Escursione
EVA07
Biv. Regondi Gavazzi (mt. 2597)
Fenetre Durand (mt. 2805)
Valle di Ollomont

Il Lago Fenetre e la Fenetre Durand (23 agosto 2008)

Il Lago Fenetre e la Fenetre Durand (23 agosto 2008)



Ultimo aggiornamento della pagina:  26 agosto 2008

Partenza: Ollomont - Loc. Glassier (mt.1571)
Difficoltà: E sino al Bivacco Remondi-Gavazzi, E+ il percorso completo
Periodo consigliato: giugno/settembre
Dislivello: mt 1026 sino al bivacco, mt. 208 da bivacco a Fenetre Durand + alcuni saliscendi, mt. 1234 da Fenetre Durand a Glassier
Segnavia: 6 - 5 - TDC (Tour Des Combin) - ometti - segni gialli e rossi
Tempi percorrenza: ore 3.25 da Glassier a Biv. Regondi-Gavazzi (sentiero 6), ore 2 rientro (stesso sentiero), ore 2.50 da Biv. Regondi-Gavazzi a Fenetre Durand, ore 3.10 da Fenetre Durand a Glassier (sentiero 5)
Acqua: fino al bivacco portarla da casa, nella zona sono presenti numerosi torrenti e ruscelli anche di fusione (per cui acqua poco mineralizzata e poco dissetante), sorgente a quota 2220, Alpe Thoules, Alpe Farinet, sorgente a quota 1712 (Pont)
Note: escursione completa da compiersi in 2 giorni con pernottamento al Biv. Regondi - Gavazzi, in giornata sino al bivacco.
Precauzioni particolari: tratto da bivacco a Alpe Thoules su sentiero friabile ed in parte fuori sentiero
Equipaggiamento particolare: bastoncini da trekking, scarpe da trekking impegnativo o scarponi da alpinismo, il bivacco è in zona molto fredda per cui vestirsi in modo adeguato (berretto-guanti-giacca antivento). Nel caso di pernottamento in bivacco portarsi fornello ed attrezzatura per cucinare, viveri e soprattutto acqua, saccolenzuolo o saccoletto (consigliato di tipo invernale/alpinistico), lampada frontale, torcia elettrica o candele, vedi scheda del bivacco.
Tracciato GPS: tracciato 27 . In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS. N.B. Tracciato inesistente da Glassier sino ad uscita da bosco per ricezione segnale nulla.
Immagine tracciato GPS: parte 1, parte 2
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik


 

PREMESSA

Questa escursione è un "anello" che consente di esplorare uno dei due valloni in cui si divide la Valle di Ollomont alla sua sommità, ampliando percorsi suggeriti da altre guide con pernotto al Bivacco Regondi-Gavazzi e possibilità ulteriore, ma è comunque richiesto un certo allenamento, di includere la salita al M. Avril, belvedere sui ghiacciai del Gran Combin e delle valli svizzere (tale prolungamento qua tuttavia non verrà illustrato). L'escursione comprende il percorso sino al Biv. Regondi-Gavazzi che costituisce già una meta (da effettuarsi anche in giornata, difficoltà E) per la sua posizione panoramica sulla Comba des Eaux Blanches e sul M. Gelè. Il collegamento fra Biv. Regondi ed Alpe Thoules, dalla quale ci si inserisce sul sentiero 5-TDC per la Fenetre Durand, avviene in parte su sentiero non sempre molto evidente ed in parte fuori sentiero (difficoltà E+), per cui è richiesta una certa capacità di orientamento e pratica su terreno disagevole (morena e pietraia con cespugli). Il  resto dell'escursione viene classificato di difficoltà E in quanto non presenta particolari problemi, il rientro (nel percorso completo di 2 gg.) avviene sull'altro lato del vallone, portando a coprire anche parte del percorso che sale nella Conca di By.

La Fenetre Durand è un valico che mette in comunicazione la Valle di Ollomont con il Vallese sino dall'antichità. Esso viene tradizionalmente indicato come uno dei possibili passaggi di Calvino in fuga dalla valle nel 1536, in epoca più recente era spesso frequentato dai contrabbandieri e nel 1943, Luigi Einaudi, futuro presidente della Repubblica Italiana, lo attraversò per rifugiarsi in Svizzera (una targa bronzea al passo ricorda l'avvenimento).

Si vedano anche in merito la scheda del Rifugio Bivacco Regondi-Gavazzi e relativa galleria fotografica.

Aggiornamento del 19 dicembre 2012: la zona della Comba delle Acque Bianche, uno dei pochi angoli della regione ancora intatti, è attualmente oggetto di pesanti opere di trasformazione, se ne parla in questo articolo.

ITINERARIO SINO AL BIV. REGONDI-GAVAZZI (primo giorno, sent. 6., tracciato GPS n° 27)

Raggiungere le case della frazione di Glassier, dove termina la strada carrozzabile della Valle di Ollomont, presente un ampio parcheggio dove fanno sosta anche le corriere. Appena oltre il ponte sul Buthier di Ollomont ha inizio il sentiero 6 (segnale su palina che riporta Oratorio della Gaula e Biv. Regondi). Il sentiero 5 dal quale si rientra ha invece inizio poco prima di raggiungere le case, sulla sinistra (segnale su palina) e le aggira a monte mentre in prossimità delle case una piccola scorciatoia (numerazione su un masso) consente di partire direttamente dal parcheggio senza dover tornare indietro per la strada asfaltata. Dopo il ponte il sentiero giunge (breve poderale) in pochi minuti all'Alpe Crottes (mt. 1591) oltre la quale diviene una stretta traccia di terra in un sottobosco fitto che tende a ricoprirla. Il sentiero si inerpica già abbastanza ripido in un bosco di larici, inizialmente fra cespugliame di sottobosco e poi più pulito, sempre abbastanza ripido. Notare che in questa fase per il bosco fitto e per la vicinanza delle pareti rocciose (ci si immette in una stretta gola) il mio gps non riceveva nessun segnale per cui per questa parte di percorso, il tracciato è del tutto inesistente.

Si continua a salire con tornanti ma spostandosi verso nord, avvicinandosi alle rocce di una gola stretta (dove scorre un ruscello detto Torrente della Cadula) che si attraverserà più a monte, sino ad incontrare un piccolo bivio dopo circa 45' dalla partenza, esso porta a destra, all'Oratorio della Gaula (Gaula significa per l'appunto "gola"), che merita una piccola sosta per ammirane la particolarità in quanto è ricavato scavato nella roccia. Siamo a circa 1863 mt. (nota: il segnale su palina a Glassier in realtà riporta un tempo di ore 1.30). Ripreso il sentiero sulla sinistra si prosegue sotto gli alberi mentre il bosco diventa più raro, sempre con una certa pendenza e vari piccoli tornanti, sino ad uscire finalmente dal bosco in una valletta erbosa (fuoribosco, mt. 2026, a circa ore 0.20 dall'Oratorio della Gaula, 1.05 da Glassier). Da questo punto ha inizio il mio tracciato gps.

Saliamo lungo la valletta poi si svolta a sinistra in un secondo avvallamento sino a superare una "sella" (n° 6 su un masso) che ci fa affacciare in un'altra valletta parallela dove scorre il Torrente des Eaux Blanches. Da questa zona, volendo, si può traversare il torrente e passare sull'altro versante per collegarsi per tracce di sentiero e prati al percorso di discesa in prossimità dell'Alpe Balme de Bal (o scendendo per il sentiero 5, ritornare sul sentiero 6 abbreviando il percorso). Seguiamo il sentiero, meno marcato, sino in fondo alla valletta dove riprende a salire ripido sulla sinistra (terra friabile) e compiendo un tornante, arriva in breve all'Alpe Places (Aplaces, mt. 2154, ore 0.30 da fuoribosco, 1.35 totali). Il sentiero passa in mezzo alle baite e si sposta sulla sinistra, in direzione del vallone che comincia ad aprirsi alla vista, dominato dalla mole del Mont Gelé.

Con pendenza non elevata ci si affianca al torrente (Torrente des Eaux Blanches) sino a giungere finalmente in un vasto pianoro (Plan de Breuil) ai piedi della Comba des Eaux Blanches, attraversata dal lattiginoso torrente omonimo (la denominazione ha origini analoghe al Torrente Evancon, in Valle d'Ayas, il cui nome deriva da Eaux Blanches - Acque Bianche, il cui colore è dovuto alla loro origine glaciale). Ora su sentiero pressoché pianeggiante arriviamo finalmente ad un segnale su palina, non del tipo giallo della Regione Valle d'Aosta (non ve ne sono più sino all'Alpe Thoules, estate 2008), ma di colore rosso, posizionato dal CAI Desio, comproprietario del bivacco (segnale cai, mt. 2211 a 0.15 da Alpe Places, 1.50 totali). Alla sinistra un ponticello in legno sul torrente permette nuovamente di collegarsi con in percorso di ritorno, tramite prati, sempre all'incirca nella zona di Balme de Bal (queste varianti possono essere ovviamente sfruttate per compiere altri itinerari ad anello).

Superato il segnale poco dopo incontriamo un bivio non segnalato (estate 2008: è presente l'asta di una palina senza segnali), il cui ramo a destra porta verso il Lac Cormet (che vedremo salendo) e si ricollega con il sentiero che sale al bivacco da Ollomont (n° 6 anch'esso), Siamo a mt. 2226 (waypoint bivio1, ore 0.10 da segnalecai, ore 2.00 totali). Siamo sempre su terreno pressoché pianeggiante, sentiero sempre ben evidente. Proseguendo poer il ramo sinistro dopo il bivio si arriva in una zona di acque sorgive (sorgente1, mt. 2221 a 0.05 da bivio1, 2.05 tot.), poi si riprende a salire con moderata pendenza sino a iniziosali, mt. 2232 (ore 0.10 dalla sorgente, 2.15 tot.), punto in cui la pendenza aumenta notevolmente. Incontriamo un secondo segnale del CAI Desio (sempre senza tempistica), poi saliamo fra cespugli di rododendri e mirtilli mentre la vista sul vallone, sul M. Gelè e sulla lontana Fenetre Durand, si amplia sempre di più. Superato un larice isolato (ultimolari, mt. 2359 a 0.20 dall'inizio della salita, 2.35 tot.) si arriva finalmente su un poggio a mt. 2438 (pianoro, ore 0.15 dal larice, 0.35 dall'iniziosali, 2.50 dalla partenza).

La vista è notevole ma aumenterà ancora, seguiamo il sentiero che si sposta sulla sinistra, per scoprire che in una conca retrostante compare il Lac de La Clusa, il secondo dei laghetti che vediamo. Si sale su di una cresta panoramica (cresta, mt. 2504, ore 0.15 da pianoro, ore 3.05 totali) e si prosegue accorgendosi che alla nostra destra, alla base della catena del M. Morion, esiste una conca morenica in cui poco dopo compare un terzo lago, il Lac de  La Leita. Poco dopo compare anche il Bivacco Regondi-Gavazzi (Bivreg, mt. 2608 da gps), leggermente sulla sinistra, dinanzi al M. Gelé, in posizione esposta verso valle (e visibile anche dal basso). Lo si raggiunge dopo aver percorso la cresta in falsopiano in circa 0.20 minuti dalla cresta, 3.25 totali.

RIENTRO

Stessa via dal Bivacco Regondi-Gavazzi in circa ore 2-2.15. Volendo sono possibili altri percorsi ad anello oltre a quello qua suggerito, come ad esempio scendere all'Alpe Thoules (tratto E+, in parte fuori sentiero) e poi direttamente verso By senza passare dalla Fenetre Durand, traversando a Balme de Bal sul sentiero di salita, abbreviando il rientro (fattibile in giornata). Dal bivacco all'Alpe Thoules prevedere circa ore 1.15, da Alpe Thoules a Glassier per il sentiero 5 prevedere circa ore 2.10, traversando invece sul sentiero 6 prevedere circa 1.30. Il percorso completo (integrabile eventualmente dalla salita al M. Avril) è invece fattibile in 2 gg. ed illustrato nel paragrafo successivo.

ITINERARIO DA BIV. REGONDI-GAVAZZI A FENETRE DURAND (secondo giorno, sent. s.n.-5-TDC, tracciato GPS n° 27 )

Dopo una corroborante nottata in bivacco e aver provveduto al riodino dello stesso per affidarlo a chi verrà dopo di noi, ci si incammina di primo mattino seguendo il sentiero che, dal lato opposto a quello di arrivo, scende deciso verso il bel Lac de La Baseya (per chi vuole salire il M. Avril si consiglia di valutare l'ora della partenza considerando che dal bivacco alla Fenetre Durand occorrono circa 3 ore, dalla Fenetre alla vetta del M. Avril ore 1.30 ulteriori e circa 1 di discesa che si aggiunge alle ore 3 per scendere da Fenetre Durand sino a Glassier, sentiero 5). Il sentiero è poi meno evidente, su terreno pietroso, ma sono presenti numerosi ometti in pietra e segni gialli (poco evidenti), compie diversi saliscendi sino a raggiungere una morena sulla cui cresta si divide nettamente in due rami (bivio2, mt. 2520, ore 0.20 dal bivacco). Una freccia dipinta su un masso indica a destra per il M. Gelè (percorso alpinistico su ghiacciaio), noi svoltiamo a sinistra (poco dopo su un altro masso l'indicazione "By") e con altri saliscendi prestando attenzione ai segni di sentiero, ai pochi ometti presenti e ad alcuni segni circolari rossi (molto sbiaditi e poco evidenti), si scende sino ad un ruscello sorgivo e lattiginoso (torrente1, mt. 2495 a 0.05 dal bivio2, 0.25 dal bivacco). E' questa l'acqua sorgiva (pur sempre di fusione) più prossima al bivacco, escludendo quella dei laghi.

Superato il torrente ci accorgiamo che alle sue spalle si trova un piccolo avvallamento sabbioso ed invaso dalle erbe, lo si risale sino quasi in fondo individuando una traccia che risale sulla sinistra (segni rossi), saliamo con attenzione (terreno morenico, friabile) e nuovamente con alcuni saliscendi ci spostiamo in direzione della Fenetre (non visibile) e del M. Avril. A ore 0.15 dal torrente sorgivo (torrente1) ha inizio una ripida discesa (iniziodisc, mt. 2503, ore 0.15 da torrente1, ore 0.40 dal bivacco). Il sentiero (localmente chiamato a ragione "sentiero delle capre") è ben marcato ma ripido e su terreno friabile (FARE ATTENZIONE ed aiutarsi con i bastoncini), compie un'ampia curva a sinistra affiancando un ruscello che, tagliando le rocce in una gola stretta, rende impossibile l'attraversamento senza perdere quota. Si prosegue seguendo la traccia a poco a poco meno evidente (qualche raro ometto), in direzione dell'Alpe Thoules che poi scompare alla vista sino a che il sentiero (o quel che ne resta poiché sempre meno evidente) lo affianca a pochi passi e piega a sinistra in direzione della valle (del Pian di Breuil cioé). A questo punto non resta che valicare il ruscello e risalire dalla parte opposta, il punto di guado non è preciso (ne sono in grado di dire se il sentiero più in basso segua ancora una traccia più sicura) ma non è un problema in realtà (torrente2, mt. 2340, punto più basso raggiunto in questa fase, ore 0.20 da iniziodisc, ore 1.10 dal bivacco). Valicato il torrente si attravesa su pietre e cespugli di rododendri e ginepri bassi, poi si raggiunge una pietraia (pietraia, mt. 2364, 010 dal torrente, 1.20 dal bivacco) di massi pressoché stabili misti a cespugli, abbastanza faticosa da superare (ATTENZIONE: sotto i cespugli spesso ci sono buche, sondare il terreno con i bastoncini prima di porre il piede) cercando di spostarsi un po' a monte in direzione del M. Avril per non arrivare più bassi dell'Alpe Thoules che al momento è nascosta alla vista. Superata la pietraia si prosegue per prati finalmente più agevoli sempre in direzione del M. Avril (occorre orizzontarsi, ma comunque il mio tracciato può aiutare, poiché mi sono ricollegato ad una traccia di sentiero proveniente dall'alpeggio, in particolare per chi ha il gps, occorre puntare in direzione del waypoint sentiero).

A circa 10 minuti dalla pietraia si trova una traccia di sentiero (sentiero, mt. 2404), poco dopo si supera un torrente (in realtà è la confluenza di due torrenti, waypoint torrente3, mt. 2397) e si raggiunge l'Alpe Thoules in corrispondenza del sentiero 5 (segnale su palina, waypoint atouls, mt. 2390 a 0.15 dalla pietraia, 1.15 dal bivacco). Il sentiero 5 in realtà è una strada poderale (in questa zona), si devia destra in direzione della Fenetre Durand e dopo poche decine di metri la poderale termina in corrispondenza del pozzetto di presa d'acqua dell'alpeggio. Si riprende così il sentiero che in breve attraversa un'ampio pianoro solcato dal Torrente de Fenetre (torrente4, mt. 2415, ore 0.20 da Alpe Thoules, ore 1.35 dal bivacco). Superato a guado il torrente, si sale ancora per prati e poi in maniera più decisa con anche dei tornanti sino ad arrivare ad una zona dove è presente una antica frana (pietraiagr, ore 0.30 da torrente4, ore 2.05 dal bivacco), tra i cui massi il sentiero si dentreggia a compiere diverse svolta. Il tracciato è sempre ben evidente, con numerazione 5 e TDC (Tour des Combins).

Mentre il Mont Gelè cambia aspetto e mostra una parete pressoché verticale, si sale sulla sinistra del vallone, su terreno in parte morenico sino ad una zona di ruscelli sorgivi che preannuncia il Lac de Fenetre (ore 0.30 dalla pietraiagr, 2.35 dal bivacco). Quest'ultimo, di tipo intramorenico e di colore turchese, lo si aggira sulla sinistra sino ad arrivare finalmente al passo della Fenetre Durand (fendur, mt. 2833 da gps, ore 0.15 dall'avvistamento del Lac de Fenetre, ore 2.50 dal bivacco). Al colle segnale su palina, la targa che ricorda il passaggio di L. Einaudi, pilastrini ed ometti vari, un cerchio di pietre con la scritta PACE, un muretto di pietre a secco che può servire da riparo per il vento.

La salita al M. Avril avviene da un sentiero ben evidente al colle, sulla sinistra, non sembra presentare difficoltà a parte il terreno un po' friabile e forse tratti esposti (personalmente non l'ho fatta), richiede circa ore 1.30 (circa ore 1 per la discesa sino al colle, indicata su varie guide come difficoltà E) non conteggiate nei tempi di questa pagina. E' una salita effettuata raramente in giornata per la lunghezza del percorso (dal sentiero 5 alla Fenetre in salita occorrono già 4 ore di buon passo), pernottando al Biv. Regondi-Gavazzi si abbrevia il percorso ma è comunque necessario un certo allenamento.

RIENTRO (Sent. 4-5-TDC, tracciato GPS n° 27)

Stesso itinerario di salita sino all'Alpe Thoules in ore 1 circa. Dall'Alpe Thoules si scende per la poderale che passa alle spalle delle baite, in direzione dei Lacs de Thoules, oltrepassati i quali si arriva all'Alpe Lombardin (alombard, mt. 2316, ore 0.20 da Alpe thoules, ore 1.20 da Fenetre Durand), riconoscibile per un caseggiato quadrato che mostra verso la strada due pareti prive di finestre ed uno lungo, più basso, dinanzi esso (attorno altre baite in parte abbandonate). oltrepassato il caseggiato lungo, sulla sinistra della strada, il n° 5 su un masso ci indica il vecchio sentiero che scende prima ripido e poi a mezzacosta seguendo la poderale poco più basso di essa (in pratica taglia un tornante). Incrociamo nuovamente la poderale (poderale, mt. 2205, a circa 0.25 da Alpe Lombardin) e dopo aver tagliato un altro tornante, le case di Balme de Bal, più una borgata che un alpeggio, in parte in ristrutturazione (abalme, mt. 2162, a 0.30 da Alpe Lombardin, 1.50 da Fenetre Durand). Da qua volendo si può tornare sul percorso 6, traversando per prati e tracce di sentiero dopo aver svoltato a sinistra alla diramazione della poderale (porta solo ad altre case). Per il nostro percorso non vi sono comunque segnali evidenti ma occorre seguire la poderale a destra e svoltare alcune curve (in leggera salita), per poi trovare la traccia del sentiero 5 che si stacca nuovamente sotto la strada (bivio3, mt. 2148 a 0.05 da Balme de Bal, 1.55 da Fenetre Durand), evidenziato da una freccia su un masso sulla strada, a destra.

Il sentiero scende in diagonale, fra pascoli ripidi ed erbe alte, in direzione del Laghetto di By, che compare lontano, in pratica si attraversa la parte bassa dell'altro vallone terminale della Valle di Ollomont. Compaiono nuovi alpeggi e, in lontananza, nuovi sentieri. A circa ore 0.20 dal bivio 3 si interseca un tratto di poderale che scende dall'alto (bivio4, mt. 2030, ore 0.20 da bivio3, ore 2.15 dalla Fenetre Durand), ovvero il sentiero 4 per il Rif. Chiarella-Amiante. Scendiamo a sinistra (volendo si può fare una breve deviazione al Lago e Cappella di By) e raggiungiamo la poco distante Casa Farinet in ristrutturazione (Afarinet, mt. 1977 a 0.05 da bivio4, 2.20 dalla Fenetre). Il sentiero in realtà devia a sinistra poco prima della casa, si può scendere anche dinanzi alla casa (vedi mio tracciato gps e foto), poiché i due percorsi si ricollegano poco più in basso, anche per rifornirsi d'acqua.

Si scende poi su una mulattiera ben marcata ed in parte lastricata (ATTENZIONE: pietre levigate), sino ad uno tratto panoramico protetto da uno steccato in legno (roccia levigata dall'acqua, waypoint steccato, mt. 1901, ore 0.10 da Alpe Farinet, ore 2.30 da Fenetre), poi si continua sino ad entrare nel bosco di larici (dove le pietre levigate diminuiscono). Visibile in basso la baita dell'Alpe Pont, con il sentiero che passa sotto delle tubazioni su pilastrini in pietra. Più in basso ci avviciniamo ad una cascata e a delle prese d'acqua, puntando verso due piccole baite gemelle, una delle quali con finestra con cornice bianca. Poco sotto esse passiamo su un ponte di legno (ponte-lgn, mt. 1743, ore 0.15 da steccato, ore 2.45 da Fenetre), dopo il quale la mulattiera diviene caratteristica tra muretti a secco e lastricatura in pietra a spacco, non scivolosa, la quale con diversi tornanti scende sino a raggiungere il torrente. Si lascia sinistra un ponte in legno e si prosegue raggiungendo in breve una fonte da tubo sulla destra (sorgente2, mt. 1712), si passa un ponte in pietra (ponte-pt) e si raggiunge l'Alpe Pont passando sotto le tubazioni di un vecchi acquedotto (Pont, mt. 1691, ore 0.10 dal ponte-lgn, ore 2.55 da Fenetre Durand). Scendiamo seguendo il sentiero, sempre lastricato e fra muretti, alcuni caratteristici perché alternano pietre orizzontali con pietre verticali piatte arrotondate alla sommità, sino ad aggirare l'abitato di Glassier (una piccola deviazione scende verso le case e porta direttamente al parcheggio). Si giunge infine alla strada asfaltata poco prima del villaggio, dove un segnale su palina indica il sentiero 3-4-5 da cui proveniamo (ore 0.15 dal ponte in pietra-Alpe Pont, ore 3.10 da Fenetre Durand). Da qua sulla strada asfaltata sino al poco distante parcheggio di partenza.

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