Escursione
E06
Rifugio Barbustel (mt. 2200)
Gran Lago (mt. 2485)
Valle di
Champdepraz

 Gran Lago e Mont Glacier

Gran Lago e Mont Glacier (26 maggio 2005)



Ultimo aggiornamento della pagina: 31-08-2010

Partenza: Champorcher - parcheggio dopo Petit Mont Blanc (mt. 1766)
Difficoltà: E
Periodo consigliato: giugno/ottobre
Dislivello: mt. 434 da partenza a rifugio (543 mt. da partenza a Colle Lago Bianco, -109 mt.  da Colle Lago Bianco a Rifugio), 719 mt. da partenza a Lago Bianco, mt. 285 da rifugio a Gran Lago
Segnavia: 10-5-5c-102
Tempi percorrenza: salita ore 3.20 fino al Gran Lago, ore 2.40 discesa
Acqua: baita del Lago Bianco, Rifugio Barbustel, ruscelli.
Note: volendo si può raggiungere i Laghi de La Leita seguendo il sentiero fino al casotto e svoltando a sx per il colle del Medzove (ore 0.30 da Gran Lago)
Precauzioni particolari: nessuna, ma occorre un po' di attenzione nel primo tratto dopo Petit Mont Blanc ed in quello finale verso il lago, per la presenza di pietre levigate sul sentiero.
Equipaggiamento particolare: scarpe da trekking medio-impegnativo.
Tracciato GPS: tracciato 59 . In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: clicca qui.
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik





PREMESSA

Itinerario classico nel parco che comprende l'accesso al Rifugio Barbustel da Champorcher (la via di accesso più breve). E' una escursione molto bella, fattibile in giornata, che consente di arrivare al Rifugio Barbustel, posto in un crocevia di sentieri al centro del Parco del Mont Avic e fare tappa, oppure proseguire alla scoperta di alcuni dei laghi più famosi del parco, tra cui il Gran Lago, il maggiore dei laghi naturali della regione.

Si vedano anche in merito la scheda del Rifugio Barbustel e relativa galleria fotografica.

ITINERARIO

Si parte da un parcheggio (posto sulla sinistra, il secondo che si incontra salendo ed il maggiore, ma spesso insufficiente), di recente asfaltato, situato oltre l'abitato di Champorcher (attualmente vi termina la strada asfaltata per Dondena e prosegue come sterrata), segnalato anche da un pannello indicatore del parco. E' questo sentiero che dobbiamo seguire, che sale con alcuni tornanti fra i larici passando dietro alcune baite ed immettendosi in un canalone. Il sentiero, sotto i larici, è un po' ripido e alcune pietre ormai consunte e levigate richiedono un po' di attenzione in discesa. Poco sopra troviamo un ponticello in legno (ponte1, a 10 minuti dalla sottostante strada) poi una traccia che si stacca a destra oltre il ruscello (a guado, bivio1, poco dopo il ponte1) che riporta in basso verso l'alpeggio di Court (sulla destra, un'altra traccia la si trovava poco più in basso, prima del ponte). Proseguendo  sempre per tornanti e tratti a mezzacosta si risale il vallocello lungo il torrente sino ad un segnale su palina che individua a destra il bivio2 (ore 0.20 dal ponte1, ore 0.30 totali). A destra si stacca il sentiero 10f (ma sul terreno si scorge solo una traccia accennata nell'erba ed alcuni segni gialli su pietre seminascoste dai cespugli, su alcune carte non è neppure indicato) che noi ignoriamo. Si svolta leggermente a sinistra per trovare un'altro bivio, indicato sulle pietre con le numerazioni 9c (a sx), 10-10c (nostra strada, a dx), ovvero la deviazione per il Lago Vernoille (bivio3, ore 0.05 dal bivio2).

Proseguendo a destra come detto, si risale a mezzacosta per uscire finalmente su un falsopiano, superando nell'estate 2010 un cancello in legno nel recinto elettrificato per il bestiame (cancello1, ore 0.05 dal bivio3, ore 0.40 totali) e si raggiunge un alpeggio il cui nome non è riportato sulle carte ma che sorge poco sopra il Lago Muffé (ore 0.10 dal cancello1, ore 0.50 totali). La baita preesistente (diroccata sino al 2005-2006 come si vede in questa foto) è stata ricostruita per realizzare il piccolo ma accogliente Bar Ristoro Lago Muffè, aperto da giugno 2010 (sito internet www.ristorolagomuffe.com/). Una foto all'interno ricorda come era la baita un tempo. Attorno al bar nel 2010 vi è una recinzione di tipo elettrificato ma con zone di passaggio per le persone e cartelli gialli di segnalazione (precauzione che dovrebbe diffondersi anche nel resto della regione, a tutela di viaggiatori e passanti).

Superato il Bar Ristoro, il sentiero piega a sinistra (in questa zona si intravede un altro raccordo con il sentiero per il Lago Vernoille) e sale in direzione del Colle del Lago Bianco (mt. 2309) ben visibile.Si superano un paio di ruscelli (ruscello1 e ruscello2) per poi giungere al bivio per il Col de La Croix (bivio4, ore 0.20 dal Bar Ristoro, ore 1.10 totali) un tempo presente una palina con segnali, ora (2010) restano solo le indicazioni dipinte sui sassi.  Proseguiamo puntando decisamente al colle per fuoriuscire dal recino attraverso un secondo cancello (cancello2, ore 0.10 dal bivio4, ore 1.20 totali) e con alcuni tornanti saliamo finalmente al Colle del Lago Bianco (Collgb, ore 0.05 dal cancello2, ore 1.25 dalla partenza).

La discesa sull'altro versante avviene sempre su sentiero ben delineato, fra larici e rododendri. Poco sotto il colle un'altra traccia porta a sinistra (bivio5) ma non ho capito dove si colleghi. Scendendo, a mezzacosta su terreno abbastanza sassoso, a poco a poco appaiono il Lago Vallette, il  M. Avic, il Monte Rosa ed il Cervino. Si scende così alla baita del Lago Bianco (fontana) e poi al rifugio Barbustel (Rifbab, ore 0.25 dal colle, ore 1.50 totali). Conviene approvvigionarsi di acqua (fontana sotto il larice di fronte al rifugio).

Per proseguire verso il Gran Lago occorre scendere il sentiero che parte da sotto il larice dinanzi al rifugio o, in alternativa, quello che scende dal segnale su palina posto a fianco la fontana della baita del Lago Bianco. I due sentieri si raccordano nel bivio6, a pochi minuti da rifugio e baita, poi proseguono mentre cominciano ad apparire il Lago Bianco (a dx) ed il Lago Nero (a sx). Si arriva in breve ad un ponticello posto sul torrente che dal Nero scende verso il Bianco (ponte2, ore 0.05 dal rifugio, ore 1.55 totali). Superato il ponte si risale la cresta fra i due laghi, con belle viste su entrambi, poi si prosegue a mezzacosta, innalzandosi lentamente (sentiero fra pietraie, ben delineato) in direzione del Lago Cornuto (o Lac Cornù) che appare sulla sinistra infossato fra alte pareti rocciose (per raggiungerlo occorre seguire la sponda nord del Lago Nero, a partire dal suo emissario, a sinistra del ponte2, e poi attraversare zone di cespugli, rododendri e pietraie, non è facile scendere dal sentero. E' una parte del percorso molto bella che, al pomeriggio, permette di ammirare i riflessi del sole sul Lago Cornuto.

Si prosegue così in un bosco di larici innalzandosi e allontanandosi dal lago, per seguire una diramazione del torrente Chalamy che passa attraverso una stretta gola dove il sentiero si abbassa leggermente sino quasi a raggiungere l'acqua (gola, ore 0.20 dal ponte2, ore 2.15 totali). Poco più avanti superiamo il ruscello su un altro ponticello in legno (ponte3, ore 0.10 dalla gola, ore 2.25 totali) e dopo alcune svolte su terreno roccioso si arriva ad immettersi su un falsopiano (piano). Il sentiero percorre tutta la conca verde ove si trova la diroccata Alpe Peisonet (Apesonet, ore 0.15 dal ponte3, ore 2.40 totali), svolta a sinistra, attraversa una passerella in legno (ponte4) e poi inizia a salire su terreno roccioso. Dopo poche svolte si supera il torrente Chalamy su un bel ponticello in legno a due campate (ponte5, ore 0.10 dall'Alpe Peisonet, ore 2.50 totali).

Saliamo così con una serie di tornanti ed il percorso diviene lastricato (attenzione soprattutto in discesa alle pietre più levigate ma anche alla presenza di sassi tondeggianti che possono fare perdere l'equilibrio, in questo tratto i bastoncini possono aiutare ma anche intralciare), mantenendosi abbastanza ripido ma con ampie vedute sui laghi e, più sopra, anche sul rifugio. Dopo diversi tornanti piega deciso in direzione ovest e si abbassa in una piccola conca ove può perdurare neve sino in estate (neve, ore 0.20 dal ponte4, ore 3.10 totali). Seguiamo ancora alcuni tornanti ma la pendenza diminuisce, e poco più in alto, appare la diga di contenimento dietro la quale si trova il Gran Lago (Lggran, ore 0.10 dal nevaio, ore 3.20 totali). Per una visione più completa si può salire sulla destra una collinetta, dominata da un grosso masso, in modo da vedere anche la valle verso il Lago Cornuto, il rifugio in lontananza ed il Monte Rosa. Si può inoltre proseguire il percorso fino all'altra estremità del lago ove sorge un casotto ad uso forestale (visibile il tetto seminascosto da poco oltre il punto di "primo contatto" con il lago).

RIENTRO

Stessa via in ore 2.45, in alternativa si può scendere dal rifugio al Lago Vallette, poi prendere il sentiero 4 per il Col de La Croix e, tramite il sentiero 10c ricongiungersi al percorso di partenza poco sotto al Colle del Lago Bianco, prolungando di poco il percorso.

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Galleria fotografica dell'escursione
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