Escursione
EC01
Vallone e Colle di Chasten
(mt. 2549)
Valle di
Ayas

Le "Dame di Challand" e la parte alta del Vallone di Chasten (26 giugno 2011)

Le "Dame di Challand" e la parte alta del Vallone di Chasten (26 giugno 2011)




Ultimo aggiornamento della pagina: 02-07-2013

Partenza: Challand Saint Anselme fraz. Tollegnaz (mt. 1034) - in alternativa fraz. Ruvere (mt. 932) o Challand S. A. Capoluogo (mt. 1040)
Difficoltà: E+ sino Alpe Merendiù, EE parte finale sino al Colle di Chasten
Periodo consigliato: giugno/settembre (consigliato giugno per la fioritura dei rododendri anche se nella parte alta verso le "Becche" possono perdurare nevai)
Dislivello: mt. 1515 da Tollegnaz al Colle di Chasten, mt. 1617 da Ruvere al Colle di Chasten, mt. 108 in discesa da Challand S.A. Capoluogo a Ruvere
Segnavia: 2 - 2A - sentieri senza numerazione, ometti, frecce gialle, segnali in legno, 22 per il tratto da Ruvere alla poderale di Chasten, 1 da Challand Capoluogo a Ruvere. Nota del 2-7-2012: il sentiero numerato come 2 attualmente dovrebbe diventare n° 11 (nuova numerazione proposta a luglio 2012 nella mappa posizionata a Quincod, fronte municipio). Il numero 2 è attribuito anche ad un sentiero che porta a Arbaz partendo dal Ru d'Arlaz.
Tempi percorrenza: da Tollegnaz a Merendiù Sup. per il sent. 2A ore 4, da Merendiù Sup. a Colle Chasten circa ore 1.20, discesa a Tollegnaz per il sentiero centrale (sent. s.n.)-sent. 2-pod.  circa ore 3. Da Challand S.A. a Ruvere ore 0.15 (in discesa/salita), da Ruvere alla pod. per Chasten circa ore 0.20 in salita, ore 0.15 in discesa. Discesa dal Colle di Chasten per il sent. 2 (Alpe Pera Picolla) a Tollegnaz circa ore 4.30. Il numero 1 era un tempo attribuito al sentiero per Moulaz da Allesaz (ora 12).
Acqua: Challand. S.A., Ruvere, Tollegnaz, A. Grun, A. Tseuc, Alpe Suoveni, Alpe Brenga Soleil, fontana dopo Alpe Tseuc, A. Merendiù sup., il vallone è ricco di corsi d'acqua e sorgenti (alimenta l'acquedotto comunale di Challand S.A.)
Note: sentieri poco segnati nella zona superiore del vallone causa scarsa frequentazione dell'area e vegetazione bassa (ginepri, rododendri, rabarbaro), nella zona del M. Nery non é infrequente imbattersi in stambecchi o camosci. La zona meriterebbe di essere valorizzata dal punto di vista escursionistico.
Precauzioni particolari: prestare attenzione ai tratti di sentiero poco evidenti e nella zona della conca detritica che precede il colle causa massi instabili e rocce friabili. Sono richiesti  un buon allenamento e la capacità di muoversi su terreno difficile con sentiero poco evidente e/o visibile a tratti.
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking impegnativo o alpinistiche, bastoncini da trekking o nordic walking, ev. ripiegabili per i tratti di pietraia prima del Colle. Sconsigliate le scarpe basse.
Tracciato GPS: tracciato n° 68 per l'anello Tollegnaz - A. Suoveni - A. Merendiù Sup.- Alpe Pra Baluard - Alpe Tseuc per i sent. 2A - sent. s.n. - 2 - pod.. Tracciato 85 per l'anello da fine pod. all'Alpe Merendiù Sup. - Colle Chasten - Biv. Cravetto - Alpe Pera Picolla per i sent. 2A e 2 (Att: per i tratti su pietraia prima del colle e dal colle al Biv. Cravetto la traccia va considerata indicativa, il percorso va individuato sul posto, le condizioni delle pietraie possono mutare nel tempo) In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: Tracciato 68 parte 1, Tracciato 68 parte 2, Tracciato 85
Foto con legenda del vallone: clicca qui
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Il Vallone di Chasten è uno dei più profondi e selvaggi della Valle d'Ayas, sito nel Comune di Challand Saint Anselme a confine con la Valle di Gressoney, stretto nella parte bassa si apre a ventaglio in quella alta con un coronamento di vette non indifferente, dalla Punta Champlong al Monte Nery (mt. 3078, massima elevazione della zona), al Mont Voghel,  alle cosidette "Dame di Challand" (dette anche semplicemente "becche"), visibili anche dalla pianura padana ovvero la Becca di Vlou (mt. 2925), la Becca Torchè (mt. 3015) e la Becca Mortens (mt. 2735). Può essere teatro di diversi itinerari escursionistici e via di accesso ad itinerari alpinistici alle suddette vette come la parete nord della Torchè ed il Mont Nery (per informazioni su quest'ultima vedere il "sito amico" www.ayastrekking.it) e possibili trekking intervallivi con i vicini valloni di La Tron e Champlong (Alpe Moulaz) oltre che con la Valle di Gressoney. Il valico è sempre stato essenzialmente di tipo pedonale, non utilizzato per gli spostamenti con il bestiame, in quanto da entrambi i lati si presenta scosceso, con un percorso essenzialmente su pietraie di massi poco stabili e richiede una certa attenzione nell'attraversamento. Dal valico si accede al Vallone di Stolen (detto anche delle Borine) ed è possibile la discesa ad Issime. Il Vallone è sicuramente uno dei più belli ed affascinanti della Valle d'Ayas soprattutto nel periodo di inizio estate quando pervangono ancora i nevai alla base delle pareti nord delle "becche", gli stessi che diedero origine alla leggenda secondo la quale nel medioevo i vallogiani erano costretti ad estenuanti corvees per ricoprire i nevai stessi in modo che con il loro riverbero non abbagliassero le damigielle che soggiornavano al Castello di Graines. Da Brusson si ha infatti un bellissimo colpo d'occhio sulle "Dame di Challand" e sul versante sinistro orografico dell'alto Vallone di Chasten, che costituiscolo lo sfondo della vallata.

Per una esplorazione completa e per la lunghezza dei percorsi è possibile effettuare l'escursione in due giorni con pernotto al Bivacco Cravetto raggiungibile attraverso il Colle di Chasten (percorso EE).

Malgrado la bellezza e l'accesso a vie alpinistiche di tutto rispetto, la zona non è molto frequentata sia per i notevoli dislivelli da valle (non sono presenti bivacchi ma è possibile utilizzare il Bivacco Cravetto) sia soprattutto per i sentieri poco evidenti e che tendono a scomparire per la presenza di cespugli e vegetazione varia (gran parte del vallone si sviluppa a quote relativamente basse, con boschi, e la presenza di molta acqua contribuisce allo sviluppo della vegetazione). Negli ultimi anni, complice forse anche l'interesse crescente di appassionati che illustrano le loro escursioni sui loro siti internet, il numero di escursionisti in cerca di un angolo intatto di Valle d'Aosta è andato un poco aumentando. Inoltre si è visto un grande aumento di presenza umana dovuto ai proprietari degli alpeggi che contribuiscono davvero a mantenere vivo il vallone, perlomeno nelle zone dove le baite sono utilizzate Sono infatti i proprietari a ricostruire ogni estate il ponticello sopra il torrente di Chasten che collega i due sentieri principali all'altezza dell'Alpe Suoveni (e a smontarlo a fine estate) e, con il passaggio di bestiame, a mantenere visibili i sentieri. In realtà la segnaletica è stata in parte ripristinata pochi anni or sono (circa nel 2007-2008) sia con l'apposizione di frecce gialle e numerazione sia con frecce lignee. In ogni caso poichè la traccia del terreno è discontinua sono richiesti una certa pratica nel localizzare il percorso quando tende a non essere visibile mentre la traccia GPS o una adeguata cartografia possono essere d'aiuto. La nuova nbumerazione dei sentieri a luglio 2012, esistente per ora solo sulla carta (con difformità dai numeri sul terreno) non è certo di aiuto (si consiglia di utilizzare la mappa OpenStreetMap, tracciata direttamente da rilievi sul terreno e pressochè completa a fine agosto 2012)

Attualmente (2011/2012) nel vallone troviamo due-tre sentieri principali ed alcuni minori, oltre alla sterrata. Nello specifico:
Sono inoltre presenti collegamenti trasversali e tracce di sentieri ormai quasi scomparsi  come il breve sentiero s.n. che da poco sopra Tseuc collega con Alpe Suoveni attraversando il ponticello smontabile sopra descritto e quello, ormai quasi scomparso che collegava Alpe Crote con Merendiù Inf. (in pratica collegava i sent. 2 e 2A). E' stato inoltre ritracciata la diramazione che da Alpe Suoveni porta all'Alpe Brenga Soleil (che proseguiva verso la superiore Alpe Molinet). Infine il Vallone di Chasten costituisce una via di accesso all'Alpe Moulaz dai sentieri 1A e 1B e da uno ormai poco visibile più antico che partiva dal ponticello che collega pod e sent. 2 poco sopra il Pont De Pera.

In caso di salita invernale (con ciaspole) occorre ricordare che nei mesi di dicembre e gennaio la parte bassa del vallone sino poco sopra Alpe Tseuc è interamente in ombra per tutta la durata del giorno, occorre fare attenzione soprattutto alla presenza di ghiaccio. La ricezione dei telefoni cellulari è buona nella parte alta del vallone, diminuisce scendendo per divenire pressochè nulla da sotto Alpe Grun sino all'uscita dal vallone.

Nella parte alta del vallone i sentieri sono visibili solo grazie a segni gialli (vecchi e scoloriti o nuovi) ed ometti in pietra che spesso il tempo (animali, movimento della neve in inverno, ecc.) tendono a crollare assumendo l'aspetto di anonimi mucchietti di sassi. Si invita chi percorre questi sentieri a contribuire alla loro visibilità, risistemando gli ometti crollati o ponendone di nuovi ove necessario.

Concludo auspicando che il Vallone di Chasten venga giustamente valorizzanto dal punto di vista escursionistico con una adeguata sistemazione dei sentieri (e non con il prolungamento della poderale come da anni vorrebbe qualcuno), magari con la costruzione di un bivacco nella parte alta per consentire escursioni di due giorni e la realizzazione di collegamenti con le valli laterali (Vallone di La Tron), in quanto trattasi di uno dei più belli ed intatti (perlomeno nella parte alta) luoghi della Valle d'Aosta. Raccomando di affrontare le escursioni con una adeguata preparazione, personalmente si cercherà in questa pagina e nella Galleria Fotografica, di dare adeguate indicazioni soprattutto per quelle zone dove è facile predere la traccia del sentiero e confondersi. Altre informazioni inerenti le escursioni nella zona si possono trovare nel già citato "sito amico" www.ayastrekking.it.

Il Vallone di Chasten è stato inserito nel censimento "I luoghi del cuore" del Fondo Ambiente Italiano alla pagina http://iluoghidelcuore.it/luoghi/aosta/challand-saint-anselme/vallone-di-chasten/81362. Potete votarlo da questa pagina (nota: è possibile votare anche per più luoghi diversi)


ITINERARIO PONTE DI PIETRA - A. SUOVENI - A. MERENDIU' SUP. (Sent. 2-2A, vedi tracciato GPS n° 68)

L'itinerario qua descritto conduce sino ad Alpe Merendiù Sup attraverso uno dei sentieri più antichi del vallone, poi caduto in disuso e ritracciato di recente con numerazione 2A (dal termine della sterrata) e 2 (a valle di essa, il sent. 2 prosegue poi per Tseuc - Sort Inf. e Pera Picolla). Il sentiero in alcuni tratti è poco visibile e, nella parte alta del vallone, può confondersi con l'erba (attenzione, se alta può nascondere le frecceie gialle sulle rocce), presenza di buche nascoste dall'erba, cespugliame vario, ecc.

Viene data la partenza da Tollegnaz, in quanto è quella più utilizzata ma è possibile anche salire da Ruvere (tramite il sent. 22 che si collega alla poderale, appena dopo il ponte sull'Evancon) o direttamente dal capoluogo di Challand S.A. (Quincod), scendendo a Ruvere per il sentiero 1 (scendere dalla via principale dinanzi il negozio di alimentari, opposto alla strada che sale alla chiesa, sino al parcheggio situato vicino al vecchio capannone in lamiera utilizzato per le manifestazioni e prendere il sentiero che scende ulteriormente alla destra del capannone, raggiunta Ruvere attraversare il ponte sull'Evancon e risalire sino alla scolta per Tollegnaz dove parte il sent. 22). Questo percorso era quello più utilizzato un tempo, quando le strade asfaltate che collegavano le frazioni non esistevano. Prevedere circa 40-50 minuti da Quincod alla poderale per Chasten.

Da Tollegnaz lasciare l'auto al piccolo parcheggio vicino cappella e parco giochi, poi salire subito un tratto di sentiero numerato (2-2A per Chasten) tra le case, poi un altro o un tratto di strada asfaltata, sino ad una fontana coperta da dove parte la tratta di sentiero che si collega con la sterrata. Raggiunta la sterrata (pod1, ore 0.10 dalla partenza) la si segue verso destra superando l'incrocio con il sent.1a per Moulaz (bivio1) e la congiunzione con il sen. 22 da Ruvere (pod2) per poi con una curva netta entrare nel vallone. Poco dopo troviamo un altro segnale (bivio2, ore 0.10 da pod1, ore 0.20 totali) che ci indica a destra, in leggera discesa, il vecchio sentiero 2-2A per il Pont De Pera / Alpe Leuria. Prendiamo questa strada e in pochi minuti raggiungiamo il bel ponte di pietra, sospeso sopra un orrido nascosto e spettacolare (Pont Pera, ore 0.05 da bivio2, ore 0.25 tot.). Superato il ponte, il sentiero prosegue sulla sinistra sempre ben evidente e in parte ancora lastricato, a fianco il torrente con cascatelle varie (poco sopra il ponte è possibile anche raggiungere l'acqua). Poco sopra si incontra una edicola votiva incastonata nella roccia, la c.d. Madonnina di Tollegnaz (Madon Toll, ore 0.05 dal Ponte di Pietra) e poi un'altra croce a memoria (memoria1) in corrispondenza di una lapide ed una diramazione che a destra porta all'Alpe Leuria. Finalmente si apre un poco il bosco ed una piccola diramazione del sentiero ci congiunge alla sterrata attraverso un ponticello in legno (ponte2, ore  dalla Madonnina, ore 0.45 dalla partenza). Prima della costruzione della sterrata il ponte costituiva il collegamento con il sentiero per Moulaz (ancora esistente ma ben nascosto, sostiuito dai più recenti 1A e 1B), dopo la costruzione della prima tratta di sterrata era invece il collegamento della poderale con il sentiero che proseguiva per gli alpeggi. Attualmente è invece l'ultima via per tornare sulla sterrata (bivio6) ed evitare il tratto di sentiero poco sopra che è poco visibile ed invaso dalle erbe anche perchè attraversa zone ricche d'aqua. Nota: nel tracciato n° 68, il ponte 1 corrisponde al Ponte di Pietra, anche se il wp è stato denominato Pont Pera.

Proseguendo sul sentiero comunque si incontrano tre manufatti in cemento dell'aquedotto, l'ultimo in corrispondenza di un ruscello (tavolato a ponte, attenzione: molto scivoloso), poi si passa a valle di una piccola baita (invisibile tra il fogliame) e con un tratto rettilineo si fuoriesce sulla sterrata in corrispondenza di un tornante (pod3, ore 0.20 dal ponte2, ore 1.05 dalla partenza). Il percorso del sentiero qua coincide con quello della sterrata sino alla fine della stessa dove uno slargo consente il parcheggio dei mezzi motorizzati autorizzati (ponte4, ore 0.15 da pod3, ore 1.20 totali). Il ponte3 si trova poco a valle del punto pod3 e lo attraverseremo in discesa. Un altro sentiero seminascosto da qua porta alla vicina Alpe Chavanisse.

A sinistra a inizio il sentiero 2A (il 2 prosegue oltre il ponte per Alpe Grun, ben visibile), sale abbastanza visibile a passa alcuni ruscelli, uno dei quali munito di fune per tenersi (rusc3, ore 0.10 dal ponte4, ore 1.30 totali). La traccia è sottile ma visibile, comunque si procede lungo il torrente (visibile il poggio su cui si trova Tseuc, dal basso) poi più nel bosco. Si passa un utimo ruscello (rusc4, attenzione sembra ci sia un'altra traccia a destra ma va comunque ignorata e termina subito). Il sentiero compie un ampio tornante in una specie di radura e diviene più ripido, passa sotto un roccione (roccia) e poi nel bosco mostra ben evidente una diramazione che va verso destra a mezzacosta, ovvero il sentiero per Alpe Brenga Soleil / Molinet. Il bivio è segnato da una coppia di cartelli in legno (dal 2012) e da una freccia gialla (bivio3, ore 0.20 dal ruscello con fune, ore 1.50 totali), si svolta a sinistra risalendo verso un prato ove troviamo le case di Alpe Suoveni (A Suoveni, mt. 1607, ore 0.05 da bivio3, ore 1.55 tot. da Tollegnaz).

Da questo alpeggio, ovvero dal lato opposto delle case rispetto al nostro punto di arrivo, è possibile tornare verso A. Tseuc se presente il ponticello sul torrente di Chasten (solitamente nel periodo in cui sono abitati gli alpeggi), la diramazione dal 2012 è individuata da un altro segnale in legno. Il sentiero 2A invece è poco visibile, prima del segnale in legno vi è una freccia 2A ma sembra indicare il sentiero che scende al torrente (che non ha numerazione). Occorre invece risalire il prato tenendosi dal lato del torrente per ritrovarlo sotto i larici. In questa fase la traccia nel bosco è abbastanza marcata anche se può esserci erba e sale ben ripida con alcuni zig-zag. Più sopra si intravede una baita dispostra trasversalmente alla pendenza e la si raggiunge dopo aver superato un piccolo fabbricato che la precede (A Ronc, mt. 1719, ore 0.20 da Alpe Suoveni, ore 2.15 totali). Si passa a valle della baita e poi si riprende la salita, sempre un po' ripida.

Poco sopra cominciano ad intravedersi le montagne che coronano la parte alta del vallone ed il colle. La traccia del sentiero però è un po' meno evidente, altena tratti ben marcati ad altri meno visibili, sino a che il bosco si apre su un prato che costituisce un altro dei punti in cui occorre un po' di attenzione. Sotto alcuni alberi si trovano dei vecchi muretti bassi (muretti, ore 0.20 da Alpe Ronc, ore 2.35 tot.) e, a sinistra, una freccia gialla (freccia2a) su una pietra ben visibile anche se lontana una 50ina di metri. Si raggiunge la freccia (che indica verso destra), dietro la quale il prato diviene quasi pianeggiante ed invaso da rabarbaro ed ortiche. Due grossi massi sono nel mezzo, sul secondo vi è un'altra freccia gialla ma è visibile in discesa, il sentiero passerebbe a fianco essi. Per evitare le ortiche tenersi comunque sulla destra salendo un po' la scarpata verso gli alberi, dove ricompaiono le tracce del sent. 2A (vedi foto). Ritrovata la traccia occorre seguirla con attenzione per quanto possibile, le frecce sono spesso un po' distanziate fra loro (non consiglio di fare questo percorso in condizioni di scarsa visibilità senza un gps). In compenso è una zona ricca di rododendri, in pratica è il primo tratto di sentiero che scende dall'Alpe Merendiù inferiore, posta poco sopra. Dopo alcune svolte ci si trova di nuovo fuori dagli alberi in corrispondenza di una pietra che indica 2a verso destra, corrispondente al bivio che in breve porta a  Merendiù Inferiore, ormai invaso dalle foglie e difficile da notare (bivio4, ore 0.30 dai muretti, ore 3.05 totali). Siamo a circa 1915 mt. Da questo punto ci troviamo sempre più vicini alle "becche" e proseguiamo verso esse (ben visibile anche la parte destra del vallone, il Mont Nery, il colle e l'Alpe La Sort Sup.) anche se la traccia sul terreno, come detto, è sempre discontinua. Ci si muove spesso su prato e cercando le frecce non sempre vicine fra loro.  Si lascia a sinistra un muretto basso, di costruzione non antica, forse a protezione della zona di Merendiù Inf (paravalan, ore 0.05 dal bivio4, ore 3.10 totali), poi di nuovo verso le vette, con il percorso finalmente meno ripido.

Alternando prati e zone di bosco ormai molto rado, rododendri e grossi massi, finalmente si fuoriesce in una conca dove possono perdurare nevai. Si seguono le tracce sempre distanziate fra loro sino ad attraversare un ruscello o nevaio se presente (rusc5, ore 0.25 dal paravalanghe, ore 3.35 totali), spostandoci verso sinistra in direzione di Merendiù Sup. ora visibile. Più avanti si torna a salire passando un altro ruscello più consistente (rusc6, ore 0.05 da rusc5, ore 3.40 totali) e poi si affronta l'ultimo tratto dove la traccia del sentiero non è molto visibile ma sono presenti anche alcuni ometti (molti abbattuti) e Merendiù Sup. scompare alla vista per poi riapparire all'ultimo momento (A Merend S, mt. 2180, ore 0.15 dal rusc6, ore 3.55 totali da Tollegnaz). L'alpeggio di Merendiù Sup. è detto anche Tramail De Merendiù (il termine tramail è utilizzato per indicare l'alpeggio più elevato, dove il bestiame era portato nei mesi centrali dell'estatate, dopo aver soggiornato e pascolato ad alpeggi più bassi, per dare modo ai pascoli di riprendersi in attesa di una nuova sosta a fine estate, prima della desarpa, si veda anche in merito la pagina del Dizionario alla voce Tramail). Poco sopra l'Alpe Merendiù Sup., in direzione delle Becche di Vlou e Torché, si trova il piccolo Laghetto di Piancettin, raggiungibile in pochi minuti risalendo il pendio erboso (spesso asciutto), originato dallo scioglimento delle nevi ai piedi delle "Dame di Challand". Nella zona di Merendiù Sup. il telefono cellulare riceve a tratti (estate 2012)

RIENTRO A VALLE DAL SENTIERO PER SORT INF. - PRA BALUARD  (sentiero s.n., vedi tracciato GPS n° 68)

Per il rientro da Merendiù Sup. possiamo prendere il sentiero non numerato (s.n.) che parte poco sotto il pianoro del Tramail. Dalle baite rintracciare una gobba del terreno dinanzi la quale spuntano alcuni larici, ad una distanza di circa 50-60mt. Il sentiero si trova in una piccola conca dinazi ad essi, prima di una zona umida, mentre il 2a prosegue ben evidente (lastricato) sulla destra in direzione del colle. Nel primo tratto la traccia è incerta, poi diviene più marcata tra i cespugli e si abbassa velocemente in un avvallamento scendendo in diagonale. Un poco più in basso si passa su una pietraia (pietraia, ore 0.15 da merendiù Sup.), poi ci si sposta prima a sx e poi a dx sino a fuoriuscire in un pianoro (piano, pochi minuti dalla pietraia), anche qua con tracce di ristagno d'acqua. La traccia prosegue sulla destra, poi verso valle sempre un po' nascosta, poi svolta a sinistra in diagonale, poi torna rettilinea verso valle ed appaiono i muri smozzicati dell'Alpe La Sort Inferiore, su un altro falsopiano cespuglioso (A Lasort I, mt.1930, ore 0.20 dalla pietraia, ore 0.35 da Merendiù Sup.). Una coppia di frecce lignee su un larice segna il bivio tra il sent. 2 (che prosegue verso sinistra per La Sort Sup. e Pera Piccola) e quello senza numero sinora percorso. La freccia è ben visibile salendo, resta un po nascosta sulla destra scendendo. La traccia in questa zona però pare perdersi, occorre spostarsi a sinistra verso valle lungo il terreno che declina verso il torrente per ritrovarla un po' più in basso senza puntare verso il corso d'acqua (si riprende il sent. 2). Nella zona di La Sort Inf. il telefono cellulare riceve a tratti (estate 2012).

Nuovamente fra cespugli, da qua il percorso si fa un po' problematico per la scivolosità del fondo: le pietre quando presenti sembrano disposte proprio per fare scivolare, coperte dalla vegetazione (attenzione alle buche) e da aghi di pino. Si scende spostandosi in diagonale e con alcuni piccoli tornanti ai pochi muretti rimasti che segnano la posizione dell'Alpe Crote (A Crote, mt. 1843, ore 0.15 da La Sort Inf., ore 0.50 da Merendiù Sup.). Da questa posizione era possibile traversare sulla sinistra sino a Merendiù Inf. (ben visibile dall'alto addossata alle rocce) ma la traccia è pressochè scomparsa tra cespugli ed ontani. Si riprende a scendere oltre le case (sempre scivoloso, fare attenzione) ove il sentiero nel 2012 è stato un po' ripulito ma presenta sempre un fondo di pietre malmesse, il bosco resta sempre abbastanza aperto.Si giunge così ad intravedere l'Alpe Pra Baluard fra le case, preannunciata da una coppia di ruscelli (rusc7 e rusc8). Superati questi si giunge alla baita ristrutturata di Pra Baluard, alla confluenza di due torrenti maggiori (Pra Baluar, mt. 1705, ore 0.30 da Alpe Crote, ore 1.20 da Merendiù Sup.).

Si passa dinanzi alle case e si attraversa un altro torrente su un ponte di tronchi (ponte5), poi si piega a sinistra per scendere così lungo il versante destro del Torrente di Chasten. Ci si abbassa lentamente, quasi in piano, superando alcune anse, per giungere ad una fontana isolata nel bosco in corrispondenza del bivio con il raccordo che porta all'Alpe Suoveni, visibile sulla sinistra su suo poggio (bivio5, ore 0.15 da Pra Baluard, ore 1.35 da Merendiù Sup.). Volendo è possibile tornare sul sentiero 2A da questa strada (se presente il ponte che viene montato nei mesi estivi) e scendere direttamente al termine della sterrata (2 e 2A sono collegati da un breve tratto di sentiero non numerato).

Proseguiamo invece sul percorso del sent. 2 sino alla vicina Alpe Tseuc (A Tseuc, mt.1548, ore 0.15 dalla fontana del bivio5, ore 1.50 da Merendiù Sup.). Anche qua è possibile approvvigionarsi d'acqua, la fontana è posta a fianco il crotin che è la prima baita che si incontra. Il sentiero passa dinanzi le case disposte come aggrappate al terreno scosceso sulla destra per lasciare il massimo spazio possibile al pascolo (vi è un'altra traccia che passa dietro alle case e si ricongiunge al nostro percorso appena oltre esse). Si prosegue nel bosco con alcuni tornanti per giungere all'Alpe Grun dal lato a monte, dove c'è un piccolo ruscello e si può vedere in basso la sterrata che termina (è l'ultimo punto dove i telefoni cellulari funzionano a tratti prima del black out sino all'uscita del vallone). Alpe Grun (A Grun, mt 1510, ore 0.10 da A Tseuc, ore 2.00 da Merendiù Sup.) è formata da un gruppo di baite restaurate, una ormai crollata dinanzi esse ed un crotin anch'esso che meriterebbe di essere risistemato situato dalla parte opposta rispetto al sentiero per Tseuc, dove vi è una fontana e parte il sent. 1b per Alpe Moulaz.

Scendiamo dinazani alle case di Grun, per l'ultimo tratto del sentiero, passando a fianco un grosso masso dove vi è un altro memoriale (memoria2) sino al ponte sul torrente di Chasten visto all'andata (ponte4, ore 0.10 da Alpe Grun, ore 2.10 da Merendiù sup.), dove ha termine la poderale e parte il sent. 2a. Da qua il tracciato segue essenzialmente la sterrata, a meno di non voler ritornare sul vecchio sentiero già percorso in salita.  Superata la congiunzione con quel che resta del sentiero (pod3) si attraversa un ponte in legno sulla sterrata (ponte3, ore 0.15 da ponte4, ore 2.25 da Merendiù Sup.) e poco dopo il bivio per il ponticello in legno (bivio6, ore 0.10 da ponte3, ore 2.35 da Merendiù Sup.) che riporta nuovamente sul sentiero (ponte2). La strada compie ancora un tornate, poi si tiene sul lato destro del vallone con un'ampia curva a sinistra sino al bivio per il Pont De Pera (bivio2, ore 0.10 da bivio6, ore 2.45 da Merendiù Sup.). Poco dopo si fuoriesce dal vallone e ci si affaccia sulla valle. Seguendo il percorso dell'andata (svolta per Tollegnaz al sentiero in pod1), si giunge al punto di partenza (Tollegnaz, ore 0.20 da bivio2, ore 3.05 da Merendiù Sup.). Proseguendo sulla strada (da qua asfaltata) si arriva sulla comunale poco prima di Allesaz.

PROLUNGAMENTO DA MERENDIU' SUP. AL COLLE DI CHASTEN e Biv. CRAVETTO (sent. 2A, vedi tracciato GPS n° 85, att.: alcuni wp hanno nomi dversi da quelli di altri tracciati stessa zona)

La salita al Colle di Chasten può avvenire raggiungendo Merendiù Sup. per il sent. 2-s.n. o per il sent. 2A qua descritto. E' inoltre possibile salire da Alpe La Sort Inf. a La Sort Sup. e Pera Piccola (o Pera Picòlla), seguendo le tracce del sentiero 2 e da qua tornare verso il colle ma poichè questo sentiero in parte è poco visibile, è preferibile utilizzarlo come percorso per la discesa.

Da Merendiù Superiore si prende il sentiero ben evidente e lastricato che sale in direzione del colle seguendo la numerazione 2A realizzata pochi anni or sono, ben visibile. Il percorso inizialmente è abbastanza evidente, più avanti lo diviene meno, allontanandosi da Merendiù Superiore. Occorre prestare attenzione a quando devia verso destra, ossia prende a salire alcune gobbe erbose (solo ometti), poichè proseguendo ci si collega direttamente al sentiero 2 per Pera Picolla ("vecchia traccia" nello schema del percorso GPS n° 85, ma sul terreno è ben poco visibile). Oltre all'osservazione di ometti e segni gialli sul terreno, la traccia gps o la mappa su gps in questo caso possono essere di aiuto per non abbassarsi troppo al di sotto del bivio per il colle. Tale bivio si raggiunge subito dopo che il sentiero (o quello che dovrebbe essere tale) interseca un ruscello di dimenzioni maggiori degli altri (ruscello2, ore 0.45 da Merendiù Sup.). Il bivio è evidenziato da una pietra con freccia a sinistra numerata 2, mentre sulla destra vediamo un avvallamento, percorso da ruscello (bivio3). Att: sulla sulla pietra numerata, una freccia indica di salire a destra per il canalino, la vera traccia è sinistra, poi devia sulla gobba erbosa verso destra.

Si prosegue oltre al bivio, nella direzione opposta a quella da cui proveniamo, per salire alcune gobbe e poi svoltare a destra sempre seguendo ometti e poche tracce. Si tratta di risalire per prati una dorsale erbosa puntando in direzione del fianco sinistro (guardando) del colle che comincia ad essere vicino. Dopo alcune gobbe, la traccia si sposta più a destra ad aggirare una grande conca detritica, costituente gli accumuli delle frane che si staccano dalle pareti circostanti. Superiamo una prima pietraia di massi stabili, con traccia ben evidente, e poi una seconda, di pietre più piccole che ci porta così alla base del pinnacolo roccioso a sinistra (guardando) del Colle di Chasten (qua la traccia si abbassa un poco e, se guardiamo con attenzione, vediamo una freccia gialla su una roccia che punta in alto a destra).

Da questo punto (basepietra, ore 0.25 dal bivio3, ore 1.10 da Merendiù Sup.) occorre risalire la pietraia a grossi blocchi secondo un percorso che va individuato di volta in volta, poichè le condizioni della pietraia mutano nel tempo. Non è infatti possibile relizzare un sentiero (o, se è stato fatto, non ha una durata lunga per via dei movimenti dei massi) ma indicativamente la pietraia va risalita in diagonale, sino ad una seconda freccia su un masso posto sul bordo sinistro (visibile però in discesa) dalla quale si vede una piccola traccia erbosa non ripida che ci porta al colle vero e proprio. Attenzione: se si arriva troppo bassi sotto la seconda freccia ci si trova in una zona friabile, di pietre piccole e sabbia, che tendono a franare sotto il peso (estate 2012), megli tenersi più verso il centro. La pietraia va risalita in gran parte con le mani (riporre i bastoncini se possibile nello zaino che deve essere ben bilanciato) e facendo attenzione che i massi su cui ci si appoggia o aggrappa siano stabili. E' bene anche tenersi distanziati se in gruppo, onde evitare di fare rotolare qualche pietra su chi ci segue e non stare troppo vicini alle pareti laterali della gola. Quando si arriva in cima lo spazio è veramente ristretto (ColChasten, ore 0.15 dalla base della pietraia basepietra, ore 1.25 da Alpe Merendiù Sup.).

Attenzione: la traccia GPS n° 85 nel tratto di pietraia e nel tratto di discesa verso il Biv. Cravetto sino alla base dell'ultimo pendio ripido è da considerarsi abbastanza indicativa, il percorso va individuato sul posto !

Visibili dal Colle il fianco del M. Nery ed il Bivacco Cravetto, indicato anche da alcune bandiere, sulla sinistra seminascosto fra i massi. Per scendere al Bivacco Cravetto occorre cautela anche da questo lato, poichè il percorso è molto ripido. Non c'é una pietraia come dal lato di Challand, ma un prato molto scivoloso percorso da un accumolo detritico di sassi di dimensioni più contenute ma per questo meno stabili. Il tipo di roccia però non è scivoloso, occorre comunque scendere con prudenza, scegliendo di passere per zone di prato o pietraia sino alla base della rampa che precede il colle ove traversare senza abbassarsi  ulteriormente (qua le dimensioni dei blocchi aumentano). L'avvallamento prosegue infatti vero il basso, con tracce di sentiero, molto labili, che costituiscono il n° 2 di Issime e scendono agli alpeggi più a valle lasciando il bivacco sulla sinistra. Traversato verso sinistra si rintracciano altri ometti e segni gialli (sent. 2C di Issime, segnavia nel 2012 in gran parte scoloriti), si superano alcune gobbe ed avvallamenti sino ad arrivare la Bivacco Cravetto che finalmente torna visibile dal retro (Biv. Cravet, ore 0.30 dal Colle di Chasten, ore 1.55 da Merendiù Sup.).

RIENTRO AL COLLE DI CHASTEN E DISCESA A VALLE PER ALPE PERA PICOLLA (sent. 2, vedi tracciato GPS n° 85)

Dal Bivacco Cravetto si torna al Colle di Chasten per la stessa strada, seguendo per quanto possibile gli ometti ed i segni gialli, traversando poi alla base delle colate di detriti e risalendo il ripido pendio erboso con pietraie (0.30 dal Biv. Cravetto). Prestare attenzione alla scivolosità dell'erba, specie se umida, in ogni caso la salita si rivela molto faticosa. Raggiunto il colle si scende con grande cautela la pietraia secondo il percorso dell'andata, una freccia gialla ben visibile su un masso posto sul lato sinistro  (guardando verso Challand) suggerisce il cammino in diagonale sino a raggiungere la base del pinnacolo roccioso da cui parte la traccia di snetiero (freccia gialla, basepietra, ore 0.15 dal Colle, ore 0.45 dal Biv. Cravetto). Anche nella fase di discesa è importante non sbilanciarsi, prestare attenzione ad eventuali massi instabili su cui appoggiarsi, eventualmente si scende sedendosi sui massi per avere maggior visibilità e baricentro basso, riporre i bastoncini nello zaino e non muovere sassi che possono rotolare a valle (stare distanziati). In questi casi il problema maggiore è il grande sforzo sulle articolazioni delle gambe.

Dalla base del pinnacolo si scende a valle lungo il percorso di salita che segue la dorsale erbosa sino alla zona del bivio sent. 2/2A (bivio3, ore 0.25 da basepietra, ore 1.10 dal Biv. Cravetto). In questa fase il problema maggiore sono individuare la traccia (ma gli ometti in discesa sono più visibili), la scivolosità del prato e la presenza di buchi che possono provocare affaticamento e storture (problema che si aggrava nei tratti in cui sono presenti anche cespugli bassi come rododendri e mirtilli). Svoltando a destra al bivio si percorre un primo tratto piano a mezzacosta e poi ci si abbassa decisamente seguendo una traccia appena accennata ed ometti abbastanza evidenti con bolli gialli, sino ad un poggio su cui troviamo un ometto isolato (ometto-pog, ore 0.10 dal bivio3, ore 1.20 dal Biv. Cravetto). In questa zona dovrebbe ricollegarsi la "vecchia traccia" per Merendiù Sup. già menzionata. Superato l'ometto il sentiero piega deciso a destra aggirando un avvallamento sino a risalire leggermente dall'altro lato, supera una grande placca rocciosa piatta (visibile anche da fondovalle) e prosegue in leggera discesa sino a diventare una vecchia ma evidente mulattiera lastricata che arriva finalmente alle baite di Alpe Pera Picolla dall'alto, riconoscibili perchè costruite attorno ad un grosso masso (A Pera Pic, ore 0.35 dall'ometto sul poggio, ore 1.55 dal Biv. Cravetto, ore 1.25 dal Colle di Chasten).

Il sentiero prosegue oltre le baite, nella stessa direzione approssimativa di quello che vi arriva (senza che si debba passare dinanzi ad esse cioè), la traccia è appena evidente e sembra puntare una grossa pietraia, in realtà devia a sinistra verso valle (per la massima pendenza) appena prima di essa. Da qua il percorso diviene totalmente su prato, il solco nel terreno compare solo di tanto in tanto ed occorre seguire gli ometti distanziati fra loro (anche per la scarsità di pietre, si trovano a volte su grossi massi). Più a valle il percorso torna un po' evidente come solco nel terreno, compie alcuni tornati e raggiunge i primi larici. Ormai marcato sotto essi, scende verso sinistra a superare un torrente (ruscello3, ore 0.25 da Alpe Pera Picolla, ore 2.20 dal Bivacco Cravetto). Passato il ruscello ci si sposta sulla destra in un falsopiano con delle gobbe che lambiscono il percorso del torrente, stando appena a sinistra di esse, le tracce sono appena accennate e più di una parallele, superata una svolta si arriva finalmente all'Alpe La Sort Superiore (A La Sort S, ore 0.10 dal ruscello3, ore 2.30 dal Biv. Cravetto).

Anche queste baite, come quelle di Pera Picolla, sono abbandonate ed in cattive condizioni. Il percorso è ben evidente trattandosi di una larga mulatteria anche se ormai poco utilizzata, svolta nuovamente a compiere un'ampia curva a sinistra e si abbassa nei prati a valle dell'alpeggio, poi supera un altro ruscello (ruscello4), si perde un poco la traccia in una zona umida di rigagnoli e fuoriesce sul pianoro dell'alpe La Sort Inferiore in corrispondenza del segnale ligneo per Pera Picolla (bivio4, A La Sort I, ore 0.15 da La Sort Superiore, ore 2.45 dal Biv. Cravetto, ore 2.15 dal Colle di Chasten).

Da La Sort Inf. si scende a Pra Baluard, Tseuc e Grun come descritto già in precedenza, prevedere circa ore 1.45 da Sort Inf. sino al termine della poderale/ponte4 e ulteriori ore 1.30 sino a Tollegnaz per un totale di ore 4.30 dal Biv. Cravetto e ore 4.00 dal Colle di Chasten).

VARIANTE PER ALPE BRENGA SOLEIL (sent. 2A)

Una veloce variante alla salita a Merendiù Superiore dal sent. 2A si ha svoltando a destra al bivio segnalato da un cartello in legno posto alla base del prato dell'Alpe Suoveni. Questo sentiero, senza numerazione, conduce in circa 20-25 minuti all'Alpe Brenga Soleil (mt. 1650) ristrutturata nel 2010 (della seconda baita restano solo parte dei mutri perimetrali) che si trova appartata su un prato posto a metà salita di un valloncello laterale. Il percorso nella zona del bivio è inizialmente poco evidente, poi diventa un bel sentierino nel bosco (mantenuto pulito dai proprietari dell'alpeggio che lo abitano nella stagione estiva) che, con alcuni saliscendi ed un paio di tornanti raggiunge l'alpeggio offrendo una bella veduta verso la zona di Tseuc e Suoveni. Dall'alpeggio la vista verso valle è un po' chiusa mentre sono visibili il Gran Combin ed il M. Zerbion. Il sentiero dovrebbe proseguire ancora, ripido nel bosco, sino alla piccola Alpe Molinet situata a mt. 1860 circa. Tale percorso è purtroppo ben poco visibile ad andrebbe ritracciato.

Un itinerario consigliato ad inizio stagione (una specie di anello nella parte bassa del vallone") può essere la salita sino a fine sterrata, prosecuzione sino al bivio per Alpe Brenga Soleil, discesa per lo stesso sentiero sino al bivio, salita alle sovrastanti baite dell'Alpe Suoveni, collegamento con il sentiero 2 dal ponte scendendo oltre le case verso il torrente (in direzione del colle ma è segnalato ed evidente) e discesa per il sent. 2 a Tseuc e Grun, e ritorno alla fine sterrata, da qua poi si scende a valle lungo la sterrata o per i tratti del sent. 2 già menzionati in questa pagina. In alternativa si può salire anche sino a Pra Baluard per il sent. 2.

NOTA:: il ponte in legno sul torrente di Chasten che consente il collegamento fra sent. 2 e sent. 2A presso Alpe Suoveni viene smontato a fine estate e rimontato all'inizio di quella successiva dai propietari degli alpeggi, onde evitare che venga distrutto dalle valanghe. Nel caso che il ponte non sia presente occorre rinunciare a completare l'anello e scendere secondo il percorso di salita.

N.B.:questo sito non utilizza cookies in nessun modo, per maggiori informazioni vedere la pagina Informativa cookies

*

Attenzione: questa pagina fa parte del sito www.msmountain.it. Se stai leggendo questa pagina, o parte del suo contenuto, in un altro sito, o se trovi la stessa pagina priva di questa dicitura, si tratta di una riproduzione non autorizzata il cui contenuto può anche differire dalla pagina originale. Eventualmente puoi segnalare la pagina sospetta al webmaster - (c) 2015 - www.msmountain.it - Tutti i diritti riservati, nessun contenuto di questa pagina può essere riprodotto senza autorizzazione. Per informazioni sul copyright vedi Nota del webmaster.

Galleria fotografica dell'escursione pag. 1
Galleria fotografica dell'escursione pag. 2
Escursioni Gallerie fotografiche Rifugi e bivacchi Mappe schematiche

*

Avic Images Ayas Voyages Around my world Appunti e varie
Home Page