Escursione
EA01
Monte Zerbion (mt. 2722) Valle di
Ayas

Vetta del M. Zerbion (7 agosto 2009)

Vetta del M. Zerbion (7 agosto 2009)



Ultimo aggiornamento della pagina: 08-08-2009

Partenza: parcheggio in località Barmasc (mt. 1828)
Difficoltà: E
Periodo consigliato: giugno/settembre 
Dislivello: mt. 894
Segnavia: 2 - 105
Tempi percorrenza: salita ore 2, discesa ore 1.15
Acqua: partenza (fontana presso parcheggio, fontana area picnic o alla sorgente del Santuario di Barmasc)
Note: consigliata la salita in giornate limpide per il panorama dalla vetta.
Precauzioni particolari: portarsi acqua poiché durante la salita non vi sono punti di approvvigionamento. Il tratto finale verso il colle è abbastanza ripido e su roccia friabile, prestare attenzione al passo, soprattutto in discesa. Tratto in cresta per buona parte del percorso.
Equipaggiamento particolare: causa la roccia friabile adottare almeno scarpe da trekking
Tracciato GPS: tracciato n° 41. In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: parte1, parte2
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


PREMESSA

Itinerario classico della Valle d'Ayas, per la sua limitata lunghezza che porta ad una vetta abbastanza elevata ed isolata, in posizione panoramica sulla Valle d'Ayas, sulla valle centrale ed in misura minore sulla Valtournanche dalla quale è possibile salire dall'abitato di La Magdaleine (sentiero 6 e poi 4). La vetta offre un colpo d'occhio eccezionale sul M. Rosa e sul Cervino, oltre che sui più lontani M. Bianco, Gran Combin, Gran Paradiso, nonchè sul M. Emilus, M. Avic, Testa Comagna, gruppo delle Dame di Challand (Becche di Vluou, Torchè e Mortens), Testa Grigia, Corno Bussola, M. Nery, ecc. Il M. Zerbion è spesso il battesimo della montagna per molti giovani escursionisti e bambini. Meta classica quindi, spesso sottovaluata come difficoltà poiché parecchia gente vi sale con equipaggiamento improvvisato e scarpe da ginnastica (il tratto prima del colle è costituito da rocce friabili e buona parte dell'escursione si svolge comunque in cresta), di gite scolastiche o di colonie estive e scout. La zona è anche divenuta un luogo di interesse religioso in quanto, oltre alla calebre Madonna di Vetta risalente all'epoca fra le due guerre, negli anni '90, in seguito alla Santa Messa celebrata a Barmasc da Papa Giovanni Paolo II, è stata realizzata una Via Crucis che parte dal cosidetto Piano delle Signore (dove si ferma la maggior parte dei turisti poco avvezzi alla montagna), sale seguendo il sentiero successivamente allargato e rifatto (in modo maldestro ed anche con poca considerazione dal punto di vista ambientale e geologico), fino ad oltre il Colle della Portula (o della Portola) che mette in comunicazione Valle d'Ayas e Valtornanche, dove termina con un crocifisso e prosegue fino in vetta con una seconda serie di "stazioni" dette dei  "Misteri".

Considerazioni di carattere religioso e turistico a parte (non amo opere del genere in quanto credo che lo spettacolo della natura sia già più bello per il credente di qualsiasi santuario e non necessiti di particolari commenti senza bisogno di trasformarlo in una specie di "giardino lapideo", nè i luoghi frequentati da troppa gente che spesso ci sale solo perchè a breve distanza dal parcheggio e per poter dire agli amici di esser stati in montagna, senza aver visto nulla o quasi di essa, quando basterebbe solo aprire gli occhi per vedere) devo ammettere che lo Zerbion non è un luogo al quale sono molto affezionato, sia forse perchè all'inizio delle mie escursioni lo trovavo ripido e sdrucciolevole, sia perchè la bellezza della gita essenzialmente si concentra nelle vedute dalla cresta e dalla vetta, mentre il sentiero, per quanto breve, è abbastanza monotono e manca di molti aspetti tipici dell'escursione in montagna: non troverete alpeggi per la via, nè torrenti, ne laghi, nè sorgenti e neppure animali da vedere (se non raramente o quelli al seguito dei turisti), anche per l'affollamento del percorso, tranne forse qualche marmotta.

ITINERARIO (Sent. 2-105, tracciato GPS n° 41)

Raggiungere Barmasc svoltando a sx dalla SS della Valle d'Ayas all'altezza di Corbet e poi nuovamente a sx dopo l'abitato di Antagnod. A Barmasc ci accoglie un enorme parcheggio asfaltato dove occorre lasciare l'auto (barmasc-pk). Verso il bosco una fontanella e l'inizio del percorso. Prima della posa della fontanella occorreva scendere per l'acqua al vicino santuario, non lontano dal bar-ristorante, ove vi è una sorgente che scaturisce al di sotto di esso (consigliata la visita). La zona è stata visitata anche da Papa Giovanni Paolo II all'inizio degli anni '90, per il quale è stato sistemato il sentiero che dal parcheggio scende al Santuario e in seguito posata una grossa croce di legno nel grande prato dove lo stesso tenne la Santa Messa. A inizio sentiero dal 2008 è in realizzazione un'area picnic attrezzata con servizi igienici, fontana e manufatti per grill. Seguire il sentiero che si inoltra nel bosco (segnale n° 2), che per questo primo tratto è una pista forestale, il quale raggiunge in circa 10 minuti una vasta radura detta Piano delle Signore o delle Dame mt. 1960 circa, luogo frequentato da chiassosi amanti del picnic (leggi "merenderos") e attraversato da quello che un tempo era uno dei più importanti canali irrigui della valle, il Ru Curtod, di costruzione medioevale che portava acqua dal Vallone delle Cime Bianche fino al Col de Joux. Ora ne restano alcuni tratti, percorribili sulle sponde come un tempo facevano sorveglianti appositi, conservati forse più per folklore turistico con tanto di pittoreschi ponticelli in legno e panchine per la sosta. Percorrendolo in direzione del M. Rosa fin dove il bosco si apre (verso Alpe Chavannes) si ha una bella vista sull'alta valle, sulle Dame di Challand e si scopre la vetta dello Zerbion che dal Piano è nascosta. Superato il ponticello (in corrispondenza del qule è stato battuto il waypoint pianod) ha inizio la Via Crucis, il sentiero prende a salire e rientra nel bosco più rado, perlopiù di larici, fino a raggiungere un altro pianoro (o piccola conca verdeggiante) detto anche Pian Portola (ore 0.40, mt. 2200 circa), zona anche di interesse archeologico per la presenza di un masso con coppelle. Si sale in diagonale fino al termine degli alberi, dopodichè la traccia di sentiero si fraziona in diversi solchi erosi dalle acque, il Colle della Portula appare evidente. Tenere d'occhio la traccia che si sposta verso destra evitando una più diretta e ripida che sale verso il colle ma poi si perde fra i cespugli, con un percorso tutt'altro che agevole. E' una zona ricca di rododendri la cui fioritura persiste fino a inizio luglio. La pendenza si fa sempre più ripida e nel tratto finale sotto il colle occorre prestare attenzione, come si è detto, poiché il terreno si fa più friabile, e su rocce sdrucciolevoli con gradini in pietra recentemente scolpiti in sostituzione dei precedenti a formare vere e proprie scalinate.

Il colle (colpor) si raggiunge in circa 1 ora e 15 dalla partenza (mt. 2410). Esso mette in comunicazione la Valle d'Ayas con la Valtournanche e consente anche la salita al M. Tantanè, dal lato opposto dello Zerbion. Si riparte seguendo la cresta raggiungendola pochi minuti dal colle nel punto esposto cresta1 e tenendosi sul lato della Valtournanche, lasciando a sx il crocifisso che rappresenta il termine vero e proprio della Via Crucis, situato su un tratto di cresta particolarmente scosceso sulla Valle d'Ayas e raggiungendo di nuovo il bordo della cresta in cresta2 (circa 15 minuti dal colle), punto da cui sempre per cresta si raggiunge lo stesso crocifisso ritornando in direzione del colle, mentre la vista sul M. Rosa e sulla sottostante Valle d'Ayas diviene qualcosa di unico. Questo tratto non richiede precauzioni particolari (a meno di non avere le vertigini) ma la sabbietta sul sentiero può rivelarsi insidiosa, in paricolare in discesa.

Si prosegue raggiungendo prima un piccolo ricovero, poi il sentiero diviene pianeggiante per un breve tratto (piano) e tende a spostarsi verso destra per aggirare una cima (indicata come quota 2652) dal lato Valtournanche. Era questo l'unico tratto in cui occorreva prestare un po' attenzione poiché si trattava di superare una sporgenza rocciosa un po' esposta eventualmente aiutandosi con le mani per l'equilibrio ma il sentiero attuale presenta un bivio (bivio1): a sx si sale a superarla dall'alto, si supera un punto un po' esposto (esposto2) per poi ridiscendere dopo essa, mentre a dx è il più difficile percorso originale (nella mia foto, fatta durante la discesa, si vedono i due rami del sentiero che si riuniscono dal lato verso lo Zerbion, quello più facile in questo caso è quello a dx che sale) che presenta due tratti un po' esposti e su rocce friabili (esposto1). I sentieri si riuniscono in bivio2 poco prima di una caratteristica grotta ornata anche qua da una piccola madonna e simboli religiosi vari da ben prima della Via Crucis (grotta, ore 0.10 dal ricovero, ore 1.30 totali).

Si ritorna sull'orlo della cresta (cresta3) per superare subito dopo un'antenna/stazione posizionata nel 2007 dalla Rete Meteoidrografica della Regione Valle d'Aosta (antenna) accompagnati dalle lapidee stazioni dei Misteri fino alla base della vetta dove son alcuni tornanti ci si innalza aggirandolo in modo che lo sguardo si sposta sulla valle centrale e si arriva alla vetta (Zerbio, mt. 2722, ore 2 totali) sotto lo sguardo della grande statua della Madonna. La vetta è uno spazio abbastanza limitato, oltre che esposto per la sua posizione ai venti, dove faticano spesso a trovare posto tutte le persone che ci salgono (nel 2006, quando ci sono tornato, ne ho contate più di 30-40, compresa la comitiva scout). La vista è spettacolare e non è difficile vedere persone munite di cannocchiale onde scrutare il M. Rosa ed i suoi rifugi (visibili il Mezzalama, il Quintino Sella e la Regina Margherita). Lo Zerbion è la congiunzione di tre creste disposte a stella rivolte verso il Colle de Joux, verso Valtournanche e verso il Colle della Portula. Sulla vetta confluisce anche il sentiero 7 che sale da Chatillon. Poco sotto la vetta il basamento ed i resti di un vecchio bivacco esistente sino ai primi anni '70.

RIENTRO

Stessa via in circa ore 1.15, eventualmente alternado il breve tratto doppio (attenzione in discesa a quello più basso, un poco friabile ed esposto).

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