Escursione
EA03
Palon di Resy (mt. 2675)
Laghi di Resy (mt. 2572)
Valle di
Aya

Croce in vetta al Palon di Resy e M. Rosa

Croce in vetta al Palon di Resy e M. Rosa (29 aprile 2007)


Ultimo aggiornamento della pagina:  30-06-2008

Partenza: Ayas - Loc. Saint Jacques (mt. 1689)
Difficoltà: E
Periodo consigliato: aprile/ottobre
Dislivello: mt. 986 da S. Jacques a Palon di Resy, mt. 883 da S. Jacques a Laghi di Resy, mt. -103 da Palon di Resy a Laghi di Resy
Segnavia: 9 (fino a Resy), 8B-8C
Tempi percorrenza: salita ore 2.30 fino a Palon di Resy (rientro ore 1.40 stessa via), ore 0.35 da Palon di Resy a Laghi di Resy (ometto), ore 1.40 rientro da Laghi di Resy (ometto) a S. Jacques per la "via degli ometti"
Acqua: partenza, due fontane prima di Resy, fontane a Resy o in rifugio.
Note: dal Palon di Resy si ha una bellissima veduta del M. Rosa, consigliata la salita nelle giornate particolarmente limpide
Precauzioni particolari: nessuna, tracciato di salita perlopiù ripido, visto il dislivello di quasi 1000 mt da percorrere in circa 2 ore e 30.
Equipaggiamento particolare: nessuno, portarsi acqua dopo Resy
Tracciato GPS: tracciato 02 (salita la Palon di Resy) tracciato 21 (anello completo con rientro dalla "via degli ometti") In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: tracciato sino Palon di Resy, tracciato dell'anello completo
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik



PREMESSA

Itinerario che porta ad uno dei più belli e famosi belvederi della valle sul massiccio del M. Rosa, è un ottimo allenamento anche per il dislivello di quasi 1000 mt. da percorrersi in 2 ore e mezza. La zona del Palon è abbastanza frequentata, più solitaria la zona dei laghi, molto caratteristici. Il tracciato suggerito per il rientro dai laghi consente da un lato di variare il percorso, dall'altro di non ripercorrere in salita parte di quello dell'andata e di esplorare parte del Vallone della Forca con possibilità di collegarsi al Colle della Bettaforca o al Lago della Bettaforca. Questa parte di escursione si svolge tuttavia in un ambiente in gran parte alterato dalle piste da sci, dagli impianti e da varie strade interpoderali. La zona inoltre si trova sul Grande Sentiero Walser e faceva parte della Antica Via della Kramerthal. Il percorso completo S.Jacques-Resy-Palon di Resy-Laghi di Resy-via degli ometti-Resy-S. Jacques è lungo circa 8,9 Km

ITINERARIO PALON DI RESY (Sent. 9-8C, tracciati GPS n° 02 e 21)

Da S. Jacques, posto al termine della S.S. della Valle d'Ayas parcheggiare, se possibile, nella piazzetta della cappella o, in alternativa nei periodi di massimo affollamento, nel piazzale poco prima di entrare in paese, o nel piazzale di Frachey (in particolare nei weekend di agosto spesso la piazzetta di S. Jacques è occupata da mercatini, padiglioni e manifestazioni varie, e a volte viene interdetto l'accesso al villaggio dopo Frachey, per cui occorre procedere a piedi o usufruire di servizio navetta gratuito). Si segue la via fra le case che parte dietro la cappella (Chemin du Resy), salutando l'effige dell'Abate Amè Gorret, insigne alpinista valdostano del secolo scorso, sulla canonica, si passa dinanzi ad alcune antiche e caratteristiche abitazioni fino a raggiungere, al termine del tratto asfaltato, l'inizio del sentiero vero e proprio (segnale n° 9, vari segnali su palina). Il sentiero prende a salire spostandosi sulla sinistra per poi ripiegare a destra, nel bosco di abeti, in gran parte lastricato (antica via per Resy). Ci si innalza velocemente fino a intersecare in circa 10 minuti il tracciato di una nuova strada poderale di recente realizzazione (anno 2006). Benché tale opera venga realizzata con una certa cura (steccati in legno e reti di corda atte a trattenere il terreno riportato ai lati onde frenare l'erosione delle acque superficiali e favorire l'inerbamento delle rive), viene da chiedersi come ancora oggi nella regione si persegua una politica, iniziata negli anni 80 e spesso criticata dagli stessi turisti, di realizzazione di una rete di strade sterrate che tende a raggiungere tutti i luoghi più remoti o ancora intatti di un territorio sempre più inurbato a onta di un rispetto per la natura e l'ambiente sempre richiesto a chi visita la valle proveniente dalle città di pianura. Non è frequente infatti imbattersi su queste strade, nella nostra veste di escursionisti e fautori di un turismo nuovo e rispettoso del territorio (e non di massa e di grande impatto ambientale come spesso accade nella stagione invernale), oltre che di valligiani che giustamente le utilizzano per il lavoro negli alpeggi o nei rifugi, di escursionisti "locali" che salgono con mezzi motorizzati fin dove queste strade lo permettono. Quest'ultima strada, che altera uno dei più bei sentieri della zona , come altre, non si capisce bene ancora a chi possa giovare a parte forse evitare che anche questi luoghi restino un giorno esclusi dal traffico dei veicoli (ci troviamo a 10 minuti di cammino dal paese), anche perchè poco più in alto per il momento termina all'altezza della caratteristica baita di Rejache. Pur esulando da ulteriori considerazioni di carattere ambientale (non è questa la sede) ricoderei solamente come un'alterazione troppo massiccia dell'ambiente montano può ritorcersi contro il turismo stesso (e sarà certo così col tempo poichè l'atteggiamento del turista negli ultimi anni si è fatto molto più attento ai luoghi che visita e ricerca il distacco dall'ambiente urbano, in cerca di relax e di momenti di vità più semplici ed umani , passando dal turismo di massa ad un turismo più consapevole e sostenibile). Inoltre non dimentichiamo che la principale soddisfazione per chi sale a piedi è proprio la possibilità di scoprire luoghi ove i veicoli (e chi non fa lo sforzo fisico per procedere con le proprie gambe) NON POSSONO arrivare.

Il sentiero, per quanto riconoscibile, taglia i tornanti della nuova strada e supera una caratteristica fontana in legno con bottino di presa in pietra, posta in prossimità di un rudere (fonte1), poi piega a raggiungere la pittoresca baita di Rejache e, poco dopo essa, un altro piccolo angolo caratteristico ove si trova una seconda fontana (fonte 2), denominata "fontana dello scoiattolo" e una piccola lapide-iconografia che ricorda il Beato Pier Giorgio Frassati. (ore 0.20 da S. Jacques, mt. 1950). Saliamo dietro l'Alpe Rejache fino ad una baita parzialmente ristutturata (baita 1 anche se fa già parte dell'Alpe Raccard, ore 0.30, mt. 1880) dove lo sguardo comincia a spaziare sulla valle sottostante, e ad una seconda (Alpe Raccard, come indicato in un cartello), posta appena sopra, nel 2008 anch'essa in fase di ristrutturazione. Il percorso, sempre nel bosco, si mantiene abbastanza ripido e si sale velocemente, spostandosi in direzione del M. Rosa. A quota 2030 circa il sentiero si biforca (bivio 1, ore 0.50 da S. Jacques), da un lato si va verso il Pian di Verra ed il Lago Blu, dall'altro verso le case poco fuori dal bosco di Resy (sentiero 9). Saliamo a Resy giungendo in pochi minuti (mt. 2066, ore 0.55 da S. Jacques).

Caratteristico villaggio Walser, il piccolo abitato di Resy è ora una tappa sulla Alta Via 1 nonché sede di due rifugi aperti nella stagione estiva, il Rif. G.B. Ferraro ed il sottostante Rif. Guide di Frachej. E' raggiungibile (giugno 2008) da una strada interpoderale che scende dal vallone della Bettaforca, diramazione di quelle che vi salgono provenienti dal Lago Ciarcierio a servizio degli impianti sciistici.

Superato il villaggio di Resy seguiamo la poderale lasciando sulla destra un sentiero inizialmente lastricato che collega col villaggio di Souzun (segnali su palina) e individuiamo nella valle dinanzi a noi la coppia di baite dell'Alpe della Bettaforca inferiore. Le considero un riferimento poiché quando ci troveremo alla loro altezza (ma saranno meno visibili causa una gobba del terreno) dovremo individuare l'inizio del sentiero 8c-8d, poco visibile e poco segnato (frecce e numeri su un grosso masso che in parte lo nasconde arrivando da valle, ormai scoloriti, 29 aprile 2006, ma recentemente sono state poste due paline senza segnali di colore rosato, che nel giugno 2008 giacciono abbattute), ore 0.10 da Resy (1.05 totali). Si supera il ruscello al lato sx della strada e si inizia a salire nel rado bosco di larici. Il tratto iniziale è abbastanza ripido, fino alla fine del bosco e tende a spostarsi a sinistra, poi piega a destra aggirando quella che appare come una collina, aspetto che ha poi anche lo stesso Palon di Resy vero e proprio. Si prosegue sul fianco del Palon di Resy, salendo a mezzacosta ma sempre con una certa pendenza, mentre lo sguardo si apre sulla valle, sul colle della Bettaforca e sul Lago della Forca che comincia ad apparire. Sono visibilissimi il Testa Grigia e le cime limitrofe ma anche lo Zerbion e, per un breve tratto, le Cime Bianche (che torneranno ad essere visibili dalla vetta). Non è neppure raro nella zona avvistare qualche stambecco, perlomeno nei periodi di minor affollamento.

A circa 1ora e 10' da Resy (2 ore totali) si intravede la croce di vetta del Palon e si giunge in corrispondenza di una piccola costruzione di pietra (che nel tracciato io ho bonariamente indicato come baita2, mt. 2530 circa), dove il sentiero svolta da mezzacosta verso sinistra puntando decisamente in direzione della vetta lasciando a sx un basso muretto di pietrame a secco di pianta pressoché circolare (indicato come baita3 anche se in realtà non parrebbe il resto di una vera costruzione) e raggiunge il ben segnato bivio dove il sentiero 8D per i Laghi di Resy si stacca dall'8C per la vetta (bivio3, ore 1.25 da Resy, 2.15 totali, mt. 2570). Seguiamo il sentiero a sx (n. 8C) che aumenta ancora la pendenza ma in 15 minuti ci porta alla cresta oltre la quale si apre il vuoto sul Vallone di Verra ed alla croce di vetta (ore 2.30 da S. Jacques, ore 1.35 da Resy). Conviene comunque spostarsi lungo la cresta in direzione del M. Rosso (ovvero a dx), in modo da poter raggiungere una posizione dalla quale sono visibili i sottostanti Laghi di Resy.

Dalla vetta lo sguardo spazia ovviamente sul M. Rosa, vicinissimo, e sui Rifugi Mezzalama e Guide di Ayas, sul Lago Blu, sul Pian di Verra, sul Monte Rosso di Verra, sul colle e sul vallone della Bettaforca, sul Testa Grigia, sulla Valle d'Ayas e lo Zerbion, sul Gran Tournalin e sulle Cime Bianche. La zona è sempre comunque abbastanza battuta dai venti, per cui in genere ci si sofferma essenzialmente per le foto, ripiegando alla sosta o ai laghi o comunque sotto la vetta, in posizione più riparata.

RIENTRO

Volendo salire solo al Palon di Resy (come ho fatto io il 29-4-2007) la via di rientro è la stessa della salita in circa 1 ora e 40. In alternativa, e volendo visitare i bellissimi laghetti di Resy, la via di rientro passa per questi ultimi e per quella che io chiamo "via degli ometti", percorso non segnato sulle carte, non numerato ma facilissimo da seguire, che compare accennato sulla carta dell'IGM e scende nel vallone della Bettaforca in prossimità dal lago omonimo (v. paragrafo successivo), a meno che anche in questo caso tornare indietro sui propri passi, percorso un po' più lungo.

ITINERARIO LAGHI DI RESY (Sent. 8C-8D, tracciato GPS n° 21)

Scendere dal Palon di Resy al bivio 8C-8D (bivio3, ore 0.10 dal Palon di Resy) e prendere stavolta la diramazione a destra (8D) che aggira in orizzontale il Palon di Resy puntando verso il M. Rosso di Verra, poi scende per un breve tratto (ma abbastanza ripido) in un avvallamento fra il Palon e quest'ultimo (zona un po' umida, presenza di rane e possibile avvistamento di vipera). Superato l'avvallamento si sale senza più una traccia precisa in una zona di sassi molto levigati, povera di erba ma molto caratteristica, quasi un "altopiano lunare", puntando sempre ad aggirare il M. Rosso dal versante verso valle. In breve si raggiunge il primo lago (lgres1, ore 0.15 dal bivio, 0.25 dalla vetta del Palon), e si prosegue senza un itinerario molto evidente seguendo gli ometti di pietra presenti e cercando di non incontrare passaggi difficoltosi sui massi, ma senza problemi. I laghetti si trovano tutti nelle vicinanze ma è consigliabile puntare verso un ometto in pietra alto all'incirca come una persona che compare su una collinetta rocciosa (ometto2mt, ore 0.35 dalla vetta del Palon, mt. 2560) dove si domina dall'alto tutta la zona dei laghi ed in particolare quello di estensione maggiore posto dietro ad esso. Notare che è facile avvicinandosi spostarsi un po' verso sinistra ma in questo modo si toccano altri laghetti (lgres2) per poi dover risalire per lastroni di roccia. La zona dei laghi è il posto ideale per rilassarsi in quanto pochissimo frequentato rispetto alla cima del Palon e può essere punto di partenza per una eventuale salita al M. Rosso di Verra (itinerario però di stampo alpinistico e non tracciato sulle carte), luogo del silenzio rotto solo dal rumore del vento e dal suono secco dell'acqua che da piccole sorgenti nascoste batte sulle rocce. Il Palon e la sua croce di vetta si stagliano dinanzi a noi precludendoci però la vista del M. Rosa.

RIENTRO PER LA "VIA DEGLI OMETTI" (Sent. s.n.-9, tracciato GPS n° 21)

Come detto, per evitare di dover risalire sino al bivio3, è possibile una via di rientro alternativa in modo da compiere un percorso circolare fino al bivio2. Questo sentiero non compare sulle carte (non nelle mie almeno) tranne qualche accenno sulle tavolette IGM e scende per un versante ripido arrivando, a congiungersi con la strada poderale per il Colle della Bettaforca poco a monte dell'Alpe delle Forca superiore. Ovviamente è percorribile anche in senso contrario ma la successione di ometti è ben più visibile ed evidente seguendola in discesa. E' comunque ben evidente sul terreno.

Dall'ometto posto al disopra della collina rocciosa che sovrasta il lago più vasto scendere fino alle rive di quest'ultimo ove vi è l'emissario (lgres3) che presto scompare sotto i sassi, in direzione di un avvallamento pianeggiante che si affaccia sul vallone della Forca, puntando decisamente verso quest'ultimo, ovvero verso il colle, anch'esso ben visibile per la stazione d'arrivo dello skilift. A pochi minuti da esso si incontra il primo ometto (viaometti) e poi tutti gli altri, alcuni molto piccoli. Non vi sono che rare tracce di sentiero e qualche sbiadito segno giallo, si prosegue percorrendo tutto l'avvallamento finché, ove inizia la discesa o poco prima, gli ometti divengono più numerosi e ravvicinati.. Sul terreno, che diviene più sassoso, non vi è una traccia vera e propria ma da ogni ometto, per quanto bassi (alcuni sono alti non più di trenta cm) sono sempre visibili almeno i due-tre successivi, basta prestarci attenzione. Il percorso diviene ripido, ma a parte la solita cautela di questi casi, non presenta nessuna particolare difficoltà ed è sempre evidente. Con una serie di tornanti si giunge ad una conca erbosa, superata la quale e valicato il ruscello, ci si trova sulla strada poderale  (ore 0.35 dall'ometto alto del Lago di Resy). In realtà non ci troviamo sulla poderale per il colle vera e propria ma su una traccia parallela ad essa che non raggiunge il colle e si tiene poco più bassa rispetto all'altra e segue il percorso del sent. 9.

Da questo punto è possibile salire sia al Colle della Bettaforca (prevedere circa 50 minuti). Occorre salire la "gobba"alla sx orografica della nostra strada poderale per collegarsi con la poderale vera e propria per il colle tramite una breve rampa di raccordo o per prati, superando la linea degli skilift e la traccia della pista da sci. Allo stesso modo si può raggiungere il Lago della Bettaforca che si trova ancora a sx (orografica) della poderale stessa (lo si raggiunge dall'alto o , scendendo per un tratto di strada fino a dove questa riceve da sx quella proveniente dal Lago Ciarcierio, dalla base (nella zona è presente un altro piccolo laghetto circolare, mentre un terzo lo vedevamo guardando dalla via degli ometti in direzione di Resy). Si veda in merito l'escursione EA16 - Colle della Bettaforca.

Per scendere a valle invece, raggiunta la poderale dalla via degli ometti, seguirla verso valle in modo da giungere a Resy in circa 40 minuti (dopo aver ricevuto da sx quella che sale al colle) e poi in altri circa 30 minuti S. Jacques per il percorso iniziale. In entrambi i casi è possibile allungare il percorso di rientro aggiungendo un ulteriore tratto ad anello svoltando a dx al bivio1 (poco sotto Resy) per collegarsi al sentiero del Pian di Verra e scendere da Fiery.

Nota: nella mia escursione del 28 giugno 2008 e relativo tracciato gps (n° 21) io però non ho valicato il ruscello, l'ho seguito giungendo alle baite dell'Alpe Forca sup. (aforcs), la cui poderale riporta in pochi minuti all'altra poderale già nominata che segue all'incirca il tracciato dello skilift (bivio4, a circa 5 minuti dall'alpe Forca Sup.). Poco dopo in bivio5 si incontra anche la poderale parallela che scende da Colle della Bettaforca.

Nota ulteriore del 3 maggio 2007: a completamento della descrizione dell'escursione ho aggiunto uno schizzo della zona a "volo di uccello" ovvero fatto come si vedrebbero il Palon ed i Laghi all'incirca dalla zona del M. Cavallo. Poichè, per il momento, non ho immagini fatte da quel luogo e poichè serve essenzialmente per capire lo schema dei percorsi, non va considerato come un vero e proprio "ritratto" della zona ma solo come uno schizzo esemplificativo.


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