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Uno dei problemi principali nell'attività escursionistica è ovviamente come alimentarsi e come bere per dissetarsi e reidtratarsi, durante l'escursione ed al termine della giornata, al ritorno a casa o in bivacco e/o rifugio. Cercheremo qua di dare qualche indicazione dettata al solito dall'esperienza ricordando che la soluzione ottimale non sempre c'è anche perchè ognuno di noi ha necessità diverse dettate da come il fisico reagisce alla stanchezza, allo sforzo e dalla propria costituzione.


Prepariamo la cena al Biv. Regondi-Gavazzi (22 agosto 2008)

Prepariamo la cena al Biv. Regondi-Gavazzi (22 agosto 2008)

Su cosa bere e cosa mangiare in montagna e durante l'attività escursionistica o alpinistica si potrebbero scrivere libri. Se cercate su internet troverete una mare a di informazioni ed opinioni, certo diverse ma concordi almeno come linee generali. I miei consigli, da escursionista (non da dietologo) considerando che in una escursione di un giorno non occorre una dieta particolare perchè nel giorno successivo possiamo recuperare senza problemi (diverso sarebbe nel caso di trekking di più giorni), sono questi:
Il ramen istantaneo, vero protagonista di molti manga ed anime, una soluzione ideale per il pasto in bivacco ?

Il ramen istantaneo, vero protagonista delle scene di molti manga ed anime, una soluzione ideale per il pasto in bivacco ?

In generale non dovrebbero quindi mancare nello zaino (scegliendo a vostro piacere):
Ovviamente c'è gente che in vetta mangia tonno con funghi porcini, pane nero, mocetta , salame e fontina con un bicchiere di rosso senza problemi. Ciascuno deve regolarsi anche in base alle proprie esigenza. Dopo alcune escursioni saprete sicuramente regolarvi meglio, personalmente faccio escursioni con un paio di barrette ed un panino o poco più senza problemi, ma io ho esigenze modeste. Nessuno vieta di portarsi una fetta di crostata o torta, basta sempre stare attenti a non esagerare. Nessuno vi vieta comunque in vetta di portarvi un fornello con paravento per preparare un piatto caldo, ma sono operazioni essenzialmente da bivacco e non da escursioni in giornata. Qualcuno (anche il sottoscritto a volte) in vetta mangia solo una barretta ed un po' di cioccolato ma occorre conoscere come reagisce il proprio corpo ad una alimentazione così contenuta e recuperare alla sera a casa o rifugio (non prendetelo come un consiglio).

minestre varie

Una serie di buste di minestre, risotti e creme varie. Sul mercato di trova di tutto, anche farro, paella e polenta, ma preferite cibi leggeri.
Valutate sempre i tempi di cottura (in quota vanno aumentati un poco) e la difficoltà a pulire le pentole.

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Le bevande meritano un discorso apposito: sconsigliate ovviamente tutte le bevande gasate, il vino fate un po' voi, personalmente lo eviterei specie in vetta (gli effetti sono maggiori ad alte quote) ma un bicchierino la sera in rifugio ce lo possiamo concedere, fluidifica il sangue ed aiuta a dormire (come l'aspirina). Sconsigliati anche i superalcolici in quanto vasodilatatori (pericolosi se fa freddo, il cognac bevetelo una volta rientrati al caldo vicino al camino). L'acqua è la bevanda migliore ma la disidratazione è in agguato per cui, durante la salita soprattutto, meglio scioglierci dentro un po' di integratori idroelettrolitici (integratori salini). L'acqua di sorgente va benissimo, attenzione che non sia troppo fredda (in particolare se è acqua di fusione, che richiede inoltre l'aggiunta di un po di sali minerali). Non date ascolto a chi dice che non bisogna bere: bisogna bere, specie quando fa molto caldo, ma senza esagerare, evitando però bevande che fanno venire più sete. La reidratazione come detto avviene anche tramite la minestra serale. In attività escursionistica inoltre considerate che la carenza di acqua, proteine, ecc. in genere si recupera con i pasti regolari nei giorni seguenti l'escursione, diversamente dal trekking che dura più giorni e richiede quindi un apporto maggiore onde non consumare troppo le riserve dell'organismo.

Fontana ad Orbeillaz

Fontana ad Orbeillaz (10 maggio 2009)

L'acqua delle fontane in paese alle quali ci si approvvigiona alla partenza dell'escursione, spesso sorgiva ma a volte proveniente dall'acquedotto, o delle fontane degli alpeggi solitamente non dà problemi, a meno che non siano stati posti avvisi ed ordinanze che ne vietano il consumo senza bollitura o del tutto. E' decisamente sconsigliato bere acqua di ruscelli a valle degli alpeggi in quanto può essere inquinata dalla presenza di animali.

ATTENZIONE: non bevete assolutamente, senzao bollitura, acqua di ruscelli a valle di alpeggi o in fontane di legno per abbeverare gli animali che la prendono sempre da ruscelletti aperti che scendono da pascoli con bestiame, potreste nella migliore delle ipotesi andare incontro a mal di pancia e dissenteria (anche non immediati), bevete solo da fontane che prendono acqua da sorgenti o comunque non in zone di pascolo.

L'acqua dei ruscelli e dei torrenti va bevuta solo se non vi sono alternative, a monte degli alpeggi e dove scorre copiosa. L'acqua stagnante non va mai bevuta (laghi e simili), tuttavia in alcuni casi (bivacchi ad alta quota) l'unica acqua disponibile è quella di laghetti glaciali, in questo caso è consigliabile bollirla (a queste quote difficilmente vi si abbevera bestiame, stambecchi e camosci a parte), quindi è meglio sfruttare le riserve in attesa che quella bollita si raffreddi. L'acqua di fusione (neve e ghiacciaio) raccolta per scioglimento naturale o prodotta sciogliendo la neve dovrebbe essere bollita per sicurezza, cosa non sempre possibile, solitamente è pura (ma esistono in commercio prodotti per potabilizzare l'acqua che abbattono la maggior parte dei batteri, utilizzati nei trekking in zone tropicali), ma essendo povera di sali minerali non disseta quasi per niente (va integrata con prodotti appositi, tipo Polase o simili). Infine l'acqua di sorgente che solitamente è la più pura e può essere più o meno dissetante a seconda del contenuto di minerali (spesso più povera ad alte quote ma ogni sorgente è un caso a sé). In genere non vi sono problemi a bere acqua di sorgente, per cui possiamo stare tranquilli, anzi averla in città un'acqua così ! Le sorgenti (alle quali spesso attingono le fontane degli alpeggi) sono solitamente segnalate sulle carte, perlomeno quelle escursionistiche di ultima generazione, nelle descrizioni delle escursioni sui siti (compreso il mio) e nelle guide escursionistiche, nonchè a volte sul posto (cartelli, frecce, ometti, ecc.) soprattutto quando la sorgente in oggetto è l'unica fonte di acqua potabile della zona (si veda ad esempio il Biv. Città di Mariano, v. foto). 

Importante: nel caso di sosta in bivacco occorre sempre, prima di partire, valutare la possibilità che nei pressi vi sia acqua, il che non sempre accade (v. Biv. Lateltin o Biv. Regondi-Gavazzi), in quantità sufficiente per bere, cucinare e possibilmente lavare le masserizie. Questo può desumersi sia da guide che da relazioni su siti internet o da mappe escursionistiche (anche online come OpenStreetMap).

Il te in salita è consigliabile, a mio parere, solo se non troppo dolce  in quanto potrebbe farvi venire sete come già detto. Il te caldo del thermos lo riserverei alle giornate fredde (in inverno o in estate col cielo coperto) ed alla vetta (quando fa sempre un po' più freddo) all'arrivo per scaldarsi oppure al posto del caffè dopo pranzo. Utile anche quando qualcuno ha dolori di stomaco. Comunque un thermos di the caldo lo prendo sempre dietro. In molti casi è consigliabile avere con sé del thè caldo o prepararlo sul posto (in bivacco o all'aperto), soprattutto per scaldare e tonificare un escursionista che accusa un principio di ipotermia o semplicemente perchè è una giornata particolarmente fredda.

Sorgente sul sentiero dei Laghi Pinter (28 agosto 2011)

Sorgente sul sentiero dei Laghi Pinter (28 agosto 2011),
utile la tazza per prendere acqua dove la borraccia non passa

Il caffè generalmente è da scartare in quanto accelera troppo i battiti cardiaci, e la pressione tende già a salire da sola mentre saliamo di quota. Attenzione soprattutto sotto sforzo, quindi in salita. Nulla vieta di prendere un caffè in rifugio prima di iniziare la fase di discesa, ma anche a valle prima di iniziare a salire (valutate voi come si comporta il vostro organismo). 

Bisogna quindi bere poco alla volta senza esagerare, più o meno spesso a seconda della propria resistenza (dopo qualche escursione sarete più allenati e sentirete meno la sete) anche solo per reidratarsi. Ricordate inoltre che in fase di discesa, al pomeriggio quando fa più caldo e quando il corpo è più disidratato spesso viene più sete che in fase di salita, in questo caso gli integratori salini, anche se impiegano un po' di tempo a fare effetto, aiutano. Per questo motivo è megli iniziare ad assumerli sino dal mattino.

In ultimo portate dietro adeguate riserve d'acqua: è facile che con le estati calde degli ultimi anni trovare asciutte le sorgenti su cui si contava una volta arrivati in quota. Io stesso, anche se so di poter prendere acqua fresca alla partenza, parto sempre con almeno una borraccia piena di acqua del rubinetto (al limite la butto), succede spesso di trovare le fontane chiuse o asciutte quando non si ha acqua portata da casa. Valutate anche la presenza di acqua potabile lungo il percorso (sorgenti, alpeggi, indicazioni di guide e siti internet). Ricordate comunque che in Valle d'Aosta non è abitudine predisporre fontane ad uso degli escursionisti a meno che non servano anche la bestiame, è quindi consuetudine non trovare punti di approvvigionamento d'acqua alla partenza delle escursioni a meno che non si tratti di fontane di villaggi o alpeggi (che potrebbero anche essere chiuse se l'alpeggio in questione non è abitato nell'anno in corso). Non è neppure inusuale trovare fontane chiuse in prossimità di rifugi o comunque zone molto frequentate a causa delllo scarso interesse dei locali di offrire questo servizio ai turisti, meglio partire sempre con adeguata scorta d'acqua. Nelle descrizioni delle escursioni del sito (e nelle mappe Open Street Map) sono indicati i punti in cui fare scorta d'acqua.

Personalmente per ogni evenienza porto una riserva di contenitori di pellicole fotografiche contenenti the solubile, zucchero, sale, sali minerali da sciogliere in acqua, dado solubile per brodo (per il bivacco e/o loc. invernale), caffe solubile. Mettete delle etichette per non fare confusione fra "polverine" apparentemente simili. Si rivelano utili anche in caso di escursioni giornaliere, durante una sosta in bivacco, per preparare un po' di the caldo o altro, in quanto fornello e pentole sono QUASI sempre presenti.

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