Escursione
EC11
Alpe Leuria
(mt. 1566)
Valle di
Ayas

Le baite di Alpe Leuria (30 giugno 2012)

Le baite di Alpe Leuria (30 giugno 2012)




Ultimo aggiornamento della pagina: 02-07-2012 con le note sulla nuova numerazione dei sentieri

Partenza: Challand Saint Anselme fraz. Tollegnaz (mt. 1034) - in alternativa fraz. Ruvere (mt. 932) o Challand S. A. Capoluogo (mt. 1040)
Difficoltà: E+ 
Periodo consigliato: giugno/settembre (consigliato giugno per la fioritura dei rododendri)
Dislivello: mt. 532 da Tollegnaz ad Alpe Leuria netti (in realtà sono 652 mt di salita sino al punto di quota massima mt. 1686 e 120 di discesa sino Alpe Leuria), mt. 626 di discesa da Alpe Leuria a Ruvere, mt 94 di salita da Ruvere a Tollegnaz. Dislivello complessivo 746 mt (salita/discesa da Ruvere al punto di quota massima)
Segnavia: 2 - 2A - 9 - 10 - 38 (Att.: sent. 9, 10 e 38 numerazione assente sul terreno), sentieri senza numerazione, ometti, segnali in legno in prossimità di Tollegnaz/Ruvere. Nota del 2-7-2012: il sentiero numerato come 2 attualmente dovrebbe diventare n° 11 (nuova numerazione in corso di realizzazione a luglio 2012)
Tempi percorrenza: da Tollegnaz ad Alpe Leuria (sent. 10) ore 2.45, da Alpe Leuria a Tollegnaz (sent. 9 / altri) ore 2.15
Acqua: Challand. S.A., Ruvere, Tollegnaz, portarsi acqua perché la zona è completamente priva di sorgenti e ruscelli
Note: escursione di interesse perlopiù storico che offre alcuni scorci sul vicino Vallone di La Tron, zone boschive, sentieri poco evidenti
Precauzioni particolari: sentieri in zona boschiva abbastanza ripidi e a volte poco evidenti, presenza di pigne sul percorso (attenzione in discesa), sentiero pressoché scomparso nella zona attorno Alpe Leuria (utile GPS).
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking medio/impegnativo, bastoncini da trekking o nordic walking, ev. (utili in discesa per la presenza di pigne).
Tracciato GPS: tracciato 82 per l'anello Tollegnaz - A. Leuria - Ruvere. In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: clicca qui.
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Escursione di interesse prevalentemente storico (presenza di antiche miniere) e naturalistico che completa la zona delle Dame di Challand dal versante di Challand Saint Anselme, la zona non offre in realtà molti scorci paesaggistici ad esclusione di alcune vedute dal basso verso il Vallone di La Tron e la Becca Mortens, e dall'alto sugli alpeggi bassi all'enver di Challand S.A. e sulle frazioni più a sud dello stesso comune (il percorso si sviluppa interamente in zone boschive che limitano la visuale verso valle) quando si scende dal sent. 9. L'Alpe Leuria (pron. Léuria) non è visibile dal fondovalle poiché completamente immersa nel bosco (per intravederne i tetti quando riflettono il sole occorre salire sino alla Testa di Comagna), si trova su un promontorio adiacente le propaggini della Becca Montens, fra i Valloni di Chasten e La Tron, è una zona arida e povera di pascoli, coperta di pinete ed abetaie, con sentieri pochissimo frequentati ed ormai mal tracciati (assenza totale di segnaletica, il sentiero spesso è una semplice striscetta di terra nell'erba alta), nella zona attorno all'Alpe Leuria il sentiero è praticamente scomparso, utili le indicazioni qua riportate e la traccia o mappa GPS.

Il percorso qua suggerito consente di effettuare un anello con partenza da Tollegnaz e ritorno per Ruvere, di lunghezza topografica di circa 5,3 Km, ma può essere effettuato anche partendo da Ruvere e salendo alla sterrata per Chasten dal sent. 22 (inizio in corrispondenza del ponte della sterrata /sent. 26 sul Torrente di Chasten, ove la strada svolta per Tollegnaz) o anche direttamente da Challand S.A. capoluogo scendendo a Ruvere dal sent. 1 che inizia presso il "capannone" comunale uso manifestazioni (svoltare a dx dinanzi al negozio di alimentari a inizio capoluogo). In alternativa è anche possibile partire da Allesaz e prendere la sterrata per Chasten che si stacca a sinistra dalla comunale Allesaz-Tollegnaz.

L'escursione si svolge a quote relativamente basse, può essere consigliata anche a inizio stagione (a meno che nella parte alta non permanga neve), al mattino la zona è in gran parte in ombra ma può essere comunque soggetta ad afa nelle giornate più calde (la discesa al pomeriggio dal sent. 9, orientato a sud, si può svolgere in parte sotto il sole poiché il bosco è meno fitto che dal lato della salita ossia del sent. 10). In questi casi è preferibile percorrere l'anello in senso contrario a quello qua riportato.

ITINERARIO (sent. 10-9-38, tracciato GPS n° 82)

Partiamo da Tollegnaz, (waypoint nel parcheggio accanto il parco giochi, a fianco della cappella) e, seguendo il segnale 2-2A per il Vallone di Chasten (sent2-2a), posto sulla strada poco prima di giungere alla chiesa provenendo da Moussanet, risaliamo fra le case sino alla partenza vera e propria del sentiero (inizio_sen, ore 0.05 dalla partenza), posta a monte delle case, oltrepassato un lavatoio coperto. Si sale sino alla sterrata per il Vallone di Chasten (pod1, ore 0.05 dall'inizio del sentiero, ore 0.10 totali), poi svoltiamo a destra risalendo la sterrata. Si trascura a sinistra il bivio del sentiero 1A per Alpe Moulaz (sent_1a) e poi, verso valle, il bivio per il sent. 22 che sale da Ruvere (sent_22) e si prosegue, svoltando nel vallone sino al segnale che a destra, seguendo il vecchio sentiero, indica 2 per Chasten e 10 per Alpe Leuria (bivio1, ore 0.10 da pod1, ore 0.20 dalla partenza). Seguiamo il vecchio sentiero che scende sino all'antico Ponte di Pietra (pontpera, ore 0.10 dal bivio1, ore 0.30 dalla partenza).

Oltrepassato il Ponte di Pietra ed il suo orrido si sale sulla sinistra a fianco il torrente, poco sopra si oltrepassa la Madonnina di Tollegnaz incastonata in un masso (madonnina). Dobbiamo stare attenti ad una deviazione sulla destra in corrispondenza di una lapide commemorativa seminascosta dall'erba (Bonin Angelo, presente anche una croce lignea su un albero pochi metri più avanti), che rappresenta l'inizio del sentiero 10 per Alpe Leuria (bivio2, ore 0.15 dal ponte di pietra, ore 0.45 totali). Il sentiero prende a salire a mezzacosta ma abbastanza ripido, un po' nascosto dall'erba nella zona, più umida, vero il torrente. Poi diviene più evidente ma sempre costituito da una striscia sottile sulla terra si sottobosco, ove si accumulano pigne e rametti che possono fare scivolare l'escursionista in discesa. Il percorso da qua diviene abbastanza monotono, essendo costituito da una serie di tornanti successivi sempre abbastanza ripidi. Si raggiunge il ciglio di una scarpata (cresta, ore 0.25 dal bivio2, ore 1.10 dalla partenza).

Superata la cresta, il percorso diviene un po' meno ripido ma sempre costituito da tornanti e rettilinei a mezzacosta sul fianco scosceso della montagna, con rarissimi scorci a valle, perlopiù fra i rami degli alberi (panorama1). Si prosegue così sino a che, dopo alcune svolte in direzione nord, si raggiungono alcuni punti un po' esposti e soleggiati, ove ricompaiono erbe che tendono a nascondere la traccia del sentiero (att-1, ore 0.45 dalla cresta, ore 1.55 totali), occorre prestare un poco di attenzione a non perdere la traccia. Appena sopra (att-2) il sentiero torna ripido, e diviene una sottile striscia che sale tagliando ripidissimi pendii erbosi (percorso non adatto ai bambini), e occorre ancora maggior attenzione soprattutto per evitare di sbilanciarsi (utili i bastoncini). Dopo alcuni tornanti il percorso piega decisamente sulla destra, la salita diviene meno ripida e con alcune gobbe.

Questo tratto costituisce un "traverso" che taglia alcuni ruscelli che scendono dai fianchi della Becca Mortens verso il Vallone di Chasten, si sale ancora sino al punto corrispondente alla massima quota raggiunta dall'escursione (qmax, mt. 1686 da gps, ore 0.15 da att-1, ore 2.10 totali), poi si inizia a scendere leggermente. Il percorso è sempre seminascosto dall'erba, una striscia sottile sul fianco ripido, a volte un po' esposto che richiede attenzione anche perché la zona è umida causa ruscelli e le pietre possono essere scivolose. Si superano alcuni ruscelli, tali solo in caso di piogge (rusc1, rusc2, rusc3), poi, in una zona di cespugli e rododendri, si nota sulla sinistra una roccia sporca di giallo (zolfo ?), con una freccia gialla e le lettere R.R. (bivio3, ore 0.15 da qmax, ore 2.25 totali). Tralasciamo il sentierino appena visibile che sale seguendo la freccia (presumibilmente conduce al ripetitore TV posto a quota più elevata) e proseguiamo sempre in discesa sino ad una vasta area pianeggiante fra gli alberi dove la traccia del sentiero scompare (finetracc, ore 0.10 dal bivio3, ore 2.35 totali).

Proseguiamo attraversando l'area pianeggiante sino a che dinanzi a noi vediamo una collinetta, alla base della quale vi sono alcuni vecchi muretti (radura). Il sentiero originale seguiva questi muretti spostandosi a sinistra (le baite di Leuria sono sulla sinistra alla base della collinetta, mentre sulla destra il bosco termina su una ripidissima ed alta parete rocciosa (visibile da valle). Il tratto di (ex) sentiero a giugno 2012 è pressoché impraticabile, conviene svoltare sulla sinistra in direzione di un grande prato e compiere un'ampia curva per poi scendere aggirando la collinetta e raggiungere le baite di Alpe Leuria dal fianco verso sud-est (A Leuria, ore 0.10 da finetracc, ore 2.45 totali). Si tratta di tre fabbricati staccati fra loro in cattive condizioni (ma non lontano dovrebbe essere presente anche un'altra costruzione con tetto rifatto in lamiera), in parte nascosti dalla vegetazione che nel tempo ha ridotto le aree di pascolo.

RIENTRO

Per non dover tornare sino alla quota di 1686 mt e per variare il percorso seguendo un sentiero un po' più panoramico, si può compiere la discesa lungo il sent. 9 (non essendo chiara la distinzione dei due percorsi sulle carte e non essendoci segnaletica sul terreno qua si ritiene che il 10 termini a Leuria e dallo stesso punto abbia inizio il 9). La traccia del sentiero in prossimità delle case è completamente scomparsa, occorre scendere alla base del prato dinanzi alle baite, senza necessariamente proseguire sotto gli alberi (è presente una piccola scarpata) e spostarsi sulla destra (volgendo le spalle alle baite), oltre la baita più a nord per individuare una zona spoglia di placche rocciose. Si scende lungo essa (att., può essere scivolosa), lasciando sulla destra un'altra collinetta oltre la quale vi è di nuovo una parete scoscesa ed altissima. Poco più a valle, sotto gli alberi, si ritrova la traccia del vecchio sentiero (iniziotrac, ore 0.10 dall'Alpe Leuria) che possiamo seguire ormai con una certa sicurezza (più a valle si può confondere con false tracce ed occorre un po' di attenzione). Superiamo subito un masso sotto il quale vi è una piccola caverna (sasso, ore 0.10 da iniziotracc, ore 0.20 da Alpe Leuria), preceduto poco prima da un punto panoramico (panorama3, att: esposto) fra gli alberi che si raggiunge con una piccola digressione.

Proseguendo a mezzacosta fra pini (att: pigne sul sentiero) si supera prima un albero caduto (tronco, ma è presente una piccola deviazione che lo aggira sulla destra) e poi ha inizio una serie di ripidi tornanti dai quali si comincia ad intravedere la valle (panorama4, ore 0.20 dal sasso, ore 0.40 dall'Alpe Leuria). Si prosegue con ripidi tornati e vari scorci a valle e sul Vallone di La Tron, abbassandosi rapidamente sino ad un altro punto esposto e panoramico protetto da un basso muretto (panorama5, ore 0.30 da panorama4, ore 1.10 dall'Alpe Leuria), poi si scende ancora sino a quota 1200 circa dove il sentiero svolta decisamente a destra per tagliare diagonalmente la parte bassa delle pendici della Becca Mortens. E' questa una zona di bosco molto raro, con pini altissimi, dove il sentiero diviene meno ripido e più pulito, si procede più velocemente.

Si raggiunge così un bivio segnato da un basso ometto/mucchietto di pietre (bivio4, ore 0.20 da panorama5, ore 1.30 dall'Alpe Leuria) dove il sent. 9 prosegue sulla sinistra per intersecare più a valle la sterrata proveniente da Ruvere (numero del percorso 26). Volendo evitare la sterrata proseguiamo sulla destra, è un facile sentiero non numerato ma abbastanza visibile che procede a mezzacosta perlopiù in piano parallelo alla strada. Si superano alcune zone un po' sassose ed alcune curve sino ad un punto ove a sinistra si scende secondo una traccia abbastanza nitida e nella stessa direzione sembra proseguire un'altra traccia che però si arresta in prossimità del Torrente di Chasten (falsobivio, ore 0.25 dal bivio4, ore 1.55 dall'Alpe Leuria). Scendiamo a sinistra e, sotto alcuni noccioli che nascondono un po' il percorso, arriviamo finalmente alla sterrata (pod.2, ore 0.05 da falsobivio, ore 2.00 totali).

Siamo a pochi passi da Ruvere, ben visibile. Superiamo il ponte su Torrente di Chasten (ponte) oltre il quale troviamo il segnale che indica il percorso n° 26 (S26), in corrispondenza di una edicoletta votiva e quello che indica il sentiero 22 che riporta verso il Vallone di Chasten. Per tornare a Tollegnaz seguiamo brevemente la strada asfaltata che sale sulla sinistra, poi poco più avanti prendiamo un sentiero che nella nuova carta sentieri 2012 viene indicato come n° 38 ma sul terreno non vi è traccia di numerazione, sulla destra (segnale "Tollegnaz" su cartello in legno) che taglia l'ampio tornante (bivio5, ore 0.05 da pod2, ore 2.05 totali da Alpe Leuria). Il sentiero, fiancheggiato da un muretto di sostegno del prato sovrastante, è abbastanza evidente all'inizio, poi attraversa, sempre nella stessa direzione, in diagonale un prato (traccia assente), passa poco marcato sotto ad alberi e cespugli sempre rettilineo, attraversa un altro prato, anche qua poco evidente (ma ormai si intravedono i lampioni sulla strada) e fuoriesce sulla strada comunale poco a valle del parcheggio di partenza, che si raggiunge in un paio di minuti (ore 0.15 da bivio5, ore 2.20 da Alpe Leuria).

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