Escursione
EC14
Cascata di Isollaz (mt. 545)
Valle di
Ayas

La Cascata di Isollaz dalla fine del sentiero (16 agosto 2015)

La Cascata di Isollaz dalla fine del sentiero (16 agosto 2015)



Ultimo aggiornamento della pagina: 22 agosto 2015

Partenza: Challand Saint Victor, Loc. Isollaz (mt. 685)
Difficoltà: T+/E+ la variante
Periodo consigliato: marzo/ottobre
Dislivello:  mt 100 in discesa sino alla cascata, pressoché in piano dalla cascata a Pane ed alla S.R. 45
Segnavia: 3 sino alla cascata
Tempi percorrenza: ore 0.30 da Isollaz alla Cascata di Isollaz, ore 0.40 il ritorno, ore 0.35 dalla cascata alle case di Pane (circa 0.45 sino alla S.R. 45), ritorno stesso tempo (circa 0.30 da Pane al sentiero per Isollaz, circa ore 0.45 da Pane a Isollaz, senza ripassare per la cascata, aggiungere 10 minuti dalla S.R. 45)
Acqua: fontane ad Isollaz e a Ville, fontana al bivio dalla S.R. 45 per Isollaz a Targnod, fontana a Pane NON consigliata (probabilmente NON potabile)
Note: veloce passeggiata in ambiente di interesse storico oltre che naturalistico (zona di miniere)
Precauzioni particolari: il sentiero è molto ripido e può diventare pericoloso in caso di umidità (pioggia, tratto bagnato dalla cascata) per fango e rocce scivolose (attenzione alle rocce bluastre), il percorso per Pane richiede attenzione, scala in tronchi sdrucciolevole e malferma, scala in pietra con fune metallica
Equipaggiamento particolare: nessuno, consigliate comunque scarpe trekking, una maglia ed una giacca impermeabile per avvicinarsi alla cascata (la temperatura cala notevolmente nell'orrido, anche in giornate di sole), la zona del sentiero vicino alla cascata è quasi sempre bagnata dagli spruzzi (fango)
Tracciato GPS: tracciato_101. In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: clicca qui
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik




PREMESSA

Questa è una escursione veloce, la classica passeggiata da merenda da fare con i bambini (con le dovute precauzioni e con l'esclusione della variante per Pane), molto conosciuta in valle. La zona della cascata di Isollaz, un altro salto del torrente Evancon poco a valle della frazione di Isollaz di Challand Saint Victor, è in realtà una profonda gola del torrente stesso, che ha origine alla base della cascata dove si forma un piccolo laghetto e che per alcuni Km diviene la parte più scoscesa del corso dell'Evancon sino a Verres. La zona ha anche interesse storico in quanto legata alle miniere d'oro (anche se qua si trattava di scheelite e pirite più che di oro nativo) della zone di Challand e Brusson, sfruttate sino da epoca medioevale e soprattutto tra la fine '800 ed il primo dopoguerra. La miniera in questione, ossia quella di La Sache-Isollaz in effetti si sviluppa a monte del salto della cascata dovesono ancora presenti gli scavi più antichi sulla destra orogr. del torrente, mentre a fianco della cascata, all'incirca alla quota del sentiero ancora presente, era stato ricavato in epoca più recente del resto del complesso minerario, un lungo tunnel orizzontale detto "Ribasso Rizzotti", ancora visibile alla sinistra della cascata (dx orogr.) nei periodi di scarsità d'acqua (teoricamente visibile poichè ora è nascosto dalla parete rocciosa ove ha di fatto termine il sentiero). Il resto della zona della cascata presenta ancora le tracce degli impianti di lavorazione e trasporto materiale a Chavascon e poi a Verres ovvero le mura a sostegno del terrapieno su cui si erigevano gli edifici degli impianti di lavorazione del minerale dei quali non resta traccia perché in legno, in ogni caso la vegetazione ha coperto tutto, ed un paio di fabbricati, ovvero una cabina elettrica lungo il sentiero che scende da Isollaz ed il locale compressori in prossimità della cascata. Maggiori informazioni si possono trovare sui pannelli informativi in loco o nel sito www.minieredoro.it.

ATTENZIONE: malgrado la facilità del percorso si raccomanda comunque una certa prudenza sia perché in vicinanza della cascata gli spruzzi d'acqua possono rendere fangoso e scivoloso il terreno, sia perché il sentiero che scende da Isollaz è molto ripido, anche se con "gradoni" in terra, e può essere ugualmente scivoloso in caso di umidità o dopo la pioggia (fango, rocce bagnate, in particolare quelle "bluastre"), sia perché la parte finale del percorso è esposta sulla gola dove scorre il torrente, anche se vi è una staccionata, realizzata negli ultimi anni per cui attualmente ben solida (meglio sempre prudenza, non dimentichiamo che è spesso bagnata dalla cascata stessa ed in una zona dove batte poco il sole). La variante qua riportata inoltre non è molto consigliata con bambini per i motivi che vedremo, anche se non di difficoltà elevata. In ogni caso si consiglia di calzare scarpe da trekking, anche basse ma con buona suola, e non da ginnastica e di portare una maglia ed una giacca impermeabile che si riveleranno utili in prossimità della cascata.

ITINERARIO DA ISOLLAZ ALLA CASCATA DI ISOLLAZ (Sent. 3, tracciato GPS n° 101), difficoltà T+

Il sentiero (percorso escursionistico) n° 3 ha inizio sulla strada comunale che collega Isollaz al penultimo tornante a valle di Targnod, frazione di Challand S.V. ma in questa zona non vi sono parcheggi ad esclusione di un piccolo slargo verso Isollaz. E' quindi comodo parcheggiare ad Isollaz (frazione che merita comunque una visita anche per la sua chiesa parrocchiale), dove si può arrivare dalla S.R. 45 in tre modi diversi:
Una volta parcheggiata l'auto (parcheggio) ci si incammina sulla comunale che esce da Isollaz e si collega alla S.R. 45 a valle di Targnod, per trovare dopo pochi minuti una indicazione "Cascata di Isollaz" sulla sinistra (cioè verso il torrente), ove inizia il sentiero n° 3 che scende verso l'Evancon (inizio_sent_3, ore 0.05 da Isollaz). Appenza sotto la strada troviamo il pannello informativo sulla zona della cascata (tabellone). Si scende così il sentiero abbastanza ripido che con curve e qualche tornante su rocce supera prima un vecchio fabbricato a torre, ovvero la "cabina elettrica" (cabin_elett) e poi si sposta sempre in direzione sud/Verres, sino ad invertire il senso di marcia circa a metà percorso.

Proseguiamo allora seguendo il sentiero in direzione nord, si oltrepassa la carcassa di un rimorchio o trattore (è lì almeno da 30 anni) e con minore pendenza si continua a scendere sino a che si comincia ad intravedere il torrente e si giunge ad uno slargo che costituiva il "piazzale di Simon" dove il percorso diviene orizzontale (bivio1, ore 0.20 dall'inizio del sentiero, ore 0.25 da Isollaz). Questo sentiero orizzontale si sviluppa seguendo il torrente in entrambe le direzioni nord-sud, svoltando a sinistra (cioè a nord) il percorso si fa più stretto, sempre fiancheggiato da una staccionata, supera due panchine (all'incirca in corrispondenza di quello che era il "piazzale Fabbri" ma ora in parte è stato ristretto da frane e vegetazione) e ci porta sino a vedere la cascata che appare solo all'ultimo istante (fine_sent_3, ore 0.05 dall'arrivo in piano, ore 0.30 da Isollaz).

Il sentiero termina in corrispondenza di una svolta della staccionata che termina contro la parete rocciosa, la cascata resta così un po' seminascosta. In origine il sentiero era ben piu lungo (in parte lo sarebbe ancora, in parte è franato, per sicurezza lo hanno chiuso dove termina ora), aggirava la parete rocciosa oltre la quale si erigono ancora i resti del "locale compressori" sino ad arrivare al ciglio del laghetto ove un ponte coperto lo collegava con l'ingresso del "Ribasso Rizzotti". Questa era la via del materiale che veniva estratto e portato in lavorazione nei fabbricati situati poco a valle dell punto dove arriva il sentiero n° 3 dall'alto, sono ancora visibili i muri di contenimento del terrapieno su cui si trovavano.

NON OLTREPASSATE LO STECCATO !!

VARIANTE SINO ALLE CASE DI PANE (Sent. s.n.-poderale, tracciato GPS n° 101), difficoltà E+

La variante ha interesse essenzialmente storico poichè segue lo sviluppo di quella che era la decauville, ossia la tratta di rotaie su cui venivano spinti i vagoncini per il trasporto del minerale. E' un percorso breve, tuttavia non agevole e presenta qualche punto che richiede cautela, oltre che essere stretto ed esposto sulla scarpata verso il torrente (comunque seminascosto dal bosco) ed abbastanza invaso dalla vegetazione (2015).

Dalla cascata si torna allo slargo ("piazzale di Simon") ove si era scesi dall'alto (bivio1, ore 0.05 dalla cascata) per proseguire in direzione Verres, cioè opposto alla cascata (arrivando da sopra significherebbe svoltare a destra anzichè a sinistra). Questo tratto di sentiero si sviluppa alla base dei muraglioni di sostegno del terrapieno su cui si erigevano i fabbricati di lavorazione del minerale (ora non più esistenti e sostituiti dal bosco). Dopo pochi minuti di percoso rettilineo il sentiero si biforca, una traccia seminascosta prosegue diritta ma la ignoriamo perchè inagibile (probabilmente è franata) per svoltare a destra e con un tornante scavalcare i muraglioni per poi ridiscendere poco più avanti sul percorso originale. Il sentiero è appena visibile e molto stretto, sempre su una scarpata che dà sul torrente.

Dopo circa 5 minuti (scala_legno, circa ore 0.10 dallo slargo, 0.15 dalla cascata) troveremo una vecchia scala di tronchi addossata a dei roccioni sporgenti a tetto, da risalire (con cautela perché nel 2015 in parte è marcia e comunque è umida e sdrucciolevole). Si prosegue seguendo il sentierino sino a che ci accorgeremo di fiancheggiare sulla destra (ossia a monte) la base di un muro di sostegno che non è altro che il terrapieno della decauville, sopra la quale correvano i binari, ora scomparsi. Il sentiero si fa sempre più stretto e disagevole sino a che finisce contro una stretta scaletta costituita da gradini in pietra sporgenti dal muraglione, da risalire con grande cautela (nel 2015 sembrano solidi ma di un paio restano solo dei monconi quindi meglio prima testarli con cautela) aggrappandosi ad una fune di acciaio senza la quale sarebbe tutto un gioco di equilibrio (scala_pietra, ore 0.05 dalla scala in legno, ore 0.15 dallo slargo, ore 0.20 dalla cascata).

SULLE DUE SCALE FARE ATTENZIONE !

Ci troviamo adesso sulla vecchia sede dei binari, per cui il percorso è ben più largo, si prosegue ed in breve si supera una strettoia tra il muro di controripa a monte ed un masso, poi si arriva al termine di una sterrata, in corrispondenza di uno slargo di manovra (fine_sent, ore 0.05 dalla scala in pietra, 0.20 dallo slargo, 0.25 dalla cascata). Seguiamo adesso la sterrata per arrivare velocemente alle case di Pane, zona di orti e pascoli (case_pane, ore 0.05 dal termine della sterrata, 0.30 dallo slargo, 0.35 dalla cascata). Presso le case è presente una fontana, probabilmente di acqua usata solo a scopo irriguo (non potabile).

Oltre le case di Pane, la sterrata brevemente si trasforma in strada interpoderale asfaltata (inizio_asfalto) e si congiunge alla S.R. 45 nel lungo tratto in quota che precede i due tornanti a valle di Targnod (circa 10 minuti da Pane allo sbocco sulla strada regionale). Da questa zona della regionale si ha una bella vista sulla gola in cui scorre il Torrente Evancon.


RIENTRO

Stessa via dalla Cascata ad Isollaz in circa ore 0.40, a meno di non voler considerare il ritorno da Pane e dalla S.R. 45, ossia proseguendo sulla strada interpoderale sino ad incontrare la strada regionale e poi seguendo questa sino al tornante prima di Challand. S.V. dove si stacca a destra la comunale per Isollaz che riporta al punto di partenza (non consigliato perché su strada asfaltata senza marciapiedi, molto trafficata e a tratti stretta). Da Pane all'arrivo del sentiero 3 sul tracciato della decauville (ovvero al tratto in piano) prevedere stesso tempo che all'andata, ovvero circa 35 minuti (45 se si è raggiunta la S.R. 45).


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