie degli edifici). I testi inerenti i castelli sono però gli stessi del volume più completo. Lo stesso per i brani introduttivi, dei quali però, rispetto a "Castelli Valdostani" vengono riportati solo i più importanti.

Anna Maria Ferrero: IL CASTELLO DI ISSOGNE
Musumeci Editore, Aosta, 1981 - 146 pagg. con piante dell'edificio, foto b/n e colori

Come per la "Guida ai Castelli Valdostani" di A. Zanotto (e le altre opere analoghe degli stessi autori), non ci troviamo di fronte ad una semplice guida turistica, ma ad vero testo didattico in formato tascabile. Viene introdotta la storia della Valle d'Aosta, con particolare riferimento all'epoca medioevale e alle vicende di casa Challant, poi viene riportata una analisi dettagliata del castello seguendo lo schema di visita che si usa oggigiorno. Una parte interessante riguarda la trascrizione delle scritte dell'epoca sulle pareti interne che ancora oggi si possono leggere, stanza per stanza. Successivamente, con tono dato dall'entusiasmo romantico che le vicende storiche riescono a suscitare nell'autrice (e nei lettori) vengono narrate le vicende del castello nel periodo di massimo splendore, o meglio le vicende dei personaggi principali di casa Challant legati ad esso, a partire da Giorgio di Challant (al quale si deve l'aspetto attuale del maniero) e al Conte Renato di Challant, uno degli esponenti di maggior spicco della casata.

Andrea Zanotto: IL CASTELLO DI FENIS
Musumeci Editore, Aosta, 1979 - 110 pagg., foto b/n e piante dell'edificio

Altro volume della collana dedicata dall'editore Musumeci ai castelli della valle, in un periodo in cui, grazie anche all'opera dell'Amm.ne Regionale, si assisteva alla riscoperta degli stessi. Con taglio sempre storico-scientifico ma comunque divulgativo, viene fatta una lunga introduzione storica del medioevo in valle e delle vicende salienti il castello di Fenis, in seguito viene fatta una analisi architettonica e data una descrizione accurata della fortezza, seguendo il consueto schema di visita guidata e riportando le destinazione degli ambienti sia con la denominazione comunemente accettata sia in base ai documenti storici delle varie epoche. Completano il quadro la trascrizione delle "quartine" riportate dai "saggi" affrescati sulle pareti del loggiato sul cortile interno, un capitolo sull'arredo e documenti storici del XIX secolo, quando il castello venne recuperato dallo stato di abbandono in cui versava e restaurato.

Andra Zanotto: CASTELLI VALDOSTANI
Musumeci Editore, Aosta, 1980 - 170 pagg. con foto in b/n, 16 tavole a colori fuori testo e planimetrie in scala 1:500

Un'opera fondamentale per chi si interessa alla storia della Valle d'Aosta, in quanto è il primo volume che presenta in modo completo tutte le dimore feudali, torri, castelli e palazzi signorili della valle. Per ogni edificio vengono fornite storia e descrizione, per le più significative anche la pianta dell'edificio stesso. Il volume, malgrado l'aspetto storico e architettonico si snoda comunque lungo le vestigia medioevali della valle senza mai annoiare nè essere troppo sintetico né troppo prolisso. Lo completano i capitoli introduttivi dove vengono analizzate brevemente le tecniche costruttive e le caratteristiche architettoniche degli edifici dell'epoca e dato un inquadramento storico della regione durante il periodo medioevale.

La copertina in foto è quella della prima-seconda edizione, successivamente è stata variata sostituendo il colore nero con il grigio e mantenendo la stessa immagine e gli stessi caratteri per i titoli, attualmente, con grafica leggermente variata, è in catalogo con copertina di colore rosso bruciato.


Andrea Zanotto: STORIA DELLA VALLE D'AOSTA
Musumeci Editore, Aosta, 1979 - 304 pagg. con foto in b/n e grafici

L'opera è la riedizione, a dieci anni di distanza, del volume omonimo pubblicato in lingua francese a cura del più noto studioso della storia della Valle d'Aosta degli ultimi anni. Il percorso storico si snoda in maniera fluida, senza mai annoiare, come un avvincente romanzo, a partire dalla preistoria sino ai giorni nostri. Malgrado la passione dell'autore per il periodo medioevale però, è nel periodo settecentesco-ottocentesco ed oltre, per il maggior numero di notizie e documenti certi, che si sviluppa la narrazione. Come altri testi di storia, il volume ci porta fino alla costituzione della Repubblica Italiana e della Valle d'Aosta come Regione Autonoma. Questo testo, di carattere essenzialmente divulgativo (nelle intenzioni dell'autore) resta un caposaldo per chi, valdostano o no, voglia conoscere a fondo la storia di questa regione.

Anna Maria Ferrero: LA ROCCA DI VERRES
Pedrini Editore, Torino, 1983 - 108 pagg. con piante dell'edificio e disegni a china

Opera che affianca quelle dedicate dalla stessa autrice al castello di Issogne e da Andrea Zanotto al Castello di Fenis e più in generale agli altri castelli della valle. Come per l'altro testo della Ferrero viene fatta una analisi storica del periodo medioevale della regione, con riferimento in particolare alle vicende di casa Challant e in seguito fornito un dettagliato resoconto della storia della fortezza, poi viene illustrato il maniero nelle sue caratteristiche architettoniche, secondo il percorso abitualmente seguito nelle visite guidate. La narrazione, di taglio più romanzato rispetto ai testi di Andrea Zanotto, si snoda poi fra le vicende più famose legate al castello di Verres (e rievocate ancora nel carnevale locale) ovvero alle battaglie dell'ardimentosa Caterina di Challant, per il diritto alla successione al titolo di Conte ed al possesso dei feudi appartenuti al padre Francesco (primo conte di Challant) e al nonno Ibleto, costruttore del castello.
Enrico D. Bona, Paola Costa Calcagno: CASTELLI DELLA VALLE D'AOSTA
Istituto Geografico De Agostini - Gorlich, Novara, 1979 - 160 pagg. con piante/sezioni degli edifici, foto b/n e col.

Questo libro affianca il già citato "Castelli della Valle d'Aosta" di Andrea Zanotto e, in un certo senso, lo completa. Il taglio è però più tecnico (viene riportato anche, grazie al grande formato del volume, un maggior numero di planimetrie e sezioni degli edifici). Seguendo uno schema collaudato il testo, dopo una introduzione sugli aspetti storici ed un inquadramento architettonico generale, vengono censiti accuratamente tutte le costruzioni fortificate di origine medioevale con cenni di storia e descrizione accurata. Una cosa da notare in quasi tutti i testi storici della valle è che sembra ormai abitudine degli autori riportare fedelmente la trascrizione di antichi documenti in francese antico senza però inserire anche una traduzione in italiano degli stessi, cosa che può scoraggiare un poco il lettore meno esperto. A completamento del volume una serie di immagini a colori, di grande formato, dei castelli più famosi.

Claudine Remacle, Danilo Marco, Giovanni Thumiger: AYAS- UOMINI ED ARCHITETTURA
Edizioni Livres ed Musique - Ayas 2005 - 154 pagg. con foto in b/n ed a colori e disegni architettonici in varie scale (testo reperibile presso la libreria "Livres et Musique" di Champoluc-Ayas)

Questo libro nasce da un lavoro di ricerca e censimento dell'architettura rurale di Ayas (e di altri comuni della valle) iniziato negli anni 1996/97 sotto il patrocinio della Sovrintendenza per i beni Culturali ed Ambientali della Regione Valle d'Aosta. L'editore ha voluto riproporre tali ricerche in modo da costituire un documento che altrimenti avrebbero visto solo gli "addetti ai lavori". Nel libro viene esaminato inizialmente l'aspetto storico dell'alta Valle d'Ayas, soprattutto in relazione allo sfruttamento del territorio da parte delle popolazioni locali ed in secondo tempo gli aspetti più tecnici relativi allo sviluppo delle costruzioni (la cosiddetta "architettura spontanea") attraverso l'analisi delle tipologie edilizie inerenti  rascards (costruzioni ad uso rurale), case ad uso civile e case polifunzionali (con spazi sia uso stalla e fienile e locali di abitazione) della zona di Ayas. Completano informazioni sull'arredamento e sui "contratti" di costruzione. Malgrado l'impostazione comunque tecnica, il libro si presenta come una agevole lettura, consigliata a chi voglia conoscere a fondo la genesi delle costruzioni tradizionali della Valle d'Ayas. Questo è l'unico testo inerente la storia della Valle d'Aosta che possiedo ove gli autori hanno riportato, in calce alla trascrizione di antichi documenti in lingua francese, anche la traduzione in italiano degli stessi.
Ferruccio Vercellino: INSEDIAMENTI WALSER A SUD DEL MONTE ROSA
Edizioni Priuli & Verlucca - Aosta 2004 - 176 pagg. con foto a colori fuori testo.

Una interessante trattazione nell'ambito della storia delle valli aostane abitate dai Walser, popolazione di origine svizzera che nel periodo medioevale colonizzò su incarico delle signorie locali l'alta Valle d'Ayas, la Valle di Gressoney, la Valsesia e la Val Formazza, oltre ad altre zone dell'arco alpino non contemplate in questo testo. Il libro si prefigge (e ci riesce), con taglio divulgativo e non strettamente specialistico, di analizzare i vari aspetti della civiltà Walser che seppe conquistare la propria libertà ed autonomia in un'epoca dove la libertà era spesso negata. In questa analisi vengono contemplati non solo gli aspetti storico-etnografici o architettonici, come spesso accade, ma anche quelli meno conosciuti, come le leggende di origine Walser, il diritto Walser, religione ed aspetti magico-culturali, usanze e tradizione, alimentazione e prodotti agricoli e non, i rimedi per le malatti, la lingua ed i proverbi locali. Un libro quindi di interesse generale, non riferito solo alla Valle d'Aosta, su una civiltà che caratterizzò ampie zone delle nostre alpi e che lasciò ampie tracce nei luoghi e nelle popolazioni con le quali ebbe a mescolarsi.
Luigi Capra e Giuseppe Saglio: ATTRAVERSO I MONTI - Colli e collegamenti intra-alpini a sud del Monte Rosa
Edizioni Priuli e Verlucca - Aosta 2001 - 112 pagg. con foto b/n. (Collana "Quaderni di Cultura Alpina")

Altro libro che integra la mia collezione di testi di interesse storico e culturale sulle valli attorno al Monte Rosa, in particolare la Valle d'Ayas e la Valle di Gressoney, con riguardo ai sentieri e ai valichi oggetto di molte escursioni di questo sito. L'argomento è correlato ovviamente allo sviluppo della Kramethal ed alla presenza dei Walser in queste valli. Il colle, elemento di passaggio ma anche di collegamento "trasversale" tra le valli viene analizzato nel suo significato intrinseco attraverso la storia o le leggende e la descrizione dei personaggi tipici che percorrevano quei sentieri (mercanti, viandanti, contrabbandieri, ecc.). Segue un'analisi delle caratteristiche delle valli e dell'interazione dell'uomo con l'ambiente. Vengono poi descritti i vari colli che mettono in comunicazione le vallate dalla Valtournanche alla Valsesia, perlopiù attraverso stralci di documenti ed infine riportate integralmente relazioni storiche di viaggiatori, scenziati, militari ed alpinisti. Di particolare interesse poi le immagini fotografiche e/o stampe riprodotte, quasi tutte dell'800 o primi anni del '900. Anche in questo testo i documenti originariamente in francese vengono riportati nella lingua originale (mentre quelli in tedesco o inglese vengono tradotti in italiano).
Valeria Montaldi: IL MERCANTE DI LANA (romanzo storico)
Edizioni Piemme Pocket - Bergamo 2005 - 460 pagg. con carta schematica e dizionario principali termini Walser inerenti il testo

Già pubblicato in altre tre collane a cura dello stesso editore, viene riportato qua nell'edizione tascabile. Frate Matthew, nella lontana Inghilterra, cerca di proteggere una donna accusata di stregoneria e viene allontanato dal suo convento. Dopo la sua tragica fine, la donna in sogno lo invita ad intraprendere un lungo viaggio sino alla città Walser di Felik, per avvisare gli abitanti che il loro destino è segnato per le loro colpe e la loro avidità. Mentre Matthew attraversa la Valle d'Aosta, incontrando sul suo cammino i mercanti Walser ai quali si aggrega, nobili ed ospitali feudatari, banditi e contadini, le vicende degli abitanti di felik si intrecciano in una serie di sottotrame con l'evolversi della situazione politica della regione, nell'ambito delle lotte feudali all'inizio del 1200, quando la famiglia Challand cominciava ad estendere il suo potere. Le vicende si sviluppano così in gran parte nell'ambito della Kramerthal e in parte nei vari feudi lungo il percorso dal Mont Joux alla valle di Gressoney, con una buona conoscenza della storia locale e dei costumi Walser che viene a ricreare l'atmosfera dell'epoca. La descrizione dei luoghi (in particolare dei castelli di Cly e Graines) resta invece molto fantasiosa e distante dalla realtà. La leggenda della città di Felik, che scomparve sotto i ghiacciai del M. Rosa, rivive così nella ricostruzione di un periodo storico che in Valle d'Aosta si prolungò più che altrove, del quale restano molte testimonianze.
Mauro Minola: FORTEZZE DEL PIEMONTE E VALLE D'AOSTA

Susalibri Editore, Sant'Ambrogio di Torino, 2010 - 160 pag. - Allegato al quotidiano La Stampa - 29 luglio 2010 (riproposto in 2^ edizione con altra copertina a luglio 2012)

Un'altra pubblicazione presentata dal quotidiano La Stampa, inerente le fortificazioni settecentesche - ottocentesche, che completa un po' il quadro dei bei libri di Diego Vaschetto (recensite nella pagina Guide e pubblicazioni poichè intrecciano un vasto repertorio di itinerari escursionistici sulle montagne dove si trovano i fortilizi). Questo libro prende invece in esame le fortificazioni maggiori, dividendole in due capitoli principali, ovvero di pianura ed alpine, descrivendone l'architettura (con foto e riproduzioni di disegni e stampe d'epoca) e la storia. La Valle d'Aosta compare essenzialmente per il Forte di Bard ed i cenni storici sul complesso della difesa militare alpina (tra cui la "Linea Cadorna"). Tra i fortilizi recensiti Exilles, Chaberton, Bard, Fenestrelle, Col di Tenda, Moncenisio, Linea Cadorna, Bramafam, Vinadio (per i forti alpini) e le cittadelle di Torino, Alessandria, Mondovi, le fortezze di Pinerolo, Ceva, Gavi, Villafranca di Nizza, Daemonte, Brunetta di Susa (per quelli di pianura).
Mauro Minola: BATTAGLIE DI CONFINE della Seconda Guerra Mondiale

Susalibri Editore, Sant'Ambrogio di Torino, 2011 - 160 pag. - Allegato al quotidiano La Stampa - 10 giugno 2011

Questo libro è un po' un completamento del precedente (che esamina fortezze e battaglie dal seicento all'epoca moderna), e si colloca specificatamente nei primi giorni della Seconda Guerra Mondiale, esaminando in particolare gli scontri di confine tra Italia e Francia. Dopo un inquadramento storico, vengono descritte le principali battaglia a confine in Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, con fotografie dell'epoca e foto dei luoghi (in particolare dei fortilizi) ai giorni nostri, oltre a schemi, stampe e carte del periodo. Conclude il volume un capitolo sulle escursioni nei principali siti storici descritti.
Mario Trompetto: LAGO BIANCO, L'ULTIMA SALITA
Musumeci Editore, Aosta 2006 - 159 pagg.

Un romanzo scritto da un affezionato frequentatore della zona, oggi medico chirurgo a Ivrea, che immagina di riunire vecchi amici per rivivere l'atmosfera delle escursioni giovanili al Lago Bianco prima che questo sia rovinato per sempre dalla civiltà del denaro e dell'interesse. Un racconto quindi da leggere col cuore fra i monti, magari nella calda cuccetta di un rifugio.
Luca Gibello, Pietro Crivellaro, Roberto Dini: CANTIERI D'ALTA QUOTA - Breve storia della costruzione dei rifugi sulle Alpi
Lineadaria Editore - Biella, Nov. 2011 - 143 pagg.

Un libro che mancava da tempo, ossia un testo che si propone di ricostruire l'evoluzione storica ed architettonica delle strutture di rifugio e ricovero delle Alpi, dalle prime spartane capanne del secolo scorso sino agli ultimi progetti più avveniristici ed avanzati tecnologicamente. Il testo, dopo una prima introduzione che illustra lo scopo e l'inquadramento dell'opera, è diviso per periodi storici a partire dal '700-800 sino ai giorni nostri. Il rifugio (o bivacco) viene analizzato dal punto di vista progetuale e inquadrato nel suo contesto storico che cambia nel tempo, con le vicende che ne hanno portato alla realizzazione e le esigenze che lo stesso si trovava a dover soddisfare a seconda dei cambiamenti negli anni del modo setsso di concepire l'alpinismo e rapportarsi con la montagna. La narrazione è scorrevole e mai prolissa, le immagini a corredo illustrano con disegni di progetto e foto i rifugi presi ad esempio (non solo della Valle d'Aosta ovviamente ma anche molti di Austra, Francia e Germania). Sicuramente un testo, un po' specialistico ma adatto a chiunque, che fa scoprire molto su queste costruzioni che spesso utilizziamo e sono fondamentali per chi ha la passione della montagna. Chiudono l'opera due appendici, il primo sulla costruzione dei ricoveri per la salita al M. Bianco voluti da De Sausarre, il secondo che si pone domande inerenti le problematiche da affrontare il progetto dei rifugi alle quali non risponde per riprendere un discorso sulle tendenze arhitettoniche degli ultimi anni, argomento peraltro già trattato nel testo. Uniche note negative sono che , malgrado il titolo (che prefigura un'approccio dedicato soprattutto alla costruzione dei rifugi) il libro analizza essenzialmente gli aspetti dellìevoluzione arhitettonica e non questioni più tecniche e pratiche (l'ISO 14001 ed altre normative sono appena accennate). Inoltre soffre di una impaginazione che esalta il testo a a discapito delle illustrazioni (soprattutto dei disegni) troppo piccole e poco leggibili (mancanze alle quali ci si augura si ponga rimedio in una eventuale prossima edizione).
Luca Gibello, Roberto Dini, Stefano Girodo: RIFUGIARSI TRA LE VETTE - Capanne e e bivacchi della Valle d'Aosta dai pionieri dell'alpinismo ad oggi
Segnidartos Editori - Aosta 2016 - 120 pagg.

Strettamente collegato al precedente "Cantieri d'Alta Quota" del qual costituisce un completamento, ma anche una alternativa più succinta alla trattazione del vasto argomento  dei rifugi e bivacchi valdostani, questo volumetto è in pratica una grande raccolta di fotografie delle strutture nelle condizioni attuali e nelle varie fasi storiche dalla costruzione ad oggi (non tutte ovviamente, ma alcune prese ad esempio) arricchito da alcuni disegni tecnici e cotruttivi. Il testo, ben fatto, è ridotto all'essenziale, onde introdurre i vari argomenti e aspetti dell'utilizzo delle strutture ricettive anche e soprattutto in rapporto all'uomo (con un occhio di riguardo ai gestori). Le immagini occupano grande spazio e, a differenza del precedente volume, risconono ad essere protagoniste sulla carta. Conclude il libro una serie di elenchi di rifugi e bivacchi comprendente, cosa rara, anche quelli non più esistenti elencati secondo anno di costruzione, dedicazioni (memoriali, geografici, ecc.), localizzazione per valli, quota, e in base al tipo/tempo di accesso e proprietà (CAI, comunali e privati).
Elma Schena, Adriano Ravera: LE ALPI A TAVOLA - Un viaggio attraverso il retrogusto dei saperi e dei sapori della montagna.
Priuli & Verlucca Editori, Torino, 2012 - 150 pag. - Allegato al quotidiano La Stampa del 18 gennaio 2012

La copertina ci riporta immediatamente al piatto più classico della cucina montana: la polenta, preparata nel paiolo sul fuoco a legna col bastone di ginepro. Il libro è una serie di ricette prese dalle varie zone delle Alpi (tra cui ovviamente la Valle d'Aosta) suddivise in base all'ingrediente principale, intervallate da altri capitoli che descrivono la storia dei cibi stessi, i sistemi di coltivazione, l'adozione nel tempo di nuovi ingradienti (come la farina di mais o le patate provenienti dall'America), i sistemi di vita passata sulle montagne. Avremo quindi capitoli dedicati al pane, alla castagna, alla patata, alla polenta ed al mais, ai legumi, alla frutta, ai vari tipi di carne e verdure, al pesce, ecc. Un'ultima parte del ibro tratta poi la cucina delle minoranze delle Alpi (ladini, Cimbri, Sudtitoles, ecc.). Completa il tutto un'ampia bibliografia.
Paolo Castello, Giancarlo Cesti: LE MINIERE DELLA VAL D'AYAS
Edizioni PIT in collaborazione con Regione Autonoma della Valle d'Aosta, Comune di Brusson, Comune di Challand Saint Anselme, Comunità Montana Evancon, GAL - Gruppo Azione Locale - Volume non in commercio

L'unico testo completo sulle miniere della Val d'Ayas realizzato per conto della Regione VdA, qualche anno fa come base per un recupero e valorizzazione anche in funzione turistica ma soprattutto dal punto di vista storico/culturale delle miniere d'oro dei comuni di Challand S.A. e Brusson, che va ad affiancare l'altra fonte principale di notizie sulle stesse, ovvero www.minieredoro.it. Gli autori dopo una breve introduzione storico-geologica esaminano i principali gruppi di miniere, ovvero Bechaz, Testa Comagna, Isollaz, Orbeillaz, ed altre minori a Challand S.A. e S.V. e Fenillaz a Brusson. Il tutto corredato con foto anche storiche, planimetrie e mappe. Chiudono il volume un esame delle tecniche di scavo e lavorazione del minerale, un glossario ed una nutrita bibliografia.
Massimo Centini: I SEGNI DELLE ALPI - Simboli credenze religiosità miti e luoghi della montagna
Priuli & Verlucca Editori, Torino, 2014 - 207 pag. - Allegato al quotidiano La Stampa gennaio 2015

Parlando di segni delle Alpi è facile pensare alle iscrizioni su pietra e legno, ai simboli sulle travi dell case Walser ma in questo volume, seppure vengono trattati i simboli grafici propriamente detti vengono anche analizzati tutta una serie di segni non "fisici" ovvero intesi in senso astratto quali elementi di tipo fiabesco e religioso (cristiano e/o pagano) presenti sia nelle leggende alpine sia nelle testimonianze storiche giunte a noi (come affreschi o sculture). Troveremo qundi capitoli dedicati al fuoco e all'acqua, alla morte (ed altri elementi "macabri"), animali leggendari e reali, maschere, santi, alberi e croci oltre a incisioni ed iscrizioni varie. La narrazione delle leggende ed usanze e la descrizione degli elementi, presi ad esempio da varie valli alpine, viene però a mescolarsi ad analisi filosofico-sociologiche che spesso partono da tempi lontani, frammiste a citazioni di autori che interrompono spesso il discorso, perdipiù con un linguaggio abbastanza accademico che non ne fa certo un agile volume prettamente divulgativo come potrebbe apparire al primo sguardo bensì quasi un testo semi-universitario.


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