Escursione
EC03
Testa Comagna (mt. 2091)
da Challand Saint Anselme
Valle di
Ayas

Arrivo in vetta alla Testa di Comagna

Arrivo in vetta alla Testa di Comagna (30 luglio 2006) - lato Challand Saint Anselme



Ultimo aggiornamento della pagina: 07-08-2018

Partenza: Challand Saint Anselme, fraz. Arbaz (mt. 1520)
Difficoltà: E
Periodo consigliato: maggio/ottobre
Dislivello: mt. 571 da Arbaz alla vetta
Segnavia: 18 (pista forestale da Arbaz per Pra Boton), 5 da Sommarese, frecce gialle
Tempi percorrenza: salita ore 2.15 da Bechaz, discesa ore 1.15 al Colle Tzecore
Acqua: partenza (Arbaz), fontana colle Tzecore (in inverno può essere chiusa), Colle de Joux.
Note: la zona della Testa di Comagna presenta diversi sentieri che si possono collegare in diversi tipi di percorso, anche ad anello (v. escursione EB08 - Testa Comagna da Brusson e note in fondo a questa stessa pagina), segnaletica carente ma sentieri sempre abbastanza evidenti.
Precauzioni particolari: nessuna
Equipaggiamento particolare: nessuno, portarsi acqua poiché la zona è del tutto priva di sorgenti e/o ruscelli, bastoncini da nordic walking per usa questa tecnica
Tracciato GPS: tracciato 03 per il collegamento Sommarese-Colle de Joux tramite la poderale 1b. Tracciato 34 per l'anello Arbaz-Comagna-Colle Tzecore. Tracciato 50 per la salita dal Colle Tzecore e discesa a Sommarese. In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: tracciato 03, tracciato 34, tracciato 50.
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik



PREMESSA

La Testa di Comagna è un enorme "panettone" attorno al quale la Valle d'Ayas si "appoggia" per fare un'ampia curva che aggira la zona del massiccio del Corno Bussola. Contrapposta al M. Zerbion (dalla parte opposta rispetto al Col de Joux) con un'altezza decismente inferiore, è comunque un belvedere soprattutto verso la zona della valle centrale da un lato, e verso la zona di Palasina-Froudiere-Chasten dall'alto. Tuttavia, causa la vegetazione, la posizione migliore, come si vede anche dalle mie foto, per ammirare queste montagne non è la vetta ma il punto dove i due sentieri che andremo a considerare si congiungono sulla cresta che separa la Testa Comagna vera e propria dalla Punta Tzecore, o poco più in alto sempre seguendo la cresta. Dalla vetta non si vede il Cervino che è nascosto dietro il Gran Tournalin, è possibile ammirarlo come vedremo per breve tempo dall'itinerario di salita. Ne è possibile vedere il M. Rosa (causa la presenza del gruppo montuoso del Corno Bussola) se non per una parte della Gobba di Rollin. Dalla Testa di Comagna inoltre è possibile vedere anche località non individuabili dal basso poiché nascoste dalla vegetazione come l'Alpe Leuria e l'Alpe Larolin (v. percorsi per il Vallone di Chasten e Alpe Moulaz). La zona della Testa Comagna, o meglio lo scosceso versante verso Challand e Brusson, rientra nell'area interessata fin dall'epoca se non romana certamente medioevale, da ricerche minerarie (oro e in epoca moderna quarzi, alcuni li potete anche ammirare al Museo di Storia Naturale di Milano) della quale fanno parte le miniere di Bechaz, le più famose, oltre a numerosi altri scavi, cunicoli e pozzi che, spesso scoperti, ancora oggi è facile incontrare nella zona. Tuttavia, poichè a dispetto delle indicazioni di pericolo esistenti e del buon senso comune, numerosi esploratori improvvisati spesso si avventurano incautamente in questi cunicoli (e la cosa, anche di recente, ha dato luogo ad incidenti anche mortali), per una precisa scelta del webmaster, da questo sito vengono omessi del tutto i percorsi che possono facilitare ed agevolare l'accesso e l'identificazione di tali siti, almeno sino a quando le amministrazioni locali e gli organi competenti non si decideranno ad adottare una politica che miri, se non a valorizzare dal punto di vista turistico e storico-culturale, almeno a tutelare ed a mettere in sicurezza cunicoli, pozzi e gallerie minerarie.

La Testa Comagna, data l'altitudine comunque modesta, è raggiungibile praticamente in ogni stagione, anche con le racchette da neve se le condizioni del manto lo permettono. E' una zona asciutta, spesso secca (inoltre sono ancora visibili i segni di un incendio di diversi anni fa, in seguito del quale è stata costruita la pista forestale che sale da Arbaz per il rimboschimento, ed una più recente pista tagliafuoco dal lato di Sommarese) ed è facile avvistare dei camosci. I boschi sono perlopiù di pini e larici verso Challand, anche abeti dal lato del sentiero n° 5, più rari verso la sommità dove vi è stata l'azione devastante del fuoco.

Dall'estate 2018 la testa di Comagna ha il suo "Libro di Vetta" conservato in una nicchia ricavata nella parte posteriore del basamento della croce, accessibile facendo scorrere lo sportello che chiude la nicchia stessa. Nello stesso anno è stata ricavata una nicchia nella parte anteriore per posizionare una piccola statua della Madonna.

ITINERARIO ANELLO ARBAZ-COLLE TZECORE (Sent. 18-5, tracciato GPS n° 34, lunghezza percorso = 6,70 Km )

L'itinerario suggerito parte da Arbaz, o meglio dal tornante appena all'uscita di questa frazione, ove è posto un segnale su palina con l'indicazione Pra Boton n° 18. Non troveremo molti segnali ma i sentieri, o meglio la sterrata, sono sempre evidenti. E' inoltre presente un pannello di colore blu che avvisa del divieto di accesso a tutti i pozzi e gallerie minerarie della zona e della pericolosità degli stessi. La poderale sale fra i prati per poi inoltrarsi nel bosco e, dopo un balzo roccioso, abbassarsi leggermente diventando panoramica verso la zona di Graines e Palasina (da qua è possibile intravedere fra gli alberi resti dei fabbricati risalenti alle miniere di Bechaz poco più in basso, waypoint pano1). Poco più avanti nel bosco incontreremo il bivio per le miniere suddette (bivio1, segnale su palina, ore 0.20), noi proseguiremo diritti per la strada (ovvero prendiamo la diramazione a sinistra) che si mantiene per il momento pressoché pianeggiante. Poco più avanti la strada prende a salire in modo abbastanza ripido ed è lastricata nella sua prima parte, sino ad una volta dove sulla destra si stacca un meno evidente sentierino (sempre derivante dallo sfruttamento minerario della zona, bivio2 ore 0.25 dal bivio1, ore 0.45 totali). Da questo punto la strada diviene più stretta, non è più lastricata e meno ripida, il bosco si apre e la vegetazione passa da una prevalenza di abeti ad una predominanza di larici. Ci si alza mediante una serie di tornanti  per poi spostarsi decisemente verso nord per un lungo tratto pressochè rettilineo e di scarsa pendenza (che passa sotto alcuni evidenti roccioni e comincia a fare intravedere fra gli alberi le montagne dell'altro versante della valle, waypoint pano2, dalle Becche alla zona del Colle Ranzola) sino ad un tornante dove si stacca la deviazione per Pra Boton (bivio3, ore 0.40 da bivio2, ore 1.25 totali). Tale deviazione è ben evidente ed è segnata da una freccia gialla (in direzione Pra Moton) su un masso (all'alpeggio una seconda freccia indica invece la direzione da cui proveniamo) e ci porta in circa 5 minuti ai resti della suddetta baita (Pramot, ore 0.05 dal bivio3, ore 1.30 tot, mt. 1938 da gps).

Nota:: il tracciato 34, soprattutto nella fase iniziale, non è molto preciso per la scarsa ricezione del segnale nel bosco fitto.

Tornati al bivio3 svoltiamo a sinistra e saliamo un altro tratto rettilineo in direzione sud per poi svoltare nuovamente in direzione nord, intravedendo fra gli alberi le montagne della zona di Palasina ed il M. Cervino , seminascosto da Grand Tournalin (waypoint pano3). La strada sale così la cresta che ci divide dal versante verso S. Vincent, saliamo per ricongiungerci al sentiero che sale dal Colle Tzecore (che percorreremo in discesa) in cresta1, ore 0.15 dal bivio3, ore 1.50 totali. Questa è la zona dalla quale si ha la maggior visibilità vero le montagne di Palasina-Froudiere-Chasten e, poco più in alto dove gli alberi si fanno più radi, anche verso l'Avic e la valle centrale (che resteranno ben visibili anche dalla vetta). Il sentiero come si è detto segue la cresta prima più marcato, poi dopo un grande prato spoglio (prato), diventa solo una traccia di erba più consunta dal passaggio delle persone (la poderale si fermava evidentemente prima di arrivare in vetta) ma sempre evidente. In ogni caso la cima appare come una enorma gobba e basta puntare verso la sommità. Dopo il passaggio sotto alcuni alberi il sentiero, proseguendo lungo la cresta che a dx strapiomba in una serie di pareti scoscese su Brusson, mentre a sx mostra una serie di ripidi prati verso il Colle Tzecore e la valle centrale, ci porta alla sommità segnata da una grande croce su piedistallo datata 1924 (Tcomgm, ore 0.25 dalla cresta, ore 2.15).

Dalla vetta, come si è detto, si ha un'ampio panorama sulle cime della zona. Il sentiero in cresta prosegue oltre la croce per il Colle de Joux (e diviene visibile pienamente anche lo Zerbion, prima seminascosto).

RIENTRO DA TESTA DI COMAGNA A COLLE TZECORE (Sent. 5, tracciato GPS n° 34)

Dalla vetta si ritorna per la stessa via di salita sino a cresta1 (ore 0.20 dalla vetta) dove si raccordava la pista forestale di Bechaz con il sentiero n° 5 del Colle Tzecore. Si prende quest'ultimo, ora meglio localizzabile, che sale un poco sulla destra sotto il ciglio della cresta boschiva per poi superarla e curvare verso destra, poi spostandosi un poco a sx in una zona dove gli alberi sono ancora abbastanza rari. Dopo (waypoint cresta2) prende a scendere decisamente verso destra allontanandosi a poco a poco da un'altra cresta (v. mappa) in un bel bosco di pini e abeti. Quando cominciano ad apparire i prati del colle Tzecore, e il sentiero curva a sx puntando verso essi, arriveremo in prossimità di quella che nelle foto io ho chiamato "baita bianca", una casa dietro la quale passa ancora la vecchia via del Colle Tzecore. Non è però consigliabile seguire questa per tornare ad Arbaz, sia perché il sentiero è spesso ingombro da rovi sia perché in estate spesso i pascoli sono recintati, occorre scendere a dx fino ad una vicina palina che indica il sentiero n° 5 (bivio4, ore 0.30 dalla cresta, ore 0.50 dalla vetta), poi piegare a sx attraverso i prati seguendo le tracce del passaggio dei trattori fino al parcheggio del Colle Tzecore (waypoint Zecore, fontana - bar aperto nella stagione estiva, ore 0.05 dal bivio5, ore 0.55 dalla vetta). Da qua occorre seguire la strada asfaltata, verso Challand ovviamente, fino al tornante a monte di Arbaz  da cui si era partiti, tagliando eventualmente  i primi due tornanti edella strada coi due brevi tratti del vecchio sentiero (questi ultimi accessibili e risistemati alcuni anni fa) ed evitando di prendere il terzo, più lungo che porta direttamente più in basso, fra le case, arrivando a fianco della cappella. Ovviamente quest'ultimo tratto è consigliato se si parcheggia a fianco della cappella anzichè in prossimità del tornante dopo Arbaz.

ITINERARI ALTERNATIVI

Come si vede dalla mia mappa, la zona è ricca di sentieri che possono essere collegati in vari modi e l'itinerario qua trattato è solo uno di questi. Per allungare oltremodo l'escursione è possibile partire dalla vecchia strada delle miniere di Bechaz, in corrispondenza del campeggio poco dopo la  fraz. Maè (circa mt. 1100) e ricongiungersi al percorso che parte da Arbaz in corrispondenza dell'incrocio con segnale su palina già citato, oppure partire dal tornante prima di Arbaz e seguire il vecchio sentiero chiamato "via Bechaz" sempre risalente al periodo delle miniere, per poi ricongiungersi al solito incrocio. La salita dal Colle Tzecore (ovvero il sentiero n° 5 nel mio itinerario utilizzato per la discesa), comporta circa 1 ora e 30 (1.10 per la discesa) e consente una escursione da compiere in una mattinata. Una variante interessante è salire dal Colle Tzecore (sentiero 5) e scendere al Colle de Joux seguendo la cresta opposta a quella di salita e arrivare al Colle de Joux (il tempo di discesa al Colle de Joux é circa 1 ora) tramite un sentiero che porta a congiungersi con la poderale 1b proveniente da Sommarese poco prima che questa arrivi al parcheggio al colle, ovvero dietro al laghetto, dove un cartello in legno segnala la discesa verso quest'ultimo (l'arrivo al colle è il waypoint 1b-joux nel tracciato GPS n°03). Questa poderale pressochè pianeggiante e poi in leggera discesa verso Sommarese porta da un lato a questo villaggio e dall'altro brevemente al colle. Da Sommarese occorre, non volendo seguire la strada asfaltata, rintracciare il sentiero n° 5 s sx sulla strada asfaltata per il colle Tzecore poco usciti dalla frazione abitata oppure, poco più avanti, un altro sentiero che fuoriesce direttamente in corrispondenza del parcheggio con fontana del Colle Tzecore. E' utile precisare che le carte non riportano correttamente questa poderale (forse perché redatte quando era ancora in progetto) in quanto la danno come prosecuzione della strada di accesso al comprensorio sciistico del Colle de Joux ossia della strada asfaltata che porta all'arrivo delle piste e che si stacca dalla strada S. Vincent-Colle de Joux poco prima del bar, mentre in realtà la poderale parte a fianco del parcheggio dove ci sono i segnali 1b e taglia le piste poco più in alto dell'arrivo delle stesse, come ho indicato nella mia mappa. E' comunque possibile accedervi anche dalla fine degli impianti (lago), oltrepassando la zona dei bar e procedendo nel bosco fino ad intersecarla o seguendo in salita il tratto terminale dello skilift che la interseca (vedi tracciato GPS). Da questo incrocio si può arrivare per un'altra diramazione fino alla sommità degli impianti, la salita alla vetta però in questo tratto è fuori sentiero e può non essere agevole.

Nota ulteriore: ad inizio della poderale proveniendo da Sommarese, si incontra una segnaletica gialla su palina che riportava il numero 5 - Testa Comagna (nell'estate 2009 il numero non risulta più leggibile) che NON è il sentiero 5 che ho menzionato sinora (che inizia dopo Sommarese sulla strada asfaltata) ma un sentiero parallelo ad esso ora poco utilizzato nel tratto iniziale per la presenza di una sterrata che porta ad alcune baite poco sopra l'abitato, che parte da Sommmarese in corrispondenza della chiesa (nel tracciato GPS il bivio è indicato come S5) e sale sulla cresta arrivando oltre la vetta dal lato verso il Colle de Joux. E' evidente che c'è un po' di confusione nella numerazione (questo sentiero verrà qua denominato "ex 5"). Per la descrizione di questo perrcorso vedere il successivo paragrafo "variante di rientro da Testa di Comagna a Sommarese".

Per la descrizione della salita dal Colle de Joux e l'anello Colle de Joux-Testa Comagna-Colle Tzecore vedere anche EB08 - Testa Comagna da Brusson.

VARIANTE DI RIENTRO DA TESTA COMAGNA A SOMMARESE (sent. ex 5,tracciato GPS n° 50)

Si descrive qua il percorso lungo il sentiero che un tempo era numerato con "5" già menzionato, ancora oggi utilizzato anche a inizio estate dagli abitanti di Sommarese per una festa annuale in vetta. Viene descritto come percorso di discesa, alternativo al precedente (anche nel caso si salga dal Colle de Joux, le combinazioni sono molteplici) anche perchè essendo un po' meno battuto, almeno nel tratto iniziale (ossia sotto la vetta) è un poco meno evidente in alcuni tratti individuabili con più facilità per l'appunto scendendo. Non presenta comunque difficoltà particolari ed è anche l'occasione di attraversare un bellissimo bosco di abeti, raccolto tra le due creste che dalla vetta si estendono ad arco come ad abbracciare la zona sottostante di Sommarese. Per i waypoint qua menzionati fare riferimento al tracciato GPS n° 50 in quanto possono essere stati denominati diversamente dagli altri tracciati (il tracciato n° 50 è stato realizzato con salita dal Colle Tzecore).

Dalla vetta seguire la cresta in direzione Colle de Joux, oltrepassando un piccolo pilastino e poi abbassandosi nel bosco.. A circa 15 minuti dalla croce di vetta il sentiero si biforca nettamente (bivio3 nel tracciato n° 50, 15 minuti dalla vetta) menzionato anche nella descrizione dell'escursione EB08 - Testa Comagna da Brusson. La diramazione di destra porta infatti al Colle de Joux, noi svoltiamo a sinistra per scendere in una valletta boschiva di larici rari che diviene in breve un avvallamento raccolto. Il sentiero scende diritto, lasciando a destra la cresta già menzionata, ed appare come una traccia leggera su un manto di aghi ed erba di sottobosco. Il bosco si presenta diverso da quelli già attraversati, simile ad un giardini pulito ed ordinato, coi rami degli abeti che spesso formano una galleria al di sopra del sentiero. La traccia è abbastanza evidente ma va seguita con attenzione, per distinguerla dal sottobosco circostante, si mantiene comunque pressochè rettilinea. A 5 minuti dal bivio (20 dalla vetta) incontriamo una piccola radura pianeggiante (radura2 nel tracciato n° 50) dove la presenza di erba può nascondere un po' la traccia. Basta comunque svoltare leggermente a sinistra, in direzione della Becca di Vlou che appare fra gli alberi, per ritrovarla dove il terreno riprende ad abbassarsi. Si prosegue sempre con andamento abbastanza rettilineo in una galleria di rami sino ad oltrepassare una zona più aperta causa l'abbattimento dovuto alla neve di alcuni larici che nel maggio 2010 sono in fase di taglio ad opera del CFS (larici, gli alberi abbattuti sono ovviamente destinati ad essere rimossi in futuo). Sempre con andamento rettilineo si arriva infine ad intersecare la pista forestale tagliafuoco (pistafores, ore 0.20 dalla radura2, ore 0.40 dalla vetta).

Il sentiero si ricollega alla pista con una rampa protetta da steccato che invita a immettersi verso destra (può essere una scorciatoia nel caso si intenda tornare al Colle de Joux in quanto la sterrata si ricollega comunque alla poderale Sommarese - Colle de Joux). Occorre invece riportarsi nella direzione precedente (v. foto, scattata dal basso verso l'alto) per ritrovarlo, poco evidente (presenza di erba) al di sotto della strada che lo ha tagliato trasversalmente. Si scende seguendo la traccia per arrivare in una zona dove il bosco si pare, visibile il M. Avic (vistaavic, ore 0.05 da pistaforest, ore 0.45 dalla vetta). La magia del bosco che sembra un giardino naturale è terminata, ci si trova in un bosco simile agli altri della zona, ma il sentiero diviene più evidente in quanto diventa un solco marcato, fra due sponde (di cui una di pietre). Si prosegue in modo pressochè rettilineo sino a che si svolta decisamente a destra (portandosi in direzione di Sommarese) e poi di nuovo a sinistra, arrivando fuori dal bosco (piccoli prati prima, poi pascoli, Sommarese diviene visibile). In questa zona compaiono anche frecce bianche e segni gialli.

Il sentiero attraversa i prati sempre secondo la direzione di massima pendenza, può essere poco visibile se l'erba è alta, comunque si intravedono, dietro a larici sparsi, prima una baita leggermente sulla destra, staccata dal percorso, poi una sterrata che parte da un vascone di cemento a scopo irriguo (in costruzione altri manufatti per l'acquedotto nel 2010) ed una baita ristrutturata a sinistra del vascone (intonacata, grill in muratura con camino all'esterno, fontana con vasche in successione). Basta comunque puntare verso il vascone (ore 0.15 da vistaavic, ore 1.00 dalla vetta), per immettersi poi sulla sterrata e seguirla sino ad una successiva vecchia stalla isolata con tetto in lamiera (5 minuti dal vascone, compare sulla sinistra la Becca Torché). La sterrata svolta a sinistra, il sentiero invece, seminascosto dalle erbe, passa sul fianco destro della piccola costruzione (freccia gialla su un sasso), per poi ricongiungersi alla poderale che collega Sommarese al Colle de Joux in corrispondenza del segnale che riportava il n° 5 e proseguire sino alla cappella. Questo percorso è leggermente più breve nel caso si voglia tornare al Colle de Joux, ma il sentiero è meno battuto è può essere ingombro di erba ed arbusti.

Per abbreviare verso il Colle Tzecore svoltare invece a sinistra, lungo la sterrata, che compie poi un'ampia curva a destrae arriva fra le case congiungendosi alla sterrata nel punto dove si congiunge anche la rampa pedonale proveniente dal parcheggio (ore 0.10 dalla stalla, ore 1.15 dalla vetta). Da Sommarese si può ritornare al Colle Tzecore seguendo per un breve tratto la strada asfaltata e poi svoltando a sinistra sul primo sentiero che si incontra e sale al bivio1 del tracciato n° 50 (nei prati accanto al Colle Tzecore, come già detto era la strada pedonale che lo attraversava), oppure sul secondo sentiero che sale direttamente al parcheggio con fontana fiancheggiante la strada asfaltata, di fronte all'area picnic (prevedere circa 15 minuti da Sommarese al Colle Tzecore).

N.B.:questo sito non utilizza cookies in nessun modo, per maggiori informazioni vedere la pagina Informativa cookies

*

Attenzione: questa pagina fa parte del sito www.msmountain.it. Se stai leggendo questa pagina, o parte del suo contenuto, in un altro sito, o se trovi la stessa pagina priva di questa dicitura, si tratta di una riproduzione non autorizzata il cui contenuto può anche differire dalla pagina originale. Eventualmente puoi segnalare la pagina sospetta al webmaster - (c) 2015 - www.msmountain.it - Tutti i diritti riservati, nessun contenuto di questa pagina può essere riprodotto senza autorizzazione. Per informazioni sul copyright vedi Nota del webmaster.
Galleria fotografica dell'escursione
Escursioni Gallerie fotografiche Rifugi e bivacchi Mappe schematiche

*

Avic Images Ayas Voyages Around my world Appunti e varie
Home Page