Escursione
EVA18
Vallone di Levionaz Valsavaranche

Il vallone di Levionaz (23 ottobre 2011)

Il vallone di Levionaz con il ponte per il sentiero che porta alla Casa di Caccia (23 ottobre 2011)



Ultimo aggiornamento della pagina:  26-06-2013

Partenza: Valsavarenche, Loc. Eau Rousse (mt. 1666) oppure Valsavarenche, Loc. Tignet (mt. 1665)
Difficoltà: E sino a Leviona Superiore, EE da Leviona Inferiore alla Casa di Caccia
Periodo consigliato: giugno/settembre
Dislivello: mt. 619 da Eau Rousse sino a Levionaz Inf. (quota Levionaz Inf. mt. 2285), mt. 620 da Tignet sino a Levionaz Inf., mt 361 da Levionaz Inf. a Levionaz. Sup (quota Levionaz Sup. mt. 2646), tot. circa mt 980 da Eau Rousse/Tignet a Levionaz Sup. Da Levionaz Inf. alla Casa di Caccia mt 304 (quota Casa di Caccia 2589 mt), tot. 923 da Eau Rousse alla Casa di Caccia
Segnavia: 10B-Alta Via 2 da Eau Rousse a Levionaz Inf., 10 da Tignet a Levionaz Inf., 10A, 11A da Leviona Inf. alla Casa di caccia e collegamento con Bocconere (percorso EE, numeraz. assente sul terreno nel 2012)
Tempi percorrenza: salita da Eau Rousse sino a Levionaz Inf. ore 2.10-2.20 (discesa ore 1.30), da Tignet a Levionaz Inf. ore 2.00 (discesa ore 1.25), da Levionaz Inf. a Levionaz Sup. ore 1.15 (discesa ore 0.50), da Levionaz Inf. alla Casa di caccia ore 1.00 (discesa ore 0.45)
Acqua: Degioz (fonte in centro paese), Tignet (fra le case), Alpe Levionaz Inf.
Note: escursione facile in uno dei più bei valloni della Valsavara, ottimo per chi vuole osservare animali. Possibili collegamenti col Rifugio Chabod (sent. 10A), con Cogne (Alta Via 2 attraverso il Col Lauson) e con il Casotto di Bocconere/Degioz (sent. 11A, via Casa di Caccia)
Precauzioni particolari: nessuna nella parte bassa e media del vallone, tratti scoscesi e di terra friabile ed esposti sul sentiero 11A per la Casa di Caccia
Equipaggiamento particolare: nessuno, consigliato comunque avere scarpe da trekking e bastoncini (tratti adatti al nordic walking), scarpe da trekking impegnativo e bastoncini altamente consigliati per il sent. 11A
Tracciato GPS: tracciato 78 (sino al bivio sent. 11A poco dopo Levionaz Inf.) tracciato 83 (comprendente sent. 10 da Tignet, prolungamento sino a Levionaz Sup. e discesa a Eau Rousse, N.B. per il sentiero da Eau Rousse è consigliabile utilizzare i tracciati n° 78 e/o 90), tracciato 90 (comprendente il percorso da Eau Rousse sino alla Casa sdi Caccia). In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS: tracciato 78, tracciato 83, tracciato 90
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik




PREMESSA

Il Vallone di Levionaz (o Leviona) è uno dei più belli della Valsavarenche e merita di essere visitato in ogni stagione. Il percorso da Eau Rousse, come altri del parco (vedi ad esempio il Rif. Vittorio Emanuele) si sviluppa lungo una delle antiche mulattiere reali di caccia risalenti al secolo XIX, senza difficoltà, mai ripida con molti tornanti attraverso un bosco di abeti e larici sino a Levionaz Inferiore (sede di un casotto P.N.G.P.). Poi prosegue in falsopiano nel vallone profondo sino alla biforcazione dalla quale ci si collega a Cogne attraverso il Colle Lauson ed al Rifugio Federico Chabod, poco prima dell'Alpe Levionaz Superiore. E' inoltre possibile il collegamento con il casotto P.N.G.P. di Bocconere tramite il sentiero 11A che passa dalla "Casa di Caccia", antico ricovero che domina il vallone (visibile anche da appena sopra Eau Rousse) ma dopo essa le indicazioni sono scarse. Lo stesso sentiero è la via di accesso al Bivacco della Grivola di recente costruzione (2009 ?), anche se dalle relazioni che si trovano in ambito internet pare che questa via, oltre che di una certa difficoltà, sia anche mal segnalata. Al Vallone di Levionaz si accede anche dalla frazione Tignet, poco sopra Degioz, tramire un sentiero più ripido del precedente che si collega con quello proveniente da Eau Rousse poco prima di Levionaz Inferiore, nella zona del Canalone delle Chauds. Lungo il sentiero dell'Alta Via 2 sino Levionaz Inf. sono stati recentemente posizionati dei pannelli esplicativi sulla vita degli animali del parco. Prolungando l'escursione sino all'Alpe Levionaz Sup. si ha una bella visuale dall'alto dell'ampio Vallone di Levionaz.

La zona di Levionaz è una delle più consigliate per chi voglia osservare gli animali del parco (presenti stambecchi, camosci, marmolte ed anche il raro gipeto) ed è stata "location" per il fil documentario "In un altro mondo" (vedi pagina Video della bibliografia). Come in tutto il parco si raccomanda di non lasciare i sentieri, non arrecare disturbo agli animali e soprattutto non lasciare rifiuti (anche quelli che si presume siano "biodegradabili"). Ricordiamo che i guardaparco, anche se non si fanno notare, seguono sempre da lontano il comportamento dei visitatori e, se necessario, intervengono (la multa per abbandono rifiuti nel 2012 è pari a 600 €). Come in tutti i casotti dei guardaparco recintati e non l'ingresso al Casotto di Levionaz Inferiore è possibile solo se autorizzati (n.b. i casotti sono strutture di servizio per il personale del parco, NON sono rifugi o bivacchi destinati agli escursionisti).

La variante alla Casa di Caccia è consigliata solo ad escursionisti esperti, il fabbricato di trova su un costone che domina il vallone e l'alta Valsavarenche, ben visibile anche da fondovalle, in posizione molto panoramica. Sono possibili da essa il collegamento con il Casotto ed il Vallone di Bocconere (tracciato aereo, ai limiti fra EE ed F, poco segnato sul terreno, esposto) e la salita alpinistica al Bivacco della Grivola, di recente costruzione (tracciato poco segnato, difficoltà F/PD).

ITINERARIO DA EAU ROUSSE A LEVIONAZ INF. (Sent. 10B - AV2, tracciato GPS n° 78)

Raggiungere la frazione Eau Rousse (così chiamata a causa i sorgenti di acqua ferruginosa, con colorazione rossastra che cola da alcune rocce sul lato sinistro della valle, visibili durante la salita), poco dopo che la statale attraversa il torrente Savara di fronte alla vicina piccola frazione di Maisonasse. Si parcheggia negli slarghi sulla strada (park), dinanzi alle case, non lontano dal ponte in legno (ponte1) sul Savara che segna l'inizio del sentiero. Attraversato il torrente troviamo i segnali del parco. Il sentiero sale tra muretti a secco, svoltando a destra (ignorare subito una deviazione invasa da erbe che prosegue verso Pont, comunque segnalata) e poi a sinistra, in modo da tagliare i prati per la massima pendenza. Si interseca una poderale e si prosegue sotto alcuni abeti (circa 10 minuti dalla partenza) per poi tornare all'aperto. Inizia così una parte un po' monotona del percorso, ovvero una prima serie di tornanti in un ambiente spoglio ed un po' brullo, di terra e sassi e pochi alberi.

Raggiunta la quota di circa 1870 mt il sentiero punta deciso verso sinistra e si immette in un canalone dove scorre un ruscello (ruscello1, ore 0.30 dalla poderale, ore 0.40 da Eau Rousse). E' l'unico tratto del sentiero dove occorre un po' di attenzione poichè si tratta di terreno friabile, sabbia e sassi, eroso in primavera dalle valanghe che scedono lungo i canaloni dei torrenti. Non c'e ponte, si passa fra le pietre (attenzione in caso di piogge). E' inoltre possibile (come a giugno 2013) che in questo canalone permangano valanghe ad inizio stagione, per cui occorre traversare con la massima attenzione, scavando gradini con lo scarpone e puntando bene i bastoncini soprattutto a valle, maggior attenzione al pomeriggio quando il sole tende a rendere la neve più molle). Appena oltrepassato il ruscello si entra nel bosco e troviamo due targhe che segnano l'inizio del parco (targaparco, sono su una grossa pietra sulla destra ma rivolte un po' verso monte).

Ha inizio subito dopo una seconda serie di tornanti che attraversano il bosco e fanno salire di quota. Più sopra comincia a vedersi fra gli alberi l'altro versante della valle, nella parte alta oltre i boschi, in particolare la zona poco sopra Orvieilles (la Casa di Caccia però è nascosta alla vista da una collinetta). Troveremo anche delle vecchie tracce di sentiero (falsatrac1, falsatrac2, falsatrac3) che corrispondono a tratti del percorso abbandonati, da scartare (anche questi ben segnalati). Si svolta poi a sinistra in un valloncello (ruscello2, ore 0.50 dal precedente ruscello1, ore 1.30 totali) e poco più avanti si percorre un tratto in piano aperto dal bosco, dal quale si ha una bella visuale a valle ed a monte (panoramico, 0.05 dal ruscello2, 1.35 totali, zona dove è facile vedere già stambecchi e camosci che spesso pascolano in alto). E' il canalone delle Chouds.

Dopo questo tratto il sentiero si mantiene in falsopiano, attraversando zone di grossi massi al di sotto del bosco che si fa più rado (zona in cui è possibile osservare il picchio). Passato un tornante si attraversa un'ampia zona aperta di sassi, poi subito dopo un tratto alla base di una parete rocciosa con a sinistra, seminascosto, un altro sentiero che scende. E' il sentiero 10 proveniente da Tignet (bivio1, ore 0.15 da panoramico, ore 1.50 totali). Dopo una svolta a destra si esce dal bosco e si comincia ad intravedere la piccola edicola votiva che su un roccione precede l'Alpeggio di Levionaz Inferiore. Con alcuni tornanti la si raggiunge (madonna, ore 0.15 dal bivio1, ore 2.05 totali) e, superato il promontorio, si intravede un tavolo in legno con panche con vicino una fontana e, appena dopo, l'Alpeggio di Levionaz Inferiore (mt. 2289) con il casotto del P.N.G.P. (ore 0.05 dalla madonna, ore 2.10 totali da Eau Rousse).

Il vicino rifugio privato Rosenkrant Giorgio si raggiunge in pochi minuti, è situato su una collinetta e domina la zona. Di proprietà dell'Ente Parco è utilizzato abitualmente da ricercatori, tesisti, studenti, ecc. nel nel periodo estivo. Dietro l'alpeggio è presente un vecchio sentiero che porta, attraverso un ponte in legno, sull'altro versante del vallone (ponte5 nel tracciato n° 83), ma non prosegue oltre, è utilizzato essenzialmente dal personale del parco. Pur arrivando a Leviona Inf. è consigliabile proseguire un poco perchè dopo una svolta del sentiero, il vallone si apre alla vista. Il sentiero principale infatti, svolta a destra per entrare deciso nel vallone di Leviona che si allarga in un pianoro percorso dal torrente e con sfondo il M. Herbetet. Poco più avanti, dopo una breve discesa, un ponticello (ponte2, mt. 2280 circa, 10-15 minuti da Levionaz Inferiore) che valica il torrente segna l'inizio del sentiero 11A diretto alla Casa di Caccia (anch'essa risalente all'epoca delle battute reali), che domina la valle dall'alto. E' un fabbricato vuoto, privo di porta, al quale è stato rifatto il tetto alcuni anni fa. Questo percorso inizialmente non è molto evidente, sull'erba, poi diviene una traccia che sale con numerosi tornanti ben visibili, sino a raggiungere le rocce che costituiscono il versante destro del vallone. Il collegamento con Bocconere è comunque un percorso di tipo EE perchè non molto evidente.

ITINERARIO DA TIGNET A LEVIONAZ INF. (Sent. 10, tracciato GPS n° 83)

Raggiungere il parcheggio (Nex) situato fra le frazioni di Nex e Tignet, svoltando a sx (poco evidente) dalla strada regionale della Valsavarenche a Degioz, appena dopo il distributore di benzina. Lasciata qua l'auto ci si inoltra fra le case di Tignet (divieto di transito veicolare), per svoltare subito a sinistra in una viuzza pedonale (Tignet), bivio NON segnato (ma si intravede il segnale su palina a fine viuzza) che ci consente di uscire dal piccolo centro abitato. Ha così inizio il sentiero che con un'ampia curva di abbassa a superare il Torrente di Levionaz (ponte1, ore 0.05 da Tignet/Nex) per poi iniziare a salire subito abbastanza ripido nel bosco. Il sentiero, ben visibile anche se costituito solo da una stretta striscia di terra con pochi segnavia, sale così rapidamente con alcuni tornanti sino a raggiungere il cavo di una vecchia teleferica (teleferica, ore 0.15 da ponte1, ore 0.20 da Tignet) dopo aver sfiorato una caratteristica parete rocciosa levigata da acqua e vento (rocce_levg). Poco più sopra raggiungiamo le due targhe marmoree incastonate in un masso che segnano l'ingresso nel P.N.G.P. (targa1, ore 0.05 da teleferica, ore 0.25 totali). Nota: il wp targa2 individua l'analoga targa sul sent. AV1-10B per Eau Rousse.

Superate le targhe marmoree, il sentiero diviene meno ripido e continua la sua salita alternando tornanti a tratti abbastanza rettilinei, in un bosco di larici ed abeti un po' più aperto, si comincia ad intravedere qualche scorcio verso valle. Più sopra, il percorso piega decismante a sinistra, a mezzacosta (traverso) per poi raggiungere una zona aperta (radura, ore 0.35 dalla targa1, ore 1.00 totali da Tignet) di fronte ad una parete rocciosa (rocce1). Si riprende a salire in modo deciso, per superare la balza della parete rocciosa, poi di nuovo in modo meno ripido, poi nuovamente in modo deciso per superare un'altra balza dinanzi ad una seconda parete rocciosa.(rocce2, ore 0.35 da radura, ore 1.35 totali). Oltrepassata questa ci troviamo in una zona di bosco decisamente più aperta col sentiero che risale a tornanti un'ampia pietraia. Dopo alcune svolte arriviamo così alla congiunzione con il sentiero AV1-10B proveniente da Eau Rousse (bivio1, ore 0.15 dalle rocce2, ore 1.50 totali).

Svoltiamo a sinistra seguendo l'itinerario già descritto precedentemente, risaliamo gli ultimi facili tornanti, superiamo l'edicola votiva (madonna) e raggiungiamo così l'Alpeggio di Levionaz Inferiore (ore 0.10 da bivio1, ore 2.00 da Tignet/Nex).

PROLUNGAMENTO SINO A LEVIONAZ SUP. (Sent. AV2-10-10B, tracciato GPS n° 83)

Come già detto, superata l'Alpe di Levionaz Inf. si prosegue in falsopiano, abbassandoci leggermente, nell'ampio e quasi pianeggiante vallone. Superiamo velocemente la deviazione per il sent. 11 a a sinistra (bivio2, ore 0.10 da Levionaz Inf.) e poi un ponticello in legno su un ruscello sorgivo proveniente da destra (ponte2, ore 0.05 dal precedente, ore 0.15 da Levionaz Inf.). Si prosegue in modo pressochè rettilineo e si riceve da destra un altro sentierino poco evidente che scende direttamente dal Rifugio Rosekrantz Giorgio (bivio3). Subito dopo si riprende a salire leggermente con tornanti per poi spostarsi di nuovo a mezzacosta sino a raggiungere prima un piccolo fabbricato (casetta-aq) costituente le prese d'acqua utilizzate per le necessità del casotto e poi un ponte in legno (ponte3, ore 0.20 da ponte2, ore 0.45 da Levionaz Inf.). Durante la salita compare sull'altro versante del vallone la ormai diroccata Alpe Levionaz di Mezzo.

Oltrepassato il ponte si riprende a salire con numerosi tornanti, ci si alza abbastanza rapidamente ma la pendenza non è eccessiva, lo sguado a valle spazia su tutto il vallone di Levionaz, più su diviene ben visibile anche l'Alpe Levionaz Inferiore. Si supera ben presto un piccolo rudere (ore 0.05 dal ponte3, ore 0.50 da Levionaz inf.), poi di nuovo con alcuni tornanti sino ad una zona di terreno friabile, dopo la quale il sentiero svolta a sinistra e raggiunge un bivio con segnale 10A (bivio4, ore 0.25 dal rudere, ore 1.05 da Levionaz Inf.). Svoltiamo a destra (il sentiero a sx resta numerato AV1 e raggiunge il Col Lauson), per salire una gobba rocciosa, oltre la quale su un poggio erboso si trova l'Alpe Levionaz Superiore (ore 0.10 dal bivio4, ore 1.15 da Levionaz Inf.).

Il sentiero prosegue leggermente meno marcato a superare alcune gobbe inerbate in direzione del M. Herbetet, diretto al Rifugio Federico Chabod (percorso molto lungo e decisamente EE che lambisce tratti di ghiacciaio). Dall'Alpe Levionaz Sup. si ha una bella visuale verso valle e verso il M. Herbetet, la zona del Col Lauson invece non è visibile.

RIENTRO: stessa via sino a Levionaz Inf. in circa 50-60 minuti. Da Levionaz Inf. si rientra a Tignet per il sent. 10 in circa ore 1.15 (attenzione nei tratti un po' tipidi) o a Eau Rousse per il sent. 10B-Alta Via 2 in circa ore 1.30, percorso leggermente più lungo ma più agevole.

VARIANTE: DA LEVIONAZ INFERIORE ALLA CASA DI CACCIA (sent. 11A, tracciato GPS n° 90)

Il versante destro orografico della parte mediana del Vallone di Levionaz, da Levionaz Inf. sino a Levionaz di Mezzo, ha un profilo trasversale molto vario: la parte verso il centro, ove scorre il torrente, è costituita da pascoli formatosi su conoidi di terreno e frane accumulatosi nei secoli, che terminano a monte alla base di ripide pareti rocciose, erose da alcuni ruscelli, quasi verticali. Superiormente ad esse vi è un'altra fascia di ripidi pendii erbosi che proseguono sino ad altre pareti rocciose costituenti i fianchi più bassi del gruppo della Grivola. Il percorso per la casa di caccia, che sorge su uno dei promontori della fascia rocciosa, ben visibile da Levionaz Inf. e anche da Eau Rousse, si sviluppa quindi in tre fasi distinte, al di sotto, attraverso ed al di sopra dellala fascia di pareti rocciose.Il sentiero, costituito da una traccia esile, spesso ripida anche trasversalmente, con pochi riferimenti sul terreno (qualche raro ometto, una freccia gialla dipinta a ott. 2012) è poco evidente, pericoloso in caso di maltempo anche per il terreno friabile ed è consigliato solo ad escursionisti esperti che riescono ad individuare la via e non temono il vuoto. La Casa di Caccia si trova comunque in posizione particolarmente panoramica verso la parte alta del vallone e l'Herbetet, ma che consente anchedi vedere il fondovalle della Valsavarenche da Pont sino a Le Creton e Tignet. 

Da Levionaz Inf. si segue il sentiero che svolta a destra oltre l'alpeggio/casotto, immettendosi nel pianoro dove scorre il torrente, per svoltare dopo pochi minuti a sinistra su un senterino (bivio2) che si abbassa al torrente e lo supera su un ponticello in legno poco stabile (ponte1, ore 0.05 da Levionaz Inf.). Superato il ponte, la traccia di sentiero scompare nell'erba, occorre risalire fuori dalla conca in diagonale spostandosi verso destra (verso cioè la parte alta del vallone) e ricercare il sentiero che appare inerbato quanto il pascolo circostante, evidenziato solo da due file di piccoli sassi (foto). Il percorso, in questa zona poco evidente, svolta a sinistra compiendo un tornante e prende a salire il pendio, per divenire diviene poi più marcato (striscia in terra).

Si sale quindi il ripido pascolo compiendo anche dei tornanti sino a giungere finalmente alla base della fascia costituita dalle alte pareti rocciose, dove il percorso si insinua in una zona più terrosa. Si tralascia una vecchia traccia che scende in diagonale a sinistra (bivio-trac) e si arriva al tratto più ripido e faticoso del percorso (ripido-roc, ore 0.25 dal ponte1, ore 0.30 da Levionaz Inf.). Qua la traccia si frantuma un poco, occorre cercare di seguire quella più affidabile poichè il terreno è molto ripido e friabile. La traccia più sicura e marcata si sposta a destra raggiungendo un promontorio esposto, per poi tornare a sinistra e salire verso destra in diagonale su una striscia di rocce inclinate e coperte di sabbietta (cautela in discesa) ove può essere utile aiutarsi con le mani. Superata questa fase si risale ancora per tracce di sentiero e zone erbose sino alla sommità della fascia rocciosa. Ci si innalza ancora compiendo alcuni tornanti e sfiorando l'avvallamento di un ruscello sulla destra (verso Levionaz Sup.) per poi svoltare, circa 10 minuti dopo aver affrontato la zona delle rocce, decisamente a sinistra, ormai quasi alla quota della Casa di Caccia sempre ben visibile.

Si prosegue così a mezzacosta, salendo un poco alla volta verso sinistra, sul sentiero formato da traccia di terra larga meno di mezzo metro ma qua abbastanza marcata, che aggira le propaggini dei pascoli posti al di sopra della fascia rocciosa. Si supera un primo ruscello, incassato in un avvallamento sassoso (ruscello2, ore 0.15 dalle rocce ripido-roc, ore 0.45 da Levionaz Inf.), poi poco avanti un secondo (ruscello3, pochi minuti dopo il ruscello2) oltre il quale la traccia diviene meno evidente, spesso inclinata trasversalmente a valle quasi quanto il resto del pendio ed appaiono zone di terreno friabile, grigiastro (simil morenico, derivante dallo sbriciolamento della roccia stratificata sottostante il terreno in molte zone decorticato) ben visibili dal basso, che richiedono una certa attenzione (vedi foto). In questa fase i bastoncini, malgrado l'appoggio a valle per la ristrettezza del senteiro e per la ripidezza del pendio venga spesso a mancare, possono aiutare molto.

Seguendo sempre la traccia, sempre meno evidente con cautela per il terreno friabile e per la presenza di alcune pietre bluastre scivolose (particolarmente pericolose se umide) eventualmente aiutandosi con le mani,  ci avviciniamo un po' alla volta alla Casa ben visibile, sotto la quale si notano vecchie tracce di sentiero trasversali, molto più in basso di noi, che non devono ingannare (il percorso si mantiene sempre in quota e sale con pendenza moderata). Arriviamo così al terzo ed ultimo ruscello (ruscello4, ore 0.10 da ruscello2, ore 0.55 da Levionaz Inf.) dove, superato il corso d'acqua si risale dalla parte opposta su un terreno ripido, friabile e molto esposto per poi spostarsi sulla sinistra a mezzacosta, finalmente su pendii meno ripidi, alla base di un'altra parete rocciosa. Dopo pochi minuti si giunge sul poggio della Casa di Caccia, che riappare all'ultimo istante (Casa Caccii, ore 0.04 dal ruscello4, ore 1.00 da Levionaz. Inf.).

La Casa di Caccia è un piccolo fabbricato privo e di finestre, con battuto in terra, completamente vuoto, non può essere utilizzata come bivacco ed è impiegata dall'Ente Parco per operazioni di studio nella stagione estiva (presente pannelli solari per necessità di alimentazione apparecchiature varie). Dietro il fabbricato, il sentiero 11A, sempre non molto marcato, aggira a mezzacosta la sommità di una profonda gola, e raggiunge una cresta erbosa, propaggine della Grivola, oltre la quale si biforca: una diramazione prosegue, diventanto ancor più "aerea" ed ancor più esposta , per il Casotto PNGP di Bocconere (11A, difficoltà EE, quasi alpinistico ma in pratica i dislivelli sono minimi), l'altro percorso, di tipo alpinistico e con pochissimi segnavia, sale a destra per ghiaioni e creste rocciose sino al Bivacco della Grivola (non numerato nel 2012, difficoltà F o PD).

RIENTRO

Stessa via in circa ore 0.45, prestando molta attenzione ai vari tratti di terreno friabile e scoscesi/esposti (in particolare attenzione a non fare rotolare sassi/piccole pietre su tratti del sentiero più a valle quando si è in gruppo o vi sono altri escursionisti), utili i bastoncini per sicurezza.

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