Escursione
EA07
Bivacco Città di Mariano
(mt. 2840)
Valle di
Ayas

Il Bivacco Città di Mariano dal sentiero di accesso (27 luglio 2008)

Il Bivacco Città di Mariano dal sentiero di accesso (27 luglio 2008)



Ultimo aggiornamento della pagina: 13-09-2010

Partenza: Ayas - Loc. Saint Jacques (mt.1689)
Difficoltà: EE
Periodo consigliato: luglio/settembre
Segnavia:  6-6C, poi ometti e segni bianchi o gialli, segnali della Kramethal nella zona di Fiery (non più esistenti nel 2010), segnali TMR.
Dislivello: 1151 mt
Tempi percorrenza: ore 3.40 (discesa ore 2.45 per la via della salita, ore 3.15 per la Valletta di Tzere, ore 3.20 per il sentiero 8E)
Acqua: partenza (fontane in Place de la Crotes), Fiery (fontanella a fianco ingresso bar), Alpe Djomein, bivacco Città di Mariano (sorgente, v. indicazioni in questa stessa pagina ed in loco)
Note: Escursione monto bella, che può essere completata con il prolungamento al Lago di Tzere (circa 25 minuti dal bivacco), di fronte al Ghiacciaio di Ventina. Nella zona è facile avvistare gruppi di stambecchi e camosci. Per variare il percorso si può completare l'escursione rientrando per la valletta di Tzere.
Precauzioni particolari: prestare attenzione l'ultimo tratto su rocce e pietraie (in alcuni passaggi è necessario l'uso delle mani) ed in particolare immediatamente sotto il bivacco dove è possibile trovare rocce umide causa acque sorgive. Consigliabile portarsi adeguata provvista d'acqua, poiché lungo il percorso vi sono solo ruscelli che possono essere sporcati da bestiame al pascolo.
Equipaggiamento particolare: bastoncini da trekking (consigliati telescopici per riporli nello zaino nell'ultimo tratto), scarponi dtrekking impegnativo o alpinismo.
Tracciato GPS: tracciato 09 (salita al bivacco), tracciato23 (salita al bivacco, sorgente, discesa per Valletta di Tzere), tracciato 61 (discesa per il sent. 8e). In corsivonel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS. Nota: nei tracciati 23-61 NON sono stati ribattuti tutti i waypoint del tracciato 09 e ne sono stati aggiunti alcuni.
Immagine tracciato GPS: tracciato 09 parte 1, tracciato 09 parte 2 , tracciato 23 parte 1, tracciato 23 parte 2, tracciato 61 parte 1, tracciato 61 parte 2
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Il bivacco Città di Mariano è il tipico bivacco a semibotte, un tempo rosso e nel 2008 ritinto in giallo, ben evidente durante l'avvicinamento, costituisce la meta di una bella escursione nel Vallone delle Cime Bianche con percorso in parte lungo l'antica via della Kramethal e del moderno Tour del M. Rosa ovvero TMR (è facile incontrare escursionisti che arrivano da Zermatt). Può essere utilizzato come base per escursioni in ambiente di ghiacciaio (Ghiacciaio di Ventina), o solo per raggiungere il vicino Lago di Tzere dalle caratteristiche glaciali. L'ho classificata come escursione EE, anche se indicata come E in alcune guide, poiché il tratto finale va affrontato con le dovute precauzioni, essendo su terreno di pietraia (perlopiù di massi stabili non scivolosi, dove gli scarponi alpinistici si "aggrappano" bene) dove occorrono spesso l'uso delle mani, calzature adatte, e l'attenzione necessaria per seguire i pochi segnali dipinti e gli ometti esistenti, mentre il prolungamento verso il Lago di Tzere è anch'esso poco evidente anche se non molto ripido. Quest'ultimo tratto, attualmente, non l'ho ancora affettuato.

Si vedano anche in merito la scheda del Bivacco Città di Mariano e relativa galleria fotografica.


ITINERARIO (Sent. 6-6C, tracciati GPS n° 09 - 23 - 61)
 
Il percorso qua descritto è quello attualmente più seguito, poiché meglio tracciato, ma vi erano in passato due altre vie che sarebbe bene ritracciare. La prima  si staccava dal sentiero 6 (sentiero delle Cime Bianche) in corrispondenza del bivio2 poi saliva vero l'Alpe Ceucca e si teneva sulla grossa e prolungata collina che separa la valletta di Tzere (scavata dal torrente che scende dall'omonimo lago), dal vallone delle Cime Bianche vero e proprio (o Vallone di Courtod, percorso dal torrente Courtod dal quale prende le acque l'omonimo Ru, antico canale irriguo che percorre il versante dx della Valle d'Ayas a mezzacosta sino al Colle de Joux), proseguendo parallelo al sentiero 6 al quale poi si riallaccia (o meglio si congiunge con un breve tratto di collegamento fra i bivi bivio3 e bivio4). La seconda, ben più lunga e forse anche meno agevole, partiva in corrispondenza dell'alpeggio di Mase e arrivava al bivacco da nord, ovvero dalla parte opposta a quella del primo sentiero, con un percorso in gran parte su pietraie, ora pochissimo segnalato (presenti alcuni ometti a nord del bivacco che indicano l'inizio della discesa).

Si parte da S. Jacques, come per l'escursione al Lago Blu ed al Rif. Mezzalama con le quali si ha il primo tratto di percorso comune (fino al bivio sottostante le case di Fiery), ovvero salendo, dalla Place de la Grotte, lungo la strada del paese sino ove termina ed inizia la poderale per il Pian di Verra (si trascura il primo ponte verso sx, quello per il Vallone del Tournalin, ovvero quello dove c'è l'edicola votiva in mezzo allo svincolo). Pochi metri più avanti si valica il torrente Evancon su di un ponte (ponte1), si trascura a sx la deviazione per la borgata Blanchard e si sale seguendo il torrente su di un sentiero rifatto nell'estate 2006 fino ad un secondo ponte in legno, ricostruito nel luglio 2007 (ponte2), dove si valica il torrente proveniente dalla valle di Tzere che raccoglie le acque di uno minore parallelo ad esso e proveniente dal vallone delle Cime Bianche poco sopra Fiery. Il sentiero, ripristinato per un lungo tratto nel 2007, si sposta sulla destra e dopo una curva punta decisamente verso il bosco presentandosi come una lunga serie di gradonate in pietra che terminano inoltrandosi nel bosco di larici. Nel tracciato 23, da ponte 3 a bivio 1, la via di salita differisce da quella di discesa perchè nel bosco sono presenti due antichi sentieri, uno affiancato da muretti, pressochè paralleli. Comunque si arriva in breve ad un bivio ben segnalato (segnali gialli su palina) dove dobbiamo svoltare a sx (bivio1), per raggiungere in breve le case di Fiery (mt. 1875, ore 0.30 dalla partenza), antico e piccolo agglomerato fra cui spicca un albergo ottocentesco e la cappella (nella cui costruzione antistante di cui costituiva una dipendenza ora ha sede un piccolo bar). Presente dal 2009 (o 2010) una piccola fontana.

Fra la cappella e l'albergo un passaggio (numerazione 6 su un muretto, rifatta di recente) ci porta dietro le case dove ricompare il sentiero (targa che ricorda il Beato Pier Giorgio Frassati), che si sposta quasi pianeggiante verso sx sino a valicare su di un ponte in legno il torrente che scende dalla valletta di Tzere (ponte3). Prima del ponte tracce di sentiero che seguono il torrente verso monte porterebbero all'Alpe Ceucca inf. (visibile dal basso), ma questo percorso più in alto è pressochè scomparso o comunque poco evidente. Il tracciato evidente invece prende a salire fra i larici, con alcuni tornanti, mentre il bosco si fa più rado, sino a piegare decisamente verso sinistra a risalire un piccolo avvallamento. Sono sempre evidenti i numeri 6 in nero su tondo giallo con frecce gialle, ridipinti di recente. Poco più sopra, in un tratto pianeggiante, oltrepassata una staccionata, si fiancheggia un ruscello e si  incontra una biforcazione, un tempo indicata come bivio TMR (bivio2 nei tracciati 9-23, bivio2a nel tracciato 61 ). Ora la scritta TMR (nero su rombo giallo) è stata cancellata e compare su di un sasso il numero 6 con attorno tre frecce gialle, indicanti S. Jacques (ovvero da dove proveniamo), la prosecuzione (dinanzi a noi) per le Cime Bianche e un sentiero che si sposta verso destra, a valicare il ruscello. Questo è un'altro dei vari sentieri che portano all'Alpe Ceucca Inf. e Ceuccaz Sup. (indicata su alcune carte come Alpe Cucaz) e si ricollegheranno al nostro percorso più avanti, che noi, poiché non sono ancora stati ritracciati, trascuriamo. Il rombo giallo con scritto TMR è comunque presente su di un masso poco prima del bivio stesso.

Poco più avanti (già visibile dal bivio2) troviamo un altro bivio (bivio 3, ore 1.10 dalla partenza, circa 0.40 da Fiery) segnato fino al 2008 da una palina con i cartelli marrone  e rosso bruciato della Via della Kramethal (nel 2010 i segnali sono scomparsi e resta solo il moncone della palina). Notare che questi cartelli non riportano la numerazione nera su tondo giallo, presente però su alcuni sassi, ma la numerazione delle tappe che può essere ritrovata sulle cartine dell'opuscolo "Il grande sentiero walser" in distribuzione all'ufficio informazioni turistiche di Ayas-Champoluc (si vede la bibliografia e cartografia). Il percorso a sx scende verso il torrente ed il canale Curtod, il 6 prosegue a dx valicando il ruscello. Seguiamo quindi quest'ultimo che esce dal limite del bosco e prende ad alzarsi più deciso, si sposta a destra e raggiunge un altro bivio (bivio2b nel tracciato 61) dal quale si va verso l'Alpe Ceuccaz sup o si scende al bivio2 (bivio2a) raggiungendo alcuni ruderi di baite (rudere, riferito a quelli più in alto, che andiamo a sfiorare col sentiero) e poi a toccare la baita dell'Alpe Ventina, integra nel 2008 e diroccata nel 2010. Dopo un paio di tornanti si arriva in un punto che io considero sempre luogo di una breve sosta in quanto panoramico sulla valle e soprattutto sul vicino Grand Tournalin (corrisponde al waypoint 161 del tracciato 09, circa ore 1.35 dalla partenza, waipoint panoramico nel tracciato 61).

Siamo all'inizio di un lungo falsopiano che termina in corrispondenza dell'alpeggio di Mase, antica tappa sulla via della Kramethal, ma non lo percorreremo per intero (non in questa escursione). E ci troviamo anche sul versante sx di quella che avevo definito come una grossa e lunga collina che separa la valletta di Tzere (alla nostra dx guardando la via da percorrere ma non visibile, poiché siamo più bassi della sommità della collina stessa) dalla valle del torrente Curtoud. Si sale con moderata pendenza verso un grosso masso riportante la scritta bianca "Biv. Citta di Mariano", scritta che non individua però la deviazione (di recente è stato aggiunto, in rosso e quindi meno visibile, "seguire il sentiero" accompagnato dal 6 nero su tondo giallo). Da questa posizione compare comunque visibile per la prima volta, evidente nella sua colorazione gialla, il bivacco, sulle rocce al di sotto del ghiacciaio di Ventina e alla destra del verde Palon di Tzere, che si presenta come una collina doppia . Seguiamo quindi il sentiero fino ad una seconda palina con i segnali della via della Kramethal, e diverse frecce e numeri su fondogiallo su sassi (bivio 4, ore 2.00 dalla partenza, ore 0.45 dal bivio3). A destra avremo il 6c e la scritta TMR, diritto (verso le Cime Bianche visibili in lontananza e riconoscibili per la roccia calcarea che le fa assomigliare un poco alle Dolomiti), restano il sentiero 6 con le sue diramazioni 6A-6B. Si svolta a destra per abbassarsi in una conca dove scorre un ruscello seminascosto fra sassi dalla caratteristica colorazione rossastra. Qua abbiamo un altro bivio (bivio5), non segnalato da paline (mancanza a cui occorrerebbe porre rimedio poiché i segnali esistenti su pietra non sono molto chiari, io stesso scendendo dal bivacco ho dato indicazioni ad un'escursionista che proveniva da Zermatt e doveva dirigersi a Resy.

A questo bivio (bivio5, ore 2.05 da S. Jacques) troviamo solamente una scritta TMR su un sasso riferita ad una deviazione verso destra (ovvero lungo il ruscello) che punta verso la Valle di Tzere aggirando la grossa collina sul lato est, e si ricollegherebbe al sentiero proveniente dal bivio 2 (ex TMR) che avevamo trascurato salendo, ma quest'ultimo non è ancora stato ritracciato. Poco oltre un'altra pietra riporta il numero 6C, su un sentiero che sale a sx a mezzacosta, verso il bivacco Città di Mariano. Si segue questa via, quindi, mentre appaiono sotto di noi i ruderi dell'antica Alpe Varda, prima poco visibili, un ometto che lasciamo sulla sinistra e si avvicina decisamente il Palon di Tzere (altro ometto sulla cresta) e poi, lungo il fianco, i resti delle baite dell'Alpe di Tzere. Anche in questo caso raggiungiamo un altro falsopiano, con conseguente lieve abbassamento in una seconda conca dove nel 2007 era presente un segnale giallo su palina (segnale, ore 2.25 dalla partenza, circa 0.20 dal bivio5, circa 2430 mt di quota) riportante la sola scritta "S.Jacques ore 2" rivolta verso la direzione da dove proveniamo. Nel 2008 il segnale era stato rimosso ma ho considerato utile ribattere il waypoint con lo stesso nome (tracciato 23), nel tracciato 61 è indicato come exsegnale.

Il punto resta il riferimento per un altro sentiero, del tutto invisibile all'inizio, che può essere utilizzato per scendere nella Valletta di Tzere. L'ho percorso nel 2005 e lo accenno anche se non lo consiglio (piuttosto seguire il percorso TMR al bivio5) poiché nel tratto iniziale era franato, e dall'alto (nel 2008) non mi pareva evidente, segno che non era ancora stato tracciato preferendo forse il percorso TMR (che collega i sentieri 6C e 8E), mentre è stato ritracciato più in basso (dove si congiunge il percorso TMR). Comunque, guardando il Palon di Tzere, dal segnale, occorre seguire l'avvallamento erboso verso destra ovvero verso la valletta di Tzere, per poi rintracciare il sentiero ove il terreno si fa ripido. Il sentiero è segnato punteggiato nell'immagine tracciato 23 parte 1, anche se in realtà scende con alcuni tornanti, per ricongiungersi in bivio6 con quello ben tracciato proveniente da bivio5.

Dal segnale si sale fra pascoli con moderata pendenza fino a raggiungere i ruderi dell'Alpe di Tzere (ore 2.45 dalla partenza, 0.20 dal segnale, mt. 2530), da dove si può partire per effettuare anche l'ascensione alla vetta del Palon di Tzere (ometto in cresta) e poi scendere in direzione del bivacco (seguendo una cresta non sempre agevole). Proseguiamo lungo il sentiero ben tracciato e, subito dopo l'alpeggio, quasi pianeggiante. Poi comincia ad esserci una alternanza di tratti su terreno friabile e tratti su pietraia (ha inizio in corrispondenza del waypoint pietraia del tracciato 61) ove ricompaiono i segni gialli (vecchi, non ho visto più numeri 6C dipinti di recente) alternati ad ometti. Il cammino si fa quindi un poco più faticoso, occorre prestare attenzione a come si affrontano i massi ed i bastoncini possono cominciare ad intralciare, mentre il bivacco comincia a sembrare davvero a portata di mano ed è possibile notare se vi sono persone vicino ad esso. Poco alla volta ci si alza sino ad un piccolo avvallamento sassoso e roccioso dal quale volendo si può anche salire vero il Palon di Tzre dal lato nord-est o scendere se si è saliti dall'alpeggio omonimo (da qua sembra ormai una bassa collinetta, da poco più su ci accorgiamo che in realtà è una collinetta doppia con una lunga cresta in mezzo). Il punto all'incirca alla base dell'ultima salita, ovvero oltre l'avvallamento dove si riprende a salire per davvero, è indicato come salita nei miei tracciati GPS (circa 2650 mt di quota a ore 3.10 dalla partenza, ossia a 0.30 dall'Alpe di Tzere). Notare che non essendo un punto preciso, salita nei vari tracciati gps può non essere proprio sempre nella stessa posizione.

Questa è l'ultima parte del percorso, ossia la più faticosa per la pendenza e perchè si svolge tutta o quasi su sassi (non molto sdrucciolevoli ed abbastanza stabili ma che comunque possono tradire) e rocce dalla colorazione rossastra. Meglio riposare un attimo e mangiare qualcosa per riprendere le forze essenzialmente per avere poi una maggiore lucidità mentale nell'ultimo tratto ove è richiesta molta attenzione. Nella fase iniziale i bastoncini da trekking possono aiutare, ma in breve si rivelano di impiccio e conviene riporli nello zaino per avere le mani libere di aggrapparsi ove serve. Si inizia a salire senza troppa fatica per poi dover affrontare pietre e massi  e passaggi stretti (il primo è passaggio, poco sopra ad una cascatella che bagna le rocce del sentiero, si passa arrampicando a sx del masso, ove c'è il segno giallo, NON è agevole passare dall'altro lato) salti notevoli e stretti canalini (waypoint canalino nel tracciato 61), spostandosi prima in diagonale verso destra (il bivacco scompare alla vista) e poi nella direzione di massima pendenza, seguendo per quanto possibile gli ometti presenti (alcuni davvero piccoli e a volte semi crollati, da ripristinare a discrezione di chi sale), vari segni verniciati e un po' sbiaditi (bianchi, o rossastri, tondeggianti e a rettangolo, darte preferenza ai segni gialli e seguite le zone d'erba) e le poche zone di terreno dove è evidente il passaggio degli scarponi di chi negli anni ci ha preceduto. Superata la collinetta che nascondeva il bivacco, esso resta sulla sinistra ma è meglio seguire gli ometti che salgono sempre nella direzione di massima pendenza senza puntare direttamente verso il bivacco stesso, per poi traversare in diagonale all'ultimo istante, arrivando dal lato dell'ingresso ove compare su di un masso l'indicazione per la sorgente (ore 3.40 dalla partenza, 0.30 dal waypoint salita). Nell'ultimo tratto le rocce possono rivelarsi bagnate e quindi sdrucciolevoli e scivolose per la presenza di piccole sorgenti.

Per raggiungere la sorgente occorre puntare decisi verso un grosso ometto tozzo su di un masso a circa 50 mt, guardando l'ingresso a dx del bivacco ed un poco alle vostre spalle, poi deviare in piano (senza salire o scendere) per circa 100 mt, seguendo ometti e tracce di sentiero, poi scendere a 45° di circa 50 mt (il percorso descrive una specie di arco), individuando tre ometti posti su dei grossi massi, sotto i quali fuoriesce l'acqua (coordinate UTM della sorgente:  E 400546, N 5083620, alt. 2844 mt, rilevate il 27-07-2008). Dalla sorgente è visibile il bivacco ma non è agevole fare un percorso rettilineo diretto da e verso esso. Per recarsi alla sorgente prevedere circa 15 minuti fra andata e ritorno (sosta a piacere).

RIENTRO

Stessa via in circa ore 2.45. Oppure sino al bivio5 per il percorso di salita e poi per la Valletta di Tzere o, sino al bivio3 per il percorso di salita e poi per il sent. 8e (v. paragrafi successivi).

RIENTRO PER LA VALLETTA DI TZERE (sent. 6-6C-7-8, tracciato GPS n° 23)

In alternativa, per fare un piccolo "anello" è possibile scendere dalla Valletta di Tzere svoltando in corrispondenza del segnale (percorso sconsigliato) o del bivio 5 (percorso TMR, ritracciato nella valletta di recente, con costruzione nel 2005 di un ponticello di legno a superare il torrente nel mezzo del Pian di Tzere). Dal bivacco al bivio5, prevedere in discesa circa ore 1.20-1.30.

Dal bivio 5 si svolta verso valle, nell'avvallamento, seguendo ometti e poi una traccia di sentiero sempre più marcata, che ci porta con alcuni tornanti sino al Pian di Tzere, grande prato verde incassato fra le pareti rocciose ed attraversato dal torrente che scende da Lago di Tzere. A circa 15 minuti dal bivio5 (circa 1.40' dal bivacco) troviamo la traccia proveniente dal bivio del segnale (waypoint bivio6) , poi si scende a mezzacosta (terreno friabile, attenzione !) e con un ampio tornante sotto belle formazioni rocciose si arriva al ponte in legno sul torrente (ponte4, a 0.25 da bivio5, circa 1.50 dal bivacco). Attraversato il torrente, il sentiero lo segue avvicinandosi ed allontanandosi da esso in un bosco di larici, sino ad un tratto di sentiero su gradonate di pietra che sfiorano l'acqua (cascata, a ore 0.25 dal ponte 4, ore 2.15 dal bivacco). Questo tratto è stato risistemato nell'estate 2005, prima occorreva passare su pietre disagevoli (soprattutto nei periodi di maggior affluenza delle acque) similmente ai tratti rocciosi appena sotto al bivacco Mariano. Poco dopo troviamo un belvedere con panchina (panchina) e scendiamo sotto roccioni e poi fra boschi sino ad incontrare il sentiero 7 per il Pian di Verra all'incirca in S7 (non è proprio il bivio perchè il sottoscritto ha "tagliato" per ginepri, il bivio vero è un poco più a monte). Da questo sentiero (ore 0.15 dal tratto a fianco il torrente, waypoint cascata, ore 2.30 dal bivacco) scendiamo verso Fiery, ricongiungendoci in bivio1 appena sotto le case al percorso iniziale (ore 0.15 dall'incrocio S7, ore 2.45 totali). Da Fiery, lungo la via della salita, si scende a S. Jacques con altri 20-30  minuti circa (ore 3.05-3.15 totali).

RIENTRO PER IL SENTIERO 8E (sent. 8E, tracciato GPS n° 61)

Questo percorso è alternativo a quello per la Valletta di Tzere in quanto occorre scendere sino al bivio3 (dal bivacco al bivio3 prevedere ore 2.20). Si svolta verso sinistra in direzione di una stazione meteorologica poco sottostante (stazmeteo, non esistente nel 2008) e, seguendo il sentiero, si giunge in breve all'Alpe Djomein (Adjomein, fontana). Dinanzi alla baita, il sentiero scende in diagonale nel vallone (nella parte bassa cioè) puntando in direzione del Grand Tournalin, a mezzacosta sotto il bosco di larici. Occorre prestare attenzione quando ci si avvicina al torrente, al ponticello in legno (costruzione recente) che si intravede fra gli alberi e ci permette di attraversarlo. Un bivio (bivio6), poco evidente, ci fa scendere verso esso (attenzione, è terreno di bosco, molle e spesso umido, anche franoso). Raggiungiamo così il ponte (ponte4) e traversiamo dall'altra parte (0.20 dal bivio3, ore 2.40 dal bivacco). Risaliti dalla parte opposta ci troviamo a seguire una traccia su bei pascoli (frecce sui massi), mentre a monte si vede la parte bassa del vallone delle Cime Bianche e l'Alpe Curtod, ben poco visibili dal sentiero 6.

Scendendo verso valle troviamo subito una traccia più marcata, è il sentiero 5A (bivio7, marcato su un masso però rivolto verrso valle). Si prosegue avvicinandosi al torrente, dopo una curva a destra, si prosegue a fianco esso che si abbassa mentre il sentiero, una traccia recente (terra nuovamente molle, di sottobosco) si tiene più alto sotto gli alberi (larici). Si prosegue così sino ad uno slargo, una specie di radura nel bosco ove (nel 2010) la traccia su terra diviene più larga e a destra il bosco si apre e si intravede la sagoma del M. Croce. Poco più a valle sulla sinistra vi è il rudere all'Alpe Cret (acret, ore 0.10 da bivio7, ore 2.50 dal bivacco), alla quale si può salire velocemente (una traccia di sentiero le gira attorno e permette di affacciarsi sull'orrido del torrente. Ripreso il percorso si attraversa un altro grande prato, poi nuovamente sotto gli alberi, poi un secondo prato con traccia di poderale e baite in lontananza, ove frecce su massi ben visibili ci invitano a deviare verso sinistra, per inoltrarsi nel bosco (bivio8, ore 0.10 dall'Alpe Cret). Seguiamo questa traccia ed ignoriamo le altre che portano verso le poderali del Vallone del Tournalin. Il sentiero scende ora in un bosco di abeti, avvicinandosi al torrente (zona di erbe, sterpaglia ed ontani) con alcune curve, sino ad una zona di grossi massi e, finalmente, sbuca sulla sterrata in un tornante a monte della segheria (notare la statuetta della madonna su un abete abbarricato verso il torrente). Un segnale su masso indica l'inizio del sentiero 8a (sent8e, ore 0.10 dal bivio8, ore 3.10 dal bivacco). Seguendo la sterrata si scende al ponte sull'Evancon in corrispondenza di una edicola votiva e, su strada asfaltata, alla piazzetta di S. Jacques (ore 3.20 totali dal bivacco).

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