Escursione
EC09
Becca Torché (mt. 3016)
Valle di
Ayas

La Becca Torché in veste invernale vista da Challand S.A., sentiero per il Colle d'Arlaz (12 dicembre 2010)

La Becca Torché in veste invernale vista da Challand S.A., sentiero per il Colle d'Arlaz (12 dicembre 2010)



Ultimo aggiornamento della pagina: 20-09-2012 con la nota a fondo pagina (croce di vetta spezzata al 18-9-2012)

Partenza: Challand Saint Victor, Alpe di Dondeuil Inf. (mt. 1817)
Difficoltà: EE
Periodo consigliato: maggio/settembre
Dislivello: mt. 1199 più qualche piccolo saliscendi
Segnavia: 1C - frecce gialle - ometti
Tempi percorrenza: salita ore 3.50, discesa ore 2.40
Acqua: Alpe Dondeuil Inf., Alpe Dondeuil Sup., ruscello prima del Colle Dondeuil (Torrente Rouesa), portarsi acqua
Note: escursione molto bella ma faticosa, che richiede un buon allenamento e la capacità di sapersi muovere su terreni difficili, ovvero su tracce di sentiero e passaggi su roccette. Nell'estate 2011 è stato posizionato un pilastrino al Col Dondeuil che indica solo i percorsi per il Vallone di San Grato ed uno all'Alpe Munes (nel Vallone di San Grato) che indica il sentiero per la Becca Torchè per Alpe di Vlou come n° 1C e difficoltà E (valutazione a mio parere del tutto errata anche per la scarsa visibilità del percorso). Nel 2012 non esistono numeri lungo il percorso.
Precauzioni particolari: tutta l'escursione si svolge su sentiero poco marcato o su tracce su erba e zone sassose, prestare particolare attenzione al tratto a mezzacosta  su pietre ed erba che precede il bivio con il sentiero 1C che sale dall'Alpe di Vlou ed al tratto finale in cresta e su roccette che richiede l'uso delle mani. Per la difficoltà di salita e la mancanza di una traccia di sentiero ben definita è altamente sconsigliata la salita in caso di scarsa visibilità e/o meteo incerto. Per chi utilizza un GPS, la traccia del percorso o una adeguata cartografia su GPS riportante il sentiero possono essere comunque d'aiuto. La roccia, costituita perlopiù da gneiss, è stabile ed offre una buona aderenza.
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking impegnativo o da alpinismo, bastoncini da Trekking o Nordic Walking telescopici (per riporli nei tratti su pietraia e roccette), portarsi acqua.
Tracciato GPS: tracciato_58. In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: clicca qui
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik




PREMESSA

La Becca Torché é la cima centrale del gruppo delle "Dame di Challand" costituito dalle stessa e dalle vicine Becche di Vlou e Mortens, che dominano la zona di Challand Saint Anselme e Saint Victor e costituiscono uno splendido sfondo per chi discende la Valle d'Ayas verso Brusson, con le loro pareti nord, ma sono visibili anche da Aosta (così come l'alto Vallone di Chasten ed il Mont Nery) oltre la più bassa dorsale che scende dal Colle Tzecore verso il Colle d'Arlaz. Le più elevate delle tre (Vlou e Torché) sono inoltre ben visibili dalla pianura padana, in particolare da Vercelli, Chivasso e nell'avvicinamento alla Valle d'Aosta sino a Quincinetto. La Becca Torchè è probabilmente la più salita del gruppo, in quanto accessibile anche con una impegnativa salita di difficoltà EE, con buon allenamento e capacità di muoversi su terreni difficili, attraverso un percorso comunque tracciato anche se richiede una certa attenzione, sia dai versanti di Challand sia dal versante di Issime, mentre il percorso per la Becca Mortens è poco tracciato (e la cima sicuramente meno spettacolare) e la Becca di Vlou richiede una salita di tipo alpinistico. Il panorama dalla vetta è sicuramente unico, in quanto domina la zona di Challand, la Valle d'Ayas verso Brusson, la Valle Centrale verso Aosta e la vicina Becca Mortens, più bassa (mt. 2735), offre un bel colpo d'occhio sulla retrostante Becca di Vlou (mt. 3032) e sul Mont Nery (mt. 3075, cima più alta della zona), strapiomba per circa 350 mt sul Vallone di Chasten (parete nord) e, nelle giornate più limpide, offre una vista sulla pianura padana, Ivrea ed oltre.

L'escursione alla Becca Torchè è comunque una delle più impegnative della Valle d'Ayas e, a vedere il numero delle firme sul libro di vetta, "riservata" a pochi. Poiché vige il divieto di circolazione ai veicoli non autorizzati poco dopo l'abitato di Isollaz (Challand S. V.) il percorso diviene lunghissimo, in quanto la salita sino all'Alpe Dondeuil Inf. (qua indicata come punto di partenza) richiede circa da 2 a 3 ore per tratti di poderale e sentieri poco utilizzati e in cattivo stato di manutenzione (sentiero 1). Sarebbe auspicabile la realizzazione di un bivacco posto nella zona dell'Alpe Dondeuil (è allo studio la realizzazione di un "posto tappa" presso l'alpeggio ma la sistemazione dei sentieri ne è una premessa fondamentale) onde suddividere l'escursione in due giorni. L'escursione qua realizzata è stata organizzata dalla Pro Loco di Challand Saint Victor, con salita autorizzata in auto all'Alpe di Dondeuil Inf. (escursione proposta nel 2009 e 2010 a fine stagione, per informazioni Pro Loco di Challand Saint Victor tel. 348-8013180 sito internet : www.prolocochallandsaintvictor.com ). Si ricorda che la salita con automezzi non autorizzati comporta la sanzione prevista di 46 Euro (per informazioni su come ottenere l'autorizzazione contattare il Municipio di Challand S. V. tel. 0125-945001 sito internet: www.comune.challand-st-victor.ao.it , l'autorizzazione non viene concessa per solo scopo escursionistico).

Note del 20-08-2012: la Pro Loco di Challand S.V. non ha organizzato nel 2011 e 2012 l'escursione alla Becca Torchè. Nel 2011 al Colle Donduil è stato posto un pilastrino con segnaletica mentre il percorso per la Becca Torchè (a quanto mi riferiscono amici della Pro Loco di Challand S.V.) resta mal tracciato e sempre meno visibile. E' da auspicare che venga ripristinato nel prossimo futuro, visto che sono stati ritracciati anche altri sentieri in zona e posizionati segnali vari per tutto il Vallone di San Grato.

ITINERARIO (Sent. 1-s.n.-1C, tracciato GPS n° 58)

L'alpeggio di Dondeuil Inf. è l'ultimo posto ove poter parcheggiare l'automezzo (se autorizzati) in quanto dispone di un piccolo slargo sulla strada sterrata. E' un alpeggio molto bello (vincitore nel 2002 del Concours Embellisson nos Alpages) dotato di serra, pannelli solari e illuminazione con lampioni. Il sentiero è individuato da una freccia gialla fra le case più basse e comunque passa accanto la fontana, per collegarsi, oltre ad un barra di transito, alla prosecuzione della sterrata diretta all'Alpe Dondeuil Sup. (mt. 1995). Si segue la sterrata che sale con un paio di tornanti, passando sotto un muro di sottoscarpa a sostegno del terreno realizzato con grossi massi, ed effettua un altro tornante (nel tracciato GPS n° 58 al ritorno sono stati tagliati seguendo tracce di bestiame), sino ad un bivio ove a destra si raggiunge l'Alpe Dondeuil Superiore (bivio1, ore 0.20 dalla partenza da Dondeuil Inf.). Svoltiamo a sinistra per individuare 10-20 metri più a monte un segno giallo su pietra seminascosta dall'erba che identifica la treccia del sentiero.

Da questo punto saliamo sulla destra, in direzione quindi del colle, seguendo la traccia nell'erba incolta (particolarmente scivolosa al mattino quando umida) che prosegue in direzione del colle Dondeuil e poi compie una doppia curva destra-sinistra per innalzarsi su un falsopiano, ovvero su un tratto di salita meno ripido, una costante dell'escursione che non presenta molti tratti in cui rilassare le gambe. La salita si rivelerà comunque sempre molto faticosa causa il terreno erboso, senza una traccia calpestabile netta, con cespugli, sassi e buche varie. Il percorso è comunque abbastanza visibile. Poco più avanti troviamo frecce e segni gialli (posti per una vecchia gara di corsa) che puntano decisi verso il colle. Si sale per la massima pendenza sino ad avvicinare e scavalcare una collinetta cespugliosa (gobba1, ore 0.30 dal bivio1, ore 0.50 totali), dove il sentiero diviene un solco profondo fra arbusti di ginepro, mirtilli e rododendri.

Nuovamente su falsopiano (in realtà si riprende quasi subito a salire per la massima pendenza) puntiamo decisamente verso il colle, innalzandoci rapidamente. Sulla destra si sente gorgogliare un rucello fra le rocce (che poi diviene il Torrente Rouesa), utima possibilità di approvvigionarsi di acqua. Superiamo un masso con la scritta sbiadita "al colle mt. 500" (in realtà sono circa 400 mt di distanza topografica ed il percorso è abbastanza rettilineo), e poi saliamo l'ultimo tratto dopo una piccola serie di tornanti (attenzione al ghiaietto, specie in discesa). Si giunge così al Colle Dondeuil, mt. 2338 (coldon, ore 0.25 da gobba1, ore 1.15 totali dall'Alpe Dondeuil Inf.). Dal colle vediamo il Vallone di San Grato, il sentiero che scende in esso, una esile traccia a sinistra (nord) che segue la cresta (percorso per la Becca Torchè fattibile ma con difficoltà al limite dell'alpinistico EE/F) e una esile traccia a destra (sud) che porta al vicino Corno Del Lago (anche questa difficoltà EE/F). Nel 2011 al colle è stato posizionato un pilastrino con segnaletica.

Per raggiungere la Becca Torché (al momento nascosta dalla cresta che scende da essa) occorre scendere brevemente nel Vallone di San Grato, lungo lo stretto ma marcato sentiero sino ad un bivio sottostante individuato da una freccia gialla su una bassa pietra piatta (bivio2, ore 0.10 dal colle, ore 1.15 totali). Nota: dal primo tornante sottostante il colle verso San Grato, parte il sent. 1A ritracciato nel 2011 che permette il collegamento con i Piccoli Laghi (visibili poi durante la salita), posti nel Vallone di San Grato, sotto la parete est del M. Crabun. Dal bivio svoltiamo a sinistra, ovvero seguiamo la stessa direzione dell'ultimo tratto di sentiero che conduce ad esso, per abbassarci ulteriormente in direzione della Becca di Vlou. Compare poco lontana la baita seminascosta dell'Alpe di Betti. Noi ci avviciniamo sulla sinistra e, dopo una salita a mezzacosta, sbuchiamo su un poggio erboso poco sopra l'Alpe di Wahn stessa (gobba2, ore 0.05 dal bivio2, ore 1.30 totali), che tornerà visibile proseguendo oltre, con la sua vasca in pietra per l'abbeveraggio del bestiame.

Il sentiero si mantiene inerbato ma visibile grazie ad ometti e segni gialli, comunque continua a salire pressoché a mezzacosta avvicinandosi ad una parete rocciosa ove svolta a destra per scavalcare i resti di una gradinata su roccia (restano solo gli appoggi dei gradini, scopiti nella pietra, ed alcuni tronconi dei ferri che trattenevano gli stessi, gradini1, pochi minuti dopo la gobba1). Nuovamente in diagonale a mezzacosta si prosegue in modo pressoché rettilineo, con alcuni saliscendi, sino a svoltare leggermente a destra e trovarsi su un poggio erboso a fianco un roccione, punto di riferimento utile in discesa onde non perdere la traccia e scendere verso l'Alpe di Vlou (sulle carte il roccione corrisponde alla "quota 2412"). Il sentiero è evidenziato sempre da ometti e qualche segno giallo ma la traccia sull'erba è poco evidente. Da questa zona non è visibile la Torché ma solo la Vlou.

Ora si sale decisamente verso sinistra, ripido tratto che io ho definito delle "scalette" poiché sono presenti diversi gradini in pietra (gradini2, ore 0.35 da gobba2, ore 2.05 totali) che ci porta in direzione del Corno del Lago e poi, passando di nuovo sotto una parete rocciosa simile alla precedente ma più estesa, di nuovo in direzione della Vlou ove termina (gradini3, ore 0.15 da gradini2, ore2.20 dalla partenza). Dopo un tratto di falsopiano (piano2, ore 0.10 da gradini3, ore 2.30 totali) e grossi massi, ha inizio così un lungo tratto che sale a mezzacosta, di "trasferimento" in direzione della Becca di Vlou (la Torché è ben visibile sulla sinistra), tratto poco evidente su erba e massi che può comportare qualche difficoltà, sia di passaggi sia soprattutto di orientamento in caso di nebbia o nuvole basse. Ci si sposta ancora a superare un rialzo, verso destra e poi a sinistra, giungendo in una piccola conca fra grossi massi ove ci si collega all'esile sentiero 1C che sale dall'Alpe di Vlou (bivio3, ore 0.10 dal piano2, ore 2.40 totali). Ora il sentiero è di nuovo più evidente, nel senso che si vedono tratti di terra scoperta, senza erba, e prende a salire ripido fra grossi massi per spostarsi leggermente a destra e poi a sinistra (altro tratto di falsopiano, breve) e poi iniziare una ripida salita che ci porta a fuoriuscire in cresta (cresta1, ore 0.30 dal bivio3, ore 3.10 totali). Ci troviamo sulla cresta che separa il vallone da un valloncello pietroso e ripido situato alle spalle della punta nota anche come Becca di Dondeuil (non sempre indicata come tale sulle carte, in ogni caso è una quota 2874, da carta IGM) e a monte di un altro ripido pinnacolo roccioso. La vetta è bene evidente.

Saliamo l'ultimo tratto, la lunga cresta ripida (ben visibile dalla pianura), seguendo tratti di terra e roccette (utili le mani più volte), cercando i passaggi migliori. In questa fase i bastoncini possono intralciare non poco. La salita è spezzata a metà da un passaggio un poco delicato su grossi massi, ove la traccia piega a destra (tenersi sulle rocce in piano verso sinistra e poi svoltare a destra), sopra il quale vi è un piccolo spiazzo (cresta2, ore 0.25 da cresta1, ore 3.35 totali). Ora la straccia è rettilinea e più evidente, su terra, più facile ma sempre ripida sino ad un piccolo avvallamento (in corrispondenza dell'intaglio visibile da Challand sotto la vetta) e poi per roccette, sempre in gran parte con l'uso delle mani, in uno spazio sempre più esiguo sino alla croce di vetta (bectorc, ore 0.15 da cresta2, ore 3.50 da Alpe Dondeuil Inf.). Lo spazio è davvero poco, attenzione a non intralciarsi nel caso di gruppi numerosi. Attenzione inoltre a non sporgersi dai lati della parte sommitale e soprattutto dietro la croce, verso l'altissima parete nord. Un contenitore metallico, incastrato tra i sassi alla base della croce custodisce il quaderno delle firme.

RIENTRO

Stessa via in circa ore 2.40. Prestare particolare attenzione in discesa sulla cresta e sui tratti ripidi erbosi, particolarmente scivolosi se umidi (sono molto di aiuto i bastoncini) e sul tratto di"trasferimento" tra bivio3 e gradini3, traccia poco evidente. Prestare attenzione anche nei primi metri sotto il Colle Dondeuil (lato Challand) in quanto presente ghiaietto particolarmente insidioso.

NOTE ULTERIORI: sono possibili almeno due vie alpinistiche alla Becca Torchè ovvero la parete nord (accesso dal Vallone di Chasten - Alpe Merendiù Sup.) salita nel 1925 da Levi e Gatta e nel 1928 da Amilcare Crétier e  Dino Charrey, ripetuta con leggera variante all'inizio degli anni 70 da Ezio Capello come raccontato anche nel suo libro "Gente di Qua" (vedi Bibliografia - Storia, cultura ed altro) che viene ripetuta raramente (5°-6°grado), e la via N-W dalla "spalla" fra Becca Torchè e Becca Mortens con passaggi di 2°-3°, più frequentata, che si collega alla cresta fra cresta1 e cresta2 in corrispondenza di un segno giallo. E' possibile inoltre la salita dalla traccia che, partendo dal Colle Dondeuil, segue la cresta (per poi lasciarla prima dell'intaglio) senza scendere al bivio verso San Grato ma è un percorso molto esposto e mal tracciato (difficoltà EE/F), da fare solo in presenza di una guida.

Il toponimo Torché sembra derivi da torcia ovvero dall'aspetto e colorazione che la montagna assume alla luce del tramonto.

Il Colle Dondeuil vanta il passaggio di Napoleone Bonaparte e delle sue armate nel corso della seconda campagna d'Italia, poiché il Forte di Bard (fatto poi smantellare da Napoleone stesso e ricostruito dai Savoia) ne ostacolò l'avanzata per lunghi giorni sino a quando non si decidette di trovare una via alternativa alla strada  principale da Aosta alla pianura, che passava fra il forte stesso e la montagna, attraverso il borgo di Bard..

La croce di vetta della Becca Torchè ha una sua storia. In legno e ricoperta di lamiera, fu portata in vetta da un gruppo di sei giovani di Challand Saint Anselme nel 1965, a protezione della valle. Partirono verso mezzogiorno, dopo la messa e la benedizione della croce da parte del parroco Don Mario Vacher, da Challand S. A, scendendo a Ruvere e proseguendo per il vallone di Chasten. Pernottarono all'Alpe Merendiù Superiore e la mattina seguente salirono la vetta dalla sella tra la Mortens e la Torché, per la cresta N-W, senza corda. Dopo aver sistemato la croce ridiscesero all'incirca per la stessa via. La croce, in legno rivestita di lamiera zincata in parte erosa dai fulmini, é attualmente (21-8-2010) priva dei due tiranti laterali, più volte rimpiazzati (anche da volenterosi escursionisti) e necessiterebbe di interventi di manutenzione.

Nel 2011 sono stati posizionati diversi segnali nel vallone di San Grato ed il pilastrino con segnali al Colle Dondeuil. E' stato inoltre ritracciato il sentiero 1A che da poco sotto il colle, versante di Issime, porta ai Piccoli Laghi. Tale percorso è costituito da una traccia poco evidente con ometti vari, che svolta attorno ad una propaggine del Corno del Lago, attraversa alcune pietraie e risale un ripido canalino friabile onde superare una parete rocciosa, per poi scendere ai laghi. Si arriva ai Piccoli Laghi in circa ore 1-1.15, il percorso è decisamente di difficolta EE.

Dal Colle Dondeuil la traccia sulla destra (arrivando dalla Val d'Ayas) è l'inizio di un percorso di difficoltà EE / F che in circa ore 1.30 porta al Corno del Lago (vedere www.ayastrekking.it). La salita avviene lungo la cresta spartiacque tra erbe oline e massi e poi per roccette - cresta finale con pochi ometti, occorre individuare i passaggi di volta in volta. Salendo dal colle per cresta (percorso molto ripido) o svoltando a destra dal sentiero 1a per i Piccoli Laghi appena aggirata la stessa propaggine e avvistata la zona di pietraie che precede il canalino roccioso, seguendo tracce e poi prato, si perviene ad un grosso ometto di pietre su una "spalla"a quota 2410 mt circa (non visibile dal colle) dal quale si ha una ampia visuale sul Corno del Lago, sul Vallone di San Grato e sulle Becche Torchè e di Vlou.

AGGIORNAMENTO DEL 20-09-2012: da questo video su Youtube, la croce di vetta della Becca Torchè risulta spezzata a metà altezza in data 18 settebmre 2012. Chi avesse maggiori informazioni e/o foto (per documentazione in modo da ripristinarla e possibilmente pubblicabili su questo sito) può contattarmi a mezzo email.

AGGIORNAMENTO DEL 15-09-2013: la croce della Torchè è stata restaurata e rimessa in posizione da alcuni giovani di Challand S. Anselme in data 14 settebre 2013, circa 1 anno dopo che si era spezzata.

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