Escursione
EA02
Lago Blu (mt. 2215) Valle di
Ayas

Lago Blu

Lago Blu (14 agosto 2006)



Ultimo aggiornamento della pagina: 29-06-2010

Partenza: Ayas - Loc. Saint Jacques (mt 1697)
Difficoltà: E
Periodo consigliato: giugno/settembre 
Dislivello: 526 mt. da S. Jacques al Lago Blu, ulteriori 183 mt se si prosegue sino all'Alpe di Verra Sup.
Segnavia: 7-7A-8
Tempi percorrenza: salita ore 1.30, discesa ore 1.00 (non si è considerata l'eventuale salita alla cresta). Ulteriori ore 1.00 dal Lago Blu all'Alpe di Verra Sup., ore 2 dall'Alpe di Verra Sup. a S. Jacques
Acqua: partenza, Fiery, Pian di Verra inf. (fonte poco dopo ponte della poderale che prosegue per il Pian di Verra sup.), ruscelli vari
Note: zona molto frequentata, ma anche per la vicinanza del ghiacciaio soggetta a frequenti rannuvolamenti
Precauzioni particolari: prestare attenzione al terreno friabile (terreno morenico)
Equipaggiamento particolare: causa terreno morenico adottare calzatura almeno tipo trekking medio, utili i bastoncini da trekking o nordic walking
Tracciato GPS: tracciato 51. In corsivonel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS (nota: il tracciato non ha inizio dalla piazzetta di S. Jacques ma dalla segheria posta all'inizio della poderale del Vallone delle Cime Bianche dalla quale si traversa sul percorso che sale da Blanchard).
Immagine tracciato GPS: parte 1, parte2
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik



PREMESSA

Escursione tipica della Valle d'Ayas come il M. Zerbion e spesso, come quest'ultimo, il primo approccio alla montagna per molti ragazzi/e. Il percorso facile e non molto lungo porta ad una zona caratteristica incontrando molti elementi tipici dell'escursione in alta montagna, l'ambiente della morena e del lago intramorenico (dal caratteristico colore turchese), le sorgenti dell'Evancon (in questo tratto dalle acque biancastre, dalle quali deriva il suo nome, sempre per la presenza delle rocce moreniche), la vicinanza dei ghiacciai che fanno da sfondo a molte vedute dell'alta Valle d'Ayas. La zona è ovviamente molto frequentata da turisti e ed escursionisti improvvisati che tralasciano le basilari norme di equipaggiamento e sicurezza, e da alpinisti ed escursionisti esperti per l'accesso ai rifugi Mezzalama e Guide d'Ayas (oltre che per la possibilità di salire anche al Quintino Sella). Non consiglio quindi di andare nel periodo di massimo affollamento in quando si rischia, oltre che di intralciarsi il passo sui sentieri, anche di faticare per trovare parcheggio nella piccola S. Jacques. Per la vicinanza dei ghiacciai e le montagne che lo circondano la zona è tuttavia spesso soggetta a improvvisi rannuvolamenti con raffiche di aria glaciale (personalmente non ricordo una volta che vi sono salito che il tempo non abbia fatto i capricci). Nelle foto della mia salita del 2006 è visibile, ad esempio, come la notte, tra il 13 ed il 14 agosto, avesse nevicato sulle cime. Malgrado la relativa facilità del percorso si ricorda che ci si trova in ambiente di alta montagna, su terreno friabile (morenico) e soggetto a repentine variazioni meteo per cui occorre sempre un minimo di allenamento e di equipaggiamento da montagna onde evitare incidenti di sorta.

ITINERARIO (Sent. 7-7A, tracciato GPS n° 51)

Da Saint Jacques, ultimo villaggio della Valle d'Ayas raggiungibile con mezzi motorizzati, si segue la strada asfaltata seguendo l'Evancon fin dove questa termina dopo la confluenza di due rami dello stesso torrente (l'uno proveniente dal Vallone delle Cime Bianche, l'altro dal Pian di Verra e dal Pian di Tzere), attraversando sul lato dx orografico su un ponte di legno che da accesso alla frazioncina di Blanchard, dopo aver lasciato a sx un primo ponte di legno più a valle (cappella votiva con sopra numeri dipinti di segnalazioni dei sentieri) che da invece accesso al Vallone del Grand Tournalin. Si prende a salire (sentiero 7, in tutta questa zona le segnalazioni sono ben fatte e numerose e nei centri abitati vi sono pannelli esplicativi dei percorsi), seguendo il torrente lungo un primo tratto di sentiero che recentemente è stato reso più agevole e ripavimentato.

In alternativa (vedi tracciato GPS) è possibile partire dalla strada del Vallone delle Cime Bianche, zona della segheria, dove ha inizio una sterrata che supera il torrente proveniente dal Vallone Cime Bianche su un ponte (ponte1) e traversa sino a collegarsi al sentiero principale su un ponte di legno (ponte2), risparmiando circa 10-15 minuti di strada.

Terminato questo primo tratto di pochi minuti, il sentiero, si sposta a destra per entrare in un bel bosco di larici dove prende a salire in modo abbastanza ripido  frazionandosi in diverse tracce, erose anche dalle piogge, tanto che è difficile stabilire quale fosse la principale, della quale restano dei tratti fiancheggiati da muretti a secco. Il primo tratto è stato lastricato nell'estate del 2007, in modo da definire un percorso unico e "sicuro". In ogni caso si perviene così alle case di Fiery, antico villaggio Walser e succesivamente località di villeggiatura del periodo ottocentesco, (mt. 1870, ore 0.25). Non è necessario entrare nel villaggio poiché al bivio poco sotto esso (bivio1), occorre svoltare a destra (a sinistra, oltre Fiery, si prosegue per il vallone delle Cime Bianche), tuttavia volendo si può svoltare a sx, attraversare a fianco la antica cappella e ritornare sul sentiero verso destra passando dietro le case, ritovando il sentiero in bivio2. Il sentiero attraversa pascoli  lasciandosi a sx e dx alcune case sparse (fra i quali spicca un antico rascard ) segnate in mappa come Alpe Beau Bois (mt. 1892, ore 0.30) dove si lascia a dx una deviazione (bivio3) che porta al Rif. Ferraro. Poco dopo si trascura nel bosco anche la deviazione a sx per la Valletta di Tzere (bivio4, ore 0.30 da bivio1). Proseguiamo sempre nel bosco di larici in direzione N-E entrando un poco alla volta, con un bellissimo sentiero fra i larici, nel vallone che si apre alla vista rivelando un poco alla volta il Pian di Verra Inferiore, annuciato dal rumore del torrente al quale ci avviciniamo e che seguiamo per un breve tratto, ove il percorso si fa pressochè orizzontale.

Il Pian di Verra, enorme pascolo pianeggiante un tempo sede solo di alpeggi, che ora presenta anche alcuni edifici di epoca recente (anni '70, quando si saliva anche in auto e vi era persino un bar), si raggiunge in corrispondenza del ponte sul torrente della poderale che sale da S. Jacques (mt. 2035, ore 0.50). E' annunciato da un grosso roccione piramidale (pverra), chiuso dal massiccio del M. Rosa e, sulla destra, dominato dal Palon di Resy, la cui croce di vetta diviene più visibile mano a mano che avanziamo. Seguiamo la traccia della poderale che si confonde col sentiero, incontriamo il segnale su palina che indica a destra il sentiero 8 per la Punta della Bettolina (bivio5) e passa proprio dietro le case, percorrendo tutto il piano tenendosi sulla dx orografica fino al termine di quest'ultimo, ove piega a dx, supera nuovamente il torrente su un secondo ponte, oltrepassa una fonte (formata da una vasca in calcestruzzo di forma cubica dal quale spicca un grosso tubo che fornisce lo zampillo) e prosegue per il Pian di Verra superiore assieme al sentiero che taglia i numerosi tornanti (sentiero n° 7). Noi invece ci stacchiamo da essa prima del ponte ove un sentiero ben evidente e segnalato (n° 7A) segue il ramo del torrente che proviene da esso e che ci accompagnerà per il resto della salita (bivio6, mt. 2088, ore 1.05).

L'ambiente cambia notevolmente poiché su terreno morenico il bosco di larici diviene più raro e l'erba scarseggia. Il terreno stesso è più friabile ed insidioso, specie in discesa, ma la pendenza è sempre abbastanza moderata. Il lago si trova inanzi a noi, anche se non visibile dal basso, in una conca formata da una delle due morene che fiancheggiano il Grande Ghiacciaio di Verra (l'altra è quella opposta al torrente che scende dal Ghiacciaio di Verra, percorribile in gran parte lungo il sentiero per il rif. Mezzalama), quest'ultimo ritiratosi vistosamente negli  ultimi anni. Si sale sempre su traccia rettilinea lungo il torrente e si giunge così al lago (lgblu) che appare solo al superamento della morena stessa ove lo "abbraccia" in corrispondenza dell'emissario dello stesso (mt. 2215, ore 1.30) che un tempo si attraversava sui sassi, ora si attraversa su un ponte in pietra costruito anch'esso nel 2007. Da questo punto è possibile salire leggermente sulla sx (dx orografica) in modo da abbracciare con lo sguardo una "veduta classica" del lago stesso nonché la cresta morenica (vedi la mia foto nella quale si nota sulla dx anche il sentiero che si abbassa ad attraversare il torrente tra le due morene per ricollegarsi al sentiero che scende dal Pian di Verra Sup.). Questa posizione corrisponde al waypoint panoramico.

Il perimetro del lago è percorribile quasi per intero e alla base della morena mostra anche una piccola spiaggetta. Da esso si ha gìa un discreto panorama sul Pian di Verra e sulle vicine cime del Monte Rosa ma per completare la gita è consigliabile risalire almeno un tratto della cresta (lunghezza a piacere, ma la vista è ottima se si arriva almeno al di sopra del grande masso che sovrasta il lago, che è alto come un piccolo condominio, in circa 20-30 minuti). Per fare ciò basta seguire il sentiero verso essa senza scendere alla spiaggetta, oltre il punto in cui si biforca come si è già detto (bivio7). L'unica precauzione da avere è che essendo una cresta morenica, oltre ai problemi possibili di senso di vuoto che qualche neofita può avere a guardare oltre essa, il terreno è friabile ed il peso dell'escursionista può dare luogo a smottamenti di massi e terra in cima ad essa verso il torrente, con conseguenze non piacevoli, occorre quindi tenersi sempre al di sotto del bordo (verso il lago). Dalla cresta si amplia la vista sul M. Rosa e sulla valle, si ha una visione di insieme del lago, del Pian di Verra inf. e compare anche il Pian di Verra sup. (baite) oltre allo spazio fra le due morene dove un tempo vi era il ghiacciaio.

RIENTRO

Stessa via in circa ore 1.00 oppure proseguire col paragrafo successivo.

PROLUNGAMENTO SINO ALL'ALPE DI VERRA SUP (Sent. 7-7A-8, tracciato GPS n° 51) e RIENTRO SINO PIAN DI VERRA

Questo percorso consente di prolungare l'escursione di un paio d'ore e non richiede attenzioni particolari, inoltre presenta almeno tre vie di rientro alternative. Dal summenzionato bivio7, dove ha inizio la cresta morenica che circonda il lago, svoltare a destra in leggera discesa e seguire la traccia sempre ben marcata. Questo percorso in pratica si ricollega a quello del Rifugio Mezzalama, valicando l'Evancon poco dopo su una coppia di ponticelli di legno costruiti a fine 2006 (ponte3, ore 0.10 dal bivio 7, ore 1.45 totali). Ci troviamo in pratica nel mezzo tra le due creste tra le quali scendeva il Grande Ghiacciaio di Verra, la sinistra che abbraccia il Lago Blu e la destra, molto più lunga, che fiancheggia il Pian di Verra Superiore e sale sino al Rifugio Mezzalama. Poco dopo il secondo ponticello il sentiero si biforca ed il ramo di destra, meno evidente, scende sino al sottostante tornante della strada sterrata (bivio8). Da qua è quindi possibile ritornare al Pian di Verra Inferiore seguendo la poderale ed i tratti del sentiero che la intersecano. Il punto di intersezione fra la traccia che scende e la sterrata è il bivio6a del tracciato GPS n° 6.

Svoltiamo a sinistra e superando alcuni dossi erbosi, ci avviciniamo alla cresta destra, che si raggiunge in pochi minuti dai ponticelli (cresta1), si svolta a sinistra percorrendola in direzione del Monte Rosa ed innalzandosi comunque abbastanza da permettere un certo ampliamento del panorama. Poco più avanti (cresta2, 0.15 dai ponticelli, 2.00 totali), il sentiero si stacca (freccia gialla) e scende a congiungersi con la sottostante sterrata che a poco a poco si era portata sino quasi alla nostra altezza. (pod1). Anche in questo caso è possibile ripiegare verso il Pian di Verra Inferiore scendendo lungo la strada poderale.

Proseguendo invece verso monte lungo la sterrata si oltrepassa l'evidelnte bivio per il Rifugio Mezzalama (segnale su palina, è il sentiero che sale a sinistra verso la cresta, vedi anche escursione EA05 - Rifugio Mezzalama), noi proseguiamo comunque lungo la strada che svolta leggermente a destra aggirando un pianoro che non è ancora il Pian di Verra Superiore maun suo "ribassamento", attraversato da un altro torrente. Nel tracciato GPS n° 51 il bivio per il Rif. Mezzalama non compare poichè (fra pod2 e pod3) si è seguito un tracciato parallelo poco sotto la sterrata ovvero un'altra strada inerbata che si congiunge comunque alla poderale. L'Alpe di Verra Superiore (averas) si raggiunge dopo una grande curva a destra ed una salita (0.30 da pod1, ore 2.30 totali). Questo tratto di sentiero (dal bivio per il Mezzalama all'Alpe Verra Sup.) è identificato come 7A. Sul retro delle baite è possibile individuare le segnalazioni del sentiero 8 che prosegue verso la Punta Bettolina, nonchè la un'altra traccia che sale verso la cresta del Mezzalama (meno battuta del precedente sent. 7).

Guardando la baita, il sentiero 8 si trova a destra poco oltre un ruscello non molto marcato anche per il terreno cespuglioso. Scendiamo quindi verso esso, superando una pietraia di rocce rossastre poco lontana dalle case e poi proseguendo a mezzacosta fra bassi cespugli. In pratica stiamo percorrendo il fianco sinistro orografico dell'anfiteatro che ha come fondo il Pian di Verra Superiore. Il sentiero prosegue con un po' di saliscendi sino ad affossarsi leggermente in una piccola conca per poi risalire e poi tenendosi sempre alto sopra il torrente, in costante pendenza verso valle. Si sposta verso destra in corrispondenza della strozzatura del pianoro per poi trovarsi in un valloncello (senza torrente) parallelo al vallone principale, sul lato sinistro prima poi destro (dopo il waypoint cambiovall, ore 0.30 dall'Alpe Verra Sup., ore 3.00 totali) e poco dopo in cresta a guardare verso il torrente e la strada parallela sull'altro versante (oltre il quale c'è la cresta percorsa all'andata). Dopodichè si inizia a scendere leggermente verso il torrente, senza raggiungerlo.

Il sentiero (vedi foto) si mantiene comunque alto, anche perchè il fondo del vallone si abbassa e la strada comincia il susseguirsi di curve e tornanti che proseguono sino al ponte sull'Evancon in corrispondenza dell'inizio del Pian di Verra Inf. (bivio6). Ci troviamo a poco a poco nel bosco di larici, la traccia del sentiero è comunque evidente anche se poco battuta, e si scende in modo sempre pressochè rettilineo con la strada sterrata ormai lontana che si intravede fra gli alberi. Nell'ultimo tratto il sentiero si abbassa deciso con alcuni tornanti (qua il tracciato GPS è meno preciso) e finalmente si trova sul Pian di Verra Inf. in mezzo ad un bel bosco di larici inerbato, praticamente in piano. Si cerca di seguire la traccia, meno evidente, senza necessariamente spostarsi verso il torrente che appare oltre delle distese di ghiaia morenica, onde arrivare comunque ad un bel ponte carrabile in legno (ponte4, ore 0.30 dal cambiovall, ore 1.00 dall'Alpe Verra Sup.). Attraversato il ponte, il percorso passa a monte del gruppo di case (attenzione: nell'estate 2010 ci sono dei cantieri aperti) ed in pochi minuti si ricongiunge al percorso di salita incorrispondenza del bivio5 già incontrato. Da qua, seguendo il percorso di salita, in circa 1 ora si torna a S. Jacques (ore 2 dall'Alpe di Verra Sup., ore 4.30 il percorso completo per una lunghezza topografica di circa 10 Km)

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