Escursione
EB04
Punta Valfredda (mt. 2944) Valle di
Ayas

Punta Valfredda dalla poderale per il Rif. Arp (10 giugno 2007)

Punta Valfredda dalla poderale per il Rif. Arp (10 giugno 2007)



Ultimo aggiornamento della pagina:  12-06-2007

Partenza: Rif. Arp. (mt. 2440) oppure direttamente da Brusson - Parcheggio Fraz. Estoul (mt. 1850)
Difficoltà: EE
Periodo consigliato: giugno/settembre
Segnavia:  5C (segnato anche come 5 in alcuni punti, in vetta è dipinta la scritta "fine del sentiero 5C"). La numerazione nella zona è in fase di rifacimento (estate 2007)
Dislivello: mt. 504 da Rif. Arp, mt. 1094 da Estoul
Tempi percorrenza: ore 2.15 da Rif. Arp (calcolare 1.45-2 ore in più se si parte da Estoul), discesa 1.45 fino a Rif. Arp, calcolare 1.15-1.30 ore da Rif. Arp a Estoul)
Acqua: partenza (abitato di Estoul), Case Palasina, Rif. Arp
Note: salita EE da affrontare con adeguata preparazione ed assenza di vertigini, portasi acqua dopo il Rif. Arp. In caso di innevamento tardivo le difficoltà aumentano considerevolmente.
Precauzioni particolari: lungo tratto in cresta esposta su rocce abbastanza stabili, prestare attenzione a 2/3 della cresta ad una grossa porzione di roccia in procinto di staccarsi verso Gressoney (lunga fenditura nel terreno, aggirarla dal lato di Brusson ossia a sx, in salita).
Equipaggiamento particolare: bastoncini da trekking, scarponi da roccia.
Tracciato GPS: tracciato 04 (per il tratto di salita al Rif. Arp da Estoul), tracciato 10 (da Rif. Arp a Punta Valfredda). In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: tracciato 04 (Estoul-Rif. Arp) tracciato 10 (Rif. Arp-Punta Valfredda)
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

La Punta Valfredda è una cima ardita che strapiomba da un lato sulla conca dei Laghi di Valfredda e domina il Rif. Arp al quale fa da sfondo in molte vedute, dall'altro strapiomba sul vallone del Pinter versante gressonaro e sulla sua diramazione verso il colle di Valfredda (ben visibile il villaggio Walser di Alpenzu Grande, riconoscibile anche per la caratteristica cappella bianca). E' una cima decisamente panoramica che si presenta non proprio come una punta ma come una lunga e scabrosa cresta aerea (da risalire in gran parte), come la lama di un coltello. Anche se può essere considerata un allenamento per il M. Emilius (che però si presenta piuttosto come una piramide a 45°), rispetto a quest'ultimo il percorso è obbligatoriamente in cresta, ma in compenso le rocce sono decisamente più stabili (ma è sempre bene non fidarsi troppo) e per niente sdrucciolevoli o comunque poco friabili (consigliati assolutamente scarponi da roccia che si aggrappano alle asperità). Personalmente non ho avuto modo di apprezzare moltissimo l'ascensione il 10 giugno 2007 (escursione CAI di Verres) sia per le condizioni di innevamento che hanno reso faticosa la salita e difficoltosa la discesa, sia per le condizioni meteo (scarsa visibilità durante la salita ed anche in vetta,  pioggia e grandine durante la discesa dalla cresta fino al Rifugio Arp), sia per problemi fisici personali che hanno ulteriormente complicato le cose. Resta comunque una cima abbastanza faticosa e spesso dimenticata nelle guide, nei siti internet ed anche sulle carte dove il percorso non compare quasi mai.

ITINERARIO (sent. 5-5C, tracciato GPS n° 10)

La partenza viene qua indicata dal Rifugio Arp, punto di partenza per molte escursioni nella zona e crocevia di sentieri, ma ovviamente l'escursione può essere effettuata in giornata partendo da Estoul, come nel mio caso (10 giugno 2007). Considerato l'avvicinamento al Rif. Arp la lunghezza del percorso viene ad essere circa 7,4 km (solo salita) e la durata circa 4 ore (solo salita). Poiché l'escursione al Rifugio Arp è già stata descritta si omette in questa pagina la descrizione di questo tratto di percorso (fare quindi riferimento all'escursione EB03, la cui pagina è stata aggiornata con riferimento al tracciato GPS complessivo da Estoul alla Valfredda, rilevato il 10-06-2007).

Dal rifugio Arp portarsi dietro lo stesso dove alcuni segni indicano un sentiero (ometto caratteristico costituito da un pilastro cilindrico tozzo con una pietra singola in cima e numero 105 nero su quadrato giallo), che si stacca dopo il tratto di pascolo piano e si sale a fianco una parete rocciosa che riporta i numeri 5C e 105 (nel quadrato giallo con bordo nero), poi sale subito a scavalcare una gobba oltre la quale diviene quasi pianeggiante, si supera un piccolo ricovero ricavato al di sotto di un grosso masso e si aggira un valloncello nel quale scorre un ruscello che è lo stesso che si incontra sulla poderale salendo al rifugio, poco prima di arrivare, dove forma anche delle cascatelle. Dopo il sentiero riprende a salire in diagonale verso destra, sino a raggiungere una pietraia (attenzione in caso di neve poiché può nascondere delle buche), oltre la quale c'è un piccolo pianoro dove l'acqua del disgelo crea un piccolo laghetto asciutto quasi sempre in estate (ore 0.20 dal rifugio, waypoint bivio 6, 2580 mt da GPS). A questo punto occorre seguire il lato sx del laghetto e rintracciare circa a metà dello stesso il sentiero lungo il ruscelletto che lo alimenta, dove appaiono ancora segni gialli e gli ometti con la pietra singola sopra,  quindi svoltare decisamente vero sinistra affrontando decisamente la pendenza del terreno (proseguendo invece oltre l'estremità opposta del laghetto si va verso un altro bivio che a sx porta al Colle di Valnera e a dx sale verso il colletto tra Bieteron e Punta Valnera). Il percorso in questa zona è segnato dai tozzi ometti con la pietra sopra e da segni gialli che compaiono comunque sino in vetta, accompagnati dai numeri 5C o 5. La traccia del sentiero invece non è molto evidente, perlomeno non l'ho vista io poiché in parte era coperta di neve. In ogni caso il sentiero 5c resta pressoché parallelo al sentiero che sale al colle di Valnera, raggiungendo la cresta a sinistra della quota 2802. E' comunque possibile passare dal colle e salire in cresta allungando il percorso (viene riportato così ad esempio sulla carta dello Studio FMB).

NOTA: il percorso GPS realizzato il 10-06-2007 nel tratto bivio6 - cresta in realtà non segue esattamente il sentiero ma si mantiene parallelo ad esso più sulla sinistra per evitare le zone più innevate.

Proseguendo la salita si aggira sulla destra la quota 2712 fino a quando lo sguardo si apre su quello che appare come un falsopiano, compare il colle di Valnera sulla destra (visibile anche grazie ad uno dei tozzi ometti, proprio nel mezzo), in corrispondenza del mio waypoint pianoro. Da questa posizione restano ben visibili il Bieteron e la Punta Valnera, nonché il Lago Litteran mentre la quota 2712 ci nasconde la zona dell'Arp, ma compare finalmente la Valfredda con la cresta in tutta la sua estensione. A questo punto occorre salire seguendo le tracce ed i segni gialli (se non nascosti dalla neve) sino alla cresta dove è visibile un ometto costituito da un lungo sasso verticale appuntito. E' questo il riferimento sia per la salita sia per la discesa (e credo anche il punto dove giunge il sentiero anche se non posso esser certo di averlo seguito esattamente, in quanto eravamo comunque spostati a sinistra). Nel tracciato GPS viene indicato come waypoint  cresta (ore 1.25 dal Rif. Arp, mt 2826 da GPS).

Ora possiamo guardare la valle di Gressoney  da una parete verticale da brivido e oltre la cresta Valnera-Bieteron anche il M. Nery e le Dame di Challand, diviene visibile il Corno Vitello (la cui lunga cresta sarà visibile dalla cima) ed il Texel Horn che si presenta come una collinetta raggiungibile da un'altra cresta che si stacca dalla nostra, verso la valle di Gressoney, prima del Passo di Valnera. Si prosegue adesso in cresta con tutte le precauzioni del caso, ovvero avendo l'accortezza di stare per quanto possibile a distanza del dal bordo, tenendosi cioé verso la Val d'Ayas (dall'altro lato è una parete verticale), aiutandosi anche con le mani in un paio di passaggi ripidi, sempre su rocce abbastanza sicure comunque. I segni gialli ci accompagnano sino in vetta così come qualche numero 5-5C. Prestare attenzione a circa 2/3 della salita ove si vede evidente nel terreno una spaccatura larga circa mezzo metro e profonda altrettanto, segno che un grosso blocco di roccia è instabile e potrebbe in futuro precipitare verso Gressoney, meglio aggirarlo a sinistra della fenditura (lato Ayas). Non è detto che frani a breve ma è meglio essere prudenti. Si superano un paio di punti ripidi aiutandosi con le mani, poi l'ultimo tratto diviene più scabroso (e ricorda un poco la cresta finale dell'Emilus), passando in un paio di punti forzatamente sull'orlo del baratro. La cima è l'ultimo tratto di una cresta sempre più sottile ed aerea segnata da un ometto di roccia rossastra  e dalla scritta "fine sentiero 5C" con l'indicazione dell'altitudine (ore 2.15 dal Rif. Arp, 0.45 dall'ometto che segna l'arrivo in cresta). Visibili oltre al vallone del Pinter e l'Alpenzu Grande, la zona del Corno Vitello, il Testa Grigia (nelle foto del 10-6-07 è coperto dalle nuvole), i Laghi di Valfredda ed il rif. Arp (a strapiombo), la Testa Comagna e la zona delle Dame di Challand, la Valnera ed il Bieteron, oltre al Corno Bussola e al Monte Rosa.

RIENTRO

Stessa via in circa ore 1.45 fino a Rif. Arp. Ovviamente con le precauzioni dovute al terreno e molta attenzione in caso di neve.

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