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ERBE e FIORI
Acetosa ACETOSA

Si trova spesso vicino gli alpeggi ma anche in pascoli di alta montagna (quella in foto è stata ripresa sul sentiero sentiero per l'Alpe Palasina, in Val d'Ayas), ha foglia larga e robusta e fiori lunghi di colore rosso bruno. E' facile confonderla con in rabarbaro selvatico. Le foglie possono essere consumate in insalata (sapore piccante in estate) ed hanno proprietà renali ed epatiche.
Acetosella ACETOSELLA

Piccola pianta di sottobosco, cresce in luoghi ombrosi ed umidi e raggiunge pochi cm di altezza, si riconosce per le caratteristiche foglie, poste a gruppi di tre, a forma di cuore diviso in due ed i piccoli fiori bianchi e gialli (poco visibili nella foto). Come dice il nome ha profumo e sapore acido, può essere aggiunta alle insalate e utilizzata per infusi contro la febbre senza esagerare con la quantità.
Achillea ACHILLEA

Presente nei prati e pascoli sino a media montagna, gruppetti di fiori con caratteristiche foglie frastagliate. La foglia viene usata nelle  insalate (sapore piccante) ma la pianta è famosa soprattutto per l'impiego medicamentoso contro le emorragie (le foglie si applicano come cataplasmi sulle ferite), l'olio ricavato dai fiori è utile per influenza e dolori. Ne esistono varie sottospecie con fiori bianchi e rosa.
ACONITO

E' una pianta abbastanza rara, un'erba alta sino 1 metro, con ghirlande di fiori blu dalla caratteristica forma a cimiero. Cresce in zone umide. E' velenosa sia come fiori che come radici (può irritare la pelle anche solo toccandola) e veniva un tempo usata per preparare veleni, paralizza i centri nervosi e possiede proprietà sedative. Può essere usato in medicina ma in dosi superiori provoca intossicazioni (avvelenamento da aconitina).

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Nella foto: fiori di Aconito nel Vallone di Chasten, in Valle d'Ayas
Alchemilla ALCHEMILLA

Pianta molto comune a larghe foglie, si trova perlopiù nei pascoli. Le foglie vengono consumate come insalata ma hanno anche proprietà lenitive del dolore (molto usate in antichità come antinfiammatorio). Il nome deriva dal fatto che anticamente gli alchimisti da queste foglie raccoglievano la rugiada.

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Nella foto: Alchemilla sul sentiero per l'Alpe Palasina, in Val d'Ayas.
anemoni ANEMONI

Fioriscono in primavera, in zone di pascolo, dopo il disgelo. Fotografia scattata presso il col Ranzola, in Val d'Ayas, il 2 maggio 2006 quando c'era ancora neve.

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Aneto ANETO

E' una pianta originria dell'Asia, coltivata ma che si può trovare anche in prati in quanto i semi vengono portati dal vento. Crea arbusti alti anche 1 metro e più, come quello in foto ripreso in Val d'Ayas ai bordi di un orto. Si riconosce per i frutti disposti in fioriture circolari che partono tutte da uno stelo centrale e per le ramificazioni spigolore degli stessi in corrispondenza delle foglie. Le foglie tritate vengono usate per minestre, i frutti hanno proprietà antiinfiammatorie. E' chiamato anche "finocchio bastardo" perchè simile per fiori e proprietà al finocchio coltivato.
assenzio ASSENZIO

Pianta del genere Artemisia, lontano parente del genepì, è molto comune a bordo prati e strade in media monatagna, in terreni incolti ricchi di nitrati (presso case ed alpeggi), forma dei veri cespuglietti del caratteristico colore grigiastro con fiori gialli, ha un forte profumo (persistente sulle mani al tatto), viene usata per la produzione di liquori, ha effetti tonici e stimolanti a patto di non abusarne (effetti allucinogeni !). Ne esiste anche una varietà verde scuro.
Agrimonia AGRIMONIA

Piccolo fiore giallo che cresce a coppie su lunghi steli diritti, con foglie dentate in coppie alterne, si trova a bordo di prati di media montagna in zone soleggiate e secche. Ha diverse proprietà medicali, antinfiammatorie e tradizionalmente viene usata nella cura delle malattie epatiche. Le foglie secche possono essere usate per preparare una specie di the, le parti fiorite possono essere consumate in insalata.

Bardana BARDANA

Facile da riconoscere per i fiori simili a palline pelose che si attaccano ad abiti ed al pelo degli animali, con foglie larghe e leggermente frastagliate, si trova perlopiù a margine di boschi e nei terreni incolti e vicino a ruderi di case e baite. La bardana trova impiego in cucina (germogli giovani e radice), le foglie allievano l'effetto delle punture di insetto sulla pelle.
Bonaga BONAGA

Varietà di Ononide, simile all' Ononide Bacaia ma più piccolo e con fiori di colore rosato-violetto. Si trova a bordo dei prati o a bordo delle strade (come quello in foto). Ne esistono diverse sottospecie.
Borsa del pastore BORSA DEL PASTORE

Erba minuta e poco appariscente ma riconoscibilissima grazie alla forma caratteristica delle foglie a forma di cuore o di "bisaccia" (da cui il nome e fiorellini bianchi piccoli in punta. So trova un po' ovunque, nei prati e ai bordi dei sentieri, vicino alle case, è utilizzata sia per l'alimentazione (giovani germogli) come zuppe o aggiunta a frittate e insalate ma ha anche proprietà coagulanti, antiemorragiche e coagulanti.
Brionia BRIONIA

Erba poco appariscente con foglie simili a quelle dell'ortica (ma non frastagliate e senza i caratteristici peli) e fiorellini gialli con piccoli petali briachi, che poi danno origine a bacche. Tutta la pianta è velenosa, in particolare radice e bacche. Si trova in media e bassa montagna, in zone cespugliose, nei boschi e a volte negli orti (quella in foto è stata trovata in un campo di patate).
Buon Enrico BUON ENRICO

Molto comune in zone umide e ben concimate (azotate), si trova spesso in prossimità di stalle ed alpeggi. La foglia sul lato inferiore pare "sabbiosa". Vengono consumati i germogli delle piante giovani e le foglie cotte come i comuni spinaci (è infatti chiamato anche "spinacio selvatico".

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Nella foto: Buon Enrico poco lontano dal Rifugio Arp, in Val d'Ayas.
Campanula CAMPANULA

Piccolo fiore con stelo sottile e poche foglie se non a terra, altro sui 23-30 cm, fiore a forma di campanella ricurvo verso il basso quando aperto di colore lilla. Ne esistono diverse varietà, tra cui una più alta e con boccioli e foglie pelosi. Pare che la radice avesse proprietà benefiche per i malati di cuore. Si trova nei prati di media ed alta montagna, a volte anche nei boschi.
Cardi CARDI

Esistono varie specie di cardi in natura (fra cui il famoso Cardo Mariano che io per il momento in VdA non sono riuscito a trovare), facili a confondersi fra loro per cui anche qua non son riuscito a catalogarli correttamente. Crescono spesso in luoghi incolti, ma anche a bordo di prati trascurati, formando veri e propri muri al passaggio delle persone, spinosi con fiori violetti in sommità molto apprezzati da api e farfalle. Il cardo mariano è conosciuto soprattutto per i suoi effetti benefici sul fegato umano. Quello in foto non so che specie sia, ma nella stessa zona ho trovato almeno altre due varietà di cardo diverse, oltre alla riconoscibilissima Carlina.

Cariofillata CARIOFILLATA

Erba poco appariscente, con fiorellini gialli a 5 petali, steli lunghi e foglie rade, produce frutti simili a palline appiccicose e pelose (analoghe a quelle della bardana ma molto più piccole). Chiamata anche "erba benedetta" perché la leggenda narra che San benedetto la utilizzasse come antidoto al veleno. Viene utilizzata intera come sostituto del chinino contro la febbre, le foglie possono essere consumate in insalata. Riduce le emoraggie, le infiammazioni e l'alitosi.
Carlina CARLINA

E' un cardo che si sviluppa soprattutto in ampiezza, in altezza raggiunge 20-30 cm mentre spesso forma veri e propri "tappeti" spinosi seminascosti dall'erba dei prati sui quali è facile sedersi durante le escursioni. E' chiamato anche "segnatempo" poichè il fiore si richiude con l'umidità e si apre con il tempo asciutto (anche quando la pianta è secca). I fiori possono essere consumati come carciofi mentre la radice può essere utilizzata per fare canditi. la pianta era considerata un rimedio contro l'azione di molti veleni e con diverse proprietà mediche. E' una pianta protetta che può essere raccolta con moderazione. Messa a seccare in montagna è usata a scopo ornamentale.
Carota CAROTA SELVATICA

Molto comune nei prati prima del taglio dei fieni, spesso da lontano la si confonde con l'achillea. I fiori però sono diversi, si aprono a ventaglio e poi si chiudono a piumetto (vedi foto in fondo), lo stelo diritto e con foglie frastagliate raggiunge anche il metro di altezza. Le carote, molto piccole, cresciute sottoterra possono essere consumate come quelle coltivate.
Cicoria Selvatica CICORIA SELVATICA

E' simile alla cicoria coltivata e si può consumare in modo analogo, in insalata. E' una pianta che aiuta il funzionamento di molti organi, si raccoglie prima della fioritura. Il fiore è azzurro e cresce su steli alti sino 60-70 cm a inizio estate, in terreni ben soleggiati.
Crocus CROCUS

Fiore che annuncia la fine dell'inverno (ma a volte si trova nei prati anche a inizio autunno), spesso fiorisce vicinoa  residue chiazze di neve. Di colore bianco o rosato/violetto, a gruppetti di due o tre o singoli, sparsi in una area ristretta. In italiano è chiamato anche "crocco". E' un tipico fiore di montagna sino a quote anche oltre 2000 mt.
Enotera ENOTERA o RAPUNZIA

Fiore che si sviluppa come una pianta longilinea con diversi fiori gialli, alta anche 60 cm, biennale, cresce nei pascoli di media montagna, molto usata dagli indiani d'America per varie propiretà medicamentose (bollitura delle radici contro la tosse, olio del seme per la pelle), viene impiegata anche nella cura di schizofrenia, iperattività e malattie simili.

Nella foto: Enotera spontanea in un orto in Valle d'Ayas a 1200 mt circa
Epilobio EPILOBIO

Caratterizza le nostre escursioni in quanto è facile da trovare nei pascoli di alta montagna (da 1600 mt in su) a bordo di sentieri, in zone fresche (vicino ruscelli), dove forma vere e proprie siepi, alte anche 1 metro. Si riconosce per i fiori violetti in punta a lunghi steli e le lunghe foglie verdi alla base. Ha azione emolliente d astringente ma viene utilizzato anche contro infiammazioni ed arrossamenti della pelle (decotto di radici). Quello in foto è stato fotografato a Barmasc, agosto 2021.
Erba Medica ERBA MEDICA

Erba da molte proprietà, presenta foglie con foma "a goccia" e bordo frastagliato raccolte a gruppi di tre, rametti di fiori violetti (quella in foto ormai ne è priva). Foglie fiori freschi sono tonici e vengono consumati in insalata o per arricchire l'alimentazione animale (si ritiene che possa aumentare la produzione di latte vaccino e l'agilità dei cavalli da corsa). Viene utilizzata anche per riportare sostanze minerali in terreni precedentemente coltivati e messi a riposo per uno-due anni (come il trifoglio).
Eufrasia EUFRASIA

Pianta semiparassita che trae nutrimento da piante vicine, ma si trova anche nei prati. E' un'erba molto famosa in campo medico, ha proprietà antisettiche ed antinfiammatorie.  In realtà ne esistono varie sottospecie ma solo quella con i peli sul "calice" ha proprietà medicinali. Viene usata per preparare infusi con tutta la pianta o se ne ricava il succo pestando gli steli.
Felce FELCE

Pianta caratteristica del sottobosco e di zone umide ed ombrose, non soleggiate. Presente nelle varietà femmina (commestibile) e maschio (non commestibile). E' protagonista di molte credenze popolari, la felce femmina può essere utilizzata in cucina, la felce maschio è tossica ma può essere utilizzata in ambito medico e veterinario.
Fragola (di bosco) FRAGOLA (di BOSCO)

Facile da incontrare (e gustare) durante le nostre escursioni in estate in zona boschiva, è una delle piante che costituiscono il sottobosco in pinete ed abetaie, ma anche a bordo di prati. I frutti sono piccoli (meno di 1 centimetro di diametro) e simili alla fragola coltivata, molto dolci, da gustare sul posto o raccogliere, hanno effetti benefici sul sangue, possono essere impiegate per la preparazione di dolci ma anche risotti. Le foglie, che si raccolgono in primavera, possono essere impiegate per preparare minestre.
Garofano Selvatico GAROFANO SELVATICO

Cresce perlopiù nei boschi di conifere, facile da individuare con 5 petali di colore rosa su lunghi steli senza foglie o quasi, altri 20-30 cm. I fiori hanno diametro di 2-3 cm e le foglie, sottili, si vedono perlopiù alla base. Fiorisce in estate, l'aspetto dei fiori può leggermente variare.
genepy bianco GENEPY (artemisia Genepy, Artemisia Glacialis, Artemisia Umbelliformis)

Si trova in diverse varietà (bianco, nero, ecc.) in terreni particolari ed è una pianta protetta famosa per il liquore che si può ottenere, varietà del genere Artemisia. Ovviamente non va raccolta, se non con la macchia fotografica. Quello in foto è genepy bianco femmina, fotografato nel giardino botanico presso il Castel Savoia a Gressoney S. Jean. Sinceramente non trovo facile fotografare il genepy, poichè é fatto a "ciuffi" e l'immagine risulta sempre un po' confusa.

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Genziana Maggiore GENZIANA MAGGIORE (Gentiana Lutea)

Appartenente sempre al genere Gentiana, come le varie Genzianelle ma molto diversa da queste. Sono piante alte anche un metro e mezzo, come quella in foto, con una infiorescenza gialla a più pennacchi in cima (in genere da tre a 10 fiori) e foglie larghe. Quella in foto è stata trovata con altre presso Barmasc, sul sentiero 28 per il Colle Tantané, poco prima di entrare nel bosco. Come tutte le varietà di genziana, ha usi medicinali (in realtà lo stesso nome "Gentiana" deriva da quello di Re Gentius dell'Illiria che per primo la avrebbe utilizzata a tale scopo).

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genzianella GENZIANELLA MAGGIORE (Gentiana Acaulis)

Detta anche Genziana di Koch è un fiore caratteristico delle Alpi, di colore blu profondo che sfuma nel violetto. Queste sono state riprese sul sentiero per il Lac de Servaz nel Parco del Mont Avic nel mese di giugno 2006 ma si trovano anche in luglio-agosto. Notare che il colore della genzianella è un ottimo banco di prova per la fedeltà della fotografia, è difficile renderlo bene.

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genzianella minore GENZIANELLA MINORE o PRIMAVERILE (Gentiana Verna)

Detta Genzianella di Primavera, è simile alla precedente ma più piccola e con soli 5 petali., alta 4-7 cm. Fiorisce perlopiù da marzo ad agosto, a volte anche a settembre.

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Giglio rosso GIGLIO ROSSO

Fiore raro (e protetto), si trova nei pascoli sino a 1880 mt. di quota. E' chiamato anche Giglio di San Giovanni perché fiorisce a fine giugno (San Giovanni è il 24 giugno). Molto vistoso, di colore arancio o rosso-arancio, screziato di giallo, alto 50-70 cm.

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Nella foto: giglio rosso fotografato il 27 giugno 2016 sul sentiero da La Croix per le Miniere di Chamousira, tratto lato Graines
Lampone LAMPONE

Il lampone selvatico è del tutto simile a quello coltivato ma con frutti più piccoli, Si trova nel sottobosco ma soprattutto a margine di boschi e in zone ombrose e pietrose, dove si trovano altri arbusti (rovi) ed erbe (ortica, fragola, piante di sottobosco), la pianta è spinose, le foglie sono disposte nei caratteristici gruppi di tre. Il frutto matura in estate o fine estate a seconda delle zone,  si può consumare al naturale o in marmellate e sciroppi. Le foglie abbassano il tasso di colesterolo e favoriscono la circolazione del sangue. Nella foto, fatta a fine luglio, i frutti si vedono appena accennati.
Malva MALVA

Si trova in cespuglietti nei prati, a bordo zone boschive e vicino le case, con le caratteristiche foglie a ventaglio e i fiori a cinque petali violetti o bianco-violetti. Le foglie si utilizzano per preparate tisane rilassanti o una specie di tè, ma se fresche possono anche essere consumate in insalata. Era considerata nell'antichità una pianta con innumerevoli virtù terapeutiche.
Margheritina MARGHERITINA

La Margherita è un fiore che conosciamo tutti, in alta montagna nei pascoli si trova questa varietà che è più piccola ed alta sino circa 10 cm. E' chiamata anche "pratolina".

Nella foto: Margheritine poco lontano dal Rifugio Arp, in Val d'Ayas.
Meliloto MELILOTO

Pianta biennale che forma veri e propri cespuglietti con steli flessuosi al vento e ghirlande di fiori gialli di tre petali, presente in media montagna in prati e pascoli. Viene utilizzto per la preparazione di tisane, ha proprietà soprattutto antinfiammatorie ma viene utilizzato anche per realizzare anticoagulanti. Il nome significa "portatore di miele" poichè il suo polline è molto apprezzato dalle api.
Menta MENTA

Ne esistono diverse varietà, di colore verde ma anche grigiasto, riconoscibili ovviamente anche dal forte profufo. Si trova in media montagna, spesso in cespuglietti, spontanea ma anche coltivata in orti e giardini, presso le case e gli alpeggi. La menta trova un largo impiego per la preparazione di tisane, bevande, caramelle, col cioccolato e anche per pomate e rimedi medici (mal di testa, raffreddore, dolori vari).
Mentastro MENTASTRO

Simile alla menta, con foglia più stretta e morbida, di colore grigiastro, ha un odore simile alla menta ma meno forte, si trova spesso vicino a corsi d'acqua o zone umide, di media montagna.
Nigritella NIGRITELLA

Fiore di montagna abbastanza raro, è una varietà di orchidea selvatica (in montagna esistono moltissime varietà di orchidee spontanee), si trova in pascoli da media montagna sino a quasi 200 mt. Gli esemplari in foto sono stati trovati sul sentiero per i Laghi di Palasina, in Valle d'Ayas, a quota 2200 metri circa.
Ononide Bacaja ONONIDE BACAJA (ERBA BACAJA)

Fiore del genere Ononis, è un piccolo arbusto che si trova nei prati e ai margini dei boschi in terreni incolti dalla pianura sino in media montagna, la pianta è ricoperta di piccoli peli, i fiori gialli striati in bruno o violetto mostrano tre petali (il terzo contrapposto agli altri due affiancati), le foglie hanno bordo dentellato.
Origano ORIGANO

Si trova nei prati di media montagna dove l'erba resta incolta, fiori bianchi o leggermente rosati, molto profumato, si raccoglie (foglie) a fine estate e si fa seccare per l'utilizzo in cucina come insaporitore di cibi per il suo sapore pungente. L'infuso di origano è un tonico che contribuisce ad alleviare mal di testa e dolori muscolari.
Ortica comune ORTICA COMUNE

Presente spesso in luoghi ombreggiati, vicino orti e case, spesso nei piccoli passaggi fra le baite di alpeggi abbandonati (e non) o a nascondere sentieri, la foglia se toccata provoca il caratteristico effetto urticante (sulla foglia sono presenti minuscoli pelucchi che entrano nella pelle, è possibile toccarla dal picciolo verso la punta senza subirne l'effetto). E' comunque utilizzata sia per decotti/tisane sia per consumo (minestra) in quanto ha molte proprietà benefiche, una volta cotta perde l'effetto uticante. Nell'immagine è visibile il caratteristico fiore presente a primavera/inizio estate.
Parietaria PARIETARIA

Cresce in luoghi umidi ed ombrosi, fra le vecchie baite e addirittura nelle crepe sui muri (da cui il nome), riconoscibile per la foglia leggermente pelosa ed appiccicosa. Le foglie se strofinate sulla pelle attenuano l'effetto pruriginoso delle ortiche, ma se giovani possono essere consumate anche come spinaci. La pianta può essere anche fatta bollire per ottenere un infuso.
Piantaggine a foglia larga PIANTAGGINE A FOGLIA LARGA

Presente in molte varrietà soprattutto presso case ed alpeggi (zone concimate da animali), nelle fessure delle pietre, ecc., con foglie larghe e dure e fiori (code) lunghi e ricoperti di semini, apprezzati dagli uccelli. Le foglie fresche si utilizzano per neutralizzare punture di insetti (basterebbe sfregarle) ma possono anche essere consumate in insalata. L'intera pianta si usa per preparare infusi.
Piantaggine a foglia stretta PIANTAGGINE A FOGLIA STRETTA

Varietà della precedente a foglia stretta e "spighe" più piccole ma con gambo più lungo. E' Facile trovarla nei prati a poca distanza dalla varietà a foglia larga.
Polmonaria POLMONARIA

Pianta non molto diffusa in Valle d'Aosta (perlomeno nelle zone che frequenta il sottoscritto), si trova in primavera e si riconosce per i fiori violetto-rosato che fuoriescono a a raggera (come il soffione del tarassaco) da un punto comune, oltre che per le foglie vellutate spesso con macchie più chiare che ricordano i polmoni (da cui il nome). E' usata per diverse proprietà, per curare vari problemi alle vie respiratorie, della gola, catarro e per il contenuto di vitamina A e C. In cucina possono essere utilizzati sia i fiori che le foglie.
Portulaca PORTULACA o PORCELLANA

Pianta infestante, si trova negli orti soprattutto (e in terreni simili, al sole) dove contende lo spazio vitale ad insalate e simili, formando veri e propri "tappeti" verdi da estirpare radice compresa (ricresce in fretta). Si sfiluppa essenzialmente in piatto, con gambi e foglie carnose. E' utilizzata nella medicina popolare orientale. Foglie e steli possono essere cucinati come verdure e consumati sottaceto. Quella in foto è stata trovata nell'orto di casa.
Primula PRIMULA

Classico fiore che annuncia l'arrivo della primavera (primula significa appunto "prima" nel senso di primo fiore primaverile, si trova già poco dopo lo scioglimento delle ultime nevi (marzo in bassa e media montagna), quando i prati sono ancora secchi ed è l'unica nota di colore assieme al Crocus, oppure anche nei boschi di latifoglie. E' caratterizzata da mazzi di fiori gialli rivolti verso il basso (viene chiamata anche "chiavi di San Pietro"). Anche la primula ha diverse proprietà terapeutiche usate nella mdeicina tradizionale ma i fiori possono dare allergia al contatto (sfregare con cotone imbevuto di acqua di colonia od alcool). In cucina si possono usare fiori e foglie tritati.
ranuncolo acquatico RANUNCOLO ACQUATICO

Non poteva mancare poichè è uno degli spettacoli del parco del Mont Avic. Copre aree vaste in prossimità delle rive di alcuni laghi, questo è stato ripreso presso il Lac de Servaz  nel mese di giugno 2006.

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Ranuncolo Botton d'Oro RANUNCOLO BOTTON d'ORO

E' molto comune vederlo nei prati per il suo colore giallo vivo, quando il fiore cresce i petali si riuchiudono perl'appunto a "bottone". Raggiunge una altezza di 60 cm. E' una pianta velenosa e in quanto tale gli animali non la mangiano.

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Nella foto: fioritura di ranuncoli a fine giugno sul sentiero per l'Alpe Palasina in Val d'Ayas.
rododendro RODODENDRO

Cespuglio in fioritura nei mesi di metà maggio - metà giugno presente nel Parco del Mont Avic ed in diverse zone della Valle d'Aosta (in Val d'Ayas soprattutto verso il Col Ranzola, il Lago di Froudiere ed il Vallone di Chasten), fotorafia scattata sul sentiero per il Lac de Servaz  nel mese di giugno 2006.

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Rovo ROVO (MORA SELVATICA)

Si trova a bordo di prati e sentieri spesso mista ad altre piante (ortiche), forma grandi cespugli spinosi con fiorellini bianchi che a fine estate producono le more selvatiche. Il ramoscello in foto è stato ripreso a fine luglio, cominciano ad intravedersi i frutti, da raccoglersi maturi e neri. Se il frutto può essere consumato in vari modi (al natirale, marmellate, sciroppi, ecc.) le foglie possono essre usate per preparare infusi astringenti o disinfettanti. Le sole foglie hanno anche proprietà antiemorragiche.
Salvia dei Prati SALVIA DEI PRATI

Riconoscibile per i caratteristici fiorellini violetti e le foglie buterate, che si lacerano facilmente, si trova nei prati di media montagna. E' una delle varietà di salvia spontanee, molto comune, a volte si confonde un poco con la Viperina (che però ha stelo e foglie ricoperti di piccoli peli pungenti). Viene usata per insaporire i cibi ma nell'antichità le venivano attribuite molte proprietà curative.
Salvia Glutinosa SALVIA GLUTINOSA

E' una tipica pianta di sottobosco, che fiorisce verso metà estate, si trova perlopiù nei boschi di conifere ma anche a bordo di strade, in zone ombrose. Le foglie sono a coppie opposte, alternate, il fiore è in cima, giallo, con la caratteristica forma del fiori delle varietà di salvia. Il fiore può essere usato in frittata e per aromatizzare il burro, le foglie possono essere utilizzate per tisane.
Semprevivo SEMPREVIVO

Piante comunemente definite "grasse" perché necessitano di poca acqua (circa 40 generi diversi), si trovano perlopiù in zone sassose o sabbiose, o vere e proprie roccere. In primavera è facile vederle fiorite, in inverno resta la parte più bassa con le foglie. Sebbene molto apprezzate dal punto di vista decorativo, è possibile utilizzare le foglie verdi anche come alimento (insalate).

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Nella foto: Semprevivo sentiero per l'Alpe Palasina, in Val d'Ayas.
Silene SILENE o BOBBOLINO

Tipicamente si trova nei prati, riconoscibilissimo per i caratteristici "palloncini" bianchi con piccoli pelali bianchi in punta (nella foto sono ormai sfioriti). Viene utilizzato in cucina quando il germoglio è ancora morbido, in zuppe, minestroni, risotti, frtittate. Le foglie giovani possono essere consumate crude in insalata. E' chiamato anche "erba del cucco".
stella alpina STELLA ALPINA (EDELWEISS)

Si trova solitamente in zone di terreno morenico, con poco prato a quote oltre i 2400 mt. Quelle in foto sono state riprese nella valletta di Tzere in Val d'Ayas, agosto 2005. Ovviamente questa pianta è protetta e ne è vietata la raccolta.

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Tarassaco TARASSACO o DENTE DI LEONE

Lo si trova nei prati in tutta la Valle d'Aosta sino quasi a quota di pascolo (ma anche in pianura a bordo dei campi), E' la famosa "insalatina di campo" che si coglie in primavere, prima che faccia il fiore, quando le foglie sono piccole, si consuma in insalata o cotto, ha proprietà diuretiche, fa bene al fegato ed aiuta le funzioni intestinali. Dai fiori si ricavano anche infusi (amarissimo).

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Nella foto: Tarassaco fotografato sulla strada per i Laghi di Palasina in Val d'Ayas al limite della zona boschiva.
Trifoglio TRIFOGLIO

Si trova principalmente in due varietà, a fiori rossi (in foto), alta sino 30-40 cm e a fiori bianchi (più piccola), alta sino 10 cm, a formare veri e propri "tappeti" o mischiata ad altre erbe. Viene utilizzata (ma a volte nasce spontanea) per riportare azoto ed altre sostanze nei terreni coltivati sfruttati, durante periodi di riposo di uno o più anni (in modo analogo all'erba medica). E' il simbolo della verde Irlanda, trova impiego per tosse, bronchite, purificazione del sangue.
Verbasco VERBASCO

Presente in diverse varietà, è una pianta biennale longilinea che parte da larghe foglie vellutate alla base e si sviluppa alta sino al metro e più con varie ramificazioni e grossi fiori gialli. I fiori forniscono liquori, le foglie si usano per preparate tabacchi e medicinali ed anche come bendaggio d'emergenza. Il fumo delle foglie era usato dagli indiani d'America per ravvivare le emozioni.
Viperina VIPERINA

Fiore che cresce nei prati di media montagna a partire da una base di foglie lunghe e dure, coperte di peli radi e duri (e pungenti), si sviluppa con una serie di steli paralleli, sempre con piccoli peli pungenti , con diversi fiori di colore violetto.  Crea delle vere siepi del caratteristico colore. Molto usata nella medicina popolare per varie proprietà diuretiche ed antinfiammatorie (infuso di fiori). Le foglie giovani vengono usate anche in cucina, soffritte o comunque cotte.
ALBERI, ARBUSTI e CESPUGLI
Abete rosso ABETE ROSSO

Chiamato così anche per la colorazione rossastra del legno, è una delle conifere più diffuse in Valle d'Aosta assieme a Larice e Pino Silvestre. E' caratterizzato da portamento eretto, rami ricoperti di aghi corti e singoli di colore verde molto scuro, pigne lunghe, tronco quasi liscio. In alcune zone è la conifera principale tanto da costituire da solo la maggio parte del bosco, sino ad altezze di 1600-1700 mt (oltre si trova perlopiù il larice). E' sempreverde. Il legno viene usato nell'industria delle costruzioni ma è più delicato di quello del larice (e meno costoso) ma anche per la fabbricazione di strumenti musicali (chitarra). L'accrescimento è più lento di pino e larice.
Betulla BETULLA

Albero slanciato ed elegante che si trova nei boschi di latifoglie sino a media montagna (sino dove cominciano i boschi di conifere) e nei giardini, si riconosce per il tronco bianco che tende a sfogliarsi e le foglie che fremono al vento che divengono dorate in autunno e formano tappeti fruscianti (e a volte scivolosi) alla base. In realtà la famiglia delle betullacee comprende molte varietà di betulla (nonchè i carpini e gli ontani). Il legno di betulla viene usato in artigianato così come la corteccia (era usata dagli indiani d'america per realizzare le loro canoe).
Castagno CASTAGNO

Si trova nei boschi sino a quota massima 1100-1200 metri (la cosiddetta "quota dei castagni" indicata come limite di altitudine per chi soffre di problemi cardiorespiratori), alberi maestosi con le caratteristiche foglie seghettate e lunghi fiori biancasti in estate, sino al formarsi dei ricci contenenti i frutti in autunno (ottobre-novembre), quando l'albero assume il caratteristico colore giallo bruno. Nel caso di escursioni in boschi di castagno dobbiamo fare molta attenzione all'accumulo di ricci e foglie sul terreno, che possono fare scivolare e ruzzolare oltre che nascondere buche e pietre scivolose. Le castagne, oltre che consumate arrosto o bollite, spesso vengono usate per preparare pane integrale dolciastro, torte ed accompagnare il lardo come antipasto. Quello in foto è stato ripreso nel mese di luglio a 1200 mt circa, privo ancora dei ricci.
Cilieigio CILIEGIO

E' presente sino a media montagna (1600 mt circa) spontaneo nella varietà selvatica, riconoscibilissimo in primavera (aprile) quando si ricopre di fiori bianchi che vengono portati via dal vento ed in autunno (ottobre) quando le foglie si colorano di rosso. Fruttifica ad inizio estate (giugno-luglio). Il legno viene molto usato in lavori di artigianato per il suo caratteristico colore un po' rossiccio. La corteccia liscia e un po' grigiastra è ben riconoscibile, le foglie sono affusolate e seghettate.
Frassino FRASSINO

Albero di alto fusto a crescita molto veloce, dai semi che cadono nascono in fretta nuove piante, molto sinuoso al vento. Si trova in montagna soprattutto nei boschi di latifoglie e nei filari a margine di prati e pascoli. Anche il frassino ha diversi impieghi medicinali (bacche e corteccia).
larice LARICE

Costituisce buona parte dei boschi di conifere di montagna, con pino silvestre ed abete rosso, alto, elegate, di un verde chiaro che a novebre diviene dorato (l'albero perde poi gli aghi non essendo sempreverde). Gli aghi sono morbidi, disposti in ciuffi. Le pigne ovoidali squamate. Il legno viene utilizzato in falegnameria e carpenterie (costituice parte dell'ossatura dei tetti delle baite). In questa foto, fatta nel mese di maggio 2006 nel bosco presso il villaggio di Salomon in Val d'Ayas, si vedono le gemme che diverranno le nuove pigne. La difficoltà di foto simili, specie con macchine autofocus, è la messa a fuoco poichè si rischia di focheggiare sul rametto sbagliato, la profondità di campo é molto ridotta e basta un po' di  brezza a muovere il ramo.

Vedasi anche la pagina Wikipedia.
Ginepro Comune GINEPRO COMUNE

Cespuglio sempreverde che diviene spesso un vero albero (o gruppo di alberi) alto sino 3-4 mt, si trova sino in media montagna ma anche nei boschi di conifere in zone rocciose e aperte. Gli aghi sono molto appuntiti (e dolorosi), le bacche restano impiegano 2 anni per giungere a maturazione (in foto si vedono quelle scure mature e quelle nuove verdi), sono usate per insaposire gli arrosti e stanno alla base del liquore di ginepro e del gin (non del genepy !). Il legno è usato per realizzare il classico "bastone da polenta" per il suo profumo. Il ginepro esiste nelle varietà maschio (che impollina) e femmina (che produce le bacche).
Ginepro Basso
GINEPRO BASSO

Si trova in alta montagna sino 2000 mt e poco oltre, è simile al Ginepro comune ma con aghi morbidi, forma cespugli alti mezzo metro che appasiono come cuscinetti piatti nel mezzo, spesso tende a nascondere i sentieri (camminare in zone di ginepri bassi può rivelarsi difficoltoso perché molto di frequente nasconde buche ed insidie). E' il ginepro che viene bruciato in Tibet e Nepal con scopo propiziatorio anche per il fumo profumato che origina.

Nella foto: cesouglio di ginepri bassi sul sentiero per i Laghi di Palasina in Val d'Ayas verso la fine della zona boschiva.
Maggiociondolo MAGGIOCIONDOLO

Riconoscibile soprattutto nel mese di maggio quando si ricopre di ghirlande di fiori gialli penzolanti, non è molto comune ma presente sia a bordo prati che in giardini. I frutti sono velenosi per uomini ed animali.

Vedasi anche la pagina Wikipedia.

Nella foto: maggiociondolo fiorito ripreso a maggio in un giardino privato in Val d'Ayas
Nocciolo selvatico NOCCIOLO SELVATICO

Si trova in bassa e media montagna sino al limite con i boschi di conifere, sorattutto a bordo dei prati, forma boschetti di cespugli alti anche 5-6 metri. In realtà esistono varie sottovarietà che si differenziano per le dimensioni dei frutti, in primavera si notano i fiori simili a catenelle marroncine penzolanti (lunghi sino 5 cm), in estate (come in foto) sono già visibili le nocciole che si raccoglieranno a inizio autunno (sempre non ci pensino gli scoiattoli) quando il guscio assume il caratteristico colore legno chiaro.
Noce NOCE

Albero d'alto fusto presente in media montagna sino a circa 1200-1300 mt, perlopiù solitario a bordo di prati e pascoli, caratteristico per il suo portamento forte e la chioma vistosa, con foglie dure e leggermente arcuate, frutti verdi in estate che in autunno, quando assume colore dorato, cadonoa terra liberando la noce vera e propria all'interno (nella raccolta preferibilmente munirsi di guanti perché la scorza verde macchia terribilmente). Il legno è molto usato nell'industria dell'artigianato, duro da lavorare quando stagionato (ma al taglio verde è abbastanza morbido). Il frutto si consuma da solo (frutta secca) o per produzione di olio, dolci, ha molte proprietà nella lotta al colesterolo.
Ontano ONTANO

Sono cespugli bassi tipici di zone umide (presso ruscelli) e ombrose con terreni un po' sabbiosi. La foglia è simile a quella del nocciolo ma più stretta. L'altezza non supera di solito quella di una persona. Sono "responsabili" della scomparsa di molti sentieri in quanto tendono a nascondere la traccia sul terreno, è facile perdere la traccia quando il sentiero attraversa una macchia di ontani.

Nella foto: Ontani sulla strada per il Lago Litteran in Valle d'Ayas, in una zona all'enver, vicino ad un ruscello.
Pino cembro
PINO CEMBRO (CIRMOLO)

Pino diffuso in Valle d'Aosta ma molto meno che in altre regioni (come il Friuli), spesso usato in opere di rimboschimento (ad esempio sulla parte alta della Testa di Comagna salendo dal Col Tzecore ma ve ne è qualcuno verso il Col Ranzola), ma anche in qualche giardino privato. E' facile riconoscerlo per i ciuffi di aghi (gruppi di 5 aghi) molto lunghi, anche 7-9 cm morbidi, lo si individua anche da lontano, per la sua forma caratteristica a fuso. Il legno viene molto utilizzato per realizzare sculture e mobili intarsiati e lavorati.

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Pino Mugo PINO MUGO

Simile al Pino Silvestre, si sviluppa in cespuglietti anzichè in altezza. Non è diffusissimo in Valle d'Aosta (quello in foto è stato ripreso in un giardino), ma lo si trova a volte a rallentare assieme a ginepri ed ontani il passo degli escursionisti. Il tronco e le lunghe radici si sviluppano essenzialmente in orizzontale, predilige i terreni calcarei (molto diffuso nelle alpi orientali) e spogli. Viene usato come ornamento ma dai rametti si estrae anche l'olio essenziale di mugolio.

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Pino Silvestre PINO SILVESTRE

Il Pino con abete e larice costituisce una grande parte dei boschi di montagna al di sopra dei 600-700 mt sino al limite di 1880 mt circa (da 1800 a 2000-2200 si trova perlopiù il larice). In realtà esistono diverse varietà di questa conifera, sempreverde con aghi corti e duri ma non corti come quelli dell'abete, tronco diritto ma non elegante come il larice, che a volte si ramifica (più disordinato di altre conifere), colore più scuro del larice ma non come l'abete, pigne dure che tendono ad aprirsi al sole e chiudersi alla pioggia (anche separate dalla pianta), il legno è tenero, resinoso e brucia in fretta, dagli aghi si ricava olio di pino ma possono essere impiegate anche per tisane.
pino uncinato PINO UNCINATO

Particolare della pigna con i caratteristici uncini, fotografia scattata presso il Lac de Servaz nel Parco del Mont Avic nel mese di giugno 2006. Se volete far vedere gli uncini fotografate le pigne attaccate ai rami: quando cadono al suolo spesso gli uncini si rompono.
Prugnolo PRUGNOLO

Cespuglio spinoso con grosse bacche bluastre e foglie piccole d ovali alternate, che cresce sino a 1600 metri di altitudine. Fiori e frutti vengono utilizzati per le proprietà curative (astringenti, depurative, diuretiche), i frutti di sapore aspro possono essere consumati solo se molto maturi. I fiori sono bianchi, numerosi, fra marzo ed aprile creano siepi molto fitte.

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Pungitopo PUNGITOPO

Arbusto sempreverde non  facile da trovare in Valle d'Aosta (perlomeno io l'ho visto scolo scendendo dalla Croce di S. Gilles a Verres lungo il sent. 1, quando ho fatto la foto). Si presenta come cespuglietto basso con foglie acoppie quasi romboidali rigide e pungenti, bacche rosse (quello in foto è senza bacche), si trova in sottobosco e nei terreni asciutti ed aridi. Viene usato come pianta ornamentale natalizia (come l'agrigrifoglio che è chiamato anche "pungitopo maggiore").

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Quercia QUERCIA

Riconoscibile dalla caratteristica foglia si trova un po' ovunque in media e bassa montagna mescolata a noccioli ed altre piante basse, non ve ne sono comunque tantissime in valle, spesso non raggiunge un gradissimo sviluppo come nelle zone di pianura. Dalla quercia è facile trovare i frutti ovvero le caratteristiche ghiande. La quercia trova largo impiego in ambito medico come antinfiammatorio e utilizzo per il suo legname nell'artigianato. L'esemplare in foto è molto giovane, alto circa 60 cm, sembra quasi un ramoscello.
Sambuco
SAMBUCO

Albero che raggiunge due o tre metri di altezza, presente in boschi di latifoglie e a bordo di prati, con rami leggeri e rugosi ed i caratteristici fiori bianchi a gruppetti, emana il caratteristico odore (per questo motivo viene utilizzato per aromatizzare bevande e distillare liquori). E' una pianta molto utilizzata dalla medicina popolare per le sue diverse proprietà medicamentose (soprattutto antinfiammatorie) ma ha anche molti altri impieghi.


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