Escursione
EB06
Laghi di Estoul (mt. 2535)
Punta Valnera (mt. 2754)
Bocchette di Eclou (mt. 2522)
Valle di
Ayas

La Punta Valnera dai Laghetti di Valnera (23 settembre 2007)

La Punta Valnera dai Laghetti di Valnera (13 agosto 2011)



Ultimo aggiornamento della pagina: 16-08-2011

Partenza: Brusson - Parcheggio Fraz. Estoul (mt. 1850)
Difficoltà: E (sino ai Laghi di Estoul ed al "colletto") / E+ (dal colletto alla vetta e/o variante alle Bocchette di Eclou)
Periodo consigliato: giugno/settembre
Segnavia: 6A-6B, 13 (vecchio, in verde, pressochè scomparso), qualche vecchia freccia verde, segni gialli ed ometti sino in vetta, 5 dal colletto al Rif. Arp e ad Estoul.
Dislivello: mt. 904 da Estoul alla Punta Valnera, mt. 672 da Estoul alle Bocchette di Eclou
Tempi percorrenza:  salita da Estoul alla Punta Valnera ore 2.40, discesa ore 2.15. La variante alle Bocchette di Eclou richiede circa 20 minuti aggiuntivi di salita e 15 di discesa
Acqua: fonte a mt. 2372 (fontana fredda), Rif. Arp, ruscelli vari, Case Palasina
Note: itinerario circolare che non presenta difficoltà particolari sino al "colletto" e nel tratto di discesa dallo stesso verso il Rif. Arp, dal colletto alla vetta (e ritorno) occorre prestare attenzione al terreno ripido e friabile (per questo motivo viene qua indicato come E+). Le Bocchette di Eclou si trovano su un percorso collaterale.
Precauzioni particolari: fare attenzione nel tratto fra il "colletto" e la vetta in quanto si svolge lungo una cresta ripida e su terreno friabile con sfasciumi, può essere utile aiutarsi con le mani. Tratti di sfasciumi (facili) per le Bocchette di Eclou.
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking medio, bastoncini da trekking (ev. ripiegabili)
Tracciato GPS: tracciato 19 . In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: tracciato 19
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Questo itinerario, a cui personalmente sono affezionato, può essere considerato una via di accesso al Rif. Arp alternativa al percorso tradizionale (vedi escursione EB03), seguendo un percorso un poco più lungo che conduce ad una delle vette della zona, a  più di 2700 mt che permette un panorama sia sul vallone di Palasina sia sulla zona dei Laghi di Estoul (altra possibile meta). Il ritorno per il sentiero che scende al Rifugio Arp, ci porta a compiere un intero anello attorno al Monte Bieteron, lungo circa 12 Km. Ovviamente il percorso qua riportato può essere effettuato anche in senso contrario; la salita dal versante dei Laghi di Estoul può essere più indicata quando si voglia arrivare al rifugio nel pomeriggio per pernottare o semplicemente per fare tappa in fase di discesa. Nell'estate 2009 il sentiero è stato oggetto di interventi di ripristino e i segnavia sono attualmente ben evidenti.

La variante alle Bocchette di Eclou comporta un modesto prolungamento del percorso e consente di affacciarsi sulla Valle di Gressoney. E' possibile dalle Bocchette ritornare sul sentiero principale per Punta Valnera traversando in quota ma personalmente sconsiglio questo percorso in quanto non vi è traccia ed il pendio è molto ripido, o proseguire direttamente per la vetta seguendo la cresta (difficoltà EE con alcuni passaggi di arrampicata nel tratto terminale).


ITINERARIO (sent. 5A-6B, tracciato GSP n° 19

Salire ad Estoul, frazione di Brusson raggiungibile in auto svoltando a dx verso l'uscita del paese, seguendo le indicazioni per gli impianti sciistici di Palasina. Dopo il villaggio troviamo sulla sinistra (più alto rispetto la strada) un ampio parcheggio che nei periodi estivi come in quelli invernali risulta spesso affollato. Da questo parcheggio (waypoint Estoul) parte una strada interpoderale sterrata, spesso tagliata attraversando direttamente il bosco, che sale verso sinistra e mostra, dopo una bella casa ristrutturata ai bordi di un ampio prato pianeggiate, un primo bivio (bivio1). Svoltare a destra e seguire la strada sino ad un secondo bivio (bivio2) a circa 10 minuti dal parcheggio, ove sono possibili due alternative. A sinistra, come nel mio percorso GPS, si segue un ramo di poderale che si abbandona presto in un'ampia zona disboscata (disboscata ancor di più nel corso del 2006-2007 onde realizzare nuovi impianti sciistici), per svoltare a destra (bivio3) a salire seguendo le tracce del vecchio sentiero (segnali 5-5A-5B-6 dipinti su un sasso piatto rasoterra) che si confonde in quella che ormai sembra essere divenuta l'ennesima pista da sci per ricollegarsi più sopra alla poderale (questo tratto di percorso è comunque abbastanza ripido e le gambe ne risentono solitamente sia in fase di salita che di discesa,a fine escursione). A circa metà della salita prestare attenzione ad un sentierino che si inoltra sulla destra nel bosco, in diagonale, evidenziato un tempo da una pietra riportante un ormai scolorito n° 13 verde con la scritta Laghi (tale pietra,a terra negli anni scorsi, era stata raddrizzata nella primavera del 2007, ma a settembre l'ho trovata oltre che abbattuta, spezzata a metà, nel 2008 comunque c'era ancora), ora segnato da una pietra verticale con numeri neri su fondo giallo (seguire a dx 6A-6B). Questo bivio (bivio13, mt. 1939 a circa 15 minuti dalla partenza), ci porta a salire il bosco in modo abbastanza diretto sino ad intersecare poco più in altro la strada poderale (poderale, ore 0.20 dal parcheggio). Se al bivio 2 avessimo svoltato a destra, la poderale, con un,ampia curva ci avrebbe comunque riportati a questo punto. In ogni caso occorre adesso seguire il vecchio sentiero che prosegue nel bosco, sempre con andamento rettilineo (segnale 6A-6B su una pietra verticale appena sopra la strada). Si prosegue in un bosco di abeti e larici sino a quando lo stesso si fa più raro ed il sentiero prende a fare un'ampia curva verso destra ad aggirare le propaggini del M. Bieteron, con ampie vedute sui pascoli sottostanti, sulla zona del M. Nery e del Vallone di Froudiere e sul percorso iniziale sino al parcheggio da cui eravamo partiti. Personalmente trovo questa parte del percorso una delle più belle. Proseguiamo a mezzacosta sino a quando, con una curva a sinistra, ci immettiamo nel vallone stretto fra le pendici del M. Bieteron e del M. Ciosè, al quale il sentiero sembra puntare. I larici si fanno più radi sino a sparire quasi completamente e, a circa ore 0.55 dalla partenza, usciamo dal bosco.

Ormai siamo in una zona solo di pascoli, si svolta verso destra e ci si trova su di un ampio falsopiano (waypoint pianoro, mt. 2158, a circa ore 1 dalla partenza) attraversato da un ruscello che proviene dai Laghi di Estoul (ruscello1, mt. 2167). Attraversato lo stesso, il sentiero diviene meno evidente fra le erbe, ma basta puntare direttamente verso un larice isolato che ci guarda dall'alto per ritrovarlo. Dopo di esso si sale sempre seguendo una traccia abbastanza evidente, ed alcuni ometti, salendo altre gobbe sino ad un secondo spiazzo pianeggiante ed acquitrinoso e ad una terza conca pianeggiante più ampia, una vera e propria valletta attraversata dal ruscello emissario dei laghi e da un altro sorgivo che fuoriesce dal terreno poco sotto al nostro sentiero (fontefred, mt. 2372 a 1.25 dalla partenza, 35 minuti dal ruscello1). L'indicazione Fontana Fredda è dipinta su di un sasso in verde, come i vecchi segnali. Annoto comunque che durante la mia escursione del 23 settembre 2007 ho notato la presenza sulla cresta fra le Bocchette di Eclou e la Punta Valnera di un container utilizzato dagli operai del Corpo Forestale, segno che nella zona sono in fase di sistemazione la segnaletica ed i sentieri (cosa confermata da lavori evidenti sulle rocce e da nuovi ometti nel tratto che dal colletto scende verso il rifugio). Nel 2011 tale container è ancora presente ma il sentiero non pare essere molto evidente (vedi Variante - Bocchette di Eclou), segno che i lavori di sistemazione sono stati interrotti.

Superata la piccola valletta con fonte, il sentiero si sposta sinistra ad attraversare l'altro ramo del torrente (ruscello2, mt. 2375, pochi minuti dalla Fontana Fredda), sale su terreno sempre più arido e giunge in breve al primo dei Laghi di Estoul (Lgest1, mt. 2423 a ore 1.40 dalla partenza, 15 minuti dalla Fontana Fredda). Tale laghetto si trova in un avvallamento circondato a destra dalle propaggini del M. Ciosè e da una serie di roccioni (gendarmi) che vanno a formare le Bocchette di Eclou, piccole finestre naturali che si affacciano sulla Valle di Gressoney. 

Per raggiungere il secondo Lago di Estoul occorre svoltare a sinistra e salire, sempre seguendo ometti e tracce sull'erba, un ampio falsopiano che culmina in una gobba a collinetta e poi si abbassa nuovamente in corrispondenza del lago (Lgest2, mt. 2457 a ore 1.45 dalla partenza, meno di 10 minuti dal Lago inf.). Il lago si presenta abbastanza ampio, ma con una strozzatura nel mezzo dovuta ad una penisola che lo divide in due parti di ampiezza pressochè simile. In questa zona l'acqua è poco profonda, tanto da permettere (a fine stagione, forse non nel momento del disgelo), di attraversarlo a guado, come ha mostrato una lunga fila di mucchequando io sono salito a settembre 2007. Senza guadare il lago, per riprendere il percorso verso la vetta, lo aggiriamo dal lato destro, sino ad arrivare all'incirca dalla parte opposta della strozzarura, in una zona di grossi massi (segni gialli ed ometti). In questa zona è facile rintracciare il sentiero. Si riprende così a salire, in modo abbastanza ripido, mentre lo sguardo inizia a spaziare sulla conca dei laghi e sul M. Ciosè, oltre che sui più lontani M. Nery e Dame di Challand. La pendanza diminuisce un poco sino a farci trovare su un ampio falsopiano (se così lo possiamo chiamare perché è ben poco pianeggiante) sui cui domina la vetta della Punta Valnera (poco pronunciata da questo lato, in verità) e sulla sinistra il colletto che la separa dalla cresta nord del Bieteron. In questa zona dovrebbe giungere a raccordarsi il tratto di sentiero 6B (ora scomparso) proveniente dalle Bocchette (in realtà è presente un ometto spostato verso destra, lateralmente al percorso, che segnava questo tracciato). Una freccia gialla su di un masso individua l'ultimo tratto di salita ripido prima del colletto (waypoint iniziosali, mt. 2583, a ore 2.05 dalla partenza, ore0.25 dal Lago sup.), che raggiungeremo quando il sentiero prende a piegare decisamente a sinistra. Il colletto (colletto, mt. 2689, ore 2.25 dalla partenza, ore 0.20 da iniziosali), è poco più che una breve cresta rocciosa, con segnie numeri  gialli dipinti su roccia, fra la Punta Valnera e il M. Bieteron.

Dal colletto la cima è a portata di mano, basta seguire la cresta inizialmente erbosa, poi su terreno friabile e roccette rossastre in parte frammentate. Ci si tiene sempre sul filo di cresta, inizialmente erboso, poi diviene friabile (attenzione a metà salita occorre salire su pietre lunghe e piatte), poi con pietre rotte ma più stabile e più ripido verso la sommità. Dopo un ometto tozzo, nella parte terminale il sentiero è una traccia fra le rocce con alcuni gradini poco sotto la vetta che in discesa possono essere un po' nascosti dalle rocce (non seguire altre tracce), può essere utile anche aiutarsi con le mani se capita di prendere per passaggi meno facili. La vetta si raggiunge poco dopo in circa 10-15 minuti dal colletto (Pvalnr, mt. 2759 sul GPS, ore 2.45 dalla partenza). Un tozzo ometto in pietre individua la vetta, non vi sono né croci né libro di vetta (sino al 2007 o 2008 l'ometto era però sulla destra, poi è stato realizzato quello attuale). Dalla vetta il panorama, rispetto a quello del colletto, è ampliato e spazia oltre che sul vallone dei Laghi di Estoul, su quello di Palasina e sulla conca del Rif. Arp, oltre che sulla zona della Punta Valfredda e sul lontano Corno Vitello. Sono visibili parte del M. Rosa (la capanna regina Margherita) e della valle di Gressoney, oltre che la Valle d'Ayas, in parte nascosta dal vicino M. Bieteron. E' visibile anche la cresta est che può essere risalita proveniendo dalle Bocchette. Nella salita alla vetta, dopo il colletto, i bastoncini possono intralciare.

RIENTRO

Stessa via sino al colletto, individuando i gradini e la traccia più marcata (e facile) sino all'ometto sotto la vetta, e poi con cautela, soprattutto nei tratti friabili già citati. Evitare di scendere per tracce che possono trarre in inganno (ma nel 2011 la traccia sicura è ben evidente).

Rientrati al colletto (circa 10 minuti dalla vetta), scendiamo nella conca sottostante (utile riparo per soste pranzo) da lato verso Palasina. Questa zona è abbastanza sassosa ed il sentiero, scendendo, verrà ad attraversare un'ampia pietraia alla base della parete ovest della Valnera. In questa zona, come detto, sono stati ripristinati ometti in pietra di recente, in ogni caso il sentiero non presenta problemi. Passata la pietraia ed un piccolo avvallemento si scende in una zona di piccoli specchi d'acqua indicati talvolta come Laghetti di Valnera (v. foto a inizio di questa pagina), ma spesso asciutti o quasi già in estate (Lvalnr, mt. 2615, a ore 0.20 dalla vetta). Da questo lato la Punta Valnera mostra forse il suo lato più arcigno. Scendendo ulteriormente si raggiunge la zona del ruscello che è stata seguita come traccia per la salita alla Punta Valfredda nella mia escursione del 10 giugno 2007, zona anche dove troviamo caratteristici ometti tozzi con una pietra a punta in cima. Si devia verso sinistra, in direzione del rifugio, e si attraversa una zona di pietraia (altro piccolo specchio d'acqua o comunque aree di pietre annerite dal limo quando l'acqua non è presente), poi finalmente ricompare un'area verde di pascolo. Il sentiero scende a mezzacosta passando vicino ad un masso su muretti che forma un piccolo crotin, passa un ruscello (che troveremo poi scendendo dall'Arp per la strada poderale), raggiunge la Palestra di Roccia settore bambini (dove si stacca il sentiero 5e che da accesso alle altre pareti attrezzate) e giunge al rifugio da dietro esso (Rifarp, mt. 2436 a circa ore 0.55-1 dalla vetta).

Il rientro dal Rifugio Arp non presenta problemi (maggiori dettagli nella descrizione dell'escursione EB03 al Rifugio Arp), si scende la poderale dinanzi al rifugio prima ripida e poi pianeggiante sino al bivio bivio-pala per i Laghi di Palasina (questo tratto è numerato 5f), dopodiché seguendo sempre la poderale passiamo dal bivio per il Lago Litteran (bivio-lit, mt. 2179, a circa 1.35-1.40 dalla vetta) poi si passano alcuni tornanti (eventualmente tagliandoli per le tracce del sentiero) sino a lasciare la poderale verso il bivio-13 oppure seguendola per ritrovare il percorso iniziale nel bivio2, poi si raggiunge il parcheggio di Estoul in circa ore 1.20 dal rifugio (ore 2.15 totali, con un percorso complessivo di circa 12 Km).

VARIANTE: BOCCHETTE DI ECLOU (dificoltà E+, sent. 6B, no tracciato GPS)

Per raggiungere le Bocchette di Eclou occorre svoltare a destra in corrispondenza dell'emissario del Lago Inferiore (segnale 6B su pietra) e proseguire verso diritti verso la parete rocciosa appena a destra delle Bocchette, seguendo tracce ed ometti tozzi. Appena sotto la parete c'è una traccia marcata che sale a sinistra seguendo la base della parete stessa, passa sotto le bocchette sino al Colletto vero e proprio (circa 15-20 minuti dal Lago Inf. di Estoul), il terreno è sassoso, con sfasciumi ma non particolarmente difficile, il colletto invece è panoramico verso Gressoney S.J., presenta il ripido sentiero 4 che sale da Gressoney S.J. e prosegue verso la cresta ed il container della forestale.

RIENTRO PER ITINERARIO DALLE BOCCHETTE DI ECLOU

Stessa via sino al Lago Inf. di Estoul in 10-15 minuti. Sebbene sul alcune carte sia presente un sentiero che taglia il pendio e si ricollega al percorso per il colletto della Punta Valnera (era il sent. 6B che proseguiva) attualmente (2011) questo percorso è SCONSIGLIATO in quanto, dopo il tratto iniziale che si abbassa dalla cresta ad aggirare una piccola cima, la traccia è inesistente (anche se forse resta qualche raro ometto) e ci si trova a traversare su un pendio ripidissimo, con terreno prima friabile e poi ricoperto di scivolose erbe oline, con l'unico riferimento visivo del sentiero 6a da raggiungere mantenendosi alla stessa quota, ben evidente nel tratto terminale dopo il wp iniziosali (circa 45 minuti dalla piattaforma al sent. 6A). Dopo il passo delle Bocchette si può comunque salire senza difficoltà eccessiva sino alla piazzola per elicotteri poco sopra al container della forestale, per avere un altro affaccio panoramico sulla Valle di Gressoney e sul M. Rosa. Il sentiero non è molto evidente, seguire i segni gialli con il n°4 (numerazione di Gressoney), salendo fra sassi in direzione di una parete rocciosa a destra del container, raggiunta la quale ci si sposta a sinistra (ignorando una catena agganciata su essa) sino al container stesso. Da questa posizione si vede che la parete rocciosa, aggirata, è in realtà uno stretto pinnacolo, ci si affaccia nuovamente sulla Valle di Gressoney ed è presente la traccia che prosegue sino alla vicina piazzola (pedana in legno, mt. 2565 circa) per elicottero e poco dopo scende secondo quello che era il sentiero 6B. La traccia scompare poco avanti, come detto. Per proseguire lungo il sent. 4 sino alla Punta Valnera occorre tornare in cresta dopo il tratto in discesa e seguirla (pochi segni, qualche raro ometto). Come detto questo percorso è di tipo EE con qualche passaggio alpinistico nel tratto finale (informazioni su www.ayastrekking.it). Il traverso verso il sentiero 6A ed il colletto della Punta Valnera invece viene qua SCONSIGLIATO sino a quando non verrà ripristinato il sentiero. Per questo motivo in questa sede non si è in grado di fornire un tracciato GPS sicuro. Dal passo delle Bocchette alla piazzola per elicotteri prevedere altri 15 minuti.

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