Escursione
EB02
Colle Ranzola (mt. 2170)
Punta Regina (mt. 2388)
e varianti
Valle di
Ayas

Colle Ranzola in condizioni invernali

Colle Ranzola in condizioni invernali (6 maggio 2007)



Ultimo aggiornamento della pagina: 19-07-2010

Partenza: Brusson - Parcheggio Fraz. Estoul (mt. 1850), in alternativa segnale di divieto circolazione presso Alpe Pramambasc (mt. 1931) Nota: nell'estate 2009 il cartello di divieto, posizionato circa 30 mt. dopo le baite dell'alpeggio, non esiste più a causa delle valanghe.
Difficoltà: E / E+ (variante per Alpe Pra Bianco e/o collegamento con Punta della Garda). Sui cartelli viene indicata EE anche la Punta Regina (si potrebbe considerarla E+), richiede prudenza in discesa.
Periodo consigliato: giugno/settembre (consigliato giugno per la fioritura dei rododendri)
Dislivello: mt. 320 da Estoul-parcheggio fino al colle, mt. 218 dal colle alla Punta Regina, mt. -227 Variante 1: da Punta Regina ad Alpe Pra Bianco. Variante2: mt. -120 da Punta Regina a Colle della Garda, -105 da Colle della Garda a colletto (mt. -225 da P. Regina a colletto), mt. 69 da Colletto a Punta della Garda, mt. -382 da Punta della Garda e Estoul.
Segnavia: 7 da Estoul a Colle Ranzola, 7A dal colle a Punta Regina. Variante1: 1C da Punta Regina all'Alpe Pra Bianco attraverso il passo di Pra Bianco, 3A-3B rientro al colle dall'Alpe Pra Bianco. Variante2:  3A da Punta regina a Colle della Garda, 9B da Colle della Garda in discesa verso Frudiere, traccia non numerata sino a colletto, sentiero non numerato da colletto a P. Garda, 9A da colletto ad Alpe Fenetre.
Tempi percorrenza: da parcheggio Estoul a Colle Ranzola ore 1.10 (se si parcheggia a Pramambasc detrarre circa 15 minuti), da Colle Ranzola a Punta Regina ore 0.30. Variante1:  da Punta Regina a Alpe Pra Bianco ore 1:00, da Alpe Pra Bianco a Colle Ranzola ore 1.20 discesa da Colle Ranzola a Estoul ore 0.50. Variante2: da Punta regina a Colle della Garda ore 0.20, da Colle della Garda a Punta della Garda ore 1.00, da Punta della Garda a Estoul ore 1.20.
Acqua: partenza (abitato di Estoul), Alpe Fenetre, fontana all'Alpe Pra Bianco (poca acqua)
Note: possibile collegamenti con Weissmatten dall'Alpe Pra Bianco,Colle della Garda (sentiero 3A), M. Rena (sentiero 3A). La salita al Colle Ranzola è anche una classica invernale con le ciaspole (attenzione a possibili valanghe dalle pendici del M. Ciosé, dopo l'alpe Finestra, e dalle pendici della Punta Regina).
Precauzioni particolari: nessuna fino a Punta Regina-Passo di Pra Bianco. Variante 1: discesa sentiero 1C verso Alpe Pra Bianco ripida ed in parte su pietraie, può richiede l'uso delle mani per mantenere l'equilibrio (tratto E+). In caso di salita invernale le zone del sentiero 3B attorno a Punta Regina (zona a monte dell'Alpe Fenetre) possono dare luogo a scariche di neve. Prestare attenzione in caso di discesa da Punta Regina al Colle Ranzola per terreno ripido e friabile. Variante 2: prestare attenzione nella discesa dal Colle della Garda e nel tratto su traccia a mezzacosta (prato ripido, scivoloso se bagnato).
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking, bastoncini da trekking o nordic walking, portarsi acqua.
Tracciato GPS: tracciato 42 per l'anello Punta Regina - Punta della Garda (Variante 2), tracciato 53 per l'anello Passo di Pra Bianco - Alpe di Pra Bianco (Variante 1)
Immagine tracciato GPS: Tracciato 42 parte 1, parte 2 (Variante 2: anello per il Colle e Punta della Garda), Tracciato 53 (Variante 1: anello Passo di Pra Bianco - Alpe di Pra Bianco)
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Passeggiata facile, di media durata in zone anche di interesse storico in quanto il Colle Ranzola era uno dei valichi più utilizzati per il passaggio del bestiame proveniente dagli alpeggi di Moulaz e della zona di Frudiere verso la Valle di Gressoney attraverso il Passo della Forchetta ed il colletto fra la Punta Regina e la Punta della Garda. Al colle resti di antiche fortificazioni dell'epoca napoleonica ed una targa in bronzo che ricorda il passaggio di Tolstoy nel 1857. La Punta Regina (o Punta della Regina) prende il nome dalla salita che la regina Margherita di Savoia, proveniente da Gressoney St. Jean dove amava soggiornare, fece nel 1898.

L'itinerario è facile e non presenta difficoltà a parte la ripidezza del tratto iniziale della salita alla Punta Regina (oltre la piccola anticima), che deve essere affrontato con precauzione nel caso di discesa per la presenza di terreno friabile. In alternativa è possibile la discesa dal lato sud, meno ripido, in modo da rientrare al colle aggirando la Punta Regina alla base, lato Gressoney, sentiero 3a-3b. Sono inoltre possibili altre variantì e percorsi che presentiamo qua come come Varianti 1 e 2. La Variante 1, consiste nel prolungamento dell'escursione attraverso il Passo di Pra Bianco con discesa (difficoltà  E+, indicata su alcune guide anche come EE) all'Alpe di Pra Bianco attraverso un valloncello a se stante e tornado al colle per un percorso panoramico sulla Valle di Gressoney nonché sul M. Rosa (possibile collegamento con Weissmatten). La Variante 2 collega invece con la Punta della Garda tramite il Colle della Garda e presenta difficoltà maggiori a causa dell'attraversamento al colletto, su traccia poco evidente e su un prato con pendenza di oltre 30°, da affrontare con cautela in caso di erba umida (utili i bastoncini). Parte del tracciato della Variante 2 è stato anche descritto nell'escursione EB01 - Laghi e Colle di Frudiere (variante con partenza da Estoul).

Nel caso di salita in condizioni invernali o a fine inverno, o come il 6 maggio 2007 dopo una nevicata tardiva, occorre procedere con l'attrezzatura e le precauzioni del caso ricordando che il versante verso Brusson, causa una maggior esposizione al sole pomeridiano e pendici più esposte, presenta solitamente un innevamento minore che le anse del sentiero 3b ai piedi della Punta Regina dal lato di Gressoney, inoltre gran parte del percorso da questo lato si svolge su strada sterrata di modesta pendenza, mentre il tratto dall'alpe Fenetre al colle si svolge a mezzacosta su un versante ripido ed esposto al sole dove possono anche verificarsi distacchi di neve nelle ore pomeridiane. Si consideri anche che le pareti ripide della stessa Punta Regina (in particolare quella di salita usuale, ossia la cresta nord - sentiero 7a) possono dare luogo anch'esse alla formazione di valanghe nelle ore più calde della giornata e spesso non sono praticabili. Pertanto occorrerà valutare attentamente anche questi aspetti. Un altro luogo dove in inverno si hanno scariche di neve è il tratto senza alberi alle falde del M. Ciosé prima del Colle Ranzola a monte dell'alpe Fenetre.

Nota del 17-08-2013: mi segnalano che la strada poderale dopo Estoul e sino all'Alpe Fenetre è  in fase di asfaltatura a tratti come molte altre strade sterrate della regione.

ITINERARIO FINO A PUNTA REGINA (sent. 7-7A, vedi sia tracciato GPS ° 42 che n° 53)

Si parte da Estoul, frazione di Brusson raggiungibile svoltando a dx dopo l'abitato del paese (prima del laghetto ed in corrispondenza della svolta a sx per il Colle de Joux), seguendo le indicazioni per il comprensorio sciistico di Palasina. Oltrepassato il piccolo abitato di La Croix (piazzale, cappella) e le antiche case del villaggio di Estoul, nonché le nuove costruzioni sparse, si giunge al parcheggio sovrastante la strada (sulla sinistra) ove occorre lasciare l'auto (waypoint estoul). La strada prosegue divenendo ben presto sterrata ed è percorribile solitamente fino alle case dell'Alpe Pramambasc, ove inizia il divieto di circolazione. Si è preferito indicare come partenza il parcheggio di Estoul poiché dal 2005 lungo la sterrata erano in cantiere lavori di manutenzione e sistemazione della strada, con il conseguente problema del parcheggio in corrispondenza delle case di Pramambasc, non sempre raggiungibili. Nell'inverno 2008-2009 il suddetto tratto è stato ingombro a tardo inverno da accumuli di valanghe. Nell'estate 2009-2010 la strada era completamente agibile ed aperta al traffico veicolare sino alle case di Pramambasc Desot. Normalmente, a meno che la strada sia interrotta per valanghe, si può lasciare l'auto in corrispondenza del divieto di transito a Pramambasch Desot, risparmiano circa 20 minuti di cammino, in parte su strada asfaltata.

Da Estoul quindi ci incamminiamo lungo la strada sfaltata e poi sterrata (oltre il waypoint fineasfalt, ore 0.10 dalla partenza) seguendola nell'ampia curva che la stessa compie ai piedi del Mont Ciosé fino alle case di Pramambasc Desot (apramb, mt. 1931, ore 0.25), particolarmente caratteristiche, alle quali io sono fotograficamente affezionato (se non fosse per un palo dell'Enel che è stato piazzato proprio al centro del villaggio). Da questo alpeggio lo sguardo comincia a spaziare dal colle, nostra meta, alla Punta Regina (gigantesco panettone situato alla sua destra) ed al sottostante vallone di Frudiere (visibili gli alpeggi fino a Restoly), nonché a tutta la parete nord delle Cleve di Moulaz, al Mont Nery, al Mont Soleron ed alla Becca Champlong, mentre dall'altro lato ammiriamo le scoscese pareti verso Brusson della Testa Comagna ed il M. Bianco.

Seguiamo la poderale che inizia a puntare decisamente verso il colle, superato un piccolo tornante (evitabile seguendo le tracce del vecchio sentiero), sempre con pendenza moderata fino ad una diramazione che a sx porta ad una baita ristrutturata isolata (bivio1, ore 0.15 da Pramambasc Desot) ovvero Pramambasc Damon, proseguiamo diritti mentre la strada segue le curve di livello del terreno fino a quando appare dinanzi a noi l'Alpe Fenetre (Afenet, mt.2080, ore 0.15 da Pramambasc, ore 0.55 da Estoul) dove la sterrata ha termine. Non è necessario raggiungere le case (peraltro quasi sempre abitate nella stagione estiva), poiché poco prima di esse un segnale su palina ci indirizza per l'antico sentiero (n° 7/7A) per il colle, che inizia a salire più ripido innalzandosi dietro le baite dell'alpeggio (attenzione nel caso di salite invernali: questo tratto è sempre funestato da valanghe che si staccano dal sovrastante M. Ciosè). La vegetazione inizia ad essere più rara mentre il percorso si mantiene ben visibile sino al colle (colran, mt. 2171, ore 0.15 dal segnale presso A. Fenetre, ore 1.10 da Estoul), dove troviamo un piccolo fabbricato ad uso ricovero sempre aperto (catena con gancio), i resti delle fortificazioni dell'epoca napoleonica ed una statua della Vergine accanto la quale è stata posta la targa che commemora la salita di Tolstoi. Dall'altro lato, verso Gressoney, il terreno discende ripido fino ad una grande piana al centro della quale è visibile la baita lunga dell'Alpe Ranzola superiore ed oltre le montagne del versante sx della valle di Gressoney tra le quali spicca il Colle di Valdobbia con il Rifugio Ospizio Sottile (antica tappa dei viandanti) ed un piccolissimo laghetto. Evidenti tre sentieri, 3 che scende alle baite, 3B che aggira la P. Regina, 7A che segue la cresta e sale in punta.

Per raggiungere la Punta Regina seguiremo il sentiero in cresta a fianco alle mura numerato sul terreno come 7A su un sasso e sui segnali su palina accanto al piccolo ricovero. La salita prosegue con modesta pendenza fino alla base di quella che può essere considerata come una piccola anticima (roccione, ore 0.10 dal colle, mt. 2221 circa da gps), dove diviene più ripido e su terreno più friabile (prestare attenzione in discesa). Da questo punto si ha una bellissima vista sulla zona di Estoul, sulla zona dello Zerbion e sul Corno Bussola, mentre comincia ad apparire il Monte Rosa dal versante verso la Valle di Gressoney. Si riprende a salire sempre con una certa ripidezza del terreno (sempre friabile), seguendo alcuni tornanti e tenendosi sempre abbastanza dal lato verso Gressoney, finché verso la sommità la pendenza tende a diminuire. Si raggiunge la sommità in circa 0.20 ore dall'anticima (pregin, ore 0.30 dal colle, ore 1.40 da Estoul), segnata all'incirca da un basso masso di roccia che riporta il numero 7A nero su tondo giallo del sentiero e, dal 2010, da un ometto. Il sentiero 7A prosegue scendendo al colle della Garda per cresta ma è una via poco seguita. Poco prima di esso il sentiero 3A che scende sul versante di Gressoney verso Weissmatten (frecce su sassi).

RIENTRO

Stessa via in circa ore 1.15. Oppure il alternativa si può proseguire per il Colle o Passo di Pra Bianco o scendere per la cresta ovest, per prati, sino al colletto fra la Punta Regina e la Punta della Garda ove transitavano le mandrie provenienti dal Vallone di Frudiere o dal Passo della Forchetta dirette al Colle Ranzola. Questa via non è molto agevole in quanto ripida, non vi è un sentiero ed il cammino può risultare oltremodo difficoltoso, non vi sono riferimenti precisi tranne quello visivo del colletto e della Punta della Garda stessi. Prevedere circa 25-35 minuti di discesa. Dal colletto si scende a dx verso l'Alpe La Bianca (situata ai piedi della Punta Regina versante Brusson), attraverso il sentiero 9A e si prosegue sino alle baite dell'Alpe Fenetre ove ritroviamo la via di salita. Prevedere circa 25 minuti dal colletto all'Alpe Fenetre e circa 45' dall'Alpe Fenetre a Estuol (circa 20' fino a Pramambasc). Una ulteriore variante è il collegamento alla Punta della Garda tramite sentiero 9A-9B (poco battuto e danneggiato da frane nell'inverno 2008-2009) o una labile traccia diretta in quota, vedi paragrafi successivi.

Una ulteriore via di rientro, intermedia fra quella di salita e la prosecuzione per l'Alpe Pra Bianco, si ha scendendo dalla Punta Regina per il versante sud fino ad intersecare il sentiero che, staccandosi dal 3B, sale verso il Colle della Garda, e di fatto collega fra loro il 7A ed il 3B (indicato come 3A nella mia carta dello Studio FMB). Scesi al 3B, nei pressi di un laghetto (non quello già visto che si trova proprio sotto al colle) a volte asciutto a tarda estate, si rientra al colle per questa via. Si veda anche questo schema ed il paragrafo successivo.

VARIANTE 1: PROLUNGAMENTO FINO ALL'ALPE DI PRA BIANCO ATTRAVERSO IL PASSO DI PRA BIANCO (Difficoltà E+, sent. 1C-3A-3B, vedi tracciato GPS n° 53)

Questa variante E+ (valutazione soggettiva poiché su alcune guide o carte ricordo di averla vista anche come EE ed anche io sono stato indeciso, il tratto pù difficile è comunque la discesa dal colletto) consente di prolungare l'escursione portandosi sulla dorsale che collega il M. Rena alla Punta Cialvrina, zona panoramica. Il Passo di Pra Bianco (o Colle di Pra Bianco) è ben visibile per la presenza di un'alta antenna o ripetitore televisivo. Si inizia a scendere poco prima del già citato masso in vetta su un sentiero numerato 3A, percorso un po' ripido inizialmente che diviene poi più agevole tenendosi al di sotto della cresta sud, in direzione del M. Taf. Si veda il già citato schema (fotografia ripresa proprio dal Passo di Pra Bianco). Il sentiero è essenzialmente un solco nel terreno erboso e diviene poi, verso il passo, un solco fra i cespugli (versante della cresta Taf-Cialvrina esposto a nord, ovvero all'envers, come si dice in valle). Continuiamo a scendere sino all'incirca al di sotto del Passo della Garda (raggiungibile in pochi minuti e dal quale ci si può collegare con il sentiero del Lago di Frudiere poco al di sopra dell'alpeggio omonimo). E' questo un incrocio di più strade: a dx si sale verso il Colle della Garda (colgdr), innanzi a noi verso il passo di Pra Bianco (si riprende a salire sempre a mezzacosta) e sulla destra si stacca un altro piccolo sentiero che porta al M. Rena ed al M. Taf (non segnato nel mio schizzo di percorso), a sinistra (bivio2a 2 bivio2b, ore 0.20 da Punta Regina) si scende in una conca dove c'è il già citato laghetto e ci si ricollega al sentiero 3B come già accennato (bivio3). Seguiamo il sentiero sino al Passo al quale si arriva in circa 30 minuti dalla Punta Regina (10 minuti  dal bivio2a/2b).

Il passo di Pra Bianco (colpb, mt 2319), segnato da un ometto e da un ripetitore televisivo poco lontano, è già un punto panoramico verso il M. Rosa in quanto più basso della Punta Regina ma più proteso verso la Valle di Gressoney. Da esso si scende, seguendo il sentiero ben tracciato e con segnalazioni di numeri e frecce gialle, discesa che ben presto diviene ripida e attraversa una pietraia a grossi blocchi. Non vi sono problemi di orientamento ma in alcuni punti il cammino diventa disagevole ed occorre l'uso delle mani per aiutarsi in uno stretto passaggio verso la parte terminale della discesa. In questo modo si  perde rapidamente quota sino ad arrivare in una verdeggiante valletta ai piedi del M. Rena, dove il terreno diviene quasi pianeggiante (piano). Seguendo il percorso tracciato nel prato, superata una vecchia fontana in legno (fontana),  si perviene così all'Alpe di Pra Bianco (Aprabn) al limite del bosco (mt. 2161, ore 0.30 dal Passo di Pra Bianco, ore 1.00 dalla Punta Regina). Qua il sentiero si biforca: a destra prosegue per Weissmatten (raggiungibile in circa 20 minuti) con possibile collegamento al Colle di Frudiere o discesa in funivia a Bielciuken, a sinistra ci riporta al Colle Ranzola. L'alpe di Pra Bianco è indicata su alcune carte come Weissomatto.

RIENTRO VARIANTE 1

Come detto da Alpe Pra Bianco, seguendo le segnalazioni, iniziamo a salire sulla sx e poi in direzione est, passando una pietraia e in un bosco di larici fino a portarci sulla cresta già attraversata al Passo, in corrispondenza di un primo punto esposto (panoramico) e poi di un secondo. Si prosegue sul lato della cresta dal quale proveniamo per poi valicarla (cresta, ore 0.10 dallAlpe Pra Bianco). Una volta in cresta anche qua abbiamo splendide vedute panoramiche sulla Valle di Gressoney, sul M. Rosa e sull'abitato di Gressoney S. Jean (in particolare sul Castel Savoia). Il sentiero prosegue su questo versante iniziando subito a scendere e tenendosi in direzione ovest, si passa un tratto abbastanza scosceso ove a sx abbiamo una parete rocciosa con alcune vecchie funi metalliche ed una recente plastificata (cordefisse), a dx un bosco ripido. Superata questa fase, il sentiero si fa quasi pianeggiante, attraversa una grande pietraia,  per arrivare in corrispondenza del laghetto (che lasciamo a sx), ovvero dove il tratto segnato come 3A si stacca dal restante 3B che prende ad aggirare la base della Punta Regina (bivio3, ore 0.30 dalla'Alpe Pra Bianco). Svoltiamo a dx, il percorso diviene più pianeggiante e con una serie di falsopiani e salite e discese di entità modesta, superata una seconda zona di pietraia, si mantiene panoramico sulla Valle di Gressoney e sui pascoli degli alpeggi di Ranzola, sino a quando ricompare in lontananza la piccola costruzione che individua il colle, che si raggiunge in circa 1.20 ora dall'Alpe Pra Bianco. Da qua si scende a Estoul per il percorso iniziale in circa ore 0.50.

VARIANTE 2: COLLEGAMENTO ALLA PUNTA DELLA GARDA DAL COLLE DELLA GARDA (Variante E+, sent. 3A-9A-9B, fuori sent., vedi tracciato GPS n° 42)

Questa variante consente di rientrare verso Estuol scendendo da Punta Regina ed aggirandola sul versante di Ayas anziché su quello di Gressoney, collegandosi alla modesta e boschiva Punta della Garda. Il tracciato riprende in parte il tratto iniziale dell'escursione EB01 - Laghi e Colle di Frudiere (variante con partenza da Estoul), evitando (scelta personale nella mia escursione del 9-8-2009) di scendere sino al bivio 9A/9B e risalire al colletto, in pratica mantenendosi in quota. E' bene precisare che una traccia esiste ma è molto labile ed il cammino è alquanto disagevole in traverso su prato erboso parecchio ripido ed anche un po' pericoloso se umido, ma fattibile con attenzione, soprattutto con l'accortezza di mantenersi sempre alla stessa quota in modo da superare la nicchia di distacco della frana creatasi nell'inverno 2008-2009 dall'alto. Un tracciato del genere, se fosse ben battuto e inciso (scavato) a mezzacosta sul terreno sarebbe molto bello e panoramico.

Si scende da Punta Regina come per la variante di rientro già presentata sino ad incrociare il sentiero che sale a fianco del laghetto (bivio2a) e poco dopo una seconda diramazione (bivio2b) dove svoltando a destra (tralasciando sia la traccia che scende sia quella che prosegue verso il Passo di Pra Bianco)arriviamo al poco sovrastante Colle della Garda (Colgdr, mt. 2268, ore 0.20 da Punta Regina), caratterizzato da una coppia di rocce aguzze. Dal colle è evidente il sentiero che scende prima con alcuni tornanti e po a mezzacosta in direzione del colletto fra Punta Regina e Punta della Garda. Si scende quindi da questo versante prestando attenzione in quanto ripido e con presenza di sassi e sfasciumi per il primo tratto, poi diviene meno ripido e problematico, iniziando a spostarsi verso destra. Si prosegue sino a dove la traccia è evidente, il che corrisponde all'incirca al punto il cui il sentiero effettua un tornante per scendere al bivio 9a/9b nascosto più in basso dagli alberi (ma nel 2009 il ramo discendente è pressochè scomparso). Cominciano a vedersi le tracce delle frane sottostanti (vedi anche Galleria Fotografica Escursione EB01 - Variante). In corrispondenza all'incirca della fine della traccia sicura ho segnato il waypoint esposto. In ogni caso si prosegue senza abbassarsi e tenendosi sempre alla stessa quota seguendo le poche tracce di terra scoperta dall'erba, sino ad aggirare completamente la gobba del terreno che abbiamo di fronte a noi (v. foto) puntando verso un gruppo di larici. Raggiunti questi ultimi si cerca di attraversare al di sotto di essi fra cespugli di rododendri che rendono il cammino particolarmente difficoltoso e scomodo (attenzione alle buche al di sotto degli stessi), sino a portarsi sulla riva scoscesa e friabile (ripido, ore 0.30 dal Colle della Garda) di un piccolo avvallamento (v. foto), oltre al quale si intravede ritrova la traccia che risale l'altro fianco. Si scende con cautela e si segue la traccia dall'altro lato, più evidente, che sale sino a fuoriuscire sui prati del colletto a quota 2163 posto fra Punta Regina e Punta della Garda (Cltpgd, ore 0.10 dal tratto friabile e ripido, ore 0.40 dal Colle della Garda, ore 1.00 da Punta Regina).

La salita alla Punta della Garda avviene seguendo la cresta di quest'ultima, tenendosi sempre verso il lato Estoul, per un sentiero non numerato, ben marcato all'inizio che però i cespugli di rododendri e ginepri tendono a nascondere e a fare sparire. Anche in questo caso fare attenzione alle possibili buche fra cespugli e pietre. Si raggiunge la cima, caratterizzata da alcuni massi piatti (di cui il più elevato instabile) seminascosti fra i cespugli in circa 20 minuti dal colletto (Pgarda, mt. 2232, ore 0.20 dal colletto, ore 1.20 da Punta Regina). La Punta della Garda consente una maggiore visibilità sulla parte bassa del vallone di Frudiere ed una bella visuale sulla Punta Regina e sul Colle Ranzola.

RIENTRO VARIANTE 2

Si ritorna al colletto per la stessa via di salita in circa 10 minuti, poi dal colletto per il sentiero 9A (a fianco di un grosso masso) si scende (a sx guardando P. Regina) a mezzacosta fra genziane maggiori e cespugli di rododendri verso Alpe Fenetre (afenetr), oltrepassando un ruscello (zona di valanga nell'inverno 2008-2009) incassato in un piccolo canalone e risalendo dal lato opposto ai pascoli circostanti l'alpeggio in circa 25 minuti. Dall'Alpe Fenetre si ritorna a Estoul per il percorso di salita in circa 45 minuti.

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