Escursione
EC02
Alpe Moulaz (mt. 1885)
Cleve di Moulaz (mt. 2241)
Valle di
Ayas

Arrivo all'Alpe Moulaz

Arrivo all'Alpe Moulaz (14 giugno 2009)



Ultimo aggiornamento della pagina: 02-08-2012 con le note sulla nuova numerazione dei sentieri
Partenza: Challand Saint Anselme, fraz. Allesaz (mt. 1120)
Difficoltà: E / E+ (rientro dalle Cleve per Frudiere e rientro per sent. 1B)
Periodo consigliato: giugno/settembre
Dislivello: mt. 765 fino ad A. Moulaz, mt. 1121 fino alle Cleve di Moulaz
Segnavia: 12 fino a Cleve di Moulaz, 9C da Cleve di Moulaz a poderale di Frudiere, 9 la poderale di Frudiere, varianti di rientro e collegamento al Vallone di Chasten 1A-1B. Nota: il sentiero numerato attualmente come 1B dovrebbe assumere la numerazione 13 (nuova mappa dei sentieri di Challand S.A. luglio 2012), il sent. 12 era numerato 1 (nel 2012 alcuni segnali riportano ancora questa numerazione), il tratto di vecchio sentiero da Allesaz per Moulaz, sino ad intersecare la sterrata poco prima che termini, nella nuova mappa dei sentieri di luglio 2012 viene individuato come n° 23.
Tempi percorrenza: salita ore 2.15 fino Alpe Moulaz, ore 3.30 fino alle Cleve, discesa per Frudiere ore 3.30 dalle Cleve (per "chiudere" l'anello ad Allesaz), discesa per sentiero 1B e ritorno ad Allesaz ore 2.15 da Moulaz
Acqua: partenza, A. Moulaz, sorgente verso A. Bavala, A. Bavala, fontana sulla poderale poco prima di Graines, Alpe Grun, sorgente sul sentiero 1B. A differenza del vallone di Chasten, la zona dell'Alpe Moulaz è povera di acqua .
Note: sentiero poco evidente da Cleve di Moulaz per il vallone di Frudiere (primo tratto), sentiero per A. Moulaz risistemato nel 2003 in seguito ad alluvione 2000, è stato soggetto a frane negli anni successivi in alcuni punti. I telefoni cellulari hanno buona ricezione sia da Moulaz che dalle Cleve e ricezione nulla nel vallone di Frudiere almeno finchè non si é a valle della fontana sulla poderale poco prima di Graines (zona minicentrale idroelettrica). Ricezione cellulare difficoltosa nel vallone di Chasten (riceve, ma poco, al bivio del sentiero per Alpe Grun-Alpe Tzeuc, a destra delle case di A. Grun.
Precauzioni particolari: attenzione nelle le zone franose di cui si è detto (v. nota di aggiornamento successiva).
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking medio, portarsi acqua da Moulaz alle Cleve poichè non è facile trovarne.
Tracciato GPS: tracciato 36 per l'anello Alpe Moulaz-Alpe Grun. In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: clicca qui
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Questa escursione è una classica del territorio di Challand Saint Anselme, anche se la maggior parte delle persone che salgono a questo alpeggio non vanno oltre il villaggio. Il collegamento col vallone di Frudiere invece rende l'escursione più varia oltre a portarci a visitare due valloni. E' inoltre possibile il collegamento col Vallone di Chasten (sentieri 1A-1B), tornato in uso dopo che nel 2000 le frane conseguenti all'alluvione che ha funestato la Valle d'Aosta, avevano reso inutilizzabile il sentiero principale. Ancora oggi i piccoli canaloni che scendono dalle pendici ripide della Punta Champlong e vengono tagliati trasversalmente dal sentiero danno luogo a piccoli smottamenti che tendono a danneggiare la mulattiera nei punti dove è stata ripristinata. Per questo motivo io sconsiglierei di salirci in seguito ad eventi meteorici eccezionali, poiché come si sa, la causa scatenante delle frane solitamente è l'acqua e potrebbero esserci pietre instabili pronte a rotolare sul sentiero. L'alpeggio é probabilmente il più vasto e famoso, nonché meglio visibile dal fondovalle, del territorio di Challand S.A. e forse anche quello al quale gli abitanti sono più affezionati visto il numero di baite risistemate ed ancora utilizzate, dove spesso dal fondovalle si vedono brillare lumi nelle notti estive. A differenza del vicino vallone di Chasten quindi questa zona è meno solitaria (salvo forse il passaggio alle Cleve, di interesse perlopiù escursionistico) e in estate vi è sempre presenza di arpians e armenti. In realtà io ho visto anche salirci delle moto da trial (e non erano gente di fuori valle) ma è perlopiù un ambiente integro, forse più della parte bassa del vallone di Chasten.Negli anni 80 vi era ancora un grosso ripetitore televisivo nel prato superiore (visibile dal fondovalle come un quadrato bianco) ma è stato rimosso. E' auspicabile che la zona rimanga inalterata, senza costruzione di opere che cancellino la "magia" del luogo. Dal prato di Alpe Moulaz è visibile la valle centrale fino ad Aosta ed il Monte Bianco, nonchè la Valle d'Ayas verso Verres e Brusson e non è raro incontrare camosci o altri animali di montagna. Un'altra caratteristica dell'alpeggio sono i mestosi larici che si sviluppano da un grosso ceppo frazionandosi in diversi tronchi paralleli.

Una interessante variante di rientro è il sentiero 1B che permette il collegamento con l'Alpe Grun, nel Vallone di Chasten. Una ulteriore alternativa è il sentiero 1A che sfiora solo il vallone di Chasten, congiungendosi alla strada poderale che lo risale poco sopra Tollegnaz ormai sul versante verso quest'ultimo villaggio (del quale costituiva l'accesso diretto all'alpeggio), molto ripido ed ancora utilizzato (difficoltà EE).

Attenzione: il sentiero 12 da Allesaz a Moulaz passa sotto alcune pareti rocciose da cui si sono spesso verificate delle frane di materiale roccioso con conseguenze ordinanza di chiusura del percorso (nell'estate 2017 è stato così). Il giorno 12 dicembre 2017 inoltre nella stessa zona si è staccata una frana abbastanza consistente tanto che l'area interessata dal percorso del materiale verso valle risultava ben visibile dal basso. In questi casi e, vista la frana di dicembre 2017 si presume sarà così sino a data da destinarsi perchè sarà difficile ripristinare il sentiero, il sentiero da Allesaz viene chiuso per precauzione e la via di accesso più semplice diviene quella dal Vallone di Chasten per l'Alpe Grun (sentiero 1B) che comporta circa 1 ora di percorso in più. Conviene quindi informarsi in zona anche perchè i segnali di chiusura (le ordinanze) sono spesso semplici cartelli plastificati posti ad inizio sentiero che vanno a perdersi con tempo. Altre vie di accesso a Moulaz sono il ripido sentiero 1A (detto delle "scalette" per la presenza di corde fisse, difficoltà EE) che sale lungo una ripida dorsale partendo dalla strada per il Vallone di Chasten poco prima che questa si immette nel vallone, oppure quello che discende dalle Cleve di Moulaz (in questo caso occorrerebbe partire dal Vallone di Froudiere). Erano inoltre presentti almeno altri due sentieri, ora pressochè scopmarsi, uno saliva sempre dal Vallone di Chasten (era situato fra l'1A e l'1B) e l'altro (detto "del bosco nero") saliva da Allesaz attraverso il Vallone di Champlong (cioè era situato fra Moulaz e le Cleve di Moulaz). Quest'ultimo sembra verrà ripristinato e ritracciato prossimamente.

ITINERARIO (sent. 12 - 23, tracciato GPS n° 02)

Partenza da Allesaz (Allesa), fraz. di Challand Saint Anselme raggiungibile dalla statale della Valle d'Ayas svoltando a destra all'altezza del Camping "La Grolla". E' possibile parcheggiare nel piazzale dinanzi alla cappella o in un ulteriore piccolo parcheggio di recente costruzione situato dietro ad essa. Si sale seguendo la strada asfaltata dietro la cappella (2 fontane) dalla quale si  stacca una rampa (segnale giallo su palina, n. 12) che porta ad una nuova poderale parallela al torrente (sx orografica-ponte, no waypoint) che scende dal vallone di Champlong. Questa poderale parte dalla strada che poco prima del villaggio scende verso Moussanet e Tollegnaz e riattraversa il torrente poco più avanti congiungendosi al vecchio sentiero (ponte1) che invece sale fra i prati sul lato dx orografico del torrente. Per salire da questo sentiero (che nella nuova mappa di Challand S.A., luglio 2012, viene numerato come 23) anzichè scendere la rampa occorre proseguire sulla strada asfaltata che aggira le case spostandosi a sinistra e prendere un sentiero che punta verso la montagna in corrispondenza di una fontana. I due percorsi si equivalgono anche se il vecchio sentiero tende a perdersi un poco fra i prati (bivio, seguire a sx seguendo dei muretti). All'incirca in corrispondenza della congiunzione con la poderale vi è un segnale che indica a sx Curien, questo sentiero può essere utilizzato come collegamento per il ritorno da Frudiere.

Si prosegue lungo la poderale sul lato dx orografico fino ad un ultimo ponte (ponte2) che ci riporta sul lato sx del torrente. Qua termina la poderale e ci si immette nel sentiero originale (ore 0.10 dalla partenza). Questo sentiero tra muretti sale diritto tra i prati fino alla base della parete rocciosa dove svolta a destra per proseguire a mezzacosta e diventando una bellissima mulattiera lastricata in un bosco di pini e larici. A mano a mano che ci si alza, lo sguardo abbraccia l'abitato di Challand nonchè la zona di Brusson, il castello di Graines e lo Zerbion (pano1, il primo punto aperto sulla valle). Questo tratto in realtà attraversa quello che appare come l'accumulo di antiche frane staccatasi dalle pareti rocciose al di sotto dei prati dell'Alpe Moulaz. In alcuni punti si tagliano piccoli canaloni che hanno dato luogo durante l'alluvione del 2000 a scariche di sassi e frane del sentiero stesso, quest'ultimo in seguito risistemato (fine estate 2003 poiché quando vi passai io il 21 luglio 2003 non lo era ancora), costruendo "zoccoli" di pietra o cemento e parapetti in legno danneggiati poi da piccole frane nel 2005. Sono questi i punti più critici (ed aerei) del percorso, ma nulla di particolare difficoltà a meno che le piogge non abbiano portato a smottamenti (a pochi minuti l'uno dall'altro waypoint stec1, stec2 ore 0.50 da Allesaz , stec3).

Il sentiero è davvero piacevole a percorrersi, si intravede già qualche larice "contorto" di cui dicevo poco innanzi, si passa una zona di grossi massi (tra cui un monolito naturale davvero notavole) e la strada con un paio di tornanti si alza e si avvicina decisa alla parete rocciosa dalla quale si è staccata la vecchia frana. Il sentiero prosegue sempre a mezzacosta fino a divenire quasi piano, compie una curva a 90° a sx e si immette nel canalone più esteso che si apre fra la montagna dell'Alpe Moulaz e la collina su cui sorge Alpe Raala, una specie di imbuto naturale dove si sono scaricate le frane del 2000 più consistenti. Il sentiero, costruito in parte su muretti a secco, presentava una passerella in legno per valicare l'alveo di un ruscello che è tale solo in periodo di pioggia, ora la passerella è stata rimpiazzata da uno "zoccolo" di calcestruzzo con parapetto sul quale scorre l'acqua (stec4). In questo punto torna ad essere visibile l'abitato di Challant S. A. e vi sono resti di una teleferica (ore 1).

Superato il canalone il vecchio sentiero saliva con una serie di tornanti spesso seminascosti dalle erbe, poiché la zona risulta più ombrosa ed umida. Il nuovo percorso, scavato nella terra del sottobosco che si assesterà col tempo, nella quale sono state ricavate anche alcune gradinate con tronchi di legno, si allontana da quello vecchio franato, sale ripido e ci porta a passare dinanzi ai resti di un piccolo ricovero (rudere, ore 0.10 dallo stec4, ore 1.10 da Allesaz) addossato alla roccia che prima veniva evitato dal vecchio sentiero del quale sono visibili alcuni tratti (in questa zona, i "vecchi" raccontano un tempo c'era una sorgente di un'acqua "pesante" che era meglio non bere !). In origine da questa zona era possibile arrivare a Moulaz risalendo tutto il ripidissimo prato per la massima pendenza. Passata questa costruzione ci spostiamo decisamente a destra e attraversiamo un bosco diverso, più aperto e luminoso di larici ed abeti, dove con alcuni tornati arriviamo ai piccoli pascoli dell'Alpe Raala (araala), ora crollata (visibili i segni di un antico incendio). Poco prima si incontra la deviazione (1a, segnaletica nuova dell'estate 2006, waypoint bivio1) che scende nel vallone di Chasten. Da questo promontorio (ben visibile da valle), si ha un panorama verso Challand e la bassa valle fino a Verres, mentre il prato dell'Alpe Moulaz appare dall'altra parte, ancora lontano (ore 0.10 dal rudere, ore 1.25 tot. da Allesaz).

Riprendiamo il cammino lungo il sentiero nel bosco che, dopo un piccolo tornante dal quale si stacca un secondo sentiero che scende verso Chasten (credo solo di accesso ai pascoli), si tiene su ciglio di quella che io chiamo "cresta boschiva" fra i due valloni. Più avanti incontraimo il bivio per il sentiero 1b che scende nel Vallone di Chasten (vedi viariante di rientro), anche questo sistemato nell'estate 2007 o 2008, senza palina, segnali dipindi su sassi (bivio2). Al termine della cresta si incontra una seconda baita diroccata (non segnata su tutte le carte, l'unica denominazione che ho trovato è Alpe Champ Tsucon, waypoint achamptsu, ore 0.20 dall' Ape Raala, ore 1.45 tot.) con relativo crotin, dalla quale si ha una bella visione d'insieme del vallone di Chasten e delle "Dame di Challand" (la posizione che io ho segnato con * nella cartina di Chasten). Notare che su alcune carte il sentiero 1B è segnato dietro la baita e non prima di essa (in effetti esiste ancora una piccola traccia oltre il crotin). Dopo la baita, il sentiero piega a sx tenendosi sotto gli alberi (da qua si staccava una deviazione a sx per le due baite gemelle dell'Alpe Larolin, in fondo al prato di Moulaz ora non più visibili da valle, ma visibili da Testa Comagna, causa gli alberi) fino a raggiungere le case dell'Alpe Moulaz in corrispondenza di un caratteristico rascard di legno (fontana, ore 2.15, amoula).

Il villaggio di Moulaz è uno degli alpeggi più vasti della zona, come si è detto, e merita una visita. Diverse baite sono state restaurate ma non hanno perso troppo le caratteristiche originarie, alcune date sugli architravi le fanno risalire al secolo scorso. E' diviso in due fasce parallele di case e i pascoli si estendono innanzi e dietro di esse (notare la pendenza del terreno), mentre il bosco di larici avvolge la zona e le Becche di Vlou e Torchè fanno da sfondo. La Punta Champlong (mt. 2670) sembra una montagna modesta da qua ma è visibilissima da Aosta (come il M. Nery e le "Becche") in tutta la sua altezza. Il sentiero originario per accedervi partiva dalla sommità a dx del prato superiore e proseguiva per cresta, ove è posta una cisterna che alimenta le fontane dell'alpeggio, ma adesso restano solo tracce. In ogni caso, anche volendo fermarsi all'Alpe Moulaz, consiglio di salire un poco il ripido pendio erboso dietro le case per avere una visione d'insieme davvero meritevole di attenzione. Alcentro della parte superiore del villaggio vi è una piccola edicola votiva (amola2).


RIENTRO

Stessa via in ore 1.30 oppure vedere i paragrafi successivi.


PROLUNGAMENTO ALLE CLEVE DI MOULAZ E RIENTRO DAL VALLONE DI FRUDIERE (sent. 12 - 9C - 9, no tracciato GPS)

Per proseguire per le Cleve di Moulaz occorre prendere il sentiero che dalla baita all'estrema sx (guardando a monte) della parte superiore del villaggio (fontana) si immette in piano nel bosco spostandosi a sinistra. Un altro sentiero, meno battuto e tracciato, e molto più ripido saliva in origine direttamente da Allesaz senza passare per Moulaz (in genere i sentieri più tipidi erano utilizzati solo per gli spostamenti degli uomini e non delle mandrie). Da questo lato sono visibile le Cleve, un insieme di punte che verso di noi mostrano ripidi pendii mentre dal lato di Frudiere pareti quasi verticali, una specie di "cuneo" che mostra ancora i segni dell'incendio del 2003. Il sentiero prosegue in piano, poi scende un poco in quello che è il Vallone di Champlong, per poi risalire dall'altro lato, tenendosi sempre nel bosco ed aggirando due o tre protuberanze della montagna. Da questo sentiero si staccava quello ripido e diretto per il "Passo della  Forchetta", cosi denominato a causa di una coppia di rocce aguzze ora seminascoste dagli alberi, utilizzato un tempo per portare le mandrie da Moulaz fino a Gressoney attraverso il vallone di Frudiere. Nell'ultimo tratto il sentiero sale più ripido ma sempre in diagonale puntando verso una croce sul  promontorio erboso (visibile dal fondovalle), per poi compiere due tornanti (assume cioè una forma a Z) e arrivare in cresta un poco più in alto (ore 3.30). Siamo sul ciglio superiore del "cuneo" esposti ai venti che ci portano i rumori della valle (io nel 2003 sentivo un gallo e, forse, il suo padrone che cantavano a Graines, 700 mt. più in basso).

La discesa verso il vallone di Frudiere non presenta problemi: nel punto dove arriviamo in cresta si nota il numero 9C ed una freccia che indica un piccolo sentiero. Scendendo si arriva in una sella fra la punta delle Cleve e la Bocca di Meriau (circa 2200 mt.), la traccia divene meno visibile ma è sufficiente scendere un ripido prato sulla destra per ritrovare il sentiero sotto gli alberi in fondo. Da qua non avremo più problemi ad individuare il percorso, seppure sempre in un ambiente abbastanza solitario. Si passa innanzi un piccola baita semi diroccata situata a mezzacosta e si incontra una sorgente (nella calda estate del 2003 era asciutta), per poi arrivare all'Alpe Bavala (abitata nell'estate 2003) dove è possibile approvvigionarsi d'acqua. Superati i prati innanzi ad essa si ritrova il sentiero nel bosco che ci porta in breve alla strada poderale per Frudiere poco oltre l'Alpe Restoly (segnale giallo su palina che da il percorso come EE, ore 1.30 dalle Cleve).

Il percorso ora è quello del vallone di Frudiere ovvero non ci resta che seguire la poderale fino alle case di Graines (ore 2.30 dalle Cleve). Per il collegamento con il percorso iniziale di cui si è accennato all'inizio occorre scendere almeno sino a Curien e rintracciare il sentiero che porta verso Allesaz , attraversando il torrente di Graines. Tale sentiero, visibile anche da Testa Comagna (inizialmente appare come una strada sterrata) e descritto nella guida di L. Zavatta, io non l'ho percorso per cui non so dare indicazioni precise (tempo stimato: ore 3.30 dalle Cleve).


VARIANTE DI RIENTRO SENT. 1B E COLLEGAMENTO CON IL VALLONE DI CHASTEN (difficoltà E+, sent. 1B, tracciato GPS n° 02)

Variante molto bella e non difficile, che consente un anello Allesaz - A. Moulaz - A. Grun - Allesaz della lunghezza di circa 9.8 km (topografica). Viene indicato come E+ in quanto il sentiero 1b risulta oggi ben tracciato ma si trova in una zona ripida, leggermente esposta per un tratto e un po' invasa dalle erbe per cui col tempo potrebbe divenire meno evidente. Il sentiero, come quello delle Cleve di Moulaz, consente inoltre di effettuare lunghi trekking fra i valloni attorno al M. Nery ed alle Dame di Challand. E' auspicabile che questa possibilità venga sfruttata con una buona manutenzione dei sentieri e posa di adeguata segnaletica (cosa che a partire dal 2006 si sta realizzando) anche per il crescente interesse degli escursionisti che cominciano a conoscere zone in parte ormai abbandonate, e il ritorno agli alpeggi del vallone di Chasten a cui si sta lentamente assistendo in questi anni, oltre ad auspicare ovviamente che l'ambiente non venga stravolto e permanga l'atmosfera intatta soprattutto nella parte da A. Grun in su (la parte bassa presenta una delle strade poderali più "esagerate" della Valle d'Aosta, in parte lastricata e con tanto di idranti antincendio anche per la presenza dell'acquedotto comunale).

Si ritorna al bivio2 (ore 0.15-0.20 dall Alpe Moulaz) e si prende il sentiero che scende nel vallone a sinistra (scendendo), che nel primo tratto si rivela una piacevole passeggiata sotto i pini, per abbassarsi in una serie di tornanti sino a che il bosco diviene più aperto (e soleggiato nel pomeriggio). Si scende di quota e ci si sposta sempre più nella direzione del colle di Chasten (opposta a Challand), attraversando zone più umide e un po' infestarte dalle erbe, dove il sentiero diviene una traccia. In questa zona il gps riceve molto poco per cui il mio tracciato presenta solo una spezzata in luogo di tutte le curve del sentiero esistenti. Si supera una sorgente (sorgente, ore 0.20 dal bivio2) e ci si abbassa ulteriormente spostandoci decisamente verso Chasten, con anche alcuni tratti in leggera salita mentre si comicia a vedere il vallone fra gli alberi, si aggira un costone roccioso (tratto esposto), si passa sotto una cascatella dovuta alla presenza di accumuli di neve nei canaloni sovrastanti (acqua), si sale leggermente e poi si scende dolcemente verso Alpe Grun arrivando dal lato della fontana (Agrun, ore 0.55-1 da Alpe Moulaz).

Il sentiero del vallone si trova alla parte opposta delle case di quello che è uno dei più begli alpeggi della zona, in gran parte ristrutturato (la vecchia stalla a valle è crollata per la neve dell'inverso 2008-09), abitato in estate e quasi raggiungibile con la poderale che si ferma in un ampio parcheggio sottostante l'alpeggio. Sui muretti a sostegno del terrapieno dove si trova la stalla nuova, sono stati dipinte le indicazione della sentieristica. Il sentiero 2 sale verso Alpe Tzeuc (raggiungibile in pochi minuti) e la parte alta del vallone dove di biforca in due rami, raggiunge altri alpeggi, il Colle di Chasten e da accessso al M. Nery. In questo punto si ha ricezione dei telefoni cellulari (estate 2009). La discesa avviene seguendo il vecchio sentiero anch'esso in parte sconvolto verso il ponte dalle nevi dell'inverno 2008-09. Si raggiunge così l'ultimo ponte in legno (ponte4, 10 minuti all'alpeggio) dove parte la strada poderale. Seguiamo questa strada che in questo tratto ha cancellato il vecchio sentiero (che compare seminascosto più a valle), soleggiata al pomeriggio e completamente in ombra per tutto il giorno a dicembre e gennaio (per cui in inverno è spesso presente ghiaccio, vedi foto). Si supera un altro ponte in legno (ponte3, ore 0.15 dal precedente, ore 1.30 da Alpe Moulaz), e successivamente poco più a valle un bivio (bivio3, 0.10 dal ponte3) individua un accesso al sentiero 2-2a originale che scende sull'altro versante (altro ponte, in legno, sarebbe il secondo salendo da valle, contando anche il ponte romano). Scendendo per questa via ci si ricongiunge al sentiero 10 per Alpe Leuria e al Ponte Romano in pietra) ed alla poderale, incrocio che raggiungiamo anche per la sterrata (bivio4, ore 0.05 da bivio3, ore 1.45 da Moulaz). Il tracciato gps si siferisce alla sterrata.

Poco più avanti la strada si affaccia sulla Valle d'Ayas e, dopo un'ampia svolta destra, passa a monte dill'abitato di Tollegnaz. Incontriamo prima, a valle della strada, il sentiero per Ruvere (bivio5), frazione posta in corrispondenza della confluenza dei torrenti di Chasten ed Evancon, percorso che permette di accedere al vallone direttamente dal capoluogo di Challand S.A. Poco dopo intersechiamo il sentiero 1a che scende da Alpe Raala (bivio6), poi il sentiero che scende a Tollegnaz (bivio 7, ore 0.10 dal bivio4 per Leuria, ore 1.50 totali da Moulaz). Per tornare ad Allesaz proseguiamo lungo la poderale che termina poco prima di Moussanet (bivio8, ore 0.15 dal bivio7), ormai asfaltata. A questo punto non ci resta che seguire la strada asfaltata in direzione nord, arrivando all'inizio della poderale percorsa all'andata e, tralasciando la stessa, sempre lungo la comunale, alla piazzetta della cappella dal basso (ore 0.10 da Moussanet e bivio8, ore 2.15 da Alpe Moulaz).

SENTIERI ALTERNATIVI

Vi sono almeno tre percorsi alternativi che portano all'Alpe Moulaz oltre a quelli qua riportati. Sono il già citato sentiero 1A, che parte dalla sterrata per il Vallone di Chasten poco a sud del sentiero che vi sale da Tollegnaz (bivio6) e sale molto ripido con un tratto attrezzato e non molto evidente (difficoltà EE), un altro sentiero che sale dal Vallone di Chasten (preesistente all'apertura dell'1A), utilizzato ancora oggi per il bestiame quando quello da Allesaz è danneggiato da frane, che parte poco a monte del ponte in legno che collega la sterrata al vecchio sentiero (a monte del Ponte di Pietra), ma l'accesso è poco visibile e fuoriesce sulla cresta boschiva poco prima del bivio per il sent. 1B (bivio2), ed infine un ripidissimo sentiero ormai ben poco visibile che non compare sulle carte, che da Allesaz porta verso il Passo della Forchetta attraverso il Vallone di Champlong collegandosi a percorso per le Cleve di Moulaz ed a Moulaz.

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