Escursione
EB01
Laghi e Colle di Frudiere
(mt. 2271)
Valle di
Ayas

Lago di Froudiere inf. (19-06-2005)

Lago di Frudiere inf. salendo al superiore (19 giugno 2005). Sullo sfondo la Punta della Garda



Ultimo aggiornamento della pagina: 27-07-2015 con la nota sul tratto di sentiero franato dopo Alpe Froudiere

Partenza: Brusson - Fraz. Graines (mt. 1375) oppure Loc. Estoul (mt. 1871) - Alpe Pramambasc (mt. 1975)
Difficoltà: E / E+ (percorso da Estoul)
Periodo consigliato: giugno/settembre (consigliato giugno per la fioritura dei rododendri)
Dislivello: percorso da Graines mt. 896 fino al colle  (mt. 664 fino al lago inferiore), per la discesa dal sent. 9 nuovo per Alpe Chastellet aggiungere circa 100 mt in più in salita e discesa; percorso da Pramambasc mt. 296 sino al colle (60 al lago inf.) netti, mt. 570 salita all'andata e 274 discesa all'andata reali (334 salita e 274 discesa reali sino al lago inf.)
Segnavia: 9 (è ancora presente qualche sbiadito numero 10 dipinto su sassi di colore blu-verde all'interno di un cerchio con freccia dello stesso colore, risalente ad una numerazione del comune di Brusson precedente all'introduzione di quella attuale su palina e con numeri neri su cerchio giallo), 9A il tratto da Estoul al bivio2 (bivio per Colle della Garda), 9A-9B dal bivio2 al bivio3 (intersezione col sent. 9). Il tratto dal ponte per A. Chastellet al Lago Inf. era il sent.9 vecchio, ora è senza numerazione. Presenti segni gialli su rocce ed anche tronchi di alberi (soprattitto nel tratto vicino al torrente dove è possibile che i sassi siano nascosti dall'erba).
Tempi percorrenza: da Graines salita ore 3.15 (ore 2.30 fino al lago inf.), discesa ore 2.30 (per la variante di discesa per Alpe Chastellet prevedere circa 30 minuti in più). Da Pramambasch ore 3.55 salita (ore 2.45 al lago inf.), ore 3.25 discesa.
Acqua: partenza (abitato di Graines), fonte poco dopo partenza, A. Restoly, A. Chancarlenc, A. Frudiere, sorgente sopra baita che sovrasta lago inf., A. Fenetre, ruscelli vari (att.: le fontane negli alpeggi possono essere chiuse se gli stessi non sono abitati)
Note: il colle è punto di partenza per la salita al M. Nery, possibili collegamenti con Weissmatten (sentiero EE) e Colle della Garda (sentiero E)
Precauzioni particolari: nessuna, il colle è zona di possibili rannuvolamenti improvvisi, più riparato il lago inferiore. Il percorso da Estoul viene riportato con difficoltà E+ in quanto durante l'inverno 2008-2009 e ulteriormente nell'inverno successivo, il sentiero 9A nel tratto che scende dal colletto fra Punta Regina e Punta della Garda è stato danneggiato da frane e valanghe ed occorre muoversi per tratti di detriti oltre a richiedere una certa capacità di ritrovare il percorso originale. La tempistica qua riportata risente di questa situazione. La ricezione dei telefono cellulari è nulla in tutto il vallone tranne poco sopra Graines ed il Colle stesso (estate 2009). Tratto di sentiero franato dopo Alpe Froudiere (estate 2012).
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking, bastoncini da trekking o nordic walking.
Tracciato GPS: tracciato 38 per il percorso da Pramambasc. Tracciato 44 per il percorso da Graines sino al Lago di Frudiere Inferiore. Tracciato 72 per il percorso da Graines al Lago Inferiore e variante per Alpe Chastellet
Immagine tracciato GPS: tracciato 38 parte1, parte2, tracciato 44, tracciato 72.
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Itinerario classico nel Vallone di Frudiere (o di Graines), ambiente simile per rocce e vegetazione  a quello non molto lontano di Chasten ma meno selvaggio ed isolato. E' una zona molto frequentata anche da pescatori, soprattutto il torrente ed il lago inferiore (il più ampio della Valle d'Ayas), spesso presenti con tendine nella stagione estiva. Il valico ed il lago superiore sono invece più selvaggi ed isolati e sovente battuti da correnti o nascosti da nuvoloni bassi provenienti dalla Valle di Gressoney, a differenza del lago inferiore che è molto più riparato in una conca ai piedi del M. Nery. Il vallone è percorso da una poderale prima ed un sentiero dopo e si presta a collegamenti con le valli laterali per realizzare piccoli trekking: all'Alpe Restoly scende un sentiero dalle Cleve di Moulaz come scendeva un altro sentiero dal Passo della Forchetta, valico utilizzato in passato per portare le mandrie dall'Alpe Moulaz alla Valle di Gressoney attraverso il Colle Ranzola (si veda anche l'escursione alle Cleve di Moulaz). A questo colle si arriva salendo da un sentiero che si stacca dall'Alpe di Frudiere e supera un colletto fra la Punta Regina e l'Alpe della Garda per poi collegarsi a quello che sale da Estoul presso l'Alpe Fenetre (vedasi variante con partenza da Estoul), mentre dal Colle di Frudiere parte anche un percorso "aereo" che collega a Weissmatten sempre sul versante gressonaro per ricongiungerse sempre con il Colle Ranzola. Questi sentieri permettono così di creare un lungo e articolato anello attorno al M. Taf ed alla Punta Regina. Inoltre il Colle di Frudiere è punto di partenza per la salita al M. Nery (un tempo forse la via più facile ma ora l'assenza dei nevai che lasciano spesso il posto ad ampie pietraie rende il percorso più incerto e difficoltoso). Sul versante gressonaro infine annotiamo soltanto che il sentiero che scende a Pont de Trenta non è mai stato molto utilizzato neppure in passato causa frane (si veda la mia foto nella galleria fotografica), preferendo il più sicuro e già ricordato Col Ranzola.

La parte del vallone dopo Alpe Froudiere è percorsa da due sentieri, quello più diretto sino al lago inferiore che qua viene indicato come sent. 9 vecchio e quello per Alpe Pichiou e Alpe Chastellet, più lungo che richiede una salita di ulteriori 100 mt di dislivello (e relativa discesa) che è stato ripristinato negli ultimi anni in seguito ad eventi franosi che hanno parzialmente reso inagibile il precedente ed ha assunto la numerazione 9 attuale. Il tratto diretto (9 vecchio) resta così privo di numerazione, attualmente (estate 2012) è agibile e resta il più utilizzato. In corrispondenza del ponte dopo Alpe Froudiere (ponte3 nei tracciati gps) dal quale si svolta per Alpe Pichiou in una bacheca e in corrispondenza della deviazione per l'Alpe del Lago presso il lago inf. in un'altra analoga, viene posta se necessario l'ordinanza che vieta di percorrere il tracciato diretto.

Nota: dal 2010 il divieto di transito sulla sterrata, all'inizio della stessa (poco dopo le ultime case di Graines), è stato spostato sino al ponte prima di Charboniere, rendendo accessibile la strada ai veicoli sino a questa località e riducendo il percorso di circa 30-40 minuti (consigliabile solo con mezzi fuoristrada). Nel 2011 è stato realizzato un piccolo invaso artificiale sul torrente all'altezza della "casetta acquedotto" con fontana (fonte) a scopo produzione elettrica e la strada sino a questo punto è stata "asfaltata" grossolanamente ma resta percorribile a fatica da mezzi non fuoristrada (attenzione autovetture troppo "basse"). Attualmente (2012) il divieto presso il ponte prima di Charbonniere, ma qua vi è poco spazio per parcheggiare.

!! ATTENZIONE !!

Nella primavera 2012 il sentiero 9 poco dopo l'ingresso nel bosco, appena superata l'Alpe Froudiere, è stato seriamente danneggiato da piccoli smottamenti e frane (zolle erbose, alberi rovesciati, sassi e crepe nel terreno). La traccia è appena visibile anche grazie a diversi piccoli ometti in pietra ed è percorribile a fatica e CON CAUTELA (in certi punti occorre aiutarsi con le mani). In sostanza, arrivati alla fine del tratto ancora integro, occorre deviare sulla destra SCENDENDO a seguire le poche tracce per poi spostarsi in leggera salita / mezzacosta più in basso, sino a passare soltto diversi alberi inclinati (ometti) e ritrovare la traccia ancora integra, risalendo leggermente, più a monte (circa 10 minuti per l'attraversamento della zona franata) e comunque a valle (circa 5 minuti) del bivio per il Colle della Garda. Utile avere la traccia o cartografia precisa su GPS (la mappa Open Street Map è stata aggiornata dal sottoscritto al 18-5-2012).

Mappa OSM per la zona della frana (giugno 2012)

Mappa OSM per la zona della frana (giugno 2012), render OSM Mapnik

Il tratto di sentiero interessato è ben visibile tratteggiato nella Open Hiking Map. Per le foto vedere la Galleria Fotografica, immagini del 17-06-2012.

AGGIORNAMENTO ESTATE 2013

Mi comunicano amici che sono stati in loco che lo stato del sentiero nella zona già toccata dalla frana negli anni scorsi (vedi nota precedente) si è ulteriormente aggravata, in pratica attualmente con l'ordinanza n° 13/2013 del Sindaco del Comune di Brusson, il sentiero n° 9 è CHIUSO al traffico pedonale e veicolare (devo quindi dedurre che sia chiusa anche parte della sterrata, malgrado la zona franosa in origine fosse situata oltre l'Alpe Froudiere, quindi oltre il termine della strada). L'unica via di accesso pare quindi sia il sentiero da Weissmatten, ovvero il sentiero dalla Valle di Gressoney (percorso EE). Altre informazioni ed immagini sul forum Around Ayas a questa pagina. Non escludo si possa ugiualmente passare ma, a parte la difficoltà, la cosa è a V/s rischio e pericolo (anche di multe !).
AGGIORNAMENTO ESTATE 2015
NOTA del 27-07-2015: da quanto mi dicono, attualmente la situazione frana è notevolmente peggiorata :-( E' tuttavia possibile attraversare la zona di frana seguendo tracce di sentiero ma facendo attenzione a non perdersi (salire o scendere troppo) con cautela e grande fatica. Personalmente ritengo si dovrebbe studiare un itinerario alternativo, sull'altro versante del vallone a partire dal termine della strada sterrata che si ricolleghi al sentiero gìà esistente sullo stesso versante a monte della zona franosa (sempre che la morfologia del terreno permetta di realizzarlo).

ITINERARIO DA GRAINES (Sent. 9, tracciati gps n° 38, 44 e 72)

Raggiungere la frazione di Graines situata dopo il Castello omonimo, svoltando a dx dalla S.S. della Valle d'Ayas poco dopo il ponte presso Arcesaz (altra frazione di Brusson) fino a dove termina il tratto asfaltato (park, in precedenza qua era il segnale di divieto). Da qua ci si incammina sulla poderale, che prosegue rettilinea per poi svoltare verso dx ed immettersi in un vallone (dopo circa 10 minuti si supera a sx una fontana, fonte, in corrispondenza del nuovo invaso realizzato a scopo idroelettrico nell'estate 2011), fiancheggiando il torrente. Volendo ad un primo ponte di legno (ponte1, a circa 15 minuti dalla partenza) ci si pò spostare sull'altro versante e salire a Charbonniere dal vecchi sentiero. Seguendo la strada e superati altri due ponti (ponte5 e ponte4, ove si trova ora il divieto di transito ai sensi della L.R. 17/85) ci si trova comunque sulla sx orografica fra le case sparse di Charbonniere (Acharb, ore 0.30 dalla partenza). Notare che in queste frazioni (come ad esempio negli alpeggi nella zona di palasina) le case riportano tutte sull'ingresso principale il numero civico. La strada compie un'ampia curva attorno ai pascoli per salire tenendosi al di sotto degli alberi. In origine la poderale terminava qua, è stata poi prolungata e negli ultimi anni risistemata, esistono ancora alcuni tratti della vecchia mulattiera ma è poca cosa. Il percorso prosegue sempre con pendenza poco elevata, si passano le case dell'Alpe Restoly (Arestl), altro borgo molto caratteristico ma purtroppo lasciato all'abbandono. Poco più avanti, dopo una doppia curva, un segnale su palina individua la deviazione a dx per le Cleve di Moulaz (bivio1), dopodiché si arriva ad un ponte di legno dove la strada termina (ponte2, ore 1.10, mt.1800 circa).

Torniamo sul lato dx del vallone e saliamo fra pascoli alle case di A. Champ (Achamp) e poco dopo di Chancarlec (Acharl, tra cui una caratteristica baita lunga con una specie di abbaino sopra la porta situata al centro), si ignora una sterrata che aggira la montagna e si segue il sentiero indicato dal segnale su palina che sale, dopodiché si raggiunge in breve l'alpeggio di Frudiere (Afroud), situato in un grande prato che è la propaggine della sella che separa la Punta Regina dalla Punta della Garda (alla nostra sinistra). Queste baite sono molto caratteristiche ma anch'esse in cattivo stato (mt. 1847, ore 1.40). Il sentiero prosegue dietro ad esse avvicinandosi con saliscendi l torrente, incontriamo il sent. 9a che scende dal colletto fra Punta Regina e Punta della Garda (bivio2 nel tracciato 44, bivio3 nel tracciato 38), e scende leggermente verso il torrente inoltrandosi sotto i larici. Si tralascia il ponte in legno che da accesso alla variante (ponte3 nel tracciato 44, ponte-vart nel tracciato 38) e si prosegue salendo in un bosco di larici sempre più rado, fra pietroni e cespugli di rododendri e che comunque non presenta problemi poiché sempre ben tracciato. Quando finalmente il percorso diventa quasi pianeggiante fra larici ormai radi, pietraie e rododendri si arriva ad un piccolo laghetto caratteristico, circondato da alte rocce e larici aggrappati al terreno. Il lago inferiore di Frudiere è situato appena al di sopra di esso, si rivela presto in tutta la sua immensità ai piedi del M. Nery, con le sue acque scure e profonde, rocce aggettanti e magri pascoli attorno ad un piccolo nucleo di case che sembrano sorgere dalle rocce note come Alpe del Lago (Lgfrd1, mt. 2039, ore 2.30). Su un poggio è situata la bella Alpe del Lago, dal quale si accede anche dal sentiero di variante già menzionato.

Per raggiungere il lago superiore ed il colle, superato l'emissario del lago inferiore, costeggiarlo sulla destra seguendo il sentiero che riprende a salire dolcemente fino ad aggirare il lago per metà, e poi in modo più ripido superando alcuni torrentelli provenienti dal M. Nery (i waypoint rusc1 e rusc2 rappresentano i principali, attenzione nei periodi di disgelo e grande afflusso d'acqua poiché l'attraversamento non è sempre agevole e soprattutto attenzione a fine inverno quando perdurano nevai al di sopra di essi che possono rompersi sotto il peso degli escursionisti o poco dopo il loro passaggio, vedi foto). Continuiamo ad alzarci e il percorso di fa più faticoso fino ad un tornante che ci porta ad aggirare un ultimo larice solitario e ad un'altra piccola baita in posizione panoramica (afrudsup). Dal primo tornante si stacca un tratto si sentiero che scende al lago verso il versante dx orografico, opposto a quello dal quale siamo saliti. Ciò consente di completare il perimetro attorno al lago ma il percorso è tuttaltro che facile poiché si tratta da quel lato di attraversare una pietraia a grossi massi e non sempre si riesce in modo agevole, trovandosi spesso a dover letteralmente saltare da uno all'altro anche a  rischio di cadere in acqua). Poco sopra la baita, dopo un secondo tornate col quale il sentiero riprende la direzione originale (cioè allontanandosi dal M. Nery) vi è una piccola sorgente (sorgente). L'ultimo tratto è abbastanza ripido, si segue un canalino fino a sbucare su un pianoro dove vi è il lago superiore, più piccolo e solitario del primo (la maggior parte dei pescatori e gli escursionisti più pigri si fermano infatti al lago inferiore). (Lgfrd2, mt.2233 ore 3.00).

Il Colle di Frudiere si raggiunge in circa 10-15 minuti seguendo il sentiero che costeggia il lago e poi innalzandoci ancora un poco, ben visibile per un ometto di pietra che in realtà è un pilastrone costruito sopra un masso piatto ed alto circa due metri (colfrd, mt. 2271, ore 3.15 dalla partenza, ore 0.45 dal lago inferiore). Dal colle lo sguardo spazia sullo stretto e sassoso vallone che scende sul versante di Gressoney e soprattutto sul M. Nery, oltre una antica baita isolata (baita) ormai anche questa in rovina (ma che potrebbe un giorno essere un ottimo bivacco per agevolare la salita a questa montagna) e inoltre, sul versante destro orografico, sul ripido sentiero che sale ad aggirare il M. Taf  a circa 2400 mt, percorso come detto di tipo EE ed abbastanza "aereo". E' facile incontrare escursionisti che vi scendono giungendo da Weissmatten.

ITINERARIO DA PRAMAMBASC (Sent. 9A-9B, tracciato gps n° 38)

Viene proposto come punto di partenza l'alpeggio di Pramambasc, limite per l'accesso con mezzi motorizzati sprovvisti di permesso (il cartello è stato comunque spazzato via dalle valanghe dell'inverno 2008-2009) in quanto il tratto da Estoul è stato reso nuovamente agibile dopo le frane degli anni scorsi provenienti da un canalone del M. Ciosè poco prima dell'alpeggio. Con partenza dal parcheggio di Estoul (vedi anche Escursione EB02 - Colle Ranzola) occorre aggiungere iulteriori 20-25 minuti ai tempi qua riportati. Il percorso, nel tratto iniziale comune con quello della suddetta escursione EB02, non presenta un dislivello finale elevato ma occorre considerare che si deve salire prima al colletto fra Punta Regina e Punta della Garda per poi scendere sino ad incontrare il sentiero 9 nel bivio3 poco a monte dell'Alpe Frudiere e poi riprendere a salire. Al ritorna la salita dal bivio3 al colletto resta il tratto più faticoso, anche perchè spesso sotto il sole e che presenta attualmente tratti di sentiero rovinati da frane e valanghe.

Da Pramanbasc si prende la strada poderale per il Colle Ranzola che con alcuni tornanti, ed una deviazione a sinistra da tralasciare in quanto porta ad un altro alpeggio isolato (bivio1), si raggiunge velocemente l'Alpe Fenetre ai piedi dello spartiacque con la valle di Gressoney e del colle stesso (ore 0.30 da Pramambasc). Non seguire il sentiero che dal segnale su palina posto prima dell'alpeggio (sentiero che conduce al vicino Col Ranzola) ma passare dinanzi alle case per trovare un secondo segnale nella conca verdeggiante posta dopo esse (si tralascia anche una seconda poderale posta dinanzi alle stesse baite che porta ad un altro alpeggio più basso verso la Punta della Garda). Tale sentiero, attraversati i prati, si abbassa in un valloncello (altra zona rovinata dalle valange nell'inverno 2008-2009) e poi prende a salire a mezzacosta tra piccoli prati e cespugli di rododentri, sui fianchi della Punta Regina. Superata una propaggine della stessa diviene visibile l'erbosa cresta del colletto fra Punta Regina (a sx, raggiungibile per ripidi prati) e Punta della Garda (a dx, raggiungibile in pochi minuti) mentre appaiono dinanzi a noi le cime di M. Nery, M.Soleron e Punta Champlong (ore 0.30 dall'Alpe Fenetre, ore 1.00 da Pramambasc).

Si scende per un sentiero evidente tra morbidi prati per trovare poco più in basso la nicchia di distacco di una frana che ha portato con se una piccola parte del sentiero. Una nicchia di distacco di dimensioni ben maggiori si vede a sinistra, sulle pendici della Punta Regina con tracce di alberi abbattuti anche in seguito a valanghe (estate 2009). Si aggira il coronamento (ovvero il bordo superiore della nicchia di distacco della frana) attraversando per prati e si scende lungo il fianco destro della frana stessa, seguendo il sentiero che punta ad attraversarla trasversalmente nella zona di accumulo dei detriti, perdendosi in mucchi di terra, sassi ed alberi abbattuti. Era questo l'alveo di un piccolo ruscello e sede anche del bivio (bivio2, ore 0.20 dal colletto, 1.20 da Pramambasc) fra il sent. 9A che scende dal colletto ed il 9B che scende dal Colle della Garda (la frana ha risparmiato un masso con le indicazioni 9A-9B dipinte nei classici tondi gialli). Attraversato l'alveo di questo ruscello intralciato dai detriti si scende lungo il fianco sinistro della frana (dx e sx vengono date guardando valle come per i fiumi) per un ripido prato privo di tracce e pieno di buchi e cespugli che li coproono per poi ritrovare il sentiero più in basso, che si posta verso sinistra in direzione dei laghi.

ATTENZIONE: non ho più fatto sopralluoghi in zona ma nel 2012 dal sent. 9 si nota che la zona di frana si è ulteriormente allargata.

Il sentiero prosegue per prati e bosco di larici rado abbassndosi ulteriormente e spostandosi sempre verso sinistra per valloncelli e dossi vari, sino ad una lunga gobba del terreno anch'essa oggetto di smottamenti anche se in misura molto limitata che hanno tuttavia reso meno evidente la traccia da seguire. Si tratta essenzialmente di una serie di piccole spaccature e fenditure nel terreno, apertosi a libro e poi eroso dalle acque del disgelo, orientate da monte a valle, da attraversare trasversalmente passando appena a valle di un piccolo manufatto in calcestruzzo (casetta, circa 1mt x 1 mt, che sporge dal terreno per circa 50 cm, con una apertura e tratti di vecchie tubazioni di acquedotto divelte attorno) per ritrovare il sentiero poco oltre (ore 0.20 circa dalla frana precedente). Anche questa zona nelle carte è riportata come l'alveo di un piccolo corso d'acqua. Per completezza si ricorda che l'acqua è causa scatenante di molte frane e smottamenti, soprattutto quando si ha un grande apporto dovuto al disgelo dopo un inverno ricco di precipitazioni nevose come quello appena trascorso. L'ultimo tratto il sentiero si fa più ripido, si compiono alcuni tornanti e ci si immette in un valloncello umido (rigagnolo) e ricco di erbe per poi inoltrarsi sotto gli alberi, divenire più marcato e raggiungere il segnale su palina cin corrispondenza della riunione col sent.9 proveniente da Graines (bivio3, ore 0.10 dall'ultima frana, ore 0.45 dal colletto, ore 1.45 da Pramambasc). Da qua ai laghi si prosegue come per l'itinerario con partenza da Graines già descritto.

RIENTRO

Stessa via in circa ore 2.30 dal Colle di Frudiere a Graines e in circa ore 3.25 dal colle a Pramambasc. E' possibile allungare ulteriormente il percorso scendendo (o salendo) per la variante che dal lago inf. (Alpe del Lago) porta al ponte in legno poco a monte del bivio per Alpe e Colle della Garda.

VARIANTE DI RIENTRO (sentiero n° 9 nuovo, tracciato gps n° 72)

Viene qua presentata come variante di rientro ma in effetti sarebbe il percorso lungo il sent. 9 ufficiale (adottato dopo che il tratto del sentiero precedente il lago inferiore era stato daneggiato da frane). Utilizzando il sent. 9 nuovo (per Alpe Chastellet e Alpe Pichiou) e quello vecchio (più diretto) si viene a creare un piccolo anello molto bello a valle del lago inferiore, che può essere percorso ovviamente in entrambe le direzioni. Occorre prevdere circa 30 minuti in più di discesa e circa 40 minuti in più in salita, oltre a 100 mt di dislivello ulteriori (salita e discesa in quanto il sent. 9 sale sino a quota 2135 mt circa per poi giungere al Lago Inferiore dall'alto in corrispondenza dell'Alpe del Lago).

Dal lago inferiore portarsi alla vicina Alpe del Lago che lo domina su un promontorio verso valle (A Del Lago, ore 0.05 dal Lago Inf.). Questo alpeggio, arrivando dal lago, presenta un gruppo di fabbricati sulla destra ed uno più piccolo staccato a sinistra. Svoltare a sinistra subito dopo questo fabbricato (segni gialli) e seguire la traccia non molto evidente che prende a salire la montagna boschiva, con viste sul lago sottostante. Si ignorano due bivi poco visibili a sinistra per lAlpe Crote e l'Alpe Rave che si intravedono dal basso, poi il sentiero si sposta a destra in falsopiano raggiungendo la sua massima quota (qmax, circa 2135 mt, ore 0.25 dall'Alpe del Lago, ore 0.30 dal Lago Inf.). Dopo si inizia a scendere con moderata pendenza e percorso sempre rettilineo sino a che si scorge in basso un terrazzamento fra larici con un laghetto acquitrinoso. Il sentiero svolta a destra e scende ripido con alcuni tornanti (sassoso, attenzione) sino alla conca del laghetto (laghetto, ore 0.15 da qmax, ore 0.45 dal Lago Inf.). Si aggira il laghetto dal lato verso valle e superato una gobba si giunge alla diroccata baita di Alpe Chastellet da sopra (A Chastele, ore 0.05 dal Laghetto, ore 0.50 dal lago inf.).

Si scende sulla destra ad aggirare la baita verso valle e ci si trova su un prato invaso da piante di rabarbaro dove la traccia del sentiero è un po' nascosta. Si prosegue sino agli alberi a valle e con alcuni tornanti sotto essi si arriva alla bella baita di Alpe Pichiou (A Pichiou, ore 0.10 da Alpe Chastellet, ore 1.00 dal lago inf.). Passiamo dinanzi alla baita per trovarci nuovamente su un prato invaso dal rabarbaro più ripido del precedente. Si segue la traccia che si abbassa con tornanti per poi arrivare ai larici a fondo prato. Ormai visibile il torrente lo si raggiunge in breve con una ulteriore discesa fra gli alberi, in corrispondenza del ponte che ci riporta sul percorso di salita (ponte3, ore 0.10 da Alpe Pichiou, ore 1.10 dal Lago Inf. di Froudiere). Da qua con il percorso di andata si ritorna a Graines.

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