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Racchette da neve (ciaspole)
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Ciaspolando presso Estoul, Valle d'Ayas (26 dicembre 2007)

Ciaspolando presso Estoul, Valle d'Ayas (26 dicembre 2007)


Le racchette da neve, o ciaspole (termine originario della Val di Non ormai entrato nel linguaggio comune degli escursionisti) sono il mezzo che permette di effettuare escursioni e passeggiate anche in condizioni di innevamento abbastanza elevato, su terreni di moderata pendenza o anche abbastanza ripidi senza raggiungere pendenze eccessive. Le loro origino sono antiche, basti pensare ai popoli eschimesi e nordici, ai film sulla corsa all'oro o più recentemente agli Alpini nella grande guerra. Originariamente costituite da un'intelaiatura in legno e fili di corda atti a costituire una vera e propria rete (analogamente alle racchette impiegate in altri sport), di forma allungata, a pesce con tanto di coda, nel mondo moderno si sono evolute sfruttando materiali quali la plastica o l'alluminio ed hanno conosciuto una popolarità crescente negli ultimi anni, all'incirca dal 2000 in poi, fra gli escursionisti che in inverno non vogliono restare inattivi e fra chi comincia a non associare come è accaduto sino a questi tempi la montagna (soprattutto in condizioni invernali) alla sola moda dello sci, nell'ottica di un turismo più a contatto con la natura, meno di massa e/o di elite ed anche meno costoso (e forse per questo motivo spesso ignorato da media ed operatori turistici) che non richiede grossi investimenti a parte il costo iniziale dell'attrezzatura e soprattutto non richiede lo stravolgimento della montagna per costruire costosi e sempre meno remunerativi impianti di risalita. Le escursioni su ciaspole si svolgono perlopiù sugli stessi tracciati di quelle estive, oppure fuori tracciato (con le dovute precauzioni), spesso su strade poderali innevate a sufficienza (inutile rischiare di rovinarle quando vi sono pochi cm di neve), tanto che le Agenzie di Promozione Turistica ed i siti internet degli appassionati (vere miniere di informazioni, spesso aggiornate in tempo reale, anche se occorrerebbe sempre verificare l'effettiva affidabilità degli stessi) cominciano a suggerire i percorsi più appropriati. Ormai classiche "ciaspolate" sono quelle fatte in Val d'Ayas verso il Colle Ranzola (o anche la zona di Palasina, escludendo le zone delle piste da sci) e, nel Parco del Mont Avic, al Lago della Serva. In linea di massima comunque i tempi con le ciaspole sono circa un 40-50 % maggiori di quelli in condizioni estive.

A fianco delle ciaspole, il cui costo si aggira mediamente (dicembre 2007) sui 130-150 Euro al paio (ve ne sono di più economiche, ma non mi sento di consigliarle anche per i motivi che vedremo in seguito, comunque ciascuno deve valutare l'uso che ne farà), occorre comunque prevedere un adeguato abbigliamento invernale (calze da trekking, pile, giacca non ingombrante e possibilmente traspirante), un paio di ghette (non indispensabili ma comunque utili) o in alternativa dei pantaloni muniti di ghette interne (da ghiacciaio o anche da sci/snowboard vanno benissimo), berretto, guanti, uno zaino non troppo grande (tipo 30 lt.), poiché gran parte dell'ingombro è costituito dall'abbigliamento che si tiene addosso, guanti, bastoncini da trekking muniti di rondella da neve (quella larga, quelle da 3 cm di diametro si usano su terreno molle) o bastoncini da sci di lunghezza adeguata. Gli scarponi devono ovviamente essere da trekking o alpinismo, non è indispensabile che siano ramponabili in quanto gli attacchi in genere, muniti di cinghie, non lo richiedono a meno di non voler utilizzare ciaspole con attacco automatico, simile a quello degli sci, che richiedono la suola ramponabile. Vi sono anche delle calzature "da neve" ben calde adatte alluso con le ciaspole. Ovviamente non vanno bene le scarpe basse. Per quanto riguarda le calze meglio quelle da trekking invernale.

Le ciaspole vanno scelte principalmente in base al peso della persona che devono sostenere. Attenzione: nel peso non basta considerare quello corporeo, occorre aggiungere anche il peso dell'abbigliamento, di scarponi, zaino (pieno carico) e bastoncini.

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Esaminiamo adesso come è fatta una moderna ciaspola, tralasciando la distinzione sulla forma (a fagiolo, canadese e moderna) riportata in genere in tutti i siti internet e di poco interesse. In negozio troverete essenzialmente ciaspole di tipo "moderno", di forme più o meno allungate e simili, in metallo e plastica, o più raramente con il telaio esterno in alluminio. In generale le persone più pesanti dovrebbero utilizzare ciaspole con superficie di appoggio più ampia, in quanto il principio della ciaspole stessa è quello di distribuire il peso su un'area più vasta che non quella di appoggio del piede, diminuendo la pressione unitaria sul manto nevoso e consentendo di non sprofondare o quasi. Su neve compatta non si sprofonda affatto, su neve fresca si sprofonda di 10-15 cm, mentre senza ciaspole si affonderebbe sino al ginocchio o ancor di più.

In questi due esempi la ciaspola a destra, oltre ad essere un modello più elaborato meccanicamente, è anche più adatta alla neve fresca ed ai fuori pista, e si presta a "batter traccia", ovvero a tracciare il percorso che verrà seguito dal gruppo di ciaspolatori, rendendo più agevole l'avanzata a chi viene dietro.


ciaspole economiche ciaspole costose
Ciaspole moderne di tipo non molto costoso (circa 80-90 euro) di dimensioni ridotte, con "meccanica" abbastanza senplice Ciaspola moderna di tipo più costoso ed elaborato, di dimensioni maggiori (stessa marca della precedente, costo sui 140-150 euro)



Nella ciaspola moderna in pratica possiamo individuare due parti: la zona di appoggio per lo scarpone, in metallo e munita al di sotto di punte simili a quelle dei ramponi che hanno il compito di mordere il ghiaccio e la zona esterna in plastica o alluminio, ad essa collegata, che ha il compito di distribuire il carico sul terreno. Lo scarpone va infilato nella apposita sede, bloccato in punta, solitamente con una cinghia, ed incastrato nel tallone ove una seconda cinghia si occupa di assicurare che sia legato alla ciaspola (le cinghie devono avere la fibbia verso l'esterno, il che consente di distinguere la ciaspola destra da quella sinistra).


Punta semplice Punta complessa
Particolare dell'incastro della punta. La freccia indica il fermo, al di sotto del quale si incastra lo scarpone. Questa soluzione, su ciaspole più economiche, è la meno sicura. (*) Questa soluzione è migliore della precedente, la punta dello scarpone è totalmente fasciata e non può muoversi, la cinghia viene bloccata, onde non si impigli, da un laccio di gomma che si fissa con un bottone automatico (indicato dalla freccia)


* Nella fattispecie, poiché le cinghie si allentano con la marcia, lo scarpone è sfuggito dalla sede ed il fermo, battendo, ha poi tagliato il rivestimento in gomma, sulla punta dello scarpone stesso. Nota: viene riportata come esempio ma, su questo modello e su modelli simili, la casa costruttrice ha già provveduto, nella produzione più recente, ad adottate la stessa soluzione più funzionale, dei modelli più costosi (v. immagine a destra)

La zona di appoggio dello scarpone è incernierata in punta, onde permettere il sollevamento del tallone ed consentire la camminata. Al  di sotto di essa vi è un dispositivo più o meno semplice (nei modelli economici costituito da un ferro a cavalletto) detto "alza tacco" che va utilizzato su terreno ripido per permettere comunque una camminata più agevole e stancare meno la caviglia quando la ciaspola procede inclinata. Va abbassato ovviamente in piano o in percorsi di modesta pendenza e soprattutto in discesa dove sarebbe controproducente. Per contro in fase di discesa su terreno ripido può essere utile agganciare il tallone alla ciaspola con un secondo fermo (anche in questo caso realizzato in modo diverso a seconda della semplicità di costruzione della ciaspola stessa).


Ciaspole e scarponi Particolare alzatacco
In questa immagine si vede chiaramente come le due cinghie fascino lo scarpone che deve appoggiare con il tallone al centro della ciaspola stessa (per una distribuzione del peso uniforme) Qui vediamo l'alza tacco del tipo più semplice indicato dalla lettera A (in posizione sollevata) ed il gancio per bloccare il tallone in fase di discesa ripida, indicato dalla lettera B


Camminare con le ciaspole a prima vista può non sembrare molto agevole, certo almeno inizialmente ci si sente più impacciati che non senza ma occorre ricordare che senza di esse sprofonderemmo nella neve sino al ginocchio, se non di più. Ovviamente possono rivelarsi inutili se la neve è proprio scarsa, in genere vengono portate attaccate allo zaino (dentro o fuori la loro custodia), per essere calzate quando occorre. In ogni caso ci si abitua in fretta, non si avverte molto la camminata a gambe leggermente divaricate, almeno con i modelli di dimensioni più ridotte. Con quelle di dimensioni maggiori è facile anche intralciarsi un poco, almeno all'inizio.

In ogni caso, almeno inizialmente, non si corre ed occorre un po' di attenzione a non perdere l'equilibrio. In fase di discesa occorre, come del resto anche senza ciaspole ai piedi, appoggiare comunque prima il tallone, onde fare in modo che la neve si assesti ed evitare lo scivolamento in avanti. Nei tratti più difficili può aiutare camminare a gambe più divaricate o abbassare un po' il proprio baricentro. In questi casi sono i bastoncini che aiutano effettivamente a tenersi in piedi.

Per il resto nelle escursioni invernali o a fine inverno, in ogni caso quando c'è la neve, occorrono altre precauzioni, in particolare in merito alla scelta del percorso ed al pericolo di valanghe, la cui trattazione esula da queste pagine (potete però trovare parecchie informazioni in merito in rete). Inoltre, anche in merito alla recente legge sulla sicurezza dello sci ed onde evitare discussioni con sciatori (che spesso si sentono i padroni della montagna ma in ogni caso anche per evitare possibili incidenti) è bene ricordare che occorre tenersi alla larga dalle piste da sci.

Ulteriori informazioni in merito si possono trovare sul "sito amico" www.lemiemontagne.it a questa pagina.

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