Escursione
EA05
Rifugio Mezzalama (mt. 3004) Valle di
Ayas

Rifugio Ottorino Mezzalama (23 giugno 2006)

Rifugio Ottorino Mezzalama (23 giugno 2007)



Ultimo aggiornamento della pagina:  26-08-2010

Partenza: Ayas - Loc. Saint Jacques (mt.1689)
Difficoltà: E+
Periodo consigliato: giugno/settembre
Segnavia:  7
Dislivello: 1315 mt
Tempi percorrenza: ore 4.15 (discesa ore 3)
Acqua: partenza, Fiery (?), Pian di Verra inf (sorgente), ruscelli fino a Pian di Verra sup., Rif. Mezzalama
Note: escursione non particolarmente difficile ma lunga, in ambiente a contatto con i ghiacciai, luogo frequentato da alpinisti. Nella zona è facile avvistare gruppi di stambecchi e camosci.
Precauzioni particolari: alcuni tratti su cresta morenica e su terreno morenico friabile. Portasi acqua dopo il Pian di Verra Sup.
Equipaggiamento particolare: bastoncini da trekking, consigliati scarponi da trekking impegnativo a da alpinismo
Tracciato GPS: tracciato 06 . In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: parte 1, parte 2
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

L'escursione al Rifugio Mezzalama, oltre il  quale per molti inizia l'avventura nel "magico mondo dei 4000", resta una classica della Valle d'Ayas e può essere eventualmente completata con l'ascensione al più alto Rifugio Guide della Valle d'Ayas, che richiede però attrezzatura ed allenamento già alpinistici in quanto occorre attraversare un tratto di ghiacciaio. Il "Mezzalama" comunque è una meta raggiungibile senza particolari difficoltà se si esclude la consueta cautela nei tratti di cresta su morena (terreno friabile) che possono comunque essere ridotti in quanto il sentiero in gran parte si tiene al disotto del bordo della cresta stessa a meno di non voler seguire la traccia parallela sul filo della cresta stessa (molto esposta), con le dovute precauzioni. Ovviamente è un percorso d'alta quota che rientra nell'ambito delle escursione di durata circa 4 ore, e quindi richiede un certo allenamento. L'ambiente è senza dubbio unico, in quanto porta l'escursionista a contatto sia con i ghiacciai, sia con l'ambiente alpinistico per il tipo prevalente di frequentatori abituali del rifugio, sia per la presenza di una struttura "antica" (o meglio storica) che ci ricorda quando un rifugio alpino era davvero un luogo di ricovero e di riparo, essenziale ma confortevole e non un semplice albergo d'alta quota. Parte del tracciato (sino al termine del Pian di Verra inf.) è in comune con quello dell'escursione al Lago Blu, al quale ci si può ricollegare, passando da esso all'andata o al ritorno.

Si vedano anche in merito la scheda del Rifugio Mezzalama e relativa galleria fotografica.


ITINERARIO (Sent. 7, tracciato GPS n° 06)
 
Diamo come partenza e come riferimento la piazzetta di Saint Jacques, poiché è dove solitamente si arriva con l'auto tranne nei periodi di massimo affollamento quando è difficile trovare parcheggio (nei giorni attorno a Ferragosto), individuata anche dal Waypoint Sjacqs corrispondente alla cappella. Qua è possibile approvvigionarsi di acqua ad una fontana posta sulla destra, al di sotto di una grotta artificiale che ricorda quella di Lourdes, oppure ad altre fontane per le vie. Si segue la via principale del paese lungo la riva dell'Evancon, lasciando a sinistra il ponte (edicola votiva in mezzo alla strada) che da accesso al vallone del Tornalin (non contato nell'elenco dei ponti che compaioni nel tracciato GPS poiché non interessa il nostro percorso), fino a superare la frazioncina Blanchard che resta sull'altro lato del torrente con i suoi antichi rascard (siamo in una zona con molte costruzioni di origine Walser), fino ad un altro ponte in legno (ponte1) che porta sulla sinistra a questa frazione e sulla destra da accesso al sentiero per Fiery, recentemente risistemato. Poco prima del ponte sulla destra si era lasciata la poderale che sale al Pian di Verra inf., dalla quale eventualmente si può rientrare, che viene percorsa solo dai mezzi autorizzati (tra cui il servizio jeep-taxi, con partenza durante la stagione estiva dalla piazzetta della cappella). Saliamo quindi oltre il ponte1, seguendo quello che era un antico sentiero walser, ora risistemato poiché le pietre erano consumate dal passaggio di migliaia di persone nel corso degli anni, lasciando a sx il cartello Blanchard e seguendo i segnali gialli n° 7/8. Poco dopo si incontra una confluenza di due torrenti (l'uno proveniente dalla Valletta di Tzere, l'altro dal Vallone di Verra che insieme vengono a formare l'Evancon e si superano su un secondo ponte (ponte2), zona in cui nel 2007-2008 è stato ricostruito il ponte stesso e sistemato il  sentiero che si sposta verso destra sino a portarsi al di sotto del bosco di larici. Continuiamo a salire tra tracce diversificate in una zona ove le pietre che costituivano la massicciata originale sono molto levigate e consunte, sino alla frazioncina di Fiery (mt. 1878, ore 0.25 dalla partenza), dove una serie di segnali ancora prima delle case ci indica a destra per il Pian di Verra/Lago Blu/Valle di Tzere e a sinistra per il Vallone delle Cime Bianche (bivio1).

Il bosco si apre leggermente e poco dopo lasciamo a destra un'altra deviazione (bivio2) verso l'antico albergo di Belbosco (Beau bois) ove si individua anche un antico rascard e dal quale ci si può portare al villaggio walser di Resy (incrocio poco prima del villaggio stesso, sentiero 8a). Superata sulla sinistra una antica baita intonacata bianco calce si riprende a salire in un bosco di larici con diversi tornanti finchè il perrcorso svolta decisamente verso destra a mezzacosta, supera una deviazione segnalata da paline a sx (bivio3, ore 1.00 dalla partenza) ed individuata verso valle da una pietra piatta con i numeri gialli 7/8 e a monte da un'altra col la scritta TMR e due frecce gialle. Il percorso TMR porta (guardando la pietra) a sx verso la velletta di Tzere, a dx verso il Vallone di Verra ed è questa la direzione che dobbiamo tenere (ovvero la direzione opposta a quella da dove arrivavamo). Poco più avanti il sentiero quasi pianeggiante svolta a sx e si immette in un valloncello seguendo il torrente di Verra, compare il M. Rosa fra gli alberi e raggiunge il Pian di Verra inf. in corrispondenza di un grosso roccione triangolare (Verra-rocc) e della poderale che proviene da destra superando un ponticello di legno (mt. 2050, ore 1.10 da Saint Jacques).

Percorriamo il piano seguendo la traccia della poderale che si tiene tutta a sx, lasciando a destra i pascoli, un'antica baita e fabbricati più recenti dove negli anni 70 vi era anche un ba (palina del bivio per il sentiero 8 per la Punta Bettolina). Al termine del pianoro individuiamo il bivio per il Lago Blu i cui segnali indicano anche Rif. Mezzalama - Rif. Quintino Sella ed i numeri 7/8 (bivio4). E' possibile salire per questa via per poi ricollegarsi al percorso originale tramite due ponticelli costruiti nell'autunno 2006 a superare il torrente di Verra fra le due morene che scendono ai lati del Gran Ghiacciaio di Verra, quest'ultimo molto ridotto negli ultimi anni. Personalmente ho preferito seguire la via originale, svoltando a dx lungo la poderale. Si oltrepassa il torrente su di un ponte (ponte3) e poco dopo si incontra quella che può essere ormai considerata una "fontana" storica della zona (fonte), poiché esiste almeno dagli anni 60 (in realtà è un grosso pozzetto di calcestruzzo fuori terra con una tubazione dalla quale fuoriesce il getto). La poderale si dilunga in tornanti che possono essere tagliati seguendo le ripide e friabili tracce del sentiero originale, in un bosco di larici sempre più rado (nel tracciato GPS ho preferito seguire tutte le curve della strada). Ad un tornante spostato verso il torrente incontriamo una diramazione (bivio 5a, circa 15-20 minuti dalla fonte), nel 2010 segnalato solo da una palina mancante ancora dei cartelli gialli, che ci porta ai suddetti ponticelli e di seguito al sentiero del Lago Blu, superando la morena. Poco più avanti la strada svolta a seguire l'ultima propaggine della morena di destra inserendosi in una valletta a seguire il torrente, la strada diviene rettilinea, si lascia sx un'altra diramazione (bivio 5b) che anch'essa si ricollega al percorso del Lago Blu in corrispondenza dei due ponticelli (eventualmente utilizzabile per il ritorno). Nel giugno 2010 non vi sono segnalazioni tranne i numeri 7 e 8 su cerchio giallo. E' evidente che si è preferito indicare come sentiero 7/8 quello che dal bivio 4 sale al Lago Blu, supera i ponticelli e si ricollega al percorso originale in questo punto, anzichè il vecchi sentiero che taglia i tornanti della strada. Poco dopo una evidente gradinata di recente realizzazione, segnalata da una palina con cartelli gialli, in corrispondenza di uno slargo ove i taxi -jeep fanno capolinea ed inversione di marcia, ci indica la via di accesso alla cresta del Mezzalama, ovvero la lunga salita alla morena destra (quella a sx è quella che abbraccia il Lago Blu). Questo punto è individuato dal waypoint bivio6, a circa 2317 mt di quota e a circa ore 2.10 da Saint Jacques. In realtà la salita alla cresta può avvenire, anche da un secondo sentiero (n° 7a), meno ripido, che si staccava più avanti dietro le baite del Pian di Verra Superiore. Noi comunque prendiamo questa strada, svoltando  a sx lungo i gradini e lasciando a dx la poderale ed il percorso che, oltre le baite di Pian di verra Sup., si ricollega al n° 8 per il Passo della Bettolina ed il Rif. Quintino Sella.

La salita si fa ripida ed assolata poichè ormai da tempo sono scomparsi anche gli ultimi larici. Si sale seguendo la traccia sicura, per tornanti, mentre la vista si apre sulla lunga e stretta conca del Pian di Verra superiore, sino ad un primo risalto (una specie di piccolo pianoro dove poco sopra si congiunge il sentiero 7a che sale dal Pian di Verra sup.), poi si riprende in diagonale avvicinandosi sempre più alla cresta ed ai ghiacciai del M. Rosa. E' bene notare che il sentiero attualmente si mantiene per gran parte del percorso al disotto della cresta, più sicuro quindi, mentre un tempo esisteva solo quello sul filo della stessa (su terreno friabile) che è tuttavia possibile raggiungere. Io ho comunque seguito quello più "sicuro" che arriva in cresta molto più a monte e ne lascia da percorrere solo un tratto abbastanza breve. La salita è comunque lunga e, col sentiero "sicuro" si arriva in cresta in corrispondenza di una roccia con segno giallo (waypoint cresta) a circa 2800 mt, a ore 1 - 1.10 dal bivio6 (cioè dalla poderale) ovvero a circa ore 3.20 dalla partenza.

Il panorama cambia decisamente in quanto ci troviamo ad osservare l'ambiente dei ghiacciai e fra le due morene, il Pian di Verra inf. appare piccolo e lontano, come piccole appaiono le baite del Pian di Verra sup. E' ovviamente visibile il percorso in cresta che non abbiamo fatto (seguendo il percorso "sicuro"), poiché ci troviamo alla confluenza dei due sentieri (vedi foto). Seguiamo quindi il percorso in cresta con il rifugio ben visibile dinanzi a noi ma ancora 200 mt. didislivello più alto. Ben presto ha inizio una serie di saliscendi, poca cosa ma comunque su terreno morenico, che ci portano in zone ove spesso sono presenti piccoli accumuli di neve, poi vi è un tratto sempre di cresta ma al quale occorre prestare attenzione poiché lo si attraversa non sul filo superiore ma a mezzacosta su terreno morenico e friabile con il sentiero che in alcuni punti tende a cedere (ed i bastoncini o le mani possono essere d'aiuto). Questo forse è l'unico tratto delicato del percorso (vedi anche foto , è la cresta che si intravede oltre il nevaio e prima di quella con i fianchi "inerbati").

Siamo quasi arrivati, attraversiamo un altro avvallamento (verdeggiante) a circa 0.30 ore dal punto di arrivo in cresta (ore 3.50 dalla partenza) con il rifugio sempre più vicino ma che poi scompare alla vista, per affrontare l'ultima ripida salita (detta da alcuni "ammazzacristiani") ovvero un tratto di sentiero sullo spigolo di una piramide morenica con i fianchi inerbati che rendono la zona caratteristica ed il rifugio individuabile anche da lontano, poiché si trova proprio sulla sommità di essa. Superata un'ultima gobba ed alcuni ometti ben evidenti, ce lo troviamo improvvisamente davanti, al termine di un tratto a schiena d'asino, nel suo mondo ormai più solo di rocce e ghiacci (ore 4.15 da Saint Jacques, circa ore 2 da quando avevamo lasciato la poderale al bivio6 ovvero da dove si arriva con il taxi-jeep). Per chi ha voglia consiglierei di salire ancora un poco seguendo il sentiero sulla sx del rifugio, ovvero il percorso per il Rif. Guide Val d'Ayas, per poterlo osservare e fotografare dall'alto con in sfondo la Valle d'Ayas e la conca del Vallone di Verra nonché le morene ed un piccolo laghetto sottostante il rifugio stesso.

RIENTRO

Stessa via in circa ore 3. E' possibile variare il percorso deviando a dx sulla strada del Pian di Verra sup. (bivio5a , bivio5b) per portarsi tramite i due nuovi ponticelli sul sentiero del Lago Blu e scendere da questo al Pian di Verra inf (prolungando la discesa di 15-20 minuti). Notare che il Lago Blu non è visibile dal tratto in cresta del sentiero per il rifugio così come è tracciato attualmente, ma lo era quando si arrivava in cresta molto più a sud, zona franosa che può comunque essere raggiunta attualmente scendendo la cresta con grande cautela. Dal Pian di Verra inf. è possibile scendere a Saint Jacques tramite la strada poderale. Da Beau Bois (bivio3) è possibile proseguire per Resy e scendere per il sentiero 9 a Saint Jacques.

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