Escursione
EVA06
Rifugio Giovanni Bobba
(mt. 2771)
Valtournanche

Il Rifugio Giovanni Bobba (16 agosto 2008)

Il Rifugio Giovanni Bobba e, in sfondo, i Breithorn ed il Piccolo Cervino (16 agosto 2008)



Ultimo aggiornamento della pagina:  18 agosto 2008

Partenza: Valtournanche - Loc. Breuil-Cervinia (mt. 2015)
Difficoltà: EE
Periodo consigliato: giugno/settembre
Dislivello: mt 756
Segnavia: 10-11 (presenti ancora alcuni n. 30 e Alta Via 3 semicancellati, numerazione vecchia)
Tempi percorrenza: salita da Cervinia ore 2.20 sino al rifugio (2.30 sino al "belvedere" sovrastante), rientro ore 1.30 (1.40 dal "belvedere")
Acqua: portarla da casa, nella zona sono presenti solo torrenti e ruscelli di fusione (per cui acqua poco mineralizzata e poco dissetante), al rifugio è presente solo acqua di fusione dai nevai sovrastanti.
Note: escursione breve ma comunque di difficoltà EE, per tratto finale esposto su roccette (presenti n° 5 corde fisse), molto panoramica su M. Cervino (parete ovest), conca di Breuil-Cervinia, e su altre vette della zona.
Precauzioni particolari: tratti di terreno friabile (la zona è ricca di ruscelli e torrentelli di fusione che portano spesso ad avere acqua sul sentiero), prestare attenzione all'attraversamento dei torrenti se vi è grande affluenza d'acqua, tratto finale esposto ripido su roccette ma con diversi appigli e gradini, anche scolpiti, e n° 5 facili corde fisse per eventualmente aiutarsi. ATTENZIONE AI BAMBINI !!
Equipaggiamento particolare: bastoncini da trekking, scarpe da trekking impegnativo o scarponi da alpinismo
Tracciato GPS: tracciato 26 . In corsivo nel testo i riferimenti ai waypoint del tracciato GPS.
Immagine tracciato GPS:clicca qui
Mappa Open Street Map: OSM Mapnik




PREMESSA

 Breve escursione di tipo EE, in ambiente abbastanza selvaggio e disabitato, su terreno anche morenico attraversato da parecchi torrenti e torrentelli derivanti dallo scioglimento dei ghiacciai sovrastanti (dai quali in passato scendevano diverse valanghe verso l'abitato di Breuil Cervinia per proteggere il quale era stato costruito un terrapieno-paravalanghe a ridosso del torrente Marmore). E' abbastanza frequentata per il panorama che consente di avere sul M. Cervino (lato ovest, una prospettiva inusuale) e su tutta l'alta Valtournanche, anche da gruppi con bambini (cautela nell'attraversamento dei torrenti e nell'ultimo tratto, ho  visto un padre prudentemente assicurare la bimba di 6-7 anni nel tratto delle corde fisse). Malgrado modesta lunghezza, il percorso non va sottovalutato in quanto si svolge in parte su terreno friabile e creste moreniche (ciottoli levigati che possono dare luogo a scivolamenti specie in discesa) e presenta sotto il rifugio un tratto esposto e ripido (gradini scolpiti, appigli, n° 5 brevi corde fisse). A completamento si consiglia di salire per ulteriori 10 minuti oltre il rifugio, sino alle rocce sovrastanti che costituiscono un "belvedere" naturale dove si amplia ulteriormente la visuale della zona.

Il sentiero è sempre ben tracciato con numeri ben evidenti (segno che sono stati ridipinti di recente, come sono stati cancellati quelli vecchi), gradonate di pietra in alcuni punti, gradini ed appigli scolpiti nel tratti finale, n° 5 corde fisse posizionate di recente nel tratto finale, anche probabilmente per aiutare i meno esperti poiché trattasi di una escursione molto panoramica e relativamente breve, per cui molto frequentata.

Si vedano anche in merito la scheda del Rifugio Giovanni Bobba e relativa Galleria Fotografica.

ITINERARIO (sent. 10-11-s.n., tracciato GPS n° 26)

Raggiungere il parcheggio che si trova a nord del campo golf di Cervinia, svoltando a sx alla rotonda di ingresso dell'abitato e poi ancora a sx su una strada sterrata (dove compare già un segnale giallo su palina con il n° 11). Dal parcheggio (waypoint cervinia, mt. 2015) si individua il sottopasso che permette di valicare il terrapieno paravalanghe (è già visibile il rifugio appena sotto i nevai), oltre il quale si valica il torrente Marmore su un ponte di legno (ponte) ed ha inizio la sterrata (segnale giallo su palina con il n° 11 e numerazione su sassi). Seguiamo la poderale (che viene anche tagliata nei suoi tornanti da tracce di sentiero, lasciando a sinistra la deviazione per l'Alpe Morces, preannunciata da una stalla seminterrata con porta con arco in pietra (Amorcs, mt. 2094) sino a dove la poderale termina (finepod, mt. 2140 a 0.25 dalla partenza).

Per tutto il tratto di poderale e per tutto il percorso sino al rifugio, la visuale si amplia sempre più sulla conca di Cervina, mentre il Cervino assume lentamente un aspetto inconsueto e meno noto, mostrando un po' alla volta il lato ovest.

Poco prima della fine della poderale si stacca il sentiero 11 (ovvero prosegue, bivio1, a 0.25 dalla partenza) che si insinua in un canalone cespuglioso a seguire un torrente (Torrente di Maberger) nascosto alla vista da un terrapieno morenico creato dalle valanghe che in inverno si staccano dalle Grandes Murailles. E' la parte meno bella e più disagevole del percorso, in quanto ruscelletti e torrentelli d'acqua la rendono fangosa e sdrucciolevole (specie in discesa). Si sale lungo il torrente fino incrociare un sentiero proveniente da destra a mezzacosta, ossia il n° 35 o ex Alta Via 3 (bivio 2, mt. 2228 a 0.15 da bivio1, 0.40 totali). Pochi metri dopo si supera il torrente (torrente1), le indicazioni sono sempre evidenti su massi, e ci si sposta a sinistra traversando a mezzacosta fra ontani e cespuglietti vari, sino ad un poggio panoramico (panor1, mt. 2307, a 0.10 dal torrente/bivio2 e 0.50 totali).

Poco sopra vediamo i resti dell'Alpe Maberger (Amaber, mt. 2328, 0.05 dal panor1, 0.55 totali), della quale resta una bella stalla interrata con volta a botte interamente in pietra che può servire da riparo in caso di maltempo. Poco oltre le baite il sentiero 35 si stacca dal nostro percorso e prosegue sulla sinistra (bivio3, segnale su palina), noi invece svoltiamo a destra, su un terreno sassoso e ricco di rododendri , per risalire nuovamente secondo la direzione della massima pendenza, comunque non eccessiva, e poi spostarci nuovamente sulla sinistra sino a raggiungere una cresta morenica, oltre la quale scorre un secondo torrente, originato dal ghiacciaio di Jumeaux. Si segue la cresta sino a traversare il torrente più in alto (torrente2, mt. 2494, ore 0.35 dall'Alpe Maberger, 1.30 totali). Questo attraversamento richiede maggior attenzione, per il maggior apporto di acqua rispetto al torrente di Maberger e per il dover trovare il passaggio più agevole seguendo le tracce di sentiero.

Il rifugio ormai è ben visibile sulle rocce e ci guarda dall'alto. Superato il torrente si riprende a salire con alcuni tornanti e ci si sposta nuovamente a sinistra, traversando un altro ruscello (torrente3, di origine sorgiva), sino ad una seconda cresta sulla quale ci raggiunge, seguendo la stessa, il sentiero n° 10 (bivio4, mt.2610 a 0.25 da torrente2, 1.55 dalla partenza). La cresta si affaccia su un altro vallone (Comba di Vofrede) che domineremo dall'alto, in visuale quasi aerea, durante la salita. Poco sopra di noi la prima delle 5 corde fisse che aiutano a tenersi per superare l'ultimo tratto, scosceso ed un po' esposto, ma come detto non mancano gli appigli. Ci si sposta sulla sinistra e poi con diversi tornanti e bella visuale sul Cervino, aiutati dalle corde fisse (alcune sono leggermente lunghe, fare attenzione perché staccano un po' troppo dalla roccia), si arriva su una cresta dalla quale si scorge nuovamente il rifugio. Pochi minuti dopo lo si raggiunge sul fianco a sinistra (rifbob, mt. 2767 sul mio gps, ore 0.20 dal bivio 4, 2.20 dalla partenza).

Per raggiungere il "belvedere" seguire la traccia che si sposta verso sinistra (guardando la facciata del rifugio), dal punto di arrivo sino a raggiungere un poggio, poi piegare a destra seguendo sempre la traccia ed alcuni ometti, sino ad una pietraia e ad una cresta costituita dalle rocce alle spalle del rifugio (non più visibile), dal quale si amplia la visuale sulla zona (panor2, mt. 2817, ore 0.10 dal rifugio, 2.30 totali). Dalla cresta ma anche dal rifugio, si ha una bella visuale sul Cervino-lato ovest, sulla zona del Plateau Rosa e dei Breithorn (Piccolo Cervino un po' davanti a loro, più basso), sulle Cime Bianche, sui Tournalin, Becca Trecare e dietro essa Becca di Nana, più lontani si scorgono Becca di Vlou, Becca Torchè e Monte Zerbion.

RIENTRO

Stessa via in ore 1.30 (1.40 dal "belvedere" sovrastante il rifugio). E' tuttavia possibile effettuare un percorso ad anello scendendo per il sentiero n° 10 sino all'Alpe Bayettes e poi per il n° 35 per ricongiungersi al percorso di salita presso l'Alpe Maberger.

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