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GPS - Parte 3
Un esempio pratico
GPS


L'Etrek della Garmin

Ritengo interessante riportare qua alcuni cenni sull'utilizzo pratico dello strumento, facendo riferimento all'Etrek modello base (quello giallo con schermo monocromatico) della Garmin, ossia quello che utilizza il sottoscritto, che valgono comunque in generale anche per altri modelli della stessa gamma e di altre ditte. Questo per dare un'idea più completa a chi è interessato all'utilizzo del GPS e all'acquisto dello stesso, senza sostituire il manuale dello strumento.

Esaminiamo i comandi dell'Etrek:


ETREK: LEGENDA 1

1-tasto accensione / spegnimento /  illuminazione display

2-tasto per passare alle diverse schermate sul display o per annullare un comando

3-display LCD monocromatico

4-antenna GPS integrata
ETREK: LEGENDA 2

5-tasto "freccia su"

6-tasto "freccia giù"

7-tasto Enter (invio)

8-cinghietta a tracolla


Come detto, all'accensione occorre che lo strumento aggiorni le informazioni in suo possesso sulla posizione reciproca dei satelliti, in genere in ambiente aperto si può arrivare, ricevendo più satelliti, ad una precisione al di sotto dei 10 mt, anche 5 mt. quando si ricevono 5-6 satelliti. Purtroppo la ricezione è quasi sempre scarsa al di sotto degli alberi, ovvero nel bosco fitto, ragione per cui il tracciato ottenuto in molte escursioni risulta impreciso nel tratto iniziale, ossia fino a quando non ci si alza di quota e si esce dalle zone boschive (la perdita di segnale corrisponde a pezzi mancanti della traccia che devono poi essere ricostruiti a tavolino collegando approssimativamente quelli disponibili, o a tratti della traccia che improvvisamente si allontanano di parecchio dal percorso per poi tornare alla traccia originale). Il risultato è un tracciato comunque incompleto o imperfetto. Occorre in ogni caso posizionare il GPS in modo che riesca a ricevere senza che neppure il corpo dell'operatore faccia ombra all'antenna, cosa non sempre facile (quando ad esempio si hanno le mani impegnate dai bastoncini), soprattutto nel caso risultino visibili pochi satelliti.

Ad esempio si può ottenere un tracciato di questo tipo (zona poco sottostante il Colle della Bettaforca, lato Ayas)

Esempio di tracciato frammentato

Esempio di tracciato frammentato

In questa immagine (schermata di GPS Trackmaker) si vedono vari tratte della traccia spezzettata che verrà poi corretta in fase di elaborazione per quanto possibile. Nei casi in cui la ricezione è scarsa è consigliabile memorizzare qualche waypoint ausiliario (fermandosi in un punto ove la ricezione è accettabile, soprattutto in zone boschive). Nell'immagine, poiché le tracce sono distinte, GPS Trackmaker le evidenzia con colori diversi. Unendo, in fase di elaborazione le tracce, il colore diviene unico.

Non vorrei che l'esempio sopra con il tracciato così malmesso getti nella preoccupazione chi non ha mai usato un gps, è un caso limite, anche perchè realizzato con un ricevitore di vecchio tipo: con i modelli nuovi ad alta sensibilità non si perde QUASI MAI il segnale, anche nel bosco, il lavoro di sistemazione della traccia a tavolino è ben poca cosa rispetto un tempo.
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Esaminiamo adesso le principali schermate di menù dello strumento (le funzioni qua suggerite sono solo le principali e, perlopiù, quelle usate per tracciare un sentiero piuttosto che per seguire una rotta. Fate sempre riferimento al manuale del vostro strumento).

Etrek - schermo 1 ETREK: SCHERMO 1

Questo è il primo degli schermi a cui possiamo accedere premendo il tasto 2 ed è il primo che compare all'accensione. Il grafico circolare rappresenta il cielo, i numeri i satelliti. In nero i satelliti di cui si riceve il segnale ai quali corrispondono anche le barre del diagramma inferiore che, inizialmente bianche, divengono nere e si allungano a mano a mano che il database dei satelliti viene scaricato ed il segnale ricevuto diviene più forte. Quando lo strumento è pronto compaiono la scritta "pronto per la navigazione" ed il grado di precisione (errore). Per passare da una schermata a quella successiva occorre premere il tasto 2.
Etrek - Schermo 2 ETREK: SCHERMO 2

La schermata successiva è quella della mappa: l'omino rappresenta la nostra posizione e cammina se noi  ci spostiamo. La linea contorta rappresenta la traccia, ossia il percorso, ed i simboli, i waipoint battuti con il nome (o numero). La mappa può essere zoomata con le frecce 5 e 6 (ma non traslata). In questa immagine non compare la rotta (non è stata specificata) che viene rappresentata con una linea più spessa partente dall'omino e diretta verso il prossimo waypoint. Il nord (in assenza di bussola elettronica) è indicativo, per capire come è orientata la mappa, per la quale solitamente in alto abbiamo la parte di percorso dinanzi a noi. La schermata della mappa serve essenzialmente a vedere se siamo in prossimità di waipoint già memorizzati o se la traccia si è interrotta per mancata ricezione del segnale. Finché il gps non ha acquisito i satelliti (ossia appena acceso) al posto dell'omino compare un punto interrogativo.
Etrek - Schermo 3 ETREK: SCHERMO 3

Il terzo schermo è quello che ci dà la rotta, dove una freccia  indica la direzione in cui ci dobbiamo muovere per raggiungere un waypoint (quello selezionato dallo strumento se stiamo seguendo una rotta, ovvero una successione di waypoint memorizzati, oppure un waypoint singolo per il quale abbiamo selezionato il comando "vai a"). In alto compaiono il nome, la distanza topografica in linea d'aria ed il tempo previsto per raggiungerlo, in basso la nostra velocità (in questo caso ero fermo per scattare la foto). Sul quadrante la freccia indica il simbolo del waypoint ed i punti cardinali. Ricordiamoci che la freccia NON indica il nord come nella bussola ma la direzione in cui dobbiamo andare.
Etrek - Schermo 4 ETREK: SCHERMO 4

La quarta schermata è quella del "computer di bordo" ossia quella in cui vengono visualizzati i dati inerenti distanze percorse, tempi, velocità o altro. I dati visualizzabili sono molti di più di quelli che trovano spazio sul display, è possibile scegliere (premendo Enter) così come è possibile azzerare tempi e velocità (sempre premendo Enter e poi selezionando la voce di un Menù "a tendina"), operazione che si fa a inizio escursione. I dati visualizzati in foto  sono quelli preimpostati , forse i più utili.
Etrek - Schermo 5 ETREK: SCHERMO 5

L'ultima schermata selezionabile col tasto 2 (dopodichè si torna a quella dell'acquisizione satelliti) è quella del MENU'. Questa schermata mostra diversi sottomenù (selezionabili con le frecce 5 e 6 e poi premendo il tasto 7 ossia Enter), oltre a data, ora e stato di carica delle batterie. Le voci sono: MARK (permette di memorizzare il waypoint con le coordinate del luogo dove ci troviamo o immettendole manualmente, se si vuole inserire un altro punto di coordinate note), WAYPOINT (visualizza l'elenco dei waypoint in memoria), ROTTE (consente di creare una rotta, ossia una successione di waypoint da seguire, di salvare/richiamare o cancellare una rotta in memoria), TRACCE (consente di salvare/richiamare/invertire o cancellare una traccia dalla memoria), SETUP (consente di impostare il map datum, ovvero il sistema di riferimento dello strumento, data e ora, lingua dei menù, ecc. 
Etrek - Sottomenù Mark ETREK: SOTTOMENU' "MARK"

Dal MENU', premendo Enter in corrispondenza di questa voce compare questa schermata (dalla quale si esce o si annullano le operazioni ovviamente col tasto 2), dove è possibile, premendo subito OK, memorizzare il waypoint con simbolo e legenda (ossia un numero progressivo) che vediamo in foto e che propone lo strumento, oppure muovendosi con le frecce su e giù (tasti 5 e 6 e poi premendo sempre Enter), cambiare simbolo fra quelli presenti (non molti dei presenti sono utili per l'escursionista, ma possono essere poi modificati da software), nome (fino a 6 caratteri), oppure inserendo manualmente le coordinate e l'altitudine, se si vuole memorizzare un punto che non è quello ove ci troviamo. Poichè fra i simboli come fra i caratteri del nome ci si muove sempre con le frecce 5 e 6, l'operazione non è per niente agevole.
Etrek - Sottomenù waipoint ETREK: SOTTOMENU' "waypoint"

Il sottomenù "waypoint" ci consente di visualizzare l'elenco dei waypoint in memoria. Solitamente io cancello dopo ogni escursione quelli inerenti solo l'escursione stessa (ad esempio i bivi, i ponti, ecc.) che possono comunque essere reinseriti manualmente o da software lasciando in memoria quelli che possono interessare più escursioni, come i paesi o i rifugi. In questo modo si viene a costruire un database che può ovviamente essere salvato su file per essere riutilizzato anche in altri GPS. Ci si muove sempre con le "frecce", tasto "Enter" per selezionare e "annulla" per tornare indietro (ovvero tasti 5-6-7 e 2).
Etrek - Visiona Waipoint ETREK: "VISIONA waypoint"

Selezionando un waypoint dalla schermata precedente compare il sottomenù "Visiona Waypoint", dal quale oltre al simbolo ed all'identificativo, possiamo vedere coordinate, altitudine e fare alcune operazioni come cancellarlo, variare simbolo, nome e coordinate (ci si sposta sulle rispettive righe e si preme Enter), oltre alla già nominata funzione "vai a" che lo pone come obbiettivo da raggiungere, nella schermata della direzione (schermo 3). La funzione proietta consente di tracciare un nuovo waypoint conoscendo azimut e distanza da uno noto (quello selezionato in quel momento), operazione poco usata come caccia/pesca che interessano poco l'escursionista. La funzione mappa centra la mappa sul waypoint in esame.

Le funzioni qua riportate ed i relativi schermi e tasti sono quelle dell'Etrek modello base, in altri GPS differiscono ma i concetti sono essenzialmente gli stessi.

Alcuni consigli su come procedere "sul campo"

Premesso che che chi inizia ad utilizzare il GPS deve, un po' alla volta, crearsi il suo modo di procedere personalizzato in base alle sue esigenza, in questo paragrafo cercherò di spiegare come io utilizzo lo strumento per ottenere i tracciati che vengono presentati nel sito. Ovviamente queste indicazioni sono solo di massima, ci si può confrontare e scambiarsi opinioni in merito. Innanzitutto, come detto, ho scelto di operare in coordinate metriche UTM/UPS e con il sistema WGS84. La scelta di utilizzare le coordinate metriche è dovuta al fatto che sulle carte si possono misurare agevolmente le distanza dal reticolo e che le distanze sono "visualizzabili" più semplicemente che non gradi-minuti-secondi (questo concetto verrà poi illustrato nel capitolo dedicato all'elaborazione dei dati).

All'inizio dell'escursione occorre (ovviamente) accendere lo strumento e lasciare che aggiorni il proprio database interno, cosa che generalmente avviene in pochi minuti, a seconda del numero di satelliti visibili. Una volta che lo strumento si è stabilizzato, io provvedo ad azzerare la traccia attiva in memoria (se non l'ho già fatto dopo avere scaricato quella dell'escursione precedente) anche per azzerare il poco tracciato memorizzato stando fermi mentre il gps si aggiornava: per la diversa precisione della posizione che aumenta a mano a mano che riceve il segnale dai diversi satelliti infatti vi potrete trovare una distanza percorsa di alcuni metri anche solo stando fermi. In ogni caso questo è uno scrupolo, si tratterebbe solo di avere uno o due tratti in più che possono essere eliminati in fase di elaborazione. Per lo stesso motivo comunque azzero anche (dal menù del Trip Computer) la distanza percorsa ed il tempo dell'escursione.

Il GPS registra automaticamente il percorso mentre ci muoviamo (se la registrazione della traccia è attiva, nell'Etrek base non è disinseribile, in altri modelli invece si), per cui non devo fare altro che procedere nella mia escursione tenendolo in posizione favorevole per la ricezione. Ovvero in mano, perlomeno se non ho bastoncini e nei tratti in cui la ricezione può essere difficoltosa (bosco, pareti rocciose, ecc.) o attaccato alle cinghie dello zaino con un moschettone o in una tasca (con l'antenna esposta) facilmente raggiungibile quando devo leggerlo. Nel caso che voglio tracciare percorsi in zone boschive preferisco farlo in primavera, quando vi sono meno foglie, per avere una ricezione maggiore. State sempre attenti a quando posate lo zaino onde non battere lo strumento su sassi e rigarlo, l'ideale sarebbe una custodia che lasci scoperta l'antenna.

Quando mi trovo in un punto che ritengo sia utile ricordare, utilizzo la funziona marca Waypoint e lo memorizzo, assegnandogli un identificativo che può essere anche solo un numero (negli Etrek viene proposto in automatico un numero progressivo a partire dall'ultimo utilizzato, che può essere confermato), oppure scrivendo un nome a piacere (in modo non molto agevole per il limitato numero di tasti). Personalmente denomino sul posto i waypoint che intendo tenere in memoria i cui nome non verrà modificato neppure in fase di elaborazione (località, luoghi particolari, ecc.), mentre lascio il numero per quelli che, scaricato il tracciato su computer, presumo di cancellare (posso eventualmente rinominarli in seguito). Allo stesso modo seleziono il simbolo. Poichè i simboli utilizzabili da software sono molti di più che quelli intrinsechi nel GPS (ma dipende dal modello ovviamente), mi preoccupo di inserire quelli appropriati, se dispobibili, solo se poi non presuppongo di modificarli. In questo modo userò la casetta per un villaggio, alpeggio o rifugio, l'omino che cammina per qualcosa di interesse escursionistico, come un bivio, ecc. Il pesce per qualcosa correlato all'acqua (ma ad un lago assocerò poi il simbolo del lago che sull'Etrek non c'è), ecc.


E' importante comunque per i waypoint che non hanno una denominazione chiara come ad esempio quelli individuati da un numero, ANNOTARSI il significato onde poi a tavolino poter identificare con esattezza che waypoint abbiamo rilevato senza dover perdere troppo tempo per ricordarci cosa fosse una volta tornati a casa. A tal proposito la mia soluzione è avere con me un piccolo notes formato A5 sul quale provvedo a realizzare uno schizzo del percorso con i waypoint rilevati, i numeri, una breve descrizione degli stessi (le foto saranno inoltre di ausilio) e tutto quello che può servire per ricordare come si svolge il percorso (rocce, ripido, bosco fitto, zona panoramica, ecc.). Qualcosa di simile all'esempio sottostante, anche se questo è stato realizzato comodamente a tavolino (considerate che sul campo si non si dispone di molto tempo, del tavolo o di altro per appoggiarsi, ecc., ma la cosa importante è che ci capiate voi).

Schizzo realizzato in una escursione teorica

Schizzo realizzato in una escursione teorica

La scelta dei waypoint ovviamente è soggettiva come del resto l'accuratezza ed il dettaglio che ognuno inserisce nelle descrizioni delle proprie escursioni, per cui nei miei tracciati si troveranno sempre parecchi waypoint (tutto ciò che può servire viene inserito). Allo stesso modo la scelta dei waypoint da tenere in memoria è personale, altri tengono anche i bivi di tutte le escursioni, cosa forse esageratamente cautelativa, ma in ogni caso occorre considerare la capacità di memoria dello strumento. Con un gps cartografico ed una buona cartografia volendo potremmo omettere lo schizzo e limiarci ad un semplice elenco di waypoint poichè vedemo comunque la traccia sovrapposta ad una mappa, sul gps stesso o in fase di elaborazione su pc. Ma lo schizzo si rivela comunque utile per le nostre annotazioni.

Nel caso di lunghe soste, per risparmiare le batterie, è meglio spegnere il GPS (soprattutto al chiuso dove sarebbe inutile perchè non riceve) anche perchè pur stando fermo, per il moto dei satelliti si potrebbe avere il tracciato che si sposta attorno alla nostra posizione con la traccia che va a formare poi un piccolo "gomitolo" attorno al waypoint battuto, da eliminare poi in seguito.

Durante la marcia personalmente non uso mai la funzione rotta, perchè mi muovo seguendo un sentiero. La funzione rotta come vedremo, può essere utilizzata preparando la stessa a tavolino prima dell'escursione, in ogni caso consiste nel costruire un elenco di waypoint (già in memoria) che devono essere raggiunti in quel determinato ordine. Eventualmente è possibile utilizzare la funzione GOTO per avere l'indicazione di direzione e distanza di un singolo waypoint, utile quando si fa un percorso nuovo verso un obbiettivo (o una tappa) già memorizzato.

Una volta raggiunta la meta (vetta, rifugio, lago od altro) provvedo a memorizzare la stessa come waypoint. Per i rifugi solitamente "batto" (termine utilizzato nell'ambito dei rilievi topografici) il punto posizionandomi dinanzi l'ingresso ad pochi metri (per evitare l'ombra del rifugio e poichè non si può salire sul tetto), o nel caso di una vetta, dove trovo un riferimento certo (massima elevazione, croce di vetta, pilastrino) mentre per i laghi solitamente memorizzo la posizione in cui ci arrivo (seguendo il sentiero) e non ovviamente il centro del lago stesso. Anche per gli alpeggi procedo in modo analogo, rilevando un punto all'arrivo (se si sfiora l'alpeggio) o all'incirca nel mezzo se lo si attraversa. ma queste sono solo sottigliezze poichè la precisione del gps non è tale da giustificare una scelta del punto molto accurata.

In genere preferisco tenere il gps attivo durante la fase di discesa anche se si ripete il percorso fatto durante la salita (ed a maggior ragione se lo si cambia), perchè è meglio avere due tracce da confrontare nel caso durante la realizzazione di salita o discesa, il segnale non sia stato perfetto e vi siano quindi interruzioni nelle tracce stesse. Alcuni dei miei tracciati purtroppo hanno risentito di questo problema per cui ho dovuto ricavare il tracciato per il sito confrontandone due anche in leggero disaccordo, per diversa posizione dei satelliti. Questo inconveniente è stato evidenziato nelle note. A fine escursione si hanno tutti i dati memorizzati, anche spegnendo lo strumento e togliendole batterie, pronti ad essere scaricati. Come detto per evitare confusione fra escursioni diverse e risparmiare memoria, dopo avere scaricato la traccia attiva io la cancello e cancello anche i waypoint che non intendo conservare (prima  di cancellare però, se possibile, metto mano al computer ed elaboro il tracciato in forma definitiva). Quando si sono memorizzate più tracce (l'Etrek ne prevede sino a 20 oltre quella attiva denominata traccia 0) si seleziona la traccia da scaricare direttamente dal programma (Trackmaker, Ozi Explorer o altro).

Un'ultima nota: conviene comunque con l'Etrek utilizzare la "traccia attiva". E' vero che lo strumento può salvare fino a 20 tracce oltre quella attiva (che viene memorizzata mano a mano che ci spostiamo) detta anche "Active Log", il problema è che quando salviamo una traccia il numero di punti che la compongono viene ridotto per risparmiare memoria, per cui il percorso è meno dettagliato, ossia assomiglia più ad una linea spezzata composta da segmenti rettilinei più lunghi che non quello della traccia attiva. A meno di non essere impossibilitati a scaricare i dati dopo ogni escursione, è quindi meglio lavorare sempre e solo con la traccia attiva, cancellandola di volta in volta dopo aver scaricato i dati. Ricordo inoltre che dai settaggi dello strumento è possibile aumentare l'intervallo e la frequenza con cui vengono memorizzati i punti che forniscono la nostra traccia, se ovviamente la cosa non crea problemi di memoria, aumentando la precisione della stessa.


Per le modalità di trasferimento dati al pc passare alla Parte 4 - Elaborazione dati.


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